1898-scald | scarn-wagne
         grassetto = Testo principale
     Partegrigio = Testo di commento

1001 2| Povera piccola mano! come scarna, esangue e fredda! la piccola 1002 2| Come ell'era mutata! Come scarno il dolce viso già amico!.... 1003 2| testa, così, con un piccolo scatto improvviso, guardando in 1004 3| ed un immenso tedio parea scendere da quel livido cielo su 1005 3| La luce era ovunque. Scendeva radiosa dai doppieri sulla 1006 1| Fatemi il ritratto – disse, scherzosamente.~ ~– Non sono buono.~ ~Marino 1007 2| Io non ricordava che lo schianto enorme alla prima rivelazione! 1008 3| ho paura, ho ribrezzo, ho schifo....~ ~E lo squisito corpo 1009 1| amico affidato alla sua scienza, ambo le mani:~ ~– E goditi 1010 3| tra i fiori, tra i calici scintillanti, la luce e l'ebbrezza, Venere 1011 2| tutto? Chiedere a lei lo scioglimento della terribile situazione?~ ~ 1012 1| forte. E quando essi furono scomparsi nell'ombra egli rimase ancora 1013 1| subito silenziosamente e scomparve, lasciando tranquillo e 1014 2| constretta dal vento che ne scompigliava le succinte vestimenta. 1015 1| primissima sua tela con lo stesso scoramento che il vecchio artista padre 1016 1| nella sua infinita tristezza scorata, s'era levata nel buio della 1017 1| negli stanchi suoi sogni scorati.~ ~Ma egli avea avuto paura 1018 1| tutto il pericolo, egli scorgeva il lato ove l'errore fatale, 1019 3| amica.~ ~La bellissima mi scorse subito e fece fermare.~ ~ 1020 3| di sentimento e di arte, scossi tristamente la testa.~ ~ 1021 2| mai più dimenticare! E lo sdegno risòrto, dopo tanti anni, 1022 1| grande studio tutto vetri, sdraiato su la sua poltroncina de' 1023 1| prese un altro sigaro e si sdraiò sulla solita poltroncina. 1024 1| sui drappi, sugli arazzi sdruciti, sulla polvere delle mensole. 1025 1| spaziose seguiron le vie secondarie, meno illuminate, senza 1026 1| confuso, e le porse da sedere.~ ~– No, graziedisse 1027 2| perdonate una preghiera?~ ~Io mi sedetti accanto a lei e le presi 1028 2| malata, tanto malata. Era seduta sur una poltrona – quelle 1029 3| poeta.~ ~Un breve silenzio seguì la frase di Fulvio.~ ~Ne' 1030 1| in tempo. Hai deciso di seguire ciò che io ti ho prescritto?~ ~– 1031 1| vie eleganti e spaziose seguiron le vie secondarie, meno 1032 1| passeggiate frementi eran poi seguite da grandi impulsi di lavoro: 1033 1| modo, per la quale il padre sembrava avere una strana predilezione. 1034 2| vento e la voce del mare mi sembrò gemesse: – Grazie, grazie....~ ~ 1035 3| istrana passione, ch'avea del senile e del fanciullesco, a quell' 1036 1| cerca di capolavori e di sensazioni di vita e d'arte. In questo 1037 1| lasciategli dal padre s'eran sensibilmente ridotte. Allora s'era deciso 1038 3| mezzo al potente fremito sensuale ella tolse anche quel velo.~ ~ 1039 1| vittima della sua debolezza sentimentale: colpevole d'aver ceduto 1040 1| soldato, incappottato, in sentinella. Il cielo era plumbeo: ma 1041 2| gettato il cappello per sentirne sulla fronte il refrigerio.... 1042 3| istante, poi disse:~ ~– Sentite.... non mancate questa sera 1043 1| Alcune gocciole d'acqua si sentivano risuonare sul lucernale 1044 2| Io la osservavo e mi sentivo ritornato a que' giorni. 1045 | senz' 1046 1| giovane iddio, luminoso, il sereno dottore dalla florida giovinezza 1047 1| Ella non rideva più. Era seria e molto pallida.~ ~– Mi 1048 3| sorgeva sfolgorante da quella serica nebbia di neve.~ ~Ella rideva: 1049 3| villa.~ ~Io avea il cuore serrato.~ ~Era ancor troppo viva 1050 3| anima.~ ~Il nero corpetto la serrava feroce, sino al collo.~ ~ 1051 3| quelle giovinezze, quasi sfidandole colla sua bellezza:~ ~– 1052 1| passione altra ebrezza, altro sfogo?