abban-pedan | penet-vuole
           grassetto = Testo principale
     Par.  grigio = Testo di commento

1 4| meno la poesia non l'ha abbandonata ancora questa sua dolce 2 4| questa sua dolce amica, l'abbandonerà per altro tempo parecchio. 3 22| lirica, e lagnarsi dello abbandono in cui l'epica giace, e 4 | abbiam 5 | abbiano 6 5| esterrefatto alla vista degli abissi che gli si aprivan dinanzi; 7 3| primitiva poesia! quale abisso separa il mondo nostro dal 8 22| ora forse alcun poco si abusa, di metter l'anime sotto 9 4| poesia. Voi sentite che io accenno qui al vizio fondamentale 10 2| spiriti vocali che si chiamano accenti, e l'attagliatura (mi si 11 5| poichè la coscienza s'è come accentrata, queste pugne silenziose 12 24| avea dinanzi una lampada accesa,~ E questa di splendente 13 9| Della materna voce il suono accoglie?~ ~ 14 3| spontanee, senza che voi ve ne accorgiate nemmeno, vi nascon nell' 15 22| vedete che si son tanto accostate alla triviale realtà, che 16 5| mano che l'uomo afferma ed accresce la potestà sua sulla natura, 17 22| Heine qual differenza, e che accrescimenti! E chi sa che questa forma 18 22| Ma non per questo s'ha da accusar d'impotenza lo spirito moderno; 19 14| riflessione, il sentimento acquista alcuni caratteri del pensiero, 20 14| le molte più che viene acquistando, e ch'ella man mano che 21 4| compenso, ha guadagnato in acuità; ed egli era mestieri che 22 25| spirito umano di bel nuovo si adagerà nel riconoscimento e nella 23 3| letto in cui tranquilla si adagi. Quanto siam lontani, o 24 3| sorpassa e va più oltre ad adagiarsi in un'altra fede. In cotal 25 7| delle volte per dar pascolo adatto e gradevole ad anime disoneste 26 4| questa diminuzione e questo addensamento dubitano non sia giunta 27 8| dell'anima nostra che noi addimandiamo sentimento della natura; 28 14| non possono dar compenso adeguato, le molte più che viene 29 3| veduta più mai nel mondo un'adeguazione così ampia del pensiero 30 23| curata oggidì; le lingue si adulterano e si corrompono, lo stile 31 5| coscienza, dove, popolo vario e affaccendato, s'urtano e si riurtano 32 25| obiettiva in una configurazione affettiva ed interna, e li dispone 33 8| quella complessa ed intima affezione dell'anima nostra che noi 34 25| traendo fuori una secreta affinità coi moti dell'anima nostra. 35 23| cerchiamo di appropriarci affrettatamente, e non senza qualche disordine, 36 5| per i mille intricatissimi aggiramenti della nostra coscienza, 37 3| concorrono, quando non vi si aggiunga ancora l'interesse letterario 38 8| che alla persona d'Achille aggiunge l'epiteto di piè veloce, 39 8| fantastico connubio, dove forme s'aggiungono a forme per generazion viva 40 22| un pallor subitano, un aggrottar di ciglio, un atto della 41 3| questi moti, non ha più agio via di stabilmente configurarsi, 42 3| pensiero che la muove si agitano e si travagliano faticosamente 43 7| valgano a scuotere e ad agitare le neghittose anime nostre, 44 25| nostra. La coscienza è troppo agitata e troppo turbata in noi, 45 22| suo eroe come lo sdegno l'agiti, o la pietà lo vinca, e 46 28| nostra, e secondo che ci aiutan le forze, l'opera grande 47 14| con propria potenza, o con aiuti di virtù misteriose; e da 48 24| chiesa,~ Che su colonne alabastrine e rare~ Con bella architettura 49 27| si trasmettono le vergini alate della favola.~ ~ 50 2| studiasse la storia del verso alessandrino francese, o dell'endecasillabo 51 15| altro il Byron, il Leopardi, Alfredo de Musset, lo Shelley, l' 52 3| la divina commedia dell'Alighieri! Qui la primitiva armonia 53 27| e d'una in un'altra età, allargandosi e restringendosi, ma non 54 14| violento de' casi e di tanto alleggerire e giocondare gli animi; 55 14| quell'asprezza, dovessero allenire alquanto la vita, alquanto 56 4| poesia naturalmente se ne allontana; e poichè la scienza ha 57 6| ei s'era con lo spirito allontanato. Fausto stanco e disilluso 58 | almeno 59 12| mattina. –~ Romoreggiò dell'alta torre in cima:~ – E tu scotiti, 60 24| nel mezzo un ben locato altare,~ Ch'avea dinanzi una lampada 61 15| immagini delle cose gli si alterano e gli si disformano. E però 62 2| minutamente e delicatamente alterarsi sotto l'azione di un nuovo 63 2| muti ancora l'effetto, se alteratosi quello spirito si veggano 64 2| veggano i segni poi della sua alterazione anche nelle cose ch'egli 65 8| separi da loro, e da questo alternarsi delle attrazioni e delle 66 8| azzurro o stellato, degli alti e superbi monti, dell'orride, 67 21| vedi.~ Tien quelle rive altissima quiete;~ Ond'io quasi me 68 8| aperta campagna, o dall'alto di un colle, assistiam pensierosi 69 | altr' 70 7| pubblico. Più d'una voce s'è alzata contro la tendenza che i 71 8| luna diventa Diana, che le amadriadi si chiudono, dilicate e 72 15| pugnente nell'uno, pien d'un'amara rassegnazione nell'altro, 73 4| ancora questa sua dolce amica, l'abbandonerà per altro 74 5| gente si fan più gioconde e amichevoli, man mano insomma che la 75 2| e di carattere, non per amor del capriccio, che nelle 76 3| mondo un'adeguazione così ampia del pensiero poetico alla 77 22| tempo sì mirabili e nuovi ampliamenti. Ora il genere lirico era, 78 4| quanto ell'ha perduto in amplitudine, tanto, per compenso, ha 79 22| noi moderni si chiama l’analisi psicologica dell'uomo, non 80 2| leggi che possa a lungo andare far violenza alla natura, 81 15| la condizione de' tempi andati. Confrontate l'uno con l' 82 14| nostro turbinoso e rapace andiamo a dar di cozzo ed a frangerci. 83 16| , sulle rive del Gange, anela il meditabondo seguace del 84 5| generazione? Ella cantò l'angelico e il satanico della nostra 85 6| natura, e il potere che così angustamente è limitato dalla condizione 86 4| medesimo che negli organismi animali fanno il sangue e gli spiriti, 87 18| tra questa~ Immensità s'annega il pensier mio;~ E il naufragar 88 4| la poesia è un originale antagonismo e una viva guerra e continua. 89 3| ha sfiancate le compagini antiche, che i terribili ed immortali 90 4| alla vita di quest'arte, antichissima avvivatrice e consolatrice 91 8| leggiera religione delle antichissime genti, dove l'uomo, la natura 92 6| primo della serie, e, per anticipazione mirabile, precede di gran 93 8| quando la natura sia fatta antropomorfa, lo spirito umano, che in 94 8| antica è essenzialmente antropomorfita. La coscienza de' popoli 95 8| cosa proviamo noi quando in aperta campagna, o dall'alto di 96 5| anima è come uno spiraglio aperto nell'infinito, e in cui, 97 8| Naiadi, che il sole diventa Apollo, che la luna diventa Diana, 98 15| assegnò; l'uomo non se n'appaga, ma si trasforma, n'esce 99 15| il bruto e la pianta, s'appagano del modo come natura li 100 14| necessità delle cose, s'appagherà di dire che tale è la condizione 101 2| ma ancora nello esterno apparato della forma, la quale sempre, 102 12| il tuo grido: il raggio appare. –~ Vòlto alla messe, mormorò: – 103 4| credere che la poesia s'apparecchi a morire in quella appunto 104 6| dopo essersi lungamente apparecchiato a godere un premio che non 105 2| operazioni e in tutte le appartenenze del viver nostro, nei reggimenti, 106 | appena 107 3| psicologi) e i gruppi delle idee appercettive; tutti questi pensieri e 108 23| è per avventura maggiore appo noi, che, entrati di recente 109 7| molti, sebbene un solo v'apponga il nome. Se non che mal 110 23| vita nuova, cerchiamo di appropriarci affrettatamente, e non senza 111 8| falso ed assurdo. Basta aprire i volumi di que' primi poeti 112 5| degli abissi che gli si aprivan dinanzi; più d'una volta 113 25| maravigliati della regolarità architettonica della sua struttura, dell' 114 24| alabastrine e rare~ Con bella architettura era sospesa;~ Sorgea nel 115 4| Diana, la cacciatrice dall'arco d'argento, e son più e più 116 28| anche mia, ed io non avrei ardito di prendere tale ufficio, 117 5| travaglio spariscono dall'arena della vita esteriore, cresce, 118 4| cacciatrice dall'arco d'argento, e son più e più anni trascorsi 119 22| essendo, quali io mi sono argomentato di venir mostrando, i caratteri 120 7| tripudio della colpa, gli argomenti che valgano a scuotere e 121 4| squallido pianeta, privo d'aria e di vita, cenere e scoria 122 2| cresce, muta, si svolge. Da Aristotile in poi le poetiche infinite 123 3| Alighieri! Qui la primitiva armonia della umana natura è profondamente 124 3| realtà della vita, e una così armonica e viva fusione delle interiori 125 5| dentro immani pensieri gli arrapinano l'anima, a' quali non può 126 23| un guastofatto non s'arreca rimedio con mettere insieme 127 11| l'arte della pittura s'è arricchita di un genere poco dagli 128 6| studio non per altro che per arrivare a conoscere un giorno tutta 129 22| spontanea, perchè nelle artefatte e letterarie già di quell' 130 22| perchè la musica, di tutte le arti la più subbiettiva, ed anche 131 14| nostri, ponendosi tra l'aspra realtà delle cose e le lor 132 14| alcuna parte copriva di quell'asprezza, dovessero allenire alquanto 133 15| e particolar carattere, aspro e pugnente nell'uno, pien 134 15| del posto ch'ella loro assegnò; l'uomo non se n'appaga, 135 20| Talor m'assido in solitaria parte,~ Sovra 136 10| natura a un San Francesco d'Assisi! È noto a tutti quell'inno, 137 8| o dall'alto di un colle, assistiam pensierosi e raccolti allo 138 4| altra, e in novo connubio si associa alle idee ed alla speculazione, 139 3| vi sarà mai nel mondo un'assoluta poesia, e discutere della 140 8| giudizio evidentemente falso ed assurdo. Basta aprire i volumi di 141 28| pur testè rapito a questo Ateneo, e a voi, o giovani studiosi. 