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Egisto Roggero L'eredità del genio Concordanze (Hapax - parole che occorrono una sola volta) |
grassetto = Testo principale Partegrigio = Testo di commento
1 Ded| libro.~ ~Genova, febbraio 1898.~ ~ ~ 2 1| tele non finite, su gli abbozzi incompleti, su gli scaffali 3 1| più che un quadro era un abbozzo, uno studio, e dei migliori. 4 1| sogni.... non è vero?~ ~E abbozzò un sorriso.~ ~Marino la 5 3| consunto dal male e da l'abbrutimento completo de l'intelligenza 6 1| Fuggi da questo tuo antro di aberrazioni. Va via, va in campagna, 7 | accanto 8 2| di protestare ma ella mi accennò di tacere e continuò:~ ~– 9 3| sua bellezza:~ ~– Ed io accetto il brindisi di Fulvio.... 10 2| fronte la giovinetta ed ella accettò il mio bacio e bagnò il 11 1| passeggiare più scuro in volto e accigliato che mai.~ ~Di fuori il cielo 12 3| nella nera, elegantissima acconciatura che ne modellava il corpo 13 1| I suoi occhi corsero accora una volta al quadro del 14 2| questa idea la mia collera si accrebbe. Dunque anche in quell'istante – 15 2| anni, e la collera per lei accumulata mi facean tremare i polsi, 16 2| Ella, allora, sempre così accurata! Subito mi vide e volse 17 1| Per liberarsene egli avea accusato una forte emicrania e il 18 1| temporale. Alcune gocciole d'acqua si sentivano risuonare sul 19 1| indegno, mostruoso.~ ~Un'acre voglia di lacerarlo lo prese.~ ~ 20 1| la busta. La lesse, molto adagio: e una breve fiamma colorì 21 1| In quel momento Moriz affacciò di nuovo la testina intelligente 22 1| ancora da lui l'opera, che lo affermasse.~ ~Ma l'opera ancora non 23 1| pensiero, ogni suo ultimo affetto sopra di lui, il suo figliuolo.~ ~ 24 1| il pallido nervoso amico affidato alla sua scienza, ambo le 25 2| somigliavan terribilmente. Quale affinità di sentimento! Ella pensava, 26 2| sbattuta dal vento, così esile, affranta, tremante, perduta – la 27 1| ultimi suoi anni, stanco, affranto, vinto.~ ~Egli – il grande 28 2| pensiero il cuore mi si agghiacciò. Perderla? Ma era adunque 29 3| vario delirio dell'orribile agonia, una delle sue più desiate 30 3| visione del povero artista agonizzante in quel momento, fe' trasalire 31 3| paurosa lo circonda. Noi lo aiutiamo: ma nascostamente.... giacchè 32 | alcuni 33 1| mandava, con il suo sommesso alenare pieno delle amiche voci 34 1| di disordine.~ ~Marino, alfine, prese il pacco di giornali 35 3| della lampada a cui manca l'alimento....~ ~Ma dal miserabile 36 1| lo studio del suo bacio allegro, fugandone per un momento 37 1| Dunque va, parti, t'allontana: e presto, presto, finchè 38 3| si mosse ed io la guardai allontanarsi.~ ~Sfolgorante e cattiva!~ ~ 39 1| gruppo degli amici che si allontanavano, parlando e ridendo forte. 40 1| la testa, si mosse e si allontanò.~ ~E i suoi passi si perdettero 41 | allor 42 | almeno 43 3| mille il corsetto! – gridò D'Alvi, il calvissimo, ne' suoi 44 1| sottil fruscìo gli fece alzare la testa.~ ~Bulzò in piedi.~ ~ 45 1| avesse avuto il tempo di alzarsi, il giovane dottore, più 46 2| avanti. Ogni tanto, ella alzava la testa, così, con un piccolo 47 2| poesia della giovinetta che ama per la prima volta. Era 48 1| io la ho amata, ma come l'aman quegli altri che ne sono 49 1| tutto da me diverso. Non amare la donna come io la ho amata, 50 2| giovinetta, che pura e ignara mi amava, preparandosi al giorno 51 1| affidato alla sua scienza, ambo le mani:~ ~– E goditi il 52 1| sommesso alenare pieno delle amiche voci ch'ei conosceva, il 53 2| piccola mano d'una bimba ammalata.... E non seppi dirle nulla: 54 1| arte, tra gli amici e gli ammiratori. Lunghi anni avea Marino 55 1| grazie – disse donna Maria – amo meglio restare così.... 56 1| di marmo che dava sulla ampia distesa che veniva a baciare 57 2| fanciulla venne. Fui io che andai ad attenderla alla piccola 58 1| suo pallido volto. Poi la andò a chiudere in uno stipo, 59 1| ripercotesse in tutti gli angoli: sui cavalletti, sulle vecchie 60 1| freddo, che vuoto, in ogni angolo; così a lui d'intorno come 61 1| forse quella irrequietezza angosciosa dalla madre sua, che non 62 1| studio.~ ~Esso tutto si animava, in que' rari e preziosi 63 3| fe' trasalire tutte quelle anime.~ ~Ma Venere si alzò, splendida 64 1| attratto per un momento il suo animo.... Ed egli ora se ne pentiva, 65 1| Di fuori il cielo si anneriva vieppiù e pareva imminente 66 2| dato da me?....~ ~Rimasi annichilito.~ ~E la mia mente cominciò 67 2| E la rividi, un anno dopo. Era malata, tanto 68 1| bella. Fuggi da questo tuo antro di aberrazioni. Va via, 69 | anzi 70 1| dai quali nella grande sua apatia, pareva non fosse riuscito 71 1| ancor chiusa e lentamente ne aperse la busta. La lesse, molto 72 3| elegantissima orgia era a l'apice della sua ebrezza.~ ~Vagolava 73 1| scagliato contro il vero od apparente cinico egoismo dei più, 74 3| Ma ecco in quel punto apparire in fondo al viale la nota 75 1| avea difeso l'idealista appassionato che sacrificava al soffio 76 1| muraglie nere.~ ~Marino, appoggiato alla balaustra, stette così 77 1| sola vegliava.~ ~Egli si appoggiò un momento alla cancellata. 78 1| perchè egli avea indugiato ad aprire la gentil lettera della 79 1| Marino, assorto, indugiava ad aprirle.~ ~ ~ ~Sul suo volto appariva 80 2| ville sempre verdi, sugli aranceti, sulle palme e sul mare 81 1| tele, sui drappi, sugli arazzi sdruciti, sulla polvere 82 1| piccola fonte che tra gli arbusti sola vegliava.~ ~Egli si 83 1| testa del Wagner di creta, arcigno e fantasioso....~ ~ ~Ma 84 1| fuoco che spinge innanzi, ardentemente, il giovine artista. In 85 1| rimproverasse.~ ~Era un soggetto ardito, bello e moderno.~ ~I lottatori 86 3| cristalli e sulle fulgide argenterie Ma splendeva sovrana negli 87 3| il busto.~ ~Un bacile d'argento fu posto ai piedi di Venere.~ ~ 88 1| convinto.~ ~Donna Maria arrossì lievemente, e sorrise.~ ~– 89 1| vecchio legno, sì caro agli artisti innamorati dell'antico, 90 1| In questo vagabondaggio artistico le sostanze lasciategli 91 Ded| A mio fratello Arturo.~ ~ ~ ~A te, più che fratel 92 1| Quattro teste: un poeta, un asceta, un filosofo socialista, 93 3| mente e nel cuore.~ ~Ella mi ascoltò in silenzio, fatta triste.~ ~– 94 2| che il pensiero orrendo mi assalse. La fanciulla avea poco 95 2| suoi gemiti, i suoi vani assalti sugli scogli e sulle rupi.~ ~ 96 3| mi comprendete?~ ~Tutti assentirono, in silenzio.~ ~Darvia si 97 1| sono felici... Tu hai già assistito al compirsi in parte della 98 1| profumato....~ ~Ma Marino, assorto, indugiava ad aprirle.~ ~ ~ ~ 99 1| dottore concluse:~ ~– Ti si attende, dunque questa sera da Caròla.~ ~ 100 1| incominciato e da tanti mesi attendente il tardo suo svogliato pennello, 101 2| venne. Fui io che andai ad attenderla alla piccola stazione, in 102 1| profumato, ed ov'ella lo attendeva.~ ~ ~ ~In quel momento Moriz 103 2| parole di collera ch'io attendevo? Il vento intorno a noi 104 1| silenziosa: all'orizzonte, attenuata in una lieve luminosità 105 3| desiderio....~ ~La bellissima attese, in silenzio.~ ~– Voi.~ ~ 106 2| sfumature di pensiero, certi atti, benanche, mi somigliavan 107 1| passionale errore dell'amico avea attratto per un momento il suo animo.... 108 2| titubante – ella già sì audace, allora, in quei giorni 109 | avanti 110 | aver 111 | avere 112 | averne 113 3| meritato il superbo nome che le avevan dato di Venere!....~ ~Io 114 3| silenzio.~ ~Darvia si gettò avidamente sul fiocco di neve che lasciò 115 | avrebbero 116 | avuta 117 2| che la fine di quell'amore avvenisse?Aveva ella dunque voluto 118 2| lo sentiva e la guardava avvicinarsi, con la testa bassa, senza 119 2| E mentre la tempesta si avvicinava vorticosa dal mare, io la 120 1| silenzio.~ ~Poi ella gli si avvicinò, gli cinse il collo con 121 3| artista?~ ~Non s'era egli avvinghiato con istrana passione, ch' 122 1| saluto al mare amico, e s'avviò verso il centro della città.~ ~ 123 2| fitte: un vivido lampo ci avvolse per un attimo.~ ~Ella ritirò 124 2| strada sul mare – che il mare bacia con tenerezza quando è lieto, 125 2| porporina, ch'io tanto avea baciata.... Ella era vestita molto 126 2| innamorata e colpevole. Io le baciavo le piccole mani piangendo 127 3| sorridendo slacciò il busto.