Achille Monti
Odi

Ode IX.   LE ARTI.

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Ode IX.

 

LE ARTI.

 

In questa sacra e generosa terra

Cui fu cortese il ciel d'eterna gloria,

Ogni gleba, ogni sasso in grembo serra

Degna memoria.

 

Qui lo stranier maravigliato affisa

Gli anfiteatri, le colonne, i templi,

E sculto in essi lo splendor ravvisa

De' prischi esempli.

 

Invan ne irride, e con beffardo ghigno

Dice cadute le virtù degli avi;

Invan ne chiama, insultator maligno,

Codardi e pravi.

 

Grandi siam sempre: l'immortal favilla

In noi spenta non è; di nube oscura

Fortuna indarno la copria, scintilla

Nella sventura.

 

Qui dell'arti 'l gentile, il grande, il bello

Fin dall'età remote han posto il nido:

Con la cetra, co' marmi e col pennello

Levammo il grido.

 

Ma chi, dolce mia terra, oh! chi ti spoglia,

E le dovizie avite a noi contende?

Chi tuo retaggio per ingorda voglia

Disperde e vende?

 

Tanto può nostra cupidigia? I petti

Più non stringe l'amor del natio loco?

Già langue in noi de' più soavi affetti

Il santo foco?

 

Cigolan carri, e sul ceruleo piano

Spiegan agile il volo estranie prue....

Italia, e che? cedi a nemica mano

Le glorie tue?

 

Dunque i sacri tuoi pegni a te rapiti

Saran per sempre, e dell'indegne prede

Superbo andrà ne' più lontani liti

Barbaro erede?

 

Dunque, patria infelice, or più non prezzi

Le tue memorie? Oh vitupero! Oh scorno!

Eppur tuoi figli a tanta ignavia avvezzi

Non furo un giorno!

 

Giugneano a te da le suggette prode

Del felice orïente ampi tesori:

Non pur fecondi di guerriera lode

T'eran gli allori.

 

Deposto il brando, in te dell'arti 'l regno

Surse, e del nome l'universo empisti;

Mille prodigi dell'ausonio ingegno

In te fûr visti.

 

A te correan come a maestra e donna

I popoli devoti, e salutata

Del bello eri e del ver salda colonna,

Madre beata.

 

Tornò la gloria in onta; e tu smarrita

Del corso tuo, segui ingannevol lume:

Risorgi, al mondo le tue leggi addita,

E 'l tuo costume.

 

Ma tu, folle, non m'odi; a ben fallace

La mano usata alle vittorie stendi?

Via, se ricchezza più che onor ti piace,

Te stessa vendi!


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