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Théophile Gautier Jettatura Concordanze (Hapax - parole che occorrono una sola volta) |
grassetto = Testo principale Parte grigio = Testo di commento
2004 XI| volti su miss Alicia le injettano, malgrado vostro, questo 2005 IX| il suo cappello di paglia innalzandolo così in alto che Paolo non 2006 I| della baja dalle grida che s'innalzavano dalla piccola flotta accorrente, 2007 IX| insomma, si rappresentano gli innamorati sulle incisioni dei romanzi.~ ~– 2008 XII| ella sdegna, è veramente innamorato. La sua passione fa vergogna 2009 XII| montate con cura.~ ~Scelse inoltre tre fazzoletti e fece un 2010 VIII| l'assassino di lei; egli inorridiva di sè stesso ed avrebbe 2011 VII| poter benissimo passare inosservato nella folla.~ ~«I miei vestiti 2012 III| danno le pitture italiane inquadrate di nero, così sparse qualche 2013 XII| aveva visto disegnarsi su l'inquadratura della porta una figura svelta 2014 V| discreta per un zappatore, inquadravano questa larga faccia marezzata 2015 XI| Vincenza, poichè una donna s'inquieta piuttosto dell'alterazione 2016 I| poichè il padrone senza inquietarsi del chiasso aveva già salito 2017 XI| Inghilterra, inspirava forse delle inquietudini?~ ~– Per niente! essa era 2018 VI| involontaria; essa si esercita all'insaputa di coloro che posseggono 2019 VI| Molte disgrazie mi hanno insegnato a non sdegnare queste precauzioni.~ ~ 2020 II| cera.~ ~I colpi di sole, inseparabili da un viaggio in Italia, 2021 X| questa pura e muta carezza insignificante da parte di qualunque altra, 2022 XIII| rimarcare mille piccole insignificanze, cui in uno stato abituale 2023 IV| comparve, il conte per le insistenti preghiere di Alicia, cantava 2024 VIII| avendo battuto un cocchiere insolente con un leggiero frustino, 2025 VIII| è così piena di problemi insolubili, che 1'impossibile vi diventa 2026 VI| sentirmi allo stomaco un calore insopportabile, come se avessi preso dell' 2027 I| suo conto, una barriera insormontabile.~ ~Le loro malinconiche 2028 VIII| enigmatiche, d'infelicità inspiegate, di catastrofi senza motivo 2029 Bio| a Teofilo Gautier che si inspirarono, esagerandone forse alquanto 2030 XI| Aspromonte in Inghilterra, inspirava forse delle inquietudini?~ ~– 2031 VIII| Aspromonte credette, sentendosi insultare dal popolaccio di Chiaja, 2032 XIV| avrebbero chiesto scusa se insultati da lui. Se qualcuno di questi 2033 X| mentitore o perfido? Ha forse insultato qualche donna o indietreggiato 2034 VI| modo nella conversazione intavolata, che la meraviglia dello 2035 VI| della vita, e l'elettricità intellettuale scintilla attraverso questa 2036 XIV| uccidere; io, uomo, creatura intelligente, non ho forse un severo 2037 VII| vedere e gli orecchi per non intendere; mai non era stato così 2038 X| ma nessun'altra ragione, intendete, nessun'altra mi farà mancare 2039 XIV| suo corpo. Il suo silenzio intenerì la stessa feroce Vincenza, 2040 X| Povero caro zio, disse Alicia intenerita dalla calorosa esplosione 2041 Bio| diverso, e con diversissimi intenti.~ ~Mentre Zola con forma 2042 XIV| desinenza inglese sembravano interessar mediocremente i visitatori, 2043 I| tempo famigliare e nessun interesse più gli offrisse.~ ~Era 2044 XI| punte biforcate verso il suo interlocutore.~ ~Con un supremo sforzo 2045 II| caratterizzava allorquando una gioja interna non ne poneva in armonia 2046 XI| la follia battè le pareti interne del suo cranio, colle sue 2047 IX| rapido di pupilla, parve interrogare l'amico suo d'una domanda 2048 XIV| mio proprio tribunale e interrogarmi. Posso io rimanere su questa 2049 VIII| nel petto che il medico interrogava con timore; libera della 2050 IV| opera.~ ~A chi non le ha intese, sulla riva di Chiaja o 2051 VI| lentamente la terrazza, inteso la fine della conversazione: 2052 III| cambiava: Paolo, divenuto più intimo, era stato pregato dal commodoro 2053 XIV| dolore acuto, lacerante, intollerabile fu per strappargli un grido: 2054 I| del mare, in una casa dall'intonaco di bianca calce e nascosta 2055 VIII| barchetta così giulivamente intrapresa con due compagni e dalla 2056 IV| che diventano sgarbati e intrattabili allorchè si trovano alla 2057 III| in Inghilterra, era stato introdotto da una di quelle lettere 2058 XII| sua sofferenza erano stati inutili: egli amava perdutamente 2059 I| idea d'un gobbo: per quanto inutilmente si fosse cercata la sua 2060 XI| parlava, Paolo si sentiva invaso da un segreto orrore: dunque 2061 III| tirare il remo, la punta inverniciata della sua grigia scarpetta 2062 III| a miss Ward di passar l'inverno a Pisa e la primavera a 2063 III| settentrionali quell'aspetto inverosimile che le danno le pitture 2064 VII| della Mimica degli antichi investigata nel gestire napoletano.~ ~ 2065 III| una voce che gli avrebbero invidiata molti di quei tenori che 2066 IX| intorno ad ognuno un'atmosfera invisibile, contro la quale l'effusione 2067 X| sollevi e che delle ali invisibili palpitino alle loro spalle: 2068 III| limita per lo più ad un invito a pranzo.~ ~Egli si ricordò 2069 XIV| spettro di sè stesso, quell'involucro del suo pensiero che non 2070 XIV| ed era soggetto a mille ipotesi una più stravagante dell' 2071 I| il sole sospendeva delle iridi, percuotevano l'acqua con 2072 III| d'una frangia d'edera d'Irlanda, faceva splendere la sua 2073 I| bluastra che cominciava a irraggiargli la pelle, persuaso che ci 2074 X| Paolo, poichè una prova irrecusabile del suo fatale potere gli 2075 V| comune: i suoi lineamenti irregolari erano pieni di un'ingenua 2076 IX| labbra, la mano sul petto, irreprensibilmente ben messo, pronto a mettere 2077 VI| occhio e che non cerchiate d'irridervi della semplicità d'una povera 2078 II| contrariar lo zio (di cui ella irrideva i gusti borghesi), miss 2079 XIV| Stracciato, ferito dai rami irritati, egli giunse alfine in fondo 2080 VIII| rispondere e lo sguardo irritato di Paolo lo colpì in pieno 2081 II| entrata del golfo: Capri, Ischia, Nisida, Procida, i cui 2082 VIII| toccò la stoffa aerea. In un istante la fiamma circonfuse la 2083 VIII| dotato dei più affettuosi istinti e della più buona natura, 2084 XI| suo orologio e ne diresse istintivamente le punte biforcate verso 2085 XIII| fortemente. Con un movimento istintivo, Paolo e il conte s'erano 2086 XII| stuoje di giunco della China istoriate di pagode, di rocce, di 2087 VIII| almanacco ripieno di sciocche istorie, ed avrebbe riso della serietà 2088 XIV| orecchi di Vincenza che ne istruì sir Ward. Il commodoro, 2089 | IV 2090 | ivi 2091 | IX 2092 XI| lady Eleonora, mistress Jane, la principessa Vera Fedorowna 2093 I| membro, se vi piace, del Jockey-Club) che andava a passar l'estate 2094 VII| reverendo curato Andrea de Jorio, l'autore della Mimica degli 2095 VII| illuminato come il signor Jourdain nella cerimonia del Borghese 2096 I| i tipi affezionati delle Keepsakes e giustificavano le incisioni 2097 XIV| ardente.~ ~Un dolore acuto, lacerante, intollerabile fu per strappargli 2098 XIV| corpo!~ ~– Una carta! fece laconicamente il cugino.~ ~– Infatti, 2099 Bio| Commedia della morte, Una lacrima del diavolo, Tra los Montes, 2100 IV| in pochi minuti le ultime lacrime della pioggia e la folla 2101 IV| bevendo del falerno e del lacryma-christi ed avremmo terminato il 2102 I| isola.~ ~Accanto ad alcune ladies e ad alcune mistress; bellezze 2103 XI| era superba! Miss Edvina, lady Eleonora, mistress Jane, 2104 X| suscettibilità avesse avuto a lagnarsi, e miss Ward avrebbe preferito 2105 II| cadevano in nappe e ghirlande i lambruschi e le parietarie.~ ~Al piede 2106 I| piccole giornate, mio zio s'è lamentato amaramente del caldo, delle 2107 XIV| mormorò Ethelwina.~ ~– Non ti lamenterai più ora, disse Bess a Kitty, 2108 XIII| vesti, forse credendo che le lampade stiano per riaccendersi 2109 VII| membranose, allorchè il giorno lancia, fra mezzo le cortine, le 2110 VIII| perfettamente collo sguardo lanciatogli da lui, che le sue apprensioni 2111 I| figura del saggio Mentore, lo lanciò dall'alto d'una roccia nel 2112 III| preferisce dipingere sir Edward Landseer e ai quali egli dà uno sguardo 2113 XI| ogni mattina e la ripose languidamente sulla comodina presso il 2114 XIV| la sua bocca di cui un languido sorriso mostrava le perle, 2115 III| trovar Alicia guarita del suo languore e risplendente di salute.~ ~ 2116 V| di schizzi e temperato il lapis.~ ~Avete visto nella galleria 2117 V| dai colpi del coltello pel lardo, tavola che occupava il 2118 III| lunga, non aveva due dita di larghezza.~ ~Il commodoro restava 2119 IV| suoi occhi e i suoi denti larghi e forti, ma candidi come 2120 XIV| atmosfera. Qualche volta tu lascerai la tua mano nelle mie per 2121 X| zio, Alicia?~ ~– Io non vi lascerò per questo: non è forse 2122 IX| non deve temer che Dio si lasci atterrire da vili superstizioni. 2123 XI| ucciderla in un altro modo; lasciamo fare alla natura. Alicia 2124 XIV| bruciore della ferita.