142 4| pur tuttavia anco questa è atta a produrre in noi quella 143 2| si chiamano accenti, e l'attagliatura (mi si passi il vocabolo) 144 8| della loro azione, o in un atteggiamento di lor figura che sono essenzialmente 145 6| ed altre disillusioni lo attendono; così ciascuno di noi, dopo 146 14| alquanto la vita, alquanto attenuar dovessero lo scontro violento 147 22| aggrottar di ciglio, un atto della persona, e dice del 148 16| risolversi in una specie di attonita pace, in una tranquillità 149 3| morta favella vi suona nell'attonito orecchio; un sentimento 150 3| travagliano faticosamente sotto l'attrazione dell'infinitamente remoto 151 8| questo alternarsi delle attrazioni e delle repulse nasce in 152 11| fantastica obiettività in cui s'attribuiscono alle cose della natura alcune 153 14| coscienza, si sbaldanzisce e s'attrista come il fanciullo quando 154 12| chiome a festa. –~ Toccò all'augel le sonnacchiose piume:~ – 155 21| Strider, batter penna augello in ramo,~ farfalla ronzar, 156 12| O marinai,~ Vele all'aure; la notte è scorsa omai. –~ 157 7| ella a dar tutta ai loro autori? Non è ella anco nostra 158 2| quaggiù! imperocchè non è autorità di leggi che possa a lungo 159 | avea 160 | avendolo 161 | averne 162 | avesse 163 14| angoscioso e più amaro che non avesser gli antichi? Onde nasce 164 | avessero 165 | aveva 166 3| ed immortali problemi che avevan preoccupata, senza turbarla 167 | avran 168 | avrei 169 | avrete 170 23| d'Europa, ma esso è per avventura maggiore appo noi, che, 171 3| formando. Se non che e' bisogna avvertire che i tempi corron precipitosi, 172 7| tuttodì, senz'altrimenti avvertirne i lettori od il pubblico. 173 8| in quella condizione di avviluppamento ch'è proprio di poi della 174 7| il nome. Se non che mal s'avviserebbe chi dalla sconcezza e dalla 175 4| quest'arte, antichissima avvivatrice e consolatrice degli animi 176 3| profondamente sconvolta; l'azion del poema e il pensiero 177 8| destasse la vista del cielo azzurro o stellato, degli alti e 178 8| subbiettivizza stesso (non badate, vi prego, alla barbarie 179 3| coscienza della umanità bambina, sono stati profondamente 180 8| Gli uomini storicamente bambini non bene dapprima distinguon 181 2| iscuole e in oligarchie, o con bandir leggi fatte da loro, di 182 23| insieme vocabolarii di voci o barbare o errate, con dettar 183 5| costumi si sostituiscono ai barbari, che le relazioni fra uomo 184 25| puro segno ideografico. Basterà ch'io vi citi a questo proposito 185 2| vederne un notevole esempio basterebbe, senza andar più , che 186 21| non cicala~ Strider, batter penna augello in ramo,~ 187 25| molto lo spirito umano di bel nuovo si adagerà nel riconoscimento 188 24| alabastrine e rare~ Con bella architettura era sospesa;~ 189 25| armonico d'incomparabile bellezza. Se un moderno avesse avuto 190 11| di grandi o di commoventi bellezze poetiche da questo o da 191 22| Eneide, e principalmente nel bellissimo episodio di Didone. La lirica, 192 14| e qui nel credere è il beneficio) o con propria potenza, 193 14| la vita si vantaggia dei benefizii dell'incivilito costume, 194 | bensì 195 6| fuscellino da terra. Un beveraggio infernale gli ridà la giovinezza, 196 6| confrontar tra loro queste bieche e dolorose figure per vedere 197 11| sotto la notte di un ciel boreale, sogna di una verde palma, 198 14| come, starei per dire, una borra molle che alcuna parte copriva 199 11| esempio soltanto, in una breve poesia del Longfellow, Lo 200 11| è celebre esempio quella brevissima poesia dell'Heine dove è 201 15| generatore. L'altre creature, il bruto e la pianta, s'appagano 202 16| meditabondo seguace del Budda, lo stesso Leopardi ve ne 203 4| cuore. Ma non parmi che sia buona ragione a questo dubbio 204 28| superstiti serriamo le file, come buoni soldati in sul campo, e 205 5| continuamente si frange nella burrasca della propria coscienza; 206 4| luna la vergine Diana, la cacciatrice dall'arco d'argento, e son 207 5| passi cadono in misurata cadenza sul pavimento; dentro immani 208 15| disdegnoso e imperterrito, fa cader sopr'esse le grandi ombre 209 5| suo volto; i suoi passi cadono in misurata cadenza sul 210 15| non sia. Dal cruccio di Caino all'orrore del carcere di 211 11| remote regioni, sotto al caldo sole de' tropici, voluttuosamente 212 14| procedente più cose perde, cammin facendo, a cui non possono 213 8| proviamo noi quando in aperta campagna, o dall'alto di un colle, 214 12| sonnacchiose piume:~ – Svegliati e canta, com'è tuo costume. –~ – 215 7| protagonista, dice di volerci cantare un poema della sazietà e 216 5| d'ogni generazione? Ella cantò l'angelico e il satanico 217 22| vedere com'esso sia fatto capace d'intendere le cose per 218 8| gli antichi non fossero capaci di commozione allo spettacolo 219 8| poeta. Se non che questa capacità di ricevere dentro di 220 2| carattere, non per amor del capriccio, che nelle cose della storia 221 8| chiudono, dilicate e leggiadre captive, sotto la rozza scorza, 222 8| che sono essenzialmente caratteristici e, starei per dire, iconici, 223 15| di Caino all'orrore del carcere di Chillon, da Sardanapalo 224 17| Sempre caro mi fu quest'ermo colle,~ 225 6| aver corso un tratto questa carriera dolorosa della vita, dopo 226 14| questi dì la poesia, come le carte s'empion d'amaritudine. 227 12| tu, gallo, che stai sul casolare,~ Orsù, leva il tuo grido: 228 5| lunghe logge vetriate del suo castello. Di marmo è il suo volto; 229 28| l'anima nel salire questa cattedra, dove tanti illustri mi 230 2| maraviglia se mutata la causa muti ancora l'effetto, se 231 | ce 232 12| mare un vento uscío;~ – Cedi, ei disse alla nebbia: il 233 11| di quest'ultima forma è celebre esempio quella brevissima 234 4| privo d'aria e di vita, cenere e scoria di un mondo combusto. 235 2| intendendone altra, cercarono e cercano, o con legarsi in iscuole 236 2| e tutta la forma insomma cercar di comporsi co' moti interiori 237 7| universalmente oggimai a cercare nel trambusto delle violente 238 3| ed io credo che sia da cercarne la cagione recondita in 239 2| non intendendone altra, cercarono e cercano, o con legarsi 240 2| di ritegno e di governo, cercava e trovava da le sue vie. 241 23| un periodo di vita nuova, cerchiamo di appropriarci affrettatamente, 242 | certi 243 25| universali e sostentatrici; e cesseranno allora questi vacillamenti 244 2| vedrebbe la disposizione delle cesure, la economia dei gruppi 245 25| obietto della descrizione, chè i moti dell'animo suo vi 246 2| quegli spiriti vocali che si chiamano accenti, e l'attagliatura ( 247 14| parvificazione e senza errore chiamar vizii e storture le grandi 248 4| appunto di render le cose chiare e le nozioni precise, voi 249 4| un oggetto perfettamente chiarito dalla scienza, se cessa 250 15| all'orrore del carcere di Chillon, da Sardanapalo a Napoleone, 251 12| Spiega la pompa di tue chiome a festa. –~ Toccò all'augel 252 8| Diana, che le amadriadi si chiudono, dilicate e leggiadre captive, 253 | chiunque 254 | ciascun 255 21| onda incresparsi, e non cicala~ Strider, batter penna 256 22| subitano, un aggrottar di ciglio, un atto della persona, 257 12| Romoreggiò dell'alta torre in cima:~ – E tu scotiti, o squilla, 258 | cioè 259 8| distinguon stessi dal circostante mondo, ma in più maniere 260 25| ideografico. Basterà ch'io vi citi a questo proposito l'esempio 261 4| si raccoglie, come in una cittadella nel cuore, e rincacciata 262 8| interna, e non opera di ciurmadori; o credono che l'esser loro 263 3| il pensiero che di quel clamoroso passato non è rimasta altra 264 8| aver per tal modo una viva cognazione ed un'intima comunanza. 