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Pietro Napoleone Bonaparte La battaglia di Calenzana Concordanze (Hapax - parole che occorrono una sola volta) |
grassetto = Testo principale Canto grigio = Testo di commento
1 | 10 2 Pro | edificata. Ciò avvenne nel 1077, subito dopo la morte del 3 Pro | cui era vassallo.~ ~Nel 1091, piacque al pontefice investire 4 Pro | poterono mantenervisi.~ ~L'anno 1289, il chiarissimo Sinucello 5 | 13 6 Pro | per opera di Genova, nel 1334, una specie d'anarchia feudale 7 Pro | feudale contristò l'isola. Nel 1359, il popolo insorto elesse 8 Pro | avvelenato dai Genovesi nel 1401, aveali ristretti nelle 9 II(6) | capoluogo di circondario. Ha 1500 abitatori.~ ~ 10 Pro | espugna Bonifacio. Nel 1554, in riva al Golo, taglia 11 Pro | assassinio.~ ~Il 17 gennaro 1557, Sampiero, caduto nell'agguato 12 Pro | tedeschi e spagnuoli. Nel 1559, per l'accordo di Cateau-Cambrésis, 13 | 17 14 Pro | abbaruffasi. Il 7 settembre 1729, Pompiliani inizia la lotta 15 Pro(3) | indipendenza d'Italia, nel 1831, e fratello primogenito 16 Pro | nel Belgio,~ ~30 dicembre 1844.~ ~ 17 IV(13)| gran sommità dell'isola, ha 1860 metri d'altura sopra la 18 III(12)| Capoluogo di cantone, con 2500 abitanti.~ ~ 19 VII(27)| dell'isola. Hanno il primo 2612, ed il secondo 2649 metri 20 VII(27)| primo 2612, ed il secondo 2649 metri sopra il livello del 21 | 29 22 | 7 23 Pro | della Riviera, che sappia abbacare, è più che bastante a comporre 24 VI | improvviso,~ Che affascina ed abbaglia quanti mirano~ ~Lo scarno 25 V | difensori,~ ~Il villaggio parria abbandonato.~ Solo in vista, un audace 26 VII | Anche voi mi lasciate in abbandono,~ E ritornate alle montagne 27 Pro | affronta i tiranni, e seco loro abbaruffasi. Il 7 settembre 1729, Pompiliani 28 VI | sacrilego oltraggia, il ferro abbassa;~ E coi piè sozzi di cruenta 29 V | Della terra, con folte abbattute~ Difendeanla, li fanno ristare.~ ~ 30 | abbiano 31 IV | culla di Sampier non è sì abbietta~ «Che i Genovesi abbiano 32 Pro | motivo, espresso con quella abbominanda voce: ragione di stato!~ ~ 33 IV | pagheran la posta.~ ~«L'abbominato Doria è di ritorno.~ «Di 34 IV | famigerati imberciatori.~ Abeti e pini ad ingombrar l'uscite~ 35 III(12)| Capoluogo di cantone, con 2500 abitanti.~ ~ 36 II | tre punte gli pende~ Sull'abito bianco il codin,~ E il panno 37 Pro | villaggi. Per noi saranno aboliti i vostri così detti padri 38 VI(22)| bociando augúri di pace, abondanza e fecondità. Talora, ma 39 Pro | espugnazione di San-Fiorenzo, accaduta il 29 marzo 1731, sconfortò 40 Pro | Dazi e rovinose gabelle vi accamineranno, chi sa? alla disperazione, 41 Pro | intraprendere Ceccaldi, accampato a Calenzana con millecinquecento 42 II(8) | luoghi, e per l'atroce loro accanimento.~ ~ 43 Pro | rotti alla spicciolata, e accanitamente inseguiti. Il loro condottiere 44 IV | difese in più maniere:~ Quale accatasta legna, o accozza bragia,~ 45 V | sembrano il mare~ Quando irato accavalca i suoi fiotti.~ ~Ma le piante 46 VI | E crivellati di ferite, accennano~ ~Al Monte-Grosso.~ ~Qual 47 III | Alto!»~ Di far parola accennava ad Andrea;~ ~Che proseguì: « 48 VII | Aure di Libertà, scortesi accenti~ Stanno qui per sbucar dalle 49 III | Gridando forte con funebre accento,~ Ignota donna che parve 50 IV(14)| china, tra profondi burrati, accertano la via, con salda e flessibile 51 VII(26)| interesse, abbiamo saputo accertatamente da celebri testimoni oculari, 52 V | nell'opra,~ Son con tiri accertati mietute.~ ~Così vanno i 53 Pro | e Ghibellini in Italia, accesero la guerra civile. I duchi 54 VI(19)| con un pugnale, ovvero un'accetta. Investivano con prelazione 55 VII | con assiduo martellar d'accette,~ Aprono gli elmi ai liguri 56 Pro | istituire modi di governo accetti alla canaglia, e nominare, 57 III | capre e montoni.~ ~«Gravi d'acciar, non per anco v'affida~ « 58 Pro | quei tempi. I scaltri ed accidiosi dominatori dell'isola possono 59 V | alpestre mufrone.~ ~Qui s'accinge a sonar dall'altura~ Il 60 III | spiccava dal sasso.~ ~Pur s'accingevano a dare l'assalto~ A quella 61 V | Che a ritrarsi già s'erano accinti,~ Come ghiaccia che piena 62 Pro | valorosi fautori, sbarca, e l'acclamato suo nome trae seco il popolo. 63 VI(22)| ragguardevoli che voglionsi accogliere con la più favorevole dimostranza. 64 V | Fitta in piazza, dov'erasi accolta;~ ~Quando il duce, maggior 65 III | Dai fanti liguri subito accolto~ Con una grandine intensa 66 Pro | questo povero lavoro dovesse accomiatarci per sempre.~ ~Pietro-Napoleone 67 VII | pure~ ~Delle sciagure~ ~Che accomunavan i ricordi e i voti,~ Mostrò 68 IV | Finch'egli stesso dia l'acconcio segno~ D'appiccar zuffa 69 IV(16)| di rimuoverne i materiali acconsente trasmutarli speditamente 70 Pro | come gli eroi d'Omero, accoppare a sassate la scelta della 71 IV | serba l'ossa~ «Dei sicari accoppati dai nostri avi.~ «Risorgan 72 Pro | valoroso ma corrivo, glie l'accorda sconsideratamente; e poco 73 Pro | Napoleone solea dire: che gli accorgimenti militari e le trionfate 74 III | tonar l'archibugio,~ Rapido accorre il bramoso segugio,~ E fiuta, 75 VI | Alla sua voce quegli amici accorrono,~ A seguitarla da gran tempo 76 IV | Quando i nemici baldanzosi accorsi,~ Dovranno approssimandosi 77 VII | Che avea difeso,~ ~Mutilo accorso all'ultima fazione,~ Sanza 78 IV(14)| flessibile andatura. Con l'accortezza e la docilità di cui fanno 79 V | Dell'inganno allor sonosi accorti~ Che li tien quasi in chiuso 80 IV | Quale accatasta legna, o accozza bragia,~ E qual d'olio provvedesi, 81 Pro | sconfortò i Liguri, ed accrebbe la fiducia che gl'insorti 82 III | condottiere~ «Vinto e superstite accresca il rossore~ «Dei tuoi sconfitti, 83 VI | agli sgherri si propaga;~ Accresce lo scompiglio e il timor 84 Pro | profitterebbero al vostro proprio accrescimento. Il vostro naviglio emulerebbe 85 V | ristare.~ ~Di Camillo le furie accresciute~ Dall'inciampo, prorompono 86 Pro | incivilimento avea favorito ed accresciuto il potere delle italiane 87 IV | al cauto suo disegno,~ E accrescon le difese in più maniere:~ 88 IV(14)| mandole, i gelsi, il bestiame accrescono le divizie di quell'ubertoso 89 VII | Ai fuggiaschi. Con motti acri li punge.~ Grave pel soverchiar 90 VI | da migliaia di pungenti aculei~ ~Li lascian tocchi.~ ~Quei 91 Pro | ed anco qualsiasi ferro acuminato; eccettuati però i Corsi 92 V | sentinella,~ Un sol tuono acutissimo scocca.~ ~Come rupe che 93 II(9) | novi sub sole. I Corsi vi addattano uno stilo di singolare fattura, 94 Pro | ingegnosa e gagliarda difesa, e addattata alla disposizione del sito. 95 Pro | un buco nella pancia, vi addatteremo un imbuto, e per quell'imbuto 96 VI | innoltransi~ ~Sempre più addentro.~ ~Qui, dalle case ch'erano 97 II | re.~ ~A corre i camosci addestrati~ E a uccidere gli orsi al 98 VI | il sepolcro, e sbigottito addiedesi~ ~Ch'egli era voto.~ ~Il 99 Pro | republica, ed altri stati. Addimandati per le virtù che gli ascrivevano, 100 VII(23)| tanto vasto paese, quasi addobbato con vistoso tappeto, coprirsi 101 Pro | effettuare, stavano per adempirlo l'oro, il più turpe dei 102 Pro | 1732, parrebbeci d'aver adempito un obbligo sacrosanto. Così, 103 II(10)| armati alla leggiera, e adempivano ottimamente le fazioni d' 104 II(9) | voce ebbe il significato d'aderenti della Francia, ed anche 105 IV(15)| il destro di vendicarvi. Adesso ci ha esauditi, i nemici 106 V | rimuovon due pini,~ Schiudon l'adito, e schivansi illesi.~ ~I 107 II(9) | e già vari reggimenti l'adoperano. Nil novi sub sole. I Corsi 108 III | assassini;~ «L'ostro rubato v'adorna, o predoni.~ «Pan d'orzo 109 Pro | che altro non sono se non adunanze tumultuose, per istituire 110 I | E ingombra di terror l'aere natio.~ ~Il vento, agitator 111 V | Dalla balza ove vigil s'affaccia,~ ~Mira i giorni del tenero 112 VII | porto,~ Tralasciato ogni affanno, a seguitarvi,~ Aspirerovvi, 113 V | e gl'istanti~ Con desire affannoso misura.~ ~Ecco sostano i 114 VI | donna all'improvviso,~ Che affascina ed abbaglia quanti mirano~ ~ 115 Ded | DEDICATA~ ~ ~ ~DAL LORO AFFEZIONATISSIMO~ ~ ~ ~PIETRO-NAPOLEONE BONAPARTE~ ~ 116 III | d'acciar, non per anco v'affida~ «Cotanto incarco davanti 117 VII | Imitateli, bravi, in voi m'affido.»~ ~Lepre inseguita da bramosa 118 VII | trafelato, giunge~ Dall'afforzato Calvi entro le mura.~ ~Va 119 Pro | compendiato così da lui: Affrettarsi d'adunare tutte le forze 120 II(9) | antichissimo in Corsica. Più agevole della disadatta giberna 121 IV(14)| precipizi, posatamente, e con l'agevolezza d'un buon cavallo che pascolasse 122 IV(14)| franchezza del piede, passano agevolmente anche nelle strette più 123 VI | luminosi strali~ Che di Doria agghiadavano i satelliti~ ~Come pugnali.