~ ~Lasciamolo in questa dolorosa immobilità 2125 II| prendono un galoppo che non lasciano più: il cocchiere comunica 2126 XIV| duello che nella speranza di lasciarci una vita ormai odiosa. Dotato 2127 XI| avesse detto d'andarvene e lasciarlo solo presso la vostra fidanzata 2128 III| stritolava un panino senza lasciarne pure una briciola per i 2129 II| le tarantelle.~ ~Bisognò lasciarsi.~ ~Vincenza la bruna serva 2130 V| Timberio, se per caso io gli lasciassi cadere una cassa di trecento 2131 VIII| coraggio e di fede.~ ~– Lasciatele al loro posto, disse Paolo 2132 XIV| inginocchiandosi presso il canapè; lasciatemi inebriare di questa ineffabile 2133 XII| di salici e di dragoni lasciavano passare una dolce luce: 2134 XIII| macchinalmente le parole latine senza darvi alcun senso.~ ~ 2135 VI| della commedia io so il latino, ma fate come se non lo 2136 XI| questo, tale che non può lavarsi che col sangue. Io amo miss 2137 I| di strisce e di scoli di lave raffreddate; e dal suo cratere 2138 V| fare un eretico allorchè fa lavorare un cristiano, è di ricompensarlo 2139 IV| una camicia di grossa tela lavorata al collo e alle maniche 2140 X| una serva della Terra di Lavoro e anche d'un conte napoletano. 2141 II| artiglieria.~ ~A fatica i lazzaroni sdrajati lungo al muro, 2142 V| nonostante si rimise: a metà del lazzo, però, il suo naso di cartone 2143 XIV| ferita, sarò morto in duello leale: – Firmato: Filippo conte 2144 XIII| silenzio regnò.~ ~Da nemici leali, nè il conte, nè Paolo vollero 2145 VI| allorchè un galantuomo domanda lealmente la mano d'una giovane onesta, 2146 X| fedele e che un sol momento lega per sempre; la sua mano 2147 XII| cìò che aveva, salvo un legato a favore di Paddy; e prese 2148 XIII| ed il fazzoletto che gli legava framezzo a quelle fitte 2149 I| gli uni negli altri.~ ~La leggenda parla di un pittore italiano 2150 VIII| un libro di medicina; e, leggendo la descrizione patologica 2151 XIV| sul cammino oscuro: tu gli leggerai i poeti, gli dirai i quadri 2152 I| si perdeva lentamente in leggeri fiocchi d'ovatta e le pale 2153 V| scettico Scazziga, divenuto leggermente volteriano per le sue relazioni 2154 IX| Temete voi forse di leggervi un pensiero diverso o colpevole? 2155 XIV| glauco e freddo, dove si leggeva quella profonda noja che 2156 XII| Paolo senza infrangere le leggi del pudore Inglese.~ ~Il 2157 VI| disse miss Ward con una leggiera sfumatura di canzonatura.~ ~ 2158 VIII| dal mondo reale; le sue leggiere vesti di silfide palpitarono 2159 IX| aprendo un pezzo di musica sul leggio:~ ~– Amico mio, voi non 2160 XIII| e che non ha subito la lenta dissoluzione delle rovine 2161 VI| dell'anima; la pupilla è una lente che concentra i raggi della 2162 IX| di aranci, di cedri, di lentischi e di mirti.~ ~Ella sedette 2163 XIII| abbia sollevato a mezzo il lenzuolo di cenere che la copriva 2164 VI| non fa egli rinculare i leoni?~ ~– Voi illustrate con 2165 XIV| egli si fosse scosso dal letargo nella bara; ma si rimise 2166 Bio| compiendo una vera rivoluzione letteraria.~ ~Natura elettissima d' 2167 Bio| poemi; chè il patrimonio letterario lasciato dal poeta di Tarbes 2168 Bio| contribuirono al risorgimento della letteratura francese nella prima metà 2169 VIII| camera e darsi a questa lettura che doveva rischiarare e 2170 II| pongono in parodia Hoffmann e Levasseur; Il suo carattere... era 2171 II| orientale e alle pitture del Lewis rappresentanti gli harem 2172 VI| dimenticato affatto le mie lezioni di boxe.~ ~E serrava i pugni, 2173 XIV| attaccavano agli abiti, le liane gli s'avviticchiavano alle 2174 V| cadere una cassa di trecento libbre sulla testa, a questo forestiero 2175 II| ad una bella miss educata liberamente secondo il metodo inglese 2176 VIII| colori; il respiro corre libero nel petto che il medico 2177 Bio| tessitura, e per i particolari licenziosi del racconto, ebbe un successo 2178 XI| era la più fresca e la più lieta fanciulla dei tre regni.~ ~– 2179 XIII| case deserte e salutano liete i primi raggi del sole. 2180 XI| sono riconoscente; sarò lieto, però, di potervi veder 2181 III| raccomandazione il cui effetto si limita per lo più ad un invito 2182 X| avesse nominato alcuno, limitandosi a raccomandare il preservarsi 2183 I| sfacciataggine francese.~ ~Sul limite del quartiere aristocratico 2184 IV| egli stette zitto e si limitò ad agitare il mucchio di 2185 II| guardava vagamente il mare limpido e azzurro, ove si distinguevano, 2186 XIV| Paolo; reso febbrile da una lirica esaltazione cui si mescolava 2187 V| mento grasso e forte; due liste di capelli d'un nero azzurrastro 2188 VIII| essere oggetto di quelle litanie grossolanamente burlesche 2189 VIII| perdere ogni speranza ed ho liticato col commodoro. Ammirate 2190 VIII| rischiaravano d'una luce livida: egli si ricordava d'ogni 2191 II| degli amatori del color locale.~ ~Il nostro personaggio 2192 XII| Shelley, di Tennyson e di Longfellow; uno specchio a cornice 2193 XIV| dei pescatori, le isole lontane del golfo, le vele che radono 2194 I| un viaggio.~ ~C'erano là, lords, membri della Camera dei 2195 Bio| lacrima del diavolo, Tra los Montes, Zig Zag, Militona, 2196 III| volta e i soli banchi di lotto colle loro ghirlande di 2197 III| quel sogno penoso; Paolo lottò contro il sonno e si mise 2198 X| a Venezia.~ ~Intanto le lucciole scintillavano nella valle, 2199 II| terminava con un'unghia lucente come l'agata: e mi son anche 2200 XIII| a sorridersi nel bronzo lucido dei loro specchi. E lì, 2201 XIV| cozzavano fra loro con rumori lugubri e le corde tese cigolavano 2202 XIV| un candelliere a parecchi lumi; egli guardò quello spettro 2203 XIV| erano trasparenti, eteree, luminose; vi si vedeva l'anima attraverso 2204 V| immersi nell'ombra.~ ~I raggi luminosi cadenti dall'alto, disegnavano, 2205 VIII| che ho trovato il tempo lunghissimo e che c'è mancato poco non 2206 VI| lasciando d'un tratto questi luoghi comuni, si rivolse bruscamente 2207 VI| intenzioni. È vero che un vecchio lupo di mare come me non legge 2208 Bio| non si compiace che nel lusso artistico fra i felici della 2209 VIII| capelli d'un biondo morbido e lustro, cinti, secondo il ruolo, 2210 I| sotto la giacchetta di quel macacco, buono al più, a fare della 2211 XIV| per terra e vi fece una macchia bruna.~ ~Un'ombra fitta, 2212 XI| riflessioni; egli aveva veduto macchiarsi di sangue il fazzoletto 2213 XIII| sul dorso e colla camicia macchiata vicino al cuore d'una larga 2214 XII| i capelli neri, le gote macchiate di rosso; nulla vi mancava. 2215 X| Il suo blasone è forse macchiato da qualche onta segreta? 2216 IV| così, il conte, con gesto macchinale in apparenza, strappava 2217 XIII| sue labbra ne ripetevano macchinalmente le parole latine senza darvi 2218 VI| letto Voltaire; credo alle macchine a vapore, alle strade ferrate, 2219 IX| labbra. Una gocciola rossa macchiò la fina batista, che Alicia 2220 V| delle mascelle capaci di macinare un bue in una giornata, 2221 II| romantiche figure di donna di Maclisa che, all'Esposizione universale, 2222 Bio| suoi tempi.~ ~Il romanzo Mademoiselle Maupin, ad onta delle critiche 2223 III| travedere dei piccoli denti di madreperla e il suo collo delicato 2224 I| addimostravano l'attività umana sulla maestosa solitudine delle acque.~ ~ 2225 V| accordo con Timberio, disse maestosamente il capo della cucina; lo 2226 II| carrozza lasciò la strada maestra, prese una scorciatoja e 2227 Bio| cui sommo lo Zola, che del maestro conserva la tradizione in 2228 IV| fosse che al principio di maggio, faceva già un caldo soffocante 2229 VIII| pelle dava un rilievo anche maggiore ad ogni lineamento di questa 2230 I| sforzandosi di separarsi il maggiormente possibile gli uni dagli 2231 II| davanti a ciò perdono la loro magia il cielo e il mare di Napoli.~ ~ 2232 IX| scongiuratori, alle corna magiche, agli amuleti di corallo: 2233 IV| scorgeva la punta attraverso le maglie dell'amaca, erano chiusi 2234 VIII| che c'è un irresistibile magnetismo nel pensiero generale, che 2235 IV| Minerva, i due Balbi e la magnifica statua d'Aristide, l'opera 2236 VII| sparivano; delle dita lunghe, magre, ossute, dalle falangi nodose, 2237 V| in uno stato di relativa magrezza dalla ginnastica della sua 2238 II| da piazza napoletani sono magri tanto da far sembrar Ronzinante 2239 VIII| delle predisposizioni alle malattie di petto.~ ~Tali pensieri 2240 XI| sono malinconico e funebre maledettamente stamane!~ ~Per cacciare 2241 X| bellissima e dove queste maledette superstizioni di jettatura 2242 VI| commodoro. che uno di questi maledetti occhi tentasse di fascinar 2243 XIV| che potesse fare, questo maledetto jettatore!~ ~Il fidanzato 2244 VI| jettatore distornano il fluido malefico e lo spogliano della sua 2245 VIII| più volgare d'un cocchiere malesperto che si lascia cadere di 2246 VIII| dotato fatalmente d'un potere malfattore misterioso.