Parte

 1    I|       volte a se stessa divenir maggiore di una quantità finita della
 2    I|         un pezzo di curva fosse maggiore o minore di una o più rette,
 3    I|        superficie concava fosse maggiore o minore di una o più superficie
 4    I|        medesima invariabilmente maggiore. Fu questa verità, che pose
 5    I|    restava sempre dell’iscritta maggiore, e della circoscritta minore.
 6    I|    circoscritta e dell’iscritta maggiore, certamente quelle due grandezze
 7    I|    piacesse supporre o minore o maggiore della curvilinea, ne seguirebbe,
 8    I| risulterebbe contro ogni verità maggiore della circoscritta, o dell’
 9    I|      essere dell’altra minore o maggiore. Così egli non dimostrava
10    I|     grandezza rettilinea essere maggiore della iscritta. L’iscrizione
11    I|    potea della curvilinea esser maggiore, trovò prontamente nella
12    I|         un rapporto non avevano maggiore di quello, che egli adduca,
13    I|         la grandezza rettilinea maggiore della curvilinea, tra questa
14    I| rettilinea essere di sua natura maggiore. Con quella autorità allora,
15    I|         dell’altra  minore  maggiore, era di necessità, che l’
16    I|       potea essere  minore  maggiore, perchè in sostanza l’una
17    I|    dovea essere invariabilmente maggiore dell’una, minore dell’altra;
18    I|       invariabilmente risultare maggiore di quella, che figurava
19    I|       de’ quadrati del semiasse maggiore e dell’ascissa corrispondente
20    I|       rettilinea, era di quella maggiore, che rappresentava la figura
21   II|      rappresenta il numero così maggiore, che minore di questi per
22   II|        somma di questi è sempre maggiore. Levati i trapezj iscritti,
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