~ ~ 124 Pro(3) | di Baiardo e di Borbone, aggiungeremo che non si parla di Baiardo, 125 Pro | quarantacinque seguaci. E ci aggrada il rammentare che tra questi 126 Pro | l'onorevole loro mandato, aggradiscano questa tenue fatica, qual 127 Pro | e mille altre miserie, aggravarono la povertà e la fame. La 128 Pro | monopolio, le incette, l'usura aggraveranno la poca vostra industria, 129 IV | vantaggio~ Di ributtare gli aggressori estrani~ Dalle chiusure 130 IV | una caterva~ Di compagni agguerriti ed animosi,~ E la prepara 131 III | Ma quegli beffali, ed agile e snello,~ Li lascia in 132 I | l'aere natio.~ ~Il vento, agitator della foresta,~ Tace; placido 133 II | verde boscaglia~ Di prodi agognanti tenzon.~ ~Al mugghio del 134 Pro | disperata, derelitta, la Corsica agonizza sotto le calcagna dell'oligarchia 135 VI | un: «Salve, o Cesare!»~ Agonizzante, conchiudea la giostra,~ 136 Pro | prossimo, se non che, il 10 agosto 1731, quattromila Tedeschi, 137 IV | universo.~ ~Rapita intanto dall'agreste chiusa~ Ove attendeva a 138 Pro | industria, schiacceranno l'agricoltura, e faranno nullo il vostro 139 VI(22)| prima volta che andammo a Aiaccio, rimanemmo ammirati, quanto 140 VII | SOGNO.~ ~ ~ ~Tandis que l'aigle plane et que la courte vue~ ~ 141 VII | è tacer, senza la vostra aita;~ ~E se m'invita~ ~L'alito 142 Pro | Fuoruscito, mendicante aiuti per gli suoi traditi lari, 143 Pro | altrove, sempre con la stessa alacrità, e col medesimo convegno.~ ~ 144 Pro | bande italiane, elvetiche, alamanne, ben quindicimila Spagnuoli, 145 I | parmi~ Risorgere i satelliti alamanni~ Spenti dal Popol mio grande 146 II | che la pallida luce~ Dell'alba sui colli spuntò,~ La muta 147 II(10)| soldati greci, per lo più albanesi, a cavallo, armati alla 148 Pro(3) | attribuite al paladino di Mont'Albano da messer Lodovico.~ ~ Borbone, 149 | alcune 150 VII | sottostanti ingombra,~ Sull'ale d'Aquilon, verrò qual'ombra,~ 151 Pro | Preso per assalto il forte d'Aleria, messo a fil di spada il 152 IV | prodi armati15:~ ~«Eccoli alfin, bravi compatriotti,~ «D' 153 IV | stanno accanto.~ «Risplende alfine il fortunato giorno~ «Delle 154 Pro | anni, governata dal figlio, Alfonso; ma l'invasione genovese 155 VI | affetto.~ ~Di Restituta all'alide reliquie~ Appressatosi supplice 156 VII | aita;~ ~E se m'invita~ ~L'alito stesso che m'avete porto,~ 157 V | coglia;~ Ed il sangue che allaga la strada,~ Da quei laceri 158 VII | Derelitto dai perfidi alleati,~ Solo Napoleon sostien 159 II(11)| mezze-colubrine, lunghe e allegerite di metallo, tratte coi sopraspalle 160 III | isolano soggiunge: «Tiranno,~ «Allenta pure ai tuoi bracchi il 161 VII(23)| dei Greci. Il mirto poi, alligna in Corsica, copioso di teneri 162 Pro(1) | eccezionali, si possono allogar tutti nell'arsenale degli 163 VII | Ma tosto raccapriccia e s'allontana,~ Scosso dall'autorevole 164 VII | imprese;~ E tanti Corsi che d'allori carchi,~ Pel dittator del 165 VII | Monte-d'Oro27,~ ~Il sacro alloro~ ~Nei sassi inaccessibili 166 VI | Commosso a carità dell'alma patria,~ Sentì tumultuar 167 I | Ornamento e splendor, l'alme fanciulle;~ Le donne auguste 168 V | ugna sicura~ Come quella d'alpestre mufrone.~ ~Qui s'accinge 169 II | il caval.~ ~Fra poco, gli alpestri sentieri~ E i boschi intricati 170 VII(27)| Monte-d'Oro sono le due più alte cime dell'isola. Hanno il 171 IV(16)| da tre a cinque palmi d'altezza, e talvolta s'assiepano 172 II | vedran~ I Corsi a quei nobili altieri~ Diveller le spade di man.~ ~ 173 IV | repentino strale~ Al culmin dell'altissima montagna~ Di Calenzana13, 174 Pro | romani vessilli; i mostruosi altori, draghi non favolosi, che 175 | altr' 176 VI | Sui maladetti.~ ~Dagli alveari che le donne spingono~ Giù 177 IV | natale~ Offron la vita, ed alzano le braccia~ Con supplice 178 Pro | Nazione.~ ~Quest'uomo dabbene, amante della patria, noto per replicate 179 I | Di magnanima, o Cirno ad amar pronta,~ E in vendicar gli 180 Pro | avvicendarono l'incomportabile amarezza di cotanta desolazione.~ ~ 181 Pro | sacrosanto. Così, i nostri amati compatrioti di Calenzana 182 VI | Pastori, che per lunga prova amavanlo,~ ~Li chiama a nome.~ ~Alla 183 VI | larga mano~ Le vecchie, amiche dei novelli coniugi,~ ~Spandono 184 III | vegeto vecchio~ ~È Andrea, l'amico del duce dei Corsi,~ Ceccaldi, 185 Pro | emulerebbe quel di Genova. L'ammaestramento, la pace interna, produrrebbero 186 VI | o spettro, in un sudario ammantasi,~ Che alle membra le fa 187 II | Quel d'essi che morto ammazzato,~ Impingua di Cirno il terren,~ 188 Pro | occorreva assai di sovente) ammazzavano un lanzichenecco: «Cento 189 IV | Ma più saranno e più ne ammazzeremo.~ «È palese oggimai che 190 VI(21)| debbonsi, a parer nostro, ammettere nel Vocabolario, per la 191 VII | corso;~ ~Pien di rimorso,~ ~Ammira il duce; e lungi che l'uccida,~ 192 VII(23)| folto ed alto, che se ne ammirano interi boschetti. L'erica, 193 VI(22)| andammo a Aiaccio, rimanemmo ammirati, quanto grati e commossi, 194 Pro | della gratitudine e dell'ammirazione, con le quali ogni buon 195 Pro | guarisca da tanti conati per ammunitarvi2.»~ ~Un tal diabolico proposito, 196 II(7) | capo principale dei Corsi ammutinati, che non era mai stato catturato. 197 Pro | dei cedri del Libano; gli amorosi mirti; i cisti, rose dell' 198 Pro | nel 1334, una specie d'anarchia feudale contristò l'isola. 199 VI(22)| dimostranza. La prima volta che andammo a Aiaccio, rimanemmo ammirati, 200 VI | Ungheri~ Caddero, o in fuga andar lunge dal duce.~ Egli anela 201 II(7) | così:~ ~ «Non si poteva andare a spasso nei dintorni, senza 202 II(9) | La berretta pinzuta è andata fuori d'uso non ha guari. 203 Pro | quelle di Bonifacio ai tempi andati, sostennero validamente 204 Pro | imprese a forza aperta, andavano falliti agli oppressori. 205 Pro | Francia1. La gente dabbene anderà inerme, i facinorosi avranno 206 IV | uscite~ Delle strade e degli anditi minori,~ Trascinativi fanvi 207 Pro | nei loro capi. Nè guari andò che, alla battaglia di Sartene, 208 Pro | mentovare la bella azione di Andrei, pastore di Ceccaldi, che 209 VII | care; e vivo, o morto,~ Andrò nei vostri spechi a ritrovarvi.~ ~ 210 VI | andar lunge dal duce.~ Egli anela vendetta, e attorno fulmina~ ~ 211 IV | il varco nella terra.~ ~Anelanti allo scontro disuguale~ 212 IV(16)| speditamente in opere ad angoli fiancheggiati.~ ~ 213 VII | delle corse genti,~ Piene d'angoscia, intorno a lui si stringe,~ 214 III | Quasi che punto da un angue si scosse;~ Pieno di sdegno, 215 V | retro li serra~ A furor nell'angustia del calle,~ E li preme senz' 216 VI | fortunati che esalaron l'anima~ ~Da veri Corsi!~ ~Il bieco 217 VI(21)| ed è cosa debita che un animale ignoto in terra ferma sia 218 Pro | rammentare che tra questi annoveravansi venticinque Francesi.~ ~ 219 IV | oggi dalla muta fossa~ «Gli antenati a veder che non men bravi~ « 220 II(9) | dell'archibuso, è arnese antichissimo in Corsica. Più agevole 221 VI | Freme e l'investe.~ ~L'antro difende ove la prole aspettala.~ 222 Pro | meno delle imprese a forza aperta, andavano falliti agli oppressori. 223 Pro | un vespaio, ricuciremo l'apertura; e sarà rimedio che vi guarisca 224 Pro | di Calenzana innalzò all'apice della gloria la fama delle 225 I | tuoi,~ U' le miserie umane appaion nulle.~ ~Aure di Libertà, 226 VII | Scoccato da balestra, appar più tardo~ Del piè dei Corsi, 227 Pro | PROEMIO.~ ~ ~ ~Per quanto appare, il dominio dei Genovesi 228 Pro | Calenzana, compivano a dovere un apparecchio formidabile, avuto riguardo 229 II | flagello~ Dell'inclita patria, apparì.~ ~La negra berretta pinzuta,~ 230 Pro | vaccine. Benchè miracoloso, l'apparimento di Santa-Restituta vive 231 IV | alla rinfusa,~ Allor che appariran gli assalitori,~ E spalmati 232 Pro | generale l'oro profertogli. Appariva oggimai che i proditori 233 II(7) | vedere le teste dei ribelli appese ai merli delle mura, con 234 II(9) | e si porta ad armacollo, appeso per le zampe ad un cordone. 235 Pro | meglio è ritenervi, quasi appestati, in perpetua quarantina. 236 IV | dia l'acconcio segno~ D'appiccar zuffa con le opposte schiere.~ 237 Pro | incomincia la guerra; i Corsi, appiccata la zuffa un contro dieci, 238 V | i più bravi conforta,~ E appiedati, all'assalto li guida~ ~ 239 V | gioia fu molta,~ E la folla applaudiva al successo,~ Fitta in piazza, 240 Pro | tirannie estranie; e fu applicato senza pietà. In questo mondo, 241 Pro | sanguigna nugola. Con l'appoggio dei Francesi e dei Turchi, 242 II(9) | all'isola. Si deprime con apposito attrezzo. Seccata e votata, 243 VI | Restituta all'alide reliquie~ Appressatosi supplice e divoto,~ Scrutò 244 Pro | pastori dei dintorni, Ceccaldi apprestò un'ingegnosa e gagliarda 245 VII(27)| detto altore con voce assai appropriata, ci pare, dai nostri montanari. 