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    Parte

  1    Pro|              della toscana laboriosità era andato a morire solingo
  2    Pro|           profession di letterato; che era un Sel fade man, un auto-didatta,
  3    Int|           osservare che quel libro non era  più  meno che la vita
  4    Inf|            genitori, anzi poverissimi; era una casa vecchia vecchia,
  5    Inf|               eterna malinconia che vi era impressa; quando, velata
  6    Inf|            Tabosso. Questo, poveretto, era impedito nel camminare e
  7    Inf|               viso di pretto lucchese: era un tipo ascetico e fine;
  8    Inf|                di più a spartire; se n'era andata, dunque di casa staccandosi,
  9    Inf|                la povertà dei Rossetti era quanto più si può dire vergognosa;
 10    Inf|                mamma, perchè mio padre era in Lombardia col reggimento,
 11    Inf|           palla di schioppo.~Ada, poi, era la donnina di casa; lei
 12    Inf|            aiuto della mamma, la quale era sempre pallida e malandata.
 13    Inf|           infradiciava tutto: e quella era certamente la nonna Carolina
 14    Inf|         pregava di farla finita ma lui era un uomo di pochi spiccioli
 15    Inf|           amico, (poi sentirete se gli era amico davvero) camerata
 16    Inf|          battaglione di toscani.~Cecco era l'amico mio di tutto il
 17    Inf|               tutto il giorno. Ma come era brutto! Mi pareva grosso
 18    Inf|               e lui buono buono, quand'era in vena, si lasciava strapazzare,
 19    Inf|           impermalirsi. Meno che quand'era l'ora vicina che il babbo
 20    Inf|              urlo del babbo!.. Cecco s'era buttato disotto e non so
 21    Inf|                si scusava; ma il babbo era un energumeno. Carattere
 22    Inf|              il fatto tragi-comico che era accaduto proprio a lui un
 23    Inf|           montar le scale zufolando, s'era slanciato alla porta passando
 24    Inf|          ruzzoloni per terra. (Forse s'era scordato delle lacrime versate
 25    Inf|               che come dirò più avanti era maestra in San Ponziano,
 26    Inf|           badare se chi ricorreva a me era un birbo o un galantuomo;
 27    Inf|         camerate delle giovinette (lei era delle Verdi; perchè San
 28    Inf|             cioccolatini e chicche che era una maraviglia. Ma quel
 29    Inf|             che la casata di mio padre era nobilissima di Siena: lo
 30    Inf|         sentirete il perchè.~Mio padre era un uomo d'una bellezza rara
 31    Inf|               non è vero?~Eppure nulla era, a dire la pura verità,
 32    Inf|                 sempre in rivoluzione.~Era poi piacevole e d'ottima
 33    Inf|              Veniva dalla bassa forza; era stato ne' dragoni del granduca
 34    Inf|               Quando nacqui, mio padre era già soldato di re Vittorio,
 35    Inf|            campagne del '48 e del '49; era stato a Curtatone e Montanara,
 36    Inf|               umane la cui unica colpa era di non poterne più, mi destò
 37    Inf|                madre e di padre.~Egli, era, (come suol dirsi) «un carattere»;
 38    Inf|           medico gli somministrò e che era come fu accertato un veleno;
 39    Inf|            miseria.~La mia buona mamma era giunta a un punto però in
 40    Inf|          ferrovia, a que' tempi, non c'era; ossia, c'era ma per piccoli
 41    Inf|             tempi, non c'era; ossia, c'era ma per piccoli tratti; da
 42    Inf|             dalla memoria e dal cuore: era nientemeno che Beppe Bandi,
 43    Inf|         Caserma vicino al Faro, dove c'era un gran cortile aperto,
 44    Inf|          vecchi veterani genovesi, che era il quartiere detto di S.
 45    Inf|                e fanfare e fiaccole se era di notte; carrozze e veicoli
 46    Inf|               soldati e gli ufficiali; era un dare e pigliare di biglietti
 47    Inf|          mattina (che un gran nebbione era sempre intorno all'accampamento),
 48    Inf|         riformò il reggimento, ma, com'era ridotto: i poveri soldati
 49    Inf|           maggiori, il colonnello, che era il Cadolini, parevano essere
 50    Inf|                fodero, la sguainò..... era tutta coperta di grumi di
 51    Inf|           straccio, uscì – E mia madre era livida e piangeva.~Si partì:
 52    Inf|             mamma.~Una notte (il babbo era di picchetto alla porta
 53    Inf|        dondolavano in un modo curioso.~Era il Ponte di Barche di Piacenza:
 54    Inf|               non aveva che 28 anni ed era partita dalla Toscana da
 55    Inf|                che mi parve immenso. C'era un gran letto di ferro dipinto
 56    Inf|              cui il portone gigantesco era chiuso, come quello di una
 57    Inf|             capivo, nulla; ma Ada, che era più grande di me di sei
 58    Inf|        irreparabile perdita.~Mia madre era morta il 10 Gennaio del
 59    Inf|            vero che, piccolino come io era quando persi la mamma, non
 60    Inf|                specialmente Giulio che era il più grandicello, avevano
 61    Inf|             dell'immane sventura che m'era toccata?~Ma oggi, vecchio,
 62    Inf|            madre, e poi lui.~Mio padre era militare e bell'uomo; ufficiale,
