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Parte, Cap.
1 1, I| rispose.~ ~ ~ ~Giorgio Astori era nato quattordici anni prima, 2 1, I| maggiore; non solo perché gli era ormai come amico e compagno 3 1, I| mondo Giorgio, Silverio n’era rimasto accorato e deluso. 4 1, I| ai timori di suo padre: era un sognatore, un sentimentale, 5 1, I| di cancelleria.~ ~A casa, era un poco diffidente. Sentiva 6 1, I| amava molto, che sua madre era prima di tutto e sopra tutto 7 1, I| quanto a Matilde, la mamma, era tutta per la casa, a pensar 8 1, I| il piccolo Giorgio se non era a scuola, e lo caricava 9 1, I| reggeva appena. Quel giorno era rimasto nella mente di lui; 10 1, I| un vero urlo.~ ~Giorgio n’era rimasto tutto offeso; e 11 1, I| andava ridendo più che mai, era corso come poteva a raggiunger 12 1, I| mortificati.~ ~Del resto, era ormai abitudine di mandar 13 1, I| nobiltà inconsapevole.~ ~S’era impratichito dei prezzi; 14 1, I| accortosene, Silverio se n’era spaventato.~ ~— Per carità, — 15 1, I| fu assai rude, come non era stato mai; e Matilde pianse.~ ~ 16 1, I| ma Giorgio mangiò poco. Era tuttavia sossopra. Quella 17 1, I| oscuramente, che la mamma era una povera donna, che il 18 1, I| di suo fratello. Non se n’era mai accorto? non li aveva 19 1, I| dire, a otto anni? Forse era vissuto fino a quel giorno 20 1, I| la sua intelligenza si era destata, la sua anima aveva 21 1, I| piacevole.~ ~Quel giorno c’era il dolce; un dolce con certa 22 1, I| passa, del quale Giorgio era ghiotto.~ ~Ma il babbo decretò 23 1, I| dolce aveva un odor caldo ch’era una delizia. Come, non bisogna 24 1, I| preparato con le sue mani, era in estasi. Il piatto rimaneva 25 1, I| poté mangiarla.~ ~La legge era questa: se il frutto non 26 1, I| questa: se il frutto non era buono, non se ne pigliava 27 1, I| fuori e bacata di dentro. Ma era legge che non valeva se 28 1, II| II.~ ~ ~ ~Tale era la famiglia di Silverio 29 1, II| solfato. Il suo studio s’era a poco a poco ingrandito; 30 1, II| avuto simpatia pel genero, s’era ammansita; un giorno l’avevano 31 1, II| tracce d’una bellezza ch’era stata famosa; ancora il 32 1, II| della sua bellezza non era stata avara. Si raccontavano 33 1, II| del marito.~ ~Il quale n’era pazzamente innamorato; cosicché 34 1, II| innamorato; cosicché non s’era mai potuto giudicare s’egli 35 1, II| perché nella professione s’era mostrato d’una grandezza 36 1, II| cresceva né bella, né brutta; era bionda come il padre, gli 37 1, II| piaceva e il pianoforte era la sua distrazione.~ ~Qualche 38 1, II| studio e gli uffici; e poi v’era un villino, «in una località 39 1, II| Castelnuovo di Porto; ma gli era capitato nel fallimento 40 1, II| suo debitore ed egli se l’era preso, calcolandolo un decimo 41 1, II| studii, la lasciavan fredda. Era sua opinione che a scuola 42 1, II| emozioni e d’avventure s’era legato a lei da una diecina 43 1, II| famiglia Astori, fin da quando era nato Giorgio. Aveva intuito 44 1, II| alla nonna; ed Appia, ch’era presente, ne fu lusingata.~ ~ 45 1, II| tanto in tanto il suo visino era invaso da una espressione 46 1, II| con altrettanta antipatia, era sempre pronto a trovare 47 1, II| sua manìa di fracasso, le era davvero insopportabile. 48 1, II| strampalati.~ ~ ~ ~Il piccino era malato di sogni; aveva un’ 49 1, II| Appia, che ormai se n’era fatta un’idea giusta, ne 50 1, II| più cautamente, perché era molto impressionabile. Matilde 51 1, II| bene che «quella sciocca» era pazzamente innamorata del « 52 1, II| anche i figli. E Appia n’era scandalizzata, perché i 53 1, II| lei pochi giorni prima. Era una vera festa per Appia 54 1, II| passarono nel salotto, ov’era il piano: un salotto tutto 55 1, II| nulla, se non che ogni cosa era gentile e ridente. Nel salotto, 56 1, II| forse si muoveva, perché era di acqua: un’acqua color 57 1, II| cinquant’anni passati, le era uggioso.~ ~Ma la nonna, 58 1, II| cosa per benino; allora era intelligente.~ ~— Allora!... 59 1, II| chiacchierava con lui, non c’era il mare color d’amaranto. 60 1, III| casa fin verso le tre.~ ~C’era gente. Matilde serviva il 61 1, III| giovanotto, Maurizio Creffa, s’era regalato il titolo di conte, 62 1, III| per il titolo di conte, ch’era posticcio, ma pei quattrini, 63 1, III| guardavan con deferenza timida. Era una borghese ella pure, 64 1, III| diversa da loro. Presto s’era staccata dalle abitudini 65 1, III| quando viveva il marito, c’era intorno a lei un’adunata 66 1, III| aveva avuti anche quando non era vedova.~ ~E se quella bellezza 67 1, III| terribilità; perché la signora era vissuta tra passioni roventi, — « 68 1, III| quelle povere piccole donne, era cortese, amabile, facile. 69 1, III| l’istinto di diffidenza era meno sveglio, si lasciavan 70 1, III| il più grandicello, le si era messo alle calcagna per 71 1, III| visto che la conversazione s’era animata, si alzò un istante 72 1, III| stanchezza, la quale non era forse che la stanchezza 73 1, III| immobile.~ ~Dire che quella era figlia dell’altra, di Appia, 74 1, III| giorno a rammentarsi ch’era vecchia, che doveva figurar 75 1, III| trovarlo diverse del solito.~ ~Era uomo gagliardo, largo di 76 1, III| energicamente all’insù. Non era alto di statura, ma nemmen 77 1, III| taschino, dove senza dubbio c’era un grosso orologio. Notò 78 1, III| gaio e aperto quando non c’era nulla da fare, si stendeva 79 1, III| interruppe Silverio.~ ~Egli era spiccio; quando un affare 80 1, IV| Tarafià, — il quale non era né un uomo, né un pupazzo, 81 1, IV| la sacchetta dei numeri era riposta, con la scatola 82 1, IV| di Kavallì, col quale c’era poco da scherzare. Più corto 83 1, IV| cordicella azzurra. E ciò era il segno del comando; sarebbe 84 1, IV| volontieri. Avvenuto il quale, c’era un momento di sosta, per 85 1, IV| dizionario dei sinonimi, ch’era vicino e non molto inferiore 86 1, IV| Ma poiché il cómpito era difficile, Giorgio aveva 87 1, IV| nel salotto, la speranza era sfumata.