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Arturo Graf Dello spirito poetico de' tempi nostri Concordanze (Hapax - parole che occorrono una sola volta) |
grassetto = Testo principale Par. grigio = Testo di commento
1001 25| come pare a taluni, ma penetra ed agita dentro questi tempi 1002 4| appunto che tutta la viene penetrando un maraviglioso spirito 1003 5| curioso non è potuto ancor penetrare. E creò strane e spaventose 1004 4| potessero ancora esserne penetrati. Son molti che vedendo questa 1005 6| e voi vedete com'essa ha penetrato il romanzo ed il dramma. 1006 5| è un eroe, l'altro è un pensatore e un fantastico. La poesia, 1007 14| moderni e lo sentiamo e lo pensiamo. Entrato così nel dominio 1008 8| alto di un colle, assistiam pensierosi e raccolti allo spettacolo 1009 15| lirica alla drammatica, e percorrendo tutti i toni dei sentimenti 1010 14| umanità procedente più cose perde, cammin facendo, a cui non 1011 25| racquisteremo la serenità perduta, e il pensiero poetico naturalmente 1012 4| scienza. Inoltre un oggetto perfettamente chiarito dalla scienza, 1013 7| uggia e del fastidio, morbo perniciosissimo di questi tempi: il poeta 1014 2| riconosciuto egualmente. E pero furono in ogni tempo, e 1015 2| ma sì bene perchè muta perpetuamente dentro di noi, non pure 1016 6| cosa siavi in pari tempo di personale e di diverso. Tutte rappresentano 1017 8| epiteto, che n'è la nota più perspicua, e che serba e significa, 1018 8| vedere anzi con qual mirabile perspicuità si specchiassero negli animi 1019 | pertanto 1020 7| trovano nella terra, e un pessimo libro che si legga è sempre 1021 3| un vacuo formalismo, o si petrifica in un rigido sistema di 1022 14| animi; dove noi, da gran pezza disillusi e fatti scienti 1023 8| esteriori, e di provarne alcun piacevole o doloroso commovimento, 1024 15| sdegno, sospira d'amore, piange, compiange e deride. La 1025 15| creature, il bruto e la pianta, s'appagano del modo come 1026 8| raggi del sole morente, e la pianura su cui lunghe si stendono 1027 2| umane lettere alcuna benchè piccola dimestichezza; ma ch'essa 1028 8| Achille aggiunge l'epiteto di piè veloce, e quel di tonante 1029 14| parole: Meglio seduto che in piedi, meglio sdraiato che seduto, 1030 15| aspro e pugnente nell'uno, pien d'un'amara rassegnazione 1031 14| natura? Voi sentite come piena di lamento suona a questi 1032 14| coloriti e leggiadri ond'eran piene le fantasie degli antichissimi 1033 3| quanto rappresenta in modo pieno ed efficace quella parte 1034 22| lo sdegno l'agiti, o la pietà lo vinca, e come in quell' 1035 22| superficiale. Il canto poetico piglia naturalmente allora la forma 1036 25| stendersi i palchi e posar sui pilastri. Se vi fate a considerar 1037 22| spirito umano. Dalla lirica di Pindaro e di Orazio a quella del 1038 11| dove è rappresentato un pino, che coperto di neve, costretto 1039 12| all'augel le sonnacchiose piume:~ – Svegliati e canta, com' 1040 2| tuttavia alcuni, benchè oggimai piuttosto singolari che scarsi, i 1041 14| ogni tempo, e sotto ogni plaga di cielo fu necessitosa 1042 | pochi 1043 | pochissima 1044 3| di pedanti. Avviene delle poesie ciò che avviene delle religioni, 1045 22| poteva fare che de' generi poetici uno non ve ne fosse più 1046 8| E a questo modo nasce il politeismo, vaga e leggiera religione 1047 3| secolo, ha un proprio spirito politico e un proprio spirito religioso, 1048 12| alla foresta:~ – Spiega la pompa di tue chiome a festa. –~ 1049 14| antichissimi padri nostri, ponendosi tra l'aspra realtà delle 1050 4| sia giunta ormai l'ora che ponga termine alla vita di quest' 1051 4| mortale silenzio; quando poniamo in intima relazione gli 1052 8| Gli è così che l'acqua si popola di Nereidi e di Naiadi, 1053 5| nostra coscienza, dove, popolo vario e affaccendato, s' 1054 16| stesso Leopardi ve ne può porgere esempio. E lasciate che 1055 5| davanti a quell'ultime porte chiuse di essa, dove sguardo 1056 4| nostri. Chi è tra voi che non porti profondi nella coscienza 1057 25| si spiega dinanzi come il portico di un tempio greco. Voi 1058 4| sentimenti figurati, che, senza posa, com'ombre, passano e ripassano 1059 25| stanza, stendersi i palchi e posar sui pilastri. Se vi fate 1060 16| que' pochi versi a cui egli pose titolo l'Infinito:~ ~ 1061 | possan 1062 | possano 1063 2| non meno degna, nè meno possente. Qual maraviglia se mutata 1064 | possiamo 1065 | potendo 1066 3| l'onda poetica si spiana potente e ordinata; come puramente, 1067 4| in quella ch'essa così potentemente agita e sconvolge gli spiriti 1068 | poter 1069 6| tempo, nè di natura, e il potere che così angustamente è 1070 | potersi 1071 | potessero 1072 5| uomo afferma ed accresce la potestà sua sulla natura, man mano 1073 | poteva 1074 | potevano 1075 | potrei 1076 | potrete 1077 | potuto 1078 6| anticipazione mirabile, precede di gran tratto tutti gli 1079 28| dove tanti illustri mi precedettero? Come potrò io farmi non 1080 25| ripeto, non si ripara co' precetti della grammatica, nè con 1081 3| avvertire che i tempi corron precipitosi, che mai non si vide questa 1082 4| abbiamo è divenuta troppo precisa, la poesia naturalmente 1083 4| cose chiare e le nozioni precise, voi vedete che tra la scienza 1084 8| pur non ancora ha chiaro e preciso sentimento di sè medesimo. 