Parte, Cap.

 1  1,      II|             sopra, si facevano essi pure tanto belli.~ ~Voleva chiedere
 2  1,     III|       timida. Era una borghese ella pure, ma una borghese diversa
 3  1,     III|           fumo delle sigarette, che pure a finestre aperte ondeggiava
 4  1,     III|       altrui, piacciono poco, siano pure case rispettabili come la
 5  1,     III|            gli anni; ho cambiato io pure... E vorrei occuparmi di
 6  1,      IV|            schiere di Kavallì, esse pure identiche al loro capitano:
 7  1,       V|             e  le mamme.~ ~C’eran pure dei giovanotti, venuti in
 8  1,      VI|           non serve ad altro. Vanno pure i selvaggi, quando c’è la
 9  1,      VI| conducendolo seco.~ ~Indossava ella pure un abito nero, di seta fine,
10  1,      VI|             avrebbe appioppate egli pure, a quello stupido. — Tu
11  1,     VII|             fatto i suoi esami egli pure, e superatili bene o male,
12  1,    VIII|             per ciascuna... Vattene pure!~ ~Giorgio fu preso da tal
13  1,    VIII|             e ricca, la quale, ella pure, non aveva assaporato le
14  1,      IX|     impiegato.~ ~— No, grazie: vada pure!~ ~Il contabile s’avviò;
15  1,      IX|    ripetendo la frase:~ ~— No, vada pure!... Non importa...~ ~E uscito
16  1,      IX|             non ti pare che è bello pure questo mio vestitino, che
17  1,       X|      starmene beato, guadagnando io pure... Ma mi piaceva divertirmi
18  1,      XI|         Giorgio voleva pensare egli pure, ma in quel punto si udì
19  1,      XI|     abituarsi a una casa nuova, sia pure stupenda, senza ricordi
20  1,      XI|               Matilde raccontò ella pure i suoi piccoli guai. Maurizio
21  1,     XII|        stirava sul divano, — Sapete pure che a noi i milioni non
22  1,     XII|           sua onestà ottusa. Odiava pure il palazzo dei due milioni,
23  1,    XIII|           rimasto solo, aveva udito pure il colpo, i passi, le grida.
24  1,     XIV|          contabile Vanzelli.~ ~Egli pure aveva toccato un gran colpo
25  1,     XIV|          del poveretto; fecero essi pure i trasognati e finsero la
26  1,     XIV|         rosso tramonto, simile esso pure a un’immensa chiazza di
27  1,     XIV|       piangere tanto, soffriva egli pure.~ ~— Non so come dire. Io
28  1,      XV|     personcine, Topino e Falba, che pure furono sbalordite, ma non
29  2,     XVI|      qualche cosa aveva notato ella pure.~ ~— Dunque, attenti! —
30  2,    XVII|     presentato io il progetto... Ho pure il diritto di lavorare a
31  2,    XVII|        esclamò Maurizio. — Vengo io pure?~ ~Ada lo guardò ridendo.~ ~—
32  2,   XVIII| vice-direttore.~ ~Ma Silverio, egli pure, era mutato. La disgrazia
33  2,     XIX|          sei matto!~ ~— No. Bisogna pure che la compensi, poveretta.
34  2,     XXI|    rispondere che se ne andava egli pure, ma si rattenne, trovò la
35  2,     XXI|    arrossisse a confessarlo, doveva pure ammettere che era meglio
36  2,    XXII|               Questa amarezza dovrò pure affogarla!~ ~— C’è il Tevere.
37  2,    XXII|         babbo, che s’era presa egli pure la sua vacanza. I giorni
38  2,    XXII|         trattenersi dal ridere egli pure.~ ~— Scrive anche le lettere
39  2,   XXIII|        statua non rifinita, ed ella pure tutta bianca di chiome.
40  2,    XXIV|       voglio vedere!...~ ~— Dobbiam pure salvarci.~ ~Il gruppo si
41  2,    XXIV|              or con ira.~ ~— E dite pure! — egli esclamò. — Che cosa
42  2,     XXV|             ma Silverio stesso, che pure sapeva quanto Maurizio era
43  2,     XXV|            Scerbejew, i quali erano pure invitati e chiacchieravan
44  2,    XXVI|             gioia, pensando ch’ella pure avrebbe avuto intorno tra
45  2,  XXVIII|           si disfanno, le anime più pure spariscono, e la vita è
46  2,     XXX|             Giorgio, che amava egli pure...~ ~— Se lo amavo? — esclamò
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