~ ~Dall’altra parte, 88 1, IV| monotona, che Giorgio vi si era abituato presto, come ci 89 1, IV| bambino lo irritavano. V’era tanta diversità di carattere 90 1, IV| con un tavolato, nel quale era stato aperto un uscio di 91 1, IV| uscio di comunicazione.~ ~N’era venuta fuori così una camera 92 1, IV| alcune sedie. Ad Andrea era toccata anche la libreria. 93 1, IV| due bracci.~ ~Ma Giorgio era il disordine; portava a 94 1, IV| sigaretta; e la sua camera era per così dire, immobile; 95 1, IV| poi le faceva agire. S’era fabbricato così una specie 96 1, IV| di teatro, il cui fondale era un paesaggio africano, innanzi 97 1, IV| comparve sulla soglia.~ ~Era un ragazzone lungo, magro, 98 1, IV| cravatta intorno al collo non era più che un cencio male annodato. 99 1, IV| Giorgio ne rimase stupefatto. Era inutile discutere. Tarafià 100 1, IV| pancia in aria. Tarafià era morto!~ ~Il bambino si guardò 101 1, IV| impreveduto, strepitoso. Non c’era nessuno. Tarafià era di 102 1, IV| Non c’era nessuno. Tarafià era di quegli eroi dei quali 103 1, IV| un altro. Il vero Tarafià era quello che giaceva rovesciato 104 1, IV| finestra, perché la strada era il cimitero. Bisognava trovar 105 1, V| stabilita.~ ~Il cadavere era stato deposto nella scatoletta; 106 1, V| dizionario dei sinonimi, era sparita, perché ingombrava. 107 1, V| femmina. Sposa seria, com’era stata cameriera. Non pativa 108 1, V| guardar la ragazza, che gli era sempre parsa un po’ matta.~ ~— 109 1, V| si trattasse della nonna era chiaro. Ella chiamava ciabattino 110 1, V| occasione, tra gli amici. E gli era avvenuto qualche volta d’ 111 1, V| di Giovanni Cartolli, ch’era più vecchio di lui, n’aveva 112 1, V| non conosceva nessuno; e c’era parecchia gente.~ ~Donne, 113 1, V| sulla poltrona da cui s’era levata e lo fece sedere 114 1, V| sua figlia.~ ~Si capiva ch’era molto contenta. Giorgio 115 1, V| accorgo. Ma la compagnia era eccellente: garantisco!~ ~ 116 1, V| volta.~ ~Il giovanotto ch’era stato a teatro sedette: 117 1, V| ridosso d’un pannello antico, era la regina di tutti quei 118 1, V| garofano bianco dal fascio ch’era nel vaso della Gina, e lo 119 1, V| volle discendere a vedere. S’era talmente impuntato, gli 120 1, V| denti giallastri; l’occhio era vitreo, con la pupilla nascosta 121 1, V| alla natura cieca. Ma non era insomma, una morte placida, 122 1, V| fargli paura, la colpa non era del cavallo, poveretto...~ ~ 123 1, V| dire a se stesso che quella era sempre l’imagine d’una forza 124 1, V| uomini tirassero la coda. Era tardi? Andrea dormiva nella 125 1, V| camera attigua?~ ~No, non era tardi; Andrea entrava, accendeva 126 1, VI| perché tra lui e Giorgio c’era ormai della ruggine per 127 1, VI| più di un anno.~ ~L’idea era venuta improvvisamente a 128 1, VI| parendogli Giorgio immaturo, s’era volto a Andrea, e aveva 129 1, VI| occhi aperti...~ ~Matilde era rimasta esterrefatta a vedere 130 1, VI| sguardo meno distratto; era un giovane da tener da conto, 131 1, VI| conosceva, poteva dire quel che era. Soltanto al modo con cui 132 1, VI| guardavan le mani.~ ~A pranzo era tra due signorine graziose: 133 1, VI| tutti lo capivano, — era il padre, Silverio Astori. 134 1, VI| suocera, la quale non c’era né al tè, né a pranzo, ma 135 1, VI| di Giorgio. Tre germi.~ ~Era pienamente felice. Così 136 1, VI| meraviglia; perché se c’era persona, a’ suoi occhi, 137 1, VI| redini sul collo, quella era certo Andrea. Ella aveva 138 1, VI| illusione.~ ~Tacque. Le era impossibile criticare ogni 139 1, VI| merletto, stava Giorgio. Era un poco pallido, con la 140 1, VI| certo gruppo di note, ch’era la caduta dell’elefante, 141 1, VI| dove sono.~ ~E il luogo era detto dalla musica, certamente; 142 1, VI| testa.~ ~Lucia capì che non era più il caso di schermaglie. 143 1, VI| spaurito dalla catinella su cui era chinato a far correre il 144 1, VI| vado! — rispose Lucia.~ ~Era calma in apparenza, ma il 145 1, VI| breve e svelto.~ ~Matilde era caduta, disfatta, sopra 146 1, VI| della scena, dalla quale non era uscita degnamente che la 147 1, VI| partita! — minacciò Andrea. — Era un pezzo che mi stava a 148 1, VI| conciato, a pensare che se le era volute e che tutti gli avrebbero 149 1, VI| letto.~ ~Vide Matilde che s’era addormentata con Giorgio 150 1, VI| disgusto e l’accoramento le era impossibile. Che la libidine, 151 1, VI| forse Tarafià dopo il duello era conciato a quel modo.~ ~ ~ ~ 152 1, VII| ma il desiderio del nuovo era più forte che il timore.~ ~ 153 1, VII| Seguì il silenzio, ch’era l’omaggio alla sua autorità.~ ~ 154 1, VII| imprudentemente rimescolato cose ch’era meglio lasciar dormire nello 155 1, VII| tavola, poiché il caffè era stato servito, e andò nello 156 1, VII| per la strada: ma non gli era parso che venissero da un 157 1, VII| qualche parola con loro, s’era stuccato subito. Il ventaglietto, 158 1, VII| dorate, e gonfia che crepava; era un viaggiatore per davvero, 159 1, VII| quali lo rassicurò.~ ~C’era appunto nello scompartimento 160 1, VII| di fianchi non ne aveva; era interamente dritto fino 161 1, VII| per lui, la sconosciuta era una donna, — sorridono meglio 162 1, VII| agli occhi di Giorgio. S’era dimenticato di dire ad Andrea 163 1, VII| rammentò che suo fratello era già in viaggio per Parigi, 164 1, VII| partire anche lui!~ ~Silverio era nervoso e di cattivo umore.~ ~ 165 1, VII| impreparato come Andrea, era una bravata, la quale poteva 166 1, VII| parlassero inglese. La prima idea era quella; e di idea in idea, 167 1, VII| tutte le Case alle quali era raccomandato non arrivava 168 1, VII| purissimi. Ora che il ragazzo era lontano, quel tentativo 169 1, VII| passato.~ ~Come studii s’era fermato sulla soglia dell’ 170 1, VII| il ragazzo, ma la prova era forte.~ ~— Che vuoi? — gli 171 1, VIII| rassicurò e gli disse ch’era cosa da non badarsi.