1085 7| tutte le potenze divengon predominanti, e che non riesce a fermarsi 1086 8| sè stesso (non badate, vi prego, alla barbarie di questi 1087 4| marea la vien tutto intorno premendo; ma ella si raccoglie, come 1088 6| apparecchiato a godere un premio che non verrà, si volge 1089 14| e ch'ella man mano che prende di sè più chiara coscienza, 1090 6| studio gettato quello di chi prendesse a confrontar tra loro queste 1091 3| immortali problemi che avevan preoccupata, senza turbarla però, la 1092 22| taluni di questa presente preponderanza della lirica, e lagnarsi 1093 22| intendimenti, ma egli ha preso per rispetto alle cose una 1094 | presto 1095 22| epica è la poesia de' tempi primitivi e di barbarie, de’ popoli 1096 22| voi trovate l'epopea nei primordii della nostra storia, e poi 1097 8| ciascuna cosa naturale un principale epiteto, che n'è la nota 1098 14| fu già notato essere un principalissimo carattere della poesia de' 1099 22| esempio, nella Eneide, e principalmente nel bellissimo episodio 1100 4| nudo e squallido pianeta, privo d'aria e di vita, cenere 1101 16| questo sentimento del dolore, procedendo oltre, e poi consumandosi 1102 14| gli è certo che l'umanità procedente più cose perde, cammin facendo, 1103 2| sostanza e nell'indole e nei procedimenti, ma ancora nello esterno 1104 25| descrizione epica per un singolare processo di elezione: essa riordina 1105 13| ancor giunto il momento, produce nell'anima un'impressione 1106 11| egregiamente tradotta dal chiaro professore Messedaglia:~ ~ 1107 25| moderno non riesce più a profondarsi così nell'obietto della 1108 8| che negli echi delle valli profonde vive l'immortale lamento 1109 18| e sovrumani~ Silenzi, e profondissima quiete~ Io nel pensier mi 1110 6| conoscere un giorno tutta la profondità della sua ignoranza; egli 1111 5| non s'è mai fatto un così profondo discernimento com'ora. Gli 1112 23| e allo scrivere, nè con proporre esempii e modelli; imperocchè 1113 6| ignoranza; egli ha potenza di proporsi il formidabile problema 1114 | proprie 1115 7| poeta nello sceglierlo a protagonista, dice di volerci cantare 1116 8| credono che l'esser loro si protenda e si spanda sulle cose esteriori, 1117 8| delle cose esteriori, e di provarne alcun piacevole o doloroso 1118 8| desso propriamente? Che cosa proviamo noi quando in aperta campagna, 1119 8| illusione in principio tutta psichica e interna, e non opera di 1120 3| denominazione ormai famigliari ai psicologi) e i gruppi delle idee appercettive; 1121 7| avvertirne i lettori od il pubblico. Più d'una voce s'è alzata 1122 15| particolar carattere, aspro e pugnente nell'uno, pien d'un'amara 1123 25| otto versi tutti interi e puliti si rizzano come otto colonne 1124 3| potente e ordinata; come puramente, essa riflette l'immagine 1125 2| perpetuamente dentro di noi, non pure il modo d'intendere, e di 1126 25| sminuzza, e diventa quasi un puro segno ideografico. Basterà 1127 24| La stanza quadra e spazïosa pare~ Una devota 1128 25| Voi sentite in quei versi quadrarsi la stanza, stendersi i palchi 1129 2| tra quante se ne compion quaggiù! imperocchè non è autorità 1130 8| della natura esteriore, quai sentimenti vi destasse la 1131 | qualcosa 1132 | quand' 1133 | quante 1134 | quelli 1135 8| congiunta a quella di una quercia o di un faggio perduto in 1136 | quindi 1137 5| infinito, e in cui, non senza raccapriccio, ognuno, per qualche parte, 1138 4| sul passo della morte si raccolgono, al cuore. Ma non parmi 1139 8| assistiam pensierosi e raccolti allo spettacolo del tramonto? 1140 25| questi vacillamenti nostri, e racquisteremo la serenità perduta, e il 1141 8| guardiamo le nubi infiammate dai raggi del sole morente, e la pianura 1142 12| Orsù, leva il tuo grido: il raggio appare. –~ Vòlto alla messe, 1143 21| batter penna augello in ramo,~ Nè farfalla ronzar, nè 1144 6| qui quel suo angoscioso rampollar di pensieri sopra pensieri. 1145 14| viver nostro turbinoso e rapace andiamo a dar di cozzo ed 1146 3| volgersi più rumorosa e più rapida, che mai non si vider com' 1147 28| che la morte ha pur testè rapito a questo Ateneo, e a voi, 1148 6| personale e di diverso. Tutte rappresentano da una qualche parte la 1149 8| Giove, con che riesce a rappresentare il nume e l'eroe in un momento 1150 5| posso ancora senza terrore rappresentarmi quel Lara del Byron, che 1151 11| poesia dell'Heine dove è rappresentato un pino, che coperto di 1152 4| dell'anima nostra, dove le rappresentazioni contrastanti tendono a sopraffarsi 1153 4| sorte; quando vivamente ci rappresentiamo allo spirito il contrasto 1154 24| su colonne alabastrine e rare~ Con bella architettura 1155 15| nell'uno, pien d'un'amara rassegnazione nell'altro, disdegnoso e 1156 13| contrasto tra quel mattutino ravvivarsi della natura e la pace profonda 1157 5| nostra? Se con tanto amore si ravvolge per i mille intricatissimi 1158 2| pensiero, a canto all'anima razionale come un'altr'anima non meno 1159 4| quello che oggi si chiama il realismo. Quando una cosa è divenuta 1160 23| appo noi, che, entrati di recente in un periodo di vita nuova, 1161 4| contrastanti tendono a sopraffarsi reciprocamente e a sopprimersi. Ora la 1162 4| nel dominio della poesia. Reco un esempio. Gli è gran tempo 1163 3| sia da cercarne la cagione recondita in un dissidio irreconciliabile 1164 8| riempie l'animo, e un lieve, recondito terrore della imminente 1165 2| appartenenze del viver nostro, nei reggimenti, nelle religioni, nella 1166 11| verde palma, che in remote regioni, sotto al caldo sole de' 1167 25| per cotal modo la forma regolare e simmetrica della chiesa 1168 25| rimanete maravigliati della regolarità architettonica della sua 1169 23| con dettar leggi e metter regole al dire e allo scrivere, 1170 3| spettacolo di quella età tanto remota dalla nostra; il pensiero 1171 3| attrazione dell'infinitamente remoto e dello inconcepibile: voi 1172 24| splendente e chiaro foco~ Rendea gran lume all'uno e all' 1173 4| ha per iscopo appunto di render le cose chiare e le nozioni 1174 28| e doveroso compianto, ma rendiamogli più degno tributo con imitarne 1175 5| per tanto incorrere d'idee repugnanti e d'inconciliabili affetti. 