Anonimo
Istoria critica dei cavalieri serventi

Riflessioni sopra l'Amore

«»

Link alle concordanze:  Normali In evidenza

I link alle concordanze si evidenziano comunque al passaggio

Riflessioni sopra l'Amore

 

L'Amore estremamente vecchio, perchè viveva ai tempi del Calloandro fedele, mi sembra quì morto: il libertinaggio lo ha ucciso. Si annunzia dello spirito in disprezzare in oggi questa passione. Un Filosofo alla moda perderebbe tutta la sua reputazione, se fosse sospettato di avere una tal debolezza. Quelli che si piccano di buon senso, si mostrano superiori a questa puerilità. I sospiri, e le lettere amorose sono fuori di stagione; questa antica maniera di spiegare i suoi sentimenti è proscritta.

 

L'Amore è fino adesso bandito dai Romanzi; forte di libri stabiliti una volta per farne l'analisi, e che debbono appunto la loro origine alle sue follie, in maniera che non si all'amore neppure per burla. L'Uomo non ha più l'imbarazzo di amare, la pena che gli bisognava per rendersi amabile. L'Amore aveva una volta un altro inconveniente: erano necessarie molte precauzioni per tenerlo nascosto, dove al contrario adesso tutte le amicizie son pubbliche.

Allontanarsi dalle Donne è un consiglio bestiale: vederle, e corteggiarle senza prendere alcuna passione, ecco il nuovo sistema. Una filosofia mal'intesa produce un Misantropo insopportabile, e odioso a se stesso.

 

L'insensibilità, la misantropia non si può definire in altra maniera che rapporto agli oggetti riguardo ai quali si esercita. Questa è una privazione, un astinenza, un difetto di sentimenti che dovrebbero esserci naturali; difetto che divien vizio in faccia alla virtù; virtù in faccia al vizio. La sensibilità del cuore è il bene il più prezioso, di cui l'Uomo possa godere: per essa gusta il piacer della vita, le dolcezze della società.

 

Non è Filosofo quegli che rinunzia alle Donne, applicando a tutte in generale i difetti di poche. I vizj sono degl'individui, e non del sesso. Si è parlato delle Donne in ogni Secolo, o troppo bene, o troppo male. Un amante adirato un malcontento marito non debbono essere ascoltati. È vero pur troppo che la beltà è il più grazioso spettacolo che ci presenti la Natura: ma questo spettacolo non è compito, se manca all'anima qualche cosa. La virtù rende una Donna più bella, e la beltà dal suo canto aggiunge un nuovo lustro alla virtù; restando più visibile, e chiara in mezzo alle attrattive di un amabile oggetto.

 

Il troppo sdegno, o il troppo amore degli Uomini ha prodotto alle Donne elogj eccessivi, o satire ingiuste. Io quì non voglio difendere questi, quelle: dirò solo che l'amicizia di una Donna stimabile è il mezzo più proprio per mettere a prova la ragione di un Uomo delicato. Non conoscere il pericolo, è cecità: non temere la depravazione del nostro cuore è debolezza. Se a poco a poco scuotendosi la virtù di un saggio per un incanto maraviglioso, conviene fortificarla con un rispetto inviolabile, e una estrema delicatezza di sentimenti. A lui non conviene il cercare di dividere coi Libertini il falso onore delle buone fortune. Lungi dal frequentare le Donne per corromperle, per sedurle, prenda piuttosto lezione presso di loro di onestà, e di modestia. Ecco una lezione per i così detti Cavalieri Serventi.

 

Sulla Toelette di ogni Donna che vuole essere stimata, e rispettata, converrebbe che fossero incisi questi tre versi di un Autore francese, che ho letti, non dove.

 

Traitez bien un Amant, il cessera de l'etre.

L'Amour ne peut durer qu'autant que les desirs:

Nourri par l'esperance, il meurt par les plaisirs.

 

L'Amore è sicuramente il più dolce dei sentimenti: ma quando non ha in mira se non la viva sensazione cagionata dalla bellezza, allora è un folle amoretto che colpisce il cuore assai leggermente. Non conserverà lungo tempo il suo amore chi non cerca in amare, se non l'estasi dei sensi: quando parlano questi con soverchia vivezza, tace il cuore sicuramente.

 

La renunzia dunque alle Donne è una malattìa dello spirito: l'abuso delle Donne una malattia del cuore. L'uno, e l'altra oltraggia ugualmente il bel sesso, come il nostro: questo, e quella produce una specie diversa di vanità. È propria la prima di un Filosofo, la seconda di un libertino. Abonda il Mondo di amor di ogni sorte. L'amor proprio è il più sciocco, e il più generale: si ricava poco vantaggio dal piacere al se stesso quando poi non si piace ad alcuno.

L'Amore delicato è il più raro di tutti gli Amori. Un virtuoso impegno, una innocente inclinazione fra due persone di sesso differente, è una specie di passione che non è precisamente Amore, Amicizia: Partecipa poco dell'uno, meno dell'altra: Convien dire in conseguenza che faccia classe a parte. Essa è propria di un vero Filosofo. Se un Uomo simile in qualche disgraziato momento si è trovato sul punto di perdere la ragione per correre in traccia ciecamente ai piaceri; se poi ritornando in se stesso è passato da una folle passione a un impegno delicato, e virtuoso, confesserà allora che questo è tutto ciò che si possa trovar nella vita di più delizioso. Ma il Pubblico avvezzo a giudicare sulle sole apparenze, e inclinato a giudicar sempre male, confonde facilmente gli effetti di questa specie di amicizia con quelli dell'Amore, o piuttosto del Libertinaggio.