~ ~Il 172 1, VIII| a un altro bambino; ed era strano udirlo parlare con 173 1, VIII| perché lo stabilimento era suo: egli aveva assunto 174 1, VIII| d’ironia o d’impazienza. Era lunga, per l’età che aveva; 175 1, VIII| quasi avesse inteso che c’era tempo a gustarne, a satollarsene 176 1, VIII| cianfrusaglie. Ma crollò il capo. Era troppo brutto per presentado 177 1, VIII| villino a mezza la via Po; era figlia di Amedeo Cavalli, 178 1, VIII| vecchi e folti. Il laghetto era una vasca ampia, con uno 179 1, VIII| condusse in giardino, qui non c’era nessuno. Poterono passeggiare, 180 1, VIII| sentimenti, paure, da cui era ben lontano.~ ~La guardò. 181 1, VIII| lontano.~ ~La guardò. Ella era vestita di rosso, le gambe 182 1, VIII| Forse non sai neppure chi era Giulio Cesare!~ ~Ma, già 183 1, VIII| rabbuffo in casa, dove gli era stato detto di essere savio 184 1, VIII| così.~ ~La ghiaia minuta s’era attaccata al corpo del pesce 185 1, VIII| immobile.~ ~Il cane se n’era andato pel viale, sdegnando 186 1, VIII| curiosamente.~ ~Leonia tacque.~ ~— Era grande, magro, magro, con 187 1, VIII| idea d’una saletta a parte era buona, e alcuni si ripromettevano 188 1, VIII| andò da Giorgio, il quale era presso una parete.~ ~— Dimmi, — 189 1, VIII| cattiva di tutte...~ ~Giorgio era per ribattere, ma Ada Zampieri 190 1, VIII| piglierà beffe di te!» N’era indignato; perché simili 191 1, VIII| incrociatore con cannoni, ch’era riuscito a farsi regalare 192 1, VIII| delle braccia di Matilde. Era paffuta e rossa, il capino 193 1, VIII| La famiglia Zampieri era veramente povera, di quella 194 1, VIII| accolti con grandi feste era addobbato di mobili con 195 1, VIII| L’unico lusso della casa era una nettezza spinta fino 196 1, VIII| mattonelle bianche e rosse s’era fatto sdrucciolo a furia 197 1, VIII| elettrico posato a terra.~ ~Era contenta che Giorgio non 198 1, VIII| sono contenta, pel babbo; era tanto mortificato, il poveretto, 199 1, VIII| bianchissimi, come la bambina ch’era nel treno, che è partita, 200 1, VIII| il marmo della vasca, ed era un sorriso convulso e freddo.~ ~ 201 1, IX| facesse proposte generose. C’era di mezzo una vecchia proprietaria 202 1, IX| di cui Antonio Catalani era direttore e gerente; la 203 1, IX| camera per la bambina.~ ~Ada era spesso invitata; Matilde 204 1, IX| Zampieri, i Cavalli coi quali era in legami di affari; gli 205 1, IX| vedendo che il piccolo Giorgio era meglio curato. Aveva intorno 206 1, IX| la giornata di Matilde. Era, a suo modo, un creatore; 207 1, IX| incirca dacché il ragazzo era assente; ma sentito veramente, 208 1, IX| E tuttavia questi non era tranquillo.~ ~La Casa William 209 1, IX| Silverio ad alta voce.~ ~C’era anche Giorgio di ritorno 210 1, IX| a bocca chiusa, che non era contento, che qualche cosa 211 1, IX| a stelo color d’oro, ch’era poi d’ottone ben polito. 212 1, IX| molto a Leonia Cavalli. S’era fatto il varo dell’incrociatore 213 1, IX| dal banco di marmo su cui era seduta.~ ~Si drizzava snella 214 1, IX| dimenticando che lo schiaffo se l’era preso Giorgio. — Ma anche 215 1, IX| incontro aveva mutato faccia. Era bruttissima.~ ~S’interruppe, 216 1, IX| compatta e solida in cui non era traccia di bottoncini. E 217 1, IX| che sembrava seta tanto era morbida, chiuso alla vita 218 1, IX| Maddalena Pedretti accompagnava. Era questa una dama dalle fattezze 219 1, IX| alcun bisogno, del resto. Era tanto buono e studioso! — 220 1, X| viaggio improvviso; ma ve n’era un’altra, che Silverio credeva 221 1, X| risultava che la merce non era stata spedita alla Ditta 222 1, X| Andrea rispose cha tutto era come avevano raccontato 223 1, X| mutande, calze e fazzoletti: era il bagaglio per Londra. 224 1, X| superati gli esami di maturità, era entrato in ginnasio; ma 225 1, X| quell’esame di maturità non era stato molto brillante e 226 1, X| durante il pranzo. Matilde non era contraria all’idea del viaggio, 227 1, X| posizione eminente, non era mai stato all’estero. Lucia 228 1, X| in anticamera.~ ~Andrea s’era seduto fra Matilde e Silverio.~ ~— 229 1, X| gli invadeva la fronte: era il suo ragazzo, il suo Andrea, 230 1, X| perché tu mi aspettassi. Era chiaro!~ ~— Non ho capito 231 1, X| repentinamente gagliardo; col quale era ormai più giusto discutere 232 1, X| subito provveduto. Egli era arrivato di sera, senza 233 1, X| tutti i suoi particolari, c’era una differenza notevole, 234 1, X| conto dell’impreveduto.~ ~C’era qualche cosa in aria, più 235 1, X| con quella foga in cui c’era un poco di ostentazione, 236 1, X| Coricatosi a notte alta, poiché s’era trattenuto a chiacchierare 237 1, X| pigliar sonno.~ ~L’accoglienza era ingiusta: chi lo aveva mandato 238 1, X| repentinamente.~ ~Da lontano gli era parso che la cosa fosse 239 1, X| a poco a poco egli se n’era foggiato un profilo di suo 240 1, X| Sei costato molto!~ ~C’era ben altro; v’eran centinaia 241 1, X| obbligo di assoluzione.~ ~Era invece un galantuomo rigido, 242 1, X| seminato la sua strada. E non era possibile, no, non era giusto 243 1, X| non era possibile, no, non era giusto che un ragazzo si 244 1, X| per toccar poi un rifiuto, era pericoloso e sciocco.~ ~ 245 1, X| industriali facoltosi; ma non c’era uno che, o perché non poteva 246 1, X| Tornò al contino Creffa. Era giovane di mondo, vanitoso, 247 1, X| consentimento del padre, egli non era nulla. D’altra parte, un 248 1, X| il mondo, confessare non era possibile!~ ~Si addormentò 249 1, X| Quel risveglio al quale non era più avvezzo gli fece piacere.~ ~— 250 1, X| chiamò.~ ~Ma l’altro era già in anticamera e usciva; 251 1, X| al babbo; ma Giorgio non era ancora in età da comprendere: 252 1, X| vi aveva goduto. A Londra era milionario; qui un minorenne. 253 1, X| a cui non aveva diritto; era tra i giovani di mondo, 254 1, X| tabacco lungo e biondo, che c’era anche a Roma presso i tabaccai 255 1, X| fatture alle Case di cui era creditore? Le risposte sarebbero 256 1, X| scampoli avuti in dono.~ ~Era aperta la camera di comunicazione 257 1, X| la cameretta e quella ch’era stata un giorno la camera 258 1, X| lampada elettrica. Veramente era cambiato: sul suo volto 259 1, X| devi aiutarmi, Giorgio!