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Cap.
1 1| In Val Mis'cia.~ ~Il sole era scomparso; una leggera nebbia 2 1| formavano un gruppo nel quale era tutto un discorrere fitto 3 1| sua cognata le rammentò ch'era di turno alla macchina, 4 1| altr'urlo, soffocato... Era già dentro!... E i due piedi 5 1| accennarono tristamente ch'era tutto vero, che gli uomini 6 1| aveva visti; che d'altronde era ora di finirla con quella 7 1| questa ribelle Cristina[5] era un bel pezzo di ragazza 8 1| il garzone del fornaio s'era scordato di portare il pane.~ ~ 9 1| qualche volta, se l'uomo era[7] troppo stanco e aveva 10 1| In casa Rampoldi era pronta la minestra. L'aveva 11 1| il fratello maggiore, che era contadino a podere e aveva 12 1| la minestra dei Rampoldi era la più buona: perchè la 13 1| questo si sapeva. Lei non era che l'asino di casa Rampoldi: 14 1| di casa Rampoldi: moglie era la Virginia, tanto dell' 15 1| sposa legittima di Sandro, era chiamata impunemente l'asino 16 1| sarebbe giovato; Maria non era donna da vendicarsi.~ ~Seduti 17 1| portato da Casorate, dov'era stato quel giorno nella 18 1| di pane bianco non ce ne era più sulla tavola; anzi neppure 19 1| Succedeva così tutti i giorni: c'era avvezza.~ ~Prese la sua 20 1| mangiando un pezzo di polenta. Era l'Annunziata Meroni.~ ~Le 21 1| sorella, l'avete vista?~ ~— Era qui ora. È andata a farsi 22 1| luce grigia del crepuscolo. Era una bella contadina, alta, 23 1| impallidì. Più di una volta le era capitato di sorprendere 24 1| senso al primo udire le era rimasto oscuro. L'asino 25 1| che lei portava il basto. Era un insulto dunque? Volevano 26 1| casa di suo marito, che era la sgobbona e nulla altro? 27 1| stata lei. Mi ha detto che era un galantuomo, un lavoratore, 28 2| grande cucina dei Rampoldi era quasi tutta immersa nell' 29 2| non rispose. La commozione era troppo grande in lei perchè 30 2| andato a dormire nel fenile. Era tanto stanco! Anche noi 31 2| s'alzò e accese un lume. Era impacciato e non poteva 32 2| colpa fosse stata sua.~ ~Era fatta così.~ ~Sandro uscì 33 2| voltarsi.~ ~* ~ ~La notte era cupa e diaccia.~ ~Il mucchio 34 2| dei Rampoldi!... Già, lei era l'asino. Doveva essere un 35 2| cognato!... E lei non s'era accorta di nulla in dieci 36 2| una sorta di slancio.~ ~Era un bell'uomo il cavallante 37 2| fissi in quell'uomo, che era suo marito, e non le apparteneva 38 3| più che quell'anno tutto era andato bene e il bel tempo 39 3| più propizio, se il grano era seminato e il fieno messo 40 3| obbediscono.~ ~Tutta Val Mis'cia era in moto. I fratelli Rampoldi 41 3| sempre fatto il bifolco ed era il contadino del più grosso 42 3| cavalli.[31]~ ~Ma Pietro era dappertutto. Appena un campo 43 3| dappertutto. Appena un campo era finito di arare, egli si 44 3| lavoratori.~ ~L'annata si era messa così bene!...~ ~E 45 3| momento.[33]~ ~Ma ella non era così attenta quel giorno. 46 3| ansioso il suo Sandro. Dov'era?... perchè non riesciva 47 3| discernerlo? Nessun lavoratore era come lui alto; nessuno aveva 48 3| chiesa di Gel!... Ah! egli era andato incontro alla Virginia 49 3| crepacuore?... La Virginia s'era fatta più superba che mai 50 3| toccato il cuore... Sandro era buono, religioso... E sarebbe 51 3| magari in America!... Lei era pronta a tutto...