~ ~Ma noi risponderemmo 2247 X| dover suo sopprimere come malfattrice e distruggere così la causa 2248 VI| superstizione con un'intenzione maligna.) L'Oriente intero ci presta 2249 XIV| doveva più vedere, con una malinconica curiosità:~ ~– Addio, fantasma 2250 VIII| sorbetto di limone s'è fuso malinconicamente sulla tavola. Fino alle 2251 I| insormontabile.~ ~Le loro malinconiche facce erano rigorosamente 2252 XI| Non so cos'abbia, ma sono malinconico e funebre maledettamente 2253 I| efficace dei confetti di Malta e di tutte le altre ricette 2254 VI| bisogna dunque evitarli e non maltrattarli.~ ~«D'altra parte, colle 2255 X| raccomandare il preservarsi d'una malvagia influenza, Alicia aveva 2256 XI| dell'inferno, e l'angiolo malvagio guardava per mezzo delle 2257 II| bastevole per un barilotto di malvasia, sola concessione ch'essa 2258 VIII| quelle gambe che sollevavano malvolenterose le loro nuvole di garza 2259 VI| gentiluomo si fa denunciatore malvolentieri e che un marito solo può 2260 XI| precisamente come la sua povera mamma che, ancor lei, pretendeva 2261 I| loro attorno; mentre le mamme irritate mormoravano a bassa 2262 XIII| Diomede, al sepolcro di Mammia, agli emicicli funerarii, 2263 X| purità, troppa perfezione: manca a questi corpi eterei il 2264 XIII| si urtavano qualchevolta mancando o sorpassando lo scopo; 2265 IV| d'Aspromonte, sebbene non mancasse d'uso di mondo, non fu buono 2266 I| immobili, tutti annojati.~ ~Nè mancavano le donne, poichè le Inglesi 2267 V| reso più tollerante dalle mance.~ ~– Senza dubbio: il meno 2268 I| nell'ingenua, speranza d'una mancia più profumata, mentre quattro 2269 IV| Altavilla inchinandosi, vi manderò cento canestri di fiori 2270 II| involontariamente ad una grossa mandorla rivoltata nel cotone.~ ~ 2271 III| intorno al prato e serviva pel maneggio a miss Alicia montata sopra 2272 II| e ciò perchè il dar da mangiare alle bestie è considerato 2273 IV| metterci in appetito; avremmo mangiato una o due dozzine d'ostriche 2274 III| Alicia, che ordinariamente mangiava quanto un uccello, strappava 2275 VI| due camere come Stendhal; mangio i maccheroni colla forchetta; 2276 IV| quello che si sa. –~ ~Paolo mangiò in camera sua, poichè o 2277 IV| lavorata al collo e alle maniche di ricami in colore e di 2278 IV| offendete una delle mie manie. Io non ho mai colto un 2279 XIV| accorse.~ ~Siccome egli manifestava la sua meraviglia nel vedere 2280 VIII| traverso i ravvolgimenti delle manovre coreografiche; egli amava 2281 V| Timberio il facchino, che era mantenuto in uno stato di relativa 2282 XIV| come la valanga, come il manzanillo, come tutte le forze distruttive 2283 I| dalle narici e certo tanto maravigliati di questo tuffo quanto lo 2284 I| terrazza si gode d'una vista maravigliosa e voi ci troverete tutte 2285 II| rossi che s'accordavano maravigliosamente colle trecce di corallo 2286 XIII| di cui si vede ancora la marca della tessera infissa sul 2287 I| staccava con un colore più marcato dell'azzurro scintillante 2288 V| visto nella galleria del maresciallo Soult quel quadro del Murillo, 2289 V| inquadravano questa larga faccia marezzata di toni violenti; dei capelli 2290 V| questo? E sì che Gennaro è un marinajo finito; egli ballerebbe 2291 I| come pesci o come deità marine: qualche secondo dopo, infatti 2292 II| oltrepassata ben presto Chiaja e la Marinella, infilò la campagna oggi 2293 XIII| di putti e di foglie. I marini, i musaici, i tripodi di 2294 X| Ward, ecco il momento per maritarmi: il velo e la corona mi 2295 X| staranno magnificamente.~ ~– Maritarvi! Avete dunque tanta furia 2296 IV| testa adorata vale tutti i marmi greci e romani.~ ~Avendo 2297 VIII| infernali: la pallidezza marmorea della pelle dava un rilievo 2298 III| le loro braccia ornate di marocchino, i tappeti stendevano i 2299 III| acqua e facendo scappare i martin-pescatori sotto il fogliame inargentato 2300 I| Elmo ed il convento di San Martino si disegnarono distinti 2301 V| rivelati dalle apofisi delle mascelle capaci di macinare un bue 2302 V| tagliati come quelli delle maschere di teatro; un enorme naso 2303 III| modo significativo: non si massacrano in quel modo che le dita 2304 II| gli arnesi rotti per la massima parte dal tempo, sono sostituiti 2305 V| disco della luna; tale era mastro Virgilio Falsacappa che, 2306 VI| tutto ciò che non poteva matematicamente spiegare.~ ~I discorsi del 2307 V| delle collane della stessa materia cingevano con triplo giro 2308 XI| eterea tale che, ditemi pur materiale, a me non piace in ragazze 2309 I| intieramente assorbiti dalle materiali necessità della vita.~ ~ 2310 I| discorsetto nella sua lingua materna, vale a dire in inglese; 2311 I| giurava che bisogna esser matti addirittura per lasciare 2312 VIII| verità, io divento stupido o matto! Si direbbe che il sole 2313 XIII| delle lucertole, la severità mattutina di Pompei fu turbata da 2314 Bio| Il romanzo Mademoiselle Maupin, ad onta delle critiche 2315 IV| ho mai colto un fiore. Un mazzo m'inspira una specie di 2316 VIII| qualche fibra nascosta il cui meccanismo gli sfugge, ed egli impallidisce, 2317 | medesimo 2318 XIV| acqua, più lontano la sala a media temperatura.~ ~Questi dettagli 2319 IX| villi e ritrovare ciò che i medici e i parenti chiamano una 2320 XI| assurda, un pregiudizio di medioevo, che deve sembrarvi profondamente 2321 IV| ala del suo cappello come meditando una sortita.~ ~– Che? partite 2322 III| uno sguardo profondamente meditativo, la finestra cui stava appoggiato 2323 XI| Paddy interruppe questa meditazione arrecando la carta da visita 2324 VIII| frecce avvelenate; immaginate Medusa che osserva la propria testa 2325 II| prodigiosa.~ ~Aranci, mirti, melagrani, limoni, crescevano a dismisura 2326 XIV| particolari con una grazia così melanconica al «signor falegname,» fu 2327 VIII| amava quel volto dolce e melanconico, quel pallore delicato che 2328 IX| duettino era una viva e leggera melodia, sul gusto della musica 2329 IV| una di quelle deliziose melodie napoletane senza nome d' 2330 X| effetto della musica dormiva melodiosamente sul suo seggiolone di bambù. 2331 VII| vendendo le loro derrate, sopra melopee bizzarre nel dialetto popolare, 2332 VII| ne fugge agitando le ali membranose, allorchè il giorno lancia, 2333 I| viaggio.~ ~C'erano là, lords, membri della Camera dei Comuni, 2334 I| un giovanotto elegante (membro, se vi piace, del Jockey-Club) 2335 IX| povera campagnola senza la menoma eleganza. Ebbene, io vi 2336 IV| il caminetto o sopra una mensola qualunque.~ ~Vincenza, che 2337 X| qualche volta pauroso, vile, mentitore o perfido? Ha forse insultato 2338 II| portata; in che forse non mentiva.~ ~Malgrado questo colorito 2339 I| sotto la figura del saggio Mentore, lo lanciò dall'alto d'una 2340 XI| volere da me? fece Paolo meravigliatissimo. Fatelo entrare.~ ~Allorchè 2341 Bio| perdono assai della loro meravigliosa bellezza.~ ~Teofilo Gautier 2342 VII| davanti a qualche bottega, il mercante prendeva un'aria spaventata, 2343 VIII| vestite che attraversano il mercato: ma una repulsione così 2344 III| gridando a voce alta la loro merce; i rosticciai tendevano 2345 II| cura superflua dall'incuria meridionale: gli arnesi rotti per la 2346 II| infinitamente pittoresca e merita una particolar descrizione, 2347 XI| questi fatti sono strani e meritano tutta la vostra attenzione.~ ~– 2348 XI| ricompensa che un simile insulto meriterebbe, ma saprò aspettare un'altra 2349 III| castello feudale, dalle torri merlate, dalle finestre gotiche 2350 I| Sheffields, tutti quanti ben messi, tutti immobili, tutti annojati.~ ~ 2351 V| carrozza: io non fo come te un mestiere da bestia da soma, Timberio.~ ~– 2352 II| larghe foglie d'un verde metallico con un vigore di vegetazione 2353 XIV| ch'era un candeliere di metallo che aveva un lungo cero.~ ~ 2354 IX| di Cimarosa, su parole di Metastasio e che non sapremmo meglio 2355 IV| sola critica che un gusto meticoloso avesse potuto formolar contro 2356 XIV| pinguedine è scomparsa. Egli non mette più rhum nel thè, mangia 2357 V| precipitò allo sportello, mettendosi le lenti, per esser sicuro 2358 IV| aveva ajutato i facchini a metter giù fiori e corni, parve 2359 IV| fontana di Santa Lucia per metterci in appetito; avremmo mangiato 2360 XII| per mio ricordo. Potrete metterlo, perchè avete una mano da 2361 IV| gambe, scoperte al basso, mettevano in mostra, a nudo, sulla 2362 XIV| malanno; portami al canapè e mettimi vicino un bicchier d'acqua 2363 VII| mormorava qualche imprecazione a mezza voce, e faceva il gesto 2364 XIV| lo svegliò. Mezzogiorno e mezzanotte dovevano, ormai, aver lo 2365 XI| dunque vero! disse Paolo a mezzavoce; io sono dunque un assassino, 2366 XII| le nuvole.