265 14| acquistato ancora una più retta cognizione delle necessità nostre, 266 3| altre trasformarsi, e qui e colà già mostrarsi gli accenni 267 4| idea noi irresistibilmente colleghiamo l'idea della vita, e di 268 8| si stringa in misterioso colloquio, e che tutte in alcuno strano 269 7| coloro che li scrivono come a color che li leggono.~ ~ 270 4| ed alla speculazione, e colora di i grandi e immortali 271 14| veramente credo che i sogni coloriti e leggiadri ond'eran piene 272 4| cenere e scoria di un mondo combusto. E pur non di meno la poesia 273 22| letterarie già di quell'arte si comincia a scoprir qualche principio, 274 3| ci addimostra la divina commedia dell'Alighieri! Qui la primitiva 275 21| spirto o senso~ Più le commova, e lor quiete antica~ Co' 276 11| potrei recare di grandi o di commoventi bellezze poetiche da questo 277 3| illudete. Quando voi vi sentite commover dentro alla lettura dell' 278 3| poesia del libro, ma vi commovono anche più altre cose che 279 3| entrata che n'ha sfiancate le compagini antiche, che i terribili 280 22| d'Omero, avran nuovi compagni i cicli epici del medio 281 18| silenzio a questa voce~ Vo comparando: e mi sovvien l'eterno,~ 282 14| sentimenti rinvolti nelle idee e compenetrati con esse. Gli è questo un 283 28| esempii. Questo onore si compete ai partiti; noi superstiti 284 5| tutta riversata di fuori, si compiace di narrare ora, poichè la 285 14| trova non so che misterioso compiacimento a sentirsi stemperare in 286 5| dunque s'ella, che già si compiacque di narrare le pugne della 287 15| sospira d'amore, piange, compiange e deride. La lira del Leopardi, 288 28| contenda il giusto e doveroso compianto, ma rendiamogli più degno 289 2| moltitudine mobile e viva, le compilarono, si videro ben presto soverchiati 290 3| anni ancora lontano dal compimento, si possono vedere alcune 291 2| vanissima tra quante se ne compion quaggiù! imperocchè non 292 2| forma insomma cercar di comporsi co' moti interiori dell' 293 8| cognazione ed un'intima comunanza. E di qui nasce quella ingenua 294 10| tanto mirabile, in cui egli, concependo nella fervorosa fantasia 295 3| e (lasciatemi usar di un concetto e di una denominazione ormai 296 3| tutti questi sentimenti concorrono, quando non vi si aggiunga 297 15| disdegnandosi quasi della sua condizion di creatura operata, si 298 6| sudore superata la via che conduce allo scopo, dopo essersi 299 3| agio via di stabilmente configurarsi, di prender fermi e certi 300 21| Co' silenzi del loco si confonda.~ ~ 301 15| per quanto gli pare che si conformino alla legge del dolore ferrea 302 6| quello di chi prendesse a confrontar tra loro queste bieche e 303 15| condizione de' tempi andati. Confrontate l'uno con l'altro il Byron, 304 8| disimpegnandosi da questa complessa e confusa intuizione, perviene ad 305 14| sentirsi stemperare in vaghe e confuse melanconie, a sentirsi convellere 306 5| sia qualche tendenza alla confusione, non s'è mai fatto un così 307 25| descrive. Qui la forma è congenita all'idea, e ne vien fuori 308 15| cui quel male fu nativo e congenito, non ha altro sentimento 309 8| cui fortuna è intimamente congiunta a quella di una quercia 310 8| significa, quasi in figura di conio, l'impressione ch'essa fece 311 8| giunte insino a noi, di connessioni vitali fra persone umane 312 11| maniere, e fatta con varii connettimenti del naturale e dell'umano, 313 22| sopravvivere delle tre che conobber gli antichi? Imperocchè 314 6| fra il desiderio che non conosce termini di spazio, di 315 5| azione di dentro; l'uno tutto conseguente e immediato, l'altro che 316 25| sui pilastri. Se vi fate a considerar più da presso i due primi 317 15| puerile travaglio, e volendola considerare dal solo punto di veduta 318 4| mi fermi, a fare alcune considerazioni. Certo in principio, e in 319 4| antichissima avvivatrice e consolatrice degli animi umani; e par 320 16| procedendo oltre, e poi consumandosi nel proprio tormento e nella 321 6| nostro viver terreno. Egli consunse la vita nello studio non 322 2| nostra si equilibrano e si contemperano le une con le altre. La 323 28| giovani studiosi. Non ci si contenda il giusto e doveroso compianto, 324 8| che termini s'ha ella da contenere? Imperocchè se alcuno volesse 325 22| per l'intima fusione del contenuto e della forma, ricevette 326 28| potrò io farmi non indegno continuatore dell'opere loro? come potrò 327 28| soldati in sul campo, e continuiamo, ciascuno per la parte nostra, 328 14| più al fondo e chi tenga conto delle relazioni e delle 329 6| anima che presa in mezzo da contrarie potenze smarrisce la facoltà 330 15| La lira del Leopardi, per contrario, non ha che una nota, la 331 14| confuse melanconie, a sentirsi convellere da sformati e incalzanti 332 22| son anzi cresciute, e a convincersene basta vedere com'esso sia 333 7| nasce dalla impotenza di coordinarsi a nessuna interna od esterna 334 11| rappresentato un pino, che coperto di neve, costretto nel ghiaccio, 335 14| borra molle che alcuna parte copriva di quell'asprezza, dovessero 336 18| fingo, ove per poco~ Il cor non si spaura. E come il 337 5| una curiosa diversità che corre da tempi a tempi. Man mano 338 7| di una letteratura troppo corrente a questi giorni volesse 339 4| la fantasia, la quale usa correrle innanzi si trova sempre 340 25| sgorgare in forma elegante e corretta. Il periodo ci si spezza 341 23| lingue si adulterano e si corrompono, lo stile si stempera in 342 3| bisogna avvertire che i tempi corron precipitosi, che mai non 343 12| giorno. –~ Susurrando sen corse alla foresta:~ – Spiega 344 6| ciascuno di noi, dopo aver corso un tratto questa carriera 345 3| inconcepibile: voi sentite che nelle coscienze umane una qualche cosa è 346 11| pino, che coperto di neve, costretto nel ghiaccio, sotto la notte 347 5| man mano che gl'inciviliti costumi si sostituiscono ai barbari, 348 14| rapace andiamo a dar di cozzo ed a frangerci. Così dunque, 349 11| da questo o da quel poeta create col mettere a riscontro, 350 15| quasi della sua condizion di creatura operata, si sforza di rifarsi 351 15| proprio generatore. L'altre creature, il bruto e la pianta, s' 352 15| trascorrendo per le cose della creazione, riguardatore disdegnoso 353 6| Nerone dell'Hamerling son sue creazioni, e non sarebbe studio gettato 354 2| picciola parte che non si creda da molti, ma sì bene perchè 355 3| lettura dell'Iliade non crediate che sia tutta emozione poetica 356 5| potuto ancor penetrare. E creò strane e spaventose figure 357 2| ad impedire che il nuovo crescesse sul vecchio e contro il 358 22| moderno; le sue forze son anzi cresciute, e a convincersene basta 359 2| dovesse rimaner fissa e come cristallizzata in una forma dogmatica. 360 3| dal paganesimo alla fede cristiana. La religione così sorpassata 361 3| in ogni verso del poeta cristiano il terrore ineffabile dell' 362 21| Ed erba o foglia non si crolla al vento;~ E non onda incresparsi, 363 15| del Leopardi non sia. Dal cruccio di Caino all'orrore del 364 5| intestine? Se con tanta cura e tanta sollecitudine raccoglie 365 23| scrivere. La forma è poco curata oggidì; le lingue si adulterano 366 11| genere poco dagli antichi curato, la pittura di paese, e 367 5| di Manfredo. Notate una curiosa diversità che corre da tempi 368 5| chiuse di essa, dove sguardo curioso non è potuto ancor penetrare. 