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                    grassetto = Testo principale
     Parte, Cap.    grigio = Testo di commento

2005 2, XVIII | biondi solcati da molti fili d’argento, chiamò Giorgio 2006 2, XXII | A questa conclusione filosofica, che parve nuova, gli altri 2007 2, XVI | Giovannino aveva carattere filosofico; alla fine sarebbe arrivato 2008 1, III | a dubitarne, ma quanto a finezza di gusti e di educazione 2009 2, XXVI | mormorò la più grande, fingendo di chinarsi ancora sopra 2010 2, XVII | giusto! — mormorò Paolo, fingendosi pensieroso per non mostrare 2011 2, XIX | Zampieri, meglio tagliato per finger devozione che per dichiarar 2012 2, XXVII | morta! — osservò. — Bisogna fingere d’esser gaie, Matilde, o 2013 1, III | borghesia grassa. Aveva gusti fini, s’intendeva d’arte, di 2014 2, XXX | Se è vero? Mi diceva che finirai cantastorie per le osterie; 2015 1, XI | dichiarò Ada. — Bisogna finirla con Leonia!~ ~Andrea sorrideva 2016 2, XXIII | questa situazione assurda finisca, e certe cose non possono 2017 2, XVI | negli occhi.~ ~— Se non la finisci, ti pianto due schiaffi 2018 1, IV | chiese sottovoce.~ ~— Lo finisco stasera, — egli rispose, 2019 2, XXX | vetrina.~ ~— Sarebbe tempo che finisse d’infinocchiarci! Vogliamo 2020 1, XIV | azzurri con ciglia che non finivano più, la chioma d’un colore 2021 1, X | un accusativo, capisci? — finse di spiegare Andrea con voce 2022 2, XXII | risposta, con una calligrafia finta, — seguitò Alfredo. — E 2023 1, II | soltanto, più i quattrini fioccavano e più quella gente si adagiava 2024 1, VIII | chiuso in una berretta col fiocco, gli occhi chiari sempre 2025 1, VIII | tavolino coperto dal tappeto a fiorami e ne trasse l’incrociatore.~ ~— 2026 2, XXVIII | noia col suo paralume a fiorellini e un grosso volume che doveva 2027 1, V | Giorgio rise ancora.~ ~— Un fiorellino, me lo darai, però, — soggiunse. — 2028 2, XVI | con me.~ ~— Spiegazione fiorita! — disse Alfredo Buccia 2029 2, XIX | di Paolo e i pettegolezzi fioriti intorno. L’intimità di Giorgio 2030 1, II | piano: un salotto tutto fiorito di belle tappezzerie color 2031 2, XXII | Giovannino fumava. Sul labbro gli fioriva già la prima pelurie ed 2032 1, XIV | babbo capisce lo stesso.~ ~Firmarono, misero nella busta, scrissero 2033 1, VIII | Middleton Stanley and Brothers, firmata con la firma del procuratore 2034 1, XIV | contratto di vendita fosse firmato, la famiglia intera trasmigrò 2035 1, XI | falsificazione delle lettere e delle firme.~ ~Matilde raccontò ella 2036 1, XIV | Ecco, — disse Giorgio. — Firmiamo tutt’e due!~ ~Ada rilesse 2037 2, XIX | impermeabile lucido tra il fischiare d’un fortunale. Il volto 2038 1, VIII | oscuro. Drizzò le orecchie al fischio di Leonia e si lanciò a 2039 2, XXIII | stupidamente nella sua parvenza fisica; e sorgeva da tale contrasto 2040 2, XXVII | principessa i quali incolumi fisicamente, eran moralmente disfatti.~ ~ 2041 1, III | soprappresa allorché le energie fisiche e morali eran ben lungi 2042 1, XII | era circondato, osservò le fisonomie, il ritmo, il gesto dei 2043 2, XXII | detto, — rispose Giorgio, fissando la fanciulla negli occhi.~ ~— 2044 2, XXVII | nulla! — ripeté la signora, fissandolo negli occhi per fargli comprendere 2045 2, XIX | carezza distratta, tornando a fissare inquieta la bambola.~ ~— 2046 2, XXIV | fidanzato: aveva il diritto di fissarla con quegli occhi ai quali 2047 1, XIII | immobile, senza parola, a fissarlo e a tremare. Rimasero così 2048 1, VI | fiori, dolci a montagne, fiumi di sciampagna, musica d’ 2049 1, XV | rincasi il babbo!~ ~Giorgio fiutava in aria qualche cosa di 2050 1, VIII | cattivo anche te!~ ~L’altro si fiutò le mani, come per ritrovarvi 2051 2, XVIII | questo.~ ~La sua carne, flagellata repentinamente da rivelazioni 2052 1, V | e le signorine in abiti flagranti; e il babbo che domandava 2053 1, XII | violino, del contrabbasso, del flauto. Giorgio, che aveva tanto 2054 2, XXVII | chiese lo stabilimento di via Flavia, parlò con Paolo Zampieri.~ ~— 2055 2, XVI | imperturbato, cominciò con voce flebile:~ ~ ~ ~Dal dì che ai monti 2056 2, XXIII | splendente. La persona era alta e flessuosa. Che un gran signore russo 2057 2, XXX | un colpetto al cappello floscio, che gli stesse inclinato 2058 2, XXIV | quelle mollezze, tra quel fluido incomparabile della pezza 2059 1, XII | sangue che riprendeva a fluire armonicamente, rispose:~ ~— 2060 1, XIV | perso la parrucca tra i flutti. Condannata a morte, era 2061 1, X | dell’arrivo, con quella foga in cui c’era un poco di 2062 1, III | aggiungeva: — Dammelo, e a foggiargli la testa ci penso io!~ ~— 2063 1, X | poco a poco egli se n’era foggiato un profilo di suo gradimento.~ ~ 2064 2, XXX | pensassero diversamente. Si foggiava un carattere, prendeva un’ 2065 2, XXVII | disse Matilde, prendendo il foglietto giallo di sul vassoio.~ ~ 2066 1, IV | avventa con la rapidità della folgore...~ ~ ~Questi avvenimenti 2067 2, XXX | loro innanzi, un gruppo folto di scolari di ginnasio e 2068 1, IV | specie di teatro, il cui fondale era un paesaggio africano, 2069 1, VIII | facciamo la tempesta. La fontana si può aprir di più, e allora 2070 2, XXIV | e di corsa galoppò a una fontanella, che da un barile di marmo 2071 2, XXII | il cestino, tagliò con le forbici i pezzi rimasti.~ ~Avrebbe 2072 2, XXI | boccone infilzato nella forchetta; depose questa sull’orlo 2073 2, XVIII | dalle armi antiche alle forcine dorate per signora; comperava 2074 1, I | salumiere a comperar certo formaggio; un po’ dappertutto insomma, 2075 1, V | un capannello che andava formandosi e sciogliendosi, gli stava 2076 1, VII | una scatola di pennine da formar l’esercito nemico di Kavallì: 2077 2, XXI | smarrito in quella società formata per gran parte di russi.~ ~ 2078 2, XXVI | cupo, rosso cupo, seta, formavan l’ammirazione di Giorgio.~ ~ 2079 2, XIX | sua rovina è probabile che formerei la mia felicità. Del resto, 2080 1, X | dall’italiano in latino: «la formica è diligente; dammi delle 2081 2, XXVI | vacuo e leggero, fatto di formule mondane, come si conviene 2082 2, XVIII | concorrente coi capitali fornitigli da Maurizio Creffa, Silverio 2083 1, VIII | suo: egli aveva assunto la fornitura di certa roba d’acciaio 2084 1, X | angolo, corse a lei, la prese fortemente per le mani, gridando:~ ~— 2085 1, II | materiale per costruzione di fortezze e di baluardi. Si creava 2086 2, XIX | lucido tra il fischiare d’un fortunale. Il volto angoloso riceveva 2087 1, VI | tutti avevan fatto regali al fortunato; gli impiegati di Silverio, 2088 1, VI | Gli piovevan sul capo le fortune; la moglie savia, i figliuoli 2089 2, XVIII | terrore. Non v’era in quel fosco periodo della infanzia di 2090 | fossimo 2091 1, VIII | Dice sempre che ci manda la fotografia con la pipa in bocca; e 2092 1, IV | scampoletti di stoffe, ventagli, fotografie di città, scatole di cartone 2093 2, XIX | la prima volta con le sue fragili e aspre forme femminee, 2094 1, VII | dietro i cespugli delle fragole; notizie ormai vagliate 2095 2, XXVIII | Giorgio solo sapeva: il fragor del mare quando Ada ballava 2096 2, XXIX | riuscì, sbottò in una risata fragorosa.~ ~Alfredo Buccia, comprendendo 2097 2, XXV | rispose con la sua risatina franca.~ ~— Dicevo per dire! — 2098 2, XXVI | Non leggeva se non romanzi francesi, rapidamente, tanto per 2099 2, XXI | Scerbejew. — Ammiro la sua franchezza, signorina.~ ~— Una volta 2100 1, XIV | avendo indovinato tra quali frangenti navigava il povero Andrea, 2101 1, VI | un poco pallido, con la frangetta bionda sulla fronte, e pensoso 2102 1, I | capelli biondi tagliati a frangia sulla fronte, pareva una 2103 2, XVIII | momento di intimità quasi fraterna tra gli Astori e gli Zampieri, 2104 1, XII | di tigre, pelli d’orso, frecce e scudi d’Africa, bronzi 2105 1, XII | Andrea prese dalle mani fredde e lunghe di Topino la sua 2106 1, IV | trentacinque delle sue, lucenti, frementi, piene di ardore.~ ~Kavallì 2107 1, IV | e con un’audacia da far fremere, affronta personalmente 2108 1, X | non impossibile tenere a freno quel poledro scatenato. 2109 1, VIII | Andrea che sta a Bristol e frequenta quella Casa, piglia lui 2110 2, XXX | diritta, stretta, non così frequentata come vie e piazze percorse 2111 2, XVI | amicizia di Giorgio e la frequentazione di quella casa ricca. Si 2112 1, XV | Infine è chiaro dalla frequenza degli inviti e dalla premura 2113 1, VI | regalassero anche quelle; fresche, ridenti, inconsapevoli 2114 1, VI | portavano, Lucia si sentiva friggere dentro, e gli avrebbe dato 2115 2, XVIII | rivelazioni e da misteri, frigida e dolorosa, si ribellava 2116 2, XXVI | Non si occupava che di frivolezze, dando gran peso alla scelta 2117 1, XIV | fatica, sottoposta a tante frizioni, che probabilmente la disgraziata 2118 1, III | arrischiare Silverio?... Frizzi, allusioni, ironie?... La 2119 2, XXI | vantare una ricchezza da fronteggiare quella dell’inglese; ma 2120 1, VIII | passò Perdicca dalla coda fronzuta e ritorta; aveva il petto 2121 1, VIII | osservò Leonia, additando le frotte che correvano per l’acqua 2122 1, I | mormorò Giorgio, come frugasse nella memoria, — Quattr’ 2123 1, XIV | era mutato: i suoi sguardi frugavano l’orizzonte, di dall’ 2124 1, VIII | sgarbatamente, si chinò risoluto, frugò sotto un tavolino coperto 2125 1, VIII | certi alberi verdissimi con frutti porpurei che ornavano la 2126 1, VI | che corre all’assalto: una fucina di fracasso ritmico, di 2127 1, XV | dolcemente, dolcemente, per fugar d’innanzi agli occhi di 2128 1, III | Matilde lanciò un’occhiata fuggevole a sua madre; aveva sentito 2129 2, XXVI | altri tempi; perché, data fuggevolmente quella notizia, Percy Stanhope 2130 1, XIV | Dicevano che è rimasto fulminato.