~ ~C’era del nuovo: un senso di affetto 260 1, X| disperato, perduto; ed era suo fratello, che pareva 261 1, X| danaro non basta mai; ed era suo fratello, Andrea, che 262 1, X| aveva picchiato, ma che non era cattivo, no, non era cattivo!~ ~— 263 1, X| non era cattivo, no, non era cattivo!~ ~— Ho fatto molte 264 1, X| Giorgio, il quale non s’era staccato dall’angolo del 265 1, XI| Nell’ora in cui Silverio era abitualmente allo stabilimento 266 1, XI| Disse che, passando a caso, era salito a dare una stretta 267 1, XI| sedere, di guardare, non era più da ragazzo; e il vestire, — 268 1, XI| Questo bell’episodio era lontano; Betsy Garden Rose 269 1, XI| arnese della City. Ma se ne era pentita amaramente, quantunque 270 1, XI| chi capiva il suo inglese era bravo!~ ~Uscito dall’ufficio 271 1, XI| Donna Appia, infatti non era sola; ma accolse con piacere 272 1, XI| riaccompagnarla a casa, non c’era di che pagar la vettura.~ ~ 273 1, XI| giovani ci si può intendere. M’era già venuta quest’idea. Ma 274 1, XI| d’un tesoro introvabile, era a’ suoi occhi un personaggio 275 1, XI| poteva terminar male, e n’era inquieto e ansioso.~ ~Diede 276 1, XI| appena con un grugnito; era assorto nella lettura, con 277 1, XI| all’uscita dell’Alhambra; era con le sorelle e con James 278 1, XI| paura di Andrea. E Andrea era balzato in piedi, serrando 279 1, XI| e sposo Betsy!~ ~Ada s’era rintanata in un angolo del 280 1, XI| Andrea, quella sera lontana, era gaio, rumoroso, spavaldo, 281 1, XI| all’ora consueta. Veramente era allegro. A tavola, anzi, 282 1, XI| di quella indifferenza; era diventato loquace; conosceva 283 1, XI| pel modo con cui questa era stata carpita, per la falsificazione 284 1, XI| ventitré anni, e che Emma era una stupida.~ ~Silverio 285 1, XI| guardarono e si compresero. Era la serata buona; bisognava 286 1, XI| immobile sulla sedia.~ ~Era la catastrofe?...~ ~ ~ 287 1, XII| bìlico sopra un abisso. Non era la catastrofe. Suo padre 288 1, XII| studii, — dichiarò Andrea.~ ~Era pallido; sentiva le mani 289 1, XII| per dire che il colloquio era finito.~ ~Andrea si alzò:~ ~— 290 1, XII| si richiuse in camera.~ ~Era annientato. Suo padre non 291 1, XII| più a proposito! E questo era l’uomo al quale egli, Andrea, 292 1, XII| aveva la testa? Ma come s’era potuto illudere a tal punto?~ ~ 293 1, XII| mani in tasca perché non s’era spogliato, rivedeva la bella 294 1, XII| bella vita di milionario. C’era stato un istante, durante 295 1, XII| terrore lo riprese. Che fare? Era questione di giorni, forse 296 1, XII| procura falsa. E questo era impossibile, perché glielo 297 1, XII| chiedere il danaro già versato. Era impossibile!~ ~Non appena 298 1, XII| colloquio con suo padre, s’era deciso a fare un tentativo.~ ~ 299 1, XII| appartamentino di via Boncompagni. Era un giovinotto smilzo e pallido, 300 1, XII| ignorante del resto, perché s’era ben guardato dal fare un 301 1, XII| Fùsaro.~ ~Nel salotto non c’era luce, e in quel pomeriggio 302 1, XII| quel pomeriggio piovoso era difficile discernere il 303 1, XII| tavolino moresco su cui era disposto il servizio da 304 1, XII| e delle sue sorelle; ma era in tale contrasto col peso 305 1, XII| disse Maurizio.~ ~Topino era il soprannome della ragazza 306 1, XII| girato l’occhio intorno; c’era lusso, ma di buon gusto; 307 1, XII| visita. Ma capiva bene ch’era vano parlarne a Maurizio. 308 1, XII| egli si trattenne subito.~ ~Era desolato davvero, non per 309 1, XII| ci si divertì.~ ~Andrea s’era deciso a portare al Monte 310 1, XII| ceduto, perché il palazzo era di suo gusto e voleva lasciarlo 311 1, XII| infernale; il professore s’era accorto che doveva avere 312 1, XII| ed egli li invidiava. C’era del resto parecchio da lavorare 313 1, XII| per divertirsi con Ada. Era serio, pensieroso, inquieto, 314 1, XII| ogni modo, sta’ attento! C’era anche Maurizio Creffa, il 315 1, XII| incontrare Maurizio, non c’era.~ ~L’orchestra proruppe 316 1, XII| Guardando di là dalle piante ond’era circondato, osservò le fisonomie, 317 1, XII| veramente con molto garbo, e n’era gelosa.~ ~Posò a terra la 318 1, XII| volte il solino che gli si era sciupato. Le signorine se 319 1, XII| nelle sue paure.~ ~Ormai era stanco di sussultare ad 320 1, XII| per esserne fuori. Non c’era alcuna speranza di accomodar 321 1, XII| appropriazione di mille lire. Era uno dei vecchi, con dodici 322 1, XIII| presso l’apparecchio. Le era parso che la voce di Silverio 323 1, XIII| Andrea, dritto in piedi, era così bianco che pareva senza 324 1, XIII| entrò nella sua camera, ch’era in fondo al corridoio.~ ~ 325 1, XIII| di Andrea.~ ~Giorgio, ch’era rimasto solo, aveva udito 326 1, XIII| Incontrò Ada. Come mai Ada era presente?~ ~Ella lo afferrò 327 1, XIV| una parola d’inglese ed era facile tacergli l’arrivo 328 1, XIV| tale sproposito, tanto gli era parso sicuro e allegro il 329 1, XIV| giornate spaventose.~ ~Silverio era come pazzo. Gironzolava 330 1, XIV| ladro e falsario. Bestia, era roba sua; poco miserabile 331 1, XIV| di un automa.~ ~Il medico era più impensierito per quella 332 1, XIV| quello stato.~ ~Giorgio era stato preso da un turbine 333 1, XIV| Andrea coperto di sangue gli era sempre innanzi agli occhi. 334 1, XIV| villa intera. Del resto s’era rimesso al lavoro per istordirsi, 335 1, XIV| ammirazione.~ ~In verità, s’era ingannata sulla tempra di 336 1, XIV| occupare il villino di Anzio.~ ~Era una costruzione semplice, 337 1, XIV| pensasse alla tragedia di cui era stato testimonio. Ada dovette 338 1, XIV| ultimo, Giorgio scoperse ch’era innocente ed Eufemia fu 339 1, XIV| vestito a lutto, Silverio era appena riconoscibile. Il 340 1, XIV| Dal momento in cui Andrea era andato incontro a suo padre, 341 1, XIV| padre, al momento in cui si era ucciso, non eran passati 342 1, XIV| La morte, del resto, era parsa a tutti cosa stravagante; 343 1, XIV| Giorgio non parlò; del resto era lontano, ad Anzio.