369 | da' 370 22| qualche maniera la vita daccapo. In que' tempi di rozza 371 | dai 372 22| morta, ed è giusto che sia, dappoichè il tragico s'è dileguato 373 8| storicamente bambini non bene dapprima distinguon stessi dal 374 | davanti 375 | de 376 2| dimestichezza; ma ch'essa debba di necessità far così non 377 2| naturale che altro non è che un degenerare a lor giudizio. Opera incresciosa 378 28| compianto, ma rendiamogli più degno tributo con imitarne gli 379 2| che lo regge minutamente e delicatamente alterarsi sotto l'azione 380 23| principii di libertà e di democrazia che movono tutta quanta 381 3| di un concetto e di una denominazione ormai famigliari ai psicologi) 382 15| amore, piange, compiange e deride. La lira del Leopardi, per 383 15| nell'altro, disdegnoso e derisorio nel terzo. Fermatevi a paragonare 384 22| popolare e spontanea son descritti gl'interiori movimenti dell' 385 25| disegna nella strofa che la descrive. Qui la forma è congenita 386 15| chi lo mostra con voltarsi desiosamente indietro e con rimpiangere 387 | desso 388 8| esteriore, quai sentimenti vi destasse la vista del cielo azzurro 389 12| intorno,~ Ei gridò: – Vi destate, è presso il giorno. –~ 390 22| questa forma non sia sola destinata a sopravvivere delle tre 391 23| barbare o errate, con dettar leggi e metter regole al 392 24| quadra e spazïosa pare~ Una devota e venerabil chiesa,~ Che 393 14| di lamento suona a questi la poesia, come le carte 394 8| figurazioni e di accenni ne dican qualcosa. Che cosa? Ci pare 395 22| Decadenza? e perchè? S'ei dicessero mutazione, direbbero cosa 396 3| intuizione scientifica, o come dicono positiva delle cose, e la 397 22| nel bellissimo episodio di Didone. La lirica, dunque, che 398 12| nebbia: il posto è mio. –~ Diè un saluto a' navigli: – 399 22| Byron e dell'Heine qual differenza, e che accrescimenti! E 400 22| dappoichè il tragico s'è dileguato dalla nostra vita; e l'altre 401 2| umano è la storia di un dilibramento continuo e irresistibile, 402 2| cosa che mentre di questo dilibrarsi si veggon gli effetti in 403 8| le amadriadi si chiudono, dilicate e leggiadre captive, sotto 404 4| Finalmente ei non bisogna dimenticare che la scienza per ogni 405 2| lettere alcuna benchè piccola dimestichezza; ma ch'essa debba di necessità 406 4| molti che vedendo questa diminuzione e questo addensamento dubitano 407 12| Dei morti sospirò sulla dimora:~ – Pace: per voi non è 408 22| tale sia veramente, ve lo dimostra, nonchè altro, lo sterminato 409 10| fratellanza di tutti gli esseri in Dio creatore, chiama fratelli 410 21| tranquilla imago il Sol dipinge,~ Ed erba o foglia non si 411 22| S'ei dicessero mutazione, direbbero cosa più giusta e più vera. 412 15| non ha altro sentimento diretto salvo quello del proprio 413 28| argomento. Ho io mestieri di dirvi ora che una profonda emozione 414 5| mai fatto un così profondo discernimento com'ora. Gli è che in nessun 415 14| per lo intelletto e pel discorso della ragione tutti i fatti 416 3| mondo un'assoluta poesia, e discutere della superiorità dell'antica 417 15| secolare lavoro dell'uomo, che disdegnandosi quasi della sua condizion 418 25| simmetrica della chiesa si disegna nella strofa che la descrive. 419 15| gli si alterano e gli si disformano. E però la poesia del Byron 420 3| si vider com'ora le idee disfrenate rincorrersi e sovrammontarsi, 421 14| dove noi, da gran pezza disillusi e fatti scienti del vero, 422 6| altra stanchezza ed altre disillusioni lo attendono; così ciascuno 423 6| allontanato. Fausto stanco e disilluso torna sulla sua via, dov' 424 8| ecc. ecc. Poscia l'uomo disimpegnandosi da questa complessa e confusa 425 6| che non verrà, si volge disiosamente agli anni fuggiti, e con 426 3| e dell'infinito. Questa dislocazione, se così mi lasciate dire, 427 7| adatto e gradevole ad anime disoneste o maligne, ma bensì per 428 23| stile si stempera in una disordinata e negligente esposizione, 429 3| fermi e certi caratteri, ma disordinatamente d'una in altra forma si 430 7| spirito; Nerone il trascorrer disordinato di uno spirito in cui l' 431 23| affrettatamente, e non senza qualche disordine, l'opre e il pensiero delle 432 14| espirazione dell'anima, suona così disperato e lugubre, e' bisogna pur 433 15| in forma di fastidio o di disperazione, e con espresso lamento; 434 25| affettiva ed interna, e li dispone secondo che li vien traendo 435 12| vento uscío;~ – Cedi, ei disse alla nebbia: il posto è 436 3| intelletto dalla minuta dissonanza che è tra le idee che per 437 9| santa~ Natura? vivi, e il dissueto orecchio~ Della materna 438 8| vicini, ora che una infinita distanza ci separi da loro, e da 439 15| di aspetti per tutta la distesa de' tempi, e copre tutto 440 25| La descrizione lirica si distingue dalla descrizione epica 441 8| bambini non bene dapprima distinguon stessi dal circostante 442 8| fare anche un carattere distintivo fra molti altri della nostra 443 2| membratura del verso, e la distribuzione di quegli spiriti vocali 444 7| l'altra tutte le potenze divengon predominanti, e che non 445 15| filosofia. Le cose per tanto gli divengono intelligibili per quanto 446 3| tormento del pensiero poetico, diventan ben più visibili e più profondi 447 15| tempra quanto mai si possa diversa, eglino son travagliati 448 15| dolore è da spiriti diversi diversamente manifestato; e chi lo significa 449 22| questo secolo, e fra tutte le diversissime genti d'Europa. Se non che 450 2| cristallizzata in una forma dogmatica. Se non che la poesia si 451 3| in un rigido sistema di dogmi; e se può tuttavia con la 452 3| ideale e poetica. Avrem noi a dolercene, o avrem noi a dire per 453 6| un tratto questa carriera dolorosa della vita, dopo aver con 454 3| sono stati profondamente e dolorosamente rimossi; e voi sentite fremere 455 6| tra loro queste bieche e dolorose figure per vedere che cosa 456 8| provarne alcun piacevole o doloroso commovimento, è ben lontano 457 11| tropici, voluttuosamente si dondola al vento. Infiniti esempii 458 8| sentite ancora a narrare di donzelle la cui vita è per misteriosi 459 28| onorando per virtù e per dottrina, che la morte ha pur testè 460 | dov' 461 3| che però la poesia, con dover seguire questi moti, non 462 7| lotta fra la passione e il dovere, e in questa lotta egli 463 28| si contenda il giusto e doveroso compianto, ma rendiamogli 464 2| voci dell'anima nostra, dovesse rimaner fissa e come cristallizzata 465 15| lirica, dalla lirica alla drammatica, e percorrendo tutti i toni 466 7| scrittori di romanzi e di drammi fanno tuttodì, senz'altrimenti 467 4| liberamente se non sulle cose dubbie ed oscure; ell'ha bisogno 468 4| sia buona ragione a questo dubbio posso indurmi a credere 469 4| spirito poetico, e da molti si dubita che questo non abbia finalmente 470 4| diminuzione e questo addensamento dubitano non sia giunta ormai l'ora 471 25| rizzano come otto colonne di duro e lucente marmo, e l'intera 472 | ebbi 473 22| di poeti lirici, e molti eccellenti, che noi abbiamo avuto in 474 15| addimostra l'uomo la sua eccellenza e la sua nobiltà.~ ~ 475 8| spirito di Narciso, che negli echi delle valli profonde vive 476 2| disposizione delle cesure, la economia dei gruppi sillabici, tutta 477 2| dilibrarsi si veggon gli effetti in tutte le operazioni e 478 2| mutata la causa muti ancora l'effetto, se alteratosi quello spirito 479 3| rappresenta in modo pieno ed efficace quella parte d’idealità 480 5| ho detto, è un immediato efflusso dell'anima nostra; qual 481 | eglino 482 11| Lo spuntare del giorno, egregiamente tradotta dal chiaro professore 483 2| è da tutti riconosciuto egualmente. E pero furono in ogni tempo, 484 14| ma impressioni variamente elaborate e come tradotte nei processi 485 25| possano sgorgare in forma elegante e corretta. Il periodo ci 486 25| un singolare processo di elezione: essa riordina gli elementi 487 14| poesia, come le carte s'empion d'amaritudine. Gli è questo 488 2| alessandrino francese, o dell'endecasillabo italiano, dove vedrebbe 489 22| come, per esempio, nella Eneide, e principalmente nel bellissimo 490 4| stesso, può tuttavia entrare in una qualche relazione 491 23| maggiore appo noi, che, entrati di recente in un periodo 492 22| avran nuovi compagni i cicli epici del medio evo. Ma non per 493 5| infinito numero di cicli e di epicicli imposti gli uni sugli altri; 494 22| principalmente nel bellissimo episodio di Didone. La lirica, dunque, 495 2| energie dell'anima nostra si equilibrano e si contemperano le une 496 | eran 497 21| imago il Sol dipinge,~ Ed erba o foglia non si crolla al 498 17| Sempre caro mi fu quest'ermo colle,~ E questa siepe, 499 22| naturali e le umane, gli eroi e i loro fatti, ma dove 500 23| vocabolarii di voci o barbare o errate, con dettar leggi e metter 501 23| tempi presenti. Prendete ad esaminare, per un esempio, una ottava 502 15| appaga, ma si trasforma, n'esce con trionfali fatiche, e 503 17| ultimo orizzonte il guardo esclude.