 63    Inf|             portabandiera, giovane com'era (aveva 30 anni) si capisce
 64    Inf|              troviamo in una stanza ov'era mio zio Azzolino, e la moglie
 65    Inf|             chiamava Cesare Franchi ed era del Sasso di Bologna; quel
 66    Inf|                o nelle case ove spesso era invitato); mi levava la
 67    Inf|              la piccola razione che mi era assegnata e che mi veniva
 68    Inf|           montai su da me. I soldati, (era il 31° reggimento Brigata
 69    Inf|           facessero gli onori di casa: era un viavai di signore e signorine
 70    Inf|       delicatezze di una madre e che s'era incaponito di farmi soldato
 71    Inf|              di bove o finestrino, che era proprio a livello della
 72    Inf|              mia povera mamma, che ora era, diceva lei in Paradiso!
 73    Inf|               tutta quella robina ce l'era venuta a mettere la vecchia
 74    Inf|              ballonzolava sulle gambe: era bianco come un morto, poveraccio,
 75    Inf|              disgraziato di cafone non era arrivato, sotto i Borboni,
 76    Inf|           basso puorto; ma insomma tal era nel '60 lo stato della vita
 77    Inf|                da quando si scusava. C'era in quella sguardo un misto
 78    Inf|                gratitudine: napoletano era, e, ci gioco l'osso del
 79    Inf|        facevano la cui nota principale era lo scoppio di petardi e
 80    Inf|             razzi al cielo. Di giorno, era una gazzarra sulla marina
 81    Inf|        figlioli, di sera tardi, quando era folta notte prendevamo dei
 82    Inf|              la Cittadella, a pescare.~Era un'acqua, a vederla dalla
 83    Inf|         propria; sentire e vedere, che era piena zeppa di bestie orribili,
 84    Inf|              po' po' di traversata che era già forte e straordinaria
 85    Inf|             fatto tutte le campagne ed era il più buon figliolo del
 86    Inf|       estasiata; chè allora il Lorella era un vero personaggio e, a
 87    Inf|               allo stesso Cadolini che era, si può dire, il bau-bau
 88    Inf|             pesce che veniva in tavola era portato in certi vassoi
 89    Inf|              costì, o poco discosto, v'era il Pretorio che rimarrà
 90    Inf|      mortaretti, e zampogne e pifferi; era una babilonia che la descriverebbe
 91    Inf|             battaglione di mio padre, (era il ) fu distaccato d'urgenza
 92    Inf|               mio padre; che mio padre era ufficiale dell'esercito
 93    Inf|                tempi, (io non so ora!) era feroce nemico del nostro
 94    Inf|               è un fatto che Garibaldi era passato, trascinando seco
 95    Inf|          portava via il generale: egli era sul ponte ravvolto in un
 96    Inf|           opposto; tutta l'ufficialità era intorno al Cadolini: però
 97    Inf|           ancora; vicino a mio padre v'era un giovine, il tenente Carlo
 98    Inf|                che questo misfatto non era colpa di Vittorio: (e allora
 99    Inf|            spiaggia tutti dicevano che era piena di pescicani; si narravano
100    Inf|                un tremendo mostro se l'era intrippato vivo vivo; era
101    Inf|              era intrippato vivo vivo; era sparito un soldato; un pescatore;
102    Inf|          andavano innanzi nel mare che era pochissimo fondo e con acque
103    Inf|         confessò, quasi piangendo, che era un ordine del mio tenerissimo
104    Inf|              polpa e che di bianco che era me lo levarono (mentre io
105    Inf|               d'inghiottirlo, ma non c'era Cristo, non mi passava;
106    Inf|              grosso granchio......~Non era un granchio!~Era – mi raccontò
107    Inf|                   Non era un granchio!~Era – mi raccontò poi il babbo
108    Inf|              vedevo non erano pesci; – era un enorme tarantola (che
109    Inf|           corsi difilato in cucina ove era un grande armadio grigio;
110    Inf|          quella mia povera sorella che era di una bellezza straordinaria
111    Inf|             mani incrociate di dietro: era un uomo secco alto, nerboruto;
112    Inf|             natura.~Mentre facevamo – (era d'estate) la solita ora
113    Inf|               a farne le meraviglie.~V'era un foro nell'imposta della
114    Inf|         introdursi e scappare: insomma era per me come un teatro che
115    Inf|                 Fortunatamente il viso era lontano, ma la mano rimase
116    Inf|     abbruciacchiata; fortuna volle che era l'ora del rancio e i noti
117    Inf|               l'applicò sulla mano che era una macchia di sangue, filando
118    Inf|                 mi guardo la mano, che era diventata una poltiglia
119    Inf|            trovavo su un ponticello ed era piovuto. Vicino, seduti
120    Inf|             calzoni. Cesare mio, non c'era; vo, mi avvicino e plàffete
121    Inf|               che effettivamente matto era e di fatti e di nome) mi
122    Inf|            fatto; sentivo che il torto era mio, che il pover'uomo non
123    Inf|             vendicò, male, capisco, ma era un povero diavolo, un contadino,
124    Inf|           proprio per miracolo; quello era stato a Marengo, l'altro