~ ~— Ma tutto quel sangue, 2131 1, I | nel mezzo della tavola a fumigare, a mandar fuori quell’odor 2132 | fummo 2133 2, XXX | cose tanto belle domani al funerale? — propose Lionello Strògoli. — 2134 2, XIX | esserne innamorato...~ ~— Fuochi di paglia...! I sedici anni 2135 1, III | stendeva come un ventaglio di furberia attenta; quella medesima 2136 2, XIX | tanto più ora, che tu sarai furibondo...~ ~— Idrofobo! — gridò 2137 2, XXVII | salottino attiguo. Squillava furiosamente il campanello del telefono. 2138 1, II | Appia suonò un galoppo furioso, e Giorgio vide il mare 2139 1, XII | signorina Milli, la signorina Fùsaro.~ ~Nel salotto non c’era 2140 2, XXVI | Giorgio Astori, continuò; futile intorno a cose futili, su 2141 2, XXVI | continuò; futile intorno a cose futili, su cui si davan giudizii 2142 1, III | giovanotto elegante, erede futuro di una cospicua fortuna 2143 2, XXX | Giovannino Cartolli. Ci ha gabbati per un bel pezzo ed è un 2144 2, XVI | principe.~ ~— Del Chiabrera: di Gabriello Chiabrera! — rispose Giorgio. — 2145 1, XV | e Luccialì, Barbarossa e Gaddalì; egli aveva imaginato i 2146 1, X | svista, anzi egli diceva una «gaffe».~ ~Nulla di straordinario: 2147 1, I | ventina, con una spinta gagliarda.~ ~Giorgio mangiò poco, 2148 2, XXVII | Bisogna fingere d’esser gaie, Matilde, o almeno del nostro 2149 1, IX | una grande fascia con una gala che ricadeva sul fianco; 2150 1, II | raccontavano certi incontri galanti, i quali dimostravano a 2151 1, XV | vela, che rappresentasse le galere di Dragùt; fece molti disegni 2152 1, X | fantasia di Giorgio cominciò a galoppare.~ ~Da giorni con Ada aveva 2153 1, VI | ridenti, inconsapevoli delle galoppate che faceva la fantasia del 2154 2, XVIII | apertamente dei progetti che gli galoppavan nel cervello. E per questa 2155 1, II | burrasca...~ ~Appia suonò un galoppo furioso, e Giorgio vide 2156 2, XXIV | faceva sangue, e di corsa galoppò a una fontanella, che da 2157 1, VIII | serrava i pugni e dimenava le gambette, rosso il viso come soffocasse.~ ~ 2158 1, XI | scarpe rosso scuro con ganci d’ottonecompieva quella 2159 1, VII | faceva certe risate fuor dei gangheri, che davan noia anche a 2160 2, XVI | nel cervello, e fecero a gara a chi giuocava peggio. La 2161 1, V | compagnia era eccellente: garantisco!~ ~Tutti i piedi si mossero, 2162 1, V | intorno; ella sapeva dir cose garbate, qualche arguzia senza veleno, 2163 1, II | sentirsi chiamar nonna le garbava poco.~ ~Anche la bella condotta 2164 1, VII | confronti, le invidie, le gare...~ ~— Hai inteso? — rilevò 2165 1, II | balzava, rideva, civettava con garrula petulanza.~ ~Giorgio, fattosi 2166 1, XIV | vestiva da ballerina con una garza intorno ai fianchi e un 2167 1, VI(1)| sulla base dell'edizione Garzanti 1942, a cura del revisore) 2168 2, XVI | morto l’anno prima di febbri gastriche), e Alfredo Buccia, che 2169 2, XXII | sembra? Ma non capisci che gatta ci cova? Ci deve essere 2170 2, XVIII | non sapevan di dar fuoco e gelo a quell’anima inquieta.~ ~ 2171 2, XVIII | chiedendogli informazioni troppo gelose sul meccanismo amministrativo 2172 1, II | il capitano Traversa. Ma gelosi l’un dell’altro, finirono 2173 2, XIX | Astori, bambino prepotente e geloso.~ ~Questi pensieri le ribollivano 2174 1, XIII | soffocare e mandava fuori un gemito lungo che sembrava l’ùlulo 2175 1, IV | penne, e non eserciti e generali.~ ~Bastava, del resto, dare 2176 1, V | che non m’impaccio più di generi e di nipoti. Certe cose 2177 1, IX | Silverio facesse proposte generose. C’era di mezzo una vecchia 2178 1, X | aveva detto non essere un genitivo, udì uno scalpiccìo nel 2179 1, I | ombra fugace gli velava le gentili fattezze.~ ~— Vi chiedo 2180 1, XII | disse qualcuno. — Un vero gentleman!~ ~E Andrea ballava con 2181 1, V | perché ingombrava. Nella geografia pratica di Giorgio, un’altura 2182 1, IX | Catalani era direttore e gerente; la ricchezza, per gli Zampieri; 2183 1, VII | signor Etienne Calan, uno dei gerenti della Banca Stephen Calan 2184 2, XXV | eccitamenti fisici è il gergo dell’ozio e dell’illusione.~ ~ 2185 1, XI | estero, Francia, Inghilterra, Germania, sono partiti tre giorni 2186 1, VI | ingiusta di Giorgio. Tre germi.~ ~Era pienamente felice. 2187 1, IV | tutti ignorano la vita e le gesta.~ ~Anche la nonna Appia 2188 1, XI | guardare, di agitarsi, di gesticolare, ch’ella non aveva mai visto. 2189 1, IV | ammutolì; e Andrea disse, gettandogli un’occhiata:~ ~— Siamo intesi!~ ~ 2190 1, XV | Giorgio, e anche gli altri, vi gettano qualche occhiata fugace. 2191 1, XV | E il mare seguita a gettare le sue onde e la sua spuma 2192 1, IV | sarebbe stato capace di gettargli ogni cosa a terra e di dargli 2193 2, XXIV | libri, li levò in alto per gettarli di nuovo in faccia agli 2194 1, VIII | albero poco lontano, vi gettarono i cadaveri delle loro vittime 2195 2, XVIII | Continuarla o interromperla? Gettarsi dalla parte di lui o da 2196 2, XXIV | Temeva che Giovannino si gettasse contro Giorgio; ma invece 2197 2, XVI | borbottò Giovannino.~ ~Poi, gettategli le carte tra i piedi, si 2198 1, VI | modesto seme ch’ella aveva gettato. Un viaggio all’estero per 2199 1, V | bicchiere colmo di cioccolata ghiacciata con una spuma di panna e 2200 1, VIII | No; lasciamolo così.~ ~La ghiaia minuta s’era attaccata al 2201 1, I | passa, del quale Giorgio era ghiotto.~ ~Ma il babbo decretò ch’ 2202 1, XIV | sue infantilità, de’ suoi ghiribizzi da bambino, gli era singolarmente 2203 2, XXX | Strìppola. — Bugiardo!~ ~— Gi hai messo lo zucchero alla 2204 2, XXX | a Carletto le monete che giacevano sul tavolino. — Tengo due 2205 1, V | sollevate scoprivano i denti giallastri; l’occhio era vitreo, con 2206 1, XV | al passar dei carrozzoni gialli-rossi e rossi-bianchi, quasi ne 2207 | giammai 2208 2, XIX | le storie di Dragùt e di Giannetto Doria ed io starò ad ascoltare 2209 1, XII | scudi d’Africa, bronzi del Giappone!...~ ~— Son tutti regali. 2210 2, XXV | quel che io so della lingua giapponese; poi si illude di portarmi 2211 1, XIV | grosse palme nel mezzo d’un giardinetto chiuso dalla cancellata. 2212 2, XXV | disegnano sulle nuvole palazzi e giardini incantati, diademi e strascichi; 2213 1, XI | bretelle, bastoni, fazzoletti, giarrettiere, pigiama e altre cose ai 2214 1, XI | parlava di Londra, — della gigantesca Londra che lavora, non di 2215 1, I | perduto in fantasticherie gigantesche; anche quando sapeva e sapeva 2216 1, V | cameretta sarebbe stato gigantesco; certo, avrebbe toccato 2217 2, XVI | tra fior vermigli,~ Se tra gigli~ Veste l’alba un aureo velo~ 2218 1, V | fascio ch’era nel vaso della Gina, e lo diede a Giorgio.~ ~— 2219 2, XXV | viva per esser di donna: un gingillo prezioso; la vergine intelligente.~ ~ 2220 1, VII | quale non valeva nulla in ginnastica! Ne rideva con Lucia stessa, 2221 1, VIII | Bravo papà! Si potrà giocare con lei. È quella che aspettavi...?~ ~ 2222 1, IX | vedi, qui dove abbiamo giocato, dove abbiamo ucciso e sepolto 2223 2, XVI | Capisci?~ ~Ada a testa bassa giocherellava con un nastro del suo abito.~ ~— 2224 1, IX | io ti ho detto che questi giochi non li faccio che con te, 2225 1, IX | capo a piedi.~ ~— Ti pigli gioco di me? Non ti voglio più, 2226 2, XVI | Ben è ver: quando è giocondo~ Ride il mondo,~ Ride il 2227 1, X | Ah, molto bene! — disse gioiosamente. — E tu non ti sei ancora 2228 2, XVI | Ride il ciel quando è gioioso...~ ~— Dei tuoi scherzi 2229 1, XIV | capezzale di Giorgio.~ ~Furono giornate spaventose.~ ~Silverio era 2230 1, I | se non di peso, di nessun giovamento alla famiglia, e lo guardava 2231 1, VII | genitori, che imaginano i figli giovanetti quali angeli purissimi. 2232 1, XII | che un viaggio ti potesse giovare... Non parliamone più. Ora 2233 1, V | guardava quello sciame di giovinette, rispondeva alle loro domande 2234 1, XI | di quei quattro o cinque giovinotti che facevano come lui la 2235 2, XXII | Ma non era contenta; gira e rigira, abbandonava il 2236 1, XII | ridendo.~ ~Andrea aveva girato l’occhio intorno; c’era 2237 2, XIX | il cuore.~ ~Non capiva: girava lo sguardo intorno a osservare 2238 2, XVIII | balzato dal divano fece alcune giravolte goffe, con le braccia in 2239 2, XIX | perdeva metà della giornata a gironzare per Roma, ficcandosi dappertutto, 2240 1, XIV | Silverio era come pazzo. Gironzolava da una stanza all’altra 2241 1, V | che splendore di bambino, Giselda!~ ~— Che begli occhi, grandi 2242 2, XXVI | non rispose.~ ~— Per una gita in automobile. Guiderò io. 2243 2, XIX | Papà, ti prego, prima di giudicarmi...~ ~La cameriera entrò, 2244 2, XXV | mentr’ella s’appressava per giudicarne la linea: non ne fu malcontento: 2245 1, XIV | colui ch’ella aveva sempre giudicato un volgare borghese, un 2246 2, XXI | domando perdono. Lei mi giudicherà una screanzata.~ ~— No; 2247 2, XXVI | futili, su cui si davan giudizii superficiali accattati in 2248 1, VIII | non sai neppure chi era Giulio Cesare!~ ~Ma, già in piedi, 2249 2, XXII | di raggiungerlo; ad ogni giunger della posta, sentiva pulsar 2250 2, XVIII | degli Astori; e il sabato giungevano Silverio e Paolo per trattenervisi 2251 1, III | con quei due, abituati a giuocar d’astuzia e a nasconder 2252 1, IV | non ammetteva che Giorgio giuocasse nelle ore di studio; le 2253 2, XVI | Giovannino, ciascuno dei giuocatori aveva ormai il suo dèmone 2254 1, XIV | giuocare con le bambole. Prima giuocavo col capitano Tarafià. Tu 2255 2, XIX | disse tumultuosamente. — Giuocheremo ancora sulla sabbia?... 2256 2, XXIV | turbarla, come s’ella avesse giurato fede eterna, — quando? innanzi 2257 1, VIII | leone; Giovannino Cartolli giurava che però il leone è più 2258 2, XVI | consigli di Leonia erano giusti...?