~ ~– Non siete mica seriamente malata, spero; 2367 I| palazzina posta a poche miglia da Londra e per trascinarsi 2368 II| essa a vista d'occhio è in miglior salute di quando, per civetteria, 2369 V| altra parte, non deve essere migliore del padrone, continuò Timberio, 2370 XIV| Altavilla passava per uno de' migliori tiratori della scuola napoletana: 2371 XIV| quello di canto, il quartier militare, il foro, la basilica, i 2372 Bio| Tra los Montes, Zig Zag, Militona, Italia, Costantinopoli, 2373 I| mescolavano comicissimamente alle minacce: essi parlavano tutti in 2374 X| ancorchè immaginario, vi minaccia, io divento più superstizioso 2375 IV| tre piedi e terminati da minaccianti punte nere.~ ~Un magnifico 2376 VIII| stavolta con una espressione minacciosa; s'allontanò dunque a passi 2377 VII| vedeva circondato di figure minacciose e mostruose che esprimevano 2378 IX| colorita, rossa, senza la minima distinzione, incapace, di 2379 XIII| case conservate nei loro minimi dettagli stiano per uscire 2380 V| tratti richiamavano, con minor nobiltà, si capisce, il 2381 II| offrono questa carnagione miracolosa; ma non bisogna a tal proposito, 2382 I| agli altri passeggeri per misantropia o, infine, perchè questo 2383 XIV| sinistra in cui la bellezza si mischia all'orrore; argilla segnata 2384 I| tutte le nazioni del mondo mischianti i loro alberi come piante 2385 I| perchè non avesse voluto mischiarsi agli altri passeggeri per 2386 Bio| soma, per descrivercene le miserie, i vizi inerenti, le virtù 2387 I| loro veli bleus, giovani misses dai colori di crema e fragola, 2388 VIII| salterellare due o tre corna nere miste ai gingilli della sua catena, 2389 X| balie tutte queste storie di misteriose influenze, e rideva dei 2390 V| povere creature che, pure di mistura, conservavano ancora il 2391 I| che non lo permettono le misure dei principii del disegno 2392 I| sopra sin pavimento meno mobile del ponte del Leopoldo.~ ~ 2393 III| suo.~ ~Il parlatojo dai mobili bruni, coperti di panno 2394 II| esser la tinta più alla moda e la meglio portata; in 2395 V| vero, avrebbero sdegnato i modelli radunati là dentro dal caso 2396 IX| delle giovani inglesi così modeste e così riservate, tuttavia, 2397 VIII| più orgoglioso, e questa modestia da parte vostra mi commuove. 2398 I| Queste graziose personcine modulavano col più delizioso accento 2399 | molta 2400 III| pel balzellare delle onde, moltiplicava lo splendore.~ ~Al largo, 2401 XI| trattennero.~ ~– Conte, fra pochi momenti sarò da miss Ward.~ ~– Nè 2402 IV| egli non rispondeva che a monosillabi, lasciava cadere la conversazione, 2403 XIV| io perduto? lo spettacolo monotono delle stagioni e dei giorni, 2404 III| pel maneggio a miss Alicia montata sopra uno di quei cavallini 2405 XII| curiosamente terribili e montate con cura.~ ~Scelse inoltre 2406 X| e la luna larga e gialla montava nel cielo fra una bruma 2407 Bio| lacrima del diavolo, Tra los Montes, Zig Zag, Militona, Italia, 2408 XIV| sentendo più dolore, egli montò nella sua carrozza, guidata 2409 VII| sopravennero falangi di bovi, di montoni e di cervi, cranii bianchi 2410 VII| celeste, un angiolo di Tomaso Moore!»~ ~Questi pensieri, perfettamente 2411 XI| attenuano in delicatezze morbide, che le vene delle sue mani 2412 VIII| bei capelli d'un biondo morbido e lustro, cinti, secondo 2413 VIII| di distillare i miasmi morbosi, le dannose elettricità, 2414 VI| da ogni lato delle case moresche per scongiurare la cattiva 2415 I| sacramentale: «Vedi Napoli e poi mori,» consultavano la Guida 2416 X| madre, la povera Nancy, che morì a diciannove anni. Angeli 2417 I| mentre le mamme irritate mormoravano a bassa voce sulla sfacciataggine 2418 XIV| morto.~ ~– È un bel giovane, mormorò Ethelwina.~ ~– Non ti lamenterai 2419 XI| tornar colorite, ella se le morse coi piccoli denti d'avorio.~ ~ 2420 XII| unica sua occupazione era il morsecchiare i fiori d'arancio ch'ella 2421 III| un uccello, strappava a morsi coi denti color perla una 2422 XIV| vaghi odori delle camere mortuarie colpirono l'odorato del 2423 XIII| i muri, passeggiano pei mosaici infranti, senza atterrirsi 2424 IX| vedere il paesaggio e che una mosca non potrebbe attraversare 2425 XIV| un pezzo; come un automa mosso da suste: i suoi occhi aperti 2426 IX| commodoro; Vincenza sorrise, mostrando la sua bella dentatura, 2427 VI| sui muri delle case arse, mostrano come questa superstizione 2428 X| di contegno.~ ~– Perchè mostrate voi ora tanta freddezza 2429 VII| coprivano d'ingiurie e gli mostravano il pugno.~ ~ 2430 VIII| tristezza immensa.~ ~Egli era un mostro!~ ~Per quanto dotato dei 2431 VII| circondato di figure minacciose e mostruose che esprimevano l'odio, 2432 IV| che la sorprese di più) un mostruoso pajo di corni di buoi siciliani, 2433 IV| lo portava; il pezzo di mota indurita che conserva come 2434 III| Nonostante il rastrello sempre in moto del giardiniere, le foglie 2435 I| ovatta e le pale delle ruote movendosi in una polvere diamantata 2436 XII| miniatura ingrandita che si moveva nella realtà tutta del sogno.~ ~ 2437 I| bastimento, appoggiati ai mucchi di cordami arrotolati, erano 2438 XIII| sugli avanzi della città mummia, non vi rischiara alcun 2439 XI| Volete voi che vostra nipote muoja? disse Altavilla con un 2440 X| sono nelle mani di Dio: non muore un principe nel suo letto 2441 XIII| coltello, da che parte dovesse muoversi. Raccogliendosi sui garretti 2442 XIII| gli Atlanti d'argilla e le mura nude come quelle d'una tomba: 2443 XIII| corpo: – aveva toccato la muraglia!~ ~– Perdio! credeva avervi 2444 V| maresciallo Soult quel quadro del Murillo, in cui gli angeli fan cucina?~ ~ 2445 XIV| seguivano silenziosi nel loro Murray le spiegazioni prolisse 2446 IX| inginocchiarseli davanti, sullo spesso musco che tappezzava il piede 2447 IV| farnese e la sua prodigiosa muscolatura, la Flora, Minerva, i due 2448 IV| miss Ward, egli visitò il museo degli studii: ammirò distratto 2449 Bio| Hugo, fu del cenacolo di Musset, di Dumas, di Eugenio Sue, 2450 IX| nastro del suo accappatojo di mussola, facendo le viste di rifarne 2451 III| ricordò la veste di bianca mussolina, ornata di un semplice nastro, 2452 XIV| Terminati questi addii muti, Paolo si alzò e si diresse 2453 I| livrea che ricordava quei nani elevati dalla pazienza chinese 2454 VII| chiudere a notte la porta; Nannella, l'altra ragazza, cui spettava 2455 IV| quelle deliziose melodie napoletane senza nome d'autore, una 2456 XIII| fazzoletto.~ ~– Perdio, gridò il Napolitano; non ci teniamo più; il 2457 II| Dai parapetti cadevano in nappe e ghirlande i lambruschi 2458 Bio| i difetti, i più celebri narratori odierni fra cui sommo lo 2459 II| larghe lastre disunite donde nascevano vivaci erbe selvatiche.~ ~ 2460 VII| napoletano.~ ~La brava Gelsomina nascondeva la mano sotto una piega 2461 XI| all'ombra del mio campanile natale. È lei che verrà a piangere 2462 II| zio.~ ~Per un capriccio naturalissimo in una ragazza sciupata 2463 IX| pulite delle corna, come un naturalista che cerca, dietro un frammento, 2464 I| quella dolcezza che certi naturalisti trovano in quelli del rospo.~ ~ 2465 XI| potrebbe essere malata... naturalmente? chiese il commodoro scosso 2466 IV| passioni che caratterizza le nature del Mezzogiorno, spingeva 2467 I| quelle provviste che le nausee avevano lor impedito di 2468 V| rischiarava coi suoi tre stoppini naviganti nell'olio il centro della 2469 XIII| funebre.~ ~I turisti d'ogni nazione che la visitano nella giornata, 2470 I| i bastimenti di tutte le nazioni del mondo mischianti i loro 2471 | neanche 2472 XII| permettendo, come una leggera nebbia, di vederne gli oggetti 2473 X| ma ciò ch'è scuro nelle nebbie d'Inghilterra diventa chiaro 2474 I| scompartimento dei loro nécessaires da viaggio; poichè nel loro 2475 I| assorbiti dalle materiali necessità della vita.~ ~Era un tempo 2476 X| a lui, a Paolo, che gli negate la mano di vostra nipote, 2477 VI| presa su me.~ ~– Non mi negherete, miss, riprese il conte, 2478 VII| dorso: non mi precede un negro suonando di cembali; la 2479 II| strusciava l'asse fra un nembo di polvere e di rumore.~ ~ 2480 VII| la si sarebbe detta la Nemesi antica in atto di sconcertare 2481 XIII| cupo silenzio regnò.~ ~Da nemici leali, nè il conte, nè Paolo 2482 XIV| non aveva colpito; il suo nemico s'era ferito da sè. Egli 2483 | neppure 2484 IV| perfette: i suoi capelli nerissimi, dalle larghe masse abbondanti, 2485 IX| scoppio della sua gajezza nervosa fu spento, essa venne ad 2486 XI| s'alzò a mezzo, le mani nervosamente contratte sui bracciuoli 2487 VIII| mise a ridere d'un riso nervoso, scagliò lontano il libro 2488 I| profilo presentava delle linee nette, una fronte della quale 2489 VII| statua, il profilo disegnato netto da una linea luminosa, l' 2490 VI| corallo biforcati, si può neutralizzare o almeno attenuare la loro 2491 XIII| sala a vôlta, circondata da nicchie sorrette da Atlanti in terra 2492 VIII| Trattato della jettatura di Niccolò Valetta: questo titolo scintillò 2493 VI| pregiudizio? ha egli sentito nei nidi delle comari colle penne 2494 IV| tutto il suo abbigliamento, nient'altro che dei bottoni da 2495 I| Napoli si riposa come una ninfa marina che si asciuga sulla 2496 X| la più obbediente delle nipoti?