~ ~Un bacile d'argento fu posto ai piedi 128 1| fascio di luce, che mettea bagliori di rame nella sua rossa 129 2| ella accettò il mio bacio e bagnò il mio volto di lacrime.~ ~ 130 1| non era di là.~ ~Marino balbettò poche parole, confuso, e 131 1| sole che veniva dall'aperto balcone si era dileguato. Il cielo 132 2| suo fu per me e per la sua bambina. Ci prese le mani e se le 133 2| sulle sabbie minute grandi bambine inglesi e piccoli marmocchi 134 3| quegli uomini ebri. Il sangue batteva veloce alle tempie: e Venere 135 3| leggero velo di candidissima battista.~ ~In mezzo al potente fremito 136 3| apparve candida, nelle fini battiste.~ ~ ~ ~L'oro cadeva nell' 137 3| mormorò.~ ~Era pallida: e nel bellissimo volto la tristezza era in 138 3| divina, dea di candore e di beltà, regina della giovinezza 139 | benanche 140 2| celebre strada sugli scogli – bevevamo a larghi sorsi la luce, 141 3| brindisi di Fulvio.... e bevo all'offerta delle vostre 142 2| verdi, le eleganti casine bianche, i piccoli giardini esotici 143 2| elegante folla esotica, alle bionde miss, ai pallidi figli del 144 1| Fede, questa sua grande bontà, questo suo grande amore. 145 1| irrequieto padrone! Passeggiate brevi, rapide fermate, urtando 146 3| bellezza:~ ~– Ed io accetto il brindisi di Fulvio.... e bevo all' 147 3| tutto, si alzò barcollante e brindò alla divina creatura.~ ~– 148 2| dalla febbre, còrso da' brividi del freddo, sotto le folte 149 2| alto, dal nero delle nubi, brontolava il tuono e il mare con il 150 2| desiderio de' suoi baci, brucianti ancora, folli nel ricordo 151 1| ora, lì, dinanzi al mare bruno e sussurrante nella notte 152 2| amore con lei incominciato e bruscamente incompiuto? Era ella contenta 153 1| proprio quadro.~ ~Gli parve brutto, indegno, mostruoso.~ ~Un' 154 1| le negre masse dell'aria buia.~ ~Marino ebbe con la mano 155 1| fece alzare la testa.~ ~Bulzò in piedi.~ ~Donna Maria 156 2| suo sorriso degli occhi buoni! Ma come era pallida! E 157 1| lentamente ne aperse la busta. La lesse, molto adagio: 158 3| Venere sorridendo slacciò il busto.~ ~Un bacile d'argento fu 159 1| poltroncina. I suoi occhi caddero sulla tela a lui dinanzi, 160 3| fini battiste.~ ~ ~ ~L'oro cadeva nell'argenteo bacino e Venere 161 2| stata che mia! Ripensando, calcolando, sentii il dubbio atroce 162 2| Rifeci il terribile calcolo e mi sentii dare un tuffo 163 2| del sole che empieva di calda luminosità le via della 164 3| E tra i fiori, tra i calici scintillanti, la luce e 165 1| lui, quella sera. Troppo calore avea egli messo nel difendere 166 3| corsetto! – gridò D'Alvi, il calvissimo, ne' suoi trent'anni, marchesino.~ ~ 167 3| Quando mi fermai dinanzi al cancello della villa ov'io ben sapeva 168 3| perdeva ad una ad una le candide trine che ne celavano il 169 3| che da un leggero velo di candidissima battista.~ ~In mezzo al 170 1| fasci di luce gialla nel candido chiarore delle lampade elettriche; 171 3| impudica e divina, dea di candore e di beltà, regina della 172 1| oleandri e Marino sentiva cantare nell'ombra la nota voce 173 1| nella sua rossa e crespa capigliatura di giovine fauno, il dottor 174 1| parti, fuggi, ma presto, capisci? finchè sei in tempo. Chè, 175 1| delle lunghe vie che mettono capo nella piazza. Anche la via 176 1| all'estero, in cerca di capolavori e di sensazioni di vita 177 1| la spalancò. La plumbea cappa del cielo s'era squarciata 178 2| ed io aveva gettato il cappello per sentirne sulla fronte 179 3| sino al collo.~ ~Quale capriccio?....~ ~Una trina di neve – 180 1| la cingeva tutta con le capricciose volute de' suoi svolazzi. 181 3| contrazione come sotto una viscida carezza.~ ~Non dissi altro.~ ~Ella 182 1| la gentil lettera della carissima; ecco perchè egli non sarebbe 183 1| color del vecchio legno, sì caro agli artisti innamorati 184 1| sarebbe andato, quella sera in casa di donna Maria, ov'ella 185 2| palme verdi, le eleganti casine bianche, i piccoli giardini 186 3| allontanarsi.~ ~Sfolgorante e cattiva!~ ~E rividi Dalgas, nel 187 2| preparati e le frasi ironiche e cattive che la dovevano ferire, 188 1| in tutti gli angoli: sui cavalletti, sulle vecchie tele, sui 189 1| padre e portò lo sguardo sul cavalletto, ove il suo quadro, incominciato 190 1| sentimentale: colpevole d'aver ceduto alla tenerezza, all'amore, 191 1| lacerasse l'involucro che tenea celato il foglio profumato....~ ~ 192 1| amico, e s'avviò verso il centro della città.~ ~Nelle vie 193 1| randagia all'estero, in cerca di capolavori e di sensazioni 194 2| cominciarono a cadere.~ ~Io cercai di parlare, di dire qualcosa, 195 1| bello, forte e nobile, avea cercato in un'altra passione altra 196 | certi 197 2| cuore e un gran buio nel cervello. Fui mille volte lì lì per 198 1| della cancellata i suoi cespi di oleandri e Marino sentiva 199 1| tra le braccia un grande cespo di fiori gialli.~ ~– Come 200 1| capisci? finchè sei in tempo. Chè, se ritardi.... io non rispondo 201 1| donna Maria, ov'ella lo avea chiamato con il picciol foglio profumato, 202 1| luce gialla nel candido chiarore delle lampade elettriche; 203 1| dei caffè, delle birrerie chiassose e piene di gente, mandavan 204 3| orecchi la voce de l'infelice, chiedente ancora, nel vario delirio 205 2| della felicità. Dirle tutto? Chiedere a lei lo scioglimento della 206 1| venuto, ora, sino a lui per chiedergli il conforto, e la pace, 207 1| talvolta, rabbrividendo, se lo chiedeva,~ ~Egli aveva paura dello 208 2| piccola mano guantata.~ ~Mi chiese della madre – non sapeva 209 3| una delle sue più desiate chimere, troppa lontana ormai da 210 2| empiron di lacrime ed io chinai la testa. Il vento ci sibilava 211 2| piccole mani ne' capelli e chinava su di me, genuflesso a' 212 2| marmocchi dalle svolazzanti chiome d'oro.~ ~– Come è bello 213 3| le dicessi di lui....~ ~Chissà? fors'ei sperava ancora, 214 1| pallido volto. Poi la andò a chiudere in uno stipo, ove alcune 215 1| la piccola lettera ancor chiusa e lentamente ne aperse la 216 2| io riviveva; ella con la cieca poesia della giovinetta 217 1| contro il vero od apparente cinico egoismo dei più, deridente 218 1| ella gli si avvicinò, gli cinse il collo con le braccia 219 3| via deserta e su i foschi cipressi della villa.~ ~Io avea il 220 3| la miseria più paurosa lo circonda. Noi lo aiutiamo: ma nascostamente.... 221 1| inutile tutto quanto lo circondava!~ ~Che triste resultato 222 2| sotto di noi e ci incalzava co' suoi spruzzi; alcune grosse 223 1| mortal debolezza poteva coglierlo e vincerlo, come avea còlto 224 1| ragazzo dello studio, l'avea colà recate con i giornali, le 225 3| giovinezze, quasi sfidandole colla sua bellezza:~ ~– Ed io 226 2| a giorni mia figlia, dal collegio.~ ~Io la guardai meravigliato:~ ~– 227 3| Sollevando alto il calice colmo ella esclamò, guardando 228 1| adagio: e una breve fiamma colorì il suo pallido volto. Poi 229 2| Quando la vidi sentii un gran colpo al cuore. Era lei – lei, 230 1| commessa contro la memoria e a' comandi di suo padre morente. Egli 231 1| età, a que' giorni, avea combattuto per l'Italia.~ ~Il quadro 232 1| prosegua quello che il padre ha cominciato. E tu, ragazzo mio, lotta, 233 1| debolezza, come di una mancanza commessa contro la memoria e a' comandi 234 1| stipo, ove alcune altre compagne, a quella uguale, attendevan 235 1| predilezione. Sempre così in compagnia con il padre che gli parlava 236 2| cadde. La tenerezza, la compassione, una infinita pietà mi presero... 237 1| momento? della grande mèta da compiere? Era in quella luce il sogno 238 1| Tu hai già assistito al compirsi in parte della legge fatale. 239 3| abbandono e nella miseria più completa: la duplice miseria dolorosissima 240 1| non paga di essere amata, completamente, da un uomo superiore, bello, 241 2| di questo? Si faceva ella complice del mio amore? Mi spingeva 242 1| di tedio.~ ~Questo parve comprendere a volo Moriz, l'intelligente 243 3| mille franchi..... Voi mi comprendete?~ ~Tutti assentirono, in 244 2| frementi di vita, unite. Comprendeva ella, la madre, ch'io seguitava, 245 1| E per molto tempo, comprendi bene? per molto tempo ti 246 2| guardò paurosa, indietro. Compresi che l'attimo ineffabile 247 1| porta il giovine dottore concluse:~ ~– Ti si attende, dunque 248 1| vicino nera e immota, come condensata in immense granitiche muraglie 249 2| inchinandomi - sono io che debbo condurla dalla sua mamma....