~ ~Gli altri chiacchieravano 2259 2, XXIV | E da più giorni, Ada si giustificava dentro di sé, rimestando 2260 1, VIII | ingegnere Catalani. È una giustificazione dell’incasso abusivo di 2261 2, XXIV | altronde, perché cercare giustificazioni?... Come mai questo bisogno 2262 1, VI | Può lasciarli qui; nessuno glieli ruba, — osservò la ragazza, 2263 1, IX | casato volesse dire storia, gloria, potenza.~ ~Aveva venduto 2264 1, V | Tarafià aveva incontrato morte gloriosa.~ ~L’altra altura, il dizionario 2265 1, IV | battaglie, due punte, due gobbe, dal cui incontro dipende 2266 1, IX | tra le mani l’incrociatore gocciolante d’acqua, s’infuriò.~ ~— 2267 1, XV | Làtsciari, con la sua voglia di godere. Prendeva posto in salotto, 2268 1, XII | tutti puliti e che potete goderveli senza rimorsi. E anche tu, 2269 1, X | non poteva aiutarlo? non godeva ormai di un notevole ascendente 2270 2, XIX | quella storia del ballo era goffa.~ ~Dunque non avrebbe mai 2271 2, XVIII | divano fece alcune giravolte goffe, con le braccia in alto; 2272 1, XII | figliuolo, ch’essi rammentavano goffo e inelegante nelle feste 2273 1, III | aveva intorno tre bambini, golosi e maleducati, i quali si 2274 1, VII | bottoni verdi; un mezzo gomitolo di spago; il pennelluccio 2275 1, VII | spago; il pennelluccio della gomma; un porcellino di corallo 2276 2, XXII | Severino si guardarono, gonfiando le gote a trattenere il 2277 1, XIV | Ada gli stava innanzi: dal gonfiore e dal rossore degli occhi, 2278 2, XIX | allungò con la destra la gonna sui ginocchi.~ ~— Non mi 2279 1, VII | subito. Il ventaglietto, il gonnellino, certe smancerie, e la vocetta 2280 2, XVI | Alfredo Buccia col suo ridere gorgogliante. — Un ragazzo è un ragazzo, 2281 2, XXII | a trattenere il riso che gorgogliava nel loro ventre.~ ~— E non 2282 1, X | convenne Silverio.~ ~— Gradevole, — soggiunse Andrea. — Ho 2283 1, X | foggiato un profilo di suo gradimento.~ ~La realtà innanzi alla 2284 1, VIII | li chiamò dall’alto della gradinata che saliva al villino.~ ~ ~ ~ 2285 2, XXX | sotto l’atrio, sul primo gradino della scalinata, accendeva 2286 2, XVII | Paolo Zampieri non è in grado di tentar da solo qualche 2287 2, XIX | destavano e s’affinavano, la graduale e rapida comprensione di 2288 1, VIII | sposarsi; e qualche volta graffia.~ ~— Chi ha graffiato? — 2289 1, VIII | altro giorno volevi anche graffiarmi...~ ~— Ti domando perdono, — 2290 1, IX | picchierò anche lei; le graffierò la faccia.~ ~— Tu sei molto 2291 1, VI | al contatto dell’acqua i graffii bruciavano.~ ~— Sarebbe, 2292 2, XVI | il giorno di smetter le gramaglie, quantunque Matilde vestisse 2293 1, IX | secco a guisa d’un manico di granata, uscì, rientrò e disse:~ ~— 2294 1, VIII | desideri? Il rosolio? La granatina?~ ~Passava Lucia; e vedendo 2295 1, III | ragazzi Strògoli, il più grandicello, le si era messo alle calcagna 2296 1, X | di mancia al vetturale, grandiosamente.~ ~Nessuno aveva capito 2297 2, XVII | preparare e di servire un «grandissimo» caffè. Indossava un vestitino 2298 2, XXII | aristocratico o qualche grasso borghese col marsupio. Ada 2299 2, XXIX | seguente, e Maurizio le fu grato. La guardò con una certa 2300 1, VII | Poteva uscirne certo senza grattacapi, il ragazzo, ma la prova 2301 2, XIX | andava borbottando. — E gratuita, anche: Sebastiano Creffa, 2302 2, XIX | tutto! Ada è un tesoro di grazia, di bellezza, d’innocenza. 2303 1, XI | qualche cosa di voi molto graziosamente!»~ ~— Io ho pensato di dare 2304 1, VI | pranzo era tra due signorine graziose: Amelia Valdi e Pierina 2305 1, VII | Tornò a guardarli; savii e graziosi, e in un sussulto dell’automobile 2306 2, XVI | Come voi,~ Fare un riso grazïoso...~ ~ ~Risonarono battimani, 2307 1, XI | magazzino di mode all’angolo di Great Windmill Street con Shaftesbury 2308 1, VI | capelli color di bronzo, il grembialino bianco merlettato, gli aveva 2309 2, XXVI | piano nobile d’un palazzo greve e bigio di via Labicana; 2310 1, XV | rotaie. Son le rotaie che gridano al passar dei carrozzoni 2311 2, XXII | che per poco non si mise a gridare come gli avessero dato un 2312 1, XIV | intorno al pugno perché gridasse.~ ~— Ciffa non ti piace? — 2313 2, XXX | ciascuno paga del suo.~ ~Fu un gridìo istantaneo e confuso. Il 2314 1, X | della camera nell’ombra grigia della giornata piovosa.~ ~ 2315 1, XIV | irti e arruffati, la faccia grondante.~ ~— Vuoi che la buttiamo 2316 1, XV | Il cavallo dalla tonda groppa s’impenna; e intorno sopra 2317 2, XIX | i suoi colori e vinse un groppo di lagrime che gli era venuto 2318 1, X | gliene sarebbe comparso uno grossissimo sul naso.~ ~— No! — corresse 2319 1, V | sotto la palpebra.~ ~Figura grottesca e tragica, la quale diceva 2320 1, IV | di Tarafià, le invenzioni grottesche onde si compiaceva Giorgio, 2321 2, XXVIII | spariscono, e la vita è una groviglia di cui non si intende nulla.~ ~ 2322 1, XI | Andrea rispose appena con un grugnito; era assorto nella lettura, 2323 2, XXV | testa ad alcuno, malgrado il gruzzolo forte.~ ~Silverio, notando 2324 1, X | guadagna, e starmene beato, guadagnando io pure... Ma mi piaceva 2325 1, X | figlio di famiglia che non guadagnava un soldo, la sua firma valeva 2326 2, XVI | induzioni, di rammarico; dei guadagni di Silverio, che da poco 2327 2, XVIII | e sapeva rivendere con guadagno.~ ~Il pugnale dalla piccola 2328 2, XVIII | arabescata, chiuso nella guaìna di vecchio velluto rosso, 2329 1, V | letto come una sontuosa gualdrappa. Non si poteva comperar 2330 2, XXIV | in aria il piccolo pugno guantato.~ ~— Non posso rammentare 2331 2, XXIII | assicurare al panciotto bianco, guardandoli e soppesandoli, i bottoni 2332 1, XII | al Monte egli medesimo, guardandosi intorno con molta circospezione, 2333 1, VII | ed il piccino.~ ~Tornò a guardarli; savii e graziosi, e in 2334 1, X | Si vede, si capisce, a guardarmi?~ ~— Sì. Io ho capito che 2335 2, XXIV | lavorava a prepararle una guardaroba così fornita che si potesse 2336 1, VIII | sorriso.~ ~— Oh, ragazzi, guardate quanto è bello! — esclamò 2337 2, XXIII | Non cercatela più, non guardatela più, andate ad Anzio; dite 2338 1, XII | Non devo parlargli?~ ~— Guardatene bene! — esclamò Andrea risolutamente. — 2339 1, XII | resto, perché s’era ben guardato dal fare un qualsiasi corso 2340 2, XVII | si faceva di più in più guardingo. Non aveva alcun bisogno 2341 1, II | guardi? — interrogò.~ ~— Guardo il mare! — disse Giorgio.~ ~— 2342 2, XXIII | crudele è la vita. Forse guarirà.~ ~— Forse? — ripeté Ada. — 2343 2, XVIII | faticato per distrarre e guarire Giorgio; momento di intimità 2344 1, XV | pensando che Giorgio era guarito se almanaccava tanto intorno 2345 1, VIII | piccole borchie che tenevan la guarnizione intorno alle poltroncine 2346 2, XIX | Vedi, babbo. Mi si è guastala la scarpetta.~ ~— Una zampata 2347 2, XIX | Presto, perché il mondo può guastare l’anima.~ ~— Non so, — fece 2348 1, VIII | simili avvertimenti gli guastavano il seguito della festa. 2349 2, XIX | farne?~ ~— Ma, babbo, tu mi guasti tutto! Ada è un tesoro di 2350 1, XV | Borgognone e di Salvator Rosa; un guerriero a cavallo, curvo a sferrare 2351 2, XXVII | Silverio. — Volevano farle guidar l’automobile. Avrà guidato 2352 2, XXVI | Leonia insegnava l’arte di guidare ad Ada; avevano un quattro-ruote 2353 2, XXVIII | ella ha lasciato che Ada guidasse l’automobile potente, alla 2354 1, XIV | di vestirla a lutto; poi, guidata da un istinto delicato, 2355 2, XXX | certi di tener la preda, guidati a grandi passi da Lionello, 2356 2, XXVII | guidar l’automobile. Avrà guidato lei. Non può esser che così!... 2357 1, IV | audacia al capitano che le guidava; onde Giorgio aveva fiducia 2358 2, XVIII | scusanti, una pietà per tutti, guidavano il suo giudizio.~ ~Toccava 2359 2, XXVI | una gita in automobile. Guiderò io. Andiamo a Tivoli a veder 2360 2, XXVII | si allontanò rapidamente, guizzando tra le vetture del tram 2361 1, VIII | rincorse un gruppo di pesci che guizzavano velocissimi verso un arco 2362 2, XXIX | accoglieva le congratulazioni, gustandole con una ingenuità, che giungeva 2363 2, XXIV | le può capire, non le può gustare. Bisogna esser nati poveri 2364 1, VIII | inteso che c’era tempo a gustarne, a satollarsene e a pigliarlo 2365 2, XIX | per la figlia del duca d’Hamilton... Io ho molta stima per 2366 1, VI | che tono! e ringraziare Iddio se non ti denunzia!~ ~— 2367 2, XXV | andare. Io sarei un marito ideale per Ada.~ ~— Non ne dubito. 2368 1, I | paradiso da non poterne ideare altri.~ ~In quelle corse 2369 1, XV | pazzi. Il salottino è stato ideato, fatto e disfatto già tre 2370 2, XXIII | Il più delle volte questi idillii finiscono di comune accordo: 2371 2, XIX | sabbia, stavano intorno all’idillio senza turbarlo.~ ~Di Maurizio 2372 2, XVII | da aiutarlo; per quanto ignaro di commerci e d’industrie, 2373 2, XIX | con lui e non con altri; e ignorando l’incidente della scarpetta 2374 1, IV | quegli eroi dei quali tutti ignorano la vita e le gesta.~ ~Anche 2375 1, II | potuto giudicare s’egli ignorasse, o se tacesse sapendo, con 2376 1, XIV | di ricordi; non le erano ignoti né i piaceri delle grandi 2377 1, VII | calda affocante, verso l’ignoto! Poteva ammalarsi; poteva 2378 | II 2379 | III 2380 1, IX | sguardo non fosse stato ilare, giovane, quasi avvolgente.~ ~ 2381 2, XXX | corsa, la faccia e gli occhi ilari.