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| Alfabetica [« »] equilibrarsi 1 equilibrio 32 equivoci 1 era 117 eraclide 2 eran 17 erano 57 | Frequenza [« »] 125 un 120 da 120 ma 117 era 115 è 101 come 101 o | Domenico Scinà Discorso intorno ad Archimede Concordanze era |
Parte
1 I| Sicilia non è oggi quale era una volta ne’ bei giorni 2 I| di Plutarco, in parentela era stretto col secondo Gerone4. 3 I| sopra ogni altro gl’ingegni, era tutto innocente, e quello 4 I| Archimede adunque disposto come era a tale sorta di studj fu 5 I| la cui superficie, se non era eguale a quella della curva, 6 I| lor sospirata. Altro non era da farsi, che spingere più 7 I| eguale. Ma come la geometria era in quei tempi molto rigida 8 I| quantità, la cui differenza era minima, insensibile, e pressochè 9 I| piccola, fra due quantità, era allora riputata sempre finita, 10 I| sino ad Archimede, come era stata per lo innanzi, il 11 I| e comprende. Ma ricerca era questa e nuova e difficile, 12 I| conforto, perchè niuno si era ancora avvenuto in tali 13 I| ammettere; così quella misura era stata rigettata da’ successori 14 I| Ma questo progetto, che era degno di se e del suo meraviglioso 15 I| sentiero, che ancora non era stato battuto da’ geometri 16 I| circoscritta alla curva, che era da misurare. Questo confronto, 17 I| misurare. Questo confronto, che era attento e severissimo, tutto 18 I| rapporti colle figure medesime era allora segno per Archimede 19 I| minore. Ma in que’ tempi non era conceduto in geometria questa 20 I| mostrava l’eguaglianza, non era nuova nella geometria. Questa 21 I| perchè l’una all’altra era in sostanza eguale.~ ~A 22 I| altra nè minore nè maggiore, era di necessità, che l’una 23 I| sostanza l’una all’altra era eguale.~ ~È questo lo schizzo 24 I| ogni grandezza curvilinea. Era, egli è vero, questa luce 25 I| piede tra le quantità finite era mai giunto ad apprezzare 26 I| altre due, delle quali l’una era iscritta, e l’altra circoscritta, 27 I| stima ed il loro confronto. Era questo l’artifizio, con 28 I| progressioni, che ingombro era di virgulti e di spine, 29 I| aritmetica de’ Greci, ch’era misera allora, e molto limitata.~ ~ 30 I| concedere al suo spirito, che era matematico, ricreazioni 31 I| giacchè la Corte di Siracusa era in que’ dì colta e gentile, 32 I| aritmetica, la cui differenza era eguale al termine più piccolo, 33 I| valore diverso, come diversa era la curva generatrice. Nella 34 I| giacchè il sommar delle serie era mezzo, e non oggetto delle 35 I| ingiuriose alla geometria. Era solamente suo scopo mostrare, 36 I| esprimea la figura rettilinea, era di quella maggiore, che 37 I| maggioranza o minoranza era il segno indubitato per 38 I| curvilinea, che l’una dell’altra era misura, che l’una all’altra 39 I| misura, che l’una all’altra era in sostanza eguale. Nel 40 I| veniano tra loro a contesa, era il senno di Nestore, che 41 I| il geometra di Siracusa, era gran tempo, avea già scoverto 42 I| Dotato adunque, come egli era, di altissimo intendimento, 43 I| La sua mente oltre a ciò era stata già avvertita nel 44 I| severo inventando che non era dimostrando le cose inventate, 45 I| in continua sollecitudine era inviluppato sinchè non avesse 46 I| della sfera e del cilindro era suo scopo coglier le misure 47 I| del cerchio, il quale non era stato mai vinto da geometrico 48 I| lui porgere la geometria, era quella delle proporzioni, 49 I| geometrici; il suo mondo in somma era tutto matematico. Per lo 50 I| altissime cose, e preso era dalla dolcezza di queste; 51 I| fame eterne acquistare. Era di fatto l’avidità del sapere, 52 I| reggea con saviezza l’impero, era lieta di un altro dono del 53 II| supposizione e sospetto era soltanto, non già fatto 54 II| di trovar l’equilibrio. Era questo l’andamento ordinario 55 II| queste si spaziava, quanto era necessario al suo scopo, 56 II| ed ingegnosa, che esente era di quella difficoltà, non 57 II| triangolo rettangolo, che era circoscritto alla parabola, 58 II| quadrar la parabola, ch’era intento a misurare, col 59 II| guastar la corona trovò quanto era il peso dell’oro, e quanto 60 II| aggiungere, tanto più grande era stata la frode.