~ ~Ella 250 1| una breve viuzza che lo condusse alle nuove vie costruite 251 2| la fede di nascita che mi confermò terribilmente nel mio dubbio. 252 2| Fui mille volte lì lì per confessare tutto alla giovinetta, che 253 1| aperta da Marino vi gettò, confidenzialmente, sopra lo sguardo e disse:~ ~– 254 1| Marino balbettò poche parole, confuso, e le porse da sedere.~ ~– 255 3| il suo male!~ ~– Oh, lo conosco – mormorò ella.~ ~Pensò 256 1| di idealità, di lotta, di conquista.~ ~Ma egli lavorava a stento 257 2| senza vederle il volto: constretta dal vento che ne scompigliava 258 2| di vita pe' loro polmoni consunti, noi passavamo ignari, ebbri, 259 3| miseranda visione di quel volto consunto dal male e da l'abbrutimento 260 2| noi intorno tutto rideva, contava, folgorava, Quanti anni 261 2| bruscamente incompiuto? Era ella contenta di questo? Si faceva ella 262 1| vita era vinta da questa continua oppressione di sfiducia, 263 1| decisamente il proposito – avea continuata l'arte del padre.~ ~Ma a 264 1| egli, unico erede, avea continuato pei primi anni la vita randagia 265 1| suoi viaggi a l'estero, ne' convegni d'arte, tra gli amici e 266 1| avea generato!~ ~Marino si coprì il volto con le mani.~ ~ 267 3| gioie de l'anima.~ ~Il nero corpetto la serrava feroce, sino 268 2| Io vedevo il suo misero corpicino, arso dalla febbre, còrso 269 2| Il sangue ardente che le correa nelle vene era stato adunque 270 2| piccoli giardini esotici ove correan sulle sabbie minute grandi 271 3| follìa era nella sala.~ ~Correva a fiumi lo champagne.~ ~ 272 1| rovesciando i gingilli; corrugata la fronte, gli occhi duri.~ ~ 273 3| sue trine.~ ~Nella sala corse un tremito.~ ~Ella non appariva 274 1| la vita!~ ~I suoi occhi corsero accora una volta al quadro 275 3| dea.~ ~– Altre mille il corsetto! – gridò D'Alvi, il calvissimo, 276 2| e di minaccie! Il cielo corso dalle nubi mi prometteva 277 2| corpicino, arso dalla febbre, còrso da' brividi del freddo, 278 2| atroce radicarsi nella mia coscienza. La giovinetta poteva essere 279 1| giovinezza era stato lo sfondo costante del suo essere interiore.~ ~ 280 1| condusse alle nuove vie costruite sulla marina: prese per 281 | coteste 282 1| era stato fidente, avea creduto, avea amato, Ed era stato 283 1| di rame nella sua rossa e crespa capigliatura di giovine 284 3| rifrangeva sprizzante sui cristalli e sulle fulgide argenterie 285 3| bacio, avea dato l'ultimo crollo a quella barcollante rovina 286 2| in quel momento, i nostri cuori?~ ~I suoi poveri occhi s' 287 1| Così, a lui dinanzi, più cupe ed immote parean le negre 288 1| ardente tagliava il cielo cupo. E il soldato intirizzito 289 1| svolazzi. Da molto tempo, dacchè Moriz, il ragazzo dello 290 2| terribile calcolo e mi sentii dare un tuffo al sangue. Sedici 291 1| giovinetti.~ ~Egli aveva data la prima pennellata sulla 292 1| alla balaustra di marmo che dava sulla ampia distesa che 293 2| inchinandomi - sono io che debbo condurla dalla sua mamma....~ ~ 294 1| certo senz'averne formato decisamente il proposito – avea continuata 295 Ded| malinconie di pensiero, dedico io ora questo mio novo libro.~ ~ 296 3| chiedente ancora, nel vario delirio dell'orribile agonia, una 297 1| cinico egoismo dei più, deridente ogni idealità, facendo meravigliare 298 1| negozi ormai tutti chiusi; deserte e silenziose.~ ~Vagò così, 299 3| agonia, una delle sue più desiate chimere, troppa lontana 300 3| non chiama, non vuole, non desidera che voi.~ ~Ella mormorò.~ ~– 301 1| tratto.~ ~Una voce lontana, desolata e terribile nella sua infinita 302 1| nel san-gue. Ricorda che è destino che il figlio prosegua quello 303 2| Ella mi sorrise e mi dette la piccola mano guantata.~ ~ 304 1| chiama per questa sera. Si dice mirabilia di ciò ch'essa 305 3| che le parlassi, che le dicessi di lui....~ ~Chissà? fors' 306 1| calore avea egli messo nel difendere l'amico, vittima della sua 307 1| solo contro tutti, preso le difese del passionale errore dell' 308 1| amico. Si era scaldato, avea difeso l'idealista appassionato 309 1| dall'aperto balcone si era dileguato. Il cielo era tornato color 310 2| non avrebbe dovuto mai più dimenticare! E lo sdegno risòrto, dopo 311 3| continuò:~ ~– Ma io non dimentico chi muore per me....~ ~E 312 1| deciso a prendere stabile dimora nella nativa sua città.~ ~ 313 2| sentimento! Ella pensava, direi quasi, con la mia mente. 314 1| melodrammi.... sta bene.~ ~E si diresse alla grande vetrata e la 315 1| un pennello in mano.~ ~E dirigendosi verso la porta il giovine 316 2| poteva io farlo? ne aveva il diritto? Ahimè, tutto il mio essere 317 2| di scuro, da fanciulla: e discese svelta, nel sole; ed io, 318 1| davanti a lui, ne l'ombra discreta che lo proteggeva. Il breve 319 1| bisogno d'esser solo. La discussione di poc'anzi lo avea irritato 320 2| era pallida! E smunta, e disfatta e sfinita!.... Io vedevo 321 1| pieno di nervosità e di disordine.~ ~Marino, alfine, prese 322 3| giovinezza struggentesi nella dissoluzione?~ ~E non era stata lei, 323 1| marmo che dava sulla ampia distesa che veniva a baciare la 324 1| silenziosa, risonava ancora, più distinta, più insistente, più viva 325 1| missive attendevan le nervose dita di Marino che ne lacerasse 326 2| preghiera, Alberto....~ ~– Dite, cara,.... – mormorai.~ ~– 327 1| imitarmi: sii in tutto da me diverso. Non amare la donna come 328 Ded| amico, che tanto hai con me diviso malìe di arte e malinconie 329 1| donna che tanto ha fatto dolorare il mio cuore, come la madre 330 1| gettato una nuova andata di dolore nel vecchio cuore, ferito 331 1| celebre pittore, dopo i suoi dolori, aveva finito per istancarsi 332 3| ormai alla tomba....~ ~Alla dolorosa rievocazione dell'infelice 333 3| completa: la duplice miseria dolorosissima per l'artista e per l'uomo: 334 2| vedeva fuggire l'attimo doloroso e ineffabile. Che cosa dissi? 335 3| ovunque. Scendeva radiosa dai doppieri sulla mensa piena di fiori, 336 1| quelle cose da tanto tempo dormenti inoperose.~ ~E Marino teneva 337 2| ironiche e cattive che la dovevano ferire, che l'avrebbero 338 2| soffrire, che non avrebbe dovuto mai più dimenticare! E lo 339 1| sulle vecchie tele, sui drappi, sugli arazzi sdruciti, 340 1| sua poltrona, lo guardava dubbioso, il dottor Fausti, prendendogli 341 3| miseria più completa: la duplice miseria dolorosissima per 342 1| ed i suoi occhi avean la dura espressione de' neri giorni 343 1| corrugata la fronte, gli occhi duri.~ ~Qualche volta, un tempo – 344 | Ebbene 345 | ebbero 346 2| consunti, noi passavamo ignari, ebbri, presi dal nostro sogno. 347 3| chiamava piangente, come un ebete fanciullo.~ ~ ~ ~La elegantissima 348 3| padrone di tutti quegli uomini ebri. Il sangue batteva veloce 349 3| da lui! una cosa troppo eccelsa ormai pel suo miserabile 350 1| silenziose il suo passo echeggiava sonoro. A un tratto si fermò. 351 1| avrebbe, per lui, avuto effetto. Questo egli, malinconicamente, 352 1| vero od apparente cinico egoismo dei più, deridente ogni 353 1| di arte, la donna da lui eletta – la madre di Marino – lo 354 | ell' 355 1| avea accusato una forte emicrania e il vivo bisogno di ritirarsi. 356 2| I suoi poveri occhi s'empiron di lacrime ed io chinai 357 2| cominciò a perdersi nel triste enimma. La madre dunque non avea 358 2| ricordava che lo schianto enorme alla prima rivelazione! 359 1| Perdonatemi – disse ella – sono entrata, così, quasi di nascosto.... 360 2| fuggito da lei. E in quell'epoca ella non era stata che mia! 361 | Eppur 362 1| sua faccia di fanciullone equilibrato e ricco di sangue, irruppe 363 1| Morto il padre egli, unico erede, avea continuato pei primi 364 2| iscorsi, in quell'istante, che errare il sorriso, il suo sorriso 365 1| moda. L'altra, piccola, esalava un sottile olezzo di viola. 366 2| piccola mano! come scarna, esangue e fredda! la piccola mano 367 2| le sue labbra tremavano, esangui. Anch'ella in collera? Oh! 368 3| domandò.~ ~– Povero Dalgas! – esclamai – è finito, questa volta.... 369 3| alto il calice colmo ella esclamò, guardando sorridente e 370 2| sbattuta dal vento, così esile, affranta, tremante, perduta – 371 2| mezzo alla elegante folla esotica, alle bionde miss, ai pallidi 372 2| bianche, i piccoli giardini esotici ove correan sulle sabbie 373 1| suoi occhi avean la dura espressione de' neri giorni di spossatezza 374 | esser 375 | essersi 376 | essi 377 | Esso 378 3| proprio ridotto così agli estremi?