~ ~— Venite! — disse. — 2382 2, XXII | a ridere meglio. Quella ilarità era così prepotente, così 2383 2, XXVII | la principessa Strogonow illesi. La salma di Ada giaceva 2384 2, XXV | cavalli; le apron credito illimitato presso i negozii più ricchi 2385 2, XXV | lingua giapponese; poi si illude di portarmi via la clientela, 2386 2, XXIX | antico mondo con antiche idee illuminate d’un tratto per un avvenimento 2387 1, VII | strappandolo alle fatali illusioni dei genitori, che imaginano 2388 1, II | le aveva viste in certe illustrazioni; alte, le vele gonfie, una 2389 1, XV | Appia sceglie le stoffe, imagina lo stile, ci si prova; e 2390 2, XXII | porcellana e cartapesta, imaginando ricevimenti e pranzi. Giorgio 2391 1, VII | illusioni dei genitori, che imaginano i figli giovanetti quali 2392 1, XIV | fu accusata di un delitto imaginario e condannata a morte da 2393 2, XXVI | naturale; né si sarebbe potuto imaginarla altrove; onde a Giorgio 2394 2, XIX | altri non devono neppure imaginarle!~ ~— Che imagineranno? Che 2395 1, XIV | nominava qualche volta; e imaginarono fosse figlia di un duca, 2396 2, XIX | del ragazzo!...~ ~— Ma non imaginava, disgraziato, che il ragazzo 2397 1, X | diventava così nella sua imaginazione una specie di confessore 2398 2, XIX | neppure imaginarle!~ ~— Che imagineranno? Che tu voli...?~ ~— Allora, 2399 1, III | da povera vecchia... Ma imaginiamoci se io voglio impacciarmi 2400 2, XXV | una spallata ridendo. — Lo imagino, perché è un minchione.~ ~— 2401 2, XVII | insomma, si troverebbe forse imbarazzato a lasciar l’azienda per 2402 1, VIII | correndo a salutarla, s’imbatte nel papà, il quale fa ballare 2403 2, XXVII | esser che così!... quegli imbecilli, quegli imprudenti, a cominciare...~ ~ 2404 2, XXV | della mano destra i baffi imbianchiti, ma sempre energicamente 2405 2, XXV | parola! Ma bisogna che l’imbrigli forte alla prima, perché 2406 1, VIII | Andrea, così raggirata, imbrogliata, contraddicente, che non 2407 2, XVIII | mortificava, mostrandosi imbronciata o stanca.~ ~Poco tempo dopo 2408 1, XIV | Ada una sera.~ ~Verso l’imbrunire: Giorgio disteso nella sua 2409 2, XXVI | pellicciaio, preferendo, per imitar Leonia, tutto ciò che veniva 2410 1, IV | cameretta e si diede subito a imitare il babbo.~ ~Passeggiava 2411 1, VIII | delle stoffe; e i gingilli imitavano porcellane e marmi senza 2412 2, XIX | levò in piedi, e Giorgio l’imitò.~ ~— Ti dispiace se ballo? — 2413 1, III | andato. — Ma non potevo immaginare che si vergognasse di suo 2414 2, XIX | tumultuosa che non avesse immaginato mai.~ ~Vedeva Ada per la 2415 1, II | stupenda, ma egli se le immaginava quali le aveva viste in 2416 1, II | malato di sogni; aveva un’immaginazione irrefrenabile, che partiva 2417 1, VII | lampade ad arco, gli edifici immani profilati sul cielo cupo: 2418 2, XXV | piaceva, nella sua quasi immaturità, nello stampo ancora intatto 2419 1, VI | no; ma parendogli Giorgio immaturo, s’era volto a Andrea, e 2420 2, XXIII | di scuola, del carnevale imminente e d’un freddo insolito per 2421 1, XIV | infatti, la rovesciarono, la immollarono da capo a piedi. Era divenuta 2422 1, V | per indicar la vittoria immortale e l’aumento della potenza. 2423 1, VIII | lagrime di lei potessero impacciarlo molto, ma perché avrebbe 2424 1, III | imaginiamoci se io voglio impacciarmi nella educazione dei figli 2425 2, XVII | giungere per un’altra strada a impadronirsi di Maurizio? Fosse Ada l’ 2426 2, XXV | l’avevano così smagrita, impallidendola; ma adagiata in una esistenza 2427 2, XXI | sepolta!...~ ~Ada si sentì impallidire.~ ~L’ordine di suo padre 2428 1, XIV | supplichevole, vedendo ch’egli impallidiva.~ ~— Si può perdere tanto 2429 1, VI | perché si sbrigasse da solo e imparasse. Specialmente l’lnghilterra, 2430 2, XIX | il papà ha voluto che io imparassi. E ora se vengono a invitarmi, 2431 2, XIX | come non ce ne son più: impareggiabile, ti dico...! La famiglia 2432 1, III | le prime nozioni... Dopo, imparerebbe; e un giorno sarebbe contento 2433 1, VIII | diverso dal nostro.~ ~— Ma impareremo anche noi?~ ~— Io mi farò 2434 1, XIV | Andrea parlava inglese? E imparerò anch’io con zia Appia senza 2435 2, XXVI | pazienza. Il conte Scerbejew le impartiva lezioni di equitazione, 2436 2, XXVI | fanciulla. Dietro loro, impassibile come di marmo, un grosso 2437 2, XVIII | Come sai? — fece Ada impaurita, quasi che quella verità 2438 1, X | parte, severa dall’altra, lo impauriva repentinamente.~ ~Da lontano 2439 2, XXVII | cominciò a ridere. Si temeva impazzisse.~ ~Silverio chiedeva di 2440 2, XXV | reputatissimo... E io gli impedirei di sposare la ragazza che 2441 2, XXVI | scoramento, una sorpresa, che gli impedirono di rispondere.~ ~— Ha veduto 2442 2, XIX | se l’aspettava; avevano impedito a Giorgio di rispondere 2443 2, XXII | turbine del mondo. Ciò non impediva che di lontano veramente 2444 2, XXIII | agitavano di dalla cortina impenetrabile della lontananza.~ ~Giorgio, — 2445 1, XV | cavallo dalla tonda groppa s’impenna; e intorno sopra un fondo 2446 1, XI | mi manda dal babbo, senza impensierirsi della mia miseria; ma vuole 2447 1, XIV | Matilde! — egli continuò. — Mi impensierisce.~ ~— Non temere: sta meglio.~ ~ 2448 1, XIV | automa.~ ~Il medico era più impensierito per quella specie di atonia, 2449 1, XIV | muovere, perché sua figlia la impensieriva. Fu stabilito che gli Zampieri 2450 2, XXI | e tenente della guardia imperiale.~ ~— Colonnello, — rettificò 2451 1, XI | Andrea fece sottovoce, imperiosamente, a Giorgio:~ ~— Ora, quando 2452 1, IV | pranzo, il capitano Tarafià s’impersonava in una pennina a forma liscia, 2453 2, XXII | capito! — disse Giovannino imperturbabile. — E questo sciocco di Alfredo 2454 1, XII | imbrogli, dal quale sperava impetrare il perdono, ottenere il 2455 2, XXII | era così prepotente, così impetuosa, che vinse gli altri; Giovannino 2456 2, XXX | amavo? — esclamò Giovannino impetuoso. — Ma le ore più dolci della 2457 2, XVII | dell’altro... Non si poteva impiantar qualche nuova azienda, senza 2458 1, IX | Bolloni, viti, binarietti, impianti di Decauville, affini...~ ~ 2459 1, IX | quindici anni, che si è impiccato perché l’hanno bocciato 2460 1, X | notevole per cavar lui d’impiccio, non ne vide; e arrischiare 2461 1, VII | Con quegli sguardi voleva impicciolire tutti, a cominciar da babbo, 2462 2, XIX | capitalista e socio, per impiegare il mio tempo. E del resto, 2463 2, XIX | seconda, occuparmi d’affari, o impiegarmi; la terza, pigliar moglie. 2464 2, XXVII | dieci, suonò il telefono e l’impiegata avvertì che la comunicazione 2465 2, XXII | altezzoso, licenziato da quell’impiegatucolo di Paolo Zampieri!... Cose 2466 1, VIII | lui, perché gli parlo di impieghi e di cose che non può sapere... 2467 1, XIV | piangere a lungo.~ ~Matilde, impietrita, faceva ciò che le dicevano, 2468 2, XXVII | ma ella ed egli rimasero impietriti, udendo prima il campanello 2469 2, XXX | buffo!~ ~— Un momento! — implorò Giovannino. — Lasciatemi 2470 1, II | leggeva: Silverio AstoriImport — Export. Quella targa indicava 2471 2, XVI | che adoperi queste parole importanti. Gli voglio bene come fosse 2472 1, IX | altro!... Come se me ne importasse, a me!...~ ~Giorgio ascoltava 2473 1, VII | loro gusti. Come, poco gli importava; è un affare che tocca i 2474 2, XVII | fondare una grande casa d’importazione e d’esportazione, da far 2475 2, XXIV | largo con lui, sia sullo importo, sia sul modo di pareggiarlo.~ ~ 2476 2, XXVII | Buona sera, Giorgio! lo sono importuno... Ma ho udito dire... In 2477 1, VII | seguitava il padre, — Impossibili i confronti, le invidie, 2478 2, XXIII | puoi essere madre. Vedi l’impossibilità di continuare a esser bambina 2479 1, III | di Giorgio con Silverio, impostando così male, con tale timidezza, 2480 1, XII | ora lo capiva, — aveva impostato male la questione. Non si 2481 2, XVIII | Princisbecco, stinta in volto, impregnata d’odor di mare, gli occhi 2482 1, VII | diciassette anni, e un ragazzo impreparato come Andrea, era una bravata, 2483 2, XVII | lo voleva trascinare in imprese, in battaglie, in rischi, 2484 1, II | cautamente, perché era molto impressionabile. Matilde rispose che sì, 2485 1, VI | smarrimento, la disperazione per impressionare Andrea, rimasto a guardarlo 2486 2, XIX | dei giornali. Ha voluto impressionarmi. Si spara nel braccio sinistro, 2487 1, VII | di Andrea con Lucia aveva impressionato anche Silverio, — quantunque 2488 1, VI | passaggi violenti, di salti impreveduti, di rimbalzi curiosi, che 2489 2, XXX | vicende di quell’adunanza imprevista, tirò un fiato e chiamò 2490 2, XXIII | innanzi di tutto questo, imprigionata stupidamente nella sua parvenza 2491 1, III | sua madre; aveva sentito l’improntitudine del sarcasmo, al quale certo 2492 2, XIX | Giorgio, che sentiva una improvvisa voglia di piangere. — Non 2493 1, V | più basso delle sue amiche improvvisate, Giorgio intimidito ne vedeva 2494 2, XXVII | quegli imbecilli, quegli imprudenti, a cominciare...~ ~Voleva 2495 1, V | a vedere. S’era talmente impuntato, gli tremavan così le labbra 2496 1, II | un ciabattino. Matilde s’impuntò, con l’ostinazione sorda 2497 1, X | chiuso come tra alte mura inaccessibili. Minorenne, senza professione, 2498 1, IV | cosicché Kavallì non ebbe che a inalberarsi un poco per gettar Tarafià 2499 1, I | collare di merletto o bianco inamidato; coi capelli biondi tagliati 2500 1, VI | dai piedi piccoli, vestita inappuntabilmente di nero, la cuffietta a 2501 2, XXII | ripensava a quell’altra grande inarrivabile bambola ch’era stata Eufemia 2502 1, XIV | La bambola nuova arrivò inaspettata, perché il babbo la spedì 2503 2, XXV | confidarsi nel modo più inaspettato.~ ~Fu allora che Silverio 2504 2, XXVII | morte, è una cosa troppo inattesa, troppo orrenda!~ ~— Ho 2505 1, VI | sorgere un frutto tanto inatteso dal modesto seme ch’ella 2506 1, IV | Kavallì.