1176 8| delle attrazioni e delle repulse nasce in noi una leggiera 1177 27| altra età, allargandosi e restringendosi, ma non muore; muta forma, 1178 25| grammatica, nè con quelli della retorica: il male vien dal fondo 1179 14| acquistato ancora una più retta cognizione delle necessità 1180 25| schemi del vecchio stile rettorico. E però voi vedete, come 1181 20| solitaria parte,~ Sovra un rialto, al margine d'un lago~ Di 1182 15| è molto più varia e più ricca di temi che quella del Leopardi 1183 3| così come sgorga da più ricche e da più vergini fonti, 1184 22| più degli altri acconcio a riceverlo. Lo spirito poetico nostro 1185 4| possiamo più senza ripugnanza riceverne la nozion poetica; così 1186 22| contenuto e della forma, ricevette in questo tempo sì mirabili 1187 15| secolo. Ma l'uno avendolo ricevuto da fuori, ne riversa fuori 1188 22| una gran parte di mondo ricominciano in qualche maniera la vita 1189 8| crede in qualche modo di riconoscer sè stesso, non può più averne 1190 25| bel nuovo si adagerà nel riconoscimento e nella quiete di alcune 1191 2| far così non è da tutti riconosciuto egualmente. E pero furono 1192 25| improvviso, per alcun subitano ricorrimento d'idee. Un pensier tormentato 1193 6| beveraggio infernale gli ridà la giovinezza, quella giovinezza 1194 8| Una secreta mestizia ci riempie l'animo, e un lieve, recondito 1195 4| una parte dalla ragione, rientra dall'altra, e in novo connubio 1196 15| creatura operata, si sforza di rifarsi in qualche modo con le mani 1197 3| ordinata; come puramente, essa riflette l'immagine della terra e 1198 22| vita interiore non vi si riflettono se non in modo confuso e 1199 14| sempre di fronte alla cruda, rigida, inesorabile necessità delle 1200 3| formalismo, o si petrifica in un rigido sistema di dogmi; e se può 1201 15| le cose della creazione, riguardatore disdegnoso e imperterrito, 1202 8| individualmente dalla natura, ma riman genericamente confuso con 1203 3| tiene il più gran luogo, rimane intelligibile in ogni tempo. 1204 25| Voi rimanete maravigliati della regolarità 1205 3| clamoroso passato non è rimasta altra voce nel mondo se 1206 7| In Manfredo troviamo il rimorso, e il dissidio della coscienza 1207 3| profondamente e dolorosamente rimossi; e voi sentite fremere in 1208 15| desiosamente indietro e con rimpiangere la condizione de' tempi 1209 3| nostra? Sarebbe puerile il rimpianto e fallace il giudizio; imperocchè, 1210 22| barbarie, de’ popoli giovani, o rinascenti, dopo alcun grande smarrimento, 1211 4| cittadella nel cuore, e rincacciata da una parte dalla ragione, 1212 3| com'ora le idee disfrenate rincorrersi e sovrammontarsi, e che 1213 14| mi è lecito ora d'andar rintracciando, ma gli è certo che l'umanità 1214 14| riflessione, sentimenti rinvolti nelle idee e compenetrati 1215 25| processo di elezione: essa riordina gli elementi della realtà 1216 25| questo male, ripeto, non si ripara co' precetti della grammatica, 1217 4| posa, com'ombre, passano e ripassano sullo specchio della nostra 1218 16| che a tal proposito io vi ripeta que' pochi versi a cui egli 1219 22| grande epopea; più non si ripeterà il canto d'Omero, nè avran 1220 3| imperocchè, non è superfluo il ripeterlo, la poesia in tanto è poesia 1221 25| Vittore Hugo. A questo male, ripeto, non si ripara co' precetti 1222 4| non possiamo più senza ripugnanza riceverne la nozion poetica; 1223 11| poeta create col mettere a riscontro, o in fantastica relazione, 1224 4| scienza per ogni problema che risolve un altro ne suscita, e che 1225 16| propria amarezza, possa risolversi in una specie di attonita 1226 26| e insin che il sole~ Risplenderà sulle sciagure umane.~ ~ 1227 6| non potendo altrimenti, si ritorna bambino.~ ~ 1228 4| Gli è vero; la poesia s'è ritratta dalla vita, e lo spirito 1229 5| affaccendato, s'urtano e si riurtano fantasmi infiniti d'ogni 1230 2| poeta, ma non son nemmeno riuscite ad impedire che il nuovo 1231 15| avendolo ricevuto da fuori, ne riversa fuori tutta l'amaritudine, 1232 8| noi più ci leghiamo, con riversar su di lei continuamente 1233 5| l'anima umana era tutta riversata di fuori, si compiace di 1234 25| tutti interi e puliti si rizzano come otto colonne di duro 1235 7| cosa che molti scrittori di romanzi e di drammi fanno tuttodì, 1236 12| venir della mattina. –~ Romoreggiò dell'alta torre in cima:~ – 1237 21| augello in ramo,~ Nè farfalla ronzar, nè voce o moto~ Da presso 1238 25| smarriscano dentro; egli avrebbe rotta la naturale figurazione 1239 10| tutti quell'inno, quanto rozzo tanto mirabile, in cui egli, 1240 3| umane cose volgersi più rumorosa e più rapida, che mai non 1241 8| ombre, e gli alberi e le rupi, e ci pare che con tutte 1242 22| che accrescimenti! E chi sa che questa forma non sia 1243 14| meglio che sdraiato morto (Saadi). In ogni tempo, e sotto 1244 28| emozione mi occupa l'anima nel salire questa cattedra, dove tanti 1245 12| mormorò: – T'inchina,~ E saluta il venir della mattina. –~ 1246 12| il posto è mio. –~ Diè un saluto a' navigli: – O marinai,~ 1247 | salvo 1248 10| le cose della natura a un San Francesco d'Assisi! È noto 1249 4| organismi animali fanno il sangue e gli spiriti, che, in sul 1250 9| Vivi tu, vivi, santa~ Natura? vivi, e il dissueto 1251 15| e quasi senza ch'e' il sappia, le immagini delle cose 1252 15| del carcere di Chillon, da Sardanapalo a Napoleone, essa si spande 1253 8| anime d'uomini chiuse nel sasso, ecc. ecc. Poscia l'uomo 1254 5| Ella cantò l'angelico e il satanico della nostra natura, e si 1255 7| volerci cantare un poema della sazietà e della soprassazietà. E' 1256 14| più chiara coscienza, si sbaldanzisce e s'attrista come il fanciullo 1257 5| noi, e la pace par che sia sbandita per sempre dagli animi nostri 1258 2| piuttosto singolari che scarsi, i quali, invaghitisi di 1259 7| questi tempi: il poeta nello sceglierlo a protagonista, dice di 1260 8| perviene ad un primo grado di sceveramento, obiettivizza il mondo e 1261 3| potrete, con qualche sforzo, sceverar gli elementi, vedrete, non 1262 25| incorniciati e scompartiti schemi del vecchio stile rettorico. 