125    Inf|           Marengo, l'altro a Waterloo; era piena l'Italia di veterani
126    Inf|             medaglia di bronzo; taluno era monco, o zoppo, e mi facevano
127    Inf|                che la vita del soldato era pure una vita indegna, e
128    Inf|            quali pensierini sovversivi era già capace il suo rampollo!~
129    Inf|              antichi, l'odio ufficiale era feroce contro il gran Nizzardo
130    Inf|           chiodi che non pagano più.~C'era, vicino alla caserma, la
131    Inf|       accorgendomi che quel giorno non era marina torbida, messo pianino
132    Inf|           insomma dopo dieci passi lui era stato capace di tirarmi
133    Inf|          onesto mio babbo! che la casa era disonorata, che io era l'
134    Inf|            casa era disonorata, che io era l'unico ladro che tutta
135    Inf|             piena di una minestra, che era sempre la medesima, di pasta
136    Inf|              anni; la scuola (privata) era uno stanzone in cui entravamo
137    Inf|           breve quanto scandalosa: No!~Era furente; gli scappaccioni
138    Inf|               cacciò via.~Una mattina (era d'aprile) alle 4 mi sveglia
139    Inf|                in camera dal babbo che era già desto; in terra c'era
140    Inf|              era già desto; in terra c'era un sacchetto, il mio zaino,
141    Inf|             vivere a tue spese.~Cesare era in un mar di lacrime; io
142    Inf|          lasciare il mio babbo; ma sì, era sonata l'ora del destino,
143    Inf|              in mano in un vagone (che era di terza perchè me lo ricordai
144    Inf|                me lo ricordai dopo che era dipinto di giallo e il sedile
145    Inf|          dipinto di giallo e il sedile era freddo freddo e duro duro),
146    Inf|              freddo e insensibile, non era stata capace di destare
147    Inf|        ricordai che il mio buon Cesare era di  appunto; e allora
148    Inf|              se il buon Cesare Franchi era vivo o morto.~Possa tu o
149    Inf|                ricordi lieti e tristi; era per me come un sogno, una
150    Inf|         Porretta, via, via, si muova».~Era nevicato e la piattaforma
151    Inf|                o non esisteva allora o era successo qualche guasto
152    Inf|             qualche guasto alla linea: era tardi, avevo fame; un viaggiatore
153    Inf|                 si dice, per me. Non c'era rimedio, bisognava lasciarsi
154    Inf|              bravo ora verrai con me».~Era, quell'onesto vecchio, il
155    Inf|           fatto le campagne insieme ed era stato un valoroso a Curtatone
156    Inf|              nonno: O cielo! che manna era quella? il mio palato non
157    Inf|              sentito cosa più ingorda.~Era l'Ascensione, ho detto,
158    Inf|      banchettava, tanto che la nomea n'era grande a Lucca e lo zio
159    Inf|             imbanditi d'ogni primizia. Era la casa della Cuccagna;
160    Inf|            dovuto dimostrare che buona era l'intenzione. Eppure: oh
161    Inf|                delle persone.~La nonna era una bellissima vecchia,
162    Inf|              che io vi stetti assieme, era regina assoluta.~Donna però
163    Inf|               aveva avuto del tragico; era nata nel 1800 a Siena da
164    Inf|            sensibilità, e onestissimo: era maestro di calligrafia,
165    Inf|             gonfalonieri; maestro pure era l'avo e si chiamò anche
166    Inf|               detto, teneva scuola che era frequentatissima di giovanetti
167    Inf|               Carolina eccellentissima era nell'arte del ricamo e aveva
168    Inf|                collo rigonfio; insomma era un'opera inestimabile. Codesti
169    Inf|              per le varie classi, ve n'era uno, Policarpo Magni, sceso
170    Inf|             inverno e con la neve alta era costretta a levarsi alle
171    Inf|              il lettore sentirà, non v'era, e non vi fu, de' fratelli
172    Inf|     somministrava alimenti e ricovero: era una mania che la rendeva
173    Inf|                come guida, della quale era molto amica, tanto che,
174    Inf|          chiamavano la mamma dei cani! Era poi caritatevolissima co'
175    Inf|          quand'io lo conobbi, nel '65, era già ricchissimo, e la casa,
176    Inf|               domeniche poi a tavola s'era sempre vicino alla ventina,
177    Inf|              mi fece da padre.~Grasso, era d'una ciccia giovareccia,
178    Inf|                quando qualche cliente (era procuratore e faceva l'avvocato
179    Inf|                una cosa o per l'altra. Era abilissimo e più d'un avvocato;
180    Inf|                sor Luigi Paladini (che era quello che dava il nome
181    Inf|     arricchivano quell'anima generosa. Era simulatore e dissimulatore.~
182    Inf|          perbene. La povera nonna, che era ancora una bellissima sposa,
183    Inf|               una bellissima sposa, ed era stata come la fama suonava
184    Inf|                a diventare matta, tant'era gelosa diventò una tigre;
185    Inf|                segno tale, che la casa era divenuta un vero inferno;
186    Inf|             onesto del cuore: la nonna era circondata da gente che
187    Inf|            sapere! Un giorno che non c'era nessuno in casa, la povera