~ ~È un fatto nuovo, inaudito; perché Kavallì e Tarafià 2507 2, XIX | sorbito il caffè, fumava inavvertitamente una sigaretta dopo l’altra, 2508 1, XIII | silenzio ambedue per un tempo incalcolabile, fin che squillò in anticamera 2509 1, I | rimasto nella mente di lui; incancellabile. Camminava e non si poteva 2510 2, XXV | nuvole palazzi e giardini incantati, diademi e strascichi; ed 2511 1, IX | di Kavallì per il palazzo incantato, narrando le vicissitudini 2512 2, XVIII | sacrilega, osservata, posta all’incanto.~ ~Suo padre aveva una inumanità 2513 2, XXIX | quasi avesse creduto Emma incapace d’un pensiero gentile.~ ~ 2514 1, I | guardano i deboli e gli incapaci.~ ~Disgraziatamente, pareva 2515 1, VIII | propria idea cavalleresca; incappato in una di quelle bambine 2516 2, XXV | avesse piuttosto del matto a incapricciarsi così dietro una bella figliuola, 2517 1, X | Silverio scrisse ad Andrea, incaricandolo di recarsi presso la casa 2518 2, XVII | perché cascava dal sonno, fu incaricata di preparare e di servire 2519 1, III | altro pasticcino; ed ella lo incaricava di portar qua una tazza, 2520 1, VIII | e il papa gli affidava incarichi diversi per tutto ciò che 2521 1, X | doveva studiar l’inglese e incassar le sterline.~ ~— Quanto 2522 1, V | emporio. E quando riusciva a incastonarne a garbo nel discorso, gli 2523 2, XXVIII | indosso un odor forte di incenso, il quale faceva rinascere 2524 1, X | Giorgio con voce un poco incerta. — E va bene.~ ~— Potete 2525 2, XXVI | pensare dovesse muovere incerti ancora i passi nella vita.~ ~ 2526 2, XXV | accordo nella voglia di farla incespicare, scappucciare, rotolare, 2527 1, X | occhi di Matilde andavano incessantemente da lui a Giorgio, quasi 2528 2, XXVII | Domando scusa! — egli mormorò inchinandosi.~ ~Uscì a ritroso; scomparve. 2529 2, XXVI | della sala, come l’avessero inchiodato. Un domestico gli si presentò 2530 2, XIX | proprio al primo passo, inciampo in una difficoltà...~ ~— 2531 1, IX | compieva un anno e mezzo all’incirca dacché il ragazzo era assente; 2532 2, XXVI | come coppe di cristallo inciso o vasi d’argento antico; 2533 2, XXIII | piccola testa femminile inclinata davanti a lui aveva guizzi 2534 1, III | irrobustito la intelligenza e le inclinazioni, che già da sole non eran 2535 1, III | di conte, ma badava a non incocciar nel babbo, che l’avrebbe 2536 1, XIV | lussuosa chioma, la quale fu incollata sul capo della marchesa, 2537 1, IV | essere ben vestito e, se non incollava figurine o lavorava con 2538 2, XXVII | e la principessa i quali incolumi fisicamente, eran moralmente 2539 2, XXVIII | compiuta, che già l’altra incomincia: e Giorgio le segue tutte 2540 2, XXI | voltava e ciò riesce molto incomodo per un marito. Un marito 2541 2, XXIV | mollezze, tra quel fluido incomparabile della pezza di stoffa che 2542 1, XI | di sguardi e di sorrisi incomparabili. «Onorabilmente, perché 2543 1, XIV | pronunziava un discorso incomprensibile ma importante; quando la 2544 1, VI | quelle; fresche, ridenti, inconsapevoli delle galoppate che faceva 2545 2, XVIII | spezzare. L’ammirava con una inconscia trepidanza, non osando chiederle 2546 1, X | meraviglia ai due fratelli per l’inconsueto colloquio.~ ~— Ora ascolta, — 2547 1, IV | all’aria tutto quel che incontra, rovescia non pochi nemici 2548 2, XXX | piccini tutt’e due), che incontrai Giorgio con una grossa gelatiera 2549 1, XII | Tarabusi; ma questa, temendo d’incontrare Maurizio, non c’era.~ ~L’ 2550 2, XXI | accento d’ammirazione.~ ~S’incontrarono, sul limitare della sala, 2551 1, III | rimanere a lungo e per non incontrarsi col genero, che stava in 2552 2, XXIV | sorrideva.~ ~— Imaginavo d’incontrarvi, — disse il conte, scoprendo 2553 1, I | Silverio troneggiava; padrone incontrastato, uomo felice; adorato in 2554 2, XXIII | meglio di quando ci si è incontrati.~ ~Strinse robustamente 2555 2, XXII | Il quale, del resto, s’incontrava dappertutto ov’ella andava, 2556 2, XXVI | rodendo e distruggendo ciò che incontravano.~ ~L’imagine di Andrea, 2557 1, VII | originali.~ ~— Già: è l’inconveniente d’aver due maschi, — ripigliò 2558 2, XIX | capito...? È così che mi incoraggi a farla finita con una esistenza, 2559 2, XIX | pel signorino!~ ~Maurizio, incoraggiato, prese posto in una poltrona, 2560 1, V | ridevano, salvo quei due, che s’incrociarono e l’uno col tacco premette 2561 2, XXVI | grosso staffiere a braccia incrociate; e due lunghi levrieri bianchi 2562 1, VIII | graffiato? — chiese Leonia incuriosita.~ ~L’altro aperse la bocca, 2563 2, XXVI | dolore.~ ~E rise. Le altre, incuriosite, le si strinsero intorno 2564 2, XXX | del suo dolore, del resto, incuteva rispetto.~ ~— Io era grande 2565 1, X | a prestito, gli sembrava indecoroso.~ ~Ma confessare, anche, 2566 2, XXIV | che si potesse dire non indegna né della sua bellezza né 2567 2, XXII | Ciffa. Questa fanciulla indemoniata era sempre tra’ piedi. Ada 2568 1, XII | momento con la sua musica indiavolata.~ ~Giorgio vide che Andrea 2569 1, X | mamma con fronte accigliata, indicandogli il fagotto.~ ~Rosso rosso, 2570 1, V | pennacchio spettacoloso, per indicar la vittoria immortale e 2571 1, VI | in subbuglio i bassi, che indicavan la discesa delle belve, 2572 2, XVIII | in alto; una danza degli indigeni di Tokululù.~ ~Matilde interamente 2573 1, III | Finirà col crepar d’indigestione! — borbottò il commendator 2574 1, VIII | piglierà beffe di te!» N’era indignato; perché simili avvertimenti 2575 2, XXV | contegno riguardoso del caro indimenticabile Percy Stanhope, e se la 2576 2, XVII | ambizioni. Egli voleva essere indipendente, comandare, arricchire, 2577 1, III | rammentare, direttamente o indirettamente, dagli altri.~ ~— Darlo 2578 1, IX | Pedretti seguitò con quella indiscrezione, con quella pochezza di 2579 2, XXVII | facciamo dire che tu sei indisposta.~ ~— E abbandonarla sola, 2580 2, XXII | tardi. Credo che suo padre è indisposto.~ ~— Anche lei deve avere 2581 2, XXVII | che Paolo già sapesse o indovinasse, perché era curvo e Silverio 2582 1, III | aiutate dall’esperienza, indovinavano benissimo ciò ch’ella pensava; 2583 2, XXI | altro ne ha quattordici. Indovini quale dei due: Percy o Giorgio?~ ~— 2584 1, XIV | sotto le palpebre.~ ~Era indubitabilmente una signorina di grande 2585 2, XVI | ancora soggetto se non d’induzioni, di rammarico; dei guadagni 2586 2, XIX | esalava da lei qualche cosa inebbriante, che Giorgio non aveva mai 2587 1, IV | invincibili.~ ~Ma quel giorno, inebbriato dalla vittoria, volendo 2588 1, XII | essi rammentavano goffo e inelegante nelle feste degli anni scorsi.~ ~— 2589 2, XVIII | con gioie e con terrori inenarrabili, all’ultimo, — Paolo Zampieri 2590 2, XXVI | diventava un’estranea, una cosa inerte e ridicola per Ada Zampieri, 2591 2, XXVIII | corona bianca e altre cose inesprimibili, che Giorgio solo sapeva: 2592 2, XXVI | qua e qualche mobile di inestimabile valore, tavoli di malachite, 2593 1, XIV | bambola, testimonio delle sue infantilità, de’ suoi ghiribizzi da 2594 1, X | troncare un discorso che lo infastidiva.~ ~ ~ ~Egli aveva la sensazione 2595 2, XXIII | ancora negli orecchi la voce infaticabile del suo bel mare, con quel 2596 1, I | abbellire il salotto; lavorava infaticabilmente perché il suo Silverio trovasse 2597 2, XVIII | meraviglia.~ ~Paolo Zampieri, infatuato ormai nelle sue speranze, 2598 1, IV | ch’era vicino e non molto inferiore di livello all’altro.~ ~ 2599 1, VIII | spalle agli altri ragazzi, infervorati a discutere della forza 2600 1, IV | dipendessero da lui. E vi si infervorava, stando con l’orecchio attento 2601 1, II | poteva non essere ammirata.~ ~Infettàtosi durante un’operazione, vistosi 2602 1, V | marinaro sul capo del bambino e infilandogliela svelta. — Ma che io debba 2603 2, XXX | comprarsi un garofano da infilare all’occhiello, dando in 2604 1, V | i calzoni... Siediti per infilarli! Non vedi che ci cammini 2605 1, IV | Kavallì, il primo andò ad infilarsi sul secondo, cosicché Kavallì 2606 2, XVII | probabilmente aveva già infilato il pigiama e stava ad aspettarlo.~ ~— 2607 2, XXI | conte rimase con un boccone infilzato nella forchetta; depose 2608 2, XVIII | giuoca tutto per tutto.~ ~Infingardo e molle, Maurizio Creffa 2609 2, XVIII | per distrarlo, la pazienza infinita, umile, sorridente, della 2610 2, XXX | senza spese, raccontando un’infinità di frottole.~ ~Andava solo; 2611 1, XII | alla giovinezza attraverso infiniti mutamenti.~ ~La musica gli 2612 1, XIV | dell’orizzonte, incontro all’infinito. Ella cessava di parlare, 2613 2, XXX | Sarebbe tempo che finisse d’infinocchiarci! Vogliamo vedere dove va?~ ~— 2614 1, V | i piedi di uno che se ne infischia.~ ~Alle sue spalle, Giorgio 2615 1, XII | gli invitati, dei quali s’infischiava, ma perché non aveva un 2616 2, XVI | e di commenti.~ ~— Me ne infischio, io! — dichiarò Giovannino.~ ~— 2617 1, IV | libreria con una tavola infissa nel muro sostenuta da due 2618 1, III | orologio. Notò anche una spilla infitta nella cravatta turchina; 2619 2, XVIII | alcuni fedeli da Silverio a informarlo, questi avrebbe subodorato 2620 2, XVIII | detto il mio babbo. Egli è informato d’ogni cosa; gli dispiace 2621 2, XIX | quasi per incoraggiare gli informatori.~ ~L’industriale si strinse 2622 1, XI | distrattamente. — Lei può darmi una informazione.~ ~— Sono ai suoi ordini.~ ~— 2623 2, XXV | voce argentina risonava, inframmezzata da qualche rattenuto scoppio 2624 2, XXVIII | sventure, come un metallo infrangibile sotto i colpi del martello.~ ~— 2625 1, XV | uomini e cavalli morti, arme infrante.~ ~Lo spazio vuoto al di 2626 2, XVIII | domani; Giorgio Astori è infreddato: andare a far visita; non 2627 1, X | venti mesi addietro; sentiva infreddito molto il cuore di suo padre, 2628 2, XVIII | reciproco aiuto contro l’infuriar del destino. La figliuola 2629 1, XI | quale maneggiava milioni, s’infuriasse per trentasettemilacinquecento 2630 2, XXV | dato un soldo!