Parte, Cap.

 1  1,     III|            cifre alte, di migliaia di lire. L’una descriveva una forma
 2  1,      VI|    impreveduto, aveva vinto diecimila lire senza volerlo, «come aperitivo»,
 3  1,    VIII|               equivalgano a ventimila lire. E Andrea se le è pappate
 4  1,       X|               tasca: le ultime cinque lire le aveva date di mancia
 5  1,       X|       rovinasse per poche migliaia di lire, mentre un giorno sarebbe
 6  1,       X|            trentasettemilacinquecento lire?~ ~Giorgio ascoltava a bocca
 7  1,       X|            mia pipa!~ ~— Sì ho cinque lire! — fece Giorgio, aprendo
 8  1,       X|               pipa.~ ~Diede le cinque lire.~ ~— Làtsciari, hai capito?~ ~—
 9  1,       X|               mi darà trentasettemila lire?~ ~— La nonna! — fece Giorgio,
10  1,      XI|               di men che quarantamila lire in tre; e la conoscenza
11  1,      XI|               aiuto. Trentasette mila lire il Vanzelli non le ha da
12  1,      XI|            Non aveva in tasca che tre lire, dategli da Giorgio. Se
13  1,      XI|              io le chiedo cinquecento lire, me le rifiuta e mi manda
14  1,      XI|          chiedessi le trentasettemila lire?... Tra noi giovani ci si
15  1,      XI|               voglion trentasettemila lire, e Maurizio Creffa potrebbe
16  1,      XI|              un milione ottocentomila lire, se gli eredi non alzan
17  1,      XI|         Giorgio; ma due milioni o due lire per Giorgio eran proprio
18  1,      XI| trentasettemilacinquecento miserabili lire? Egli dimenticava che la
19  1,     XII|            restituire trentasettemila lire a suo padre, poiché un uomo
20  1,     XII|            ricavandone un migliaio di lire. Ora poteva almeno fumare
21  1,     XII|           mancavano poche migliaia di lire per essere felice.~ ~Anche
22  1,     XII|            mancassero trentasettemila lire e non sapesse dove scavizzolarle.~ ~
23  1,     XII|               appropriazione di mille lire. Era uno dei vecchi, con
24  2,   XVIII|       Giovanni Cartolli per cinquanta lire. Giovannino vendeva di tutto,
25  2,     XIX|            contrattare, pagando mille lire un’arancia e dieci soldi
26  2,     XIX|           scusami, di darmi diecimila lire, che gliele porterò...~ ~—
27  2,     XIX|             poveretta. E le diecimila lire gliele ho promesse...~ ~—
28  2,     XIX|                 Le manderai diecimila lire! Se non vuoi darle a me,
29  2,     XIX|               il vecchio. — Diecimila lire per una pistolettata...
30  2,     XIX|               amarvi...~ ~— Diecimila lire, dicevi...?~ ~Maurizio non
31  2,     XXI|                   Cento, duecentomila lire! — disse Paolo Zampieri
32  2,    XXII|              che poi voglia diecimila lire per una pistolettata! Non
33  2,     XXX|          Fermi! Conto io! Sono dodici lire e sessanta. Ce n’è per tutti!~ ~—
34  2,     XXX|            due.~ ~— To’, eccoti dieci lire! E nota, — fece Giovannino,
35  2,     XXX|             sul tavolino. — Tengo due lire per me.~ ~— Allora, devo
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