246 IV | baldanzosi accorsi,~ Dovranno approssimandosi alle mura,~ A mezzo tiro 247 VII | nevosi fianchi~ «Dei monti, approssimarsi all'alto nido,~ «Volano 248 IV | esperïenza della guerra,~ Teme ch'aprano il varco nella terra.~ ~ 249 I | piace a voi,~ Le tombe s'apriranno all'estro mio,~ E nella 250 VII | assiduo martellar d'accette,~ Aprono gli elmi ai liguri signori;~ 251 VII | sottostanti ingombra,~ Sull'ale d'Aquilon, verrò qual'ombra,~ Che 252 Pro | ragione, la donò al re d'Aragona.~ ~Espulsi gli Aragonesi 253 Pro | d'Aragona.~ ~Espulsi gli Aragonesi per opera di Genova, nel 254 Pro | imperatori romani, e le decisioni arbitrarie dei re di Francia1. La gente 255 V | tese, in agguato~ ~Tra gli arbusti vicini, vedute,~ Senza fretta, 256 VI | Cupa, funerea, la favella arcana;~ E sembra quella che avvertì 257 VI | Vicina ad esse, qual celeste arcangelo,~ S'erge una strana donna 258 III | orecchio,~ A piedi scalzi archeggiati sul sasso,~ E pronto all' 259 IV(17)| archibusiere, che diconsi archere, e per parlar toscano, archiere, 260 III | Allor che sente tonar l'archibugio,~ Rapido accorre il bramoso 261 IV(17)| hanno le loro feritoie, o archibusiere, che diconsi archere, e 262 IV(17)| archere, e per parlar toscano, archiere, ossia arciere.~ ~ 263 IV(17)| toscano, archiere, ossia arciere.~ ~ 264 III | alla caduta ha votato l'arcione,~ ~A furia corrono, fuor 265 Pro | mirti; i cisti, rose dell'arcipelago ionico; l'aquile sparite 266 VI | e il timor panico;~ ~Gli arde e gl'impiaga.~ ~Quarti di 267 IV | spalmati di zolfo e pece ardenti,~ Le netteranno di nemiche 268 IV(15)| il dover vostro. I Corsi ardimentosi si destano, e insorgono. 269 IV | Ma raffrenate il vostro ardore estremo:~ «Giunto l'istante, 270 V | audace campione,~ Per un arduo sentier dirupato,~ ~Lungo 271 V | tanti cavalli ammazzati~ ~Argin fanno, e di spenti nemici,~ ~ 272 Pro(3) | Rinaldo, che gli è noto dall'Ariosto; bensì del prode Baiardo 273 II(9) | cinghiale, e si porta ad armacollo, appeso per le zampe ad 274 V | Avvertiste che poco lontana~ È l'armata del tetro Camillo.~ ~Già 275 Pro | fil di spada il presidio, armatisi alle spalle del nemico, 276 VI | stupende.~ ~Qui, boscaiuoli ed armentari poveri,~ Scesi a pugnar 277 Pro | favolosi, che diradano gli armenti; i mufi più belli dei camosci 278 III | Andrea guidava nei paschi l'armento~ Del suo padrone, sull'erte 279 VII(25)| contrade, ad udire i suoni armonici che manda fuori, quando 280 II(9) | cariche dell'archibuso, è arnese antichissimo in Corsica. 281 Pro | stritolerà l'ossa nelle mascelle arrabbiate; ne avrà da noi guiderdone, 282 III | arrivare tra poco,~ Presto s'arrampica all'alta collina,~ E sopra 283 Pro | precorsi dai nostri, convenne arrendersi. Mettiamo due zeri di più: 284 Pro | malleveria della vostra arrendevolezza; e tanti provvedimenti non 285 V | Titubante, indecisa s'arresta,~ ~Nè riesce a formarsi 286 III | breve tempo fortuna gli arride,~ Che viene un Vittolo e 287 Pro | di cotanta desolazione.~ ~Arrigo della Rocca, morto avvelenato 288 IV | schierati,~ Con questi detti arringa i prodi armati15:~ ~«Eccoli 289 Pro | siccome le vostre naturali, arrischievoli inclinazioni hanno di già 290 III | vicina,~ E che vedralla arrivare tra poco,~ Presto s'arrampica 291 III | smaccati, a vicenda~ D'onta arrossiscono e fremono d'ira,~ Andrea 292 IV | Disperderan le pecchie arrovellate~ Sulle trafitte liguri brigate.~ ~ 293 Pro(1) | possono allogar tutti nell'arsenale degli atti despotici, distruttivi 294 II(7) | ad essere tanagliato, ed arso vivo. Era dipinto tutto 295 V | calle,~ E li preme senz'arte di guerra.~ ~Di rimpetto, 296 V | Dilatando le zane e l'artiglio.~ ~Così, postosi il corno 297 II | E il panno dell'uose gli ascende~ A mezzo calzone turchin,~ ~ 298 Pro | Addimandati per le virtù che gli ascrivevano, allora come oggi, tra i 299 Pro | il mirabile ardire, nè l'aspera natura dei Corsi. Di questi, 300 VII | recisi;~ E son ludibrio agli asperi plebei~ Le peste fronti 301 V | ebbe mai tante paure;~ «E t'aspetta per farti palesi~ «Le vendette 302 VI | antro difende ove la prole aspettala.~ Non di fuggir, cerca di 303 VI(22)| altre femmine attempate aspettano l'ingresso del corteo della 304 I | Che con livida man l'aspetto imbruna~ Della patria ridente, 305 VII | affanno, a seguitarvi,~ Aspirerovvi, o care; e vivo, o morto,~ 306 V | svella~ Dalla costa d'un'aspra montagna,~ E che il bosco, 307 Pro | meritevolissima in quel clima, e per l'asprezza del suolo, non cessarono 308 VI | fecero~ Dell'eroine nostre aspro governo,~ S'avveggon che 309 V | benchè breve spazio separi~ L'assagliente dai nostri guerrieri,~ Stanno 310 V | Ecco i Liguri in massa assalire~ Le difese dei muti avversari,~ 311 Pro | Gianfrancesco, gli avea scoperti e assaliti, noncurante del numero, 312 VI | avvezzi;~ I bombardieri assaltano e li scannano~ ~Accanto 313 IV | riserva,~ Per rispinger gli assalti impetuosi~ Dell'oste omai 314 Pro | turpe dei tradimenti, e l'assassinio.~ ~Il 17 gennaro 1557, Sampiero, 315 VII | Che disarmò l'ignobile assassino,~ Con un tessuto d'or, sogno 316 Pro | nemico, corrono gl'insorti ad assediar la Bastia. Pinelli, governatore 317 Pro(3) | dimentichiamo però che pose l'assedio innanzi a Roma, e che nel 318 VII(27)| ravvisò senza titubare, e gli assegnò subito il nome latino di 319 Pro | di Sampiero, come è stato asserito, non ha guari, da scrittore 320 IV(16)| con fascine di marruche, assicurate sotto grosse pietre, che 321 VII | le lor vendette;~ E con assiduo martellar d'accette,~ Aprono 322 IV(16)| d'altezza, e talvolta s'assiepano in cima, con fascine di 323 II(10)| Levante. I Veneziani anch'essi assoldarono Stradiotti, e poi i re di 324 Pro | quanto meritevole, volle assolutamente gli fosse dato un collega; 325 Pro | fianco, in un sol corpo, assotigliatosi, come ognun vede, per la 326 Pro(1) | leggi. I decreti che ne assumono la forza, non son eglino 327 II | possa a servir,~ Mirate gli astuti Stradiotti10~ Le sciabole 328 II | proruppe,~ Ben degno degli atri maggior.~ ~Allor che la 329 II(7) | consueti di commettere tanta atrocità. Leggasi Jaussin, scrittore 330 V | CANTO QUINTO.~ ~ ~ ~L'ATTACCO.~ ~ ~ ~Delle liguri trombe 331 IV | Con supplice ed instante atteggiamento,~ Per esser posti anch'essi 332 VI(22)| matrone ed altre femmine attempate aspettano l'ingresso del 333 IV | dall'agreste chiusa~ Ove attendeva a rustici lavori,~ In sicuri 334 Pro | oggimai che i proditori attentati, non meno delle imprese 335 VII | vien dal tintinnio~ Che atterrandosi fanno elmo e corazza.~ ~ 336 VII | primeggiar della milizia,~ Atterrir l'universo, è vanagloria,~ 337 V | di palle.~ ~Sanguinosi, atterriti, dan volta,~ E a campar 338 Pro | proprio territorio, e la poco attezza loro nelle arti della milizia. 339 VII | Ai vinti; ma, in quell'attimo, lo fere~ Il piombo d'un 340 VII(24)| Atto e detti storici, attribuiti 341 VII(26)| celebri testimoni oculari, ed attori della non mai abbastanza 342 VI | Egli anela vendetta, e attorno fulmina~ ~Lo sguardo truce.~ ~ 343 III | Voce che lugubre, e pure attraente,~ Di loco in loco avvisò 344 Pro | signoria ligure, ed anche attrarla.~ ~Ricorriamo a quei tempi. 345 Pro | macello. A Caccia, i Genovesi attratti in una stretta dei monti, 346 II(9) | Si deprime con apposito attrezzo. Seccata e votata, in guisa 347 Pro | malvagità, che conviene attribuire tanta scelleraggine ad un 348 Pro(3) | storia ne fa fede, le bravure attribuite al paladino di Mont'Albano 349 VII(24)| Atto e detti storici, attribuiti ad un antenato dei nostri 350 VI | nemici, e ai Corsi incute audacia~ ~E fede uguale.~ ~Incoronata 351 VII | memorabile, nefasta;~ Ma l'augello che al turbine sovrasta,~ 352 VI(22)| riso, e simili, bociando augúri di pace, abondanza e fecondità. 353 II | di Cirno il terren,~ All'aulica corte è pagato~ Con cento 354 II | brillar.~ ~Fregiato d'un'aurea corona~ Sull'elmo, Camillo 355 VII | furie strazïato afferra~ L'aureo serto dell'elmo, e ne lo 356 VI | Incoronata da raggiante aureola,~ La vergine divina fu creduta,~ 357 II | brandir;~ ~E gli Ungheri, all'Austria vassalli,~ Che Cesare al 358 VII | s'allontana,~ Scosso dall'autorevole sembianza.~ In seno gli 359 I(4) | dell'isola, la state e l'autunno, diconsi, in Corsica: febbri 360 IV | percosse, desiato tanto.~ «Avale, tocca a voi di far che 361 II | Sull'elmo, Camillo di vol~ S'avanza, comanda, e squadrona~ Degli 362 IV | figliuol della Vittoria,~ Sugli avanzi vedrà del suo naufragio~ 363 Pro | avvelenato dai Genovesi nel 1401, aveali ristretti nelle sole piazze 364 I | compagne.~ ~Dal maladetto avello veder parmi~ Risorgere i 365 | avendo 366 IV | a sorte;~ «E lungi dall'averla sottoposta,~ «Gli usurpatori 367 V | Qual volcan che ha l'averno nel seno,~ Lo squadron dei 368 | avesse 369 | aveste 370 | avevano 371 VII | liti~ «Più non sian preda d'avidi ladroni.