Giovanni Leonardo Marugi
Capricci sulla jettatura

PROSA SECONDA LA JETTATURA SI DIVIDE IN FISICA E MORALE

CAPRICCIO II

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CAPRICCIO II

 

Via su considera

Nel doppio aspetto

Il deleterio

Maligno effetto.

 

Quello già turbasi,

Il color muta,

Di qualche perfido

Alla veduta.23

 

Questo sconvolgere

Vede i disegni,

S'alcuno guardalo,

Lo noti, o segni.24

 

Se vuoi comprendere

La ria cagione,

Fa ne' princípi

Tu distinzione.

 

Quell'è pestifero

Lento veleno,25

Corr' al piú solido.

E resta in seno.26

 

Quest'è piú mobile,

Tutto simile

Al fuoco elettrico

Corre al sottile.27

 

E qui sovvengati

Che i movimenti

Fatti con impeto

Son piú possenti.28

 

Se di quell'empio

Agili e presti

Saran gli orribili

Atti molesti:

 

Sen vanno rapidi

I rei vapori,29

E allor producono

Maggior languori.30

 

Piú dentro spingere

Ben sai ch'il chiodo

Si può, se ponesi

In retto modo:

 

Dunqu' i pericoli

Maggior' in quelle

Potrai tu scorgere

Che son piú belle.

 

E se conservano

Senn' e virtute,

Saranno gli uomini

Senza salute.

 

Che quivi in genere

I sguardi sono,

E qui dirigesi

De' dett' il suono.31

 

Quand'era bambolo,

Spess' in Atene,

Che lasciai tenero

Le patrie arene,

 

Udiva in dispute

Ridir ch'ammorza

Un forte ostacolo

Qualunque forza.32

 

Vedrai se gracile

Sarà d'aspetto

Venir sensibile

Allor l'effetto:33

 

Colui la morbida

Fiorita guancia

Fa a Nice perdere

Se un guardo lancia;

 

La madre debole

Vedrà la figlia

Vecchiaccia fetida

Se in man la piglia.34

 

Ninfe guardatevi

Da' jettatori,

Vi faran perdere

I bei candori.35

 

Si vide Fillide

Toglier con duolo

Beltà mirabile

A un guardo solo.

 

La bell'Aglauro,

In nodo avvinta

Ad un malefico,

Rimase estinta.36

 

Io cose dicovi

Ben manifeste,

Ninfe, guardatevi

Da questa peste.37





23 Ed ecco quella che abbiamo detto jettatura fisica, cioè che attacca le qualità della nostra corporea sostanza. Quanti fatti succeduti si potrebbero qui arrecare, quanti pareri, quante dottrine a proposito? Molti e poi molti per certo. La Cicalata dell'impareggiabile amico n'è ricolma a dovizia, però nulla vi aggiungo. Si legga la medesima, che si troverà quanto su tale materia si può desiderare.



24 Questa è la jettatura morale: agisce sugli atti della volontà, o dell'affascinato, o di chi può influirli a vantaggio. Si è voluto additarla qui, benché questo capriccio, a propriamente dire, riguardasse la fisica. E si è fatto per rapportarne la distinzione.



25 Veleno è tutto ciò che produce nel corpo nostro violenti e non naturali mutazioni. Lento poi se operasse non in istante.



26 Non agendo che sulla sostanza corporea, deve essere anch'ella sostanza corporea: «Quod si non esset, nulla ratione moveri / Res possent. Namque officium, quod corporis extat / Officere, atque obstare, id in omni tempore adesse / Omnibus». Anzi, non producendo l'effetto che sulle parti o qualità sensibili del nostro corpo, non può consistere che in parti sensibili. Queste parti sono gli effluvi. Colpiscono immediatamente il fisico, né oltrepassano il solido, qualora per questo s'intenda ciò che non è volatile ed invisibile ad occhio nudo. Si dice poi veleno, in quanto opera immediatamente e produce effetti mirabili.



27 Ecco la fisica jettatura considerata ne' propri aspetti. Il dottissimo amico la chiama patente. E forse di quella che opera senza conoscerne la maniera: dove quell'altra di cui si è poco prima parlato se ne conosce il modo: e molto rettamente chiama meccanica la cagione che la produce.



28 In ragione che cresce il quadrato della celerità, cresce l'effetto prodotto da uno stesso corpo.



29 Trattandosi di particelle corporee, che dipartendosi dal jettatore vengono a produr disordine nel corpo nostro, operar devono col momento che acquistano, ed essendo questo nella ragion composta dalla duplicata della celerità e semplice della massa, maggiore effetto producono se vengono spinte con piú forza dal jettatore. Colla celerità medesima, ed intensità colla quale saranno fatti tanti e diversi movimenti, voi ne rimarrete per conseguenza preso ed accagionato; le grazie che piú veloci e pronte si fanno, disse Luciano, sono piú soavi. Cosí la jettatura sarà piú formidabile, quanto piú celere e pronta. Se dunque i jettatori schiamazzano, si dimenano, fanno de' gesti caricati, e celeri, fuggite allora: «Appunto come se si versa un vaso. / In certi luoghi puzzolenti e impuri, / Ognuno fugge e ottura forte il naso».



30 Gli effetti seguono la diretta delle cagioni produttrici.



31 Non mi ci fermo un momento. Non v'è bellezza che non fosse riguardata, non virtú che non fosse invidiata.



32 È abbastanza noto a' fisici: l'effetto sensibile è sempre nella reciproca dell'ostacolo che una forza incontra.



33 I gelsomini piú gai e le piú gentili giunchiglie sono i primi a risentire l'intemperie dell'aria e l'azione de' raggi del sole: la bellezza patisce piú presto: i gracili e deboli di fibra piú vivamente risentono le impressioni degli oggetti che l'attorniano. Ed ecco perché ne' ridotti que' che piú patiscono sono le belle, i virtuosi, i bambini, i gracili, appunto perché questi risentono piú vivamente le impressioni che loro fanno i jettatori.



34 Quante ninfe languiscono per la jettatura? Come ancora quanti bambini se ne vedono colpiti, a guisa di fiori dalla gragnuola? Io non vi aggiungo altro. Il signor D. Nicola Valletta ne ha pienamente parlato (si veda la Cicala del medesimo).



35 Il colorito delle guance per lo piú proviene da una facile e spedita circolazione; se questa va a mancare, mancherà a proporzione il purpureo colore, che sparso sulle gote rallegra i riguardanti. Appena dunque languiscono le funzioni per lo velenoso agente, languir si vedono del pari le piú amabili ninfe, e scolorirsi a momenti.



36 Quanto dovrebbe stare accorto chi deve unirsi in matrimonio! Quanti malanni non sopraverranno a quella signorina di garbo se ha menata la sorte in braccio d'un jettatore? Da quel primo momento non sembrerà piú la medesima. Mi è accaduto vederne qualcheduna che per siffatto motivo nel giro di pochissimi anni ha finito a poco a poco di vivere. Signorine, pensateci prima, e pensateci seriamente:

Non si tratta di favole e di gioco
Ma di poter ognun viver sua vita
Lieta sempre, e felice in ogni loco.



37 È peste e contagio come l'altre pesti e contagi, ma che entra pegli occhi – e può dirsi vivus vidensque pereo – e forse e senza forse per il resto delle parti.



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