~ ~Ma 344 1, XIV| immollarono da capo a piedi. Era divenuta un cencio, i capelli 345 1, XIV| vide che il volto di lui s’era mutato: i suoi sguardi frugavano 346 1, XIV| parlare. Ricordi?~ ~— Perché era troppo tardi! Ma una sera, 347 1, XIV| tra il bruno e il rosso; era in camicia. Con un pugno 348 1, XIV| di sotto le palpebre.~ ~Era indubitabilmente una signorina 349 1, XIV| scorticata, dilavata, gli era assai più cara. Come persona 350 1, XIV| flutti. Condannata a morte, era stata riconosciuta innocente. 351 1, XIV| sbirciatine di sotto le palpebre. Era una signora seria e pelata, 352 1, XIV| sogguardando la ragazzina.~ ~Chi era? Perché gliel’avevan messa 353 1, XIV| datogli da nonna Appia.~ ~C’era tuttavia il povero Andrea, 354 1, XIV| perché qualche altra cosa era morta, Giorgio non sapeva 355 1, XIV| ghiribizzi da bambino, gli era singolarmente cara, per 356 1, XIV| cara, per questo.~ ~Egli era stato preso dalle cose più 357 1, XIV| moribondo: qualche volta gli era parso di riudirlo tra il 358 1, XIV| fremito.) La sua infanzia era morta quel giorno, con la 359 1, XIV| congiungeva col cielo.~ ~Andrea era in paradiso?... Dove?... 360 1, XIV| cane Perdicca...~ ~Ma dov’era Andrea?... Laggiù, tra le 361 1, XIV| pensieri e sentimenti intimi, era per lui opera sovrumana 362 1, XIV| Giorgio piaceva tanto.~ ~Ella era interamente presa nel riflesso 363 1, XIV| Questa di studiare l’inglese era un’idea venutagli da poco, 364 1, XIV| memoria del poveretto che si era ucciso.~ ~— Tu l’hai veduto 365 1, XIV| tutto quel sangue? Ce n’era sui guanciali, sulle lenzuola, 366 1, XIV| a terra, e anche il viso era coperto di sangue.~ ~— Giorgio! — 367 1, XIV| te ne supplico!...~ ~— C’era una chiazza così. La lavarono 368 1, XIV| a vedere e la macchia c’era sempre, nera, vicino al 369 1, XIV| al capezzale, e il letto era vuoto.~ ~Ada piangeva in 370 1, XV| sveglia.~ ~Si guardò intorno; era la sua cameretta, nel palazzo 371 1, XV| sobbalzare dei carrozzoni.~ ~Era tornato la sera innanzi 372 1, XV| cancellar quel ricordo.~ ~Nulla era più buffo, nulla più drammatico.~ ~ 373 1, XV| Giorgio l’anno scolastico era perduto.~ ~Nessuno, del 374 1, XV| spiegava da chi e quando era stata scritta. Appia sapeva 375 1, XV| spazio che da tempo gli era serbato.~ ~— Che cosa è, 376 1, XV| panno che lo ricopriva. C’era qualcuno là sotto? C’era 377 1, XV| era qualcuno là sotto? C’era una vita, che anelava a 378 1, XV| andò, pensando che Giorgio era guarito se almanaccava tanto 379 1, XV| accavallata sull’altra. Era così, la sera del ritorno; 380 1, XV| dicendomi. Anche un giorno che c’era Ada e egli aveva ricevuto 381 1, XV| dipende da te!»~ ~Andrea era tornato, vivo, con la pipetta 382 1, XV| le mani, piangeva.~ ~Tale era la verità che veniva da 383 1, XV| continuo terrore; e in questa era andato già scontando le 384 1, XV| nutriva sospetti dal giorno ch’era arrivata la lettera di Middleton 385 1, XV| confessione di Andrea. E nessuno s’era sentito il coraggio di dir 386 2, XVI| Leonia Cavalli annunziò ch’era fidanzata; fidanzata con 387 2, XVI| aveva ripreso veramente. Era venuto perfino il giorno 388 2, XVI| parenti che la accompagnavano. Era, del resto, cosa preveduta. 389 2, XVI| sposare il povero Andrea?), era riuscita a trovarselo: giovane, 390 2, XVI| i due Strògoli (il terzo era morto l’anno prima di febbri 391 2, XVI| lui, pensava, e le cose era meglio saperle bene; per 392 2, XVI| la coda da cane, e non era un cane.~ ~— E che cosa 393 2, XVI| un cane.~ ~— E che cosa era? — interrogò curiosamente 394 2, XVI| curiosamente Irma Dantelli.~ ~— Era una cagna!...~ ~I ragazzi 395 2, XVI| confessò Leonia, che si era avvicinata. — Mi direte 396 2, XVI| presso il circolo che s’era formato attorno ad Alfredo. 397 2, XVI| ingegner Catalani, che gli era al fianco.~ ~Ma Alfredo 398 2, XVI| Giorgio. Anche il principe s’era avvicinato.~ ~— Devo ringraziare 399 2, XVI| fronte aveva papà e mamma, — era veramente innamorato di 400 2, XVII| fatto alcuna scelta. Ada gli era semplicemente simpatica 401 2, XVII| bellezza pura e delicata. V’era altro da pensare, pel momento. 402 2, XVII| amasse molto, il padre s’era annoiato di quella maniera 403 2, XVII| da me?...~ ~In tal modo era nata l’amicizia tra Maurizio 404 2, XVII| bianche e sottili da donna, era tutto acceso di speranza 405 2, XVII| Occasione più bella non c’era da aspettarsi; dove trovare 406 2, XVII| Si sentiva osservata e n’era in angustia.~ ~Col suo occhio 407 2, XVII| stivaletti alti. In casa Ada era lieta di liberarsi dal peso 408 2, XVII| bisogno di affrettarsi; a lui era sufficiente un’occupazione 409 2, XVII| l’altro; la distanza non era tale da sbigottire.~ ~ ~ ~ 410 2, XVII| portarla via? Leonia non s’era ingannata...?~ ~Si accorse 411 2, XVII| per vedere in istudio se era arrivato un telegramma.~ ~ 412 2, XVII| del pianoforte, e invece c’era Giorgio...!~ ~— L’ho visto 413 2, XVII| Io? — esclamò Maurizio.~ ~Era la prima volta che si sentiva 414 2, XVIII| di vecchio velluto rosso, era piaciuto a Giorgio.~ ~Entrò 415 2, XVIII| male, quel languore ond’era stato colto subito dopo 416 2, XVIII| per il suo terrore. Non v’era in quel fosco periodo della 417 2, XVIII| tutti gli altri. La bambola era come l’anima di Ada, il 418 2, XVIII| il pugnale e richiuse.~ ~Era accigliato.~ ~Più tardi, 419 2, XVIII| Precauzione inutile.~ ~Ada era nervosa. Studiava la maniera 420 2, XVIII| perseguitava dappertutto, ma non era mai riuscito ad afferrarlo. 421 2, XVIII| ingiuria con cui Leonia era punita.~ ~— Ma dove gli 422 2, XVIII| mene di Paolo Zampieri non era meraviglia.~ ~Paolo Zampieri, 423 2, XVIII| aveva mancato di prudenza. S’era fatto intendere dal capo-contabile 424 2, XVIII| Ma Silverio, egli pure, era mutato. La disgrazia aveva 425 2, XVIII| troppo largo e benevolo era sempre nelle decisioni di 426 2, XVIII| arrivato.~ ~La piccola Ada era chiamata a rappresentare 427 2, XVIII| quella certezza, la quale era esatta in quel momento. 