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| Alfabetica [« »] epilogo 1 equazione 1 equivale 1 era 55 erano 4 eravamo 1 eravate 1 | Frequenza [« »] 60 più 59 del 57 signora 55 era 54 vi 50 i 48 mio | Anton Giulio Barrili Una notte bizzarra Concordanze era |
Cap.
1 Ded| Tu dirai che, anche là, era quistione d'urgenza, imperocchè 2 I| I.~ ~ ~ ~Era la notte dal 12 al 13 di 3 I| Pure, Roberto Fenoglio non era felice; si annoiava da mattina 4 I| noiosi vicini; e tuttavia non era felice, e si annoiava maledettamente.~ ~ 5 I| versi, e a breve andare se n'era stancato. Ma queste cose 6 I| la noia in compagnia. S'era suonato, ballato e cenato, 7 I| il berretto di cotone non era la più bella cosa del mondo. 8 I| non sai tu, che, se non era il pensiero della mia bella 9 I| atto di Felice, intento com'era a rispondergli.~ ~- Ah sì, 10 I| mela. E dieci giorni dopo era morto.~ ~- Dilla su dunque 11 I| la posizione orizzontale era dolce come a Magnasco il 12 II| Fenoglio, come vi ho detto, era rimasto sdraiato sul suo 13 II| pochi minuti dopo, egli era rimasto assopito.~ ~Non 14 II| porzione. Roberto Fenoglio era uomo che non disprezzava 15 II| nell'anticamera. La sala era deserta; imperocchè l'unico 16 II| sciampagna, e la licenza gli era paruta un comando. La bella 17 II| bellissime labbra.~ ~Essa era bella, mio candido lettore, 18 II| Fenoglio.~ ~Cotesto non era rispondere, siccome ognun 19 III| giurarvi che, galante com'era, anco nei momenti più difficili, 20 III| ne' suoi; la sconosciuta era bella, assai bella; il contatto 21 III| contentarti. -~ ~Tutto ciò era avvenuto in un batter d' 22 III| voltandosi ai sergenti. - S'era suonato e ballato.... una 23 III| disse il Piccione, che era il più cerimonioso dei due 24 III| poichè una donna appunto (ed era certamente lei) è uscita 25 III| Intanto Roberto Fenoglio era andato in una camera vicina 26 III| andavano ancora. Fenoglio era sulle spine, poichè gli 27 III| bella, di rossa ch'ella era divenuta, si fe' più pallida 28 III| tradisce la lingua. -~ ~Non era vero niente; Roberto Fenoglio, 29 III| Quindi tornò nel salotto, dov'era rimasta la sconosciuta, 30 IV| IV.~ ~ ~ ~La bella ignota era caduta sulla poltrona accanto 31 IV| vuol turarsi gli orecchi.~ ~Era grazioso in quell'atteggiamento, 32 IV| che da qualche settimana era infermo. La poverina, giunta 33 IV| la mia dignità di donna era tuttavia a repentaglio, 34 IV| della scranna sulla quale era venuto a sedersi per cominciare 35 IV| lo so. La novità del caso era fatta piuttosto per ispirarmi 36 IV| Roberto Fenoglio rimase muto. Era quella la più eloquente 37 IV| suo caso particolare, non era quello il momento per costringerla 38 IV| purità de' miei intendimenti. Era quello il primo omaggio 39 IV| conosco.... Figuratevi! egli era qui seduto su quella medesima 40 V| cinese, tornava quel che era, un simpatico giovinotto, 41 V| avere un gentile aspetto, era innamorato cotto; e l'amore, 42 V| nè una cosa, nè l'altra; era fresco di un'ora, ma era 43 V| era fresco di un'ora, ma era nato vigoroso come Ercole, 44 V| eretico, direi che quello era il suo Tabor, e che intorno 45 V| bellissima Laura Moneglia.~ ~Chi era costui? Perchè al veder 46 V| a guisa di spiritato?~ ~Era Felicino Magnasco, che vedeva 47 V| Roberto Fenoglio non lo era meno di lui.~ ~- Oh, buon 48 V| Pieni poteri. -~ ~Era tempo che s'intendessero; 49 V| arnese tra le dita. - Essa era a terra, di costa al tavolino.~ ~- 50 V| Roberto Fenoglio non s'era vantato oltre i suoi meriti, 51 V| anticipazione, dovevo far io, era egli ragionevole di chiedermi 52 V| nello sguardo di Roberto, c'era tanta malinconia, che madonna 53 V| sua perdita,~ ~Felicino era un uomo del suo secolo, 54 VI| passi lenti.... Ella non era così leggiadra come il primo 55 VI| come il primo giorno che era salita lassù, e aveva bisogno