~ ~— Lei s’inganna! — replicò Maurizio. — Io 2631 2, XXVII | menti, zia Appia! Tu mi vuoi ingannare!~ ~— Nulla di grave, — disse 2632 2, XXVII | morta, e tu lo sai! Perché ingannarmi? come se dovessi aspettarla, 2633 1, XI | credo affatto, ma dicevo per ingannarti e poter andare da Leonia. 2634 1, III | maestri; perché, o io m’inganno forte, o egli è un artista, 2635 2, XXIV | con due grandi occhi grigi ingenui e una ciocca di capelli 2636 2, XXVI | di timido, di puerile e d’ingenuo, che faceva pensare dovesse 2637 2, XVIII | per assaporare l’atroce ingiuria con cui Leonia era punita.~ ~— 2638 1, X | torto.~ ~E l’accoglienza ingiustificata, — egli diceva stupida senz’ 2639 1, XIV | del viaggio di mare, né le ingiustizie degli uomini e del destino. 2640 2, XXVIII | chiederle perdono d’essere stato ingiusto; rammentarle i giorni lontani 2641 2, XXIII | cucchiaino, si divertì a ingoiare lentamente quella poltiglia 2642 2, XIX | che i due caffè non furon ingoiati.~ ~— Sto ad ascoltare! — 2643 1, V | sinonimi, era sparita, perché ingombrava. Nella geografia pratica 2644 1, XIV | subito alle donnaccole che ingombravan la banchina presso il porto. 2645 2, XXVIII | polvere d’oro, per le strade ingombre di veicoli e d’automobili 2646 1, X | indomani senza dubbio quegli ingombri sarebbero scomparsi e ad 2647 2, XXX | usciva a passeggiar senza ingombro; ma con passo affrettato, 2648 1, IV | Ritagliava le più belle, le ingommava sopra certo cartoncino, 2649 1, V | infuori di quel poco che gli ingozzano a scuola.~ ~— Hai ragione, — 2650 1, II | studio s’era a poco a poco ingrandito; da quattro, gli impiegati 2651 2, XIX | di Sebastiano Creffa è un ingrato, un venditore di fumo! Io 2652 2, XIX | nude splendenti di Ada, ora inguainate in calze di sottile seta 2653 2, XXVI | antiche miserie, la sorda inimicizia con Leonia, che a scuola 2654 2, XXI | leggere neppur la lettera iniziale.~ ~Una le stava proprio 2655 1, VI | un sigillo d’oro con le iniziali: un leoncello ritto sulle 2656 2, XVII | di tentar da solo qualche iniziativa. Maurizio Creffa è uomo 2657 2, XXVI | guisa dell’ultimo venuto? Innalzava repentinamente la barriera 2658 1, XI | buffonescamente:~ ~— Se s’innamorasse di me e mi prestasse le 2659 2, XXIII | spieghi chiaro e tondo, me lo innamori di più...!~ ~La fanciulla 2660 1, XIV | confessarmi, Silverio... Innanzitutto, non so perché non ci diamo 2661 1, VII | rassicurò. C’erano milioni d’innocenti che vivevano pacifici dappertutto, 2662 2, XXVII | cara signora, — egli fece, inoltrando di alcuni passi. — Buona 2663 2, XIX | strettamente allacciate s’inoltravano camminando con ritmo.~ ~— 2664 1, XIV | arrivo di quelle lettere. Inoltre non sarebbe stato impossibile, 2665 2, XXV | Maurizio ed Emma passavan quasi inosservati, tanto eran lontani dal 2666 2, XXII | malcontento di Giorgio passò inosservato tra quell’assiduo cinguettìo. 2667 1, I | una cameriera o una cuoca? Inségnagli la musica o il disegno, 2668 1, XI | spettri di Isaac Morbio, le insegne del quale tenevan quattro 2669 1, III | esempio, non so perché non gli insegni un po’ di musica, le prime 2670 1, XII | intorno alla cintura! — insegnò. — Ora andiamo!~ ~E andarono 2671 2, XXIV | per vedere se Giorgio li inseguisse.~ ~— Ecco, — fece Ester, 2672 2, XXIII | da me!~ ~Giorgio, rimasto insensibile al discorso dell’amico, 2673 1, IV | pàtina, che se lo faceva inservibile come penna, lo indicava 2674 2, XVIII | occhi chiari il dubbio che l’insidia e l’obliquità le spiacessero, 2675 1, XV | hanno quadri di pittori insigni, scelti direttamente da 2676 2, XVI | conte Maurizio Creffa? — insinuò Leonia, gettando un’occhiata 2677 1, VIII | sdegnando quella preda insipida e fredda.~ ~Allora, cominciato 2678 2, XXIII | cui si discorreva con una insistenza, con una ammirazione, le 2679 2, XVII | piaceva per nulla.~ ~Ma Paolo insisteva, con la testardaggine di 2680 2, XXIV | bruscamente, ma se avesse insistito! E infine il conte russo, 2681 1, I | dello zibibbo: una vera insolenza.~ ~Poi vennero le frutta, 2682 2, XXIII | imminente e d’un freddo insolito per Roma. Quando, sorbito 2683 1, X | evocati durante la notte insonne, Andrea lo aveva dimenticato! 2684 2, XVIII | coglieva qualche notte l’insonnia. Giorgio che la vedeva ora 2685 1, V | quella Strògoli che coi tre insopportabili figliuoli frequentava la 2686 2, XXI | sfogar la sua ira se non insultandolo mentalmente).~ ~Quando si 2687 1, VIII | Andrea, che in tal modo intasca quello e le ottocento sterline.~ ~ 2688 1, VI | qualcuno alla fine avesse a intascarselo.~ ~La nonna si sarebbe stupita 2689 1, XI | senza sapere che me li sono intascati io. Allora essi risponderanno 2690 1, XI | non c’è più. Andrea lo ha intascato, non s’è accorto, e lo ha 2691 2, XXV | immaturità, nello stampo ancora intatto da foggiare a capriccio, 2692 1, VI(1)| intenti ad" integra una lacuna nel testo di 2693 1, X | conseguenze. Credo che tu puoi intendermi. Il mensile non mi bastava 2694 2, XXI | affari e prima o poi doveva intendersela con Paolo.~ ~Infatti egli 2695 2, XVIII | salvoché il secondo non intendesse mangiarsi il primo; cosa 2696 1, VIII | Irene, quantunque non se ne intendessero affatto, risero per imitarla. 2697 2, XXX | Rombi ai compagni, — che intendete fare, se va dalla signorina...~ ~— 2698 2, XXII | trattenne con un gesto.~ ~— Intendiamoci, — disse. — Non prendere 2699 1, II | della famiglia sua, si sentì intenerita.~ ~Lo seguì anno per anno, 2700 1, X | avrebbe espressione più intensa, più inquieta, più commossa 2701 1, VI | Andrea mi ha pregato d’intercedere per lui. Egli confessa d’ 2702 1, XII | che a noi i milioni non interessano!~ ~— I milioni no; i milionarii 2703 1, V | risate; lo angustiavano, lo interessavano, lo tenevano ancora agitato.~ ~ 2704 2, XVII | nessuno farebbe il proprio interesse! — obiettò Paolo Zampieri.~ ~— 2705 2, XXV | il quale conosceva i due interlocutori.~ ~Vedeva Giorgio a cuor 2706 1, XI | volto e la persona della sua interlocutrice, la quale sembrava ascoltar 2707 2, XXV | non brutta; forse un fuoco interno, un lungo attendere nel 2708 2, XXX | bocca piena, Giovannino interpretò:~ ~— È una specie di 2709 2, XXII | famiglia, ma che occorreva interrogare la fanciulla, la quale non 2710 1, XIV | spina al cuore di Ada; e interrogato sul nome da darle, rispose 2711 1, I | anzi negate, se il babbo interrogava? Andrea mangiò due grosse 2712 1, XV | settecento; ma talora s’interrompe di colpo: le braccia abbandonate 2713 2, XVI | tazza di da Giorgio, e interrompendo un discorso sconclusionato 2714 1, XI | parlasse davvero a un giudice, interrompendosi di tanto in tanto per chiedere: — 2715 2, XVIII | nociuto?... Continuarla o interromperla? Gettarsi dalla parte di 2716 1, VIII | conversare e non essere interrotti ad ogni poco. Dicevano che 2717 1, VIII | portata via: strillava a intervalli e disturbava tutti: serrava 2718 1, III | questione, che Appia dovette intervenire.~ ~— Lo vorrebbe per sé, 2719 1, VIII | lasciamo, per carità! — interviene la mamma, che è molto pallida.~ ~ 2720 1, XI | Giorgio, non lasciarti intimidire!~ ~E ripeté la frase:~ ~— 2721 1, V | amiche improvvisate, Giorgio intimidito ne vedeva piuttosto le calze 2722 2, XXX | grosso palazzo della scienza intitolato al nome d’un celebre archeologo 2723 1, XIV | licenza liceale, e Giorgio intonava la marcia funebre: Bum, 2724 1, XII | ho alcuna intenzione di intralciarti la carriera per far di te 2725 2, XXVIII | muovendosi e rimutandosi lasciava intraveder l’oro dell’altare, il giallo 2726 2, XXIV | stesso tempo la fanciulla intravide una vetturetta a due ruote 2727 1, XIV | Le persone di servizio intravidero un dramma, piuttosto dalle 2728 2, XXV | Zampieri mi darebbe dell’intrigante, dello scimunito, e avrebbe 2729 2, XVIII | atteggiamento un po’ spavaldo e gli intrighi di suo padre.~ ~Non aveva 2730 1, XI | camminare in cerca d’un tesoro introvabile, era a’ suoi occhi un personaggio 2731 1, II | creare mondi inverosimili ed introvabili.~ ~Non avendo alcuno a cui 2732 1, II | era nato Giorgio. Aveva intuito che quel bambino cascava 2733 1, VI | guardando l’uno e l’altra.~ ~Ma intuiva che la sua autorità si metteva 2734 2, XVIII | incanto.~ ~Suo padre aveva una inumanità stupida e innocente.~ ~Messa 2735 1, III | una vampata di malignità invaderle il cuore alla vista di quel 2736 1, XI | sedeva in una larga poltrona, invasa piuttosto da una sontuosa 2737 2, XVIII | Pregava in piedi, gli occhi invasi di luce, le labbra balbettanti 2738 2, XXV | anche perché più presto invecchia. E devo lasciar fare. È 2739 2, XXIV | andava. Questi ragazzi fanno invecchiar tutti con la rapidità della 2740 1, III | cosa che non le avrebbe invelenite tanto, se una certa superiorità 2741 1, X | ho cercato di aggiustarla inventando una lettera della Casa, 2742 1, VIII | miracoli.~ ~— I balocchi s’inventano, — disse Giorgio. — Ho già 2743 1, XIV | fantasia a duro cimento nell’inventar fiabe e storielle. Qualche 2744 1, VI | Il violino che aveva inventata la favola disse:~ ~— Lulukutò!~ ~— 2745 2, XVI | chiacchierava, civetta, inventava ogni poco qualche bricconeria 2746 2, XXI | Ada sbalordita.~ ~— Non m’inventerai qualche difficoltà? — disse 2747 2, XXV | senza parlare.~ ~— Non m’inventi un altro romanzo d’alcova! — 2748 2, XXVI | mia, — disse, — ti si può invidiare! Una villa a Tivoli, un 2749 1, XII | quinta elementare, ed egli li invidiava. C’era del resto parecchio 2750 1, VII | Impossibili i confronti, le invidie, le gare...~ ~— Hai inteso? — 2751 2, XXI | È una fortuna che tutti invidieranno.~ ~Ada guardò suo padre 2752 1, VI | coi volti aggrondati degli invidiosi, coi volti inquieti degli 2753 1, IV | battevano mai, e perciò erano invincibili.