Achille Monti
Odi

Ode I.   IL VERO.

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Ode I.

 

IL VERO.

 

Al dio possente, all'oro

Che grato al vulgo splende,

L'alto febéo lavoro

Talor s'umilia e vende:

Adulatrici muse

A tal viltà son use.

 

Non io che abborro aperto

L'ignoranza potente,

Non io che plaudo al merto

Che povero e languente

Spesso dimanda un pane

Con le querele vane.

 

Pêra chi 'n ricco avvolto

Sibaritico manto

Giammai non bagna il volto

D'affettüoso pianto,

E levando la testa

I miseri calpesta.

 

Pêra chi sol dal padre

Retaggio d'auro s'ebbe,

E con le mani ladre

Le ree dovizie accrebbe,

Mentre il tapin si dole

Per la digiuna prole.

 

Mentre la verginella,

Semplicetta e pudica,

Ei del rossor suggella

Che si lava a fatica,

Mentre alla madre in petto

Versa affanno e dispetto.

 

Cetra, rimosso il velo,

Ogni timor discaccia;

Alza il tuo canto a cielo,

Ed ai potenti in faccia

Sostenitor del vero

Leva il grido severo.

 

cágliati se il mondo

A un cenno lor si prostra;

Del tuo disdegno il pondo

Gravi sull'età nostra,

Che svergognata e trista

Solo i buoni contrista.

 

Ne' tetti ove ignorato

Il cittadino ha stanza,

Inoltrasi 'l beato

Per redata sostanza,

A cui balena in viso

Insultator sorriso.

 

E con volto procace,

Con menzogneri accenti,

Rapir tenta la pace

A due cori innocenti

Che aggiunti erano insieme

Da vereconda speme:

 

Per poi narrar con vanti

Il trionfo codardo,

E su i traditi amanti

Vôlto il maligno sguardo

Schernir gli amari danni

De' meditati inganni.

 

Fiamma d'onor non ferve

Entro quel petto mai;

Pur con voci proterve

Spesso dal vile udrai,

Nova colpa, lodata

La virtù profanata.

 

Cetra, sia modo all'ire,

Al generoso sdegno;

Non s'abbellì al tuo dire

Chi de' tuoi detti è indegno:

È vana la rampogna

A chi non ha vergogna.

 

Ma non t'asconder, cetra

Di tua ragione altera;

I rozzi cori spetra

Della mondana schiera;

Di' che i carmi non vendi,

Che ad adular non scendi.

 

Sei libera, sii forte:

Un pane a me non manca;

A me terror di morte

La guancia non imbianca:

Vivo negletto, oscuro,

Ma l'empia età non curo.


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