23 Ed ecco
quella che abbiamo
detto jettatura fisica, cioè che
attacca le
qualità
della nostra
corporea sostanza. Quanti
fatti succeduti si potrebbero qui
arrecare, quanti
pareri, quante
dottrine a
proposito? Molti e poi molti per
certo. La
Cicalata dell'
impareggiabile amico n'è
ricolma a
dovizia, però
nulla vi
aggiungo. Si
legga la medesima, che si
troverà quanto su tale
materia
si può
desiderare.
24 Questa è la
jettatura
morale:
agisce sugli
atti della
volontà, o dell'
affascinato, o di chi può
influirli a
vantaggio. Si è voluto
additarla qui, benché questo
capriccio, a
propriamente dire,
riguardasse la
fisica. E si è
fatto per
rapportarne la
distinzione.
25 Veleno è
tutto ciò che
produce nel
corpo nostro
violenti e non
naturali mutazioni.
Lento
poi se
operasse non in
istante.
26 Non
agendo
che sulla
sostanza corporea,
deve essere anch'ella
sostanza corporea: «Quod si
non esset, nulla
ratione moveri /
Res possent. Namque
officium, quod
corporis
extat /
Officere, atque
obstare, id in omni
tempore adesse / Omnibus». Anzi,
non
producendo l'
effetto che sulle
parti o
qualità sensibili del nostro
corpo,
non può
consistere che in
parti sensibili. Queste
parti sono gli
effluvi.
Colpiscono immediatamente il
fisico, né
oltrepassano il
solido, qualora per
questo s'
intenda ciò che non è
volatile ed
invisibile ad
occhio nudo. Si
dice
poi
veleno, in quanto
opera immediatamente e
produce effetti mirabili.
27 Ecco la
fisica jettatura considerata ne' propri
aspetti. Il
dottissimo amico la
chiama patente.
E forse di quella che
opera senza
conoscerne la
maniera:
dove quell'altra di
cui si è poco prima
parlato se ne
conosce il
modo: e molto
rettamente chiama meccanica
la
cagione che la
produce.
28 In
ragione
che
cresce il
quadrato della
celerità,
cresce l'
effetto prodotto da uno stesso
corpo.
29 Trattandosi
di
particelle corporee, che
dipartendosi dal
jettatore vengono a
produr
disordine nel
corpo nostro,
operar devono col
momento che
acquistano, ed
essendo questo nella
ragion composta dalla
duplicata della
celerità e
semplice
della
massa,
maggiore effetto producono se vengono
spinte con
piú forza dal
jettatore.
Colla celerità medesima, ed
intensità colla quale saranno
fatti
tanti e
sí diversi movimenti, voi ne
rimarrete per
conseguenza preso ed
accagionato; le
grazie che
piú veloci e
pronte si fanno,
disse Luciano, sono
piú soavi.
Cosí la
jettatura sarà
piú formidabile, quanto
piú celere e
pronta.
Se dunque i
jettatori schiamazzano, si
dimenano, fanno de'
gesti caricati, e
celeri,
fuggite allora: «
Appunto come se si
versa un
vaso. / In certi
luoghi
puzzolenti e
impuri, / Ognuno
fugge e
ottura forte il
naso».
30 Gli
effetti
seguono la
diretta delle
cagioni produttrici.
31 Non mi ci
fermo un
momento. Non v'è
bellezza che non
fosse riguardata, non
virtú che non
fosse invidiata.
32 È
abbastanza
noto a'
fisici: l'
effetto sensibile è sempre nella
reciproca dell'
ostacolo che una
forza incontra.
33 I
gelsomini
piú gai e le
piú gentili giunchiglie sono i
primi a
risentire l'
intemperie
dell'
aria e l'
azione de'
raggi del
sole: la
bellezza patisce piú presto: i
gracili e
deboli di
fibra piú vivamente risentono le
impressioni degli
oggetti
che l'
attorniano. Ed ecco perché ne'
ridotti que' che
piú patiscono sono le
belle, i
virtuosi, i
bambini, i
gracili,
appunto perché questi
risentono piú
vivamente le
impressioni che loro fanno i
jettatori.
34 Quante
ninfe
languiscono per la
jettatura? Come ancora quanti
bambini se ne
vedono colpiti,
a
guisa di
fiori dalla
gragnuola? Io non vi
aggiungo altro. Il
signor D.
Nicola
Valletta ne ha
pienamente parlato (si
veda la
Cicala del medesimo).
35 Il
colorito
delle
guance per lo
piú proviene da una
facile e
spedita circolazione; se
questa
va a
mancare,
mancherà a
proporzione il
purpureo colore, che
sparso
sulle
gote rallegra i
riguardanti. Appena dunque
languiscono le
funzioni per lo
velenoso agente,
languir si
vedono del
pari le
piú amabili ninfe, e
scolorirsi
a
momenti.
36 Quanto
dovrebbe stare
accorto chi
deve unirsi in
matrimonio! Quanti
malanni non
sopraverranno a quella
signorina di
garbo se ha
menata la
sorte in
braccio d'un
jettatore? Da quel
primo momento non
sembrerà piú la medesima. Mi è
accaduto
vederne qualcheduna che per
siffatto motivo nel
giro di pochissimi
anni ha
finito a poco a poco di
vivere.
Signorine,
pensateci prima, e
pensateci
seriamente:
Non si tratta di favole
e di gioco
Ma di poter ognun viver sua vita
Lieta sempre, e felice in ogni loco.
37 È
peste e
contagio come l'altre
pesti e
contagi, ma che
entra pegli occhi – e può
dirsi vivus
vidensque pereo – e forse e senza forse per il
resto delle
parti.