188    Inf|                casa le dissi che non c'era nulla di verità in tutto
189    Inf|              perchè la nonna Carolina, era una donna tutta fuoco e
190    Inf|                aveva una voce soave ed era bella; due begli occhi luminosi;
191    Inf|               nonna m'adorava, Fanny m'era come sorella; ma in cuore
192    Inf|    misericordia; capivo che quella non era casa mia, e che il pane
193    Inf|             che il pane che mi davano, era pane salato e salato bene:
194    Inf|             preparato~Lo zio Policarpo era un galantuomo ma freddo
195    Inf|                ma freddo e compassato: era simulatore: e dissimulatore,
196    Inf|            sventato del reggimento, ov'era tanta gioventù spensierata,
197    Inf|              la più sconfinata libertà era il condimento del poco e
198    Inf|              primo uomo che lo salutò, era un luccheseLucca, ha
199    Inf|           macchina pneumatica.~La Casa era bella; ariosa, vasta; si
200    Inf|           belle e pulitissime vetrine: era quella la biblioteca, ricchissima,
201    Inf|           portava con  le chiavi e n'era tanto geloso che non le
202    Inf|              sua Fanny la quale, pure, era la gemma, la pupilla dei
203    Inf|               ch'egli, gelosissimo com'era e schizzinoso delle robbe
204    Inf|               la zia Vira, manesca com'era!....~Per fortuna la nonna
205    Inf|                   Per fortuna la nonna era una donna spregiudicata
206    Inf|            confortatrice e protettrice era ricco; non chè, talvolta,
207    Inf|             non sapevo rendermi conto! era forse amore, paura, gratitudine:
208    Inf|               lo posso spiegare: forse era tutto codesto insieme.~Nel
209    Inf|              mandato via anche da lui, era già ricco; ma posso dire
210    Inf|             che faceva nelle campagne; era curatore di fallimenti e
211    Inf|             impaziente.~Alla zia Vira, era riserbata la funzione di
212    Inf|         funzione di prete: alla novena era lei che snocciolava tutto
213    Inf|             tutta quella grazia di Dio era finita, s'alzava dura dura
214    Inf|           schiavitù non l'ebbi, perchè era spregiudicatissima e rideva
215    Inf|           messa?».~– «Eccome!».~– «Com'era vestito il prete?».~Io che
216    Inf|               e uno dei grandi: questo era il Rettore, Vincenzo Giannini,
217    Inf|                poteva andare; ma Carlo era tutto gavinoso e rinficosecchito
218    Inf|            intentique ora tenebant~che era solito intonare subito appena
219    Inf|        pensando che tutta la colpa non era mia. – Quella famosa legnata!..~
220    Inf|                accorai: povero Casali; era un patriota, grand'amico
221    Inf|                tutto paonazzo in viso (era già rosso di suo come un
222    Inf|          sempre le stesse cose e noi s'era più ciuchi di prima.~C'era
223    Inf|             era più ciuchi di prima.~C'era costì un armadio a vetrate
224    Inf|              nel fare un esperimento s'era dimenticato di chiudere
225    Inf|              di chiudere la valvola ed era scoppiata; il barometro
226    Inf|          cristallo una volta che gli s'era sciupato; i termometri,
227    Inf|               lontano in un cortile; m'era rimasta una curiosità incredibile
228    Inf|                disse, secco secco, che era un fenomeno di luci; ma
229    Inf|             buoni di quella scienza. V'era con me uno scolaro di Garfagnana,
230    Inf|           illustrative d'ogni fenomeno era il Faust: io avevo un bel
231    Inf|               bel tipo di professorone era il Santarlasci, di calligrafia:
232    Inf|           caricatura, tal e quale egli era, sulla lavagna, su' finestroni,
233    Inf|               scoperti dove infatti vi era uno stabilimento di pellami.~
234    Inf|          gliene pensammo una stupenda: era di giugno e le mura, a quel
235    Inf|               costui insegnava male ed era cattivo; e finì, che lo
236    Inf|               posso del tiro che gli s'era fatto.~Un'altra burla fu
237    Inf|           Dunque la burla fu questa.~C'era sulla cattedra del maestro
238    Inf|             occhi sono rivolti su lui; era più tinto del solito e più
239    Inf|               volle che si dicesse chi era stato il colpevole: tutti
240    Inf|                 si chiamava Torello ed era veramente un toro, rosso
241    Inf|                così sincera, che non v'era lezione che il buon Del
242    Inf|                 delle simpatie: oh no; era un insegnante abilissimo,
243    Inf|              cuore; per lui, la scuola era un tempio; la cattedra un
244    Inf|                insegnare a' giovani.~C'era, fra noi, un giovinottone
245    Inf|               tu col nostro Del Carlo.~Era figlio del colonnello Giovannetti,
246    Inf|         tornava daccapo.~Il Delcarlo n'era stufo: un giorno gli disse
247    Inf|             Preside venuto a veder cos'era quel pandemonio) invece
248    Inf|          lezione;~E siccome pioveva ed era tempo fello,~Gli tenne tutto
249    Inf|      artigliere. Ci fu chi mi disse ch'era stato alla guerra nel '66
250    Inf|                alla guerra nel '66 e s'era mostrato un valoroso come