Io convengo che possiamo talvolta ingannarci nella scelta di una virtuosa, e stimabile amica; ma è forse questa una ragione per determinare un Uomo a farsi Eremita? Q piuttosto è questa una ragione per disprezzare tutte le Donne!

 

Il Signor Thomas, il più gentile amico delle Donne le di cui opere tutte insieme altro non sono che un Dizionario di tenerezza, parla ora contro, ora in favor dell'Amore, e sempre con quella grazia che gli è naturale. Accordando egli che le Donne hanno mille attrattive, e mille grazie a cui sembra così difficile il far resistenza, aggiunge che se la bellezza delle Donne è un veleno, il loro capriccio, è ancora un Antidoto assai vantaggioso per l'Uomo.

 

Se ci figuriamo infatti una Donna la più perfetta che abbia presentato sotto i nostri occhi la natura con una dolce fisonomia, tenera, modesta, con delle grazie naturali ricca di una elegante semplicità, con un aria di graziosa trascuratezza; a che serve tutto questo? Se ella ha del capriccio, della leggerezza dell’incostanza, in faccia a un Uomo saggio, e prudente, è poco terribile.

 

Per nostra fortuna ha il bel sesso immaginato un segreto di deformarsi sulla vana speranza di comparire più belle, o di comparire almeno più lungo tempo. È questo un rimedio involontario che l'amor proprio male inteso ha suggerito alle Donne in nostro favore. La loro artificiosa bellezza rende inutili tutte le grazie della natura, e noi abbiamo il torto di lamentarci del loro artifizio.

 

Per prevenire un impegno che costa quasi sempre un tardo pentimento convien prima che la ragione agisca prima del cuore. Quando questo è preoccupato, quella non ha più forza.

 

Il merito regola di raro i sentimenti del cuore: il solo capriccio forma quasi tutte le passioni. Per vergogna del nostro Secolo, l'Amore puro, delicato, ed onesto è una chimera, ed un sogno: non si trova che sul Teatro, o nei Libri. L'Amore vizioso disonorante è quello appunto alla moda.

 

Mi si permetta ancora una riflessione ugualmente propria a due sessi. Ecco un giovine Cavaliere, il di cui primo aspetto non dispiace a una Donna. Egli ha una dolce fisonomìa, del brio negli occhi, della pulitezza nelle maniere, della stanchezza nel portamento. Consideriamo il carattere dell'animo suo. È questi un Uomo indiscreto, maldicente, giocatore, empio, libertino: un Uomo di così poco spirito che dopo due complimenti ritenuti a memoria si trova al termine della sua parte: un uomo superbo, e ambizioso a cui sembra dover sottoporsi tutte le bellezze della terra; uno sciocco, un capriccioso che passa rapidamente da un grazioso sorriso all'amore il più tristo. Sarà egli questo un soggetto proprio per quella specie di amicizia di cui sopra ho parlato? Si faccia ancora l’applicazione alle Donne.

 

Concludiamo: la sregolatezza dei sensi è rapporto all'Amore ciò che l'eccesso del vino è alla ragione. I piaceri i più innocenti, e più puri sono ancora i più dolci, i più sensibili, i più lunghi.

 

Quegl'istanti di solitudine in cui due teneri amici mettono a prova e vicenda la loro virtù; quel raccoglimento in se stessi dopo essersi allontanati dai tumultuosi piaceri per cui sembrano dimenticarsi di tutto l'Universo, quelle sincere espressioni in cui il cuore, e lo spirito sembra che a gara voglia disputarsi la palma; quel silenzio che ne succede, la calma del volto, l’estrema sensibilità nelle loro disgrazie; quella amabile confidenza con cui tutta palesano la propria sorte; quella gara insomma invidiabile di tenerezza, di generosità, di prudenza, e di virtù: ecco quella vera amicizia di cui intendo parlare, e che però non si può troppo spiegare. È facile il conoscere la differenza di questo impegno dedicato a quella passione che attacca due soggetti in cui regna la frivolezza, l’incostanza, la vanità, la perfidia, il capriccio.

 

Non è maraviglia il vedere una Donna che nella sua prima gioventù altro non ha imparato che ballare, cantare, suonare un istromento, giudicare delle pettinature di una rara singolarità, gli abbigliamenti, le mode, l'uso del belletto, e della biacca, il veder, dico, questa Donna corteggiata da quattro, o sei scimuniti il di cui maggior merito consiste nel non avere un grano di senso comune.

 

Sembrerà forse a prima vista che io abbia cangiato soggetto: ma parlando dei Cavalieri Seventi e delle loro funzioni conveniva necessariamente trattare dell'Amore, e delle sue differenti impressioni, del carattere delle Donne, dei pericoli, e dei piaceri nel frequentarle. Io ho distese queste poche riflessioni in quella guisa in cui mi si sono presentate alla mente: le occupazioni mie, le mie circostanze non mi han permesso di dar loro un ordine più regolato.

 

FINE



«»

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (VA2) - Some rights reserved by EuloTech SRL - 1996-2010. Content in this page is licensed under a Creative Commons License