Parte, Cap.

  1  1,       I|           piacevole.~ ~Quel giorno c’era il dolce; un dolce con
  2  1,      II|          muovesse ondeggiando; non c’erano le barche sull’acqua
  3  1,      II|          sono navi?~ ~— Ora no; ma c’erano prima, quando tu suonavi;
  4  1,      II|         chiacchierava con lui, non c’era il mare color d’amaranto.
  5  1,      II|          il mare color d’amaranto. C’eran quei mobili massicci,
  6  1,     III|           casa fin verso le tre.~ ~C’era gente. Matilde serviva
  7  1,     III|   contrario alle idee di Maurizio. C’è delle cose, a questo mondo,
  8  1,     III|           quando viveva il marito, c’era intorno a lei un’adunata
  9  1,     III|          con un largo respiro.~ ~— C’è stata gente? — domandò.~ ~
 10  1,     III|        taschino, dove senza dubbio c’era un grosso orologio. Notò
 11  1,     III|           gaio e aperto quando non c’era nulla da fare, si stendeva
 12  1,     III|        poiché sono sola...~ ~— Non c’è la dama di compagnia, quella
 13  1,     III|       spieghi meglio! — disse.~ ~— C’è poco da spiegare, — egli
 14  1,      IV|     esercito di Kavallì, col quale c’era poco da scherzare. Più
 15  1,      IV|     volontieri. Avvenuto il quale, c’era un momento di sosta,
 16  1,      IV|       impreveduto, strepitoso. Non c’era nessuno. Tarafià era
 17  1,       V|         scarpette sono lucide? Non c’è male! Si faccia vedere...
 18  1,       V|      quando dice: «In ogni modo... c’è un pasticcio... Recitan
 19  1,       V|        sposare?~ ~— Vedrai tu; ora c’è tempo!~ ~Il piccino s’acquietò;
 20  1,       V|           non conosceva nessuno; e c’era parecchia gente.~ ~Donne,
 21  1,       V|             e qua e  le mamme.~ ~C’eran pure dei giovanotti,
 22  1,       V|         stava bene! che bei colori c’erano intorno! Uno sfarfallar
 23  1,      VI|           perché tra lui e Giorgio c’era ormai della ruggine per
 24  1,      VI|           la suocera, la quale non c’era né al , né a pranzo,
 25  1,      VI|        certa meraviglia; perché se c’era persona, a’ suoi occhi,
 26  1,      VI|            pure i selvaggi, quando c’è la luna, a prender l’acqua
 27  1,      VI|    bestione che non sei altro? Non c’è maniera di uscirne, non
 28  1,      VI|            maniera di uscirne, non c’è assolutamente maniera d’
 29  1,     VII|          Matilde con un sorriso. — C’è il maschio: e si tiene
 30  1,     VII|            sempre bene, quando non c’è il babbo a disturbare tutti.
 31  1,     VII|          dei quali lo rassicurò.~ ~C’era appunto nello scompartimento
 32  1,     VII|          del bambino lo rassicurò. C’erano milioni d’innocenti
 33  1,    VIII|   raffreddore; ma pareva felice.~ ~C’eran più bambine che bambini,
 34  1,    VIII|            quasi avesse inteso che c’era tempo a gustarne, a satollarsene
 35  1,    VIII|          Giorgio a Leonia.~ ~— Non c’è male. Io ero più bella...~ ~
 36  1,    VIII|   acquatiche e tufi. I pesci rossi c’erano, ma bisognava rinnovarli
 37  1,    VIII|      condusse in giardino, qui non c’era nessuno. Poterono passeggiare,
 38  1,    VIII|             Nel salotto di Matilde c’eran le mamme e i parenti,
 39  1,    VIII|    veramente tra bambini e bambine c’è una bella differenza.~ ~
 40  1,      IX|         facesse proposte generose. C’era di mezzo una vecchia
 41  1,      IX|           Silverio ad alta voce.~ ~C’era anche Giorgio di ritorno
 42  1,      IX|            sappia? E dàlli, dàlli, c’è riuscito, quell’affamato!
 43  1,      IX|             Tornava in salotto ove c’erano signori e signore in
 44  1,      IX|            Ci vogliamo bene, ecco! C’è bisogno di tante domande?
 45  1,      IX|          mi riguardano... Che cosa c’è di nuovo? La politica fila
 46  1,      IX|         esami! Dramma incredibile! C’è da perdere la testa a pensarci!~ ~
 47  1,       X|          tutti i suoi particolari, c’era una differenza notevole,
 48  1,       X|          conto dell’impreveduto.~ ~C’era qualche cosa in aria,
 49  1,       X|             con quella foga in cui c’era un poco di ostentazione,
 50  1,       X|               Sei costato molto!~ ~C’era ben altro; v’eran centinaia
 51  1,       X|      industriali facoltosi; ma non c’era uno che, o perché non
 52  1,       X|        tabacco lungo e biondo, che c’era anche a Roma presso i
 53  1,       X|          devi aiutarmi, Giorgio!~ ~C’era del nuovo: un senso di
 54  1,      XI|         gli occhi a terra.~ ~— Qui c’è qualche novità! — disse
 55  1,      XI|         per la chiusura dell’anno. C’è tempo! ci deve essere tempo.