251    Inf|               ecc; morì giovane, quand'era nel colmo della salute e
252    Inf|          presto, fu quello di disegno. Era il Dal Poggetto: un omino
253    Inf|              l'abilità di codesta mano era maravigliosa: pittore caldo
254    Inf|              suo tempo dai giovanetti: era buono? era bello?~Capitolo
255    Inf|             dai giovanetti: era buono? era bello?~Capitolo X.~ ~ ~ ~
256    Inf|             mia zia che mi gridava che era tempo d'alzarsi: – lasciami
257    Inf|               felice! E felice davvero era la vita mia: fatti que'
258    Inf|           uscio e chi mi vede mi vede.~Era Carlo Bini mio coetaneo;
259    Inf|        trascinandoli a San Romano.~Cos'era stato?~Il lettore riderà,
260    Inf|            squadrone di cavalleria che era di presidio a quel tempo,
261    Inf|         domanda all'arcivescovado (che era un Giulio Arrigoni) per
262    Inf|              spilungoni: la caricatura era accompagnata da una salace
263    Inf|              quel modo: il male fu che era stato padrino o compare
264    Inf|            alzarlo) dissi al maestro: (era napoletano e si chiamava
265    Inf|                Leopoldo Pratolongo che era il primo di ginnastica:
266    Inf|               la chiave in studio (che era a terreno) e mi diceva di
267    Inf|             parete della mia camerona: era lui; veniva a strologare
268    Inf|            dire: – «Ma eran libri, non era mica denaro o roba che potesse
269    Inf|               nelle carni; la camicia (era d'estate) tutta costellata
270    Inf|              lui, pauroso di suo, se n'era stato a vedere in un angolo
271    Inf|              tratto silenzio perfetto. Era una maraviglia a sentirli.~
272    Inf|               tanto delicatamente, che era difficile accorgersi quale
273    Inf|                stecche della gabbia.~C'era fra quelle bestioline una
274    Inf|         educata a far qualunque gioco: era un'ossessione; non mi lasciava
275    Inf|               perchè per disgrazia s'era ficcata una zampina fra
276    Inf|                e giù botte da orbi; ma era duro a morire; si divincolava,
277    Inf|           saltava addosso, agli occhi; era furente: mi ricordai che
278    Inf|             emozioni.~Mia zia Adelina, era, come già ho detto al principio
279    Inf|              vita di sogni.~L'istituto era quasi claustrale: proibito
280    Inf|           ficchino; la direttrice, (ch'era la signora Bracer) e le
281    Inf|             anni) si chiamava Carmela; era palermitana; ricchissima (
282    Inf|               di un gran patriotta che era entrato con Garibaldi in
283    Inf|      applaudivano, la complimentavano; era la fata di quelle riunioni;
284    Inf|              saprei indovinare che cos'era!~Il giovedì, quando le ragazzine
285    Inf|               a un tratto a capire cos'era quel dolce eppur tanto doloroso
286    Inf|           silenziose e appassionàte ed era una fantasima, ma che cantavano
287    Inf|               lo spirito. Il primo non era molto robusto per dire il
288    Inf|               molte cure; il secondo s'era liberato, a poco a poco,
289    Inf|                perchè diceva che non c’era nessuno che potesse montare
290    Inf|              dal quinto piano (la vite era fissata tutto lungo il casamento
291    Inf|             dalla parte interna dove c'era una gran corte, dei Mencacci;
292    Inf|               agguanto al tralcio, che era grosso e forte; e mi lascio
293    Inf|             rimandarmi dal babbo. Ma c'era la nonna sempre e la nonna
294    Inf|            nonna sempre e la nonna non era una rocca tanto facile a
295    Inf|         schietta: tra Carlo e me non c'era stata mai un'affezione veramente
296    Inf|             vincer cause. E Carlo se l'era legata al dito: lo giudicheremo
297    Inf|               a Milano.~Certo lui, che era maggiore di me, poteva e
298    Inf|               povera nonna che tanto m'era affezionata.~ ~Divento ghiotto.~ ~
299    Inf|         diventare goloso e mangione. C'era in casa una stanzaccia che
300    Inf|              altre lecornie; insomma c'era tutto ciò che il diavolo
301    Inf|           tentato Sant'Antonio.~Chiuso era, codesto tempio delle delizie;
302    Inf|            vino o frutta o dolci; ma c'era poco da stare allegri, perchè
303    Inf|       mandavano addietro Natalina (che era la serva).~Il diavolo però
304    Inf|         Accanto alla famosa dispensa c'era la camera delle citte così
305    Inf|              in cui dormivano insieme, era appoggiato al muro divisorio
306    Inf|            parati che l'avvolgevano, v'era una finestrina ovale, una
307    Inf|              aiutava! nella dispensa c'era una scaletta a pioli che
308    Inf|              Ecco, ecco – vedete – chi era il ladro?» – «Lo dicevo
309    Inf|               per rovinarmi affatto.~C'era, in una specie di stanzaccia
310    Inf|           bastonava, più io gridavo ch'era un'infame un'aguzzina, una
311    Inf|                 A tempo mio, Viareggio era ancor più delizioso e bello
312    Inf|        sessantanni: Viareggio, allora, era un borgo mezzo selvatico,