1263 14| del sentire più intera la schiavitù si genera negli animi nostri 1264 14| abito non più impressioni schiette e immediate, non più sentimenti 1265 22| di rozza semplicità, e di schietto ed ingenuo vivere, la coscienza 1266 15| narrare e a descrivere la sciagura o l'errore; chi lo mostra 1267 26| sole~ Risplenderà sulle sciagure umane.~ ~ 1268 23| delle idee. Ora lo scrivere sciamannato dei giorni nostri non è 1269 14| pezza disillusi e fatti scienti del vero, da qual sia parte 1270 14| le utili industrie e le scienze trionfatrici della natura? 1271 21| immoto; e già mi par che sciolte~ Giaccian le membra mie, 1272 6| la ragione è per giunta scissa in lui dal contrasto della 1273 25| luogo negli incorniciati e scompartiti schemi del vecchio stile 1274 7| s'avviserebbe chi dalla sconcezza e dalla ferita di una letteratura 1275 7| pubblica morale. Il libro sconcio e il libro tristo non son 1276 14| Onde nasce in noi questo sconforto e quest'uggia della vita, 1277 14| alquanto attenuar dovessero lo scontro violento de' casi e di tanto 1278 4| così potentemente agita e sconvolge gli spiriti nostri. Chi 1279 3| umana natura è profondamente sconvolta; l'azion del poema e il 1280 5| dagli animi nostri turbati e sconvolti per tanto incorrere d'idee 1281 6| la via che conduce allo scopo, dopo essersi lungamente 1282 22| quell'arte si comincia a scoprir qualche principio, come, 1283 4| aria e di vita, cenere e scoria di un mondo combusto. E 1284 12| Vele all'aure; la notte è scorsa omai. –~ Passò sovra le 1285 3| non è quello del secolo scorso, e quello non sarà del venturo; 1286 8| captive, sotto la rozza scorza, degli alberi, che un fiore 1287 12| alta torre in cima:~ – E tu scotiti, o squilla, e l'ora intima. –~ 1288 2| poetiche infinite che si sono scritte non han fatto un solo vero 1289 25| proposito l'esempio di un grande scrittore vivente, Vittore Hugo. A 1290 7| dice una cosa che molti scrittori di romanzi e di drammi fanno 1291 7| scusa così a coloro che li scrivono come a color che li leggono.~ ~ 1292 5| dell'esser nostro non fu scrutato sì addentro e con sì febbrile 1293 5| volta abbiamo veduto lo scrutatore dare indietro esterrefatto 1294 7| argomenti che valgano a scuotere e ad agitare le neghittose 1295 7| questo può recare qualche scusa così a coloro che li scrivono 1296 2| pensiero crescente, che sdegnoso di ritegno e di governo, 1297 15| grande e maraviglioso questo secolare lavoro dell'uomo, che disdegnandosi 1298 3| che dopo tanto volger di secoli e tante morte generazioni, 1299 5| raccoglie tutte le voci più secrete dell'anima nostra? Se con 1300 22| pensieri e degli affetti nella sede lor propria, ma non sospetta 1301 25| e diventa quasi un puro segno ideografico. Basterà ch' 1302 16| Gange, anela il meditabondo seguace del Budda, lo stesso Leopardi 1303 2| non le si faccia forza, segue, variamente specificandosi, 1304 3| però la poesia, con dover seguire questi moti, non ha più 1305 8| dell'orride, nereggianti selve, dei fiumi spumosi e veloci, 1306 14| immediate, non più sentimenti semplici e di prima effusione, ma 1307 22| In que' tempi di rozza semplicità, e di schietto ed ingenuo 1308 12| il giorno. –~ Susurrando sen corse alla foresta:~ – Spiega 1309 25| credo, per sin che l'uomo si senta diverso dalle cose della 1310 6| vel che lo copre; egli si sente dentro una divina facoltà 1311 14| trambusto e il dolore! Antica sentenza che sulle labbra del poeta 1312 14| dolore, noi moderni e lo sentiamo e lo pensiamo. Entrato così 1313 14| ancora di profonda e di sentita poesia; e poichè gli è il 1314 14| esso è a un tempo stesso e sentito e pensato. Gli antichi sentivano 1315 14| sentito e pensato. Gli antichi sentivano il dolore, noi moderni e 1316 | senz' 1317 8| una infinita distanza ci separi da loro, e da questo alternarsi 1318 8| nota più perspicua, e che serba e significa, quasi in figura 1319 4| abbiamo stanza, e a cui serbano i tempi la medesima sorte; 1320 4| contrasto di quella luce serena, di quella luce alla cui 1321 25| nostri, e racquisteremo la serenità perduta, e il pensiero poetico 1322 6| Amleto è il primo della serie, e, per anticipazione mirabile, 1323 28| partiti; noi superstiti serriamo le file, come buoni soldati 1324 7| esterna legge. Armando è lo sfacelo di tutte le virtù dello 1325 3| prender vigore, e altre sfiacchirsi e morire, e altre trasformarsi, 1326 3| cosa è entrata che n'ha sfiancate le compagini antiche, che 1327 5| spaventose figure d'uomini, sfingi viventi, la cui anima è 1328 14| a sentirsi convellere da sformati e incalzanti pensieri, a 1329 15| di creatura operata, si sforza di rifarsi in qualche modo 1330 3| voi potrete, con qualche sforzo, sceverar gli elementi, 1331 3| poesia antica, così come sgorga da più ricche e da più vergini 1332 25| poscia la parola, ne possano sgorgare in forma elegante e corretta. 