~ ~ 504 7| che non manchi almeno la esecrazion degli onesti. Ma la colpa 505 4| perchè la fantasia non si esercita liberamente se non sulle 506 8| religione nata dal libero espandersi dello spirito umano sulla 507 14| quando il verso, ch'è la espirazione dell'anima, suona così disperato 508 23| disordinata e negligente esposizione, e i principii di libertà 509 15| o di disperazione, e con espresso lamento; chi, tacendo di 510 | essendo 511 10| fratellanza di tutti gli esseri in Dio creatore, chiama 512 | esserne 513 4| poesia ha molto perduto della estensione antica; ma quanto ell'ha 514 7| coordinarsi a nessuna interna od esterna legge. Armando è lo sfacelo 515 2| si fa d'interni e non d'esterni processi, viene da dentro, 516 2| procedimenti, ma ancora nello esterno apparato della forma, la 517 5| scrutatore dare indietro esterrefatto alla vista degli abissi 518 8| anima simile a lei, ma la estraneità degli aspetti la respinge 519 5| affetti. Prendete due termini estremi: paragonate Achille ad Amleto. 520 15| solo punto di veduta dell'eudemonismo, non intende quanto sia 521 8| e' farebbe un giudizio evidentemente falso ed assurdo. Basta 522 | facciamo 523 | facendo 524 | facendosi 525 3| vita nostra in immediata, facile ed intima corrispondenza: 526 8| quella di una quercia o di un faggio perduto in fondo a qualche 527 3| Sarebbe puerile il rimpianto e fallace il giudizio; imperocchè, 528 8| un giudizio evidentemente falso ed assurdo. Basta aprire 529 6| che ne fa quasi una sola famiglia, e che cosa siavi in pari 530 3| una denominazione ormai famigliari ai psicologi) e i gruppi 531 5| uomo e fra gente e gente si fan più gioconde e amichevoli, 532 14| sbaldanzisce e s'attrista come il fanciullo quando diventa uomo. E veramente 533 14| leggiadri ond'eran piene le fantasie degli antichissimi padri 534 4| medesimi, con tutta quella fantasmagoria di sentimenti figurati, 535 5| s'urtano e si riurtano fantasmi infiniti d'ogni generazione? 536 4| mito integra idealmente e fantasticamente le cose, e perchè senza 537 8| mondo, ma in più maniere fantastiche, o credono d'avere in 538 8| delle cose naturali, e' farebbe un giudizio evidentemente 539 21| penna augello in ramo,~ farfalla ronzar, voce o moto~ 540 | farmi 541 15| trasforma, n'esce con trionfali fatiche, e s'afferma a sua volta 542 | fatte 543 3| oramai che in una morta favella vi suona nell'attonito orecchio; 544 27| trasmettono le vergini alate della favola.~ ~ 545 5| scrutato sì addentro e con sì febbrile insistenza. Più d'una volta 546 7| dalla sconcezza e dalla ferita di una letteratura troppo 547 7| predominanti, e che non riesce a fermarsi in nessuno stabile equilibrio. 548 15| disdegnoso e derisorio nel terzo. Fermatevi a paragonare più da presso, 549 5| della nostra natura, e si fermò, interrogatrice ostinata, 550 15| conformino alla legge del dolore ferrea ed universale; e però egli 551 10| cui egli, concependo nella fervorosa fantasia una fratellanza 552 12| la pompa di tue chiome a festa. –~ Toccò all'augel le sonnacchiose 553 8| si trovano ancora nelle fiabe e nelle leggende dagli antichissimi 554 27| non muore; pari a quella fiaccola immortale della vita, che 555 4| fantasmagoria di sentimenti figurati, che, senza posa, com'ombre, 556 25| avrebbe rotta la naturale figurazione e dell'oggetto e della strofa 557 8| alcuno strano linguaggio di figurazioni e di accenni ne dican qualcosa. 558 22| aspetto il sentimento si figuri e si manifesti; ma non va 559 28| noi superstiti serriamo le file, come buoni soldati in sul 560 15| principio ancora della sua filosofia. Le cose per tanto gli divengono 561 22| giusta e più vera. Certo, fin che sia per durare questo 562 18| quiete~ Io nel pensier mi fingo, ove per poco~ Il cor non 563 14| incivilito costume, quando più fioriscono le utili industrie e le 564 2| nostra, dovesse rimaner fissa e come cristallizzata in 565 2| leggi fatte da loro, di fissare il gusto una volta per sempre, 566 6| sollevar nemmeno un lembo del fitto vel che lo copre; egli si 567 3| che mai non si vide questa fiumana turbolenta delle umane cose 568 8| nereggianti selve, dei fiumi spumosi e veloci, del mar 569 2| nasce dalla più mobile e fluida delle nostre facoltà, che 570 15| naturali ed umane. Con mirabile fluidità passa dall'epica alla lirica, 571 24| questa di splendente e chiaro foco~ Rendea gran lume all'uno 572 14| Gli è questo un vezzo, una foga di tempi imbizzarriti? Per 573 21| Sol dipinge,~ Ed erba o foglia non si crolla al vento;~ 574 4| io accenno qui al vizio fondamentale di quello che oggi si chiama 575 3| ricche e da più vergini fonti, sia anche più perfetta 576 15| parecchi viventi, nostri e forestieri, e vedrete come in ciascuno 577 3| ma si tramuta in un vacuo formalismo, o si petrifica in un rigido 578 3| novissime cose che si vengon formando. Se non che e' bisogna avvertire 579 2| pensiero logico viene a formarsi in noi come un'altra qualità 580 4| poesia. Quando noi ci siam formati nello spirito la nozione 581 6| ha potenza di proporsi il formidabile problema delle cose, e non 582 25| ormai per simbolismi e per formole; come il periodo si frange, 583 8| fiore, e di guerrieri la cui fortuna è intimamente congiunta 584 22| generi poetici uno non ve ne fosse più degli altri acconcio 585 | fossero 586 | foste 587 10| cose della natura a un San Francesco d'Assisi! È noto a tutti 588 2| storia del verso alessandrino francese, o dell'endecasillabo italiano, 589 14| andiamo a dar di cozzo ed a frangerci. Così dunque, noi, mentre 590 23| essere delle parole e delle frasi, è delle idee. Ora lo scrivere 591 10| nella fervorosa fantasia una fratellanza di tutti gli esseri in Dio 592 10| in Dio creatore, chiama fratelli il sole, il vento ed il 593 15| toni dei sentimenti umani, freme di sdegno, sospira d'amore, 594 3| dolorosamente rimossi; e voi sentite fremere in ogni verso del poeta 595 23| lamento voi udrete far di frequente sopra le condizioni in cui 596 16| e figurata come di sogni fuggenti, in alcun che di simile, 597 8| volte d'intendere, ma le son fuggevoli intellezioni che svaniscono 598 6| volge disiosamente agli anni fuggiti, e con la fantasia, non 599 10| il sole, il vento ed il fuoco, e sorelle la luna, le stelle, 600 | furono 601 6| stesso, non vale a muovere un fuscellino da terra. Un beveraggio 602 12| tuo costume. –~ – E tu, gallo, che stai sul casolare,~ 603 16| cui, , sulle rive del Gange, anela il meditabondo seguace 604 7| nei travolgimenti e nelle gazzarre del vizio, nell'amaro tripudio 605 4| in principio, e in tesi generale, la scienza nuoce alla poesia. 606 4| così cruda e mortale come generalmente si stima. Le vaste e grandi 607 6| facoltà del volere, di cui si generan l'opere; la ragione è per 608 15| qualche parte il proprio generatore. L'altre creature, il bruto 609 8| s'aggiungono a forme per generazion viva e incessante; religione 610 3| di secoli e tante morte generazioni, vi fate specchiar nell' 611 25| pensiero poetico naturalmente genererà e il linguaggio e lo stile. 612 22| non poteva fare che de' generi poetici uno non ve ne fosse 613 8| individualmente dalla natura, ma riman genericamente confuso con essa, e in ogni 614 14| fantastica soavità e alcuna gentilezza, così noi veggiam nascere 615 6| creazioni, e non sarebbe studio gettato quello di chi prendesse 616 11| coperto di neve, costretto nel ghiaccio, sotto la notte di un ciel 617 3| qualche diversità di grado, giacchè nel pensiero poetico v'è 618 21| già mi par che sciolte~ Giaccian le membra mie, spirto 619 22| abbandono in cui l'epica giace, e dire che una sì fatta 620 14| e di tanto alleggerire e giocondare gli animi; dove noi, da 621 5| gente e gente si fan più gioconde e amichevoli, man mano insomma 622 7| fatta tendenza, ai quali ne giova che non manchi almeno la 623 8| veloce, e quel di tonante a Giove, con che riesce a rappresentare 624 8| dagli antichissimi tempi giunte insino a noi, di connessioni 625 13| coloro per cui non è ancor giunto il momento, produce nell' 626 22| mutazione, direbbero cosa più giusta e più vera. Certo, fin che 627 6| lungamente apparecchiato a godere un premio che non verrà, 628 4| i solchi del verbo d'un Goethe, d'un Byron e d'un Leopardi? 