~ ~– Sì, allorchè io faccio 2497 II| del golfo: Capri, Ischia, Nisida, Procida, i cui nomi armoniosi 2498 VI| una delle più antiche e nobili famiglie di Napoli; era 2499 I| le protuberanze, un naso nobilmente aquilino, delle labbra ben 2500 V| richiamavano, con minor nobiltà, si capisce, il tipo delle 2501 VIII| sballottarmisi nel cranio come una noce secca nel suo guscio. Ma 2502 XIV| benevolenza, ma io sono nocivo. La folgore non sa d'uccidere; 2503 IX| facendo le viste di rifarne il nodo.~ ~Miss Ward fu la prima 2504 VII| magre, ossute, dalle falangi nodose, uscenti dall'ombra e rosse 2505 I| dubbio il chiasso gli dava noia perchè i suoi sopracigli 2506 | nol 2507 II| Nisida, Procida, i cui nomi armoniosi suonano come tanti 2508 X| sebbene Altavilla non avesse nominato alcuno, limitandosi a raccomandare 2509 XIV| rattenuto in terra ed avente la nostalgia del cielo: la bellezza di 2510 | nostra 2511 | nostri 2512 XIII| le fessure del pavimento, notano un numero sul bottone d' 2513 XIV| collo di cigno... e pareva notare ogni lineamento, ogni particolarità, 2514 IX| sorta da poco portava via le note insieme ai petali dei fiori 2515 III| esagerazione.~ ~Qualche lazzarone nottambulo vagava ancora sulla riva, 2516 VII| cagionato dalle visioni notturne.~ ~Smarra, offuscato, se 2517 | nove 2518 XIV| sollevando nembi di fumo; le nubi nere si distesero come muraglie 2519 V| ciocche corte, e la sua nuca, ripiegata in tre enfiagioni 2520 IV| mettevano in mostra, a nudo, sulla polvere, dei piedi 2521 VI| della conversazione: ella nudriva contro Paolo d'Aspromonte 2522 | null' 2523 I| di Roma, seguiti di una numerosa falange di rebusti facchini 2524 IX| idea fissa e non volendo nuocere a miss Ward col suo sguardo 2525 VIII| involontariamente di veleno, nuoceva a coloro su cui si posava, 2526 I| grave perchè quei diavoli nuotano tutti come pesci o come 2527 XI| ne diventava luminosa e nuotava come in un'atmosfera di 2528 II| proibito fabbricarne dei nuovi, ma si può sempre aggiungere 2529 V| ghiacciata, ma che, ben nutrito, avrebbe certo raggiunto 2530 XI| Aveva appena gettato qualche nuvoletta azzurra di fumo, che Vincenza 2531 X| non sono io forse la più obbediente delle nipoti?~ ~– Sì, allorchè 2532 III| respingendolo ella pareva obbedire malgrado suo ad una imperiosa 2533 VI| serpente che lo affascina, obbedisce egli ad un pregiudizio? 2534 V| fiasco d'asprino di troppo; obbiettò Scazziga, il razionalista 2535 V| assentimento o di sollevare delle obbiezioni.~ ~– Seguite bene il mio 2536 VIII| uno scudo di rame.~ ~Ci si obietterà esser difficile il credere 2537 VI| potrei aver molte cose da objettare contro questa elettricità 2538 X| che uno sguardo più o meno obliquo possa avere un'influenza. 2539 VIII| passeggieri ed evitava ogni occasione d'insulto. Gli era venuto 2540 IV| tagliare l'effluvio di quell'occhiata irritata.~ ~– Che avete 2541 I| occuparsi per niente delle occhiate alla don Giovanni di alcuni 2542 VI| fantastico, il misterioso, l'occulto, l'inesplicabile hanno poca 2543 VII| differisco in nulla Chi se ne occupa, tolto dei facchini, degli 2544 XI| Non ho il diritto d'occuparmi di vostra nipote: non sono 2545 VIII| di petto.~ ~Tali pensieri occuparono Paolo nel cammino.~ ~Allorchè 2546 I| impressioni sui carnets, senza occuparsi per niente delle occhiate 2547 V| coltello pel lardo, tavola che occupava il bel mezzo di questa gran 2548 XII| accessi di febbre; e unica sua occupazione era il morsecchiare i fiori 2549 XIV| questa dolorosa immobilità ed occupiamoci un poco degli altri personaggi 2550 II| Birmingham.~ ~Paolo non s'occupò affatto di questo contrasto 2551 | od 2552 XI| Parche, gelose come femmine, odiano appunto le più belle e le 2553 Bio| i più celebri narratori odierni fra cui sommo lo Zola, che 2554 XIII| unione terribile fra i loro odii.~ ~– Siete pronto? disse 2555 VII| al punto d'esser divenuto odioso o grottesco; io che fui 2556 XIV| camere mortuarie colpirono l'odorato del cieco tremante di spavento: 2557 XIV| incerto sulla soglia. Un odore acre di etere, un'esalazione 2558 XIV| bruciata, tutti i vaghi odori delle camere mortuarie colpirono 2559 III| un fiore della corona di Ofelia, trascinato dalla corrente; 2560 IV| Alicia ; e senza saperlo voi offendete una delle mie manie. Io 2561 VI| non c'è per lei nulla di offensivo; ma essa ha diritto d'esser 2562 XI| approfittare più tardi dell'offerta che mi fate, se i vostri 2563 XI| arme preferite? Siete l'offeso: spada, sciabola o pistola?~ ~– 2564 X| Maestà Britannica, un antico officiale della marina inglese, un 2565 I| nessun interesse più gli offrisse.~ ~Era un giovane dai ventisei 2566 VI| polare la cui sfumatura offriva un bizzarro contrasto colla 2567 XI| delicatezza poteva essere offuscata eziandio da questo fumo 2568 VII| visioni notturne.~ ~Smarra, offuscato, se ne fugge agitando le 2569 XI| brillare come una stella; ella offuscava Inglesi, Russe, Italiane; 2570 | ognun 2571 | ognuna 2572 XIV| il corpo steso a terra. Ohe, destati, fannullone, e 2573 XIV| riprenderai la tua bella salute: ohimè, io non ti vedrò più, ma 2574 VI| Grecia aveva popolato il suo Olimpo: la verità ha fatto svanir 2575 V| stoppini naviganti nell'olio il centro della vasta cucina, 2576 IV| sue labbra e della tinta olivastra del suo colorito.~ ~La sola 2577 | oltre 2578 I| giustificavano le incisioni d'oltre-Manica del rimprovero di falsità 2579 II| sue bestie la carrozza, oltrepassata ben presto Chiaja e la Marinella, 2580 II| gran pino oscillava la sua ombrella ed a fatica, al di là di 2581 I| scambio d'ingiurie piucchè omeriche, si divisero fra loro i 2582 VIII| tempia e ucciso sul colpo, omicidio involontario di cui non 2583 XIV| piede.~ ~Egli cadde: un'onda enorme lo afferrò, lo avvolse 2584 I| s'accavallavano a larghe ondate senza aver la forza di cancellare 2585 XIV| vapore, spiegato dal vento, ondeggiò sul cratere. Le barche cozzavano 2586 II| stendendosi sopra un terreno ondulato, sparso di ville, si fermava 2587 I| a pronunciarsi colle sue ondulazioni violacee e si staccava con 2588 VI| lealmente la mano d'una giovane onesta, non c'è per lei nulla di 2589 I| alberghi detestabili in cui onesti cani inglesi non vorrebbero 2590 V| il Leopoldo è un vapore onesto sul quale non ci sarebbe 2591 VI| meraviglia quasi quanto mi onora. In verità, non so che rispondervi: 2592 III| tremolava, con un riflesso d'opale, un lume da notte chiuso 2593 XIV| conte Altavilla.~ ~Alcuni operai, avvisati dal cicerone, 2594 XIV| Sarà certo qualche operajo degli scavi ch'è venuto 2595 XIV| cambiamento enorme si è operato in lui. La sua gloriosa 2596 XIV| forzare gli ostacoli che io ti oppongo; vattene! – Ma Paolo non 2597 III| commodoro non avrebbe nulla da opporre, allorchè gli domanderebbe 2598 I| ai loro occhi.~ ~Dal lato opposto del bastimento, appoggiati 2599 XII| jettatura, ma si sentiva oppressa da presentimenti funebri; 2600 XIII| sulle lastre; un sospiro oppresso si fece sentire e un corpo 2601 | oppure 2602 XIV| niente da dire.~ ~Questa fu l'orazione funebre del conte Altavilla.~ ~ 2603 XIV| ad esser curato coi mezzi ordinari. Si sarebbe detto un angelo 2604 I| piccoli disordini di toilette, ordinaria conseguenza, d'un viaggio.~ ~ 2605 XIII| dissoluzione delle rovine ordinarie; si crede involontariamente 2606 III| sua passeggiata in tondo, ordinatale dal medico che l'aveva trovata 2607 III| inquieto e la sua ultima ordinazione prescriveva a miss Ward 2608 XIV| Pompei, dove gli aveva dato ordine d'andarsene se in capo a 2609 VIII| vita reale. Egli si vestì, ordinò di far avanzar la carrozza 2610 VI| inapprezzabili dai nostri organi? I miasmi della febbre delle 2611 VIII| dolorosamente in sè stesso qualche organo oscuro, qualche fibra nascosta 2612 II| esuberanti si davano ad un'orgia di foglie, di fiori, di 2613 XIII| per riaccendersi per le orgie del triclinium; le Veneri, 2614 IX| Otto oncie! interruppe con orgoglio il commodoro, che curava 2615 X| zio, e se non sono la più orgogliosa donnina dei tre regni, non 2616 VIII| Altavilla? Vi credeva più orgoglioso, e questa modestia da parte 2617 II| esagerazione della poesia orientale e alle pitture del Lewis 2618 VI| un'intenzione maligna.) L'Oriente intero ci presta fede ancor 2619 V| d'una piuma ch'esca da un origliere scucito; e subito dei vapori 2620 II| allorchè il sole scende all'orizzonte; tremante, essa si portò 2621 XIV| montagne, gli alberi verdi, gli orizzonti infiniti, le colonne dei 2622 I| largo correndo sul mare, orlato di schiuma, passò sotto 2623 V| casacca.