 56  1,      XI|        riaccompagnarla a casa, non c’era di che pagar la vettura.~ ~
 57  1,      XI|         spedite da tre giorni. Non c’è tempo da perdere...~ ~—
 58  1,      XI|           danaro degli inglesi non c’è più. Andrea lo ha intascato,
 59  1,      XI|            milioni, la convenienza c’è!~ ~Andrea lanciò un’occhiata
 60  1,     XII|        voglia. Il mondo è grande e c’è posto per tutti. Io sono
 61  1,     XII|          bella vita di milionario. C’era stato un istante, durante
 62  1,     XII|           molto lontano.~ ~— Forse c’è gente? — disse Andrea.~ ~—
 63  1,     XII|         gente? — disse Andrea.~ ~— C’è qualche visita, ma riceve.~ ~
 64  1,     XII|          Fùsaro.~ ~Nel salotto non c’era luce, e in quel pomeriggio
 65  1,     XII|           girato l’occhio intorno; c’era lusso, ma di buon gusto;
 66  1,     XII|         drizzandosi a sedere. — Se c’è da divertirsi, è il mio
 67  1,     XII|             diceva Maurizio, — non c’è bisogno a Londra, e le
 68  1,     XII|          liberare; ma insomma, non c’è malaccio!~ ~— Sta’ zitto,
 69  1,     XII|  elementare, ed egli li invidiava. C’era del resto parecchio da
 70  1,     XII|           ogni modo, sta’ attento! C’era anche Maurizio Creffa,
 71  1,     XII|           incontrare Maurizio, non c’era.~ ~L’orchestra proruppe
 72  1,     XII|  catastrofe per esserne fuori. Non c’era alcuna speranza di accomodar
 73  1,    XIII|            in ufficio!~ ~— No, non c’è, — rispose Matilde. — Devo
 74  1,    XIII| presentazione di regolare procura. C’è dunque un ladro e falsario.
 75  1,     XIV|           gridava.~ ~— Sì, è vero: c’è Giorgio... Silenzio, silenzio!~ ~
 76  1,     XIV|         troppo tardi! Ma una sera, c’eri anche tu, disse che voleva
 77  1,     XIV|          datogli da nonna Appia.~ ~C’era tuttavia il povero Andrea,
 78  1,     XIV|          sono Giorgio. Giorgio non c’è più! — egli rispose.~ ~
 79  1,     XIV|           giuocava con Tarafià non c’è più. Verrà fuori un altro
 80  1,     XIV|             te ne supplico!...~ ~— C’era una chiazza così. La
 81  1,     XIV|        andai a vedere e la macchia c’era sempre, nera, vicino
 82  1,      XV|         premura degli invitati che c’è tutto un lavorìo intorno
 83  1,      XV|            al di sopra del divano, c’è un largo spazio vuoto.~ ~
 84  1,      XV|           porti qui, in salotto!~ ~C’erano in salotto Giorgio
 85  1,      XV|            panno che lo ricopriva. C’era qualcuno  sotto? C’
 86  1,      XV|           C’era qualcuno  sotto? C’era una vita, che anelava
 87  1,      XV|     dicendomi. Anche un giorno che c’era Ada e egli aveva ricevuto
 88  2,     XVI|            confermò Giorgio. — Che c’entra la contessa?~ ~— Ho
 89  2,     XVI|           in ogni modo, questo non c’entra... Che poi venga anche
 90  2,    XVII|            il posto che occupa non c’è speranza di avanzare, se
 91  2,    XVII|            Occasione più bella non c’era da aspettarsi; dove trovare
 92  2,    XVII|           ignara.~ ~— Il caffè...? C’è un caffè da bere? — esclamò
 93  2,    XVII|           del pianoforte, e invece c’era Giorgio...!~ ~— L’ho
 94  2,    XVII|           ci pensi... L’educazione c’è, ma insomma io le do ai
 95  2,    XVII|           punto...!~ ~— Ma lei non c’entra. Io non voglio prender
 96  2,   XVIII|           che hanno detto?~ ~— Non c’erano. Ho approfittato d’
 97  2,   XVIII|        approvare; guardava Ada, se c’era, con attenzione, da capo
 98  2,     XIX|          non hai letto i giornali? C’è la tua mamma?~ ~— La mamma
 99  2,     XIX|            Nei giornali di stamane c’è il racconto di quello scandalo.