~ ~– Oh, se vedeste!... 379 1| suo malgrado da momenti di estro e d'ispirazione, dai quali 380 1| lodato con generosità, esuberantemente, anche. Ma tutti attendevan 381 1| tutti gli altri della sua età, a que' giorni, avea combattuto 382 3| sapeva ch'ella, la bellissima etéra nostra amica, dovea passare, 383 1| rubicondo nell'imberbe sua faccia di fanciullone equilibrato 384 2| collera per lei accumulata mi facean tremare i polsi, mentre 385 | facendo 386 2| gridato:~ ~– Amala, amala, falla tua; perchè nessuna più 387 3| ch'avea del senile e del fanciullesco, a quell'ultimo amore?....~ ~ 388 1| nell'imberbe sua faccia di fanciullone equilibrato e ricco di sangue, 389 1| Wagner di creta, arcigno e fantasioso....~ ~ ~Ma come Marino era 390 | fare 391 | farlo 392 1| piene di gente, mandavan fasci di luce gialla nel candido 393 3| baci, della giovinezza, il fascino del fiore che passa, la 394 1| Ritto in mezzo al grande fascio di luce, che mettea bagliori 395 1| nella Fede e nel cuore s'era fatalmente ed inesorabilmente trasfusa 396 | Fatemi 397 1| capigliatura di giovine fauno, il dottor Fausti disse 398 3| agonizzante in quel momento, fe' trasalire tutte quelle anime.~ ~ 399 Ded| mio novo libro.~ ~Genova, febbraio 1898.~ ~ ~ 400 2| subito la riconobbi, me le feci innanzi.~ ~– Signorina – 401 1| figlio, a l'unico rimasto fedele al vecchio artista infelice!~ ~– 402 1| quegli altri che ne sono felici... Tu hai già assistito 403 2| lei tanto desiato della felicità. Dirle tutto? Chiedere a 404 2| cattive che la dovevano ferire, che l'avrebbero fatta soffrire, 405 2| per dirmi, qualcosa per ferirmi! Io lo sentiva e la guardava 406 3| Venere.~ ~ ~ ~Quando mi fermai dinanzi al cancello della 407 3| mi scorse subito e fece fermare.~ ~Era più fulgente che 408 1| Passeggiate brevi, rapide fermate, urtando i mobili, rovesciando 409 3| nero corpetto la serrava feroce, sino al collo.~ ~Quale 410 3| questa sera alla nostra festa.... ho un'idea.~ ~– Un'idea 411 1| molto adagio: e una breve fiamma colorì il suo pallido volto. 412 1| prese per un lungo viale fiancheggiato da grandi alberi, immoti 413 2| quella ch'io ora avea ai miei fianchi.... non era dunque lei, 414 2| bionde miss, ai pallidi figli del nord che imploravan 415 3| magnifica e sfolgorante figura, impudica e divina, dea 416 1| d'intorno dormiva. E la figuretta della dolcissima amica si 417 1| un poeta, un asceta, un filosofo socialista, un soldato.~ ~ 418 1| e la luce che giallastra filtrava tra i vetri e le tende, 419 3| Ella apparve candida, nelle fini battiste.~ ~ ~ ~L'oro cadeva 420 2| misfatto?.... ~ ~E fu così che finì per sempre, ineluttabilmente, 421 1| era bella, intelligente, finissima.~ ~Egli avea sentito vibrare 422 1| di tedio sulle tele non finite, su gli abbozzi incompleti, 423 3| giovinezza, il fascino del fiore che passa, la voluttà dell' 424 1| dolorosamente.~ ~Donna Maria lo fisò e lasciò cadere i fiori 425 1| alquanto, indeciso, indi fissò la sua mèta: sarebbe andato 426 2| cominciarono a cadere più fitte: un vivido lampo ci avvolse 427 3| nella sala.~ ~Correva a fiumi lo champagne.~ ~E tra i 428 2| tenerezza quando è lieto, che flagella furiosamente quando è in 429 1| il sereno dottore dalla florida giovinezza vibrante di salute 430 2| intorno tutto rideva, contava, folgorava, Quanti anni erano passati! 431 2| In mezzo alla elegante folla esotica, alle bionde miss, 432 3| tutte quelle giovinezze folleggianti per lei.~ ~– Toglietevi 433 2| baci, brucianti ancora, folli nel ricordo antico, sulle 434 3| sapienti e divine.~ ~E la follìa era nella sala.~ ~Correva 435 2| brividi del freddo, sotto le folte pelliccie che la celavano 436 1| nota voce della piccola fonte che tra gli arbusti sola 437 3| creatura – regina della forma e del senso – che con l' 438 1| malgrado – certo senz'averne formato decisamente il proposito – 439 3| che ne modellava il corpo formoso.~ ~– Ebbene? – domandò.~ ~– 440 3| dicessi di lui....~ ~Chissà? fors'ei sperava ancora, nella 441 1| lotta con tutte le tue forze per non essere vinto com' 442 3| signoril via deserta e su i foschi cipressi della villa.~ ~ 443 1| grande sua apatia, pareva non fosse riuscito a liberarsi ancora 444 1| Veniva a lui con la sottil fragranza del mare un senso di freschezza 445 3| A voi, Darvia, mille franchi..... Voi mi comprendete?~ ~ 446 3| breve silenzio seguì la frase di Fulvio.~ ~Ne' fumi dello 447 2| tanto tempo preparati e le frasi ironiche e cattive che la 448 Ded| Arturo.~ ~ ~ ~A te, più che fratel mio amico, che tanto hai 449 Ded| A mio fratello Arturo.~ ~ ~ ~A te, più 450 2| morte?.... ~ ~La mia mente fremette nell'atroce pensiero per 451 2| e triste, quel mare, ne' fremiti delle sue ondate piene di 452 3| battista.~ ~In mezzo al potente fremito sensuale ella tolse anche 453 1| fragranza del mare un senso di freschezza e di riposo infinito. La 454 2| alla via. Veniva. Veniva in fretta, raccolta, la testa bassa, 455 1| caso, respirando l'aria frizzante della pura notte invernale, 456 1| infelice.~ ~ ~ ~Un sottil fruscìo gli fece alzare la testa.~ ~ 457 1| studio del suo bacio allegro, fugandone per un momento con i suoi 458 1| avea abbandonato. Essa era fuggita con un amante volgare.~ ~ 459 2| qualche mese dopo ch'io ero fuggito da lei. E in quell'epoca 460 3| fece fermare.~ ~Era più fulgente che mai nella nera, elegantissima 461 3| sprizzante sui cristalli e sulle fulgide argenterie Ma splendeva 462 1| de' giorni grigi, Marino fumava nervosamente.~ ~E grigio 463 3| la frase di Fulvio.~ ~Ne' fumi dello champagne la visione 464 3| brezza passò sulla mensa alle funebri parole dell'ebbro poeta.~ ~ 465 2| quando è lieto, che flagella furiosamente quando è in collera. E come 466 2| orecchio e il mare vieppiù furioso mi spruzzava le sue gocciole 467 | Furon 468 | furono 469 2| dei miei trent'otto anni gagliardi e con la fede de' miei venti 470 1| e preziosi momenti, e la gaiezza che venia da gli occhi dell' 471 3| Dalgas, il pittore!~ ~Come un gelido soffio di brezza passò sulla 472 2| voce del mare mi sembrò gemesse: – Grazie, grazie....~ ~ 473 2| gli rispondeva: con i suoi gemiti, i suoi vani assalti sugli 474 1| amante e fidente, lo avea generato!~ ~Marino si coprì il volto 475 1| era piaciuto, lodato con generosità, esuberantemente, anche. 476 Ded| questo mio novo libro.~ ~Genova, febbraio 1898.~ ~ ~ 477 1| birrerie chiassose e piene di gente, mandavan fasci di luce 478 1| avea indugiato ad aprire la gentil lettera della carissima; 479 2| capelli e chinava su di me, genuflesso a' suoi piedi, la piccola 480 1| giovinetto, all'estero: in Germania in ispecial modo, per la 481 1| nelle sue tele, in ogni suo gesto, questa sua grande Fede, 482 1| donna Maria, era venuta a gettare un sottil sogno di dolcezza 483 3| aiutiamo: ma nascostamente.... giacchè è superbo, ancora, malgrado 484 3| ormai pel suo miserabile giaciglio...~ ~Ed io ero lì, adesso, 485 1| mandavan fasci di luce gialla nel candido chiarore delle 486 1| di fuori: e la luce che giallastra filtrava tra i vetri e le 487 1| un grande cespo di fiori gialli.~ ~– Come siete bella, – 488 2| casine bianche, i piccoli giardini esotici ove correan sulle 489 1| lo proteggeva. Il breve giardino mettea fuori della cancellata 490 3| ch'avean il nitore del giglio e la suprema sensualità 491 1| i mobili, rovesciando i gingilli; corrugata la fronte, gli 492 3| supremo del senso sulle fredde gioie de l'anima.~ ~Il nero corpetto 493 3| all'offerta delle vostre giovani vite!...~ ~E vuotò il calice~ ~ 494 3| con mistero.~ ~Fulvio, il giovanissimo celebre poeta, ebbro del 495 1| ne l'anima con gli anni giovinetti.~ ~Egli aveva data la prima 496 1| avea Marino trascorso così, giovinetto, all'estero: in Germania 497 1| amico e sussurrante,.~ ~Come giunse alla balaustra di marmo 498 1| sopra alcuni giornali allor giunti. Una bianca, larga, dalla 499 1| non veniva.