629 5| abbiamo veduto l'uomo farsi Gorgone a medesimo. E la poesia 630 2| sdegnoso di ritegno e di governo, cercava e trovava da 631 7| per dar pascolo adatto e gradevole ad anime disoneste o maligne, 632 23| Il guasto è visibile e grave in tutti ormai i paesi d' 633 3| da' tempi luminosi della greca, primitiva poesia! quale 634 25| il portico di un tempio greco. Voi sentite in quei versi 635 12| Fuor del grembo del mare un vento uscío;~ – 636 12| terre, e lunge, intorno,~ Ei gridò: – Vi destate, è presso 637 4| tanto, per compenso, ha guadagnato in acuità; ed egli era mestieri 638 14| gusto? A chi delle cose guardi solo la superficie, e' parrà 639 8| imminente oscurità. Noi guardiamo le nubi infiammate dai raggi 640 17| Dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.~ ~ 641 8| alla vita di un fiore, e di guerrieri la cui fortuna è intimamente 642 8| intellezioni che svaniscono a guisa di nebbia. L'anima nostra 643 6| finalmente il Nerone dell'Hamerling son sue creazioni, e non 644 8| caratteristici e, starei per dire, iconici, così anche a ciascuna 645 4| perchè nel mito integra idealmente e fantasticamente le cose, 646 25| diventa quasi un puro segno ideografico. Basterà ch'io vi citi a 647 6| la profondità della sua ignoranza; egli ha potenza di proporsi 648 3| tempo. Se non che non v'illudete. Quando voi vi sentite commover 649 28| questa cattedra, dove tanti illustri mi precedettero? Come potrò 650 21| volve,~ La sua tranquilla imago il Sol dipinge,~ Ed erba 651 14| vezzo, una foga di tempi imbizzarriti? Per qualche parte, io non 652 28| rendiamogli più degno tributo con imitarne gli esempii. Questo onore 653 3| puramente, essa riflette l'immagine della terra e del cielo, 654 5| cadenza sul pavimento; dentro immani pensieri gli arrapinano 655 14| più impressioni schiette e immediate, non più sentimenti semplici 656 18| di lei. Così tra questa~ Immensità s'annega il pensier mio;~ 657 8| recondito terrore della imminente oscurità. Noi guardiamo 658 21| il mondo obbío~ Sedendo immoto; e già mi par che sciolte~ 659 2| son nemmeno riuscite ad impedire che il nuovo crescesse sul 660 15| riguardatore disdegnoso e imperterrito, fa cader sopr'esse le grandi 661 14| altro carattere non meno importante, e di cui è qui il luogo 662 3| Un'interna commozione s'impossessa degli animi nostri a quel 663 5| numero di cicli e di epicicli imposti gli uni sugli altri; l'uno 664 25| pensiero per alcun moto improvviso, per alcun subitano ricorrimento 665 6| travaglio che nasce dalla inadeguabile sproporzione ch'è in noi 666 15| profonda, così intensa, così incalzante che tale non l'hanno udita, 667 14| convellere da sformati e incalzanti pensieri, a farsi spettatrice 668 8| forme per generazion viva e incessante; religione senza misteri, 669 12| alla messe, mormorò: – T'inchina,~ E saluta il venir della 670 5| natura, man mano che gl'inciviliti costumi si sostituiscono 671 14| vantaggia dei benefizii dell'incivilito costume, quando più fioriscono 672 8| nebbia. L'anima nostra è inclinata a mettere in quegli obietti 673 3| prima forse voi non foste inclinati a credere. Gli è che ora 674 25| fuori un tutto armonico d'incomparabile bellezza. Se un moderno 675 3| infinitamente remoto e dello inconcepibile: voi sentite che nelle coscienze 676 5| incorrere d'idee repugnanti e d'inconciliabili affetti. Prendete due termini 677 2| giudicare che si genera dallo incontrarsi e dal compenetrarsi della 678 25| può più trovar luogo negli incorniciati e scompartiti schemi del 679 20| lago~ Di taciturne piante incoronato.~ ~ 680 5| turbati e sconvolti per tanto incorrere d'idee repugnanti e d'inconciliabili 681 2| degenerare a lor giudizio. Opera incresciosa e vanissima tra quante se 682 21| crolla al vento;~ E non onda incresparsi, e non cicala~ Strider, 683 5| poesia s'inspirò di queste indagini e di questi terrori, e nacquero 684 28| Come potrò io farmi non indegno continuatore dell'opere 685 3| a produrre in voi quell'indimenticabile commovimento. Del quale 686 8| necessità del viver nostro indissolubilmente ci legano e a cui noi più 687 8| questi vocaboli), si separa individualmente dalla natura, ma riman genericamente 688 8| sebbene operi e viva come individuo, pur non ancora ha chiaro 689 2| solo nella sostanza e nell'indole e nei procedimenti, ma ancora 690 3| la vastità dell'aspetto indur maraviglia, non commove, 691 7| modo anime intorpidite e indurate, e questo può recare qualche 692 4| perchè gli animi nostri indurati nel lungo uso della riflessione 693 4| a questo dubbio posso indurmi a credere che la poesia 694 14| più fioriscono le utili industrie e le scienze trionfatrici 695 14| negli animi nostri una vena inesauribile di amarezza. Ma una vena 696 14| fronte alla cruda, rigida, inesorabile necessità delle cose, nelle 697 6| da terra. Un beveraggio infernale gli ridà la giovinezza, 698 8| oscurità. Noi guardiamo le nubi infiammate dai raggi del sole morente, 699 8| cose vicini, ora che una infinita distanza ci separi da loro, 700 3| sotto l'attrazione dell'infinitamente remoto e dello inconcepibile: 701 2| Aristotile in poi le poetiche infinite che si sono scritte non 702 2| specificandosi, le nuove inflessioni del pensiero; e chi volesse 703 3| tempo non troverà, se non ingannano i segni, il letto in cui 704 8| comunanza. E di qui nasce quella ingenua fede, di cui innumerevoli 705 | innanzi 706 10| Assisi! È noto a tutti quell'inno, quanto rozzo tanto mirabile, 707 8| quella ingenua fede, di cui innumerevoli tracce si trovano ancora 708 4| grandi verità della scienza. Inoltre un oggetto perfettamente 709 3| essa non risponde più all'inquieto interrogar della ragione 710 23| arreca rimedio con mettere insieme vocabolarii di voci o barbare 711 28| supplire a quella dell'uomo insigne che regge di presente le 712 26| e insin che il sole~ Risplenderà 713 8| antichissimi tempi giunte insino a noi, di connessioni vitali 714 5| addentro e con sì febbrile insistenza. Più d'una volta abbiamo 715 5| a tarda notte passeggia insonne e solitario, nelle lunghe 716 5| medesimo. E la poesia s'inspirò di queste indagini e di 717 25| Un pensier tormentato ed instabile non può più trovar luogo 718 4| del mito, perchè nel mito integra idealmente e fantasticamente 719 4| le cose, e perchè senza integrazione ideale e fantastica non 720 23| imperocchè la forma non è un integumento o una veste del pensiero, 721 14| di far menzione, si è l'intellettualismo, pel qual nome si vuol significare 722 8| intendere, ma le son fuggevoli intellezioni che svaniscono a guisa di 723 3| il più gran luogo, rimane intelligibile in ogni tempo. Se non che 724 15| per tanto gli divengono intelligibili per quanto gli pare che 725 2| particolare forma di arte, e non intendendone altra, cercarono e cercano, 726 22| remote; ma son mutati i suoi intendimenti, ma egli ha preso per rispetto 727 15| questa così profonda, così intensa, così incalzante che tale 728 3| vi si aggiunga ancora l'interesse letterario e scientifico, 729 25| Quegli otto versi tutti interi e puliti si rizzano come 730 18| Ma sedendo e mirando, interminati~ Spazi di da quella, 731 2| non che la poesia si fa d'interni e non d'esterni processi, 732 3| risponde più all'inquieto interrogar della ragione e della coscienza, 733 5| nostra natura, e si fermò, interrogatrice ostinata, davanti a quell' 734 6| una qualche parte la lotta intestina della coscienza e del pensiero. 