~ ~Ma tutti 61 II| andamento del suo spirito, ch’era tutto intellettuale. Per 62 II| la corona, il furto, che era stato fatto dall’artefice. 63 II| questa figura, che costante era la posizione de’ tre centri, 64 II| impronta del suo ingegno, che era maraviglioso, sopra questa 65 II| mancanza di osservazioni era allora presso i Greci bambina. 66 II| il vero sistema del mondo era una dottrina quasi popolare 67 II| gradi del meridiano, che era tra Syene compreso e Lisimachia, 68 II| un punto, ove il vertice era collocato d’un triangolo 69 II| questo errore, e sagace come era, corse tosto a farne la 70 II| piccolo, e de’ quali uno era bianco, e l’altro colorato. 71 II| allontanare il bianco, che era posto dietro; se così guardando 72 II| diametro de’ cilindretti era minore di quello della pupilla, 73 II| dubbio, che questo metodo non era esattissimo, e stringea 74 II| in cui ancora nata non era la trigonometria. Non vi 75 II| diametro della pupilla non era esatto, perchè quel diametro 76 II| eruditi sulla materia, di cui era composta tale macchina, 77 II| osarono dire, che la natura era stata vinta con quell’artifizio 78 II| e straordinario lavorío era congegnata quella sfera, 79 II| virtù del suo ingegno, che era quella d’immaginare e comporre 80 II| Nel dipingere quelle linee era essa vivace, nel moverle 81 II| al suo intendimento priva era di quello impeto e furore, 82 II| intanto colla sua vista, ch’era acutissima, dovea leggere 83 II| operavano lungo la verticale. Era allora uffìzio della sua 84 II| bilancia nelle meccaniche era un essere matematico, e 85 II| materiali, e la loro vista, che era da prima semplicissima, 86 II| all’orizzonte, cui un’altra era avvolta in varie spire. 87 II| spire. Questo concetto, che era tutto geometrico, fu da 88 II| nè della scitala, che era uno strumento da scrivere 89 II| strumenti meccanici, e l’ultima era diretta ad inalzare con 90 II| ingegno ed il costrutto. Era comune opinione in que’ 91 II| oltre a ciò versato come era nelle cose geometriche, 92 II| gloria e del suo nome, non era poi così severo e ritroso 93 II| dell’impero, e la Sicilia era il campo delle loro battaglie, 94 II| piccolo reame di Siracusa, era ciò avvenuto per la saviezza 95 II| saviezza di Gerone, che era stato generoso, e fedelissimo 96 II| meditazioni solamente occupato si era tenuto in mezzo alle pubbliche 97 II| neghittoso, quando la patria era già in pericolo. Ebro dell’ 98 II| operazioni militari, e ricco come era di senno difende ostinatamente 99 II| ostinatamente Siracusa.~ ~Era tanta la fiducia, che ponea 100 II| ricordava egli, che la catapulta era stata inventata in Siracusa, 101 II| teste. Non meno infelice era l’assalto di mare. Allorchè 102 II| chiamava Briareo. Tanta era la quantità prodigiosa de’ 103 II| lo specchio di Archimede era un segmento di una conoide 104 II| movere in ogni senso, ed era situato perpendicolare al 105 II| specchio inventato da Archimede era così bene congegnato, che 106 II| passa tra quelle figure. Era stato ciò fatto dagli amici, 107 II| Però Archimede tenero come era della sua gloria volle il 108 II| di quella invenzione, che era più comunemente conosciuta, 109 II| stesso metodo, col quale era alle altre pervenuto, e 110 II| conoidi e sferoidi. Gli era poi grandemente a cuore, 111 II| Conone, restò presso Dositeo, era noto a tutti in Alessandria, 112 II| tutti in Alessandria, ed era una specie d’invito a’ geometri 113 II| stato riguardando, in cui era la geometria, vide il punto, 114 II| vide il punto, verso cui era dirizzata, gli sforzi, che 115 II| questa curva, che ancora non era stata contemplata da’ geometri, 116 II| notazione de’ Greci, ch’era povera e limitata, amplia 117 II| per tante vetuste memorie era stata calcata da Archimede,