~ ~Marino talvolta, rabbrividendo, 1053 2| sul mare azzurro il sole sfolgorava! E una infinita pietà mi 1054 2| via della cittadina e di sfolgorii il mare intensamente azzurro. 1055 1| giovinezza era stato lo sfondo costante del suo essere 1056 1| dello amore.~ ~Sempre avea sfuggito la passione profonda o verace. 1057 2| fanciulla. Certe tendenze, certe sfumature di pensiero, certi atti, 1058 1| fatal legge che per lui sgomentava suo padre morente, sarebbe 1059 3| A voi, per la quale siam pronti a morire, tutti, 1060 | siamo 1061 2| chinai la testa. Il vento ci sibilava intorno, il mare urlava 1062 2| polsi, mentre il vento mi sibillava all'orecchio e il mare vieppiù 1063 2| Che cosa disse? Fra il sibilo del vento e la voce del 1064 3| guardando sorridente e sicura tutte quelle giovinezze, 1065 1| Marino prese un altro sigaro e si sdraiò sulla solita 1066 3| giovinezza e della voluttà, signora del mondo....~ ~Ai suoi 1067 3| quel livido cielo su la signoril via deserta e su i foschi 1068 2| me le feci innanzi.~ ~– Signorina – le dissi inchinandomi - 1069 1| in eredità. Non imitarmi: sii in tutto da me diverso. 1070 1| testina, si ritrasse subito silenziosamente e scomparve, lasciando tranquillo 1071 3| tristezza era in quel momento sincera.~ ~Come era bella!~ ~Come 1072 | sinora 1073 2| scioglimento della terribile situazione?~ ~Perderla, perderla.... 1074 3| marchesino.~ ~Venere sorridendo slacciò il busto.~ ~Un bacile d' 1075 2| ricordo. A un tratto ella, che smarrita e tremante aveva lasciato 1076 2| sollevato su di me gli occhi smarriti. Ah, gli occhi no, quelli 1077 2| ritirò la povera manina: le smorte labbra ebbero ancora il 1078 2| Ma come era pallida! E smunta, e disfatta e sfinita!.... 1079 1| un asceta, un filosofo socialista, un soldato.~ ~In quelle 1080 2| Il vento intorno a noi soffiava sempre più rabbioso e il 1081 1| occhi fissi in alto, sul soffitto a vetri, dal quale pendea 1082 2| ferire, che l'avrebbero fatta soffrire, che non avrebbe dovuto 1083 1| rimproverasse.~ ~Era un soggetto ardito, bello e moderno.~ ~ 1084 2| Sì. Non lo sapevate? E soggiunse:~ ~– Ha sedici anni. Oh, 1085 2| amore! le notti insonni sognando il profumo de' suoi capelli, 1086 1| suo amico mare, grande, solenne, ed ora, nella notte purissima, 1087 1| dottor Fausti disse ancora solennemente, vòlto a Marino:~ ~– Dunque 1088 1| grandi alberi, immoti e solenni, ora, nella quietissima 1089 1| sigaro e si sdraiò sulla solita poltroncina. I suoi occhi 1090 1| giovane dottore, più del solito rubicondo nell'imberbe sua 1091 3| splendida nel suo pallore.~ ~Sollevando alto il calice colmo ella 1092 2| già amico!.... Ella avea sollevato su di me gli occhi smarriti. 1093 1| sua vita Egli non dovea somigliare a suo padre!...~ ~Avrebbe 1094 2| vorrei che mia figlia non mi somigliasse. Ella è bella, v'ho detto, 1095 2| certi atti, benanche, mi somigliavan terribilmente. Quale affinità 1096 1| gli mandava, con il suo sommesso alenare pieno delle amiche 1097 1| il suo passo echeggiava sonoro. A un tratto si fermò. Un 1098 3| collo, e la bruna testa sorgeva sfolgorante da quella serica 1099 2| ella, pallida e sfinita, mi sorrideva dalla sua triste poltrona 1100 2| fronte il refrigerio.... Sorridevo al mare in collera, ma su 1101 2| i cari e tristi occhi mi sorrisero. Come allora. Come allora! 1102 2| scogli – bevevamo a larghi sorsi la luce, la vita e l'amore. 1103 2| il passo incerto, forse sospettosa. Vestiva di nero e come 1104 1| vagabondaggio artistico le sostanze lasciategli dal padre s' 1105 1| altra, piccola, esalava un sottile olezzo di viola. Una grande 1106 3| argenterie Ma splendeva sovrana negli occhi di Venere magnifica.