735 5| queste pugne silenziose e intestine? Se con tanta cura e tanta 736 8| guerrieri la cui fortuna è intimamente congiunta a quella di una 737 2| melodioso suo canto delle più intime voci dell'anima nostra, 738 15| si spande sempre nuova d'intonazioni e di aspetti per tutta la 739 7| iscuotere in qualche modo anime intorpidite e indurate, e questo può 740 28| gli è per ciò che io v'ho intrattenuti di questo argomento. Ho 741 5| si ravvolge per i mille intricatissimi aggiramenti della nostra 742 2| dire quel particolar modo d'intuire, di sentire e di giudicare 743 2| singolari che scarsi, i quali, invaghitisi di una qualche particolare 744 23| pubblica, par ch'abbiano invaso lo stesso vocabolario e 745 3| recondita in un dissidio irreconciliabile ed in una lotta fra la intuizione 746 2| dilibramento continuo e irresistibile, ed e' sarebbe pur strana 747 4| quella luce alla cui idea noi irresistibilmente colleghiamo l'idea della 748 2| natura, i cui moti tanto irrompono più violenti quanto più 749 4| poichè la scienza ha per iscopo appunto di render le cose 750 22| va più addentro, ma non iscopre l'operar minuto dei pensieri 751 2| cercano, o con legarsi in iscuole e in oligarchie, o con bandir 752 7| o maligne, ma bensì per iscuotere in qualche modo anime intorpidite 753 10| sentimento nostro, e quello che ispiravan le cose della natura a un 754 | istesso 755 8| è ne' principii di loro istoria in quella condizione di 756 14| poeta orientale suonò con istrane parole: Meglio seduto che 757 28| presente le cose della Pubblica Istruzione nel nostro paese? E dico 758 28| o signori, perchè questa Italia è anche mia, ed io non avrei 759 | Ivi 760 14| Antica sentenza che sulle labbra del poeta orientale suonò 761 25| agita dentro questi tempi laboriosi, ma vive in ciascuno di 762 22| preponderanza della lirica, e lagnarsi dello abbandono in cui l' 763 20| rialto, al margine d'un lago~ Di taciturne piante incoronato.~ ~ 764 11| secondo che si può vedere nel Lamartine e nel Leopardi, in Vittore 765 24| altare,~ Ch'avea dinanzi una lampada accesa,~ E questa di splendente 766 5| terrore rappresentarmi quel Lara del Byron, che a tarda notte 767 3| vi si suscitan dentro e (lasciatemi usar di un concetto e di 768 15| maraviglioso questo secolare lavoro dell'uomo, che disdegnandosi 769 14| come e il perchè non mi è lecito ora d'andar rintracciando, 770 8| nostro indissolubilmente ci legano e a cui noi più ci leghiamo, 771 2| cercarono e cercano, o con legarsi in iscuole e in oligarchie, 772 8| vita è per misteriosi nessi legata alla vita di un fiore, e 773 7| un pessimo libro che si legga è sempre l'opra di molti, 774 8| ancora nelle fiabe e nelle leggende dagli antichissimi tempi 775 8| si chiudono, dilicate e leggiadre captive, sotto la rozza 776 14| credo che i sogni coloriti e leggiadri ond'eran piene le fantasie 777 8| leggiera angoscia ed un leggiero stupore che sono cagione 778 7| scrivono come a color che li leggono.~ ~ 779 8| legano e a cui noi più ci leghiamo, con riversar su di lei 780 6| potenza di sollevar nemmeno un lembo del fitto vel che lo copre; 781 22| perchè nelle artefatte e letterarie già di quell'arte si comincia 782 3| aggiunga ancora l'interesse letterario e scientifico, a produrre 783 7| contro la tendenza che i letterati hanno universalmente oggimai 784 7| sconcezza e dalla ferita di una letteratura troppo corrente a questi 785 2| con la storia delle umane lettere alcuna benchè piccola dimestichezza; 786 3| non ingannano i segni, il letto in cui tranquilla si adagi. 787 7| senz'altrimenti avvertirne i lettori od il pubblico. Più d'una 788 12| stai sul casolare,~ Orsù, leva il tuo grido: il raggio 789 23| pensiero, che si possa mettere, levare o mutare, ma è la configurazione 790 4| fantasia non si esercita liberamente se non sulle cose dubbie 791 2| in una specie di armonico libramento.~ ~ 792 6| che così angustamente è limitato dalla condizione del nostro 793 28| non fossi italiano, per lingua, per studii, per affetti. 794 23| è poco curata oggidì; le lingue si adulterano e si corrompono, 795 15| compiange e deride. La lira del Leopardi, per contrario, 796 22| sterminato numero di poeti lirici, e molti eccellenti, che 797 22| ampliamenti. Ora il genere lirico era, come ognun vede, il 798 24| Sorgea nel mezzo un ben locato altare,~ Ch'avea dinanzi 799 5| solitario, nelle lunghe logge vetriate del suo castello. 800 2| quale, a canto al pensiero logico viene a formarsi in noi 801 3| tranquilla si adagi. Quanto siam lontani, o signori, da' tempi luminosi 802 3| specchiar nell'anima quei lontanissimi casi; la trepidazione continua 803 25| come otto colonne di duro e lucente marmo, e l'intera strofa 804 14| suona così disperato e lugubre, e' bisogna pur dire che 805 24| chiaro foco~ Rendea gran lume all'uno e all'altro loco.~ ~ 806 3| lontani, o signori, da' tempi luminosi della greca, primitiva poesia! 807 6| allo scopo, dopo essersi lungamente apparecchiato a godere un 808 12| Passò sovra le terre, e lunge, intorno,~ Ei gridò: – Vi 809 21| o moto~ Da presso da lungi odi vedi.~ Tien quelle 810 3| e se può tuttavia con la maestà e con la vastità dell'aspetto 811 14| contrasto del tendere a maggior libertà e del sentire più 812 8| nasce la illusione della magia, illusione in principio 813 | malgrado 814 7| gradevole ad anime disoneste o maligne, ma bensì per iscuotere 815 7| ai quali ne giova che non manchi almeno la esecrazion degli 816 15| rifarsi in qualche modo con le mani sue proprie, e d'essere 817 22| ricominciano in qualche maniera la vita daccapo. In que' 818 15| spiriti diversi diversamente manifestato; e chi lo significa in forma 819 22| sentimento si figuri e si manifesti; ma non va più addentro, 820 8| fiumi spumosi e veloci, del mar vasto e mutevole. Omero, 821 25| Voi rimanete maravigliati della regolarità architettonica 822 3| altra forma si travolge, e mareggia come la nostra coscienza 823 20| parte,~ Sovra un rialto, al margine d'un lago~ Di taciturne 824 12| un saluto a' navigli: – O marinai,~ Vele all'aure; la notte 825 9| dissueto orecchio~ Della materna voce il suono accoglie?~ ~ 826 12| E saluta il venir della mattina. –~ Romoreggiò dell'alta 827 13| Dove il contrasto tra quel mattutino ravvivarsi della natura 828 | me 829 16| rive del Gange, anela il meditabondo seguace del Budda, lo stesso 830 15| travagliati dal medesimo male, la melanconia del secolo. Ma l'uno avendolo 831 14| stemperare in vaghe e confuse melanconie, a sentirsi convellere da 832 2| nostre facoltà, che tesse il melodioso suo canto delle più intime 833 21| che sciolte~ Giaccian le membra mie, spirto o senso~ 834 2| sillabici, tutta la interiore membratura del verso, e la distribuzione 835 25| sotto la penna, come nella mente ci si spezza il pensiero 836 14| cui è qui il luogo di far menzione, si è l'intellettualismo, 837 21| Ivi, quando il meriggio, in ciel si volve,~ La sua 838 12| raggio appare. –~ Vòlto alla messe, mormorò: – T'inchina,~ 839 11| tradotta dal chiaro professore Messedaglia:~ ~ 840 8| del tramonto? Una secreta mestizia ci riempie l'animo, e un 841 2| vocabolo) del pensiero al metro che lo regge minutamente 842 11| qualità dell'uomo, senza però metterle con l'uomo in relazione 843 25| oggetto e della strofa per metterne le singole parti e i singoli 844 | mia 845 | mie 846 | mille 847 3| vostro intelletto dalla minuta dissonanza che è tra le 848 2| pensiero al metro che lo regge minutamente e delicatamente alterarsi 849 22| ma non iscopre l'operar minuto dei pensieri e degli affetti 850 22| ricevette in questo tempomirabili e nuovi ampliamenti. Ora 851 18| Ma sedendo e mirando, interminati~ Spazi di 852 8| incessante; religione senza misteri, nel proprio senso della 853 28| forze, l'opera grande e misteriosa della umanità.~ ~ ~ 854 14| potenza, o con aiuti di virtù misteriose; e da questo contrasto del 855 8| donzelle la cui vita è per misteriosi nessi legata alla vita di 856 4| poesia vive in gran parte di mistero: ella ha bisogno d'una certa 857 5| i suoi passi cadono in misurata cadenza sul pavimento; dentro 858 4| presa in , la nozione mitica e antica era più poetica 859 23| con proporre esempii e modelli; imperocchè la forma non 860 14| starei per dire, una borra molle che alcuna parte copriva 861 2| facendosi sordi alle voci della moltitudine mobile e viva, le compilarono, 862 25| singole parti e i singoli momenti in qualche relazione più 863 8| stellato, degli alti e superbi monti, dell'orride, nereggianti 864 7| dell'uggia e del fastidio, morbo perniciosissimo di questi 865 8| infiammate dai raggi del sole morente, e la pianura su cui lunghe 866 12| appare. –~ Vòlto alla messe, mormorò: – T'inchina,~ E saluta 867 12| e l'ora intima. –~ Dei morti sospirò sulla dimora:~ – 868 22| sono argomentato di venir mostrando, i caratteri della poesia 869 22| anime sotto gli occhi, e di mostrar come palpitin dentro, e 870 3| trasformarsi, e qui e colà già mostrarsi gli accenni di novissime 871 11| natura, ma mi terrò pago di mostrarvene un esempio soltanto, in 872 4| trascorsi che la scienza ce l'ha mostrata agli sguardi nudo e squallido 873 7| nostre, e più e più libri mostruosi vedeste nascere, frutto 874 22| palpitin dentro, e come si movano. E ho detto nelle epopee 875 22| più volte voi avrete udito mover lamento a taluni di questa 876 22| son descritti gl'interiori movimenti dell'anima: il poeta ne 877 23| libertà e di democrazia che movono tutta quanta ormai la vita 878 6| per stesso, non vale a muovere un fuscellino da terra. 