Giovanni Leonardo Marugi
Capricci sulla jettatura

PROSA SESTA SUI SEGNI DE' JETTATORI ALLE BELLISSIME E VEZZOSISSIME DONNE

CAPRICCIO VI

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CAPRICCIO VI

 

Donne mie belle,

Se mi sentite,

Voi cose udite

Ch'han da piacer.

 

Non son novelle

Ora venute

Da Calicute

O da Nieper,

 

Ma son le note,

I certi segni

Di quegl'indegni

Che san jettar.

 

E qui carote

Io non vi vendo:

No, non intendo,

Donne, burlar.

 

La cosa è seria:

Sentite tutti,

E grandi e putti,

Consigli do.

 

Filli e Valeria

Jettan' a paro;

È caso amaro,

Ben io lo so.

 

Ma se trovate

De' malefizi

I cert'indizi

Che vi spieg'or,75

 

Deh, le scacciate:

Io non v'inganno,

La jetteranno

Senza timor.

 

Quella fantesca

Alta e paffuta,

Se vi saluta,

Dubbio vi sta.76

 

E s'ha gli occhiacci

Di sanguinacci,

Non vi rincresca

Vi jetta già.77

 

Quella damaccia

Corta di schiena

E piena piena,

Lunga di pié,

 

S'agli occhi tiene

Lippo ed arene,

Non vi dispiaccia,

La jetta affé.78

 

S'ha la damina

Ciglia inarcate,

Quando cammina

Lesta se va;

 

S'ha gli occhi loschi,

I capei foschi,

Non vi sdegnate,

jettando va.79

 

S'ha quell'il volto

Schiacciato molto

E nero nero,

I denti in fuor;

 

E s'aquilino

Tien il nasino,

Io dico il vero,

Vi jett' ancor.80

 

Quell'omicciotto

A bussolotto,

S'ha naso a fico

E pancia su;

 

Il capo a zucca,

Porta perrucca,

Il vero dico.

La jetta piú.81

 

Quel bianco bianco,

Occhio infocato,

Mezzo sbarbato,

Capo a tambur:

 

Se li fine

Sul ciglio il crine,

Vi parlo franco,

La jetta pur.82

 

S'in volto ha tarlo

E tondo il mento,

Vi parl' a stento

Senza guardar,

 

Ciglie ha di gatto,

Occhi di matto,

Franco vi parlo,

Vi sta a jettar.83

 

Di poi fuggite,

Donne mie care,

Lagrime amare

Chi mai versò,84

 

Chi lod' a guazzo,85

Ride da pazzo,86

In fin fuggite

Chi vi turbò.87





75 «La ragion dietro a' sensi ha corte l'ali». Lo sapete molto bene. Ove si tratta di note caratteristiche, non se ne può addurre ragione. La natura ha diversificati gli esseri. Gli storici naturali non entrano a cinguettare perché in questo e non in quell'altro modo formato fosse un pesce, un quadrupedo, un insetto, un minerale, una pianta. L'osservano attentamente e, dopo piú replicate osservazioni, ne stabiliscono le note, mediante le quali venissero a conoscerli a prima giunta. La ragione risiede negli abissi della natura; non si può, né si deve indagare. Similmente avviene per quello che riguarda i jettatori; questi vi sono, esistono. È punto di storia naturale il ritrovarne le note che li distinguono. Con instancabili osservazioni, come si è fatto degli altri esseri, vi si può solamente giungere. Io da che sono nella certezza di esservi al mondo de' jettatori, non ho mancato di osservare a minuto que' tali che sono stati di tristo augurio. Dopo una infinità di osservazioni, appunto, come fanno i naturalisti, ho combinate le idee ed ho ritrovato a capello convenire colla jettatura alcuni segni speciali. Ed ho veduto che picciolissimo segno da non comprendersi senza positiva attenzione ci discopre la natura de' jettatori; cosicché si può dire: «Saepe exiguus mus / Augurium tibi triste dabit». Ecco dunque, che ve l'addito. Forse vi saranno piú jettatori nascosti sotto altri segni; ma questi a me non son noti. Conviene allungare le osservazioni, e per conseguenza v'abbisogna o maggior tempo, o maggior numero di osservatori: per quello che riguarda il primo, io prometto di non istancarmi giammai per dare al pubblico una compiuta serie e classificazione di essi; per quello riguarda il secondo, appartiene a' naturalisti il volerlo fare oggetto delle loro osservazioni. È questo un articolo interessantissimo; s'imprende a classificare una famiglia di conchiglie, di pesci, di piante, che poco o nulla giovano o nuocono, e si dovranno poi trascurare i jettatori che sono il flagello del genere umano? Io invito dunque tutti i naturalisti a far questo punto, punto di osservazione.