428 2, XVIII| lottatore Paolo Zampieri se l’era addossata senza averne le 429 2, XVIII| molle, Maurizio Creffa non s’era deciso ancora a dire sì 430 2, XVIII| approvare; guardava Ada, se c’era, con attenzione, da capo 431 2, XVIII| avuto nulla da eccepire: era un modo come un altro per 432 2, XVIII| speranza fosse fallita, egli era deciso a passar per quella 433 2, XVIII| schermaglie, conscia com’era dello scopo a cui tendevano; 434 2, XVIII| selvatico e sospettoso ne era ferito ogni giorno. Le riusciva 435 2, XVIII| bene di lei. Onde, ella non era mai riuscita a scoprire 436 2, XVIII| spiacessero, non solo perché n’era oltraggiata la sua verecondia, 437 2, XVIII| avevano a crollare.~ ~N’era sbigottita.~ ~Quando si 438 2, XVIII| sperava e temeva. Il suo cuore era volto ad Anzio; d’altri 439 2, XVIII| abitudini non voleva sapere.~ ~Era un po’ dimagrita; gli occhi 440 2, XVIII| appartenesse nel tempo. Eppure era ben diversa, quanto diversa, 441 2, XIX| fratello.~ ~Percy Stanhope era nel salotto, con la poltrona 442 2, XIX| disperazione il povero Andrea s’era lasciato sfuggire a proposito 443 2, XIX| comparve e lo rimandò.~ ~— Era impossibile non apprezzare 444 2, XIX| interrogò Ada.~ ~— Era amico del povero Andrea.~ ~— 445 2, XIX| rivolgendosi alla cameriera. — Era amico di Andrea?~ ~— Sì, 446 2, XIX| appartamentino di via Boncompagni, s’era tirato un colpo di rivoltella 447 2, XIX| una clinica, il proiettile era stato estratto e la ragazza 448 2, XIX| che per dichiarar guerra, era rinato il sentimento cordiale 449 2, XIX| intimità di Giorgio con Ada s’era fatta più stretta.~ ~Si 450 2, XIX| loro invenzione; se Ada era distratta, Giorgio le tirava 451 2, XIX| pel colore ardente.~ ~C’era chi credeva Ada sorella 452 2, XIX| Sebastiano Creffa s’era passato più volte la mano 453 2, XIX| portacenere di mozziconi.~ ~Era piccolo, tondo, con occhi 454 2, XIX| padre, il cranio del quale era rosso e lucido. — Ma appunto 455 2, XIX| stette a fissar la soglia com’era sua abitudine quando pensava.~ ~ ~ ~ 456 2, XIX| lui, la morte del fratello era una punta d’acciaio diretta 457 2, XIX| tutti gli altri ragazzi, era molto se sapevano d’aver 458 2, XIX| delle torte dolci; che poi era partito, che poi era morto...~ ~ 459 2, XIX| poi era partito, che poi era morto...~ ~La vita è questa; 460 2, XIX| essere se non questa. Giorgio era più spaventato di sé stesso 461 2, XIX| vi si trovò a suo agio. Era contentissimo di conoscere 462 2, XIX| quattordici anni. Ciò non gli era mai avvenuto; ma parlando 463 2, XIX| sé e per gli altri, non era il demonio intraveduto da 464 2, XIX| intimità e la confidenza. Ada n’era confusa. Sfuggiva con cura 465 2, XIX| Giorgio arrossì.~ ~Ada s’era avvicinata a lui con sì 466 2, XIX| la mandibola e il mento. Era un’energia; ma probabilmente 467 2, XIX| Londra; alcune sere prima era molto pensieroso, e credetti 468 2, XIX| All’albergo mi dissero ch’era partito, quella mattina 469 2, XIX| forma di cui ella forse non era consapevole; ed esalava 470 2, XIX| egli sognava? forse non c’era nulla? con l’accappatoio 471 2, XIX| groppo di lagrime che gli era venuto alla gola.~ ~— Torneremo 472 2, XIX| così! Ad Anzio soltanto era bello e nessuno ci disturbava.~ ~— 473 2, XIX| idea di scrivere a Londra era buona.~ ~Leonia Cavalli 474 2, XIX| Veramente quel ragazzo era intollerabile. Le parlava 475 2, XIX| quella storia del ballo era goffa.~ ~Dunque non avrebbe 476 2, XIX| chiacchierare con chiunque. E a lei era toccata la catena di quel 477 2, XIX| Un solo sguardo di Leonia era bastato a farle comprendere 478 2, XIX| poltrona di Giorgio; ma Giorgio era sparito. Ada si rivolse 479 2, XIX| andato a dormire perché era stanco.~ ~Ada attraversò 480 2, XIX| camera in cui Giorgio s’era richiuso. Volle chiamarlo; 481 2, XXI| stessa rapidità con cui s’era illuminato. Mai delusione 482 2, XXI| Silverio.~ ~— È giusto: era un’idea mia. Credevo d’aver 483 2, XXI| la sera che il ragazzo s’era richiuso nella camera a 484 2, XXI| trepidando, chinò il capo. Era impossibile lottare. E Giorgio...? 485 2, XXI| disse il povero Andrea, ch’era molto amico del conte e 486 2, XXI| spiccio con Paolo Zampieri. Era il suo difetto; non sapeva 487 2, XXI| stavano zitti perché egli era molto potente; ma se fosse 488 2, XXI| affabile con Paolo; non ve n’era bisogno; costui frequentava 489 2, XXI| quella dell’inglese; ma era meglio alla mano. L’altro, 490 2, XXI| stava intorno; e quel ch’era peggio, non Maurizio, elegante, 491 2, XXI| voleva dire che la porta era aperta, che non c’era nemmen 492 2, XXI| porta era aperta, che non c’era nemmen bisogno di bussare.~ ~ 493 2, XXI| nome di Percy Stanhope le era venuto alle labbra non perché 494 2, XXI| dormire con Percy Stanhope...? Era già meglio!... Sì, per quanto 495 2, XXI| doveva pure ammettere che era meglio dormire con Percy 496 2, XXI| altro... Ma meglio di tutto era dormir sola, nel piccolo 497 2, XXI| celebrato con grande pompa. C’era di tutto, fra gli invitati; 498 2, XXI| bellezza della sposa.~ ~Ada ch’era presente col babbo e la 499 2, XXI| colazione, Maurizio Creffa era alla sua destra; dall’altra 500 2, XXI| perché il russo che le era a fianco traducesse; ma 501 2, XXI| modo con cui rispondeva era facile capire che aveva 502 2, XXI| da tavola!~ ~Ella stessa era sbalordita della propria 503 2, XXI| allora che il conte Scerbejew era alto e snello, chiuso nell’ 504 2, XXI| cortesie de’ suoi ospiti. Dov’era la bambina che ammazzava 505 2, XXII| Paolo Zampieri.~ ~Che c’era sotto...? Egli considerava 506 2, XXII| contegno da qualche tempo: era fredda e sprezzante.~ ~— 507 2, XXII| l’aveva veduta ballare, era inquieto e sospettoso.~ ~ 508 2, XXII| anche più rossa in volto; era tanto confusa, che soffriva; 509 2, XXII| venne a prenderla.~ ~Ma non era contenta; gira e rigira, 510 2, XXII| dappertutto ov’ella andava, s’era fatto assiduo in casa, aveva 511 2, XXII| della fanciulla.