1333 4| scienza ce l'ha mostrata agli sguardi nudo e squallido pianeta, 1334 5| porte chiuse di essa, dove sguardo curioso non è potuto ancor 1335 15| Leopardi, Alfredo de Musset, lo Shelley, l'Heine, per non discorrere 1336 6| sola famiglia, e che cosa siavi in pari tempo di personale 1337 14| poter dire facilmente e sicuramente così, ma chi vada più al 1338 25| obietto v'è a tener per sicuro che, anche se pari all'Ariosto 1339 17| quest'ermo colle,~ E questa siepe, che da tanta parte~ Dell' 1340 14| intellettualismo, pel qual nome si vuol significare un certo abito dello spirito 1341 8| commovimento, e che il poeta ha significati in quel grido:~ ~ 1342 25| relazione più intima e più significativa con le sue idee e coi suoi 1343 22| è allargata ancora nella significazione, e ha detto cose a cui prima 1344 5| accentrata, queste pugne silenziose e intestine? Se con tanta 1345 2| la economia dei gruppi sillabici, tutta la interiore membratura 1346 25| tenda a scrivere ormai per simbolismi e per formole; come il periodo 1347 25| dell'equilibrio e della simmetria di tutte le sue parti. Quegli 1348 | sin 1349 25| descrizione epica per un singolare processo di elezione: essa 1350 2| benchè oggimai piuttosto singolari che scarsi, i quali, invaghitisi 1351 25| della strofa per metterne le singole parti e i singoli momenti 1352 25| metterne le singole parti e i singoli momenti in qualche relazione 1353 3| si petrifica in un rigido sistema di dogmi; e se può tuttavia 1354 22| per rispetto alle cose una situazione nuova. L'epica è la poesia 1355 22| rinascenti, dopo alcun grande smarrimento, a vita novella. Però voi 1356 25| moti dell'animo suo vi si smarriscano dentro; egli avrebbe rotta 1357 6| mezzo da contrarie potenze smarrisce la facoltà del volere, di 1358 25| periodo si frange, e si sminuzza, e diventa quasi un puro 1359 7| trambusto delle violente e snaturate passioni, nei travolgimenti 1360 14| l'anima nostra trova non so che misterioso compiacimento 1361 14| ricevere alcuna fantastica soavità e alcuna gentilezza, così 1362 7| questa lotta egli stesso soccombe, non già l'una o l'altra 1363 6| una parte e la potenza di soddisfarlo dall'altra; fra il desiderio 1364 25| figurata disposizione dei soggetti e dei predicati; nel primo 1365 11| notte di un ciel boreale, sogna di una verde palma, che 1366 21| sua tranquilla imago il Sol dipinge,~ Ed erba o foglia 1367 4| profondi nella coscienza i solchi del verbo d'un Goethe, d' 1368 28| serriamo le file, come buoni soldati in sul campo, e continuiamo, 1369 3| degli animi nostri a quel solenne spettacolo, imperocchè, 1370 5| notte passeggia insonne e solitario, nelle lunghe logge vetriate 1371 2| che faticosamente, nella solitudine di uno studiolo, facendosi 1372 5| Se con tanta cura e tanta sollecitudine raccoglie tutte le voci 1373 3| commove, non agita e non solleva più. Così in qualche parte 1374 6| cose, e non ha potenza di sollevar nemmeno un lembo del fitto 1375 12| festa. –~ Toccò all'augel le sonnacchiose piume:~ – Svegliati e canta, 1376 4| sopraffarsi reciprocamente e a sopprimersi. Ora la poesia vive in gran 1377 15| e imperterrito, fa cader sopr'esse le grandi ombre del 1378 4| rappresentazioni contrastanti tendono a sopraffarsi reciprocamente e a sopprimersi. 1379 4| abbia finalmente a rimaner sopraffatto, lasciate che alquanto io 1380 7| poema della sazietà e della soprassazietà. E' dice una cosa che molti 1381 22| non sia sola destinata a sopravvivere delle tre che conobber gli 1382 2| uno studiolo, facendosi sordi alle voci della moltitudine 1383 10| il vento ed il fuoco, e sorelle la luna, le stelle, l'acqua, 1384 24| architettura era sospesa;~ Sorgea nel mezzo un ben locato 1385 3| coscienza, lo spirito la sorpassa e va più oltre ad adagiarsi 1386 23| che di qualche tratto ci sorpassarono nelle vie della civiltà. 1387 3| cristiana. La religione così sorpassata può durare a vivere per 1388 4| serbano i tempi la medesima sorte; quando vivamente ci rappresentiamo 1389 24| Con bella architettura era sospesa;~ Sorgea nel mezzo un ben 1390 22| sede lor propria, ma non sospetta nemmeno quell'arte mirabile 1391 15| umani, freme di sdegno, sospira d'amore, piange, compiange 1392 12| ora intima. –~ Dei morti sospirò sulla dimora:~ – Pace: per 1393 2| mutevole non solo nella sostanza e nell'indole e nei procedimenti, 1394 25| alcune idee universali e sostentatrici; e cesseranno allora questi 1395 5| gl'inciviliti costumi si sostituiscono ai barbari, che le relazioni 1396 14| crede di potersi facilmente sottrarre (e qui nel credere è il 1397 2| compilarono, si videro ben presto soverchiati da una marea di pensiero 1398 3| disfrenate rincorrersi e sovrammontarsi, e che però la poesia, con 1399 18| Spazi di là da quella, e sovrumani~ Silenzi, e profondissima 1400 18| voce~ Vo comparando: e mi sovvien l'eterno,~ E le morte stagioni, 1401 8| esser loro si protenda e si spanda sulle cose esteriori, con 1402 15| Sardanapalo a Napoleone, essa si spande sempre nuova d'intonazioni 1403 5| la guerra ed il travaglio spariscono dall'arena della vita esteriore, 1404 18| per poco~ Il cor non si spaura. E come il vento~ Odo stormir 1405 5| penetrare. E creò strane e spaventose figure d'uomini, sfingi 1406 18| e mirando, interminati~ Spazi di là da quella, e sovrumani~ 1407 6| che non conosce termini di spazio, nè di tempo, nè di natura, 1408 24| La stanza quadra e spazïosa pare~ Una devota e venerabil 1409 4| trova sempre a fronte uno spazioso e libero campo.~ ~ 1410 5| ognuno, per qualche parte, si specchia. Dopo molti anni passati, 1411 3| morte generazioni, vi fate specchiar nell'anima quei lontanissimi 1412 8| mirabile perspicuità si specchiassero negli animi loro gli aspetti 1413 4| passano e ripassano sullo specchio della nostra coscienza. 1414 2| forza, segue, variamente specificandosi, le nuove inflessioni del 1415 4| associa alle idee ed alla speculazione, e colora di sè i grandi 1416 4| vaste e grandi idee sono spesso di lor natura poetiche, 1417 14| incalzanti pensieri, a farsi spettatrice dei proprii interiori travagli. 