~ «Quando tutti 372 IV | scontro disuguale~ Che i lari aviti struggere minaccia,~ I popolani 373 | avran 374 | avranno 375 | avremo 376 | avuto 377 VII | santifica la guerra;~ E avvalorar chi soffre è il maggior 378 VI | Che tiene in serbo.~ ~E avvalorato dallo scorno, spingesi~ 379 VI | nostre aspro governo,~ S'avveggon che le Corse il braccio 380 Pro | Arrigo della Rocca, morto avvelenato dai Genovesi nel 1401, aveali 381 Pro | l'avevano edificata. Ciò avvenne nel 1077, subito dopo la 382 VII | montagna.~ Così, slacciati, avventansi i segugi,~ ~Vinti gl'indugi~ ~ 383 IV | vita non gli caglia,~ S'avventar difilati alla battaglia.~ ~ 384 VI(19)| Corsi. Alcuni furono visti avventarsi in mezzo ai battaglioni, 385 Pro | coraggiosissimo invero, quanto avventato e sanguinario. I capitani 386 Pro | più formidabili soldati, l'avverata fama loro confermava sempre 387 V | assalire~ Le difese dei muti avversari,~ E dei muri il circuito 388 VI | la cocente pioggia~ ~Le avverse squadre.~ ~Dalle dischiuse 389 VI | arcana;~ E sembra quella che avvertì il pericolo~ ~Di Calenzana.~ ~ 390 V | liguri trombe lo squillo~ Avvertiste che poco lontana~ È l'armata 391 VI | seguitarla da gran tempo avvezzi;~ I bombardieri assaltano 392 Pro | riprese, tempi meno infelici avvicendarono l'incomportabile amarezza 393 VII | la trasse, quasi schiava, avvinta,~ L'abbandona; e alle terga, 394 Pro | facevano la scoperta.~ ~Avvisato dai pastori dei dintorni, 395 III | attraente,~ Di loco in loco avvisò del periglio,~ E trasalir 396 VI | chiome, a sciami, gli s'avvolgono,~ Or li minaccian di trafitte 397 V | Vanno a stormo i voraci avvoltoi,~ ~Ecco i Liguri in massa 398 Pro | occorre mentovare la bella azione di Andrei, pastore di Ceccaldi, 399 III | segugio,~ E fiuta, e cerca azzannare la belva.~ ~Ma se la perde 400 VI | in piega, e nella strada azzuffansi~ ~Con i soldati;~ ~Bramosi 401 Pro | esercizio della carica. Un bagarino, un trescone della Riviera, 402 V | agnelle, e nel sangue si bagna;~ ~Sdrucciolando sui clivi 403 IV | il fuoco~ Quando i nemici baldanzosi accorsi,~ Dovranno approssimandosi 404 VII | pennuto dardo,~ Scoccato da balestra, appar più tardo~ Del piè 405 VII | Le nazioni che gemono in balía~ D'un'esosa, nefanda tirannia,~ 406 V | leonessa, in periglio,~ Dalla balza ove vigil s'affaccia,~ ~ 407 VI | palle che recò da Genova,~ ~Balzargli appresso.~ ~ 408 Pro | sempre più la cassa del Banco di San-Giorgio; e il conio 409 Pro | scellerati. L'isola pullulerà di banditi. Non si potrà trascorrere 410 III | partì, senza posa,~ Come un bandito che cerca uno scampo.~ ~ 411 VII | Gallo~ ~Caccia Filippo, che bandiva Carlo;~ Padron di sè, ricupera 412 Pro | da gonfiarci le tasche. Barattieri e rivenduglioli, non ci 413 VII(27)| e il mostruoso avoltoio barbato, detto altore con voce assai 414 VII(27)| il nome latino di Vultur barbatus.~ ~ 415 III | talor, si riduce~ A coda bassa vicino al padrone.~ Così 416 III | Genovesi che trepidi al basso,~ Son di rimbalzo feriti 417 Pro | sappia abbacare, è più che bastante a comporre i vostri paesacci.~ ~« 418 Pro | che saprà di latino quanto basti per intonacare le pareti 419 VII | spinga al porto, a forza, un bastimento,~ Rivien tra lieto, universal 420 Pro | quindicimila Spagnuoli, non bastò a superare un eroe comparso, 421 VII | all'alto nido,~ «Volano a battagliar, nè son mai stanchi.~ «Imitateli, 422 VII | ultima spinta.~ ~Le trionfate battaglie, le crudeli~ Sconfitte, 423 VI(19)| visti avventarsi in mezzo ai battaglioni, con un pugnale, ovvero 424 III | giunge.~ Il fiero vecchio non batte parola,~ Ma con un colpo 425 IV | munite~ Le case, a fin di battere il di fuori,~ Per ordine 426 VII | legislatore,~ Vede con dolce battito del core,~ L'isola sua maravigliare 427 VI | fuoco vivo, ed in rovina battono~ ~Chiuse e magioni.~ ~Ma 428 II(5) | facevano con un corno di becco.~ ~ 429 III | farne macello;~ Ma quegli beffali, ed agile e snello,~ Li 430 V | veder che gl'insorti~ Di bel nuovo hanno chiuso il passaggio.~ ~ 431 Pro | Dalla casa des Épioux, nel Belgio,~ ~30 dicembre 1844.~ ~ 432 Pro | gli armenti; i mufi più belli dei camosci delle Alpi; 433 III | fil della spada~ «Questa belligera, eroica contrada~ «Che vuol 434 VII(23)| precipue specie delle nostre bellissime macchie: l'albatro, il mucchio, 435 VII | turbine sovrasta,~ Sorge più bello, come la fenice,~ Dalle 436 I | schiavi;~ ~Quei raggi di beltà, del suol paterno~ Ornamento 437 III | fiuta, e cerca azzannare la belva.~ ~Ma se la perde talor, 438 VII | Chi in più gran copia i benefíci spande,~ ~Quello è il più 439 Pro(3) | francese dal nostro augusto e benemerito cugino carnale, il principe 440 Pro | che tante volte ci furono benigni, e ci favorirono l'onorevole 441 VII | ravvisare il figlio di Luciano,~ Benigno in volto, mi darà la mano,~ 442 | bensì 443 Pro(3) | famoso scultore di Firenze, Benvenuto Cellini.~ ~ Iacopo Bonaparte, 444 Pro | Ornano, il cui fratello, Bernardino, ebbe cinque figli naturali. 445 II(9) | una berretta militare, o berretto di quartiere, e forse questo 446 III | chi pon cura di stare al bersaglio.~ ~«E se d'udirmi la voglia 447 IV(14)| le mandole, i gelsi, il bestiame accrescono le divizie di 448 VII(23)| sapidissimo mastice, squisita bevanda dei Greci. Il mirto poi, 449 Pro | archibugi, operano con l'arme bianca un vero macello. A Caccia, 450 III | capovolto nell'onde~ D'un biancheggiante, spumoso torrente,~ Che 451 VII | rossa.~ Così dei pari a lor biancheggin l'ossa~ Dovunque libertà 452 VI | anima~ ~Da veri Corsi!~ ~Il bieco Doria sull'eroiche spoglie,~ 453 Pro | famiglie, e a ributtare i birrovieri, correrete all'armi, a dispetto 454 Pro | satelliti, una continua bloccatura marittima faranci malleveria 455 V | Così, postosi il corno alla bocca,~ Il guerrier che facea 456 Pro | esercito di Spinola. Alla Bocca-di-Tenda, sconfigge i mercenari tedeschi 457 VI(22)| grano, orzo, riso, e simili, bociando augúri di pace, abondanza 458 VI | sgorga a rivi fumidi~ ~L'olio bollente20.~ ~Come sgombra la lava 459 V | Quinci frena gli sdegni bollenti;~ E poi, fatto sonare a 460 IV | accende i roghi eretti~ Per bollir olio e liquefar catrame;~ 461 VII(24)| amici, i signori fratelli Bonaccorsi, di Calenzana.~ ~ 462 V | Nel sentir rintuzzata la boria~ Per la quale tenevasi invitto,~ 463 II | frastuon.~ Pullula la verde boscaglia~ Di prodi agognanti tenzon.~ ~ 464 VI | Prove stupende.~ ~Qui, boscaiuoli ed armentari poveri,~ Scesi 465 VII(23)| che se ne ammirano interi boschetti. L'erica, o scopa, non disdice 466 II | gli alpestri sentieri~ E i boschi intricati vedran~ I Corsi 467 V | aspra montagna,~ E che il bosco, rotando, sfracella;~ ~Come 468 III | allato.~ Andrea l'afferra di botto, l'uccide,~ E si rimette 469 Pro | comune del già cantone di Bozio, in oggi Sermano, l'imita. 470 III | Allenta pure ai tuoi bracchi il guinzaglio.~ «I colpi 471 IV | Offron la vita, ed alzano le braccia~ Con supplice ed instante 472 VI | avveggon che le Corse il braccio vindice~ ~Son dell'Eterno.~ ~ 473 IV | accatasta legna, o accozza bragia,~ E qual d'olio provvedesi, 474 III | Perchè legittima e santa è la brama~ «Di libertà che infiammò 475 VII | affido.»~ ~Lepre inseguita da bramosa cagna~ È men veloce, ed 476 VI | azzuffansi~ ~Con i soldati;~ ~Bramosi di pugnar più che di vivere,~ 477 III | archibugio,~ Rapido accorre il bramoso segugio,~ E fiuta, e cerca 478 II | Stradiotti10~ Le sciabole curve brandir;~ ~E gli Ungheri, all'Austria 479 VII | piante del cammin sfronda col brando.~ ~Passa imprecando~ ~Ai 480 Pro | noto per replicate prove di bravura, modesto quanto meritevole, 481 Pro(3) | la storia ne fa fede, le bravure attribuite al paladino di 482 VII | come sol che sorge.~ In brevi lustri, il figlio di Letizia~ ~ 483 IV | arrovellate~ Sulle trafitte liguri brigate.~ ~D'un tal fatto, mirabile 484 V | villaggio,~ Tutti fuggono a briglia disciolta.~ ~Imberciati 485 II | dell'oro~ Che Genova fece brillar.~ ~Fregiato d'un'aurea corona~ 486 Pro | struggeranno il vostro cuore di bronzo; e noi, vostri signori, 487 V | ai ribelli,~ E promette bruciar Calenzana.~ ~Già dei Vittoli 488 II(9) | dicesi pelone, è di panno bruno, fabbricato in Corsica, 489 Pro | i ribelli, gli faremo un buco nella pancia, vi addatteremo 490 V | con folta,~ Ben diretta bufera di palle.~ ~Sanguinosi, 491 IV | il vanto;~ «Ma di restar bugiardo avrà lo scorno,~ «Chè il 492 IV | catrame;~ Altri dispone i bugni che reietti~ Dall'orlo dei 493 III | stavasi a campo,~ Di notte buia partì, senza posa,~ Come 494 Pro | rilievo. I suoi nocchieri eran buoni, quantunque altrove ve ne 495 VII | Un dì, dall'oceán, come burrasca~ Che spinga al porto, a 496 V | Lungo al margo d'un alto burrone,~ Sprona il mulo dall'ugna 497 Pro | Poggio-di-Tavagna.~ ~Il 30 ottobre, Bustanico, comune del già cantone 498 IV(13)| sorgenti del Fiumesecco, che si butta nel golfo di Calvi.