~ ~Appoggiato all'orlo della tavola, Scazziga, 2624 II| di granato dagli svolazzi ornati di nastri rossi che s'accordavano 2625 I| strani; le ciglia nere che li ornavano contrastavano col color 2626 XIV| vista del cadavere quell'orror religioso che inspira la 2627 XIII| uniforme, uno sbaglio d'ortografia sopra una insegna, o qualcun' 2628 IV| soffitto di pampini, faceva oscillare la giovane miss, avvolta 2629 III| gli pareva barcollasse e oscillasse, come se l'albergo Roma 2630 II| tutta africana; un gran pino oscillava la sua ombrella ed a fatica, 2631 VIII| che gli erano sembrate oscure fino allora e di cui egli 2632 X| si trattava di Paolo: gli oscuri discorsi del bel napoletano 2633 XIV| seguitò la sua via fra l'oscurità. Gli sembrò udire una voce 2634 XIV| Questione terribile che non oso risolvere. Ma se m'ingannassi? 2635 I| La sottigliezza delle ossa del naso faceva apparire 2636 V| Falsacappa, tanto la sua robusta ossatura pareva fatta per sopportare 2637 VIII| avvelenate; immaginate Medusa che osserva la propria testa orribilmente 2638 XIV| scoperti nel 1824, come faceva osservar la guida.~ ~– Qui c'erano 2639 X| che avrebbe ingannato l'osservatore il più fino e rialzando 2640 VI| sur una lunga serie di osservazioni giustificate dagli avvenimenti. 2641 IX| diafanità; la mia grazia ossianesca e vaporosa; il mio stato 2642 XIV| far qui; non forzare gli ostacoli che io ti oppongo; vattene! – 2643 IX| nulla; eppure si sente l'ostacolo.~ ~Un'idea dissimulata per 2644 I| a Paolo d'Aspromonte, l'oste rispose che infatti una 2645 IV| sotto una pergola in qualche osteria ben napoletana bevendo del 2646 IX| automatico; d'Aspromonte fissava ostinatamente le punte nere e pulite delle 2647 VIII| era persuaso che la sua ostinatezza a seguirla collo sguardo 2648 VIII| carrozza attraverso il canto ostinato dei grilli e lo scuotìo 2649 IX| giusti; sonno che egli si ostinava, malgrado i rimproveri di 2650 X| lazzarone del Molo, d'un ostricajo di Chiaja, d'una serva della 2651 IV| mangiato una o due dozzine d'ostriche bianche e rosse, alla pescheria; 2652 X| Richmond, la piccola torre ottagona al castello del Lincolnshire 2653 XI| nè suo fidanzato; ma se ottenessi il vostro permesso, potrei 2654 II| gli harem del Cairo.~ ~L'ovale allungato del suo capo, 2655 I| lentamente in leggeri fiocchi d'ovatta e le pale delle ruote movendosi 2656 I| gente e aggrupparsi quegli oziosi pe' quali l'arrivo d'una 2657 XII| tre fazzoletti e fece un pacco di tutto.~ ~Poi prevenne 2658 XIV| piccola truppa, composta del padre, della madre, di tre ragazze, 2659 XIV| l'ultimo sonno della sua padroncina.~ ~Terminati questi addii 2660 II| civili, questa villa i cui padroni pel momento erano in viaggio 2661 XII| muraglie erano ornate di paesaggi a fresco. Una tavola coperta 2662 IX| trasparente che lascia vedere il paesaggio e che una mosca non potrebbe 2663 I| come le donne degli altri paesi ed approfittano del più 2664 V| Gli eretici inglesi pagano bene, interruppe Scazziga, 2665 III| molti di quei tenori che son pagati centomila franchi.~ ~Napoli 2666 XII| della China istoriate di pagode, di rocce, di salici e di 2667 I| lasciare una comodissima palazzina posta a poche miglia da 2668 I| leggeri fiocchi d'ovatta e le pale delle ruote movendosi in 2669 II| sulla pubblica via come le palle in un recinto d'artiglieria.~ ~ 2670 XIV| sorriso increspò le sue labbra pallide ed egli continuò il suo 2671 XII| i toni gialli d'avorio e pallidi come il ricordo dei morti, 2672 III| che vedeva sul molo Alicia pallidissima, vicina a suo zio cremisi, 2673 VI| dubbi.~ ~– E l'uccello che, palpitante d'orrore e gettando gridi 2674 XII| tenerezza mista a terrore faceva palpitare Alicia. Voleva tendere le 2675 VIII| leggiere vesti di silfide palpitarono come ali di colomba prossima 2676 II| velati di lunghi cigli che palpitavano sulle sue gote rosate, come 2677 XIV| della vita: una specie di palpitazione dell'anima che battesse 2678 X| che delle ali invisibili palpitino alle loro spalle: troppa 2679 IV| profumo d'arancio e d'un palpito di cuore.~ ~Alicia, colla 2680 VI| miasmi della febbre delle paludi, della peste, del colera, 2681 VII| di camicia ricamata, di panciotti, di catene d'oro e con molto 2682 VI| soddisfazione sopra un pezzo di pane tagliato a forma di sandwich.~ ~ 2683 VIII| nero, don Limone e donna Pangrazia hanno dunque tanto allettamento 2684 III| mezzo d'una cordicella, i panieri per le provvisioni, rialzandoli 2685 III| di carta, e stritolava un panino senza lasciarne pure una 2686 III| mobili bruni, coperti di panno verde, ornato d'incisioni 2687 XIII| disse Paolo vedendo tale panoplia; non eravamo noi convenuti 2688 XIV| di Venere e di Giove, il Pantheon e le botteghe che lo attorniano. 2689 IV| dell'amaca, erano chiusi in pantofole di fibre d'aloè, e le sue 2690 VI| Ward; ed ecco quello che mi par di comprendere: secondo 2691 IX| ancora fatto vedere il mio paradiso.~ ~E prese ad un chiodo 2692 IX| sapremmo meglio definire che paragonandola ad una farfalla attraversante 2693 XIV| Un'ombra fitta, opaca, in paragone della quale la più cupa 2694 II| serve ai poeti per fare dei paragoni candidi; labbra di ciliegia 2695 II| pendeva una vigna.~ ~Dai parapetti cadevano in nappe e ghirlande 2696 IX| caduti dai vasi posti sul parapetto del terrazzo.~ ~– Mio zio 2697 XIII| col corpo addietro; unica parata possibile in questo strano 2698 XI| così giovane! Sì; ma le Parche, gelose come femmine, odiano 2699 III| le belle masse verdi del parco cominciavano a rivestirsi 2700 XI| nè suo fratello, nè suo parente, nè suo fidanzato; ma se 2701 IX| ritrovare ciò che i medici e i parenti chiamano una ragazza di 2702 II| ghirlande i lambruschi e le parietarie.~ ~Al piede dei muri, i 2703 I| Giovanni di alcuni sciocchi parigini che gironzavano loro attorno; 2704 XII| temibile quanto un demonio. Parlandomi, egli giuocava coi suoi 2705 VIII| questa disgrazia, di cui parlarono tutti i giornali d'allora 2706 IX| lettera di raccomandazione nel parlatorio di Richmond. Io sono della 2707 I| comicissimamente alle minacce: essi parlavano tutti in una volta con una 2708 VIII| mi rivolterò più, quando parlerai; borbottò egli fra i denti. 2709 VI| stato educato a Parigi: parlo l'inglese e il francese. 2710 II| vaudeville come li pongono in parodia Hoffmann e Levasseur; Il 2711 X| si congedò, e miss Ward parodiando il gesto d'addio napoletano, 2712 X| Morire! Non dite di queste parolacce, ve ne supplico; gridò il 2713 II| pittoresca e merita una particolar descrizione, dacchè Paolo 2714 II| terrazza che aveva sedotto particolarmente la giovane miss era infatti 2715 III| e il commodoro dovevano partir per l'Italia e la separazione 2716 IX| oncie di più da quando sono partita d'Inghilterra!~ ~– Otto 2717 VII| Un viaggiatore, ombra che passa per non tornar mai più, 2718 X| triste influenza, la brezza passandole sulle spalle protette d' 2719 V| capelli rossi, disse Gelsomina passandosi la mano nella bruna foresta 2720 III| pesci dorati del bacino.~ ~Passano così presto i giorni felici!~ ~ 2721 I| voluto mischiarsi agli altri passeggeri per misantropia o, infine, 2722 IX| di vino delle Canarie, le passeggiate a cavallo, i bagni di mare, 2723 I| quartiere aristocratico passeggiavano, fumando, tre o quattro 2724 I| uscì dalla sua cabina un passeggiero che non s'era veduto in 2725 X| letto di porpora, nè un passero nel suo nido, prima che 2726 IV| quella intelligenza delle passioni che caratterizza le nature 2727 I| appariscente attirasse l'occhio: un pastrano bleu cupo, una cravatta 2728 VIII| leggendo la descrizione patologica d'una malattia, se ne riconosca 2729 Bio| romanzi, poemi; chè il patrimonio letterario lasciato dal 2730 X| jettatore?~ ~– Per Giosuè, mio patrono, che fermò il sole, gridò 2731 X| dimostrato qualche volta pauroso, vile, mentitore o perfido? 2732 VI| imbrogliava, approfittò della pausa ch'egli fece dopo la sua 2733 V| facchino; egli faceva delle pause, come un attore in voga, 2734 VI| colombe a Venere, nè dei pavoni a Giunone, nè dei capri 2735 I| quei nani elevati dalla pazienza chinese in recipienti, onde 2736 I| aggrupparsi quegli oziosi pe' quali l'arrivo d'una diligenza 2737 X| lasciare il vostro vecchio pellerossa di zio, Alicia?~ ~– Io non 2738 IX| discorrere e «ciò che non val la pena d'esser detto, lo si canta» 2739 IV| prudentemente egli trasportò i suoi penati fuor della vista delle finestre 2740 I| scritta con quel carattere pendente, che denota un'alta educazione 2741 VII| corallo tremavano in luogo di pendenti alle sue orecchie: la sua 2742 VIII| pensiero generale, che vi penetra vostro malgrado, e contro 2743 XIV| come quella.~ ~Il giorno, penetrando nella camera, non lo svegliò. 2744 XIV| getti di piombo fuso gli penetrassero nelle pupille fino in fondo 2745 X| tutta la sua carne sembrava penetrata dai raggi: si sarebbe detto 2746 XII| d'arancio carico di fiori penetrava familiarmente nella camera 2747 II| all'altra dei viali oppure penetravano familiarmente nelle camere 2748 Bio| suoi progressi; lasciò il pennello per la penna, e fin da' 2749 VIII| come si son cinti di tristi penombre! Tanto da dire che la consunzione 2750 II| essa mi ha imposto questa penosa separazione.