1418 3| Iliade come l'onda poetica si spiana potente e ordinata; come 1419 14| e quindi più propria e spiccata persona, abbiamo acquistato 1420 5| la cui anima è come uno spiraglio aperto nell'infinito, e 1421 21| Giaccian le membra mie, nè spirto o senso~ Più le commova, 1422 24| lampada accesa,~ E questa di splendente e chiaro foco~ Rendea gran 1423 3| non sono nel libro, e che spontanee, senza che voi ve ne accorgiate 1424 3| quella viva idea, quello spontaneo e forte sentimento che lega 1425 8| la natura e il nume si sposano in ingenuo e fantastico 1426 6| nasce dalla inadeguabile sproporzione ch'è in noi fra il desiderio 1427 8| nereggianti selve, dei fiumi spumosi e veloci, del mar vasto 1428 11| poesia del Longfellow, Lo spuntare del giorno, egregiamente 1429 4| mostrata agli sguardi nudo e squallido pianeta, privo d'aria e 1430 12| cima:~ – E tu scotiti, o squilla, e l'ora intima. –~ Dei 1431 | sta 1432 7| riesce a fermarsi in nessuno stabile equilibrio. Nerone è l'eroe 1433 3| non ha più agio nè via di stabilmente configurarsi, di prender 1434 18| sovvien l'eterno,~ E le morte stagioni, e la presente~ E viva, 1435 | stai 1436 6| sulla sua via, dov'altra stanchezza ed altre disillusioni lo 1437 6| spirito allontanato. Fausto stanco e disilluso torna sulla 1438 3| della umanità bambina, sono stati profondamente e dolorosamente 1439 22| che sia per durare questo stato presente degli spiriti, 1440 8| vista del cielo azzurro o stellato, degli alti e superbi monti, 1441 10| fuoco, e sorelle la luna, le stelle, l'acqua, la terra, la morte 1442 23| corrompono, lo stile si stempera in una disordinata e negligente 1443 14| compiacimento a sentirsi stemperare in vaghe e confuse melanconie, 1444 16| pace, in una tranquillità stemperata e figurata come di sogni 1445 25| versi quadrarsi la stanza, stendersi i palchi e posar sui pilastri. 1446 8| pianura su cui lunghe si stendono l'ombre, e gli alberi e 1447 22| dimostra, nonchè altro, lo sterminato numero di poeti lirici, 1448 | stessa 1449 4| mortale come generalmente si stima. Le vaste e grandi idee 1450 8| sè medesimo. Gli uomini storicamente bambini non bene dapprima 1451 18| spaura. E come il vento~ Odo stormir tra queste piante, io quello~ 1452 14| Gli è questo un vizio? una stortura del gusto? A chi delle cose 1453 14| senza errore chiamar vizii e storture le grandi variazioni della 1454 2| irresistibile, ed e' sarebbe pur strana cosa che mentre di questo 1455 5| ancor penetrare. E creò strane e spaventose figure d'uomini, 1456 21| incresparsi, e non cicala~ Strider, nè batter penna augello 1457 8| queste cose l'anima nostra si stringa in misterioso colloquio, 1458 25| architettonica della sua struttura, dell'equilibrio e della 1459 2| andar più là, che alquanto studiasse la storia del verso alessandrino 1460 28| italiano, per lingua, per studii, per affetti. Io ebbi appena 1461 2| nella solitudine di uno studiolo, facendosi sordi alle voci 1462 28| Ateneo, e a voi, o giovani studiosi. Non ci si contenda il giusto 1463 8| angoscia ed un leggiero stupore che sono cagione del nostro 1464 22| di tutte le arti la più subbiettiva, ed anche sino a un certo 1465 8| obiettivizza il mondo e subbiettivizza sè stesso (non badate, vi 1466 22| nostro è essenzialmente subbiettivo, e questa è la ragione perchè 1467 3| natura alla più degna e sublime, che lega noi all'infinito 1468 6| aver con angoscia e con sudore superata la via che conduce 1469 | sugli 1470 | sui 1471 | sullo 1472 2| nelle cose della storia suole avere assai più picciola 1473 18| la presente~ E viva, e il suon di lei. Così tra questa~ 1474 9| orecchio~ Della materna voce il suono accoglie?~ ~ 1475 14| labbra del poeta orientale suonò con istrane parole: Meglio 1476 6| con angoscia e con sudore superata la via che conduce allo 1477 8| o stellato, degli alti e superbi monti, dell'orride, nereggianti 1478 22| se non in modo confuso e superficiale. Il canto poetico piglia 1479 14| delle cose guardi solo la superficie, e' parrà di poter dire 1480 3| giudizio; imperocchè, non è superfluo il ripeterlo, la poesia 1481 3| poesia, e discutere della superiorità dell'antica per rispetto 1482 28| compete ai partiti; noi superstiti serriamo le file, come buoni 1483 28| opere loro? come potrò io supplire a quella dell'uomo insigne 1484 3| che per la lettura vi si suscitan dentro e (lasciatemi usar 1485 12| è presso il giorno. –~ Susurrando sen corse alla foresta:~ – 1486 8| fuggevoli intellezioni che svaniscono a guisa di nebbia. L'anima 1487 12| le sonnacchiose piume:~ – Svegliati e canta, com'è tuo costume. –~ – 1488 2| malgrado, cresce, muta, si svolge. Da Aristotile in poi le 1489 | T' 1490 15| con espresso lamento; chi, tacendo di sè, lo dà a conoscere 1491 20| al margine d'un lago~ Di taciturne piante incoronato.~ ~ 1492 | Tali 1493 20| Talor m'assido in solitaria parte,~ 1494 | tante 1495 | tanti 1496 5| quel Lara del Byron, che a tarda notte passeggia insonne 1497 15| più varia e più ricca di temi che quella del Leopardi 1498 25| dinanzi come il portico di un tempio greco. Voi sentite in quei 1499 25| però voi vedete, come si tenda a scrivere ormai per simbolismi 1500 14| caratteri del pensiero, e tende all'infinito: di qui in 1501 3| si possono vedere alcune tendenze nascere e prender vigore, 1502 14| da questo contrasto del tendere a maggior libertà e del 1503 4| rappresentazioni contrastanti tendono a sopraffarsi reciprocamente 1504 25| l'istesso obietto v'è a tener per sicuro che, anche se 1505 14| vada più al fondo e chi tenga conto delle relazioni e 1506 4| giunta ormai l'ora che ponga termine alla vita di quest'arte, 1507 12| omai. –~ Passò sovra le terre, e lunge, intorno,~ Ei gridò: – 1508 6| condizione del nostro viver terreno. Egli consunse la vita nello 1509 3| compagini antiche, che i terribili ed immortali problemi che 1510 11| l'uomo e la natura, ma mi terrò pago di mostrarvene un esempio 1511 5| queste indagini e di questi terrori, e nacquero al mondo le 1512 15| disdegnoso e derisorio nel terzo. Fermatevi a paragonare 1513 4| Certo in principio, e in tesi generale, la scienza nuoce 1514 2| delle nostre facoltà, che tesse il melodioso suo canto delle 1515 28| dottrina, che la morte ha pur testè rapito a questo Ateneo, 1516 21| nè da lungi odi nè vedi.