~ ~Ma quel giorno, inebbriato 2754 1, XI | sarebbe riuscito a tardar l’invio di quelle fatture con un 2755 2, XXI | con Lalla! — rispose Ada inviperita.~ ~— È gelosa? — fece Maurizio 2756 2, XXVII | Ma Giorgio le si rivolse inviperito:~ ~— È morta, capisci, è 2757 1, IV | elasticità, un minuscolo, quasi invisibile pezzetto di cordicella azzurra. 2758 2, XXVI | l’indice. — Sono venuta a invitar la tua mamma.~ ~Giorgio 2759 2, XIX | imparassi. E ora se vengono a invitarmi, come faccio? Non posso 2760 2, XVI | dirò a mio padre di non invitarti più. Villani non ne voglio!...~ ~— 2761 1, II | per convenienza, ma non lo invitava mai presso di sé; quel sentirsi 2762 2, XIX | con altri giovani che l’invitavano. Poi tornò verso la poltrona 2763 1, VIII | ironica, — La mia mamma inviterà la mamma di Giorgio per 2764 2, XIX | Corri troppo! Non li inviteremo in questi giorni... Ma mi 2765 2, XXI | aggrappandosi a quella trovata involontaria.~ ~— Che ne sa Giorgio?~ ~— 2766 2, XXX | destra ad aspettar che si inzuppasse a dovere.~ ~— Ci dirai dov’ 2767 1, III | di cui esse non sapevano iota; poteva parlar benissimo 2768 1, IX | Intorno a questo affare ipotetico, Silverio, altre volte pratico 2769 1, VIII | risata, e le altre due, Ada e Irene, quantunque non se ne intendessero 2770 2, XXII | non pago!~ ~Maurizio rise ironicamente.~ ~— Debiti? No, qualche 2771 1, III | Silverio?... Frizzi, allusioni, ironie?... La mamma non avrebbbe 2772 1, II | aveva un’immaginazione irrefrenabile, che partiva e galoppava 2773 2, XVIII | intero a Giorgio, gaiamente, irrefrenabilmente, e diventava fredda per 2774 1, X | seguir degli occhi le mosse irrequiete d’Andrea, rispose:~ ~— Denaro? 2775 1, V | non tutti piccoli, erano irrequieti; parlavano prima della bocca.~ ~ 2776 1, V | Borghese; e Andrea noioso e irrequieto con le sue risate; lo angustiavano, 2777 2, XXIX | lei fermentava già qualche irrequietudine moderna, qualche desiderio 2778 2, XVIII | innocente di Paolo, e la moglie irresponsabile.~ ~— O per dritto o per 2779 1, VIII | che sono assolutamente, irriducibilmente diverse dai maschi della 2780 1, I | palato, che nulla pareva più irritante a Giorgio.~ ~Finalmente 2781 1, XII | divertiva a interrompere e a irritare suo padre.~ ~Non ne sperava 2782 1, XI | quel ragazzetto colpiva e irritava suo fratello.~ ~— Pensiamo, — 2783 1, IV | fantasie del bambino lo irritavano. V’era tanta diversità di 2784 2, XIX | allontanò, con una sorda irritazione nel cuore. Veramente quel 2785 1, III | dimestichezza delle quali aveva irrobustito la intelligenza e le inclinazioni, 2786 2, XXVIII | Giuliana, la quale voleva irrompere a giuocare come di solito. 2787 1, XV | sentì le lagrime di lui irrorargli le guance.~ ~Egli si studiò 2788 1, XIV | capelli qua rappresi, irti e arruffati, la faccia grondante.~ ~— 2789 1, II | conosco! — disse Appia per ischerzo. Giorgio la fissò con meraviglia.~ ~— 2790 2, XXI | Square e un castello in Iscozia, abituati ad averne dieci; 2791 1, XII | andartene pel mondo, ti sei iscritto all’Università, ma non vi 2792 1, V | esami di licenza e poi s’iscrive all’Università. È un gran 2793 2, XXI | coppe nel mezzo avevano iscrizioni misteriose in una lingua 2794 1, XII | andava subito incontro per iscrutarne il viso; di notte almanaccava 2795 1, VII | di pesce puzzolente, per isfuggire a quella persecuzione.~ ~ 2796 2, XXVIII | egli piangesse, desse in ismanie, trovasse un’espressione 2797 1, IX | notai e con parenti per ismovere la vecchia, il piccino faceva 2798 1, IV | ci si abitua al borbottìo isocrono d’un torrentello. Lo udiva 2799 1, IX | bottoncini. E contento di quella ispezione, Giorgio tornò a sedere, 2800 1, V | rispose Matilde, per ispicciarsi. — Siamo stati a Villa Borghese...~ ~— 2801 2, XXX | del suo.~ ~Fu un gridìo istantaneo e confuso. Il padrone, che 2802 1, XI | osservò Giorgio.~ ~La logica istintiva di quel ragazzetto colpiva 2803 1, VII | fermato sulla soglia dell’Istituto, perché urgeva lavorare, 2804 1, V | Io gli darei intanto una istitutrice, una governante, che potesse, 2805 1, XIV | era rimesso al lavoro per istordirsi, perché non voleva lasciarsi 2806 1, VI | faccia di Andrea, tuttavia istoriata dalle unghie della ragazza 2807 1, III | interamente a educarlo e a istruirlo... Per esempio, non so perché 2808 2, XXV | sua madre, non tanto per istudiarne l’espressione quanto per 2809 2, XXV | speranze.~ ~Ma ella non isvegliava alcuna curiosità. Messi 2810 2, XXI | aristocrazia russa e borghesia italiana; tra le signore, molta eleganza 2811 1, XV | Suona specialmente arie italiane, canzonette leggère e musica 2812 2, XXII | Percy Stanhope pensò che gli italiani non hanno la costanza delle 2813 | IV 2814 | IX 2815 2, XXVI | eran disseminati da Mosca a Kiew e a Odessa. Ed ecco il gran 2816 1, XII | farsi e si raggirava in un labirinto.~ ~All’indomani del colloquio 2817 2, XIX | far saltare un bottone dei lacci e non potrò più muovermi.~ ~— 2818 2, XIX | rispetto che è difficile nel laccio dell’one step, Giorgio la 2819 1, XV | canto, stridulo sulle curve, lacerante come un lagno prolungato; 2820 2, XXVIII | giù di moda, senza colore, lacerato in più parti.~ ~— E che 2821 1, VIII | maniera, ch’ella ne ebbe le lacrime agli occhi. Quei due visini 2822 1, VI(1)| intenti ad" integra una lacuna nel testo di riferimento ( 2823 1, XV | sbalordì. I nomi dei famosi ladroni di mare, eran simili a quelli 2824 2, XVI | Dantelli sulle favole del Lafontaine, disse:~ ~— Devo farvi un’ 2825 1, VIII | Lucia ridendo. — Non si lagni, signor Dongiovanni!~ ~— 2826 1, XV | curve, lacerante come un lagno prolungato; più basso e 2827 1, VI | di lui; e sebbene qualche lagrima brillasse tra le palpebre 2828 2, XVI | quando stavo per rifarmi! — lamentò Giovannino.~ ~Ma non gli 2829 1, XV | riconoscere in quel grido lamentoso il saluto della città che 2830 1, IV | parete, girò un bottone e il lampadario nel centro del soffitto 2831 1, VII | veicoli sotto le luci delle lampade ad arco, gli edifici immani 2832 1, X | rose...» Aveva a fianco una lampadina elettrica, il cui paralume 2833 1, II | illuminata dalla luce delle lampadine elettriche.~ ~Egli, che 2834 2, XVIII | nervosamente le mani.~ ~Le lampeggiavano in mente alcune idee, le 2835 1, VIII | occhio pesto.~ ~— Sono due lampi sinistri! — ella esclama.~ ~ 2836 1, XIV | in un grosso vestito di lana, sdraiata sulla sabbia a 2837 1, IV | passa sul vocabolario, si lancia contro l’esercito di Kavallì, 2838 1, VII | intervenne Silverio, lanciandogli un’occhiata.~ ~— Eh, non 2839 1, VIII | di guardia, a ucciderli o lanciandoli fuor d’acqua o maciullandoli 2840 2, XVIII | ragazzo aveva avuto ragione di lanciarle la frase: — Il tuo papà 2841 2, XVI | Alfredo Bucccia con gesti languidi e voce argentina declamava: 2842 2, XXVIII | e trattengono i bioccoli lanosi della candida agnella che 2843 2, XIX | di gatti da vendere come lapin! Ho detto diecimila e devono 2844 2, XXI | fatto...?~ ~Paolo respirò largamente, poi disse:~ ~— Figuratevi...~ ~ 2845 2, XXVII | disperazione. — Va’, Giorgio, lasciaci sole! Verrò io da te.~ ~ 2846 2, XIX | io meni questa esistenza: lasciamoci da buoni amici e dimmi che 2847 1, X | allargando le braccia nel vuoto e lasciandole ricadere.~ ~— Ma sei matto! 2848 2, XVII | liberarsi dal peso dei capelli, lasciandoli in ricca massa lungo le 2849 2, XXIII | ultimo quarto d’ora. È dolce lasciarci meglio di quando ci si è 2850 1, VIII | rifletté Giorgio. — Non posso lasciarle sposare Andrea!~ ~Lucia 2851 1, VI | trasportare i regali.~ ~— Può lasciarli qui; nessuno glieli ruba, — 2852 1, XI | mi mancare, Giorgio, non lasciarti intimidire!~ ~E ripeté la 2853 2, XXVII | preparasse con prudenza, gli si lasciasse indovinare la verità piuttosto 2854 2, XXIII | ci combinerebbero, se li lasciassimo liberi!...~ ~ ~ 2855 2, XXX | implorò Giovannino. — Lasciatemi fare il conto! Caffè, latte 2856 1, XII | credessi. Bravo Andrea!~ ~E lasciatolo, capitò nel crocchio dei 2857 1, VI | i compagni di Andrea ci lasciavano gli occhi, da ragazzi che 2858 2, XIX | pratico d’affari. Ma di questo lascio giudice te. Io vorrei che 2859 2, XXIV | voltato rapidamente in una via laterale, ridendo a gola spiegata; 2860 2, XXV | episodio, se Maurizio, dopo un lauto pranzo in casa di donna 2861 1, XIV | era una chiazza così. La lavarono subito, ma la macchia è 2862 1, V | quell’odor di vergini mal lavate, che è caratteristico di 2863 1, V | bambino rapidamente.~ ~— Ti laverai le mani, spero! — disse, 2864 1, VI | querela, scimunito! Io me ne lavo le mani...!~ ~E uscì, lasciando 2865 1, X | che tu fossi utile, che tu lavorassi in qualche maniera. Invece 2866 2, XVIII | sotto copertura onesta e legale, che lo rivoltava. I figliuoli 2867 1, IX | Cavalli coi quali era in legami di affari; gli Strògoli 2868 2, XIX | circostanze, ogni cosa, vi legano. Pensate e vedrete che ho 2869 2, XXIX | Mancavano gli Astori, tanto legati agli Zampieri, che la disgrazia 2870 1, II | emozioni e d’avventure s’era legato a lei da una diecina d’anni: 2871 1, XIV | vita, come avviene delle leggende a cui ciascun narratore 2872 1, VII | quelli di lui: e su, con una leggera curva, si disegnavano i 2873 2, XIX | ancora sulla sabbia?... Tu leggerai le storie di Dragùt e di 2874 1, XV | arie italiane, canzonette leggère e musica delicata del settecento; 2875 2, XXII | volubili, sentimentali e leggeri. Allora, appoggiati con 2876 1, XIV | senza andare a Londra; poi leggerò bei libri, che Andrea aveva 2877 1, X | con abitudini diventate leggi, con un codice intimo che 2878 2, XVIII | animo, il petto si sollevava leggiero in un respiro di contento.