~ ~ 1107 1| alla grande vetrata e la spalancò. La plumbea cappa del cielo 1108 1| splendida testa bruna sulla sua spalla e mormorò:~ ~– Portami via, 1109 2| pietosamente. Ella quasi spariva, così piccola e gracile, 1110 1| cadere i fiori che le si sparsero ai piedi.~ ~E si guardò 1111 1| poco alle vie eleganti e spaziose seguiron le vie secondarie, 1112 3| piú forza d'uomo. Ed ei si spegneva lentamente, della volgarissima 1113 3| lui....~ ~Chissà? fors'ei sperava ancora, nella pietà della 1114 1| la sua vita n'era andata spezzata.~ ~Avrebbe egli dunque, 1115 1| a baciare dolcemente la spiaggia sotto di lui.~ ~Egli alzò 1116 1| entusiasmo, il sacro fuoco che spinge innanzi, ardentemente, il 1117 2| complice del mio amore? Mi spingeva ella sulla via della quale 1118 1| Gli amici lo avean sempre spinto, incoraggiato: le mostre 1119 3| sulle fulgide argenterie Ma splendeva sovrana negli occhi di Venere 1120 1| espressione de' neri giorni di spossatezza e di tedio.~ ~Questo parve 1121 1| Cosa gli diceva quello sprazzo di luce? Gli parlava del 1122 3| di fiori, si rifrangeva sprizzante sui cristalli e sulle fulgide 1123 3| Ella rideva: e la luce sprizzava dalle rosse labbra sapienti 1124 2| mare vieppiù furioso mi spruzzava le sue gocciole salmastre.~ ~ 1125 2| e ci incalzava co' suoi spruzzi; alcune grosse gocciole 1126 3| povero amico morente nello squallore de l'abbandono e nella miseria 1127 1| plumbea cappa del cielo s'era squarciata e un raggio di sole venne 1128 2| sempre più rabbioso e il mare squassava le rupi sotto la strada.~ ~ 1129 3| ribrezzo, ho schifo....~ ~E lo squisito corpo della bellissima ebbe 1130 | sta 1131 1| s'era deciso a prendere stabile dimora nella nativa sua 1132 1| oppressione di sfiducia, di stanchezza, di triste vuoto infinito.~ ~ ~ ~ 1133 1| malgrado, tante volte, negli stanchi suoi sogni scorati.~ ~Ma 1134 2| attenderla alla piccola stazione, in fondo al viale delle 1135 1| al lontano barlume delle stelle; più vicino nera e immota, 1136 1| il vecchio artista padre stemperava nelle sue ultime tinte su 1137 1| conquista.~ ~Ma egli lavorava a stento e straccamente.~ ~Perchè?~ ~ 1138 | stessi 1139 | stette 1140 1| la andò a chiudere in uno stipo, ove alcune altre compagne, 1141 1| egli lavorava a stento e straccamente.~ ~Perchè?~ ~Non la sapeva 1142 1| padre sembrava avere una strana predilezione. Sempre così 1143 3| pittore, se ne moriva povero, stremato, instupidito.~ ~Era ancor 1144 2| Spesso le nostre mani si stringevano: la gelida della morente 1145 2| Ci prese le mani e se le strinse al cuore, unite. Poi alzò 1146 3| della sua pazza giovinezza struggentesi nella dissoluzione?~ ~E 1147 2| vento che ne scompigliava le succinte vestimenta. Ed era ormai 1148 3| trine, almeno – implorò supplicante Darvia, il ricchissimo banchiere, 1149 3| il nitore del giglio e la suprema sensualità della greca iddia 1150 2| tanto malata. Era seduta sur una poltrona – quelle grandi 1151 2| da fanciulla: e discese svelta, nel sole; ed io, che subito 1152 1| ad un uomo, Marino si era sviluppato precocemente. Istintivamente 1153 1| attendente il tardo suo svogliato pennello, parea lo rimproverasse.~ ~ 1154 2| piccoli marmocchi dalle svolazzanti chiome d'oro.~ ~– Come è 1155 | t' 1156 2| protestare ma ella mi accennò di tacere e continuò:~ ~– No, Alberto, 1157 2| non parlavo ed anch'ella taceva: ma a noi intorno tutto 1158 1| una viva fascia ardente tagliava il cielo cupo. E il soldato 1159 | talvolta 1160 | tante 1161 1| nella piazza, deserta per la tarda ora. Poi lentamente si mosse: 1162 1| tanti mesi attendente il tardo suo svogliato pennello, 1163 1| color di piombo e il grigio tedioso s'era fatto di nuovo padrone 1164 1| Marino.