~ ~Sì, 52 3| prevenire don Giorgio. Questo era il solo mezzo. Lei non avrebbe 53 3| Meroni osservò seriamente che era sempre meglio prendere la 54 3| testa al Signore perchè c'era la casa da ripulire e mille 55 4| IV.~ ~ In Confessione.~ ~Era il giovedì santo.~ ~I drappi 56 4| 46]~ ~Anche nella chiesa era un bisbiglio sommesso, un 57 4| inginocchiato ai suoi piedi. Era la sua una eloquenza semplice 58 4| mentre l'istante appresso era un torrente precipitoso 59 4| stessa indulgenza di cui egli era così largo verso di loro.[ 60 4| di don Giorgio Castellani era la Cristina Scaramelli, 61 4| Per amore di lei, egli s'era preso al servizio il vecchio 62 4| quegli occhi, perchè lei pure era trascinata da una forza 63 4| Ma che!... Un santo era!...~ ~E se la parola non 64 4| benissimo a partire, che era il suo dovere, che Dio l' 65 4| aveva patito così dacchè era al mondo.~ ~Tutta la notte 66 4| il cervello torpido.~ ~Era umano, soffrire a quel modo?... 67 4| temperamento?... Ah! il male era di avere vestito quell'abito! 68 4| vestito quell'abito! Non ci era Dio, nè santi. Si trattava 69 4| avevano indovinato — di questo era certo — non potevano supporre... 70 4| lo compativano, perchè era giovane e con quel temperamento!... 71 4| ora sbadatamente.~ ~Ma dov'era la Cristina? Non si sarebbe 72 4| inginocchiato ai suoi piedi.~ ~Era un mingherlino, traballante 73 4| sua passione?... Non si era bruciato fin dall'adolescenza 74 4| ne desiderava una sola, era peggio che mai!... sarebbe 75 4| scorto la Cristina.[55]~ ~Era inginocchiata in terra presso 76 4| con sicurezza. Sandro gli era sempre parso un buon uomo.~ ~ 77 4| avarizia e la gola. Certo era di quelle egoiste meschine 78 4| toccargli il cuore. Non era un'indole recalcitrante, 79 4| Sandro Rampoldi.~ ~Sandro si era tenuto per ultimo. Segno 80 4| che la battaglia interna era fiera.~ ~Queste sommarie 81 4| scandalo, quell'uomo — che era sempre stato religioso — 82 4| vecchio buontempone, si era accontentato di strapazzarlo 83 4| un poco. Con don Giorgio era un altro paio di maniche. 84 4| quel pezzo di donna che era; quando gli fece intendere 85 4| indovinavano che l'ultimo penitente era lui. E il cuore di Maria[ 86 4| l'opera loro; già tutto era pronto per la deposizione 87 4| sente salire. La speranza era tutta per lei; la speranza 88 4| ultimo penitente. La vittoria era stata completa: Sandro aveva 89 5| pallida dal viso rigonfio, che era più vicina al campo della 90 5| la disgraziata che non c'era avvezza. E si buttò a terra 91 5| imprecazioni, e quella che le era più vicina si rimetteva 92 6| lunga, affilata, da signore. Era un bel giovinotto, ai primi 93 6| Nessuno le rispose. La casa era vuota; don Giorgio zappava 94 6| fornelletto, ma la cucina era in un disordine spaventevole. 95 6| pensiero nitido, luminoso le era passato nella mente come 96 6| baleno: da ora in poi la casa era sua; ci avrebbe pensato 97 6| indietro e guardò meglio.~ ~Era lui veramente. La lunga 98 6| saziarsi dal contemplarlo. Com'era diverso[77] da quando lo 99 6| superiorità troppo alta. Era un bel giovane, forte come 100 6| che son qui a zappare! lei era assorto come il solito e 101 6| vigore zappava!... O dove era andato a pescare tanta forza, 102 6| e pazzamente desiderato, era giunto, e che non stava 103 6| con gli occhi, che non gli era parsa mai tanto bella.~ ~— 104 6| tono di scherzo:~ ~— Se era innamorato, povero diavolo!... 