~ Tien quelle rive altissima quiete;~ 1517 3| poichè l'umano che sempre vi tiene il più gran luogo, rimane 1518 16| pochi versi a cui egli pose titolo l'Infinito:~ ~ 1519 12| di tue chiome a festa. –~ Toccò all'augel le sonnacchiose 1520 8| di piè veloce, e quel di tonante a Giove, con che riesce 1521 15| drammatica, e percorrendo tutti i toni dei sentimenti umani, freme 1522 25| ricorrimento d'idee. Un pensier tormentato ed instabile non può più 1523 6| Fausto stanco e disilluso torna sulla sua via, dov'altra 1524 12| Romoreggiò dell'alta torre in cima:~ – E tu scotiti, 1525 8| fede, di cui innumerevoli tracce si trovano ancora nelle 1526 15| operatore e creatore. In, questa tracotanza e in questo orgoglio addimostra 1527 11| del giorno, egregiamente tradotta dal chiaro professore Messedaglia:~ ~ 1528 14| variamente elaborate e come tradotte nei processi della riflessione, 1529 25| dispone secondo che li vien traendo fuori una secreta affinità 1530 22| antichi? Imperocchè anche la tragedia è morta, ed è giusto che 1531 22| giusto che sia, dappoichè il tragico s'è dileguato dalla nostra 1532 8| raccolti allo spettacolo del tramonto? Una secreta mestizia ci 1533 3| infinito fuor di noi, ma si tramuta in un vacuo formalismo, 1534 16| di attonita pace, in una tranquillità stemperata e figurata come 1535 7| a questi giorni volesse trarre argomento a giudicare del 1536 14| tendenza all'infinito e al trascendente. Un altro carattere non 1537 15| obiettivizza il suo sentimento, e trascorrendo per le cose della creazione, 1538 7| dello spirito; Nerone il trascorrer disordinato di uno spirito 1539 4| argento, e son più e più anni trascorsi che la scienza ce l'ha mostrata 1540 15| uomo non se n'appaga, ma si trasforma, n'esce con trionfali fatiche, 1541 3| sfiacchirsi e morire, e altre trasformarsi, e qui e colà già mostrarsi 1542 27| che di mano in mano si trasmettono le vergini alate della favola.~ ~ 1543 2| un gran pezzo prima dei trattati di arte poetica, e così 1544 14| spettatrice dei proprii interiori travagli. Notate particolar condizione 1545 3| la muove si agitano e si travagliano faticosamente sotto l'attrazione 1546 15| possa diversa, eglino son travagliati dal medesimo male, la melanconia 1547 | traverso 1548 3| d'una in altra forma si travolge, e mareggia come la nostra 1549 7| snaturate passioni, nei travolgimenti e nelle gazzarre del vizio, 1550 | tre 1551 3| quei lontanissimi casi; la trepidazione continua che si genera nel 1552 28| ma rendiamogli più degno tributo con imitarne gli esempii. 1553 15| si trasforma, n'esce con trionfali fatiche, e s'afferma a sua 1554 14| utili industrie e le scienze trionfatrici della natura? Voi sentite 1555 7| gazzarre del vizio, nell'amaro tripudio della colpa, gli argomenti 1556 14| nostre una grande e profonda tristezza sia entrata. Il come e il 1557 7| libro sconcio e il libro tristo non son fatti veramente 1558 22| son tanto accostate alla triviale realtà, che la poesia non 1559 11| sotto al caldo sole de' tropici, voluttuosamente si dondola 1560 25| ed instabile non può più trovar luogo negli incorniciati 1561 2| violenti quanto più forte han trovato il contrasto. La poesia 1562 2| e di governo, cercava e trovava da sè le sue vie. Gli è, 1563 3| per più altro tempo non troverà, se non ingannano i segni, 1564 6| dell'idea del bene che troviam nella nostra coscienza, 1565 14| sia parte che ci volgiamo, troviamci sempre di fronte alla cruda, 1566 | tue 1567 3| avevan preoccupata, senza turbarla però, la coscienza della 1568 25| troppo agitata e troppo turbata in noi, perchè il pensiero 1569 5| sempre dagli animi nostri turbati e sconvolti per tanto incorrere 1570 3| animo: la lieve e natural turbazione che genera in voi lo spettacolo 1571 14| violenza di questo viver nostro turbinoso e rapace andiamo a dar di 1572 3| non si vide questa fiumana turbolenta delle umane cose volgersi 1573 | tutt' 1574 7| romanzi e di drammi fanno tuttodì, senz'altrimenti avvertirne 1575 15| incalzante che tale non l'hanno udita, nè forse l'udranno mai 1576 22| Più e più volte voi avrete udito mover lamento a taluni di 1577 15| l'hanno udita, nè forse l'udranno mai più gli orecchi umani. 1578 23| Un altro lamento voi udrete far di frequente sopra le 1579 28| ardito di prendere tale ufficio, se non fossi più italiano 1580 11| relazione immediata: e di quest'ultima forma è celebre esempio 1581 5| ostinata, davanti a quell'ultime porte chiuse di essa, dove 1582 17| che da tanta parte~ Dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.~ ~ 1583 3| lega in noi la parte più umile di nostra natura alla più 1584 | une 1585 | uni 1586 3| pensiero poetico v'è più di uniformità e di universalità fra gli 1587 15| legge del dolore ferrea ed universale; e però egli non intende 1588 25| nella quiete di alcune idee universali e sostentatrici; e cesseranno 1589 3| è più di uniformità e di universalità fra gli uomini, che non 1590 7| tendenza che i letterati hanno universalmente oggimai a cercare nel trambusto 1591 14| necessità nostre, alle quali l'uom naturale e fantastico crede 1592 28| dei tempi passati egli è d'uopo avere alcuna chiara nozione 1593 5| vario e affaccendato, s'urtano e si riurtano fantasmi infiniti 1594 4| che la fantasia, la quale usa correrle innanzi si trova 1595 3| suscitan dentro e (lasciatemi usar di un concetto e di una 1596 12| grembo del mare un vento uscío;~ – Cedi, ei disse alla 1597 3| abbiamo un altro spirito, o usiamo un altro linguaggio.