~ ~ ~ ~Era così giunto ai trenta anni.... Ed egli 500 1| aperte, in ricordo del nome glorioso che portava in arte. Qualche 501 2| c'incitava ad uscire, a godere del sole che empieva di 502 1| scienza, ambo le mani:~ ~– E goditi il sole, l'aria pura, la 503 2| imminente mi faceva groppo in gola. Forse, fra poco, l'avrei 504 2| vivida d'incarnato, s'una gota, un poco in alto: e la rividi, 505 2| spariva, così piccola e gracile, così sfinita, nella grande 506 1| come condensata in immense granitiche muraglie nere.~ ~Marino, 507 3| suprema sensualità della greca iddia della quale ella recava 508 2| quella fanciulla mi avea gridato:~ ~– Amala, amala, falla 509 3| Altre mille il corsetto! – gridò D'Alvi, il calvissimo, ne' 510 1| sua poltroncina de' giorni grigi, Marino fumava nervosamente.~ ~ 511 1| momento con i suoi guizzi il grigiore ed il tedio che sin'allora 512 2| rimbrotto imminente mi faceva groppo in gola. Forse, fra poco, 513 2| mi dette la piccola mano guantata.~ ~Mi chiese della madre – 514 1| vinto il padre....~ ~Doveva guardarsi.~ ~ ~ ~Marino si alzò.~ ~ 515 1| per un momento con i suoi guizzi il grigiore ed il tedio 516 | hanno 517 3| suprema sensualità della greca iddia della quale ella recava 518 1| nel sole, come un giovane iddio, luminoso, il sereno dottore 519 2| alla giovinetta, che pura e ignara mi amava, preparandosi al 520 2| consunti, noi passavamo ignari, ebbri, presi dal nostro 521 1| le vie secondarie, meno illuminate, senza caffè nè birrerie, 522 1| del solito rubicondo nell'imberbe sua faccia di fanciullone 523 1| ti lascio in eredità. Non imitarmi: sii in tutto da me diverso. 524 3| sala non era più che una immensa ondata di ardore, di febbre 525 1| immota, come condensata in immense granitiche muraglie nere.~ ~ 526 3| cielo era molto grigio ed un immenso tedio parea scendere da 527 1| stelle; più vicino nera e immota, come condensata in immense 528 1| lui dinanzi, più cupe ed immote parean le negre masse dell' 529 1| fiancheggiato da grandi alberi, immoti e solenni, ora, nella quietissima 530 1| ancora un istante così, solo, immoto, nella piazza, deserta per 531 2| pallidi figli del nord che imploravan dalla vivida brezza del 532 3| collo quelle trine, almeno – implorò supplicante Darvia, il ricchissimo 533 3| voi.~ ~Ella mormorò.~ ~– È impossibile.~ ~– Vuole vedervi.... L' 534 1| sarebbe ineluttabilmente imposta alla sua.~ ~Ed egli l'avrebbe 535 2| così, con un piccolo scatto improvviso, guardando in alto. Quando 536 3| magnifica e sfolgorante figura, impudica e divina, dea di candore 537 1| eran poi seguite da grandi impulsi di lavoro: ed allora il 538 2| rombava sotto di noi e ci incalzava co' suoi spruzzi; alcune 539 1| suo malgrado, dal grande incanto dell'ora, del momento, dalla 540 1| un lato era un soldato, incappottato, in sentinella. Il cielo 541 2| ombra rosea, più vivida d'incarnato, s'una gota, un poco in 542 2| il mare con il suo urlo incessante gli rispondeva: con i suoi 543 2| Signorina – le dissi inchinandomi - sono io che debbo condurla 544 3| terribile male che lo tenea ora inchiodato nel letto, senza mòto, senza 545 2| incominciato e bruscamente incompiuto? Era ella contenta di questo? 546 1| non finite, su gli abbozzi incompleti, su gli scaffali polverosi, 547 1| lo avean sempre spinto, incoraggiato: le mostre di pittura gli 548 3| sempre, pauroso fanciullo incosciente, la creatura bella, la potente 549 1| anch'ella come la madre, incurante, avea gettato una nuova 550 2| essere dunque mia figlia. Indagai, studiai. Mi procurai la 551 1| Vagò così, alquanto, indeciso, indi fissò la sua mèta: 552 1| quadro.~ ~Gli parve brutto, indegno, mostruoso.~ ~Un'acre voglia 553 | indi 554 1| scrittura alla moda e la posò, indifferentissimo, aperta sul mobile. Aprì 555 1| fatta di mille piccole luci indistinte, forse dal luccicar misterioso 556 2| cielo sulla bianca cittadina indolente! Ella morì serena: il sole 557 1| Ecco perchè egli avea indugiato ad aprire la gentil lettera 558 1| Ma Marino, assorto, indugiava ad aprirle.~ ~ ~ ~Sul suo 559 1| cuore s'era fatalmente ed inesorabilmente trasfusa ne l'anima con 560 2| tutto sapeva per un mistero inesplicabile, così vicina alla morte, 561 1| Veniva dalla sua infanzia, forse: da' primi suoi anni.... 562 1| poc'anzi lo avea irritato e infastidito. Per liberarsene egli avea 563 2| quelle grandi poltrone d'infermo, ahimè! così note nei nostri 564 2| riveduta: piagato, offeso, infranto nella parte più intensa 565 2| sabbie minute grandi bambine inglesi e piccoli marmocchi dalle 566 2| lontana! Bionda, rosea, innamorata e colpevole. Io le baciavo 567 1| legno, sì caro agli artisti innamorati dell'antico, erano due buste, 568 3| il ricchissimo banchiere, innamorato della dea da tanto tempo.~ ~ 569 1| un raggio di sole venne a innondare lo studio del suo bacio 570 1| Poi lentamente si mosse: inoltrò a caso, prese per una delle 571 1| da tanto tempo dormenti inoperose.~ ~E Marino teneva gli occhi 572 1| ancora, più distinta, più insistente, più viva alla sua memoria 573 2| del suo amore! le notti insonni sognando il profumo de' 574 1| venia da gli occhi dell'instabile padrone, parea irradiasse 575 3| moriva povero, stremato, instupidito.~ ~Era ancor ne' miei occhi 576 | intanto 577 2| cittadina e di sfolgorii il mare intensamente azzurro. E noi uscivamo, 578 2| invernale di sole. Come era intenso quel giorno l'azzurro del 579 1| un bel pezzo, gli occhi intenti sul mare antico: poi si 580 1| costante del suo essere interiore.~ ~Veniva forse quella irrequietezza 581 1| cielo cupo. E il soldato intirizzito teneva fissi gli occhi su 582 2| degli uomini e aveva solo intuita la grande voce della Natura 583 | invece 584 2| primaverile, del profumato inverno ligure.~ ~ ~ ~Fu in quel 585 3| Ella non appariva più oltre involta che da un leggero velo di 586 1| Marino che ne lacerasse l'involucro che tenea celato il foglio 587 2| preparai la parola triste e ironica di saluto. Ma ohimè! non 588 2| tempo preparati e le frasi ironiche e cattive che la dovevano 589 1| instabile padrone, parea irradiasse e si ripercotesse in tutti 590 1| interiore.~ ~Veniva forse quella irrequietezza angosciosa dalla madre sua, 591 1| coteste passeggiate del suo irrequieto padrone! Passeggiate brevi, 592 1| discussione di poc'anzi lo avea irritato e infastidito. Per liberarsene 593 1| equilibrato e ricco di sangue, irruppe nello studio e gli si piantò 594 2| sue labbra tremanti io non iscorsi, in quell'istante, che errare 595 1| all'estero: in Germania in ispecial modo, per la quale il padre 596 1| da momenti di estro e d'ispirazione, dai quali nella grande 597 1| dolori, aveva finito per istancarsi della sua arte. E non aveva 598 1| istinto malvagio e dalla istessa colpa è stata trascinata.... 599 1| sviluppato precocemente. Istintivamente nello studio del padre aveva 600 1| come la madre ha sentito l'istinto malvagio e dalla istessa 601 3| era egli avvinghiato con istrana passione, ch'avea del senile 602 1| giorni, avea combattuto per l'Italia.~ ~Il quadro avea come titolo 603 1| mostruoso.~ ~Un'acre voglia di lacerarlo lo prese.~ ~Com'era inutile 604 1| nervose dita di Marino che ne lacerasse l'involucro che tenea celato 605 3| Eppur non ha che uni lamento.... non ha che un desiderio....~ ~ 606 3| volgarissima morte della lampada a cui manca l'alimento....~ ~ 607 3| amico, che pur avea avuto lampi di giovinezza e vigoria 608 2| cadere più fitte: un vivido lampo ci avvolse per un attimo.~ ~ 609 1| allor giunti. Una bianca, larga, dalla grande scrittura 610 1| sotto di lui, Marino respirò largamente. Il mare, il suo amico mare, 611 2| sugli scogli – bevevamo a larghi sorsi la luce, la vita e 612 1| silenziosamente e scomparve, lasciando tranquillo e solo il padrone 613 2| Non dire nulla, a lei? lasciarla così nell'illusione? Ma 614 1| cosa.~ ~S'egli l'avesse lasciata penetrare nel suo cuore, 615 1| vagabondaggio artistico le sostanze lasciategli dal padre s'eran sensibilmente 616 1| fatal debolezza ch'io ti lascio in eredità. Non imitarmi: 617 2| che sempre era rimasto, latente e fatale nel mio sangue, 618 2| mezzo, io e la giovinetta ai lati, Spesso le nostre mani si 619 1| quale, molto a sbalzi, stava lavorando, tornò a passeggiare più 620 1| aveva amato, così ei si era legato ad una donna, così era stato 621 3| oltre involta che da un leggero velo di candidissima battista.