313    Inf|               ti bagnava i ginocchi. E era un acquina tanto bianca,
314    Inf|                 il paranzellaro.~ ~Com'era bella quella sera di fin
315    Inf|                quella vigilia? Il mare era così per l'appunto;  più
316    Inf|             gli aveva risposto, anzi s'era alzato e se n'era andato
317    Inf|               anzi s'era alzato e se n'era andato più in , accoccolato
318    Inf|                anni, lei, la Celestina era venuta su delicata e debolina,
319    Inf|              chi l'avvicinava. Assunta era più forte e ardita; Celeste
320    Inf|           Maddalena gridava l'Assunta, era sempre lei che si metteva
321    Inf|                pace per forza: Celeste era l'occhio diritto di quell'
322    Inf|                di faccia, mutava viso; era un'altra cosina; pareva
323    Inf|           tant'erano chiare e limpide. Era bona poi con tutti – povera
324    Inf|                mamma e al babbo, non c'era da parlarne.... era il passerotto
325    Inf|              non c'era da parlarne.... era il passerotto di casa e
326    Inf|         allegria dappertutto. Drea non era ricco, tutt'altro; campava,
327    Inf|        Giuseppe Padre; Stella, la mia, era vecchia come il peccato
328    Inf|               Canale come rondini..... era un vede'!~– «Noi s'era di
329    Inf|                 era un vede'!~– «Noi s'era di casa di Drea; perchè
330    Inf|             più grande de' mi' ragazzi era innamorato di Celeste; ma
331    Inf|              mio secondo figliolo, che era un omino più quieto e più
332    Inf|               a sedici anni, Celestina era una donnina da casa che
333    Inf|               donnina da casa che ce n'era poche a Viareggio; e l'Assunta,
334    Inf|                 e l'Assunta, anco le', era una bona figliolina in tutto,
335    Inf|          Assunta n'aveva venti e non c'era ragazza, giù di via, che
336    Inf|               medaglia al valore che s'era beccata con Garibaldi! e
337    Inf|          braccetto come una regina e n'era gelosa come delle pupille
338    Inf|          prènde marito: e Assunta, (ch'era fiera e focosa e di poche
339    Inf|             chi ci pensa!...»~*~* *~– «Era il 28 settembre (me ne ricorderò
340    Inf|             ammainato il pollaccone, s'era lasciata soltanto la latina
341    Inf|              issarono in cuperta, Drea era più morto che vivo povero
342    Inf|            calmò.~Alle 6 la tempesta s'era abbonacciata un ; provai
343    Inf|               di robba che avevo che era  drento. La povera Stella
344    Inf|           perchè, a dir’ il vero, ce n'era volsuto anche a noi per
345    Inf|              pane e tutto! Drea, che s'era buttato sul letto, quando
346    Inf|               dovessi morì..... Menico era stato sempre un bon figliolo
347    Inf|             sentì un urlo: Celestina s'era affacciata alla finestra,
348    Inf|              via la Misericordia che c'era tutto Viareggio e viènsino
349    Inf|             bianco. L'avesse vista com'era bellina in sul lettino,
350    Inf|        coricino rotto; bionda come oro era; povera picina, e gli occhini
351    Inf|          sapeva come la povera bimba s'era ferita;  l'uno  l'altro
352    Inf|               in ner dubbio che quello era l'assassino della su' sorellina?~– «
353    Inf|            lassà solo quell'omo  che era rimasto abbandonato; le
354    Inf|               nun volse navigà più e s'era empito di debiti ci si mèsse
355    Inf|               viènsi a sapè che Menico era vivo in California, poi
356    Inf|              Volse rivedè 'r posto dov'era interrata la bimba, Celeste
357    Inf|                io nun ne vòlsi piglià. Era diventato ricco ricco tanto
358    Inf|              miei amici di Viareggio c'era fra gli altri un Cesarino
359    Inf|           nelle mie mani.~Ma Landomia, era bianca come una morta; con
360    Inf|            essere presentabili.~Cesare era un bel giovinetto della
361    Inf|     allampanato, timido, e impacciato, era proprio la figura di don
362    Inf|           sputato del Bietolone. Non c'era burle che non gli fosse
363    Inf|              giovane, semplicione lui; era una festa vedere i subitanei
364    Inf|           importuno de' nostri giochi. Era figlio dell'avvocato Francesco
365    Inf|              noi chiamavamo il figlio) era un prepotentuolo smargiasso
366    Inf|            punte: diverse volte costui era entrato in mezzo a noi,
367    Inf|       rimbalzare sotto il mio braccio. Era la testa del disgraziato
368    Inf|                e miserando spettacolo! era caduto, il poveraccio, lungo
369    Inf|         distese su tutte le cose, e io era rimasto  come inebetito
370    Inf|                   Che sì, la colpa non era mica mia, se dopo tutto,
371    Inf|              non temessi di nulla.~Chi era quella giovinetta? come
372    Inf|          quella giovinetta? come mai s'era mossa da  per venirmi
373    Inf|                   Si chiamava Luisina: era figlia d'un ricco signore,
374    Inf|             timore; le ho detto che io era un vile, e che non avevo
375    Inf|                                        Era quel dolce~E inevocabil
376    Inf|               e con tutta la famiglia; era furioso, minacciava; lo
