IntraText Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText |
| Alfabetica [« »] buttiamo 2 butto 1 buttò 3 c' 148 cabalistiche 1 cabine 1 caccia 2 | Frequenza [« »] 161 lui 156 poco 151 quando 148 c' 143 tra 141 senza 138 ora | Luciano Zuccoli Le cose più grandi di lui Concordanze c' |
Parte, Cap.
1 1, I| piacevole.~ ~Quel giorno c’era il dolce; un dolce con 2 1, II| muovesse ondeggiando; non c’erano le barche sull’acqua 3 1, II| sono navi?~ ~— Ora no; ma c’erano prima, quando tu suonavi; 4 1, II| chiacchierava con lui, non c’era il mare color d’amaranto. 5 1, II| il mare color d’amaranto. C’eran quei mobili massicci, 6 1, III| casa fin verso le tre.~ ~C’era gente. Matilde serviva 7 1, III| contrario alle idee di Maurizio. C’è delle cose, a questo mondo, 8 1, III| quando viveva il marito, c’era intorno a lei un’adunata 9 1, III| con un largo respiro.~ ~— C’è stata gente? — domandò.~ ~ 10 1, III| taschino, dove senza dubbio c’era un grosso orologio. Notò 11 1, III| gaio e aperto quando non c’era nulla da fare, si stendeva 12 1, III| poiché sono sola...~ ~— Non c’è la dama di compagnia, quella 13 1, III| spieghi meglio! — disse.~ ~— C’è poco da spiegare, — egli 14 1, IV| esercito di Kavallì, col quale c’era poco da scherzare. Più 15 1, IV| volontieri. Avvenuto il quale, c’era un momento di sosta, 16 1, IV| impreveduto, strepitoso. Non c’era nessuno. Tarafià era 17 1, V| scarpette sono lucide? Non c’è male! Si faccia vedere... 18 1, V| quando dice: «In ogni modo... c’è un pasticcio... Recitan 19 1, V| sposare?~ ~— Vedrai tu; ora c’è tempo!~ ~Il piccino s’acquietò; 20 1, V| non conosceva nessuno; e c’era parecchia gente.~ ~Donne, 21 1, V| e qua e là le mamme.~ ~C’eran pure dei giovanotti, 22 1, V| stava bene! che bei colori c’erano intorno! Uno sfarfallar 23 1, VI| perché tra lui e Giorgio c’era ormai della ruggine per 24 1, VI| la suocera, la quale non c’era né al tè, né a pranzo, 25 1, VI| certa meraviglia; perché se c’era persona, a’ suoi occhi, 26 1, VI| pure i selvaggi, quando c’è la luna, a prender l’acqua 27 1, VI| bestione che non sei altro? Non c’è maniera di uscirne, non 28 1, VI| maniera di uscirne, non c’è assolutamente maniera d’ 29 1, VII| Matilde con un sorriso. — C’è il maschio: e si tiene 30 1, VII| sempre bene, quando non c’è il babbo a disturbare tutti. 31 1, VII| dei quali lo rassicurò.~ ~C’era appunto nello scompartimento 32 1, VII| del bambino lo rassicurò. C’erano milioni d’innocenti 33 1, VIII| raffreddore; ma pareva felice.~ ~C’eran più bambine che bambini, 34 1, VIII| quasi avesse inteso che c’era tempo a gustarne, a satollarsene 35 1, VIII| Giorgio a Leonia.~ ~— Non c’è male. Io ero più bella...~ ~ 36 1, VIII| acquatiche e tufi. I pesci rossi c’erano, ma bisognava rinnovarli 37 1, VIII| condusse in giardino, qui non c’era nessuno. Poterono passeggiare, 38 1, VIII| Nel salotto di Matilde c’eran le mamme e i parenti, 39 1, VIII| veramente tra bambini e bambine c’è una bella differenza.~ ~ 40 1, IX| facesse proposte generose. C’era di mezzo una vecchia 41 1, IX| Silverio ad alta voce.~ ~C’era anche Giorgio di ritorno 42 1, IX| sappia? E dàlli, dàlli, c’è riuscito, quell’affamato! 43 1, IX| Tornava in salotto ove c’erano signori e signore in 44 1, IX| Ci vogliamo bene, ecco! C’è bisogno di tante domande? 45 1, IX| mi riguardano... Che cosa c’è di nuovo? La politica fila 46 1, IX| esami! Dramma incredibile! C’è da perdere la testa a pensarci!