~ ~ 622 2| stata superiore alle misere leggi degli uomini e aveva solo 623 1| venerando color del vecchio legno, sì caro agli artisti innamorati 624 1| attendevan la profumata letterina elegante.~ ~E si alzò e 625 3| E rividi Dalgas, nel suo lettuccio miserabile, che la chiamava 626 | li 627 1| irritato e infastidito. Per liberarsene egli avea accusato una forte 628 1| pareva non fosse riuscito a liberarsi ancora del tutto. Però nulla 629 Ded| dedico io ora questo mio novo libro.~ ~Genova, febbraio 1898.~ ~ ~ 630 2| bacia con tenerezza quando è lieto, che flagella furiosamente 631 1| convinto.~ ~Donna Maria arrossì lievemente, e sorrise.~ ~– Fatemi il 632 2| primaverile, del profumato inverno ligure.~ ~ ~ ~Fu in quel giorno, 633 1| breve lavoro era piaciuto, lodato con generosità, esuberantemente, 634 2| suoi baci..... Ed ora? come lontani quei giorni! Come tutto 635 | loro 636 1| ardito, bello e moderno.~ ~I lottatori dell'Idea. Quattro teste: 637 1| luci indistinte, forse dal luccicar misterioso delle onde al 638 1| sentivano risuonare sul lucernale dello studio.~ ~Marino prese 639 1| gli occhi per un momento lucevano.~ ~Oh come, allora, parea 640 1| luminosità fatta di mille piccole luci indistinte, forse dal luccicar 641 1| ancora aperto rifulgeva nei lucidi vetri e nelle vernici.~ ~ 642 1| caso, prese per una delle lunghe vie che mettono capo nella 643 1| amici e gli ammiratori. Lunghi anni avea Marino trascorso 644 2| giorno, nè l'ora, nè il luogo: ma pure io avea rivissuto 645 3| creatura bella, la potente maestra di bellezza e di voluttà, 646 Ded| tanto hai con me diviso malìe di arte e malinconie di 647 2| collera. E come era livido, maligno e triste, quel mare, ne' 648 1| avuto effetto. Questo egli, malinconicamente, avea fatto scopo della 649 Ded| me diviso malìe di arte e malinconie di pensiero, dedico io ora 650 1| madre ha sentito l'istinto malvagio e dalla istessa colpa è 651 2| debbo condurla dalla sua mamma....~ ~Ella mi sorrise e 652 3| morte della lampada a cui manca l'alimento....~ ~Ma dal 653 3| più profonda miseria.... mancante di tutto.... Eppur non ha 654 1| una debolezza, come di una mancanza commessa contro la memoria 655 3| disse:~ ~– Sentite.... non mancate questa sera alla nostra 656 1| Povero padre suo! Avea mancato a lui, quella sera. Troppo 657 1| arte del padre.~ ~Ma a lui mancava l'entusiasmo, il sacro fuoco 658 1| purissima, infinito, gli mandava, con il suo sommesso alenare 659 1| chiassose e piene di gente, mandavan fasci di luce gialla nel 660 3| calvissimo, ne' suoi trent'anni, marchesino.~ ~Venere sorridendo slacciò 661 1| nuove vie costruite sulla marina: prese per un lungo viale 662 2| bambine inglesi e piccoli marmocchi dalle svolazzanti chiome 663 1| ed immote parean le negre masse dell'aria buia.~ ~Marino 664 3| quella inesorabile de' mezzi materiali....~ ~Dalgas, il pittore, 665 2| insieme, dopo una triste mattinata passata con lei, nella sua 666 1| nervosamente.~ ~E grigio quel mattino era il cielo, di fuori: 667 1| disse donna Maria – amo meglio restare così.... in piedi.... 668 1| Marino.~ ~– Come nei vecchi melodrammi.... sta bene.~ ~E si diresse 669 | meno 670 1| sdruciti, sulla polvere delle mensole. Essa andava a mettere persino 671 1| deridente ogni idealità, facendo meravigliare del suo fuoco gli stessi 672 2| collegio.~ ~Io la guardai meravigliato:~ ~– Avete una figlia, voi?~ ~ 673 3| era stata lei, forse, la meravigliosa creatura – regina della 674 1| il collo con le braccia meravigliose, posò la splendida testa 675 3| Come era bella!~ ~Come era meritato il superbo nome che le avevan 676 2| era nata adunque qualche mese dopo ch'io ero fuggito da 677 1| incominciato e da tanti mesi attendente il tardo suo 678 1| intelligente ragazzo, poichè messa appena, di tra la portiera, 679 1| Troppo calore avea egli messo nel difendere l'amico, vittima 680 1| delle mensole. Essa andava a mettere persino un sorriso sulla 681 1| vetri e le tende, parea mettesse il suo velo di tedio sulle 682 1| Va via, va in campagna, mettiti in salvo, finchè ne sei 683 1| una delle lunghe vie che mettono capo nella piazza. Anche 684 1| Questa sera, dopo la mezzanotte – disse ancora Marino.~ ~– 685 3| e quella inesorabile de' mezzi materiali....~ ~Dalgas, 686 | mie 687 1| abbozzo, uno studio, e dei migliori. Un ricordo dei giorni quando, 688 2| ondate piene di spuma e di minaccie! Il cielo corso dalle nubi 689 2| ove correan sulle sabbie minute grandi bambine inglesi e 690 1| per questa sera. Si dice mirabilia di ciò ch'essa ci prepara. 691 1| figliuolo, rinnovato il miserando caso del padre?~ ~Non aveva 692 2| era stata superiore alle misere leggi degli uomini e aveva 693 2| sfinita!.... Io vedevo il suo misero corpicino, arso dalla febbre, 694 2| ribellava adunque a l'atroce misfatto?.... ~ ~E fu così che finì 695 2| folla esotica, alle bionde miss, ai pallidi figli del nord 696 1| giornali, le due eleganti missive attendevan le nervose dita 697 1| indistinte, forse dal luccicar misterioso delle onde al lontano barlume 698 1| rapide fermate, urtando i mobili, rovesciando i gingilli; 699 3| elegantissima acconciatura che ne modellava il corpo formoso.~ ~– Ebbene? – 700 1| e rifulgere tutto il suo modernissimo sogno di idealità, di lotta, 701 1| soggetto ardito, bello e moderno.~ ~I lottatori dell'Idea. 702 1| in Germania in ispecial modo, per la quale il padre sembrava 703 | molte 704 3| della voluttà, signora del mondo....~ ~Ai suoi piedi era 705 1| infelice vecchio risuonava monotona e inesorabile all'orecchio 706 2| Dite, cara,.... – mormorai.~ ~– Io la affido a voi. 707 1| ove l'errore fatale, la mortal debolezza poteva coglierlo 708 1| avea ancora fatto nulla.~ ~Morto il padre egli, unico erede, 709 2| pochi passi da me. Ma non mi mossi. Quando mi fu dinanzi si 710 1| spinto, incoraggiato: le mostre di pittura gli eran tutte 711 1| Gli parve brutto, indegno, mostruoso.~ ~Un'acre voglia di lacerarlo 712 3| inchiodato nel letto, senza mòto, senza piú forza d'uomo. 713 1| condensata in immense granitiche muraglie nere.~ ~Marino, appoggiato 714 2| pallida!.... Come ell'era mutata! Come scarno il dolce viso 715 2| no, quelli no, non eran mutati! I dolci occhi, i cari, 716 2| quei giorni! Come tutto era mutato! Quanti anni eran passati!....~ ~ 717 2| Mi procurai la fede di nascita che mi confermò terribilmente 718 3| circonda. Noi lo aiutiamo: ma nascostamente.... giacchè è superbo, ancora, 719 1| entrata, così, quasi di nascosto.... il vostro ragazzo non 720 1| prendere stabile dimora nella nativa sua città.~ ~Lavorava a 721 2| intuita la grande voce della Natura che sin dal primo giorno 722 1| senza caffè nè birrerie, dai negozi ormai tutti chiusi; deserte 723 1| lampade elettriche; qualche negozio ancora aperto rifulgeva 724 1| cupe ed immote parean le negre masse dell'aria buia.~ ~ 725 1| immense granitiche muraglie nere.~ ~Marino, appoggiato alla 726 1| la dura espressione de' neri giorni di spossatezza e 727 2| La tempesta.~ ~ ~ ~A Nervi. La strada sul mare – che 728 1| giorni grigi, Marino fumava nervosamente.~ ~E grigio quel mattino 729 1| eleganti missive attendevan le nervose dita di Marino che ne lacerasse 730 1| nel grande studio pieno di nervosità e di disordine.~ ~Marino, 731 1| protendendo verso il pallido nervoso amico affidato alla sua 732 | nessuna 733 3| braccia perfette, ch'avean il nitore del giglio e la suprema 734 1| superiore, bello, forte e nobile, avea cercato in un'altra 735 1| picciol mobile rotondo di noce bruna, il venerando color 736 1| giornali, ma li ripose subito noiato.~ ~Riprese allora la piccola 737 2| miss, ai pallidi figli del nord che imploravan dalla vivida 738 2| poltrone d'infermo, ahimè! così note nei nostri paesi del sole 739 1| del tutto. Però nulla di notevole avea egli prodotto sinora.~ ~ 740 1| tratto si fermò. Un piccolo noto villino dormiva quetamente, 741 2| la luce del suo amore! le notti insonni sognando il profumo 742 Ded| dedico io ora questo mio novo libro.~ ~Genova, febbraio 743 3| nero.~ ~Le braccia avea nude.~ ~Divine braccia perfette, 744 3| fiocco di neve che lasciò nudo il collo perfetto della 745 1| incurante, avea gettato una nuova andata di dolore nel vecchio 746 1| viuzza che lo condusse alle nuove vie costruite sulla marina: 747 2| Ahimè ella avea potuto obliarmi, ella avea potuto tradirmi! 