IL PASSEGGIO.
Allor che il
sol declina
Nel limpido occidente,
e l'aura vespertina
Spegne la vampa ardente
Del dì che in ogni fibra
Vivide fiamme vibra;
Di popol
spensierato
S'empion le anguste strade,
Che giulivo e beato
E fôri e trivi invade,
E desïoso gli occhi
Figge negli aurei cocchi
Di tal che,
dianzi al remo,
Per tenebrosa via
È già salito al temo
A governar la pia
De' suggetti famiglia
Che all'obbedir s'appiglia;
Di tal che
asceso è in fama
Per avvenente sposa,
E felice si chiama
Or che molle riposa
(Non più a' fratelli eguale)
In serico guanciale;
Di tal che
avito censo,
Fatto usuriero, accrebbe,
E patrimonio immenso
Da turpe industria s'ebbe:
Venir brama in altezza,
E l'odio altrui non prezza;
Di tal che in
ira un giorno
A tutti, o d'opre ignote,
Or folgoreggia adorno
Per acquistata dote
Che a lui fruttâr gli amplessi
Per danaro concessi.
Fra lo
stridor gravoso
Delle rote volanti,
Io tacito e pensoso
Medito acerbi canti,
Ma che romper non ponno
Di questa plebe il sonno.
Vorrei levar
di terra
Tanta virtù mendica,
Cui fa implacabil guerra
E miseria e fatica,
E dar qualche ristoro
All'utile lavoro.
So che alla
turba oppressa
Non cangerò la sorte,
Nè il canto mio s'appressa
Alle dorate porte
De' marmorei palagi
Ove 'l vizio è fra gli agi.
Pur canterò:
non curo
Favor che d'alto scenda,
Sol ch'io di viltà puro
Le voglie al giusto intenda....
Ira, che in sen m'avvampi,
Cerca gli aperti campi.
Sovra i ridenti
prati,
Su le dolci colline
Spiro i placidi fiati
Dell'ôre vespertine,
Fra il povero che invola
La grama famigliuola.
Al severo
cipiglio
Di chi succhiògli 'l sangue,
E ch'or non volge il ciglio
Al misero che langue,
Perchè non ha la vesta
Di seta e d'ôr contesta.
Le adorne vie
fangose
Il piede mio non calca,
'Ve s'aggiran fastose
Fra la spregiata calca
L'impudenza, e l'acerba
Nobiltate superba;
Dove i
mercati onori
Con oscena baldanza
Copron di lor colori
La colpa e l'ignoranza;
Ove virtute, ingegno
Muovon col pianto a sdegno.
Alla città
proterva
Fremendo il tergo volga
Chi l'alma non ha serva,
O franco il labbro sciolga
E, con secura faccia,
Intuoni una minaccia.