~ ~– Lo sapevo.... e temendo che questa sera non veniste 1165 2| perchè? di chi? di chi ella temeva dunque, ancora?.... A questa 1166 3| sangue batteva veloce alle tempie: e Venere seguitava a perdere 1167 1| vieppiù e pareva imminente un temporale. Alcune gocciole d'acqua 1168 1| quale pendea una grande tenda orientale, prezioso ricordo 1169 1| filtrava tra i vetri e le tende, parea mettesse il suo velo 1170 2| Studiai la fanciulla. Certe tendenze, certe sfumature di pensiero, 1171 2| presto, voi lo vedete....~ ~Tentai di protestare ma ella mi 1172 2| paesi del sole e del mare tepido, ove tanti vengono a morire 1173 2| voi. Non ha altri sulla terra. Io morirò presto, voi lo 1174 2| tanto! – ella non aveva che timore.... e di qualcuno!....~ ~ 1175 1| stemperava nelle sue ultime tinte su le fredde sue tele senza 1176 1| Italia.~ ~Il quadro avea come titolo La Fede e rappresentava 1177 3| chi muore per me....~ ~E togliendosi la trina dal collo si volse 1178 3| folleggianti per lei.~ ~– Toglietevi dal collo quelle trine, 1179 3| potente fremito sensuale ella tolse anche quel velo.~ ~Ed apparve 1180 3| pur così vicino ormai alla tomba....~ ~Alla dolorosa rievocazione 1181 1| dileguato. Il cielo era tornato color di piombo e il grigio 1182 1| sbalzi, stava lavorando, tornò a passeggiare più scuro 1183 2| obliarmi, ella avea potuto tradirmi! Ella mi avea tradito. Io 1184 1| silenziosamente e scomparve, lasciando tranquillo e solo il padrone nel grande 1185 3| agonizzante in quel momento, fe' trasalire tutte quelle anime.~ ~Ma 1186 1| malgrado ei s'era lasciato trascinare. Il passionale errore dell' 1187 1| dalla istessa colpa è stata trascinata.... Ora a te, figlio mio! 1188 1| Lunghi anni avea Marino trascorso così, giovinetto, all'estero: 1189 1| fatalmente ed inesorabilmente trasfusa ne l'anima con gli anni 1190 1| ch'io per triste legge ti trasmetto nel san-gue. Ricorda che 1191 2| collera? Oh! sulle sue labbra tremanti io non iscorsi, in quell' 1192 2| lei accumulata mi facean tremare i polsi, mentre il vento 1193 2| occhi.... E le sue labbra tremavano, esangui. Anch'ella in collera? 1194 3| trine.~ ~Nella sala corse un tremito.~ ~Ella non appariva più 1195 1| visione di questo amore avea tremolato, suo malgrado, tante volte, 1196 1| Era così giunto ai trenta anni.... Ed egli sentiva 1197 2| ero così felice, ma così trepidante, come ora. Io non parlavo 1198 3| attimo desiato, sognato, il trionfo supremo del senso sulle 1199 3| sentimento e di arte, scossi tristamente la testa.~ ~Ma ecco in quel 1200 | troppa 1201 | tue 1202 2| calcolo e mi sentii dare un tuffo al sangue. Sedici anni!.... 1203 2| delle nubi, brontolava il tuono e il mare con il suo urlo 1204 1| altre compagne, a quella uguale, attendevan la profumata 1205 2| rivissuto quel momento, con lei, ugualmente.... allora. Intorno v'eran 1206 1| padre stemperava nelle sue ultime tinte su le fredde sue tele 1207 | uni 1208 2| sibilava intorno, il mare urlava e rombava sotto di noi e 1209 2| tuono e il mare con il suo urlo incessante gli rispondeva: 1210 1| Passeggiate brevi, rapide fermate, urtando i mobili, rovesciando i 1211 1| questa sera da Caròla.~ ~E uscì.~ ~ ~ ~Con la partenza del 1212 2| intensamente azzurro. E noi uscivamo, e sulla strada sul mare – 1213 1| vita e d'arte. In questo vagabondaggio artistico le sostanze lasciategli 1214 1| deserte e silenziose.~ ~Vagò così, alquanto, indeciso, 1215 3| apice della sua ebrezza.~ ~Vagolava nella sala, con la luce 1216 2| e sotto il sole, per lei vanamente primaverile, del profumato 1217 2| con i suoi gemiti, i suoi vani assalti sugli scogli e sulle 1218 3| infelice, chiedente ancora, nel vario delirio dell'orribile agonia, 1219 1| ancora Marino.