748 2| oh, la cara voce mai obliata! Ella avea una piccola ombra 749 2| dolci occhi, i cari, i mai obliati occhi.... E le sue labbra 750 | od 751 3| di Fulvio.... e bevo all'offerta delle vostre giovani vite!...~ ~ 752 2| avea più riveduta: piagato, offeso, infranto nella parte più 753 2| e ironica di saluto. Ma ohimè! non seppi.... Come era 754 1| cancellata i suoi cespi di oleandri e Marino sentiva cantare 755 1| piccola, esalava un sottile olezzo di viola. Una grande iniziale 756 | oltre 757 3| era più che una immensa ondata di ardore, di febbre e di 758 2| mare, ne' fremiti delle sue ondate piene di spuma e di minaccie! 759 | onde 760 1| vinta da questa continua oppressione di sfiducia, di stanchezza, 761 1| tedio che sin'allora avea oppresso, là dentro, le cose.~ ~Poi 762 | Oppure 763 3| de l'intelligenza e negli orecchi la voce de l'infelice, chiedente 764 3| La elegantissima orgia era a l'apice della sua 765 1| pendea una grande tenda orientale, prezioso ricordo del padre. 766 2| morta – che il pensiero orrendo mi assalse. La fanciulla 767 3| nel vario delirio dell'orribile agonia, una delle sue più 768 1| aveva tratto dalla vita oscura e povera, che avea posto 769 1| della città.~ ~Nelle vie oscure e silenziose il suo passo 770 2| mormorò rapita.~ ~Io la osservavo e mi sentivo ritornato a 771 | otto 772 | ovunque 773 1| Marino, alfine, prese il pacco di giornali da sopra il 774 3| appariva veramente la dea, la padrona di tutte quelle giovinezze 775 1| luce? Gli parlava del suo paese lontano? dello scopo che 776 2| ahimè! così note nei nostri paesi del sole e del mare tepido, 777 1| dalla madre sua, che non paga di essere amata, completamente, 778 2| per sempre. Ella aprì le pallide labbra. Che cosa disse? 779 2| esotica, alle bionde miss, ai pallidi figli del nord che imploravan 780 3| alzò, splendida nel suo pallore.~ ~Sollevando alto il calice 781 1| dinanzi, più cupe ed immote parean le negre masse dell'aria 782 1| dinanzi, in alto, sulla parete.~ ~Era un quadro del padre: 783 1| amici che si allontanavano, parlando e ridendo forte. E quando 784 3| voluto che la vedessi, che le parlassi, che le dicessi di lui....~ ~ 785 2| trepidante, come ora. Io non parlavo ed anch'ella taceva: ma 786 1| E uscì.~ ~ ~ ~Con la partenza del dottore anche il raggio 787 1| Mi hanno detto che partite. È vero?~ ~– Si – rispose 788 3| il fascino del fiore che passa, la voluttà dell'attimo 789 2| dopo una triste mattinata passata con lei, nella sua grigia 790 2| loro polmoni consunti, noi passavamo ignari, ebbri, presi dal 791 1| di redenzione della sua patria?~ ~In quella luce era la 792 2| triste poltrona d'inferma, paurosamente gelida sotto le pelliccie 793 3| morte ei chiamava sempre, pauroso fanciullo incosciente, la 794 3| l'ultima gioia della sua pazza giovinezza struggentesi 795 2| l'ultimo soffio di vita pe' loro polmoni consunti, 796 3| che ne celavano il corpo peccaminoso e perfetto.~ ~Nella sala 797 2| ed ella era sì divina nel peccato!.... Dolce bimba fatta per 798 | pei 799 1| soffitto a vetri, dal quale pendea una grande tenda orientale, 800 1| S'egli l'avesse lasciata penetrare nel suo cuore, la dolcissima 801 1| Egli aveva data la prima pennellata sulla primissima sua tela 802 2| affinità di sentimento! Ella pensava, direi quasi, con la mia 803 3| conosco – mormorò ella.~ ~Pensò ancora un istante, poi disse:~ ~– 804 1| stanco, bassa la testa, pensoso. Avea bisogno d'esser solo. 805 1| animo.... Ed egli ora se ne pentiva, come di una debolezza, 806 3| tempie: e Venere seguitava a perdere le sue trine.~ ~Nella sala 807 2| la mia mente cominciò a perdersi nel triste enimma. La madre 808 1| allontanò.~ ~E i suoi passi si perdettero nell'ombra.~ ~ ~ ~Ed ora, 809 3| argenteo bacino e Venere perdeva ad una ad una le candide 810 2| dolcemente:~ ~– Alberto, mi perdonate una preghiera?~ ~Io mi sedetti 811 1| sorridente, un poco pallida.~ ~– Perdonatemi – disse ella – sono entrata, 812 1| Ed egli l'avrebbe amata perdutamente.~ ~Così suo padre aveva 813 2| anni avea sì dolorosamente perduto – che sempre era rimasto, 814 3| avea nude.~ ~Divine braccia perfette, ch'avean il nitore del 815 2| nella febbre! – della madre. Perfino la voce.... oh, la cara 816 1| morente. Egli sentiva tutto il pericolo, egli scorgeva il lato ove 817 | Però 818 1| mensole. Essa andava a mettere persino un sorriso sulla testa del 819 1| balaustra, stette così un bel pezzo, gli occhi intenti sul mare 820 1| Qualche suo breve lavoro era piaciuto, lodato con generosità, 821 2| non l'avea più riveduta: piagato, offeso, infranto nella 822 2| baciavo le piccole mani piangendo d'amore. Ed ella mi mettea 823 3| miserabile, che la chiamava piangente, come un ebete fanciullo.~ ~ ~ ~ 824 2| giorni che il cuore ora piangeva – così titubante? Perchè? 825 1| irruppe nello studio e gli si piantò davanti.~ ~Lo considerò 826 2| così. Lieve, lieve, un poco piegata in avanti. Ogni tanto, ella 827 3| dai doppieri sulla mensa piena di fiori, si rifrangeva 828 2| pelliccie che la celavano pietosamente. Ella quasi spariva, così 829 1| cielo era tornato color di piombo e il grigio tedioso s'era 830 1| incoraggiato: le mostre di pittura gli eran tutte aperte, in 831 3| letto, senza mòto, senza piú forza d'uomo. Ed ei si spegneva 832 1| vetrata e la spalancò. La plumbea cappa del cielo s'era squarciata 833 1| sentinella. Il cielo era plumbeo: ma a l'orizzonte una viva 834 1| solo. La discussione di poc'anzi lo avea irritato e infastidito. 835 | pochi 836 2| riviveva; ella con la cieca poesia della giovinetta che ama 837 1| l'intelligente ragazzo, poichè messa appena, di tra la 838 2| soffio di vita pe' loro polmoni consunti, noi passavamo 839 2| accumulata mi facean tremare i polsi, mentre il vento mi sibillava 840 2| poltrona – quelle grandi poltrone d'infermo, ahimè! così note 841 1| sugli arazzi sdruciti, sulla polvere delle mensole. Essa andava 842 1| incompleti, su gli scaffali polverosi, su tutte quelle cose da 843 2| rividi, quella piccola ombra porporina, ch'io tanto avea baciata.... 844 1| poche parole, confuso, e le porse da sedere.~ ~– No, grazie – 845 1| E dirigendosi verso la porta il giovine dottore concluse:~ ~– 846 1| sua spalla e mormorò:~ ~– Portami via, con te.~ ~ 847 1| era stato vinto. Egli avea portato nella sua vita, nella sua 848 1| ricordo del nome glorioso che portava in arte. Qualche suo breve 849 3| rievocai il triste quadro ch'io portavo ancor sì recente nella mente 850 1| messa appena, di tra la portiera, fuori la testina, si ritrasse 851 1| occhi dal quadro del padre e portò lo sguardo sul cavalletto, 852 1| aria bruna, a lui davanti, posava silenziosa: all'orizzonte, 853 1| elegante.~ ~E si alzò e si pose a passeggiare~ ~Oh, il grande 854 2| Perderla? Ma era adunque ancora possibile questo?.... Non aveva io 855 | posso 856 2| i nostri cuori?~ ~I suoi poveri occhi s'empiron di lacrime 857 2| Fu in quel giorno, precisamente, ch'ella mi disse, dolcemente:~ ~– 858 2| l'avea veduta così? Non precisava il giorno, nè l'ora, nè 859 1| Marino si era sviluppato precocemente. Istintivamente nello studio 860 1| sembrava avere una strana predilezione. Sempre così in compagnia 861 1| dubbioso, il dottor Fausti, prendendogli le mani disse ancora:~ ~– 862 1| mirabilia di ciò ch'essa ci prepara. Ci verrai tu, un momento, 863 2| fermò. E alzò la testa. Io preparai la parola triste e ironica 864 2| pura e ignara mi amava, preparandosi al giorno per lei tanto 865 2| rimproveri da tanto tempo preparati e le frasi ironiche e cattive 866 2| me. Certo anch'ella aveva preparato qualcosa per dirmi, qualcosa 867 1| seguire ciò che io ti ho prescritto?~ ~– Sì – disse Marino.~ ~– 868 2| compassione, una infinita pietà mi presero... E il singhiozzo mi salì 869 1| animava, in que' rari e preziosi momenti, e la gaiezza che 870 1| grande tenda orientale, prezioso ricordo del padre. Davanti 871 2| sole, per lei vanamente primaverile, del profumato inverno ligure.~ ~ ~ ~ 872 1| la prima pennellata sulla primissima sua tela con lo stesso scoramento 873 2| figlia. Indagai, studiai. Mi procurai la fede di nascita che mi 874 1| della dolcissima amica si profilò un istante alla sua mente, 875 1| buono.~ ~Marino disse questo profondamente, dolorosamente.