~ ~ 499 VI | viso.~ ~I cavi sguardi suoi buttano un fascio~ Di splendide, 500 VII | Vinti gl'indugi~ ~Del cacciatore, al rabido cignale...~ Ma 501 II(9) | Pieno di pan d'orzo e di cacio, permetteva ai nostri guerrieri, 502 VI | Stradïotti, gli Ungheri~ Caddero, o in fuga andar lunge dal 503 VI(19)| prelazione gli officiali, e cadevano, venduta la vita a caro 504 III | dell'italo duce,~ Che alla caduta ha votato l'arcione,~ ~A 505 Pro | gennaro 1557, Sampiero, caduto nell'agguato messo dai tre 506 I(4) | e riappare per la minima cagione efficiente, e anche remota, 507 IV | quasi che la vita non gli caglia,~ S'avventar difilati alla 508 VII | Lepre inseguita da bramosa cagna~ È men veloce, ed un pennuto 509 Pro | purchè le mani di quei Caini sian rosse del sangue dei 510 V | aquila allor che grifagna~ Cala a piombo, disperde lo stuolo~ 511 Pro | Corsica agonizza sotto le calcagna dell'oligarchia estrania. 512 IV(16)| di sassi commessi senza calcina, sono le chiusure usate 513 II(9) | anche nei tempi di gran caldura.~ ~ La cappa, che dicesi 514 VII(28)| figlio di Fingallo, re di Caledonia, guerriere e cantore delle 515 VII(23)| scopa, non disdice a quella calida vegetazione, con le minutissime 516 III | Andrea di lancio dal colle calossi,~ E quando Doria comparvegli 517 II | uose gli ascende~ A mezzo calzone turchin,~ ~Provvisti del 518 II | signoril,~ Dà i sudditi e cambia in contanti~ La turba dei 519 III | palle,~ Il temerario non cambiasi in volto,~ Non si scompone, 520 VII(26)| che il famoso quadrato di Cambronne era il Secondo Reggimento 521 VI | passa.~ ~Vinte le sbarre del cammino, incauto,~ Dell'espugnata 522 IV(16)| luogo mirabilmente di ripari campali. La facilità di rimuoverne 523 II | con denso fragor~ Di cento campane il rimbombo,~ A stormo percosse 524 V | atterriti, dan volta,~ E a campar dal fatale villaggio,~ Tutti 525 Pro | sanguinario. I capitani corsi lo campeggiarono nella Bastia, e impadronitisi 526 Pro | di governo accetti alla canaglia, e nominare, per propugnarli, 527 VII | gran Corso rispondere al cannone,~ E salutarlo come sol che 528 VII | vate, figlio di Fingallo28, canta.~ Sovra una nube, ai dì 529 VI | caccia,~ Nei salti delle cantabre foreste,~ Volgesi al venator 530 VII(28)| traduttore, Cesarotti? I canti d'Ossian erano la poesia 531 VII(28)| di Caledonia, guerriere e cantore delle proprie imprese, e 532 VII | sogno divino,~ Conforta il capitan valente e giusto.~ Sotto 533 Pro(1) | Leggasi Montesquieu, al capitolo II del libro XXXI dell'Esprit 534 Pro | abbiamo soppresso i vostri caporali; ovvero, da magnanimi padroni, 535 III | urto repente,~ Precipitò capovolto nell'onde~ D'un biancheggiante, 536 III | vigliacco,~ Dai Genovesi cappato per messo,~ Il quale giuntogli 537 II(9) | isola, ricercavano questi cappotti, e fattili soppannare di 538 Pro | Monserrato, e dell'altra dei Cappuccini, vennero alla città.~ ~Qui 539 II(9) | Il zaino è di pelle di capra, di pecora, od anche di 540 Pro | guiderdone di morire nelle carceri della republica. E ben gli 541 II(9) | Francesi, senza più.~ ~ La carchera, ossia tasca da riporre 542 VII | tanti Corsi che d'allori carchi,~ Pel dittator del popolo 543 VII | seguitarvi,~ Aspirerovvi, o care; e vivo, o morto,~ Andrò 544 Pro | la povertà e la fame. La carestia, la peste, la rabbia delle 545 I | oltraggi più veloce:~ ~I cari volti ove ai tuoi figli, 546 Pro | il menomo esercizio della carica. Un bagarino, un trescone 547 II(9) | ossia tasca da riporre le cariche dell'archibuso, è arnese 548 Pro | dell'infante di Spagna, don Carlos, fu precisamente comprata 549 VII | farà del guiderdone.~ O carme, omaggio d'inesausto affetto,~ ~ 550 Pro(3) | augusto e benemerito cugino carnale, il principe Napoleone-Luigi, 551 Pro | fertile ingegno dei nostri carnefici; presi i ribelli, gli faremo 552 Pro | piaccia spaventarvi, e dar carriera al fertile ingegno dei nostri 553 III | s'impenna, corvetta,~ E casca morto ingombrando la via.~ ~ 554 Pro | ingrosseranno sempre più la cassa del Banco di San-Giorgio; 555 IV | disgrazia i crudi autori.~ «Per castigarli, Iddio qui gli ha condotti.~ « 556 III | Dei tuoi sconfitti, e castigo maggiore~ «Siati il veder 557 Pro | Nel 1559, per l'accordo di Cateau-Cambrésis, Enrico Secondo, re di Francia, 558 IV | Quindi fra tutti elegge una caterva~ Di compagni agguerriti 559 IV | Per bollir olio e liquefar catrame;~ Altri dispone i bugni 560 II(7) | ammutinati, che non era mai stato catturato. La republica lo condannò 561 IV | sospir le conta,~ Se la causa soccombe che difese;~ E 562 IV | schiere.~ Tutti fan plauso al cauto suo disegno,~ E accrescon 563 Pro | sassate la scelta della cavalleria nemica, e impigliatine i 564 II(11)| bombardieri, e sparate sopra un cavalletto a rotelle.~ ~ 565 Pro | ributtare gli assalitori, cavar profitto dalle api e dalle 566 VI | mirano~ ~Lo scarno viso.~ ~I cavi sguardi suoi buttano un 567 Pro | colossali larici, fratelli dei cedri del Libano; gli amorosi 568 Pro | sì, ma docili.~ ~«Vi sarà celata la civiltà italiana. Il 569 Pro | che abbiamo fatto prova di celebrare negl'insufficienti nostri 570 II | criniti cavalli,~ Famosi pel celere piè.~ ~Quel d'essi che morto 571 VI | Vicina ad esse, qual celeste arcangelo,~ S'erge una strana 572 Pro(3) | scultore di Firenze, Benvenuto Cellini.~ ~ Iacopo Bonaparte, da 573 VII | come la fenice,~ Dalle ceneri sue. Sul Monte-d'Oro27,~ ~ 574 Pro | due zeri di più: e fanno centoventimila fiorini pagati da Genova 575 VI | espugnata terra occupa il centro;~ E inferociti i suoi pedoni, 576 Pro | i ragguagli che abbiamo cercato rammentare col nostro poemetto. 577 V | pure.~ «Il cignal che tu cerchi, è cotale~ ~«Che non ebbe 578 | certa 579 | certi 580 VII | E luridi di sangue e di cervella,~ ~Sulle coltella~ ~Conficcan, 581 II(9) | Cirneo la dice imitata dalla cervelliera, foggia d'elmo che costumavano 582 VII(28)| leggiadro suo traduttore, Cesarotti? I canti d'Ossian erano 583 III | Li lascia in mezzo ai cespugli più spessi.~ ~ 584 Pro | l'asprezza del suolo, non cessarono d'essere il pregio inalterabile 585 II(9) | piega, pareva qualcosa di chericale; ma con la punta involta 586 II(8) | nè ingiuria maggiore di chiamarlo così potrebbe farsi ad un 587 Pro | le vostre vedute, come le chiamate, che altro non sono se non 588 VII | Sacrilego fu l'uom che chiamò vile~ L'eroica moltitudine 589 VI | che rifulgono~ Tra i più chiari dei secoli decorsi!~ O fortunati 590 VI(21)| di Crusca. Usate però da chiarissimi scrittori moderni, debbonsi, 591 Pro | mantenervisi.~ ~L'anno 1289, il chiarissimo Sinucello Colonna indusse 592 IV | popolani intorno al generale~ Chiedon battaglia, radïosi in faccia.~ 593 Pro | dei Tedeschi, presso alla chiesa della terra, rinchiude le 594 IV(14)| istinto, all'erta, alla china, tra profondi burrati, accertano 595 VI | compri fanti.~ ~Or nelle chiome, a sciami, gli s'avvolgono,~ 596 VII | condottier vien meno, e chiude il ciglio.~ ~Un Vittolo 597 | chiunque 598 IV | Rapita intanto dall'agreste chiusa~ Ove attendeva a rustici 599 VI | ed in rovina battono~ ~Chiuse e magioni.~ ~Ma i mercenari 600 Pro | dicano coloro che di tutto ciarlano, senza saper di nulla), 601 | ciascun 602 VII | D'un tanto parto sulla cicatrice,~ Nel diaspro dei monti, 603 VII | condottier vien meno, e chiude il ciglio.~ ~Un Vittolo imboscato 604 III | folta,~ Soffermò il piè sul ciglion d'una rocca;~ E a palesare 605 V | Ceccaldi, entra pure.~ «Il cignal che tu cerchi, è cotale~ ~« 606 IV | esser posti anch'essi a quel cimento.~ ~Ceccaldi con un placido 607 Pro | col nostro poemetto. Il cimitero dei Tedeschi, presso alla 608 II | Patrizi soldati. Il metal~ Che cingeli, in luoghi d'altura~ Gli 609 II(9) | di pecora, od anche di cinghiale, e si porta ad armacollo, 610 Pro | entrata della Bastia, con cinquanta compagni, vende a caro prezzo 611 Pro | rinchiude le ossa di ben cinquecento mercenari. Nel visitarlo, 612 II | negra berretta pinzuta,~ La cinta ove fitto è un coltel,~ 613 | cioè 614 III | e fremono d'ira,~ Andrea circondano, il piglian di mira,~ E 615 II(6) | seconda classe e capoluogo di circondario. Ha 1500 abitatori.~ ~ 616 Pro | agli altri, rincantucciati, circuiti, e precorsi dai nostri, 617 V | avversari,~ E dei muri il circuito investire.~ ~E benchè breve 618 II(9) | marziale in sommo grado. Pietro Cirneo la dice imitata dalla cervelliera, 619 Pro | Libano; gli amorosi mirti; i cisti, rose dell'arcipelago ionico; 620 VII(23)| fragole. Il mucchio è il cistio, o imbrentina, e ve n'ha 621 Pro | interna, produrrebbero sommi cittadini nel maneggio delle cose 622 Pro | Italia, accesero la guerra civile. I duchi di Milano, e i 623 Pro | docili.~ ~«Vi sarà celata la civiltà italiana. Il mar tirreno 624 V | abbatte e sbaraglia.