76 Ecco il primo segno. Le donne alte e paffute in generale sono sospette. Molte di queste l'ho trovate di male augurio. Temo sempre il di loro saluto. Piú volte, salutandomi, me l'hanno jettata a dirittura. Sono accorto a vedere se chi saluta ne avesse avuto motivo. Ho osservato costantemente che quando è succeduto ciò senza manifesta ragione, e v'han concorse le note fin'ora specificate, per lo piú il saluto mi è stato di nocumento.



77 Non vi sarà piú dubbio, se alle cose già dette si accoppiasse la lividezza degli occhi; guardatevene allora e guardatevene daddovero; molto piú se il sucidume trasparisse in lei da tutte le parti. Appunto per questa special nota caratteristica ho voluto chiamarla fantesca. Tali veramente rassembrano le donne, di qualunque ceto sieno, se sono della classe di queste jettatrici.



78 Bisogna che qui vi prevenga. È opinione di de Lancre che il diavolo, facendosi vedere, prenda sempre una forma stravagante. Io credo bene che abbia confuso questo co' jettatori e, vedendo i perniciosissimi effetti recati da costoro, gli abbia creduti tanti satanassi. Ho osservato anch'io sensibilissima sproporzione ne' jettatori. Provenisse ciò dalla mal formata natura di costoro? Certo è che non è naturale il jettatore: egli è uno di quei mostri che osservano. La natura non avrebbe voluto certamente frapporre nella serie ordinaria chi infelicita rovina e distrugge le cose da lei create: è una produzione irregolare e come tale non può farsi vedere che sotto irregolari aspetti. Ora di questa natura sono le donne jettatrici, delle quali parliamo. Guai se una di queste vi si trovasse appresso. Siate sicuro di perdere se giocate, d'infermarvi se continuate la di lei conversazione, di tirarvi sopra le disgrazie se non le prevenite col fuggirla. Quando voi vedrete adunque donne piene, di vita corta, di piè lungo, e cispose, fuggite, se bramate la vostra quiete. Ho notato che le vere jettatrici che hanno questa caratteristica, sono leziose e vogliono farla da dame; però si sono espresse sotto il carattere damesco. Ma voi, vedendo donne con simili distintivi, abbiatele per tali, di qualunque ceto si sieno. Fate attenzione sull'età. Io l'ho sempre osservate sopra 40 anni.



79 «Suspicor, et fama est, oculis quoque popula duplex / Fulminat, et geminum lumen ab orbe venit». Forse parlava Ovidio di questa sorta di jettatrici. Per verità sono piuttosto belle: si può quasi dire: «Medio de fonte Leporum / Surgit amari aliquid, quod in ipsis floribus angli». Se non avessero gli occhi foschi, sarebbero amabilissime, sono brillanti, vezzose, ma non lasicano però di essere jettatrici. Se le donne con maggiore velocità camminano di quello che ordinariamente le altre fanno, e le ciglia s'inarcano soavemente in fronte, avendo il capello tirante al bruno, temetele. È però da notarsi che quelle di sopra 40 anni non l'ho tali osservate; molto bene l'altre, che non sono giunte a quest'età, e però mi ho servito del diminutivo damina. Si perdesse col tempo quel non so che di malefico? Provenisse da una vivacità maggiore di spiriti? Si sviluppasse da una piú vivace fantasia? Queste sono sempre forbite e raffazzonate, di qualsivoglia ceto si fossero.



80 Se lo vedesse il Signor de Lancre giurerebbe che fosse il diavolo. I jettatori di simile figura li fecero forse dire che satanasso, tutte le volte che è venuto sopra la terra, avesse preso stravagante forma. Poté uno, dice il Signor di Montesquieu, pensar mai che un essere sapientissimo abbia messa un'anima, e sopra tutto un'anima buona, in un corpo tutto nero? Potrà uno pensar mai, anch'io qui ripiglio, che un corpo di siffatta taglia possa non esserci di funesto incontro?



81 Ogni nota delle rapportate specifica un jettatore. Io l'ho osservate tutte unite in un sol soggetto; ogni qual volta l'incontro, mi sconvolge lo spirito ed il corpo, e son sicuro di non venirmene una buona in quella giornata. A proposito della perrucca. Quando è questa portata da chi tiene un altro sensibilissimo distintivo, per esempio, troppo pingue, troppo magro, troppo alto, troppo basso, zoppo, miopo in grado avanzato, troppo nero, col naso, i denti o la bocca molto fuor di misura. E tutti i senati in generale. («Che siete genti virtuose, e brave / E forse inteso certamente avrete / Quel bel proverbio a signatis cave»). Siate sicuro di esser quelli tutti jettatori. Non ha guari mi sono imbattuto in uno colla perrucca: sembra galantuomo, alto di statura, zoppo dal pié destro, ritto di vita, di temperamento bilioso, di folte ciglia, l'ho scoperto jettatore, e de' piú celebri. È piú tempo, che conosco un certo Acesia veramente fatto a bussolotto, cioè tondo tondo, che porta la perrucca, ed è delli piú empi ed esecrandi.