100  2,     XIX|     eleganti pel colore ardente.~ ~C’era chi credeva Ada sorella
101  2,     XIX|       Leonia è bugiarda.~ ~— E che c’entra Leonia? — fece Giorgio.~ ~—
102  2,     XIX|            cialtrone...~ ~— Ma non c’è una parola di vero...~ ~—
103  2,     XIX|    sinistro, capisci? Il cuore non c’entra. La gelosia non c’entra.
104  2,     XIX|            c’entra. La gelosia non c’entra. Frottole dei giornali.
105  2,     XIX|         Andrea Astori...~ ~— E che c’entra?~ ~Maurizio tornò a
106  2,     XIX|          accese una sigaretta.~ ~— C’entra, — rispose, soffiando
107  2,     XIX|          sai, della Ditta... E poi c’è qui, ora, un lord inglese,
108  2,     XIX|            casa, lo sai...~ ~— Non c’è altra maniera per conoscere
109  2,     XIX|            egli sognava? forse non c’era nulla? con l’accappatoio
110  2,     XXI|         del Catalani...~ ~— Ma non c’è nulla di simile nel nostro
111  2,     XXI|          di sorriso e replicò:~ ~— C’è un proverbio latino, il
112  2,     XXI|         Avete inteso?...~ ~— Ma se c’invitano? — osservò Maria.~ ~—
113  2,     XXI|            Finirà il mondo, se non c’è la famiglia Astori?...
114  2,     XXI|          porta era aperta, che non c’era nemmen bisogno di bussare.~ ~
115  2,     XXI|        celebrato con grande pompa. C’era di tutto, fra gli invitati;
116  2,     XXI|          cui traboccavano i fiori. C’erano fiori anche sulla tavola,
117  2,     XXI|            e alcune terre.~ ~— Non c’è male! — dichiarò Ada. —
118  2,     XXI|           le labbra e arrossì. Che c’entravano le calze? Queste
119  2,    XXII|      chiesto Paolo Zampieri.~ ~Che c’era sotto...? Egli considerava
120  2,    XXII|          dovrò pure affogarla!~ ~— C’è il Tevere. Basta ad affogare
121  2,    XXII|   comprendendo, soggiunse:~ ~— Non c’è nulla di male, cara. Il
122  2,    XXII|         Soltanto, non gli dica che c’è il conte Scerbejew e lord
123  2,    XXII|             Ma io dovrò dirgli che c’è il conte. Deve abituarsi.~ ~—
124  2,    XXII|           della fanciulla.~ ~Anzi, c’era già chi rideva del povero
125  2,    XXII|    attender risposta.~ ~In salotto c’era la signora Zampieri e
126  2,   XXIII|            questo!~ ~— Allora, non c’è più nulla.~ ~— No, qualche
127  2,   XXIII|    salottino a riprendere i libri. C’era già un silenzio, un passato:
128  2,    XXIV|      matita.~ ~La sarta non basta. C’è la biancheria deliziosa:
129  2,    XXIV|           la biancheria deliziosa: c’è il poema della seta...~ ~
130  2,    XXIV|         davvero mi fai pena!...»~ ~C’era questo nello sguardo
131  2,    XXIV|         nulla, se n’era andato; ma c’era questo...~ ~E da più
132  2,    XXIV|          aprendo lo sportello.~ ~— C’è tutto, signorina!...~ ~
133  2,    XXIV|  rammentare nulla! — spiegò. — Non c’è tempo. Vivo del domani.
134  2,     XXV|           tra quelli che ridevano, c’era probabilmente non solo
135  2,     XXV|      Silverio doveva aiutarlo. Non c’era da stupirsi. Ada era
136  2,     XXV|           non conosceva se stessa; c’era dell’impreveduto nell’
137  2,     XXV|            rappezzato alla meglio, c’era poco da dire; e quel
138  2,     XXV|         non sembrò più un ragazzo. C’era su quel volto imberbe
139  2,    XXVI|          un viaggio in Russia: non c’è male...!~ ~— E poi, — osservò
140  2,   XXVII|           perché, non capiva come, c’era qualche cosa in aria,
141  2,   XXVII|           ma domani è festa, e non c’è furia.~ ~— Vuoi che facciamo
142  2,   XXVII|                 Sì, tu e la mamma! C’è qualche cosa. Ho paura,
143  2,   XXVII|        baci. Egli sentì allora che c’era veramente «qualche cosa»,
144  2,   XXVII|           caro!~ ~— Dimmi!~ ~— Non c’è nulla!~ ~— Oh, tu menti,
145  2,  XXVIII|             accesero la sigaretta. C’era un tepido sole. Era difficile
146  2,  XXVIII|            non sapesse che Ada non c’era più, e Giorgio non andava
147  2,    XXIX|    desiderio di più grande vita.~ ~C’erano gli amici della poveretta
148  2,    XXIX|          la morale a nessuno, via, c’era da pensare che se Paolo
Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (VA2) - Some rights reserved by EuloTech SRL - 1996-2009. Content in this page is licensed under a Creative Commons License