~ ~Un clamor lamentevole innalza,~ E 625 II(6) | piazza forte di seconda classe e capoluogo di circondario. 626 Pro | meritevolissima in quel clima, e per l'asprezza del suolo, 627 V | bagna;~ ~Sdrucciolando sui clivi del suolo,~ Di macigni, 628 VI | leggiadre,~ Così disperde la cocente pioggia~ ~Le avverse squadre.~ ~ 629 IV | Nello stirpar questi codardi ladri.~ ~«Le masnade dei 630 II | pende~ Sull'abito bianco il codin,~ E il panno dell'uose gli 631 V | è colpo che in pieno non coglia;~ Ed il sangue che allaga 632 VII | Senza pietà del danno che li coglie,~ Senza ottener tributo 633 Pro | non ha effetto, se non di cogliere alla sprovveduta il prode 634 Pro | non erano in verun modo cognati di Sampiero, come è stato 635 II(8) | Vittoli nocquero assai, per la cognizione che aveano dei luoghi, e 636 | colei 637 | Coll' 638 III | Andrea di lancio dal colle calossi,~ E quando Doria 639 Pro | assolutamente gli fosse dato un collega; e scelse con singolare 640 II | pallida luce~ Dell'alba sui colli spuntò,~ La muta andatura 641 III | Presto s'arrampica all'alta collina,~ E sopra il vertice accende 642 II(9) | tonda e schiacciata, senza collo. Si fa con una zucca, o 643 IV | naufragio~ L'isolano guerrier colmo di gloria.~ Con un manto 644 II | Al mugghio del rauco colombo5~ Si mesce con denso fragor~ 645 VII(23)| coprirsi dovunque coi vividi colori, bianco, rosso e verde, 646 Pro | ingegno. Le vaste querce, i colossali larici, fratelli dei cedri 647 II | La cinta ove fitto è un coltel,~ Il zaino, la zucca, e 648 VII | sangue e di cervella,~ ~Sulle coltella~ ~Conficcan, spaventevoli 649 IV(14)| La Balagna è regione coltivata e ferace. L'esito dell'olio 650 | colui 651 II(9) | provvista, specialmente per chi combatte tra selve e montagne. Gli 652 V | Torna al campo coi suoi combattenti.~ ~Nel paese la gioia fu 653 VII | l'ossa~ Dovunque libertà combatteralli.~ Stupratori del dritto 654 Pro | nocciuolo delle nostre bande, combatterebbonci. Smunti, ingrassate gli 655 VI | tronchi d'albero~ Dai ripidi comignoli dei tetti,~ Come valanga21 656 IV | Corsi~ Di risparmiarli, e cominciare il fuoco~ Quando i nemici 657 V | Vittoli i tristi drappelli~ Cominciato han da lungi l'offese~ Contro 658 IV(16)| muri a secco, cioè di sassi commessi senza calcina, sono le chiusure 659 V | fuggono rotti,~ E ai cavalli commette il conflitto.~ ~Ungheresi, 660 II(7) | Genovesi eran consueti di commettere tanta atrocità. Leggasi 661 VI | patrocinio~ ~Stava invocando;~ ~Commosso a carità dell'alma patria,~ 662 I | agli ultimi miei dì siate compagne.~ ~Dal maladetto avello 663 Pro | singolare scaltrezza un degno compagno nello scabroso ufficio. 664 V | volo.~ ~Ubbidito dai prodi comparsi~ Minacciosi in udire il 665 Pro | bastò a superare un eroe comparso, da poco più di due anni, 666 VI(22)| rado, lo stesso onore è compartito a persone ragguardevoli 667 III | calossi,~ E quando Doria comparvegli in faccia:~ «Ferma!» gridò 668 Pro | sacrosanto. Così, i nostri amati compatrioti di Calenzana e del suo Cantone, 669 Pro | sua prima guerra d'Italia, compendiato così da lui: Affrettarsi 670 Pro | della rapina.~ ~I Corsi si compiacciono nel raccontare lo stratagemma, 671 Pro | terrazzani di Calenzana, compivano a dovere un apparecchio 672 VII | sdegnose forse,~ Dimentiche che complice non sono,~ Anche voi mi 673 Pro | l'esercito genovese era composto di circa ottomila soldati, 674 Pro | Carlos, fu precisamente comprata dalla republica, che s'obbligò 675 II | turba dei Lanzi servil.~ ~Comprati al medesimo prezzo,~ Ve' 676 V | Vuol che il gaudio rimanga compresso.~ ~Nel sentir rintuzzata 677 Pro | circa ottomila soldati, computati i Greci, Tedeschi e Svizzeri, 678 | Comunque 679 Pro | che vi guarisca da tanti conati per ammunitarvi2.»~ ~Un 680 II(5) | Conca o nicchio marino. Notissimo 681 VII | Rivien tra lieto, universal concento;~ Ed in Parigi sembra che 682 VI | o Cesare!»~ Agonizzante, conchiudea la giostra,~ Quei valorosi 683 Pro | sguainato lo spadone, li conciava malamente, allor che il 684 VII | In ogni strada~ ~Del conculcato mondo, in ogni canto,~ Senza 685 II(7) | catturato. La republica lo condannò ad essere tanagliato, ed 686 VII | di Dio gradito sale,~ Il condottier vien meno, e chiude il ciglio.~ ~ 687 Pro | soldati, l'avverata fama loro confermava sempre più i Genovesi nell' 688 VII | cervella,~ ~Sulle coltella~ ~Conficcan, spaventevoli trofei!~ I 689 V | E ai cavalli commette il conflitto.~ ~Ungheresi, corazze, Stradiotti~ 690 Pro | necessità, la gente onesta confonderassi in uno coi scellerati. L' 691 V | altro dal piombo omicida,~ Confondevano gli urli e i nitriti;~ ~ 692 I | Ove spirate, escite a confortarmi,~ E agli ultimi miei dì 693 VII | Alla propria ignominia lo confronta;~ Spezza l'arma che pargli 694 IV(15)| sterminarci, perchè son molti a confronto di noi; ma ricordatevi degl' 695 VI | dei suoi vinti dai Corsi.~ Confuso, smanïante, ascolta, e lasciali~ ~ 696 III | Scannato, esanime, all'altro il congiunge.~ ~Quando gli par che una 697 II(9) | quattro, fuori d'inopinate congiunture, e la guerra procedeva sempre 698 Pro | Banco di San-Giorgio; e il conio della Zecca fia suggello 699 VI | vecchie, amiche dei novelli coniugi,~ ~Spandono il grano22:~ ~ 700 III | portento,~ E di cui niuno conobbe la voce.~ ~ ~ ~Voce che 701 VII(28)| figlio, Oscarre. Chi non conosce il leggiadro suo traduttore, 702 VII | Nè man profana può farne conquista,~ Mentre l'aquila poggia, 703 Pro | italiane. Due mezze-colubrine, conquistate poi dai terrazzani di Calenzana, 704 Pro | Sampiero, e vituperosamente consegna l'isola ai nemici. Fuoruscito, 705 VI | inveterato orgoglio~ Non consente ritrarsi a quel superbo.~ 706 II(7) | I Genovesi eran consueti di commettere tanta atrocità. 707 IV | eternan l'ore, e coi sospir le conta,~ Se la causa soccombe che 708 VI | sgherri sui cadaveri~ ~Muoion contenti19.~ ~Orsa così, cui data 709 Pro | vostre spiagge. Chi non sarà contento, impeso per un piede alla 710 Pro(3) | due amici, Baiardo, e il contestabile di Borbone. Per la mirabile 711 Pro | facinorosi avranno l'armi, perchè contino la tassa in denaro effettivo, 712 Pro | del numero, come egli di continovo costumava, a malgrado l' 713 Pro | innumerevoli satelliti, una continua bloccatura marittima faranci 714 V | echeggiano, a gara percossi~ Dal continuo scoppiar dei fucili.~ ~Ma 715 Pro | diabolico proposito, tenuto conto dei luoghi e dei tempi, 716 VII(25)| illustri, venute da lontane contrade, ad udire i suoni armonici 717 II | trucida irato chiunque~ Contrasta alla sua volontà.~ ~In capo 718 VI | vecchio Andrea che osservalo, contrastagli~ ~Di torla via.~ ~E fatto 719 Pro | ragunata in Lombardia, onde contrastare all'esaltazione dell'infante 720 Pro | specie d'anarchia feudale contristò l'isola. Nel 1359, il popolo 721 Pro | alacrità, e col medesimo convegno.~ ~A Pinelli fu sostituito 722 Pro | e precorsi dai nostri, convenne arrendersi. Mettiamo due 723 Pro | intonacare le pareti del convento. La contrada del sole, del 724 Pro | dell'umana malvagità, che conviene attribuire tanta scelleraggine 725 II(9) | Comunque siasi, una tal copertura del capo credevasi marziale 726 VI(22)| finestre tirano alla giovine coppia una quantità di grano, orzo, 727 VII(23)| addobbato con vistoso tappeto, coprirsi dovunque coi vividi colori, 728 III | vistosa ti manda,~ «Se il cor ti basta di metterlo a morte.»~ ~ 729 Pro | sostituito Camillo Doria, coraggiosissimo invero, quanto avventato 730 V | conflitto.~ ~Ungheresi, corazze, Stradiotti~ Imperversano, 731 VII(23)| e la scopa. L'albatro, o corbezzolo, fu da un ingegnoso francese 732 II(9) | appeso per le zampe ad un cordone. Pieno di pan d'orzo e di 733 VII | Vede con dolce battito del core,~ L'isola sua maravigliare 734 VII(23)| vegetazione, con le minutissime corolle di varie tinte.~ ~ 735 II | brillar.~ ~Fregiato d'un'aurea corona~ Sull'elmo, Camillo di vol~ 736 V | strada,~ Da quei laceri corpi gorgoglia.~ ~Tanto eccidio 737 Pro | camminavano di fianco, in un sol corpo, assotigliatosi, come ognun 738 II(9) | luogo di questa, anche nel corredo nostro militare, e già vari 739 Pro | esserne frustrati, non lascian correre il menomo dubbio dell'orrenda 740 Pro | ributtare i birrovieri, correrete all'armi, a dispetto degli 741 Pro | Pompiliani, valoroso ma corrivo, glie l'accorda sconsideratamente; 742 VII | perde~ Dei sospettosi re la corta vista.