377    Inf|               letto il povero Pallino: era giallo cadaverico; la pelle
378    Inf|               mandato all'altro mondo, era il figlio dell'Avv. Raffaello
379    Inf|           Brown, commerciante inglese. Era Giuseppe Mazzini. Il giorno
380    Inf|             casa, acquistata nel 1870, era stata da poco rimessa a
381    Inf|           mignatte sotto il collo. Cos'era stato? ricordavo, in sogno,
382    Inf|                mi metteva sul letto. C'era nella camera una statuina
383    Inf|             notte, colta da spavento s'era data a correre come una
384    Inf|            privato, perchè dicevano ch'era il medico di casa reale.
385    Inf|             per me d'indicibil dolore: era notte chiara e stellata,
386    Inf|             lettore?) un bottone che s'era strappato della sua camicetta
387    Inf|               alla nonna.... ma questa era già peggiorata di tanto,
388    Inf|                e calci alla canina» – (Era questa una bestiaccia che
389    Inf|              morta la buona nonna (che era stata veramente la mia seconda
390    Inf|           anch'io che quando la bara s'era ingojata e portava via l'
391    Inf|                donna angelica e soave, era ben lontana nel suo convento;
392    Inf|           Ferrovie Romane; in casa non era rimasto che le due citte,
393    Inf|          costei si chiamava Giulia, ed era l'antica ganza del nonno;
394    Inf|             principio, la povera nonna era stata furiosamente gelosa.~
395    Inf|             Entrava da padrona! Costei era stata meretrice, ma il nonno (
396    Inf|          diceva) l'avesse riabilitata: era un'azione nobile e umana?
397    Inf|      affezionava di più: lo credo, io! era un predestinato!~Gloria
398    Inf|              Lida, e il proprio amante~Era in odio a ognun di lor.~
399    Inf|           amante odiava,~Pari all'odio era l'amor.~Apprendete, alme
400    Inf|             sollevo il quadro: oh Dio! era tutto macchiato d’acqua
401    Inf|               punte fredde acutissime; era un colpo traditore di compasso
402    Inf|               ti concio io con lo zio»~Era suo zio un fratone Camaldolese
403    Inf|           morto; e vera testa di morto era il frataccio; un teschio
404    Inf|          comincia a suonare il flauto.~Era una musica magnifica; le
405    Inf|              quel bel cecino di nipote era un vero canaglia, s'accorse
406    Inf|            rubato, aveva ferito uno ed era stato messo in galera...
407    Inf|               galera... Parce sepulto?~Era rimasto solo e abbandonato
408    Inf|         persona sembrava volermi bene: era questa una povera vecchia
409    Inf|                poveretta, dicevano che era rimasta sola al mondo, avendo
410    Inf|                di Pescia.~Se Viareggio era stato famoso per l'allegria;
411    Inf|               cantava da baritono, e s'era fatto frate.... per passare,
412    Inf|             botta cadendo!~E la lepre? Era tanto che m'aveva promesso
413    Inf|        abitudine che altro; la mattina era fredda; ma chiara; gli alberi,
414    Inf|             fallito il tiro! Il fucile era a una canna sola; la lepre
415    Inf|              de' miei amici contadini, era questo: «Bon giorno signoria;
416    Inf|           tri-tri-tri - tri-tri-tri... Era basso, quasi a un metro
417    Inf|      Rabbrividii perchè, il pettirosso era caduto proprio nel sentieruolo
418    Inf|              altro bianchi e leggieri; era un sipario candido e roseo
419    Inf|      conflagrazione degli elementi: ma era una battaglia silenziosa;
420    Inf|             fulmini.~E tempesta orrida era; il suo ricordo non si cancellò
421    Inf|             chino per cercare i pezzi, era ridotta in bricioli....~
422    Inf|       penetrali della terra – per dove era passato il nubifragio.~Nessuna
423    Inf|             anima vivente, altro non v'era che la solitudine, la notte,
424    Inf|              tanto, che, oramai, non c'era cosa che accadesse un po'
425    Inf|            prova «Frangar non flectar» era, anche allora il mio blasone,
426    Inf|              beve, prete Pappaciucci. (Era costui un pretaccio grosso
427    Inf|               le Cappelle di campagna.~Era una notte buia buia; sibilava
428    Inf|          contro, giro a destra, dove c'era una porticciuolina che metteva
429    Inf|            passo un po' più su, dove c'era una specie di credenzina
430    Inf|            loro e più reprimevoli. Non era nulla bere e sghignazzare
431    Inf|          Giulio Travaglini di Firenze. Era costui un degnissimo personaggio
432    Inf|            spasmodici dolori a' calli; era però spiritoso e di buon
433    Inf|               ora le sue virtù.~Costui era spiritista fervente e convinto:
434    Inf|              le rimise tutte in cenci.~Era un magnifico terremoto che,
435    Inf|            dissero, da tant'anni non s'era sentito l'uguale; i miei,
436    Inf|         cinquanta o sessant'anni non s'era ripetuta una cosa simile.
437    Inf|           vedermi; ma seppi invece che era venuto per mungere denaro
438    Inf|            Merlo, perchè mio padre non era uomo da farsi tirar da nessuno
