Gerhard Rohlfs
Tripolitania

Premessa del traduttore alla 2.a edizione italiana.

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Premessa del traduttore alla 2.a edizione italiana.

La recente annessione della Tripolitania e Cirenaica all’Italia ha più che mai richiamata l’attenzione degli studiosi, come del pubblico in genere, su ogni lavoro che serva a farci conoscere quelle regioni, cui ci legano tanti antichi ricordi ed interessi attuali.

Fu quindi provvida l’idea della Casa Editrice dott. Francesco Vallardi di dare in luce una nuova edizione italiana (la prima essendo esaurita) dell’elaborata opera, nella quale il dottor Gerardo Rohlfs non solo racconta elegantemente le vicende dell’ardita spedizione da lui condotta nel cuore del Deserto Libico e ne presenta le risultanze scientifiche, ma espone pure con grande serenità di giudizio e larghe vedute le condizioni geografiche, economiche; sociali dei paesi percorsi.

Avendo avuto incarico di curare la prima edizione del libro, a me l’editore si rivolse per la seconda ed accettai con non minore slancio l’offerta, sia per onorare la memoria di quell’illustre esploratore tedesco 2, col quale avevo i più stretti vincoli d’amicizia, sia poi perchè ogni cosa che si riferisca alla Tripolitania e dipendenze ha sempre il dono d’interessarmi assai, per la permanenza fatta in quei paesi e per il progetto, che per un istante avevo concepito, di muovere alla scoperta dell’oasi di Kufra, quattro anni prima che il Rohlfs, colla sua bene nota capacità cd arditezza, dovesse effettuarla.

Per ragioni di opportunità, l’editore ha creduto utile che la presente opera dovesse essere sfrondata di alcune riflessioni ed impressioni personali, le quali, a distanza di cinque lustri, hanno perduto la loro veste d’attualità e che convenisse approfittare della circostanza per presentare ai lettori delle considerazioni generali intorno al nostro nuovo possedimento, secondo le cognizioni attuali ed i risultati dell’azione militare che vi stiamo svolgendo, aggiungendo qualche dato più diffuso sulla confraternita religiosa degli Snussi. Io nutro speranza che questo lavoro di rimaneggiamento — del resto molto usato anche all’estero — non menomerà l'importanza dell’opera originale, anzi sarà bene accolto dai lettori.

E posto che io, precedendo il giudizio del lettore, ho più volte lodato l’autore di quest’opera, mi permetterò di aggiungere che al Rohlfs spetta indubbiamente il merito di avere più d’ogni altro viaggiatore esplorato e fatto conoscere il Sahara e le regioni adiacenti, avendovi eseguito non meno di sei grandi esplorazioni, senza contare altri viaggi minori, preliminari, in quei paesi 3, per il che se, a tali viaggi, aggiungiamo la grande traversata dell’Africa Nord da Tripoli a Lagos per Kuka eseguita dallo stesso viaggiatore, due viaggi fruttiferi in Abissinia, uno posteriore a Zanzibar (nel 1884-85, in qualità di Commissario dell’Impero tedesco), non potremo far a meno di ritenere il Rohlfs non solo uno dei più illustri esploratori tedeschi, ma altresì come di quelli di ogni paese che contribuirono maggiormente alla conoscenza dell’Africa. Esempio ammirevole di tenacia e dottrina nel campo delle esplorazioni geografiche, non affievolite dagli allori conquistati, dalle fatiche e dai pericoli d’ogni genere.

Le abbreviazioni introdotte negli episodi relativi alle vicende del viaggio non alterano però lo stile del Rohlfs, al cui testo originale mi sono tenuto fedele anche in questa nuova veste italiana può nascer dubbio circa la provenienza delle notizie aggiunte, posto che esse portano tutte la mia firma o le mie iniziali (G. C.).

Guido Cora





2              Gerardo Rohlfs nacque il 14 aprile 1831 in Vegesack e morì il 2 giugno 1896 in Rüngsdorf presso Godesberg. Nel 1855-60 servì come medico nella legione straniera in Algeria, durante la guerra, poscia, valendosi della grande pratica acquistata nella conoscenza degli abitanti e della loro lingua, incominciò quella vasta serie di viaggi, che dovevano farne il maggior esploratore del Sahara.



3              V. in proposito: Prof. Guido Cora, Il Sahara, appunti e considerazioni di geografia fisica (in 8.o con carta, Roma e Torino 1882), pagina 10.



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