~ ~Anzi, c’era già chi rideva del povero 512 2, XXII| Cose incredibili. Ma era pur così; e Maurizio Creffa 513 2, XXII| ricamare, non vide ch’egli s’era fatto pallidissimo in volto, 514 2, XXII| di Anzio, quando appena s’era ucciso Andrea, e Ada era 515 2, XXII| era ucciso Andrea, e Ada era tanto buona?~ ~Ada era cosa 516 2, XXII| Ada era tanto buona?~ ~Ada era cosa di Giorgio.~ ~Giorgio 517 2, XXII| avrebbe anche spogliata. Era ciò possibile? Ada apparteneva 518 2, XXII| tutta l’anima, da quando era bambino. E gliela portavan 519 2, XXII| Questa fanciulla indemoniata era sempre tra’ piedi. Ada voleva 520 2, XXII| il foglio di carta su cui era scritto il nome. Lo prese 521 2, XXII| accolse con un sorriso. Ada era inquieta; non sapeva come 522 2, XXII| risposta.~ ~In salotto c’era la signora Zampieri e il 523 2, XXII| giunse anche Percy Stanhope. Era alla fine delle sue vacanze 524 2, XXII| divanetto che per Giorgio era sacro, mormorava qualche 525 2, XXII| Giorgio; l’ombra di Ada era dappertutto, appariva dappertutto, 526 2, XXII| inarrivabile bambola ch’era stata Eufemia di Princisbecco, 527 2, XXII| momenti si sdraiava a terra, s’era sulla spiaggia, o sopra 528 2, XXII| spiaggia, o sopra il letto s’era in casa, e stava quieto 529 2, XXII| batteva dentro così pazzamente era l’amore per Ada, e di questo 530 2, XXII| lettere per il babbo, che s’era presa egli pure la sua vacanza. 531 2, XXII| Cartolli andasse dicendogli ch’era roba vecchia.~ ~Il silenzio 532 2, XXII| forse tornata bambina? Gli era venuto questo pensiero la 533 2, XXII| ridere meglio. Quella ilarità era così prepotente, così impetuosa, 534 2, XXII| povera Irma Dantelli, ch’era tanto ammalata.~ ~— Chi 535 2, XXII| labbra bianche.~ ~Giovannino era per continuare, ma Severino 536 2, XXII| compagni di scuola, che Giorgio era innamorato di Ada Zampieri 537 2, XXIII| occhi da Giorgio; il quale s’era fatto un piccolo uomo, non 538 2, XXIII| al capitano Tarafià, ma era nell’animo, per lei, lo 539 2, XXIII| ormai «la dama bianca». Le era parso la mattina che facendole 540 2, XXIII| A fianco di donna Appia era la dama di compagnia, Maddalena 541 2, XXIII| bocca splendente. La persona era alta e flessuosa. Che un 542 2, XXIII| il mio piccolo Giorgio era tutta la vita per te.~ ~— 543 2, XXIII| lasciò andare, poiché Ester era tornata a riprenderla.~ ~ ~ ~ 544 2, XXIII| meno fortunata di Leonia; s’era tolta all’autorità sciocca 545 2, XXIII| signorina Tarabusi con la quale era stato in altri tempi fidanzato 546 2, XXIII| conversazione con lui. Non gli era riuscito di comprendere 547 2, XXIII| piccola vita; e Percy Stanhope era stato per lui come il simbolo 548 2, XXIII| Stanhope d’intendere, — era disperato della propria 549 2, XXIII| una lentezza mortale. Non era ancora a metà degli studii, 550 2, XXIII| la fanciulla della quale era innamorato: la sua anima 551 2, XXIII| divorava.~ ~Percy Stanhope s’era già congedato dalle famiglie 552 2, XXIII| a riprendere i libri. C’era già un silenzio, un passato: 553 2, XXIII| vestiva pel pranzo al quale era stato invitato da zia Appia; 554 2, XXIII| quattro a casa. Ma Lucia era felice. Non un rimpianto, 555 2, XXIII| Egli la fissò. La fanciulla era vestita di nero, apparendo 556 2, XXIII| ricchi, il busto sottile era un po’ piegato sul tavolino, 557 2, XXIV| nuovo impegno, e Silverio era stato largo con lui, sia 558 2, XXIV| sua figliuola, tanto se l’era veduta per casa, tanto era 559 2, XXIV| era veduta per casa, tanto era vicina a Giorgio, tanto 560 2, XXIV| a Giorgio, tanto egli s’era occupato di lei quando si 561 2, XXIV| Scerbejew! Leonia Cavalli s’era presa un principe; Ada Zampieri 562 2, XXIV| davvero mi fai pena!...»~ ~C’era questo nello sguardo di 563 2, XXIV| aveva detto nulla, se n’era andato; ma c’era questo...~ ~ 564 2, XXIV| nulla, se n’era andato; ma c’era questo...~ ~E da più giorni, 565 2, XXIV| motivi e pretesti. Poi era presa da una irritata ribellione 566 2, XXIV| Silverio...! Tutto questo era inverosimile.~ ~Fece fermar 567 2, XXIV| eran note: un crocchio s’era fermato vicino alla carrozza, 568 2, XXIV| anche tu!...~ ~— L’atlante era nelle tue mani; nessuno 569 2, XXIV| sguardo freddo e penetrante. Era un giovane i cui caratteri 570 2, XXIV| gioia che di pudore. Egli era il fidanzato: aveva il diritto 571 2, XXV| che, rifiutatasi a lui, s’era promessa a un altro, rimase 572 2, XXV| lasciato libero, tanto egli era distratto e spiacevole.~ ~ 573 2, XXV| onestà gli ricadeva addosso; era questo che più lo infuriava.~ ~ 574 2, XXV| avuto in premio Ada. Ada era la giunta alla derrata, 575 2, XXV| e non per mercato, se l’era lasciata portar via da uno 576 2, XXV| perché Nicola Scerbejew non era che più ricco di lui, non 577 2, XXV| tra quelli che ridevano, c’era probabilmente non solo Paolo 578 2, XXV| pure sapeva quanto Maurizio era stato corretto. L’ingratitudine 579 2, XXV| somigliasse a quella, la quale gli era scappata di mano.~ ~Ma Silverio 580 2, XXV| asinità di Sebastiano Creffa era venuta fuori tutta, anzi, 581 2, XXV| di consolare il figlio, s’era messo a schernire Ada, quella 582 2, XXV| Silverio doveva aiutarlo. Non c’era da stupirsi. Ada era stata, 583 2, XXV| Non c’era da stupirsi. Ada era stata, o no, mezza fidanzata 584 2, XXV| troppo.) Ora, perché tutto era andato in fumo...? Perché 585 2, XXV| come sempre, Maurizio s’era rifiutato, Paolo Zampieri 586 2, XXV| principessa Strogonow, che era ieri bambina come lei; le 587 2, XXV| sapeva disfarsi, tanto gli era stata fedele insieme al 588 2, XXV| pigliarsi il fidanzato. Era una fanciulla alta e sottile, 589 2, XXV| Scerbejew, sia perché ella era in procinto di balzar su 590 2, XXV| sorridere ad Ada. Questa era una bimba tuttavia; non 591 2, XXV| non conosceva se stessa; c’era dell’impreveduto nell’avvenire; 592 2, XXV| rappezzato alla meglio, c’era poco da dire; e quel Creffa 593 2, XXV| dire; e quel Creffa non era, alla fin fine, un tal uomo 594 2, XXV| curiosità esagerata di cui Ada era oggetto, finì con l’annoiarsi. 