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SUI MEZZI DI PRESERVARSI DELLA JETTATURA
Eccovi scoperti, o perfidissimi jettatori. Voi che, sovvertendo l'ordine delle cose, riempite il mondo di duolo, discacciati un giorno dall'umano commercio, come que' che non fanno che assassinare, piangerete soli le disgrazie che i vostri puzzolentissimi effluvi, i velenosi sguardi e l'accesa vostra fantasia tentano di rovesciare sugli altri. Io al certo vi compatirei, jettatori esecrandi, se ravvisass'in voi un innocente delitto, ch'è quanto a dire, se dalla natura cosí formati, senza saperlo la natura stessa, offendeste. Ma, ahi, che voi, empi piú dell'empietà medesima, famelici de' nostri danni, divoratori de' beni altrui, comprendete a capello non solo quanto ci arrecate di danno, ma anelanti, niente meno che cervi per le chiare sorgenti, in traccia andate delle piú belle occasioni per infamarvi. So molto bene che sianvi degl'innocenti assassini; ma non ignoro fin'anche che una moltitudine di jettatori, conscii di quel che fanno, apprendono per proprio bene i danni che arrecano ad altri. Io dunque di voi parlo, e solo a voi diriggo i miei detti, che nella classe di questi ultimi vi rattrovate.
Topi indegni, che non si trovi un gatto
Che tutti quanti uccida, tronchi e strozzi
Ed un non lasci per semenz'affatto.
Ma v'ingannaste all'in tutto. I segni co' quali marcati siete dalla natura, vi appalesano al mondo. Ognuno ravviserà in quelli la malignità di cui siete aspersi, e da ora in avanti non vi sarà chi satollasse piú i vostri sguardi; ognuno fuggirà la vostra presenza ed, allarmati tutti contro di voi, vi cacceranno in fine nel piú rimoto angolo della terra. Se fin'ora, empi rovesciatori della natura, franchi scorrendo, saziaste le ingorde voglie, da ora in avanti, tra stretti confini riposti, piangerete anzi che apportare ad altri le non lievi sciagure. Io,
Tanto è l'odio intestino, io giuro Apollo,
Che porto al vostro popolo insolente
Non mai di male oprar pago e satollo,
mi protesto che sarò sempre vostro implacabile nemico, né cesserò di perseguitarvi, se il mondo non vedrà distrutta affatto la vostra malvagia genia. Sappiate che, se applicato mi sono sin'ora a disporre i segni co' quali stimò natura tenerci avvertiti dell'indole perversa che avete, da questo punto innanzi attenderò ad individuare i mezzi co' quali vi potessimo rovinare all'intutto. Tante diverse sperienze ed osservazioni ho sopra di voi io fatte, che posso francamente attestare di essere in mio potere con che rintuzzare i vostri attentati, snervare i vostri malefizi ed impedire i vostri fantastici voli. E per darvene una evidente ripruova, ecco che al mondo intero lo annunzio, e per marcio vostro dispetto partitamente ne parlo. Voi, ciò vedendo, vi avrete a rodere di rabbia, vi avrete ad imperversare con meco; fatelo pure, che non mi curo unquanco. Ho finalmente rinvenuto lo scudo incantato, su cui si frangeranno i vostri dardi. Non temo piú di voi, anzi se fin'ora bersaglio fui de' vostri velenosi effluvi, da ora in avanti, mutato l'ordine, voi lo sarete delle mie osservazioni e pensamenti.