~ ~Donna 876 2| notti insonni sognando il profumo de' suoi capelli, l'ardore 877 1| disse:~ ~– Va bene. Il male progredisce.... ma siamo ancora in tempo. 878 1| aveva egli, il figliuolo, promesso al padre, al suo letto di 879 2| cielo corso dalle nubi mi prometteva la pioggia, ed io aveva 880 3| A voi, per la quale siam pronti a morire, tutti, di amore.... 881 1| averne formato decisamente il proposito – avea continuata l'arte 882 1| è destino che il figlio prosegua quello che il padre ha cominciato. 883 1| vibrante di salute e di vita, proseguì ancora, protendendo verso 884 3| dato di Venere!....~ ~Io proseguii:~ ~– Egli muore.... nel 885 2| cuore; perchè ella è il proseguimento del tuo sogno ventenne, 886 1| l'ombra discreta che lo proteggeva. Il breve giardino mettea 887 1| di vita, proseguì ancora, protendendo verso il pallido nervoso 888 2| lo vedete....~ ~Tentai di protestare ma ella mi accennò di tacere 889 1| illusione. Come n'era stato punito!~ ~Guardò il proprio quadro.~ ~ 890 3| testa.~ ~Ma ecco in quel punto apparire in fondo al viale 891 2| sognato rinovellato, vergine, purificato? Non avea ancora nelle vene, 892 1| solenne, ed ora, nella notte purissima, infinito, gli mandava, 893 | qualcuno 894 | quali 895 | quanto 896 | quelli 897 | queste 898 1| piccolo noto villino dormiva quetamente, davanti a lui, ne l'ombra 899 | qui 900 1| intorno, che pace, che quiete!.... Poi scosse la testa, 901 2| noi soffiava sempre più rabbioso e il mare squassava le rupi 902 1| sfogo?~ ~Marino talvolta, rabbrividendo, se lo chiedeva,~ ~Egli 903 2| Veniva. Veniva in fretta, raccolta, la testa bassa, il passo 904 2| sentii il dubbio atroce radicarsi nella mia coscienza. La 905 3| luce era ovunque. Scendeva radiosa dai doppieri sulla mensa 906 1| sapeva troppo bene, lui, la ragione.~ ~Tutta la sua vita era 907 1| che mettea bagliori di rame nella sua rossa e crespa 908 1| continuato pei primi anni la vita randagia all'estero, in cerca di 909 1| non l'aprì. Lesse invece rapidamente l'altra, quella dalla grande 910 1| padrone! Passeggiate brevi, rapide fermate, urtando i mobili, 911 2| Come è bello qui! – mormorò rapita.~ ~Io la osservavo e mi 912 1| avea come titolo La Fede e rappresentava una campagna tutta bianca 913 1| tutto si animava, in que' rari e preziosi momenti, e la 914 1| un tempo – ma oh, come raro! – queste passeggiate frementi 915 1| lavoro: ed allora il volto si rasserenava e gli occhi per un momento 916 1| dello studio, l'avea colà recate con i giornali, le due eleganti 917 3| quadro ch'io portavo ancor sì recente nella mente e nel cuore.~ ~ 918 1| quella luce il sogno di redenzione della sua patria?~ ~In quella 919 2| sentirne sulla fronte il refrigerio.... Sorridevo al mare in 920 1| andava innanzi, così a caso, respirando l'aria frizzante della pura 921 1| riva sotto di lui, Marino respirò largamente. Il mare, il 922 1| donna Maria – amo meglio restare così.... in piedi.... nel 923 1| circondava!~ ~Che triste resultato avea avuto il folle momento 924 2| tutto il mio essere non si ribellava adunque a l'atroce misfatto?.... ~ ~ 925 3| implorò supplicante Darvia, il ricchissimo banchiere, innamorato della 926 1| fanciullone equilibrato e ricco di sangue, irruppe nello 927 3| piedi era l'argenteo bacino ricolmo d'oro, per Dalgas.~ ~ ~ 928 2| sole; ed io, che subito la riconobbi, me le feci innanzi.~ ~– 929 1| ti trasmetto nel san-gue. Ricorda che è destino che il figlio 930 1| allontanavano, parlando e ridendo forte. E quando essi furono 931 3| apparve nuda.~ ~ ~ ~Nuda e ridente: magnifica e sfolgorante 932 1| Oh come, allora, parea ridesse di luce il grande studio.~ ~ 933 1| padre s'eran sensibilmente ridotte. Allora s'era deciso a prendere 934 3| Ma Dalgas si è proprio ridotto così agli estremi?~ ~– Oh, 935 2| manina, perduta nella mia, si riebbe. Si guardò paurosa, indietro. 936 3| E in poche parole le rievocai il triste quadro ch'io portavo 937 3| tomba....~ ~Alla dolorosa rievocazione dell'infelice amico, che 938 2| era ella nata dunque?.... Rifeci il terribile calcolo e mi 939 3| dissi altro.~ ~Ella parve riflettere poi domandò, ancora:~ ~– 940 3| mensa piena di fiori, si rifrangeva sprizzante sui cristalli 941 1| quattro teste dovea passare e rifulgere tutto il suo modernissimo 942 1| qualche negozio ancora aperto rifulgeva nei lucidi vetri e nelle 943 1| scomparsi nell'ombra egli rimase ancora un istante così, 944 2| a lei dato da me?....~ ~Rimasi annichilito.~ ~E la mia 945 2| titubante? Perchè? E il rimbrotto imminente mi faceva groppo 946 1| svogliato pennello, parea lo rimproverasse.~ ~Era un soggetto ardito, 947 1| egli dunque, il figliuolo, rinnovato il miserando caso del padre?~ ~ 948 2| ella non era stata che mia! Ripensando, calcolando, sentii il dubbio 949 1| padrone, parea irradiasse e si ripercotesse in tutti gli angoli: sui 950 1| Aprì i giornali, ma li ripose subito noiato.~ ~Riprese 951 1| senso di freschezza e di riposo infinito. La nebbia luminosa 952 1| della sua anima, e avea risonato nel profondo del suo cuore 953 1| nella notte silenziosa, risonava ancora, più distinta, più 954 2| dimenticare! E lo sdegno risòrto, dopo tanti anni, e la collera 955 2| suo urlo incessante gli rispondeva: con i suoi gemiti, i suoi 956 1| Chè, se ritardi.... io non rispondo più di te. Quando hai deciso 957 1| partite. È vero?~ ~– Si – rispose Marino.~ ~– Lo sapevo.... 958 1| tenerezza di ricordo. Egli ristette, così, vinto, suo malgrado, 959 1| gocciole d'acqua si sentivano risuonare sul lucernale dello studio.~ ~ 960 1| grande infelice vecchio risuonava monotona e inesorabile all' 961 1| finchè sei in tempo. Chè, se ritardi.... io non rispondo più 962 1| emicrania e il vivo bisogno di ritirarsi. Ed ora era solo. Finalmente.~ ~ 963 2| avvolse per un attimo.~ ~Ella ritirò la povera manina: le smorte 964 2| la osservavo e mi sentivo ritornato a que' giorni. Anche ella 965 1| e sorrise.~ ~– Fatemi il ritratto – disse, scherzosamente.~ ~– 966 1| Forse sì – disse Marino.~ ~Ritto in mezzo al grande fascio 967 1| che veniva a baciare la riva sotto di lui, Marino respirò 968 2| colpevole. Ed io non l'avea più riveduta: piagato, offeso, infranto 969 2| schianto enorme alla prima rivelazione! Era stato sì bello il mio 970 1| suo padre.~ ~ ~ ~E Marino rivide il padre negli ultimi suoi 971 2| de' miei venti anni ch'io riviveva; ella con la cieca poesia 972 2| tra il sole e il verde, io rivivevo i miei venti anni. Eravamo 973 1| parole del padre: a lui rivolte, al figlio, a l'unico rimasto 974 1| vecchio rimasto solo, avea rivolto ogni suo pensiero, ogni 975 2| intorno, il mare urlava e rombava sotto di noi e ci incalzava 976 1| bagliori di rame nella sua rossa e crespa capigliatura di 977 3| la luce sprizzava dalle rosse labbra sapienti e divine.~ ~ 978 1| sopra un picciol mobile rotondo di noce bruna, il venerando 979 1| fermate, urtando i mobili, rovesciando i gingilli; corrugata la 980 1| dottore, più del solito rubicondo nell'imberbe sua faccia 981 2| esotici ove correan sulle sabbie minute grandi bambine inglesi 982 1| idealista appassionato che sacrificava al soffio supremo della 983 1| mancava l'entusiasmo, il sacro fuoco che spinge innanzi, 984 2| presero... E il singhiozzo mi salì dal cuore. Le presi la piccola 985 2| collera, ma su dal cuore mi saliva il singhiozzo. Sarebbe ella 986 2| spruzzava le sue gocciole salmastre.~ ~In alto, dal nero delle 987 1| florida giovinezza vibrante di salute e di vita, proseguì ancora, 988 | salvo 989 1| triste legge ti trasmetto nel san-gue. Ricorda che è destino che 990 2| sedici anni. Oh, sono vecchia sapete!....~ ~E riprese:~ ~– Ha 991 2| parlare? Che cosa dire? Non sapevano tutto, in quel momento, 992 2| sorrise.~ ~– Sì. Non lo sapevate? E soggiunse:~ ~– Ha sedici 993 1| rispose Marino.~ ~– Lo sapevo.... e temendo che questa 994 3| sprizzava dalle rosse labbra sapienti e divine.~ ~E la follìa 995 2| avea tradito. Io lo avea saputo, di poi. Ella era stata 996 | sarà 997 2| tra il velo della pioggia, sbattuta dal vento, così esile, affranta, 998 1| abbozzi incompleti, su gli scaffali polverosi, su tutte quelle 999 1| della sua passione; si era scagliato contro il vero od apparente 1000 1| errore dell'amico. Si era scaldato, avea difeso l'idealista