~ ~Un dì, dall'oceán, 743 II | Cirno il terren,~ All'aulica corte è pagato~ Con cento fiorini 744 II(9) | guisa che rimanga solo la corteccia, giova a tener fresco il 745 VI(22)| aspettano l'ingresso del corteo della sposa nella terra 746 III | Il palafreno s'impenna, corvetta,~ E casca morto ingombrando 747 VII | pugnaci,~ ~«Visti i rapaci~ ~«Corvi gracchianti sui nevosi fianchi~ « 748 Pro(3) | gravemente ferito in una coscia da una palla d'archibuso, 749 IV | Con un manto regal d'api cosperso,~ Imporre le sue leggi all' 750 VII(27)| delle Alpi elvetiche. Quel cospicuo ornitologo che fu Carlo 751 V | che turbine svella~ Dalla costa d'un'aspra montagna,~ E 752 Pro | tanti provvedimenti non ci costeranno un quattrino, anzi intascheremo 753 Pro | gl'impavidi figli potevano costituirne l'indipendenza, farla gareggiare 754 Pro | come egli di continovo costumava, a malgrado l'inoltrata 755 II(9) | cervelliera, foggia d'elmo che costumavano i nostri antichi. I republicani 756 V | cignal che tu cerchi, è cotale~ ~«Che non ebbe mai tante 757 Pro | incomportabile amarezza di cotanta desolazione.~ ~Arrigo della 758 VII | crudeli~ Sconfitte, frutto di cotante frodi,~ Sempre di Cirno 759 III | non per anco v'affida~ «Cotanto incarco davanti e da tergo:~ « 760 | Cotesti 761 VII | l'aigle plane et que la courte vue~ ~Des rois le suit en 762 V | fetide tane~ «Dove state covando la donna,~ «Ve le voglio 763 II | E a uccidere gli orsi al covil,~ Per tanto s'affollano 764 V | mira i stranieri.~ ~Se al covile recando la caccia,~ Una 765 Pro | memoria d'un popolo che non crede di leggieri. Per certo, 766 III | questo gregge venduto?~ «Credete a me: ver la spiaggia tornate,~ « 767 II(9) | una tal copertura del capo credevasi marziale in sommo grado. 768 IV(15)| esauditi, i nemici son qui. Credono sterminarci, perchè son 769 VI | aureola,~ La vergine divina fu creduta,~ Che la contrada sotto 770 Pro(3) | Iacopo Bonaparte, da molti creduto nostro antenato, discorre, 771 II | Genova, certo sarà,~ Se crepano, il netto profitto~ Che 772 II | vasto, usurpato poter,~ Cresciuto col sangue e le spoglie~ 773 II | Doge vendè,~ Coi snelli, criniti cavalli,~ Famosi pel celere 774 VI | capi genovesi addosso;~ E crivellati di ferite, accennano~ ~Al 775 I | Inospite è la terra e fin la croce~ Che a mo' di forca trasformaron 776 Pro | isola. Leggesi nelle vecchie cronache che i Genovesi discacciarono 777 VII | trionfate battaglie, le crudeli~ Sconfitte, frutto di cotante 778 Pro | tiranni produsse la sua crudelissima famiglia, è pienamente sconfitto 779 IV | D'ogni nostra disgrazia i crudi autori.~ «Per castigarli, 780 VI | abbassa;~ E coi piè sozzi di cruenta polvere~ ~Le calca, e passa.~ ~ 781 II | Camillo promise~ Che serto cruento darà~ Di teste di Corsi 782 VI(21)| valanga non sono voci di Crusca. Usate però da chiarissimi 783 II(9) | Si fa con una zucca, o cucuzza, d'una varietà speciale 784 Pro(3) | nostro augusto e benemerito cugino carnale, il principe Napoleone-Luigi, 785 I | Dei talami custodi e delle culle,~ Mi tornan con la mente 786 IV | un repentino strale~ Al culmin dell'altissima montagna~ 787 I | Quanto più mi fo lungi dalla cuna.~ ~ 788 Pro | lagrime struggeranno il vostro cuore di bronzo; e noi, vostri 789 VI | virile di trionfo scoppia,~ Cupa, funerea, la favella arcana;~ 790 II | alla madre sbranar,~ Per cupida sete dell'oro~ Che Genova 791 Pro | dinuncie, tradimenti per cupidigia, e mille altre miserie, 792 II | Stradiotti10~ Le sciabole curve brandir;~ ~E gli Ungheri, 793 I | amor materno,~ ~Dei talami custodi e delle culle,~ Mi tornan 794 Pro | forestieri saranno rispinti, non dagl'indigeni, ma da chi sovr' 795 V | Sanguinosi, atterriti, dan volta,~ E a campar dal fatale 796 Pro | Giannantone e Gianfrancesco. Il danaio pagato a costoro dal governatore 797 VII | guerra.~ Tutta Europa ai suoi danni si raguna;~ ~E la Fortuna,~ ~ 798 VII | suit en vain et le perd dans la nue.~ ~ ~ ~Da mille furie 799 Pro | sangue3; ed ove, quarant'anni dappoi, i Francesi seppellivano 800 III | Il quale giuntogli appena dappresso,~ Disse, porgendogli d'or 801 IV | TATTICA.~ ~ ~ ~Il sol dardeggia un repentino strale~ Al 802 VII | men veloce, ed un pennuto dardo,~ Scoccato da balestra, 803 IV | Giunto l'istante, vi darò l'esempio,~ «E ingente, 804 II | e dell'altro emisfer.~ ~Dassezzo, coi lor bombardieri,~ Due 805 VI | contenti19.~ ~Orsa così, cui data vien la caccia,~ Nei salti 806 II(9) | spartiti in tre terze, che si davano scambievolmente la muta, 807 | davanti 808 Pro | guarentirvi sì fattamente. Dazi e rovinose gabelle vi accamineranno, 809 VI(21)| chiarissimi scrittori moderni, debbonsi, a parer nostro, ammettere 810 V | fuoco di fila mortale.~ ~Decimata da quella tempesta,~ L'oste 811 Pro | degl'imperatori romani, e le decisioni arbitrarie dei re di Francia1. 812 Pro | vittoria, seguita dalla decisiva giornata di San-Pellegrino. 813 VI | i più chiari dei secoli decorsi!~ O fortunati che esalaron 814 Pro(1) | distruttivi delle leggi. I decreti che ne assumono la forza, 815 Ded | OPERETTA~ ~ ~ ~È SPECIALMENTE DEDICATA~ ~ ~ ~DAL LORO AFFEZIONATISSIMO~ ~ ~ ~ 816 Pro | perchè contino la tassa in denaro effettivo, da gonfiarci 817 V | spese.~ ~E se il fummo coi densi vapori~ Non avesse, in più 818 II | rauco colombo5~ Si mesce con denso fragor~ Di cento campane 819 Pro | mercenari. Nel visitarlo, deplorammo la tirannica malvagità che, 820 II(9) | varietà speciale all'isola. Si deprime con apposito attrezzo. Seccata 821 Pro | più, esausta, disperata, derelitta, la Corsica agonizza sotto 822 VII | tante volte avea domati,~ Derelitto dai perfidi alleati,~ Solo 823 IV | giorno~ «Delle percosse, desiato tanto.~ «Avale, tocca a 824 V | lotta, e gl'istanti~ Con desire affannoso misura.~ ~Ecco 825 Pro | incomportabile amarezza di cotanta desolazione.~ ~Arrigo della Rocca, morto 826 Pro(1) | nell'arsenale degli atti despotici, distruttivi delle leggi. 827 I | Quasi lontano turbine, si desta,~ E ingombra di terror l' 828 IV(15)| I Corsi ardimentosi si destano, e insorgono. Tenete a mente 829 VII | trionfi le immortali bande;~ E destati dal sonno della tomba,~ 830 IV(14)| prova, e l'impareggiabile desterità e franchezza del piede, 831 III | marcia è scoperta.~ I Corsi desti s'affollano a gara.~ Il 832 V | feritore discopra.~ ~Coi destrieri in un fascio spediti~ L' 833 Pro(1) | Le così dette préceptions. Leggasi Montesquieu, 834 Pro | ammunitarvi2.»~ ~Un tal diabolico proposito, tenuto conto 835 IV(14)| spazio d'un palmo circa di diametro, e girare, sull'orlo dei 836 II | tasca gli suoni la paga,~ La diano republiche o re.~ ~A corre 837 VII | parto sulla cicatrice,~ Nel diaspro dei monti, la matrice,~ 838 Pro | l'operosità (checchè ne dicano coloro che di tutto ciarlano, 839 Pro | Épioux, nel Belgio,~ ~30 dicembre 1844.~ ~ 840 Pro(3) | un'archibugiata, alcuni dicono per mano del famoso scultore 841 III | segnale,~ Rizzossi vigile, e diè fiato al corno.~ ~Omai di 842 | dieci 843 III | Questo fucil che non mai diede in fallo,~ «Fa un mandriano 844 IV | severo, a tutti impone,~ E dietro a quei recinti li dispone.~ ~ 845 V | terra, con folte abbattute~ Difendeanla, li fanno ristare.~ ~Di 846 Pro | patria.~ ~Non avendo saputo difendere la Corsica dai Genovesi, 847 V | svelato~ La presenza dei suoi difensori,~ ~Il villaggio parria abbandonato.~ 848 Pro | un'ingegnosa e gagliarda difesa, e addattata alla disposizione 849 VII | gente offeso~ ~Che avea difeso,~ ~Mutilo accorso all'ultima 850 Pro | paesacci.~ ~«D'ogni cosa avrete difetto, perchè togliendovi tutto, 851 II(9) | così superavasi la famosa difficoltà degl'impedimenti.~ ~ La 852 III | svegliò il generale,~ Che diffidato dal noto segnale,~ Rizzossi 853 IV | gli caglia,~ S'avventar difilati alla battaglia.~ ~Ite, valenti: 854 Pro | rapiranno la vigoria e il dignitoso contegno della prosperità. 855 Pro | signori, un tempo, di Genova, dilaniarono a gara la già tanto malmenata 856 V | a gran salti trabocca,~ Dilatando le zane e l'artiglio.~ ~ 857 VII | inesausto affetto,~ ~Al suol diletto~ ~Recati con un tenero saluto;~ 858 VII | Libertà, sdegnose forse,~ Dimentiche che complice non sono,~ 859 Pro(3) | stipendi di Carlo V. Non dimentichiamo però che pose l'assedio 860 VI(22)| accogliere con la più favorevole dimostranza. La prima volta che andammo 861 | dinanzi 862 II | cappa di ruvido pel9,~ ~Dinunciano, ahi! tristi, costoro~ Che 863 Pro | dell'inferno. Uccisioni, dinuncie, tradimenti per cupidigia, 864 Pro | Pisani del feudo di Corsica, dipendente da Roma, ma non poterono 865 II(7) | tanagliato, ed arso vivo. Era dipinto tutto lacero, e penzoloni, 866 II(9) | furono detti Pinzuti; e dipoi, questa voce ebbe il significato 867 Pro | la rabbia delle bestie dipopolarono il paese; e nondimeno, l' 868 Pro | suscitato strenui guerrieri. Per dir tutto, ci oscurereste, e 869 V | Tanto eccidio la frotta dirada;~ E quei mesti venali soldati,~ 870 Pro | draghi non favolosi, che diradano gli armenti; i mufi più 871 V | offendon con folta,~ Ben diretta bufera di palle.