595 2, XXV| fedele; il problema non era poi così interessante da 596 2, XXV| Giorgio presso la mamma, che s’era messa al piano e accennava 597 2, XXV| per non guardare altrove. Era pallidetto, magro, pareva 598 2, XXV| sembrò più un ragazzo. C’era su quel volto imberbe una 599 2, XXV| senza ridere che quello era l’èremo, il ritiro degli 600 2, XXV| seguendo più il giuoco, s’era fatto soffiare due pedine.~ ~— 601 2, XXVI| Stanhope scriveva da Londra che era per fidanzarsi con una signorina 602 2, XXVI| bigio di via Labicana; Ada era corsa a trovarla subito, 603 2, XXVI| de’ suoi poveri vestitini. Era come presa da una sottil 604 2, XXVI| Parigi. Il suo discorrere era vacuo e leggero, fatto di 605 2, XXVI| automobile. Tutto il suo tempo era preso.~ ~Giorgio ne fu sbalordito. 606 2, XXVI| da subitaneo furore, le era andato incontro a pugni 607 2, XXVI| innanzi una sconosciuta.~ ~S’era dovuto adattare, quantunque 608 2, XXVI| forme e la freschezza ella era tuttavia fanciulla, il modo, 609 2, XXVI| intorno, di quella ricchezza, era naturale; né si sarebbe 610 2, XXVI| sabbia nell’accappatoio rosso era tutta sua, interamente in 611 2, XXVI| si alzò senza rispondere. Era pallido. Andò a vedere i 612 2, XXVI| e tornò nel salotto; Ada era in un crocchio di fanciulle, 613 2, XXVI| per udir la spiegazione. Era felice di sposare il conte 614 2, XXVI| s’accorsero che Giorgio era tra di loro.~ ~— Zitte!... 615 2, XXVI| prese una senza badare ch’era vuota, e il domestico lo 616 2, XXVI| dell’aristocrazia inglese, era parsa a Giorgio un documento 617 2, XXVI| pochi episodii.~ ~Veramente era scesa una nebbia su quel 618 2, XXVI| Il ritratto di lui era sempre nel salotto.~ ~Giorgio 619 2, XXVI| cosa che non sapeva, ch’era dentro di lui e non poteva 620 2, XXVI| il capitano Tarafià non era più nulla, non aveva più 621 2, XXVI| assurda.~ ~Anch’egli, Giorgio, era immobile, quasi la vita 622 2, XXVII| corsa. La cameriera che era presente, domandò se fosse 623 2, XXVII| crescere sotto gli occhi, era come una sua parente, una 624 2, XXVII| nuovo a Matilde. La sua voce era rauca; le mani gli tremavano 625 2, XXVII| disastro? Povera bambina, era così contenta, povera cara 626 2, XXVII| mente che forse anch’egli era morto, e tacque.~ ~— Ti 627 2, XXVII| tacque.~ ~— Ti ricordi quant’era gentile, la povera Ada, 628 2, XXVII| egli prese il telegramma ch’era sul tavolo, e lo mise in 629 2, XXVII| sapesse o indovinasse, perché era curvo e Silverio doveva 630 2, XXVII| Appia.~ ~All’udir ciò ch’era accaduto, Appia si sbiancò 631 2, XXVII| guance come sua madre.~ ~Ma era nervoso. Andò nella sua 632 2, XXVII| avessero paura di ciò ch’era avvenuto, di ciò che doveva 633 2, XXVII| perché, non capiva come, c’era qualche cosa in aria, qualche 634 2, XXVII| detto un giorno che Andrea era in paradiso, e dal paradiso 635 2, XXVII| Egli sentì allora che c’era veramente «qualche cosa», 636 2, XXVII| io impazzisco!~ ~Giorgio era immobile, presso la poltrona 637 2, XXVII| quale invece di aiutarla, era scappata a rintanarsi nella 638 2, XXVII| domestico annunziò che la cena era pronta, nessuno si mosse. 639 2, XXVII| sbattere contro un albero, s’era capovolto. Non fu più possibile 640 2, XXVIII| automobile chiusa in cui era Giorgio con la mamma e la 641 2, XXVIII| appreso la morte di Ada, s’era fatto muto. La nonna si 642 2, XXVIII| cameriera della fanciulla, era in lagrime, gli occhi a 643 2, XXVIII| accesero la sigaretta. C’era un tepido sole. Era difficile 644 2, XXVIII| sigaretta. C’era un tepido sole. Era difficile avere il senso 645 2, XXVIII| Giorgio sentì che tutto era finito. Egli tornava a casa, 646 2, XXVIII| pentirai!» La sua bocca era suggellata per sempre; i 647 2, XXVIII| averle ravviata la chioma. Era sempre lei, con quegli occhi 648 2, XXVIII| non sapesse che Ada non c’era più, e Giorgio non andava 649 2, XXVIII| Non osò annunziare che Ada era morta, anche perché certe 650 2, XXVIII| spavento. È poi sì. Costei era capace di vivere un secolo, 651 2, XXVIII| miscuglio di sensazioni cupe ond’era perseguitato anche in quella 652 2, XXVIII| meschina di Maria Zampieri; ed era corso a casa.~ ~S’era fermato 653 2, XXVIII| ed era corso a casa.~ ~S’era fermato pochi istanti a 654 2, XXIX| nozze con Emma Tarabusi. Era certamente un’orribile disgrazia 655 2, XXIX| di Ada Zampieri, che non era una parente; non si poteva 656 2, XXIX| perché Emma Tarabusi non era lo zimbello né del fidanzato 657 2, XXIX| una sorpresa. Nessuno se n’era mai accorto.~ ~Il viso ritondetto, 658 2, XXIX| primo se ne stupiva e n’era contento. Del resto tutto 659 2, XXIX| tra quelle persone non s’era mai tramato un intrigo, 660 2, XXIX| intrigo, né forse mai s’era fatta maldicenza. Era un 661 2, XXIX| s’era fatta maldicenza. Era un angolo d’antico mondo 662 2, XXIX| tornato a’ tempi in cui era giovane. La povera piccola 663 2, XXIX| di allegria. La colazione era eccellente, i vini squisiti. 664 2, XXIX| d’avere scoperto che Emma era bella, aveva interamente 665 2, XXIX| morale a nessuno, via, c’era da pensare che se Paolo 666 2, XXIX| passarono nel salotto attiguo ov’era servito il caffè coi liquori, 667 2, XXIX| Sofia la madre di Emma, era in pianto e il vecchio Sebastiano 668 2, XXX| ginnasio-liceo, Giovannino Cartolli, era popolare, avendo perduto 669 2, XXX| di professori. Giovannino era pacifico, e a tali vicende 670 2, XXX| questi alla brigata, di cui era duce in quell’istante. — 671 2, XXX| osservò Lionello Strògoli, ch’era al fianco di Alfredo. — 672 2, XXX| piaceva a nessuno!...~ ~— Ma era il Leopardi. E Giovannino 673 2, XXX| cominciò Alfredo. S’era fatto grave, un poco pallido; 674 2, XXX| incuteva rispetto.~ ~— Io era grande amico di Giorgio, — 675 2, XXX| sono, e non mi riconobbe. Era la fine. È morto ieri. Ci 676 2, XXX| poterono nulla. Ma egli era uno spirito nobile e diritto, 677 2, XXX| Io non capii, e risi. Era un’anima delicata che non