~ ~ 47 1, X| tutti i suoi particolari, c’era una differenza notevole, 48 1, X| conto dell’impreveduto.~ ~C’era qualche cosa in aria, 49 1, X| con quella foga in cui c’era un poco di ostentazione, 50 1, X| Sei costato molto!~ ~C’era ben altro; v’eran centinaia 51 1, X| industriali facoltosi; ma non c’era uno che, o perché non 52 1, X| tabacco lungo e biondo, che c’era anche a Roma presso i 53 1, X| devi aiutarmi, Giorgio!~ ~C’era del nuovo: un senso di 54 1, XI| gli occhi a terra.~ ~— Qui c’è qualche novità! — disse 55 1, XI| per la chiusura dell’anno. C’è tempo! ci deve essere tempo. 56 1, XI| riaccompagnarla a casa, non c’era di che pagar la vettura.~ ~ 57 1, XI| spedite da tre giorni. Non c’è tempo da perdere...~ ~— 58 1, XI| danaro degli inglesi non c’è più. Andrea lo ha intascato, 59 1, XI| milioni, la convenienza c’è!~ ~Andrea lanciò un’occhiata 60 1, XII| voglia. Il mondo è grande e c’è posto per tutti. Io sono 61 1, XII| bella vita di milionario. C’era stato un istante, durante 62 1, XII| molto lontano.~ ~— Forse c’è gente? — disse Andrea.~ ~— 63 1, XII| gente? — disse Andrea.~ ~— C’è qualche visita, ma riceve.~ ~ 64 1, XII| Fùsaro.~ ~Nel salotto non c’era luce, e in quel pomeriggio 65 1, XII| girato l’occhio intorno; c’era lusso, ma di buon gusto; 66 1, XII| drizzandosi a sedere. — Se c’è da divertirsi, è il mio 67 1, XII| diceva Maurizio, — non c’è bisogno a Londra, e le 68 1, XII| liberare; ma insomma, non c’è malaccio!~ ~— Sta’ zitto, 69 1, XII| elementare, ed egli li invidiava. C’era del resto parecchio da 70 1, XII| ogni modo, sta’ attento! C’era anche Maurizio Creffa, 71 1, XII| incontrare Maurizio, non c’era.~ ~L’orchestra proruppe 72 1, XII| catastrofe per esserne fuori. Non c’era alcuna speranza di accomodar 73 1, XIII| in ufficio!~ ~— No, non c’è, — rispose Matilde. — Devo 74 1, XIII| presentazione di regolare procura. C’è dunque un ladro e falsario. 75 1, XIV| gridava.~ ~— Sì, è vero: c’è Giorgio... Silenzio, silenzio!~ ~ 76 1, XIV| troppo tardi! Ma una sera, c’eri anche tu, disse che voleva 77 1, XIV| datogli da nonna Appia.~ ~C’era tuttavia il povero Andrea, 78 1, XIV| sono Giorgio. Giorgio non c’è più! — egli rispose.~ ~ 79 1, XIV| giuocava con Tarafià non c’è più. Verrà fuori un altro 80 1, XIV| te ne supplico!...~ ~— C’era una chiazza così. La 81 1, XIV| andai a vedere e la macchia c’era sempre, nera, vicino 82 1, XV| premura degli invitati che c’è tutto un lavorìo intorno 83 1, XV| al di sopra del divano, c’è un largo spazio vuoto.~ ~ 84 1, XV| porti qui, in salotto!~ ~C’erano in salotto Giorgio 85 1, XV| panno che lo ricopriva. C’era qualcuno là sotto? C’ 86 1, XV| C’era qualcuno là sotto? C’era una vita, che anelava 87 1, XV| dicendomi. Anche un giorno che c’era Ada e egli aveva ricevuto 88 2, XVI| confermò Giorgio. — Che c’entra la contessa?~ ~— Ho 89 2, XVI| in ogni modo, questo non c’entra... Che poi venga anche 90 2, XVII| il posto che occupa non c’è speranza di avanzare, se 91 2, XVII| Occasione più bella non c’era da aspettarsi; dove trovare 92 2, XVII| ignara.~ ~— Il caffè...? C’è un caffè da bere? — esclamò 93 2, XVII| del pianoforte, e invece c’era Giorgio...!~ ~— L’ho 94 2, XVII| ci pensi... L’educazione c’è, ma insomma io le do ai 95 2, XVII| punto...!~ ~— Ma lei non c’entra. Io non voglio prender 96 2, XVIII| che hanno detto?~ ~— Non c’erano. Ho approfittato d’ 97 2, XVIII| approvare; guardava Ada, se c’era, con attenzione, da capo 98 2, XIX| non hai letto i giornali? C’è la tua mamma?