Parte, Cap.

 1  1,    VIII|               le paste e pei liquori; Alfredo Buccia, il quale recitava
 2  1,    VIII|        Sparviero, — lesse sulla prora Alfredo Buccia.~ ~— Bravo Giorgio! —
 3  1,      XV|               e Giovannino Cartolli e Alfredo Buccia e Paolo Strippola
 4  2,     XVI|               di febbri gastriche), e Alfredo Buccia, che gli si fece
 5  2,     XVI|            credeva d’essere ammirato, Alfredo seguitava:~ ~ ~ ~Non è più
 6  2,     XVI|              di .~ ~— Sai che quell’Alfredo Buccia è proprio stupido?
 7  2,     XVI|       affrettò a servire il compagno. Alfredo Buccia sopraggiunse.~ ~—
 8  2,     XVI|            molto zucchero, — confessò Alfredo. — La poesia te la recito
 9  2,     XVI|           figura! — disse a un tratto Alfredo Buccia ridendo.~ ~— E sta’
10  2,     XVI|          Spiegazione fiorita! — disse Alfredo Buccia col suo ridere gorgogliante. —
11  2,     XVI|         esclamazioni. In un crocchio, Alfredo Bucccia con gesti languidi
12  2,     XVI|              s’era formato attorno ad Alfredo. Giorgio indugiò un istante
13  2,     XVI|               gli era al fianco.~ ~Ma Alfredo aveva ripreso:~ ~ ~ ~Se
14  2,     XVI|        stupito.~ ~Giungeva la voce di Alfredo:~ ~ ~ ~Ben è ver: quando
15  2,     XVI|                Il crocchio intorno ad Alfredo andava assottigliandosi;
16  2,    XXII|              con Giovannino Cartolli, Alfredo Buccia, Severino Tormada,
17  2,    XXII|               il verso ai professori. Alfredo Buccia di tanto in tanto
18  2,    XXII|           giuocare a scopa; Giorgio e Alfredo contro Severino e Giovannino.
19  2,    XXII|           spedisca davvero? — osservò Alfredo Buccia a Giorgio.~ ~— E
20  2,    XXII|              perché non lo spedirà?~ ~Alfredo alzò le spalle.~ ~— Fa così
21  2,    XXII|          calligrafia finta, — seguitò Alfredo. — E chiama se stesso coi
22  2,    XXII|               telegrafato a Napoli.~ ~Alfredo e Severino si guardarono,
23  2,    XXII| imperturbabile. — E questo sciocco di Alfredo che ti ha raccontato?...
24  2,    XXII|               Una cosa sporca, — finì Alfredo.~ ~E si mise le mani sulla
25  2,    XXII|             per la testa, — soggiunse Alfredo Buccia. — Ho udito fare
26  2,   XXIII|              Giovannino Cartolli o di Alfredo Buccia, ma il presente in
27  2,    XXIV|        carrozza: Giovannino Cartolli, Alfredo Buccia, uno degli Strògoli
28  2,    XXIV|             faccia agli altri due, ma Alfredo Buccia e lo Strògoli avevan
29  2,    XXVI|              certa poesia recitata da Alfredo Buccia.~ ~Ma sulle prime,
30  2,    XXIX|         parenti: Giovannino Cartolli, Alfredo Buccia, Severino Tormada,
31  2,    XXIX|   Cominciarono i brindisi. Fu pregato Alfredo Buccia di dir qualche poesia.~ ~
32  2,    XXIX|               una risata fragorosa.~ ~Alfredo Buccia, comprendendo da
33  2,    XXIX|                   Hai furia? — chiese Alfredo Buccia, dando di gomito
34  2,    XXIX|               donna fatale! — esclamò Alfredo Buccia.~ ~Gli invitati cominciarono
35  2,     XXX|          altri.~ ~— Venite! — propose Alfredo Buccia sbirciandolo. — Teniamogli
36  2,     XXX|               Ma tutti si mossero con Alfredo.~ ~— Perché vogliam vedere
37  2,     XXX|           Allora venite? — insistette Alfredo contento.~ ~— Si capisce;
38  2,     XXX|              sa neppur lui! — rispose Alfredo. crollando il capo. — È
39  2,     XXX|         Strògoli, ch’era al fianco di Alfredo. — Egli ti canzona sempre...~ ~—
40  2,     XXX|             meno dovrebbe, — consentì Alfredo. — Io sono molto conosciuto
41  2,     XXX|             piccola offesa! — esclamò Alfredo, rosso in volto.~ ~— Piano!...
42  2,     XXX|       pigliarsi giuoco di noi? — fece Alfredo. — Che ci beffi tutti quanti?
43  2,     XXX|              una signorina! — mormorò Alfredo, sbirciando la strada. —
44  2,     XXX|             In una latteria! — ripeté Alfredo, battendo le mani.~ ~Vi
45  2,     XXX|               sorprenderlo! — decreto Alfredo. — E ci pagherà latte, caffè
46  2,     XXX|              basta che paghi! — annuì Alfredo.~ ~— Latte, caffè e paste! —
47  2,     XXX|            dov’è la signorina! — fece Alfredo insolente, avanzando con
48  2,     XXX|            lui, questo amico! — disse Alfredo.~ ~— Egli comanda caffè,
49  2,     XXX|              devo dirvi... — cominciò Alfredo. S’era fatto grave, un poco
50  2,     XXX|               gesti.~ ~— Ti rammenti, Alfredo, — osservò Severino Tormada, —
51  2,     XXX|               l’ha seguita! — riprese Alfredo. — Questa fu la sua malattia
52  2,     XXX|                È giusto. Parlerai tu, Alfredo! — sentenziò Carletto Rombi, —
53  2,     XXX|               Come credete, — promise Alfredo senza vanità. — Io gli ho
54  2,     XXX|               Caro Giorgio! — mormorò Alfredo, gli occhi velati di lagrime.~ ~
55  2,     XXX|       satollarsi, piegò un poco verso Alfredo Buccia, che gli stava accanto.~ ~—
56  2,     XXX|                    È vero, — confermò Alfredo. — Sai che ha detto il professore
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