439    Inf|                casa di quel Tonio, che era vicina al luogo detto Paradiso.~
440    Inf|             Paradiso.~Entriamo: l'uomo era a una tavola con uno schioppo
441    Inf|              il tenente (mio padre non era ancora andato agli esami
442    Inf|           passare col sor tenente, che era un vero assassino. Non c'
443    Inf|               un vero assassino. Non c'era un soldato che gli volesse
444    Inf|                ne può ricordare perchè era troppo piccino, e la su'
445    Inf|              lacrime agli occhi; Fanny era commossa; la moglie, i figliolini
446    Inf|          Giulio»: nulla.~Il poveraccio era un vero galantuomo. E così
447    Inf|        benedetto uomo....».~E che uomo era Pericle si vide l'ultimo
448    Inf|          rimanemmo senza fiato. Quella era la sua bravura!~Il giorno
449    Inf|               di sostegno del tetto: c'era costì (e l'avevo visto diverse
450    Inf|              scavato nella soffitta, c'era un sacco di canovaccio,
451    Inf|        spiritata pareva di sasso, tant'era la paura che avevano addosso.~
452    Inf|           bimbo di poco più d'un anno:~Era codesto un bambino dispettoso
453    Inf|                d'ogni colori, e perchè era di Carlo gliele davano tutte
454    Inf|             gliele davano tutte vinte.~Era l'idolo di tutte le vecchie
455    Inf|           Avevo avuto un padre che non era padre; un nonno che non
456    Inf|           dalla scomparsa della nonna, era entrata al suo posto quella
457    Inf|              lei un servitorino; non c'era cosa che si potesse inventare
458    Inf|                me e me, e poichè la si era affezionata a quella bestiaccia
459    Inf|                delle impertinenze.~Che era un pezzo che soffrivo; che
460    Inf|            scrisse alla zia Fanny (che era andata col marito a Firenze)
461    Inf|            lusinga e quel Gragnano che era stato il mio paradiso, il
462    Inf|             uomo (l'ho già detto), non era mai stato gran che espansivo
463    Inf|               gentilezza, d'umanità, c'era pur un zinzin di noia d'
464   Puer|               la sua solita freddezza: era, come ho detto, il marito
465   Puer|               niente a ridire: insomma era un pedante, un dandy striminzito
466   Puer|        tranquilla e soave.~La poverina era stata maritata a codesto
467   Puer|             per forza; da fanciulla si era innamorata d'un bel giovine,
468   Puer| misteriosamente però e sempre quando s'era sicuri che nessun sentisse)
469   Puer|                 dopo un pezzo, Nando, (era telegrafista alla Ferrovia);
470   Puer|              la scala; si diceva che n'era autore Giotto, che aveva
471   Puer|   riseccolimento, di fame e di studio, era quella d'un mio zio carnale:
472   Puer|                molto istruita. Lo zio, era uno spirito gretto e taccagno,
473   Puer|             stazione, la Marietta, (ch'era l'allampanata domestica)
474   Puer|                burrasca – e burrasca l'era purtroppo; prima di tutto
475   Puer|          tranquillo, perchè l'antifona era sempre la stessa: – Oh!
476   Puer|               consolavo.~Eppure lo zio era anche ricco! aveva avuto,
477   Puer|           lezioni della zia Adele; gli era arrivato come un fulmine
478   Puer|              Farmacia del Casato, dove era la nostra casa antica. E
479   Puer|       scoprirsi che la nostra famiglia era una antichissima e nobile
480   Puer|                 mi facevano ridere, ma era riso rabbioso, e al tempo
481   Puer|             verso piazza Valfonda, ove era allora la Direzione delle
482   Puer|         compare un uomo alto e grosso; era francese e Nando mi presentò
483   Puer|                y, reflecchissez - y!».~Era costui il celebre Michon,
484   Puer|         assegnato all'Ufficio Spese: n'era Capo Ufficio un certo Luigi
485   Puer|             monco della mano sinistra, era uomo di poche parole e di
486   Puer|        apparenza, una chimera.~Un eroe era stato il Foli, per i suoi
487   Puer|          facchinesca, la mossaccia non era da eroe di certo; no, non
488   Puer|              da eroe di certo; no, non era da uomo; no, non era da
489   Puer|               non era da uomo; no, non era da padre (aveva tre figlie)
490   Puer|                d'uomini e di lavoro.~M'era compagno – un lombardo:
491   Puer|             appendici. Naturalmente io era per lui l'asinello di Buridano:
492   Puer|         sacrestia e di pedanti che non era fatto per me; la vita d'
493   Puer|           registri, le contabilità non era fatta propria per una testina
494   Puer|       silenziosa, posata, a quel modo, era impossibile pe 'l mio carattere;
495   Puer|              paziente, remissivo: a me era impossibile: come avrebbe
496   Puer|     galvanometri; – te l'appoggio io.»~Era uscita proprio allora una
497   Puer|             Gabbriello Becherucci, che era, a detta della fama, un
498   Puer|           esame teorico: il Becherucci era veramente un professore,
499   Puer|                anche lui, sornione com'era, dovette riconoscere che
500   Puer|              il lettore quanta fiducia era da prestarsi a codesto pezzo


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