~ ~– Come nei vecchi melodrammi.... sta bene.~ ~ 1220 1| angoli: sui cavalletti, sulle vecchie tele, sui drappi, sugli 1221 2| con la testa bassa, senza vederle il volto: constretta dal 1222 3| È impossibile.~ ~– Vuole vedervi.... L'ultima volta, forse, 1223 3| Egli avea voluto che la vedessi, che le parlassi, che le 1224 3| agli estremi?~ ~– Oh, se vedeste!... la miseria più paurosa 1225 2| Io morirò presto, voi lo vedete....~ ~Tentai di protestare 1226 2| disfatta e sfinita!.... Io vedevo il suo misero corpicino, 1227 2| è bella, è un angelo. La vedrete. Una preghiera, Alberto....~ ~– 1228 2| primo giorno che io avea veduto quella fanciulla mi avea 1229 3| febbre e di luce. Un soffio veemente di sensualità s'era fatto 1230 1| che tra gli arbusti sola vegliava.~ ~Egli si appoggiò un momento 1231 3| ebri. Il sangue batteva veloce alle tempie: e Venere seguitava 1232 1| rotondo di noce bruna, il venerando color del vecchio legno, 1233 | vengono 1234 | veniste 1235 2| proseguimento del tuo sogno ventenne, è la fine del tuo primo 1236 1| anima....~ ~Donna Maria avea ventitrè anni: ed era bella, intelligente, 1237 | venuto 1238 2| sarà forse, come lei, la vera per te, perchè ha lo stesso 1239 1| sfuggito la passione profonda o verace. Ricordava le parole e la 1240 3| ebbrezza, Venere appariva veramente la dea, la padrona di tutte 1241 2| avea sognato rinovellato, vergine, purificato? Non avea ancora 1242 1| nei lucidi vetri e nelle vernici.~ ~Marino camminava stanco, 1243 | Verrà 1244 | verrai 1245 2| scompigliava le succinte vestimenta. Ed era ormai a pochi passi 1246 2| incerto, forse sospettosa. Vestiva di nero e come semplicemente! 1247 1| E si diresse alla grande vetrata e la spalancò. La plumbea 1248 1| bianca, fredda e deserta. Le vetrate dei caffè, delle birrerie 1249 1| al suo fianco: ne' suoi viaggi a l'estero, ne' convegni 1250 1| dalla florida giovinezza vibrante di salute e di vita, proseguì 1251 2| con la mia mente. Ella vibrava, quasi, con il mio cuore! 1252 2| mistero inesplicabile, così vicina alla morte, era stata superiore 1253 1| bene? per molto tempo ti vieto di prendere un pennello 1254 3| avuto lampi di giovinezza e vigoria di sentimento e di arte, 1255 2| E pure di fuori, sulle ville sempre verdi, sugli aranceti, 1256 1| debolezza poteva coglierlo e vincerlo, come avea còlto e vinto 1257 1| Tutta la sua vita era vinta da questa continua oppressione 1258 3| contrazione come sotto una viscida carezza.~ ~Non dissi altro.~ ~ 1259 2| mutata! Come scarno il dolce viso già amico!.... Ella avea 1260 3| offerta delle vostre giovani vite!...~ ~E vuotò il calice~ ~ 1261 1| messo nel difendere l'amico, vittima della sua debolezza sentimentale: 1262 1| al mare. Prese una breve viuzza che lo condusse alle nuove 1263 2| cominciarono a cadere più fitte: un vivido lampo ci avvolse per un 1264 1| alenare pieno delle amiche voci ch'ei conosceva, il suo 1265 1| indegno, mostruoso.~ ~Un'acre voglia di lacerarlo lo prese.~ ~ 1266 1| era fuggita con un amante volgare.~ ~La figlia – la figlia 1267 3| spegneva lentamente, della volgarissima morte della lampada a cui 1268 1| Questo parve comprendere a volo Moriz, l'intelligente ragazzo, 1269 1| disse ancora solennemente, vòlto a Marino:~ ~– Dunque va, 1270 1| tutta con le capricciose volute de' suoi svolazzi. Da molto 1271 2| piccola rosa della bocca voluttuosa, rividi gli occhi ridenti – 1272 | vorrei 1273 2| la tempesta si avvicinava vorticosa dal mare, io la vidi scomparire 1274 | vostre 1275 | vostri 1276 3| vostre giovani vite!...~ ~E vuotò il calice~ ~Poi continuò:~ ~– 1277 1| sorriso sulla testa del Wagner di creta, arcigno e fantasioso....~ ~ ~


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