879 22| questa è la ragione perchè la musica, di tutte le arti la più 880 15| il Leopardi, Alfredo de Musset, lo Shelley, l'Heine, per 881 2| di metter ritegno a quel mutar naturale che altro non è 882 23| possa mettere, levare o mutare, ma è la configurazione 883 4| era mestieri che così si mutasse perchè gli animi nostri 884 2| possente. Qual maraviglia se mutata la causa muti ancora l'effetto, 885 22| carattere più remote; ma son mutati i suoi intendimenti, ma 886 22| e perchè? S'ei dicessero mutazione, direbbero cosa più giusta 887 2| maraviglia se mutata la causa muti ancora l'effetto, se alteratosi 888 2| il contrasto. La poesia nacque un gran pezzo prima dei 889 5| indagini e di questi terrori, e nacquero al mondo le figure di Amleto, 890 8| si popola di Nereidi e di Naiadi, che il sole diventa Apollo, 891 15| Chillon, da Sardanapalo a Napoleone, essa si spande sempre nuova 892 8| raccoglie lo spirito di Narciso, che negli echi delle valli 893 22| naturalmente allora la forma della narrazione, e l'epopea nasce, l'epopea 894 3| ne accorgiate nemmeno, vi nascon nell'animo: la lieve e natural 895 8| della parola, religione nata dal libero espandersi dello 896 22| esteriori, di cui con vivacità nativa e mirabile riceve le immagini 897 15| altro, a cui quel male fu nativo e congenito, non ha altro 898 18| annega il pensier mio;~ E il naufragar m'è dolce in questo mare.~ ~ 899 12| mio. –~ Diè un saluto a' navigli: – O marinai,~ Vele all' 900 23| opre e il pensiero delle nazioni che di qualche tratto ci 901 23| negligenza, ma nasce ancora necessariamente dalle particolari condizioni 902 14| sotto ogni plaga di cielo fu necessitosa e infelice la umana condizione, 903 7| scuotere e ad agitare le neghittose anime nostre, e più e più 904 23| stempera in una disordinata e negligente esposizione, e i principii 905 23| non è frutto soltanto di negligenza, ma nasce ancora necessariamente 906 14| Per qualche parte, io non nego che sia, ma quando il verso, 907 8| superbi monti, dell'orride, nereggianti selve, dei fiumi spumosi 908 8| che l'acqua si popola di Nereidi e di Naiadi, che il sole 909 8| cui vita è per misteriosi nessi legata alla vita di un fiore, 910 | nessun 911 | nessuno 912 11| un pino, che coperto di neve, costretto nel ghiaccio, 913 8| immortale lamento di una ninfa infelice. E a questo modo 914 16| alcun che di simile, a quel nirvana, a cui, , sulle rive del 915 15| sua eccellenza e la sua nobiltà.~ ~ 916 22| veramente, ve lo dimostra, nonchè altro, lo sterminato numero 917 14| parte quello che fu già notato essere un principalissimo 918 2| e chi volesse vederne un notevole esempio basterebbe, senza 919 19| E quegli altri più notevoli ancora della Vita Solitaria:~ ~ 920 22| della nostra storia, e poi novamente nel medio evo, quando gli 921 22| grande smarrimento, a vita novella. Però voi trovate l'epopea 922 3| mostrarsi gli accenni di novissime cose che si vengon formando. 923 4| maraviglioso spirito di novità, in quella ch'essa così 924 4| rientra dall'altra, e in novo connubio si associa alle 925 4| render le cose chiare e le nozioni precise, voi vedete che 926 8| oscurità. Noi guardiamo le nubi infiammate dai raggi del 927 4| ha mostrata agli sguardi nudo e squallido pianeta, privo 928 4| tesi generale, la scienza nuoce alla poesia. Quando noi 929 2| variamente specificandosi, le nuove inflessioni del pensiero; 930 7| libri come le piante che si nutron degli elementi che trovano 931 21| quasi me stesso e il mondo obbío~ Sedendo immoto; e già mi 932 25| gli elementi della realtà obiettiva in una configurazione affettiva 933 11| quel grado di fantastica obiettività in cui s'attribuiscono alle 934 28| una profonda emozione mi occupa l'anima nel salire questa 935 21| moto~ Da presso da lungi odi vedi.~ Tien quelle rive 936 18| spaura. E come il vento~ Odo stormir tra queste piante, 937 4| fondamentale di quello che oggi si chiama il realismo. Quando 938 | ognun 939 2| legarsi in iscuole e in oligarchie, o con bandir leggi fatte 940 | omai 941 7| almeno la esecrazion degli onesti. Ma la colpa s'ha ella a 942 28| tempo di conoscere l'uomo onorando per virtù e per dottrina, 943 28| imitarne gli esempii. Questo onore si compete ai partiti; noi 944 22| addentro, ma non iscopre l'operar minuto dei pensieri e degli 945 15| sua condizion di creatura operata, si sforza di rifarsi in 946 15| e s'afferma a sua volta operatore e creatore. In, questa tracotanza 947 2| gli effetti in tutte le operazioni e in tutte le appartenenze 948 8| tempo sta, che, sebbene operi e viva come individuo, pur 949 8| ha egli di vero in questa opinione, e in che termini s'ha ella 950 7| che si legga è sempre l'opra di molti, sebbene un solo 951 23| senza qualche disordine, l'opre e il pensiero delle nazioni 952 | Or 953 3| nel mondo se non quella oramai che in una morta favella 954 22| Dalla lirica di Pindaro e di Orazio a quella del Byron e dell' 955 3| poetica si spiana potente e ordinata; come puramente, essa riflette 956 15| forse l'udranno mai più gli orecchi umani. E il dolore è non 957 4| quel medesimo che negli organismi animali fanno il sangue 958 15| questa tracotanza e in questo orgoglio addimostra l'uomo la sua 959 14| che sulle labbra del poeta orientale suonò con istrane parole: 960 4| scienza e la poesia è un originale antagonismo e una viva guerra 961 17| tanta parte~ Dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.~ ~ 962 8| alti e superbi monti, dell'orride, nereggianti selve, dei 963 15| Dal cruccio di Caino all'orrore del carcere di Chillon, 964 12| che stai sul casolare,~ Orsù, leva il tuo grido: il raggio 965 4| non sulle cose dubbie ed oscure; ell'ha bisogno del mito, 966 25| presso i due primi voi vi osserverete una simmetrica e figurata 967 5| si fermò, interrogatrice ostinata, davanti a quell'ultime 968 23| esaminare, per un esempio, una ottava dell'Ariosto, e sia questa:~ ~ 969 | ove 970 14| fantasie degli antichissimi padri nostri, ponendosi tra l' 971 23| e grave in tutti ormai i paesi d'Europa, ma esso è per 972 3| cotal modo noi passammo dal paganesimo alla fede cristiana. La 973 11| e la natura, ma mi terrò pago di mostrarvene un esempio 974 25| quadrarsi la stanza, stendersi i palchi e posar sui pilastri. Se 975 22| esteriori e visibili, un pallor subitano, un aggrottar di 976 11| boreale, sogna di una verde palma, che in remote regioni, 977 22| occhi, e di mostrar come palpitin dentro, e come si movano. 978 5| Prendete due termini estremi: paragonate Achille ad Amleto. L'uno 979 | parecchio 980 4| raccolgono, al cuore. Ma non parmi che sia buona ragione a 981 14| guardi solo la superficie, e' parrà di poter dire facilmente 982 2| invaghitisi di una qualche particolare forma di arte, e non intendendone 983 23| ancora necessariamente dalle particolari condizioni del pensiero 984 28| Questo onore si compete ai partiti; noi superstiti serriamo 985 23| naturale, e nasce ad un parto con esso; e lo stile, prima 986 14| che non si possono senza parvificazione e senza errore chiamar vizii 987 7| più delle volte per dar pascolo adatto e gradevole ad anime 988 3| fede. In cotal modo noi passammo dal paganesimo alla fede 989 15| dolore, traverso il quale, passando, mal suo grado, e quasi 990 4| senza posa, com'ombre, passano e ripassano sullo specchio 991 14| abito dello spirito di far passare per lo intelletto e pel 992 3| pensiero che di quel clamoroso passato non è rimasta altra voce 993 5| Byron, che a tarda notte passeggia insonne e solitario, nelle 994 7| rappresenta la lotta fra la passione e il dovere, e in questa 995 7| delle violente e snaturate passioni, nei travolgimenti e nelle 996 12| notte è scorsa omai. –~ Passò sovra le terre, e lunge, 997 3| orecchio; un sentimento pauroso e strano di voi medesimi, 998 5| in misurata cadenza sul pavimento; dentro immani pensieri 999 8| più averne un proprio e peculiar sentimento, ma ne riceve 1000 3| antica, sarà sempre opera di pedanti. Avviene delle poesie ciò


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