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Lincoln vedeva nell’atteggiamento degli Stati del Sud l’intento schietto di dividere l’Unione, e affermava che questo nè doveva nè poteva essere.
Quando il 6 Novembre 1860 egli, nominato Presidente, pronunciò sotto tal veste, il suo primo discorso, affermò questo principio, e nel suo primo Messaggio Presidenziale del 4 Marzo 1861 lo riconfermò con parole ormai storiche.
Ma la elezione di Lincoln a Presidente degli Stati Uniti aveva precipitate le cose.
Negli Stati Uniti il Presidente eletto non prende immediatamente possesso della propria carica.
Lincoln che era stato candidato dei repubblicani nel Maggio del 1860 e nel Novembre dello stesso anno aveva battuto il candidato democratico non fu investito del potere altro che nel Marzo dell’anno successivo.
Durante questo periodo di tempo il Presidente scaduto, Buchanan, faceva ai danni della Unione gli interessi del Sud. Egli preparava la sconfitta degli abolizionisti, preparava la rovina della Unione mentre gli uomini del Sud iniziavano apertamente la rivolta.
L’ora per la patria era triste.
La flotta era nelle mani dei Sudisti. Ufficiali devoti al Sud, figli di proprietari di schiavi la comandavano ed essi ed i loro uomini erano tutti imbevuti della idea che bisognava separare dalla Unione gli Stati del Sud. Si era loro detto che separarsi dalla Unione significava avviare gli Stati del Sud a maggiore ricchezza, che rimanere nella Unione voleva dire condannarsi a certa e sordida decadenza e miseria.
Quasi tutte le fortezze della Unione erano comandate da uomini ligi agli schiavisti; le truppe che si sapevano devote alla Unione erano state disorganizzate, o acquartierate in punti ove sarebbe stato facile avere ragione di qualsiasi loro velleità di resistenza. Il tesoro era stato vuotato per riempirne le casse degli Stati del Sud. Lincoln si trovava di fronte alla rovina ed alla ribellione aperta.
Anche alla ribellione perchè gli Stati del Sud avevano dichiarato la separazione il 4 Febbraio 1861 eleggendo Jefferson Davis a Presidente ed il 18 dello stesso mese, insediandolo, avevano proclamata la creazione della Unione degli Stati confederati del Sud e in Charlston, da loro eletta capitale, avevano abbassata la bandiera dalle stelle e ve ne avevano sostituita un’altra che portava per insegna la palma.
Floyd, Ministro della Guerra nel gabinetto del Buchanan, si preparava a passare apertamente ai Sudisti, ed a comandare l’esercito dei ribelli.
Eppure Lincoln non voleva ancora giungere ai passi estremi. Chiudendo il proprio messaggio per la sua elezione a Presidente il 4 Marzo 1861 egli rivolgeva un caldo, fraterno, patriottico appello ai Sudisti. Egli diceva loro: «.... Intelligenza, patriottismo, cristianesimo, ed una salda fiducia in Lui che non ha mai abbandonata questa terra favorita, sono i soli mezzi atti ad aggiustare per il meglio le nostre difficoltà. Nelle vostre mani, miei scontenti concittadini, non nelle mie, sta la grave responsabilità della guerra civile. Il governo non vi assalirà. Non avrete conflitti altro che se sarete voi gli aggressori. Voi non avete pronunziato dinanzi al cielo un giuramento di distruggere il governo, mentre io ho fatto quello ben più solenne di conservarlo, proteggerlo e difenderlo.
«Mi duole di concludere. Non siamo nemici, ma amici. Non dobbiamo essere nemici. Per quanto la passione gli abbia tesi, essa non deve spezzare i legami del nostro affetto. Le mistiche corde della memoria, tese da ogni campo di battaglia, da ogni tomba di patriota ad ogni vivo cuore attraverso questa vostra terra, innalzeranno il coro della Unione, quando saranno toccate ancora, e lo saranno certamente, dai migliori angeli della nostra natura».
Queste parole confermarono i Sudisti nella loro idea che Lincoln era un debole e che il Nord sarebbe presto ridotto all’impotenza. Non pensavano che Lincoln sentiva che era obbligo per lui, imprescindibile obbligo, come uomo e come patriota, di esaurire tutti i mezzi di pacificazione per avere il dovere e il diritto di essere, poi, inflessibile nella repressione.
E difatti, quando Lincoln ebbe veduto che ogni invocazione alla concordia era vana, mise la causa della Giustizia nelle mani della Provvidenza ed incominciò ad agire da strenuo ed inflessibile difensore della Unione.
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