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Poco più di un anno dopo lo sbarco nel sud dei primi schiavi, ai primi di novembre nel 1620, una nave inglese, il May Flower; sbarcava nel Nord, nella baja di Massachusetts, un gruppo di puritani, che, esuli volontari dalla patria, venivano a cercare sul vergine suolo d’America libertà di fede.
Erano, questi esuli, i Padri Pellegrini; gli avi di coloro che proclamarono la indipendenza degli Stati Uniti dalla Inghilterra. Essi furono i primi coloni degli Stati del Nord, e furono i loro discendenti, i figli della Nuova Inghilterra, che primi vollero abolita la schiavitù.
Infatti i fondatori della Repubblica, Franklin, Washington, Jefferson, avevano stabilito che col 1808 la tratta dei negri cesserebbe di essere permessa agli Stati Uniti e che la schiavitù dovrebbe essere abolita.
Nessuno degli avi di Lincoln era con i Pilgrims Fathers; con i capi di quelle quattrocento famiglie che costituirono e costituiscono l’aristocrazia degli Stati Uniti. La nobiltà dell’antica origine non fu uno dei fattori dell’ascesa di Abramo Lincoln.
Tuttavia il suo primo antenato fu un Quachero, Samuele Lincoln, che nel 1637 si stabilì con due fratelli a Hingham nel Massachusetts. Ma la famiglia visse oscura.
Accurate ricerche fecero trovare dei fabbri, dei tessitori, dei falegnami, degli agricoltori in questo parentado; nessuno di essi è notevole. Sono onesti, nè più nè meno dei tanti braccianti e operai che nascono e muoiono senza storia. Taluno di essi, il padre di Abramo fra questi, è anche analfabeta.
Verso il 1770 troviamo la famiglia nella contea di Kentuchy dove il nonno di Abramo, di nome Abramo egli pure, è ucciso dagli Indiani.
Nel 1778, in Rochingham, nella Virginia, nasce Tomaso, il padre di Abramo. Onesto uomo, ospitale, attivo, lavoratore, ma sfortunato. Lo troviamo volta a volta falegname e agricoltore, secondo le opportunità ed i momenti, ed obbligato, il 13 giugno 1806, a firmare con una croce il proprio contratto di matrimonio con Nancy Hanks, nata nella Virginia, e, dicesi, figlia naturale di certa Lucia Hanks, d’uno stato sociale più alto di quello dei Lincoln.
La coppia si stabilì ad Elizabethtown, nella contea di Hardin, e qui nella povera capanna costruita da Tomaso stesso, Abramo Lincoln nacque il 12 febbraio nel 1809.
La madre gli insegnò a leggere, quando egli era ancora bambino. Quasi presaga che non per molti anni essa avrebbe potuto essere a fianco di lui, si sforzò a deporre nella giovine anima del fanciullo quei germi che dovevano dare tanto splendida fioritura dipoi, e teneramente lo amò.
Di lei, egli più tardi, diventato il primo cittadino del suo paese, soleva dire: «Quello che io sono, quello che io spero di essere e di continuare ad essere lo devo a lei». Alla umile Nancy Hanks che, nella sua povertà, un libro solo potette dargli, ma grande, la Bibbia.
Più tardi egli riuscì, rubando il sonno alle sue notti e le ore di studio ai passatempi, ad istruirsi, ad educarsi, ad allargare la cerchia delle proprie cognizioni; ma la Bibbia rimase sempre il suo libro prediletto e preferito, la sua guida costante, la miniera profonda dalla quale egli seppe trarre inesauribili tesori di vasto pensiero e di forza.
Sua madre morì quando egli non aveva ancora compiuto i dieci anni, ed un anno e due mesi di poi, nel dicembre del 1819, Tomaso dava a suo figlio una matrigna, Sara Bush, il cui carattere ed il cui temperamento dovevano avere una grande influenza sulla vita giovanile di Abramo, col suo affetto e col suo esempio, nel sopportare serenamente, essa non nata povera, la povertà.
Perchè nella povertà trascorse la vita di Lincoln e nella povertà egli educò il suo corpo a tutte le fatiche, la sua volontà a tutte le battaglie.
Fino da ragazzo egli seppe la pena del lungo, duro lavoro. Aiutò il padre nelle opere agricole, lo aiutò nei mestieri manuali: poi si fece boscaiuolo; a diciannove anni era barcaiolo, a ventuno commesso di un certo Offutt, a New Salem.
Questo Offutt era proprietario di una bottega di droghiere ed i ritagli di tempo lasciatigli dal lavoro, permisero a Lincoln di istruirsi un po’ più. Lesse allora Esopo, il Pilgrim’s Progress, la Vita di Washington, il Comento alla Costituzione del Blackstone; in questo ultimo libro egli trovò gli elementi di quella sua scienza giuridica che gli fu parecchio utile più tardi.
Durante un breve periodo di tempo, e prima di diventare commesso di Offutt, egli fu impiegato come agrimensore, e molto ebbe caro questo ufficio che, com’egli soleva dire, «metteva in armonia l’anima ed il corpo con la natura».
Ma povero era pur sempre. Poveri erano i diversi mestieri ai quali egli successivamente si dava: povero anche egli fu quando, dopo il fallimento dello Offutt, egli tentò di diventare proprietario a sua volta e stabilitosi a Decatur aprì per conto suo una Grocery Soph, specie di drogheria e pizzicheria insieme.
Si acquistò qui la fama ed il titolo di onesto Abramo. Titolo del quale egli si compiacque sempre e col quale spesso firmò lettere ad amici, anche dopo che egli fu assunto alla più alta dignità della Repubblica. Ma forse perchè onestà e traffico sono termini antitetici, forse anche perchè, come nota uno dei suoi biografi, «a Lincoln piaceva occuparsi di raccontare storie e discutere di politica, e Berry, il suo socio, era eternamente ubbriaco» la piccola bottega fallì e Lincoln si trovò di nuovo senza impiego e, naturalmente, senza mezzi.
Intanto egli si era sposato, in una sua breve permanenza a Lexington, a Maria Todd che in poco tempo gli diede tre figli.
Si era al 1832 e Lincoln non aveva ancora nessuna via aperta innanzi a sè. Il suo pane era incerto; incerta la vita della sua famiglia, incerto egli stesso sul come risolvere il problema della esistenza. Allo scoppio della guerra fra lo Stato dell’Illinois ed una tribù di Pelli-Rosse egli si arruolò ed ebbe il grado di Capitano. Ma la campagna durò solo tre mesi, ed egli se ne tornò a casa senza avere avuto l’occasione di essere al fuoco.
Tornò a casa con l’impiego di direttore delle poste a New Salem. Ma vi durò poco, che insufficiente era lo stipendio ed abbandonò New Salem per Springfield. Qui egli si stabilì definitivamente.
Di qui comincia quella che può essere chiamata la vita politica di Lincoln.
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