82 Questo forma un'altra classe di jettatori. Se ad una bianchezza lavata si accoppiasse un occhio acceso, il capo colla fronte piana e capillosa, ed una barba che non avesse del virile, siate certo di esser quegli un jettatore.



83 Quegli oltre modo tarlati, col mento tondo, e scilinguati ne compongono un'altra specie. Ho notato che questi, parlando, non guardano mai in faccia. Vi sia di regolamento. Chi ha eziandio le ciglia setolose e lunghe, accoppiate ad un occhio vago ed irrequieto, o che vi si fissa sopra senza manifesta ragione, appunto come quello de' pazzi, abbiatelo per jettatore, e forse de' piú perfidi. Abbiate per tremendi jettatori anche coloro che non sanno stare quieti un momento, che schiamazzano, si contorcono, si dimenano, con ispecialità nelle conversazioni; e su ciò ricordatevi di quello che si è detto avanti.



84 Questa è stata opinione tedesca. I giudici di Germania, secondo Bodin, prendevano per indizio di stregoneria il non poter piangere in mezzo a' tormenti. Un parroco bruciato a Loudan fu creduto stregone, perché non effuse in mezzo al fuoco mai una lagrima. Io non ho osservazione alcuna su di questo. Come non credo punto a stregoni, figuro però questi jettatori, appunto pei sorprendentissimi effetti che producono. M'immagino che, siccome sentendo suonare la ripetizione da saccoccia que' primi che non ne avevano idea la crederono invasata da uno spirito, cosí que' che non credevano, o non avevano idea del fascino attribuivano a magia i naturali effetti prodotti dal medesimo. Sicché si può dire che i maghi non erano che jettatori.



85 State accorto, fuggite chi molto vi loda, perché è senza dubbio jettatore. L'ho costantemente osservato: a me a forza di lodi mi hanno sconcertato ogni interesse. Ho osservato del pari che alcuni, lodando la bellezza di una persona, o la salute, la fanno perdere a poco a poco Conosco una signora, che quante volte le si dice da un tale, vero jettatore, che sta florida e bene assai di salute, si scolorisce e s'inferma. Racconta Plinio che alcune famiglie dell'Africa facevano morire gli alberi, i fanciulli e gli animali a forza di lodi. Erano certamente jettatori di questa classe. Bisognerebbe sapere se questi tali fossero veramente invidiosi del bene che altri gode, e coprissero il veleno che tengono ne' bozzoli del loro cuore, colle parole melate e lusinghiereOdio obscuro, morsuque venenat»). E disse il Petrarca: «E cosí avvien, che l'animo ciascuna / Sua passion sotto 'l contrario manto / Ricopre colla vista or chiara or bruna»; ovvero facessero ciò senza saperlo, cioè tirati dalla loro jettatrice costituzione. Ho io osservato che molti e molti lodano per tutt'altro fine che per quello che dovrebbe esser legato alle lodi. Lo fanno. Per esempio, per iscoprire gl'interni sentimenti di una persona, per poi potervisi opponere e farli andare a vuoto le speranze. Non ha guari mi è ciò accaduto. Or fosse mai lo stesso ai jettatori di questa classe?



86 Se alcuno vi parla e ride senza motivo, framezzando le risa alle parole, fateci osservazione e sappiatemi poi dire come vadino i vostri interessi e la vostra salute. Ninfe guardatevi. Per lo piú questi e que' della classe già riferita sono giovanetti, e de' piú forbiti. Ma vi rilevarete un'aria di sorprendente affettatura. Fuggiteli.



87 È questo un evidentissimo segno. A proporzione che v'inducono mutazione al corpo, vi disturbano lo spirito: molte volte convien fare della forza per tollerare la presenza di quell'uomo o di quella donna, benché non se ne conoscesse la ragione. Non abbiate tanti riguardi, è jettatore o jettatrice, non v'è dubbio alcuno. Una riflessione, e finisco. Tutto il mondo ha conosciuto un certo ceto d'uomini nemici dell'uomo medesimo, non per altro, se non perché senza ragione manifesta l'hanno sconvolto, l'hanno disturbato. Questi tali sono stati chiamati licantropi. Francesco Febo Conte di Foix, nel suo libro della caccia, interpreta la voce licantropo: "Loupus-Caroux", cioè 'guardatevi': tanto suona garoux. Erano li jettatori individuati con tal vocabolo? Era un vocabolo generico, che conveniva ai medesimi? O piuttosto apparteneva a quelli di quest'ultima classe?



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