~ ~Sanguinosi, 872 V | campione,~ Per un arduo sentier dirupato,~ ~Lungo al margo d'un alto 873 VII | schianta~ Gli elci, e i dirupi sottostanti ingombra,~ Sull' 874 II(9) | Corsica. Più agevole della disadatta giberna dei soldati, terrà, 875 Pro | come ognun vede, per la disagevolezza dello scosceso calle, furono 876 VII | sentimento augusto~ Che disarmò l'ignobile assassino,~ Con 877 Pro | cronache che i Genovesi discacciarono dalla rocca di Bonifacio 878 III | Non indugiò, verso i piani discese,~ Ed al quartier di Ceccaldi 879 V | In quel dire, i paesani discesi~ Nella strada, rimuovon 880 VI | avverse squadre.~ ~Dalle dischiuse stalle, a precipizio,~ Fuggono 881 V | Tutti fuggono a briglia disciolta.~ ~Imberciati a man salva, 882 V | V'è che il suo feritore discopra.~ ~Coi destrieri in un fascio 883 Pro | avrete pace. Inciteremo le discordie intestine, le nimicizie 884 Pro(3) | creduto nostro antenato, discorre, nella sua Storia del Sacco 885 VII(23)| boschetti. L'erica, o scopa, non disdice a quella calida vegetazione, 886 II(9) | guari. Era di velluto nero. Disdicevole anzi che no, se si portava 887 IV | fan plauso al cauto suo disegno,~ E accrescon le difese 888 Pro | Sartene, Giafferi, dopo disfatta la poderosa guarnigione 889 IV | compatriotti,~ «D'ogni nostra disgrazia i crudi autori.~ «Per castigarli, 890 Pro | mezzo secolo e più, esausta, disperata, derelitta, la Corsica agonizza 891 VI | negli ordini, tempestano~ Disperate punture e gran fendenti,~ 892 Pro | accamineranno, chi sa? alla disperazione, ma vi rapiranno la vigoria 893 IV | terrazzi con lo sciame,~ Disperderan le pecchie arrovellate~ 894 VII | alcun di pianto,~ Lascin disperse le trafitte spoglie.~ ~Nell' 895 Pro | birrovieri, correrete all'armi, a dispetto degli editti, ribelli che 896 Pro | d'adunare tutte le forze disponibili in un punto, per trovarsi, 897 Pro | difesa, e addattata alla disposizione del sito. Veridici, e trasmessi 898 III | par che rida dei colpi, e disprezzi~ I Genovesi che trepidi 899 Pro | potenze europee. La vasta distesa della Corsica, le propizie 900 Pro | guarnigione della piazza, distrusse quasi tutto un esercito 901 Pro(1) | arsenale degli atti despotici, distruttivi delle leggi. I decreti che 902 IV | Anelanti allo scontro disuguale~ Che i lari aviti struggere 903 VII | che d'allori carchi,~ Pel dittator del popolo francese,~ Pigliano 904 VI | santuario~ Ove giace la diva, un venerando~ Sacerdote 905 III | vento~ Che quando sbuffa, divelle i larici,~ Andrea guidava 906 II | Corsi a quei nobili altieri~ Diveller le spade di man.~ ~Dall' 907 Pro | questo mondo, la Corsica divenne un'imagine dell'inferno. 908 II(10)| ultimo, tralignarono, e divennero un mucchio di gentaccia 909 Pro | la cui mala nominanza è divenuta proverbio in Corsica, tenta 910 Pro(2) | ventisette torture e tormenti diversi, stabiliti in pena dei Corsi, 911 VI | raggiante aureola,~ La vergine divina fu creduta,~ Che la contrada 912 VII | Con un tessuto d'or, sogno divino,~ Conforta il capitan valente 913 II | Svizzeri seguono in vaga~ Divisa scarlatta, purchè~ In tasca 914 VI(20)| maraviglia. La Balagna ha divizia d'olio; e quante volte si 915 IV(14)| il bestiame accrescono le divizie di quell'ubertoso terreno. 916 VI | Appressatosi supplice e divoto,~ Scrutò il sepolcro, e 917 Pro | soggetti, esausti sì, ma docili.~ ~«Vi sarà celata la civiltà 918 IV(14)| andatura. Con l'accortezza e la docilità di cui fanno prova, e l' 919 VII | savio legislatore,~ Vede con dolce battito del core,~ L'isola 920 VII | Venezia, e Roma?~ ~E perchè doma~ ~Non è la moscovita, oscena 921 Pro | sanguinoso tranello, Pinelli domanda con istanzia una sospensione 922 VII | re che tante volte avea domati,~ Derelitto dai perfidi 923 VI | più stringean le schiere dome,~ Pastori, che per lunga 924 Pro | dotati di virtù militari e domestiche, e d'indole pacifica anzi 925 IV(13)| la superficie del mare, e domina le sorgenti del Fiumesecco, 926 Pro | I scaltri ed accidiosi dominatori dell'isola possono aver 927 Pro | dell'infante di Spagna, don Carlos, fu precisamente 928 Pro | cosa di sua ragione, la donò al re d'Aragona.~ ~Espulsi 929 Pro | dei popoli della Germania, dotati di virtù militari e domestiche, 930 | dov' 931 IV(15)| nostri padri. Tutti farete il dover vostro. I Corsi ardimentosi 932 Pro | di Calenzana, compivano a dovere un apparecchio formidabile, 933 Pro | anche questo povero lavoro dovesse accomiatarci per sempre.~ ~ 934 VII | Con l'impero risorgere dovieno~ Le nazioni che gemono in 935 V | steccato,~ Donde uscir non dovran se non morti.~ ~Come fiere 936 IV | nemici baldanzosi accorsi,~ Dovranno approssimandosi alle mura,~ 937 Pro | vessilli; i mostruosi altori, draghi non favolosi, che diradano 938 V | Già dei Vittoli i tristi drappelli~ Cominciato han da lungi 939 II | Spiando la strada, il drappello~ Dei Vittoli8, detti così~ 940 Pro | accesero la guerra civile. I duchi di Milano, e i Francesi, 941 Pro | riguardo ai luoghi ed al tempo. Duolci il ricordare che, traditori 942 VII | noto fa quel che di più mi duole:~ Il non offrirgli orrevole 943 | durante 944 IV | stretta,~ «Tanti anni, con durissime ritorte.~ «Mille voti di 945 VII | ai dì della tempesta,~ ~L'eccelsa cresta~ ~Delle mie rocce 946 Pro | servitù. No! sospetti di tanto eccesso, meglio è ritenervi, quasi 947 | eccettuati 948 Pro(1) | le patenti, certi statuti eccezionali, si possono allogar tutti 949 | Eccoli 950 IV(15)| Bravi compatriotti, eccovili dinanzi gli autori della 951 V | giogaie e gli umíli~ Piani echeggiano, a gara percossi~ Dal continuo 952 Pro | Bonifacio i Pisani che l'avevano edificata. Ciò avvenne nel 1077, subito 953 Pro | all'armi, a dispetto degli editti, ribelli che siete, meglio 954 Pro | più sanguinario di quanti efferati tiranni produsse la sua 955 Pro | contino la tassa in denaro effettivo, da gonfiarci le tasche. 956 Pro | suo nero tradimento non ha effetto, se non di cogliere alla 957 Pro | riunite non aveano potuto effettuare, stavano per adempirlo l' 958 II(9) | incontra altrove; ed è arma efficace, e da valutarsi alle strette.~ ~ 959 I(4) | riappare per la minima cagione efficiente, e anche remota, soprattutto 960 VII | orgoglio ascolta e scorge,~ In Egitto, il colosso di Mennone25~ 961 | eglino 962 | Eh 963 Pro(1) | la forza, non son eglino ejusdem farinæ, anche al giorno 964 VII | dalle vette schianta~ Gli elci, e i dirupi sottostanti 965 IV | sicura.~ ~Quindi fra tutti elegge una caterva~ Di compagni 966 Pro(2) | Abbiamo letto un elenco di ventisette torture e 967 Pro | 1359, il popolo insorto elesse a capo Sambucuccio, condottiere 968 Pro | vece è surrogato Ceccaldi, eletto Generale della Nazione.~ ~ 969 VII | martellar d'accette,~ Aprono gli elmi ai liguri signori;~ E luridi 970 II | spoglie~ Dell'uno e dell'altro emisfer.~ ~Dassezzo, coi lor bombardieri,~ 971 Pro | accrescimento. Il vostro naviglio emulerebbe quel di Genova. L'ammaestramento, 972 VII | courte vue~ ~Des rois le suit en vain et le perd dans la 973 Pro | accordo di Cateau-Cambrésis, Enrico Secondo, re di Francia, 974 V | No! risponde Ceccaldi, entra pure.~ «Il cignal che tu 975 Pro | di Pompiliani, che, all'entrata della Bastia, con cinquanta 976 VII | giunge~ Dall'afforzato Calvi entro le mura.~ ~Va in malora, 977 VI(19)| particolarità:~ ~ «Ineffabile era l'entusiasmo dei Corsi. Alcuni furono 978 Pro | Bonaparte.~ ~Dalla casa des Épioux, nel Belgio,~ ~30 dicembre 979 | erasi 980 IV | macigni; altri accende i roghi eretti~ Per bollir olio e liquefar 981 VI | qual celeste arcangelo,~ S'erge una strana donna all'improvviso,~ 982 VII(23)| ammirano interi boschetti. L'erica, o scopa, non disdice a 983 VII | Fanno, tra i mirti e l'eriche fronzute23,~ ~Gravi cadute~ ~ 984 VII | cime.~ ~Il buon Ceccaldi, eroico mio campione,~ Nel ravvisare 985 VI | che spietati fecero~ Dell'eroine nostre aspro governo,~ S' 986 III | armento~ Del suo padrone, sull'erte pendici;~ ~Allor che vennegli 987 VI | decorsi!~ O fortunati che esalaron l'anima~ ~Da veri Corsi!~ ~ 988 Pro | Lombardia, onde contrastare all'esaltazione dell'infante di Spagna, 989 III | stilo alla gola,~ Scannato, esanime, all'altro il congiunge.~ ~ 990 IV(15)| vendicarvi. Adesso ci ha esauditi, i nemici son qui. Credono 991 Pro | durante un mezzo secolo e più, esausta, disperata, derelitta, la 992 Pro | signori, v'avremo soggetti, esausti sì, ma docili.~ ~«Vi sarà 993 V | voglio spianare stamane.~ ~«Escirete di sotto alla gonna,~ «Vigliaccacci? 994 I | montagne,~ Ove spirate, escite a confortarmi,~ E agli ultimi 995 Pro | ai nostri, indusseli ad esclamare ogni qual volta (e occorreva 996 VII | universo, è vanagloria,~ Esecranda se i popoli martoria,~ E 997 IV | Giunto l'istante, vi darò l'esempio,~ «E ingente, se Dio vuol, 998 Pro | L'atroce oppressione esercitata da questi oligarchi, e l' 999 Pro | titolo, senza il menomo esercizio della carica. Un bagarino, 1000 VII | paese~ Che fè sovrano un esigliato umíle.~ Memore dei felici