~ ~E il suo 2751 III| ricadere in preda a quel sogno penoso; Paolo lottò contro il sonno 2752 XI| di sfidarvi. Avevo anche pensato di pregarvi di tornare in 2753 V| un po' in fuori, continuò Peppina, l'altra serva.~ ~– Vicinissimi 2754 | perciò 2755 II| infilò la campagna oggi percorsa dalla via ferrata.~ ~Una 2756 XIV| e d'un cugino, aveva già percorso con occhio glauco e freddo, 2757 I| sospendeva delle iridi, percuotevano l'acqua con un'attività 2758 VIII| si gettò verso le quinte, perduta, pazza dal terrore, divorata 2759 XII| stati inutili: egli amava perdutamente miss Ward, ed egli la uccideva! 2760 II| antica e i cui capitelli perduti erano stati rimpiazzati 2761 IV| aveva delle proporzioni perfette: i suoi capelli nerissimi, 2762 X| pauroso, vile, mentitore o perfido? Ha forse insultato qualche 2763 IV| a pranzo poi sotto una pergola in qualche osteria ben napoletana 2764 VI| il fascino d'un jettatore pericoloso; e voi m'avete mandato delle 2765 XI| dunque, voi lo vedete, coi periodi di malattia che alterano 2766 IX| civetterie che non si sarebbe permessa senza un grave motivo; Paolo, 2767 II| cassa, mezzo ingegnoso che permette a questi bizzarri veicoli 2768 XII| che trasparente dapprima e permettendo, come una leggera nebbia, 2769 I| riavvicinati di quello che non lo permettono le misure dei principii 2770 VI| Il fascino è l'influenza perniciosa che esercita la persona 2771 V| di tutte le sue sventure; perocchè lo sguardo di Paolo, fisso 2772 I| nella fronte una fitta ruga perpendicolare: le pupille, di grigie divenivano 2773 III| schegge d'argento, di cui il perpetuo formicolio, pel balzellare 2774 V| buffa improvvisazione e perse la parola; ciò nonostante 2775 XIII| scellerato che Prud'hon fa perseguitare dalle Erinni vendicatrici.~ ~ 2776 III| nelle chiaviche i cani e persino gli asini.~ ~La folla sorpresa 2777 VII| sguardo così acuto, così persistente, con un'espressione così 2778 VI| della razza sassone è la persistenza delle proprie abitudini, 2779 XI| secondo silenzioso e come perso in un sogno.~ ~– Tutto ciò 2780 VI| perniciosa che esercita la persona dotata, o piuttosto afflitta, 2781 I| rivolto.~ ~Queste graziose personcine modulavano col più delizioso 2782 VI| fece cangiar d'idea senza persuaderla in alcun modo.~ ~– V'accordo, 2783 VII| d'Aspromonte; ed egli si persuase d'aver dato all'esagerata 2784 III| vivande infilate in una pertica; curve sulle finestre le 2785 IV| di rose, di verbene e di pervinche, il cui profumo ha per me 2786 IV| il commodoro, e miss Ward pesa poco più d'un colibrì.~ ~ 2787 XII| all'ombra, ma le braccia, pesanti come marmo, non potevano 2788 IV| bocca d'un lazzarone o d'un pescatore, le care romanze del Gordigiani 2789 VIII| burlesche di cui i mercanti di pesce regalano le genti ben vestite 2790 V| di denti come quella del pescecane.~ ~Una gorgiera potente 2791 I| Alcune vele di barche pescherecce rientravano nel porto, scivolando 2792 IV| ostriche bianche e rosse, alla pescheria; a pranzo poi sotto una 2793 V| assodati dall'uso di portar dei pesi sul capo.~ ~Certo, dei vagheggini 2794 VI| febbre delle paludi, della peste, del colera, sono essi visibili? 2795 VII| trasportava alla costa, pesto, stanco, mezzo morto; e, 2796 II| grani componenti la sua pettinatura, il suo vezzo e i braccialetti; 2797 XIII| umidi; a riassettare le loro pettinature, a riprender le loro tuniche 2798 II| crespi e così spessi che il pettine ci si sarebbe infranto, 2799 XI| i vostri discorsi non mi piacciono, disse Paolo freddissimo.~ ~– 2800 XIII| colpita in mezzo ai suoi piaceri, ai suoi lavori, alla sua 2801 II| poesia selvaggia che l'era piaciuta: sotto il potente clima 2802 IX| rami; e ciò che più l'era piaciuto nella villa, era, come abbiam 2803 VI| ai preludii coi quali i pianisti toccano il loro piano prima 2804 IX| vostra galanteria è forse una pianta di serra fredda che non 2805 XIV| ritrovò, oltre lo stile piantato nel petto del conte, un 2806 IV| commodoro, in costume di piantatore e seduto su una seggiola 2807 XIII| vicino al cuore d'una larga piastra rossa.~ ~Il bel Napoletano 2808 IX| gettava a stento qualche piastrella d'oro sulla sabbia attraverso 2809 I| crescere. La sua faccia piatta su cui il naso appena si 2810 II| rosso della sera abbandona i picchi di neve della montagna allorchè 2811 I| già qualche punto bianco, picchiettando il fondo scuro del quadro, 2812 III| pieno di stoppe infiammate, picchiettavano il mare di stelle rosse 2813 X| tu hai contato i mesi, piccina? fidatevi dunque a queste 2814 II| terrazza, di cui la facciata a picco dominava una strada fantastica, 2815 IX| Templeton, che mangia dei pickles e beve dell'aceto per restar 2816 VII| le unghie di queste dita, piegandosi come artigli di tigre, come 2817 X| avrà ella d'arrossire o da piegare gli occhi?~ ~– Paolo d'Aspromonte 2818 II| di là di questo pomposo piegarsi di fronde, l'occhio poteva 2819 VI| il pollice contro le dita piegate.~ ~– Due dita bastano, milord, 2820 VII| una testa gentile che si piegava verso lui; non era Haydée, 2821 I| dar l'assalto al Leopoldo, piene d'un equipaggio di facchini, 2822 VIII| Santa Lucia.~ ~– Che vi piglia, Scazziga? farete succedere 2823 III| zanzariere e non tardò a pigliar sonno.~ ~Come accade spessissimo 2824 III| finestre le donne di casa più pigre calavano, per mezzo d'una 2825 III| cambiavalute disponevano in pile, sulle piccole tavole, i 2826 II| inalzavano una palma e tre pini d'Italia, la vista stendendosi 2827 II| tutta africana; un gran pino oscillava la sua ombrella 2828 XIV| milioni di lagrime amare piovevano sugli scogli e gli alcioni 2829 VIII| credulità, ove s'annidano i pipistrelli della superstizione. La 2830 VII| volanti intorno su ali di pipistrello; ma alle mani sopravennero 2831 III| Ward di passar l'inverno a Pisa e la primavera a Napoli.~ ~ 2832 II| era infatti infinitamente pittoresca e merita una particolar 2833 IX| un frammento di roccia, pittorescamente tagliato e coperto da un 2834 XIV| vista delle scene più o meno pittoresche ove si svolgono i cento 2835 V| e di luce infinitamente pittoreschi, un gruppo di figure caratteristiche 2836 V| quel bitume così caro ai pittori della scuola del Caravaggio.~ ~ 2837 Bio| era da prima dedicato alla pittura; poco soddisfatto dei suoi 2838 I| con uno scambio d'ingiurie piucchè omeriche, si divisero fra 2839 V| nuvola poco più grossa d'una piuma ch'esca da un origliere 2840 I| blù disteso del mare, come piume di cigni, spinte dalla brezza, 2841 III| riattaccata la barca al suo piuolo, tornavano al castello per 2842 I| distingueva chiaro il Chiatamone, Pizzo Falcone, la passeggiata 2843 I| riprendeva la sua primiera placidità ed il nostro personaggio 2844 VI| d'Omero, d'Aristotile, di Platone, dello stesso Socrate, che 2845 I| sui costumi della bassa plebe napoletana.~ ~Il giovane 2846 II| carbone, dava un aspetto plutonico a tutta questa spiaggia 2847 XIV| uccello sotto la macchina pneumatica, piuttostochè un male reale, 2848 | poca 2849 | pochissima 2850 Bio| Tarbes nel 1811, fu fra i poderosissimi ingegni, che tanto contribuirono 2851 Bio| viaggi, racconti, romanzi, poemi; chè il patrimonio letterario 2852 XII| sulla quale giacevano le poesie di Coleridge, di Shelley, 2853 IX| borghese che dissipa le poetiche illusioni del signor d'Aspromonte.~ ~– 2854 VI| gli occhi d'un azzurro polare la cui sfumatura offriva 2855 VI| interruppe miss Alicia Ward; il politeismo non è stato forse la religione 2856 XII| ascoltando il soffio dei polmoni, contando i battiti del 2857 XI| contratte sui bracciuoli della poltrona.~ ~Era così terribile, che 2858 III| conchiglia di getto; le poltroncine e i divani di quercia aprivano 2859 I| per trascinarsi su strade polverose e ornate d'alberghi detestabili 2860 I| terminato in cima da un pomo d'argento.~ ~Egli fece qualche 2861 III| rialzandoli poi pieni di pomodori, di pesci e di grandi pezzi 2862 V| pollo e i maccheroni al pomodoro che avevo preparato io stesso! 2863 II| fatica, al di là di questo pomposo piegarsi di fronde, l'occhio 2864 II| una gioja interna non ne poneva in armonia le disparate 2865 II| Inglesi da vaudeville come li pongono in parodia Hoffmann e Levasseur; 2866 VIII| sentendosi insultare dal popolaccio di Chiaja, d'essere oggetto 2867 X| profondamente radicati pregiudizi popolari.~ ~D'altra parte, ancorchè 2868 VI| bianco di cui la Grecia aveva popolato il suo Olimpo: la verità 2869 XIII| fare alla città morta una popolazione dipinta. Così lo spirito 2870 III| in una piccola torre di porcellana assalita dalle zanzare ronzanti.~ ~ 2871 XIII| duello; il vincitore lo porrà sul petto del morto.