~ ~— 2879 2, XIX | sinistra vedeva banchi di legumi, di frutta, di dolciumi, 2880 1, XI | incontrato Betsy Garden Rose in Leicester-Square, all’uscita dell’Alhambra; 2881 1, XV | pennacchi di capitani o lembi di vessilli; a terra, uomini 2882 2, XIX | ritrovato il loro dominio, quel lembo di spiaggia della marchesa 2883 2, XXIII | raso, che maturava con una lentezza mortale. Non era ancora 2884 1, VI | Nascosto tra le canne, lento, dolce nelle sue acque color 2885 1, XIV | era sui guanciali, sulle lenzuola, a terra, e anche il viso 2886 1, XIII | guanciali, la rimboccatura del lenzuolo, rossi d’un rosso vivo. 2887 1, VI | d’oro con le iniziali: un leoncello ritto sulle posteriori, 2888 1, VIII | a ricevere, e poi anche lèticano tra di loro!~ ~— Le signorine 2889 1, VII | non trovassero pretesti a leticare.~ ~Andrea non sapeva perdonare 2890 1, VIII | di loro!~ ~— Le signorine leticavano per avere Lei, — replicò 2891 1, III | benissimo di musica e di letteratura. Poi aveva viaggiato. E 2892 1, X | silenzio, Giorgio presso il lettino come dietro un fidato riparo, 2893 1, X | avvicinandosi istintivamente al suo lettuccio. — Io non posso raccontare 2894 2, XXX | sapendo che l’abitudine delle letture, delle declamazioni, gli 2895 1, XIV | Bambini, a casa! Ora si leva il vento forte!~ ~Ada e 2896 1, VIII | sciabordare nella vasca e a levarne i pesci; l’uno li lasciava 2897 2, XXVIII | venuta a dire, l’indice levato in atto di minaccia scherzosa: « 2898 2, XVI | confusa di Irma.~ ~Giorgio, levatosi in piedi si avvicinò chetamente 2899 1, X | compiti successivi. Ma se levava gli occhi dallo scritto, 2900 2, XXI | presentato...? Sì, appena ci leviamo da tavola!~ ~Ella stessa 2901 2, XXVI | incrociate; e due lunghi levrieri bianchi seguivano o precedevan 2902 2, XXVI | di bianco, con un grande levriero bianco ai piedi. Nella poltrona 2903 1, II | dei bambini; discorreva liberamente, sentendo che gli volevan 2904 2, XIX | troppo dentro l’animo. Si liberano con le parole che chiamano 2905 1, XII | familiarmente, — e non me ne posso liberare; ma insomma, non c’è malaccio!~ ~— 2906 2, XVII | In casa Ada era lieta di liberarsi dal peso dei capelli, lasciandoli 2907 1, XIII | supplico, non andare!~ ~Egli si liberò con uno strattone, gettò 2908 2, XXV | donne, rotto alla vita del libertinaggio, non aveva speranza di trovare 2909 2, XXII | collocare.~ ~Maurizio si licenziò gaio e cortese, ma risalì 2910 2, XVII | stivaletti alti. In casa Ada era lieta di liberarsi dal peso dei 2911 1, XIV | testa, sentendosi toccar lievemente sulla spalla.~ ~Ada gli 2912 2, XVI | serio.~ ~— No: volevo una limonata con molto zucchero, — confessò 2913 2, XVI | distribuendo pasticcini, limonate, dolci, , fette di torta, 2914 2, XXVIII | quella sua camerina così linda.~ ~Alla morte di Andrea, 2915 2, XIX | rilevandone la purità dei lineamenti e taluni particolari, come 2916 1, IX | una dama dalle fattezze lineari e rigide. Sempre vestita 2917 2, XXII | segnava all’orizzonte una lineetta nera.~ ~Parlarono delle 2918 2, XVIII | capitecnici, coi quali teneva un linguaggio quasi rivoluzionario, tanto 2919 2, XXV | trasècolo!~ ~E Silverio tacque, lisciandosi tra l’indice e il medio 2920 1, IV | e non molto inferiore di livello all’altro.~ ~Di , con 2921 1, II | v’era un villino, «in una località un po’ buffa», come diceva 2922 1, II | l’avevano udita perfino lodare Silverio.~ ~Ella conservava 2923 1, IX | dei corrispondenti che lo lodavano e se ne facevano mallevadori, 2924 2, XVI | battimani, si levò un coro di lodi e di commenti.~ ~— Me ne 2925 1, VIII | cura senza mai pace; che si logora in rinunzie e in ripieghi 2926 1, IV | aveva pensata bella: per non logorar le forze del suo esercito 2927 1, XII | Falba. — Il mio ragazzo londinese non mi vuole!~ ~— Non vi 2928 1, XI | indifferenza; era diventato loquace; conosceva i quattro piani 2929 2, XXV | accordo. Uomini d’affari, lottatori temibili, creatori di ricchezze 2930 1, VII | per aver vinto un ambo al lotto formavano il romanzo del 2931 1, VI | l’imagine delle altre, lubriche, di Londra e di Parigi, 2932 1, XV | rappresentavano: Dragùt e Luccialì, Barbarossa e Gaddalì; egli 2933 1, V | destra. Le scarpette sono lucide? Non c’è male! Si faccia 2934 2, XVI | Tormada, Paolo Strippola, Lucilla Verganti, Carletto Rombi, 2935 1, VI | inventata la favola disse:~ ~— Lulukutò!~ ~— Ma no; hai detto diverso...~ ~— 2936 1, XI | le belve sotto il raggio lunare; e non si sa dove sia quel 2937 2, XVIII | per trattenervisi fino al lunedì; consuetudine nata dalla 2938 1, X | eran rimasti ammirati della lunghezza. Veramente un viaggio da 2939 1, VIII | nell’atlante erano segnati i luoghi da cui scriveva, ora con 2940 2, XXI | sporco tedesco o qualche lurido inglese e io passo ai suoi 2941 1, IX | credito: e nulla poteva meglio lusingare la vanità di Silverio che 2942 1, II | ch’era presente, ne fu lusingata.~ ~In verità, non le somigliava 2943 2, XXIII | domando perdono, se ti ho lusingato qualche volta. Eravamo bambini... 2944 1, XIV | Essi portarono anche una lussuosa chioma, la quale fu incollata 2945 1, VIII | sdrucciolo a furia d’esser lustrato.~ ~Forse le stanze dell’ 2946 1, XIV | feste, né l’angoscia dei lutti, né le vicende del viaggio 2947 1, VIII | bello, tondo e dorato con macchie nere; e balzò fuori, tenendolo 2948 2, XXIII | fosse andata per sposare un macchinista delle ferrovie, deposito 2949 1, IV | rilegato in mezza pelle macchiolata di verde e di marrone. Si 2950 2, XXX | giunse all’angolo dei Due Macelli. Non pensava a rivolgersi 2951 1, XII | E Falba è abituata a macinare biglietti da mille.~ ~— 2952 1, VIII | lanciandoli fuor d’acqua o maciullandoli tra i denti. Ciò la divertiva 2953 1, VI | secondo l’espressione delle madri. E non si rideva più, in 2954 2, XXI | ufficiale della guardia di Sua Maestà l’Imperatore e addetto militare 2955 2, XXIV | ripresero il loro trotto maestoso e passarono vicino a Giorgio, 2956 2, XIX | Perfettamente: è stata la mia maestra...~ ~— Basta così! — esclamò 2957 2, XVIII | un prossimo sciopero le maestranze non si sarebbero peritate 2958 1, III | e le susurrò:~ ~— Colpo maestro!... Me l’ha ammazzato!... 2959 1, II | assaggiare le vivande o andar pei magazzini a comprar roba.~ ~— Allora, 2960 2, XXX | scalea, nonostante il sole di maggio che batteva la piazza.~ ~ 2961 1, VI | occhio mezzo chiuso, s’irritò maggiormente: a lui male parole, a suo 2962 2, XXII | colore, animandosi quasi per magia! Che gaiezza, che felicità 2963 2, XVI | milionario diventa conte per magìa. E poi è un bel giovane, 2964 2, XXII | lettere che formavano il magico nome. Voltò il foglio e 2965 1, IX | ne facevano mallevadori, magnificazioni di ciò che vedeva e apprendeva, 2966 2, XIX | taluni particolari, come la magrezza elegante delle mani, la 2967 1, XII | liberare; ma insomma, non c’è malaccio!~ ~— Sta’ zitto, che mi 2968 2, XXVI | inestimabile valore, tavoli di malachite, scrigni d’avorio; qualche 2969 1, XI | Andrea andò a trovar di malavoglia la nonna Appia.~ ~— Se è 2970 2, XXVIII | Giorgio non andava ad Anzio!~ ~Malcomoda, con la schiena contro il 2971 2, XXIX | né forse mai s’era fatta maldicenza. Era un angolo d’antico 2972 2, XXV | innanzi a quella soglia maledetta Ada tra le braccia del conte, 2973 1, III | intorno tre bambini, golosi e maleducati, i quali si rimpinzavan 2974 2, XIX | sinistro, forse per mano malferma, perché il giornale faceva 2975 | malgrado 2976 1, III | Appia sentì una vampata di malignità invaderle il cuore alla 2977 2, XXI | due amici, Ada si sentì malinconica. E Maurizio l’annoiava con 2978 2, XVIII | infernale.~ ~Vi riusciva malissimo, anche; nonostante le raccomandazioni, 2979 2, XXVI | ascoltano e scoprono le nostre malizie!... — mormorò la più grande, 2980 1, VI | rideva più, in quei crocchi maliziosi, né della cravatta a sghembo, 2981 1, IX | lodavano e se ne facevano mallevadori, magnificazioni di ciò che 2982 1, X | nobile autentico andato in malora: il conte Percy Stanhope, 2983 2, XIX | parlato. Adesso capisco il malumore del babbo...~ ~Giorgio prese 2984 2, XXVIII | Umile affanno sincero.~ ~Man mano che comparivano quelli 2985 1, XIV | Alcune vele bianche, manàidi alla pesca, sembravano immobili 2986 1, V | S’egli t’invita, non mancarmi. È un po’ burbero, è un 2987 2, XXII | invito... Non sapevo... Devo mancarti di parola...~ ~— Non fa 2988 1, V | sarebbe sposata. Non le mancavan pretendenti. Sposata, accasata, 2989 1, V | alla tua amicizia.~ ~— Non mancherò per te. E che volete fare 2990 1, X | cinque lire le aveva date di mancia al vetturale, grandiosamente.~ ~ 2991 1, XIII | disse:~ ~— Andrea è in casa? Mandamelo subito qui in ufficio!~ ~— 2992 1, XII | gli si sarebbe ribellato, mandandolo al diavolo, lui e la sua 2993 1, VI | Facevo un bell’affare, mandandoti all’estero! Altro che Londra 2994 2, XXI | sempre a Roma?~ ~— Fin che mi mandano altrove! — disse il conte 2995 1, XI | volerlo sposare; egli poteva mandarla in frantumi.~ ~— Betsy? — 2996 1, III | tratta che di questo, di mandarle più spesso Giorgio...~ ~ 2997 1, XIII | rispose Matilde. — Devo mandartelo quando torna?~ ~— Non importa!~ ~ 2998 2, XVII | stesso.~ ~— Babbo, dobbiamo mandarti qui il caffè, o vieni in 2999 2, XXVIII | aiutato non sapeva da chi.~ ~— Mandategli incontro la macchina, al 3000 2, XIX | il procuratore...~ ~— Le manderai diecimila lire! Se non vuoi 3001 2, XIX | vuoi darle a me, gliele mandi... Hai capito...? È così 3002 1, III | diplomatico, quando bastava dire: «Mandiamo un po’ più spesso Giorgio 3003 2, XIX | ne segnava più forte la mandibola e il mento. Era un’energia; 3004 1, VI | regalo sulla testa, a quel mandrillo.~ ~I regali erano esposti


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