~ ~ 1598 14| quando più fioriscono le utili industrie e le scienze trionfatrici 1599 25| cesseranno allora questi vacillamenti nostri, e racquisteremo 1600 3| noi, ma si tramuta in un vacuo formalismo, o si petrifica 1601 14| sicuramente così, ma chi vada più al fondo e chi tenga 1602 8| modo nasce il politeismo, vaga e leggiera religione delle 1603 14| a sentirsi stemperare in vaghe e confuse melanconie, a 1604 6| volere, per sè stesso, non vale a muovere un fuscellino 1605 7| colpa, gli argomenti che valgano a scuotere e ad agitare 1606 8| Narciso, che negli echi delle valli profonde vive l'immortale 1607 2| giudizio. Opera incresciosa e vanissima tra quante se ne compion 1608 15| suoi altro non è che un vano e puerile travaglio, e volendola 1609 14| vita, quando la vita si vantaggia dei benefizii dell'incivilito 1610 15| poesia del Byron è molto più varia e più ricca di temi che 1611 14| vizii e storture le grandi variazioni della storia dell'umanità.~ ~ 1612 5| coscienza, dove, popolo vario e affaccendato, s'urtano 1613 4| generalmente si stima. Le vaste e grandi idee sono spesso 1614 3| tuttavia con la maestà e con la vastità dell'aspetto indur maraviglia, 1615 8| spumosi e veloci, del mar vasto e mutevole. Omero, a quel 1616 22| genere lirico era, come ognun vede, il più proprio e il più 1617 4| penetrati. Son molti che vedendo questa diminuzione e questo 1618 2| pensiero; e chi volesse vederne un notevole esempio basterebbe, 1619 7| più e più libri mostruosi vedeste nascere, frutto di così 1620 21| presso nè da lungi odi nè vedi.~ Tien quelle rive altissima 1621 22| degli spiriti, il mondo non vedrà più nascere nessuna grande 1622 2| endecasillabo italiano, dove vedrebbe la disposizione delle cesure, 1623 2| alteratosi quello spirito si veggano i segni poi della sua alterazione 1624 14| alcuna gentilezza, così noi veggiam nascere dentro di lei quello 1625 | vel 1626 12| a' navigli: – O marinai,~ Vele all'aure; la notte è scorsa 1627 8| aggiunge l'epiteto di piè veloce, e quel di tonante a Giove, 1628 8| selve, dei fiumi spumosi e veloci, del mar vasto e mutevole. 1629 24| spazïosa pare~ Una devota e venerabil chiesa,~ Che su colonne 1630 | venga 1631 | vengon 1632 | vengono 1633 3| scorso, e quello non sarà del venturo; e dentro a questo secolo 1634 | venuta 1635 | venuto 1636 22| direbbero cosa più giusta e più vera. Certo, fin che sia per 1637 4| nella coscienza i solchi del verbo d'un Goethe, d'un Byron 1638 11| ciel boreale, sogna di una verde palma, che in remote regioni, 1639 4| veggon più nella luna la vergine Diana, la cacciatrice dall' 1640 | verrà 1641 25| all'Ariosto nell'arte della versificazione, e' non l'avrebbe fatto 1642 23| non è un integumento o una veste del pensiero, che si possa 1643 5| solitario, nelle lunghe logge vetriate del suo castello. Di marmo 1644 14| amaritudine. Gli è questo un vezzo, una foga di tempi imbizzarriti? 1645 4| le qualità di esso con le vicende della vita nostra, con la 1646 8| par d'essere a quelle cose vicini, ora che una infinita distanza 1647 3| precipitosi, che mai non si vide questa fiumana turbolenta 1648 3| più rapida, che mai non si vider com'ora le idee disfrenate 1649 2| viva, le compilarono, si videro ben presto soverchiati da 1650 3| tendenze nascere e prender vigore, e altre sfiacchirsi e morire, 1651 22| sdegno l'agiti, o la pietà lo vinca, e come in quell'aspetto 1652 7| cercare nel trambusto delle violente e snaturate passioni, nei 1653 2| moti tanto irrompono più violenti quanto più forte han trovato 1654 14| attenuar dovessero lo scontro violento de' casi e di tanto alleggerire 1655 23| grammatica. Il guasto è visibile e grave in tutti ormai i 1656 8| insino a noi, di connessioni vitali fra persone umane e cose 1657 22| cose esteriori, di cui con vivacità nativa e mirabile riceve 1658 4| la medesima sorte; quando vivamente ci rappresentiamo allo spirito 1659 25| esempio di un grande scrittore vivente, Vittore Hugo. A questo 1660 25| vive in ciascuno di noi, e vivrà, credo, per sin che l'uomo 1661 14| parvificazione e senza errore chiamar vizii e storture le grandi variazioni 1662 18| silenzio a questa voce~ Vo comparando: e mi sovvien 1663 23| rimedio con mettere insieme vocabolarii di voci o barbare o errate, 1664 23| abbiano invaso lo stesso vocabolario e la stessa grammatica. 1665 8| alla barbarie di questi vocaboli), si separa individualmente 1666 2| attagliatura (mi si passi il vocabolo) del pensiero al metro che 1667 2| distribuzione di quegli spiriti vocali che si chiamano accenti, 1668 2| muta lo spirito poetico, o vogliam dire quel particolar modo 1669 15| vano e puerile travaglio, e volendola considerare dal solo punto 1670 7| a protagonista, dice di volerci cantare un poema della sazietà 1671 6| premio che non verrà, si volge disiosamente agli anni fuggiti, 1672 3| presenti, che dopo tanto volger di secoli e tante morte 1673 3| turbolenta delle umane cose volgersi più rumorosa e più rapida, 1674 14| da qual sia parte che ci volgiamo, troviamci sempre di fronte 1675 22| coscienza umana è tutta vòlta alle cose esteriori, di 1676 15| errore; chi lo mostra con voltarsi desiosamente indietro e 1677 5| castello. Di marmo è il suo volto; i suoi passi cadono in 1678 12| grido: il raggio appare. –~ Vòlto alla messe, mormorò: – T' 1679 8| assurdo. Basta aprire i volumi di que' primi poeti per 1680 14| strano sentimento della voluttà del dolore, pel quale l' 1681 11| caldo sole de' tropici, voluttuosamente si dondola al vento. Infiniti 1682 21| il meriggio, in ciel si volve,~ La sua tranquilla imago 1683 | vostro 1684 | vuol 1685 | vuole