~ ~– 2872 III| rientrare, dal desiderio di porre qualche soldo sopra un numero 2873 XIV| essermi preso un malanno; portami al canapè e mettimi vicino 2874 IX| ancora abbastanza bella per portarmi, quando saremo sposi, a 2875 XIV| lungo, come se avesse voluto portarsi via con sè l'infinito. I 2876 IX| è vostra dal giorno che portaste a mio zio la lettera di 2877 X| serio: l'affezione che mi portate turba il vostro raziocinio 2878 XII| prendete quest'anello e portatelo per mio ricordo. Potrete 2879 II| rassomigliare le case di Portici e di Torre del Greco a tante 2880 IV| bronzo dorato permetteva di posar queste corna, colle punte 2881 I| passo sul ponte, lasciando posare vagamente lo sguardo sulla 2882 VIII| dire che la consunzione le posasse le dita ossute sulla spalla! 2883 VIII| nuoceva a coloro su cui si posava, anche se con una intenzione 2884 I| Allorchè essi non si posavano su alcun oggetto, una vaga 2885 I| linea di colline che, da Posilipo al Vesuvio, disegna il golfo 2886 VI| accolta, si appoggi su fatti positivi, sur una lunga serie di 2887 II| essa poteva accordare al positivismo dello zio.~ ~Il commodoro 2888 X| qualunque cosa, voi che possedete istruzione e sapienza, che 2889 VIII| negare di riconoscere ch'egli possedeva tutti gli indizi denunziatori 2890 VI| Io non mi credeva così posseduta dalli jettatori: non lascio 2891 VIII| fissare i dubbii da cui era posseduto da che viveva in Napoli.~ ~ 2892 IX| dei fiori caduti dai vasi posti sul parapetto del terrazzo.~ ~– 2893 IX| i rami.~ ~– Ecco il mio posticino favorito, disse Alicia. 2894 I| rilievo certi muscoli più potenti di quelli dell'Ercole che 2895 XI| era davvero in preda alle potenze dell'inferno, e l'angiolo 2896 | potersi 2897 XI| riconoscente; sarò lieto, però, di potervi veder domani, nelle ruine 2898 | potete 2899 | potevate 2900 | potrebbero 2901 | potremmo 2902 | potrò 2903 V| V~ ~ ~ ~L'ora dei pranzi era passata da un pezzo 2904 II| gravemente che avrebbe fatto praticare dalla porta d'ingresso al 2905 XIII| petto del morto.~ ~– Buona precauzione, rispose il conte con un 2906 VII| d'oro sul dorso: non mi precede un negro suonando di cembali; 2907 II| serratura del cancello, e precedendo d’Aspromonte per un viale 2908 VI| quei vaghi modi di dire che precedono ogni genere di conversazione, 2909 VI| gettando gridi lamentevoli, precipita dall'alto d'un albero, da 2910 VIII| molte Inglesi hanno delle predisposizioni alle malattie di petto.~ ~ 2911 VI| come mai miss Ward potesse preferirgli un giovane magro e pallido 2912 III| criniera scapigliata, che preferisce dipingere sir Edward Landseer 2913 XI| si sta benone. Quale arme preferite? Siete l'offeso: spada, 2914 X| lagnarsi, e miss Ward avrebbe preferito cader morta sotto il suo 2915 XI| che verrà a piangere e a pregare sulla pietra grigia del 2916 XI| Avevo anche pensato di pregarvi di tornare in Francia; ma 2917 VI| a questa domanda. Io vi pregava di dirmi il nome del preteso 2918 Bio| pubblichiamo è fra i più pregiati lavori del poeta francese.~ ~ ~ ~ 2919 X| più profondamente radicati pregiudizi popolari.~ ~D'altra parte, 2920 X| sera, non sentendosi bene, pregò Vincenza di stenderle sui 2921 VI| conversazione, e somigliano ai preludii coi quali i pianisti toccano 2922 XIII| puerili circostanze che prende per essi un'importanza enorme.~ ~ 2923 X| vorrà un clima più caldo, prenderemo in affitto una casa di campagna 2924 VI| britannico, non vogliate prendermi per un selvaggio, nè chiedere 2925 IV| Lo lascio a chi vuol prenderselo, rispose lui scuotendo la 2926 I| consultavano la Guida di Viaggio o prendevano appunti delle loro impressioni 2927 VI| incontro un jettatore, io prendo volentieri l'altra parte 2928 I| allontanava da essi; e questa preoccupazione li distraeva dallo splendido 2929 XI| esattamente alle segrete preoccupazioni di sir Ward, ch'egli restò 2930 VI| Che il popolo ignorante si preoccupi d'influenze simili, lo concepisco, 2931 VI| attenzione del commodoro, che si preparava il secondo crostino, fu 2932 I| squadra di barchette che si preparavano a dar l'assalto al Leopoldo, 2933 V| cui pareti, pel fumo delle preparazioni culinarie, erano rivestite 2934 III| la sua ultima ordinazione prescriveva a miss Ward di passar l' 2935 II| escono apposta dal mare, per presentarvi questi rametti che l'aria 2936 XII| verso la porta della camera, presentendo che qualcuno stava per entrare. 2937 XIII| oscura, in cui ciascuno presentiva la morte senza vederla venire, 2938 VIII| quali mezzi uno se ne può preservare; egli divide gli jettatori 2939 IX| fissava gli occhi alle corna preservative o li lasciava errare sull' 2940 VI| detto che ciò serviva come preservativo contro il fascino: ecco 2941 VII| tenuto nella cucina sotto la presidenza di Virgilio Falsacappa, 2942 XIV| camminò innanzi, barcollando e prestando orecchio come per afferrare 2943 XI| a voi, uomo del Nord, di prestar fede a una superstizione, 2944 XII| sua moglie: non ch'ella prestasse fede all'influenza della 2945 III| Paolo sur un cavallo bajo prestatogli dal commodoro, accompagnava 2946 II| Il nostro personaggio non prestava che una distratta attenzione 2947 XI| si ride della jettatura e pretende che non si può dare una 2948 VI| il conte Altavilla poteva pretendere alla mano di miss Ward; 2949 XI| povera mamma che, ancor lei, pretendeva di non esser stata mai così 2950 IX| poichè egli aveva delle pretensioni al dilettantismo e giurava 2951 XII| un pacco di tutto.~ ~Poi prevenne Scazziga di trovarsi pronto 2952 II| giovane alzò questa mano prigioniera alle labbra del suo amico 2953 III| passar l'inverno a Pisa e la primavera a Napoli.~ ~Certi affari 2954 IX| il fatto sta che dopo le prime battute egli s'addormentava 2955 I| tratto, riprendeva la sua primiera placidità ed il nostro personaggio 2956 XI| Eleonora, mistress Jane, la principessa Vera Fedorowna morivano 2957 IX| agricoltura i più bizzarri principi; essa non voleva che si 2958 I| permettono le misure dei principii del disegno e, quanto alla 2959 IV| sebbene non si fosse che al principio di maggio, faceva già un 2960 II| esser molto civette per privarsi durante sei mesi della compagnia 2961 V| dunque un uomo ricco si priverebbe delle vivande saporite non 2962 VIII| vita comune è così piena di problemi insolubili, che 1'impossibile 2963 XIV| come il sogno d'una notte procellosa. Orsù, all'opera, vittima 2964 VIII| Inghilterra, giammai aveva prodotto una creatura più bianca 2965 II| contrasti è irresistibile e produce una beltà a parte di cui 2966 VIII| orrore segreto, come un profano che consulta su un libro 2967 VI| migliaja di anni, hanno professata un'opinione, è probabile 2968 IX| paglia di Firenze.~ ~Alicia professava in fatto di agricoltura 2969 V| dalla ginnastica della sua professione e dalla sobrietà del suo 2970 XIV| provvista di ricordi, fermando i profili, ripassando i contorni.~ ~ 2971 X| a Dio. Che dite del mio progetto, Alicia?~ ~– Voi non avete 2972 Bio| poco soddisfatto dei suoi progressi; lasciò il pennello per 2973 II| rumore.~ ~Ora i corricoli son proibiti; è proibito fabbricarne 2974 II| corricoli son proibiti; è proibito fabbricarne dei nuovi, ma 2975 XIV| loro Murray le spiegazioni prolisse del cicerone e gettavano 2976 XI| Ed egli fu lì lì per promettere al conte che non avrebbe 2977 II| decisamente pazza.~ ~Ma Alicia gli promise gravemente che avrebbe fatto 2978 III| al Vesuvio e all'azzurro promontorio sui cui biancheggiavano 2979 XIV| conte Altavilla s'era sparsa prontamente per Napoli ed era soggetto 2980 III| colorate, erano ancora aperti, pronti a ricevere il danaro dei 2981 I| del bagno, cominciava a pronunciarsi colle sue ondulazioni violacee 2982 VIII| San Carlino, fu ancor qui pronunciata e stavolta con una espressione 2983 V| nel corridojo egli sentiva pronunziare a voce bassa questa parola 2984 V| dunque egli è...~ ~– Non pronunziate la parola, è inutile, gridò 2985 VI| bleu, o grigio, un raggio propizio o fatale? Perchè questo 2986 IV| alta statura aveva delle proporzioni perfette: i suoi capelli 2987 XIII| credere che le condizioni proposte da Paolo fossero serie: 2988 | proprie 2989 XIII| involontariamente che i proprietari di queste case conservate 2990 | proprii 2991 III| barche di pescatori, con alla prora un fanale di ferro pieno 2992 VI| Ma che cos'è il fascino? prosegui la giovane miss; io non 2993 II| acqua calda in questo paese prossimo all'Africa e in cui lo scirocco 2994 VIII| esser mai nato.~ ~A questo prostramento succedette una violenta 2995 III| sotto un balcone che lo proteggeva dall'acqua, non s'era lasciato 2996 VI| Miss Alicia Ward era una protestante, allevata con gran libertà 2997 X| passandole sulle spalle protette d'un semplice velo, le cagionò 2998 I| frenologo avrebbe ammirato le protuberanze, un naso nobilmente aquilino, 2999 VIII| immensamente lontana.~ ~Paolo provò un effetto identico.~ ~Egli 3000 II| innanzi a Paolo come per provocarlo e sfidarne l'esame.~ ~– 3001 X| d'idea fissa, ell'aveva provocata la scena che abbiam descritto 3002 VII| espressione così singolare, quasi provocatrice, che il giovane abbassò 3003 IX| Mentre la giovane lo provocava con tali civetterie, civetterie