Antonio Agresti
Abramo Lincoln

11

«»

Link alle concordanze:  Normali In evidenza

I link alle concordanze si evidenziano comunque al passaggio

Di lui, della sua semplicità, del suo spirito sinceramente democratico si raccontano molti episodi che dimostrano quanto fosse nobile il suo animo che i fasti del potere e gli onori non riuscirono a mutare ad insuperbire. Un giorno ad alcuni che si meravigliavano che egli avesse restituito il saluto ad un negro, disse: «Vorreste che io, il primo cittadino della Nazione, fossi meno cortese di quel povero negro che mi ha salutato

Un altro giorno egli consolò, con buone parole, la moglie di un soldato al quale non era in suo potere dare congedo e poichè la poveretta si doleva della sua miseria, egli le fece dare del denaro sul suo proprio stipendio di Presidente che, allora, non era grande.

Un’altra volta egli udendo piangere nell’anticamera il bambino di una donna il cui marito era stato condannato a morte, la fece subito introdurre e concesse la grazia del condannato.

Scrupoloso e rigido difensore dei diritti degli Stati Uniti, respinse la proposta d’intervento venutagli dalla Francia e dall’Inghilterra; a favore della legge di Monroe, sostenne la Repubblica Messicana contro la Francia e per una seconda volta declinò, cortesemente ma fermamente, la mediazione della Francia durante la guerra di secessione perchè egli aveva compreso che quella mediazione, giovando ai sudisti, danneggiava gli interessi della Unione.

Egli aveva dato , e tutto , alla Patria. La sua vita, la sua opera dimostrava che egli era nato soltanto perchè il compito che egli fornì fosse dato da lui. Quell’uno e non altro. La sposa, i figli, la famiglia, tutto passò in seconda linea dal giorno che egli chiamò intorno a le bandiere della Unione e le fece spiegare a difesa della Repubblica. Eppure egli amava la famiglia, teneramente l’amava, ed ebbe carissimi gli amici. Non dimenticò mai, il suo epistolario ne fa fede, gli umili che gli furono compagni nelle prime aspre lotte della vita e spesso, a taluni di questi, nelle ore tragiche per la patria, dolorose per lui, confidò il travaglio del suo cuore, le angoscie della sua anima e fece sentire ad essi la fiducia immensa che era in lui per quella eterna giustizia, che, per lui, aveva nome Provvidenza.

Eppure anche messo a dura dalla propria tenerezza, egli non vacillò, non dimenticò un istante l’austero dovere.

Quando dopo la terribile battaglia di Gettysburg gli fu dato l’annunzio che suo figlio maggiore, Eduardo, era morto, egli non abbandonò il suo posto di lavoro.

Continuò a ricevere e spedire telegrammi, continuò a ricevere persone, a trattare gli affari della Unione, e soltanto la sera, rimasto solo, riaprì il proprio testamento, per aggiungervi un codicillo: «voglio essere sepolto a Springfield, dove riposa mio figlio».

Egli era nel suo modo di essere, nei suoi modi di fare, il cittadino americano tipico, l’uomo che non ha le ipocrisie e neppure i pregiudizi degli uomini delle vecchie civiltà. Figlio d’un paese giovine, d’una nazione che da poco era nata, e nata in una terra vergine, egli trovava in se stesso e nel suo animo la ragione d’essere prima e profonda dei suoi atti. Ed i suoi atti erano in armonia con le necessità del momento ed avevano in vista il rimedio a quelle necessità. Il rimedio più rapido, il rimedio immediato, ma diritto sempre.

Egli sapeva, lo ha scritto più volte nelle sue lettere, più volte lo disse nei suoi discorsi, che se nessuno avesse avuto diritto di chiedergli conto del proprio operato, c’era Uno cui egli doveva strettamente quel conto, Uno cui egli poteva nulla celare, l’Uno che regnava nella sua coscienza.

Gli era rimasto nell’anima, dai tempi giovanili quand’era barcajuolo e boscaiuolo, un profondo e tenero amore della natura e molte acute osservazioni sue erano il risultato di una grande intimità con la Natura.

Era un oratore arguto ed efficacissimo. La sua mala grazia nel gestire, la bruttezza dei suoi tratti, erano dimenticate dagli ascoltatori non appena egli aveva cominciato a parlare. Allora la parola gli scaturiva fluente dalle labbra, ornata d’immagini poetiche, ricca d’argomenti precisi, fiorita di aneddoti, di arguzie, di esempi irresistibili.

Alcuni dei suoi discorsi sono meravigliose pagine della eloquenza americana. Di quella eloquenza della quale nei paesi latini, abituati alla retorica classica fredda e misurata anche quando scaturisce spontanea dal cuore, non si ha alcuna idea.

Breve parlava e chiaro. Andava dritto al proprio soggetto con un ragionamento che aveva in del matematico e sovente diventava un poema. Tale il suo discorso al cimitero di Gettysburg, tale la sua invocazione alla concordia a Springfield, invocazione che non fu ascoltata, ma che tuttora, a grande distanza di anni, non può essere letta senza una commozione profonda. Tanto più che oggi si sa con quanta fortezza d’animo egli si preparasse alla grande tragedia mentre, per carità di patria, invocava i sudisti a non volere spezzare la Unione, a non volere ferire la patria.

 

*

 


«»

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (VA2) - Some rights reserved by EuloTech SRL - 1996-2010. Content in this page is licensed under a Creative Commons License