~ ~— La mamma 99 2, XIX| Nei giornali di stamane c’è il racconto di quello scandalo. 100 2, XIX| eleganti pel colore ardente.~ ~C’era chi credeva Ada sorella 101 2, XIX| Leonia è bugiarda.~ ~— E che c’entra Leonia? — fece Giorgio.~ ~— 102 2, XIX| cialtrone...~ ~— Ma non c’è una parola di vero...~ ~— 103 2, XIX| sinistro, capisci? Il cuore non c’entra. La gelosia non c’entra. 104 2, XIX| c’entra. La gelosia non c’entra. Frottole dei giornali. 105 2, XIX| Andrea Astori...~ ~— E che c’entra?~ ~Maurizio tornò a 106 2, XIX| accese una sigaretta.~ ~— C’entra, — rispose, soffiando 107 2, XIX| sai, della Ditta... E poi c’è qui, ora, un lord inglese, 108 2, XIX| casa, lo sai...~ ~— Non c’è altra maniera per conoscere 109 2, XIX| egli sognava? forse non c’era nulla? con l’accappatoio 110 2, XXI| del Catalani...~ ~— Ma non c’è nulla di simile nel nostro 111 2, XXI| di sorriso e replicò:~ ~— C’è un proverbio latino, il 112 2, XXI| Avete inteso?...~ ~— Ma se c’invitano? — osservò Maria.~ ~— 113 2, XXI| Finirà il mondo, se non c’è la famiglia Astori?... 114 2, XXI| porta era aperta, che non c’era nemmen bisogno di bussare.~ ~ 115 2, XXI| celebrato con grande pompa. C’era di tutto, fra gli invitati; 116 2, XXI| cui traboccavano i fiori. C’erano fiori anche sulla tavola, 117 2, XXI| e alcune terre.~ ~— Non c’è male! — dichiarò Ada. — 118 2, XXI| le labbra e arrossì. Che c’entravano le calze? Queste 119 2, XXII| chiesto Paolo Zampieri.~ ~Che c’era sotto...? Egli considerava 120 2, XXII| dovrò pure affogarla!~ ~— C’è il Tevere. Basta ad affogare 121 2, XXII| comprendendo, soggiunse:~ ~— Non c’è nulla di male, cara. Il 122 2, XXII| Soltanto, non gli dica che c’è il conte Scerbejew e lord 123 2, XXII| Ma io dovrò dirgli che c’è il conte. Deve abituarsi.~ ~— 124 2, XXII| della fanciulla.~ ~Anzi, c’era già chi rideva del povero 125 2, XXII| attender risposta.~ ~In salotto c’era la signora Zampieri e 126 2, XXIII| questo!~ ~— Allora, non c’è più nulla.~ ~— No, qualche 127 2, XXIII| salottino a riprendere i libri. C’era già un silenzio, un passato: 128 2, XXIV| matita.~ ~La sarta non basta. C’è la biancheria deliziosa: 129 2, XXIV| la biancheria deliziosa: c’è il poema della seta...~ ~ 130 2, XXIV| davvero mi fai pena!...»~ ~C’era questo nello sguardo 131 2, XXIV| nulla, se n’era andato; ma c’era questo...~ ~E da più 132 2, XXIV| aprendo lo sportello.~ ~— C’è tutto, signorina!...~ ~ 133 2, XXIV| rammentare nulla! — spiegò. — Non c’è tempo. Vivo del domani. 134 2, XXV| tra quelli che ridevano, c’era probabilmente non solo 135 2, XXV| Silverio doveva aiutarlo. Non c’era da stupirsi. Ada era 136 2, XXV| non conosceva se stessa; c’era dell’impreveduto nell’ 137 2, XXV| rappezzato alla meglio, c’era poco da dire; e quel 138 2, XXV| non sembrò più un ragazzo. C’era su quel volto imberbe 139 2, XXVI| un viaggio in Russia: non c’è male...!~ ~— E poi, — osservò 140 2, XXVII| perché, non capiva come, c’era qualche cosa in aria, 141 2, XXVII| ma domani è festa, e non c’è furia.~ ~— Vuoi che facciamo 142 2, XXVII| Sì, tu e la mamma! C’è qualche cosa. Ho paura, 143 2, XXVII| baci. Egli sentì allora che c’era veramente «qualche cosa», 144 2, XXVII| caro!~ ~— Dimmi!~ ~— Non c’è nulla!~ ~— Oh, tu menti, 145 2, XXVIII| accesero la sigaretta. C’era un tepido sole. Era difficile 146 2, XXVIII| non sapesse che Ada non c’era più, e Giorgio non andava 147 2, XXIX| desiderio di più grande vita.~ ~C’erano gli amici della poveretta 148 2, XXIX| la morale a nessuno, via, c’era da pensare che se Paolo