Vol., Parte, Cap.

 1  1,  1,       I|        ella  il conforto della luce e dell'aria.~ ~Anzitutto,
 2  1,  1,       I|          ad avere da sinistra la luce, stava un tavolino, che
 3  1,  1,      IV|     fanciulla splendevano di una luce modesta, non scintillavano
 4  1,  1,     VII|      cosa che loro talenti, alla luce del sole. La vendetta è
 5  1,  1,       X| guardarli bene una mattina, alla luce del sole, e ti asserisco
 6  1,  1,       X| intendere come il riflesso della luce o dell'ombra, li possa far
 7  1,  1,      XI|      ciglia, scintillavano d'una luce più vivida, e l'alabastro
 8  1,  1,      XI|          colorati dell'iride, la luce di cento doppieri.~ ~- Come
 9  1,  1,     XII|     quotidianamente un raggio di luce per consolare la tetra malinconia
10  1,  1,     XII|      avessero il beneficio della luce spirituale. Qui, poi, non
11  1,  1,      XV|         ardiscono mostrarsi alla luce del sole. Se fossero tali
12  1,  1,   XVIII|        le colline c'è sorriso di luce, di verde e d'aria purissima.
13  1,  1,      XX|   rischiarate di notte; ma se la luce mancava, c'erano avventori
14  1,  1,    XXII|           mostrava maluccio alla luce del sole, essendo già un
15  1,  1,    XXIV|       sui vicoli c'è la medesima luce.~ ~- Eh! le cose si fanno,
16  1,  1,    XXIV|          palazzo Vivaldi era una luce vivissima. Numerosi servi
17  1,  1,    XXIV|        contenderla a Giove. Alla luce dei doppieri i capegli d'
18  1,  1,    XXIV|      degnamente in quanto che la luce, in ogni parte profusa,
19  1,  1,    XXIV|         che aggiungevano la loro luce a quella di un grande lampadario
20  1,  1,     XXV|         guise dai riflessi della luce, componevano quasi un'aureola
21  1,  1,    XXVI|   inebbriato in quell'aureola di luce tiepida e di arcani effluvii
22  1,  1,    XXVI|          ai mille riflessi della luce, alle fragranze dei fiori.~ ~
23  1,  1,   XXVII|         per quella sala, dove la luce dei doppieri era più mite
24  1,  1,    XXXI|         male avvezzi ancora alla luce, dicevano chiaro che il
25  1,  1,    XXXI|       tramutava in orchestra. La luce fioca che stenebrava il
26  1,  1,    XXXI|      occhi, avvezzati alla mezza luce della stamberga, gli facessero
27  1,  1,   XXXIV|           e buio alle spalle; la luce della sua lanterna rischiarava
28  1,  1,   XXXIV|           egli era dinanzi, alla luce d'un falò, la cui fiamma
29  1,  1,    XXXV|      abbia aperto gli occhi alla luce del vero?~ ~- No, Aloise,
30  1,  1,   XXXVI|          colori, il cielo non ha luce per me.~ ~«Ditemi, Paris,
31  1,  1, XXXVIII|     incalza; la mia vita è senza luce di allegrezza presente,
32  1,  1, XXXVIII|           Lorenzo, mio sole, mia luce, mia vita?~ ~- Maria!...
33  2,  1,       I|     detta, ed era stata una gran luce in due cuori. Egli amava
34  2,  1,      II|          dava assai più fumo che luce,  certo aiutava a diradare
35  2,  1,     III|        in color di smeraldo alla luce del sole;  più chiedendo
36  2,  1,     III|      vive, come tutto si spande, luce, colori, fragranze, armonie!
37  2,  1,     III|        le sue graziose risposte. Luce di sguardi, musica di parole,
38  2,  1,      IV|        il tepore è sano, dove la luce ravviva.~ ~«Anche quassù
39  2,  1,      VI|   schiusi gli occhi alla tiepida luce del mattino; la qual cosa,
40  2,  1,     VII|       uscio di casa, e veduta la luce del gasse illuminare i vetri
41  2,  1,      IX|       scarsa fiammella, alla cui luce azzurrognola si poteva scorgere
42  2,  1,     XII|         a lui rischiarati di una luce improvvisa i più riposti
43  2,  1,     XII|     discernerli in quella scarsa luce vespertina che trapelava
44  2,  1,     XII|        di rincontro alla pallida luce della sera, avrebbe fatto
45  2,  1,    XIII|     ampio salotto si smarriva la luce, bevuta a larghe fauci da
46  2,  1,    XVII|           che un po' d'aria e di luce le avrebbe recato sollievo.
47  2,  1,    XVII|            Sento anzi che questa luce tiepida mi rinfranca. Ve
48  2,  1,   XXIII|   indovinare tant'altre; dove la luce, l'aria, le fragranze dei
49  2,  1,    XXIV|          di finestra, non già la luce, perchè la luce è una cosa
50  2,  1,    XXIV|       non già la luce, perchè la luce è una cosa chiara, ma un'
51  2,  1,    XXIV|   moscerini, allegri figli della luce, e tenerissimi della madre
52  2,  1,    XXIV|   attentamente di rincontro alla luce della finestra, non già
53  2,  1,     XXV|     lampi; uno sprazzo di vivida luce rischiarava lo spazio; poi,
54  2,  1,  XXVIII|    innocente, lo aveva dato alla luce e40 alle lagrime, egli avrebbe
55  2,  1,  XXVIII|         mentre di rincontro alla luce della finestra (poichè già
56  2,  1,  XXVIII|         Ginevra, della sua unica luce.~ ~La carrozza, che lo aspettava
57  2,  1,    XXIX|     Fornita questa bisogna, alla luce che egli stesso aveva fatta
58  2,  1,     XXX|          quel pauroso sprazzo di luce, teneva dietro un gran buio.~ ~-
59  2,  1,    XXXI|          tempestosa, e in quella luce improvvisa gli si rischiarò
60  2,  1,  XXXIII|     consentite che questo po' di luce rischiari i miei ultimi
61  2,  1,  XXXIII|       per l'ultima volta, quella luce dell'anima mia. Salutai
62  2,  1,   XXXIV|          vani scintillamenti una luce preziosa; consapevoli dissennati,
63  2,  1,    XXXV|        sua legittima azione, dar luce ed aria, aprire quanto più
64  2,  1,   XXXVI|         e liscio come un'aia; la luce uguale per ambedue.~ ~-
65  2,  1,   XXXVI|      colori, per magnificenza di luce! Il sole è davvero un monarca,
66  2,  1,  XXXVII|          quale veniva morendo la luce dell'astro.~ ~- Bel sole!
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