105 6| saperne di lei... E lei s'era quasi offerta!... Che vergogna!...~ ~ 106 6| soavemente l'atroce febbre da cui era arso.~ ~Finita la lotta! 107 6| tentato l'impossibile. Ora era vinto... vinto e felice.~ ~ 108 7| asprezze del destino non era forse più suscettibile della 109 7| impossibile che dovesse durare: era tanto avvezza a piangere!~ ~ 110 7| non gli chiedeva mai dov'era stato nè cosa aveva fatto. 111 7| neppure se il marito tardava; era tanto occupata, aveva tante 112 7| Anche quella sera Sandro era fuori. Attaccato il cavallo 113 7| Attaccato il cavallo se n'era andato via: per ordine del 114 7| commozione insolita.~ ~Che cosa era stato?~ ~Nulla. Uno sfavillamento 115 7| materia infiammabile non era pronta. Ma i poveri contadini, 116 7| che si avvicinava. Certo era il suo Sandro.~ ~Ma prima 117 7| gesticolando e borbottando forte. Era suo padre: Marco Scaramelli.~ ~ 118 7| qualche cosa di brutto era avvenuto a Gel, alla Cura. 119 7| adesso si accorgeva che era un ubbriacone; adesso, perchè 120 7| assicurargli il pane, già che la si era data a quel bel mestiere, 121 7| curiosità malsana.~ ~Egli era spaventevole e grottesco. 122 7| farlo tacere. Capiva che era impossibile. Ma quando vide 123 8| pensieri del prete, egli era ritornato[96] su' suoi passi, 124 8| indagatori del pubblico.~ ~Non era uomo da crogiolarsi nelle 125 8| non può fare strada.~ ~Era tutto di un pezzo.~ ~Se 126 8| non fosse stata quella che era — una creatura, cioè, tutta 127 8| bivio crudele, in cui si era messo, di dover abbandonare 128 8| massima disinvoltura.~ ~C'era una vittima di più nel mondo: 129 8| fatto ad un nostro simile? Era la sua squisita delicatezza 130 8| La giovine che gli si era abbandonata, non aveva più 131 8| più che lui al mondo; egli era responsabile di quell'anima, 132 8| per lei. Su questo, nulla era da mutare. Ma... non poteva 133 8| eterno. Una grande tristezza era in lui. Capiva d'essere 134 8| positivisti, nei quali la fede era caduta a poco a poco sotto 135 8| povero prete campagnuolo, ciò era terribilmente difficile.~ ~ 136 8| sua fede illanguidita non era più che un miraggio, un 137 8| superiorità che mi attribuivo era falsa: sono un debole uomo.» 138 8| destato delle diffidenze? Era tanto facile: un prete!... 139 8| qualcosa di troppo azzardato era giunto agli orecchi dei 140 8| indicava che il reverendo era un intelligente cultore 141 8| cadeva; l'ultimo dubbio era vinto.~ ~Uno strano sorriso 142 8| Vinto! Ma questa volta era lui che vinceva. Gli occhi 143 9| bocca, Marco Scaramelli era scomparso.~ ~Morto. Morto 144 9| sapevano. Ma Pietro non era in casa; e la Virginia doveva 145 9| incapace di moversi.~ ~Ma dov'era andato poi?... Uhm!... Chi 146 9| presenza del vecchio in casa era una salvaguardia per lei 147 9| maldicenza. Ma il Melica era un eresiarca inasprito dalle 148 9| da quello scettico che era, canzonava gli uni e gli 149 9| ci guardi, sicuro; forse era ubbriaco; ma laggiù dicono 150 9| con garbo in un panierino. Era nervosa, agitata e tutta 151 9| quello sciagurato uomo era suo padre!...~ ~Giustamente 152 9| mutava alla terribile verità: era il padre suo quell'uomo; 153 9| quanto aveva patito!... E era suo padre!~ ~Questo pensiero, 154 9| ebbe un altro scoppio. Non era meglio sfidarli, rischiar 155 9| giovine. Piangevano insieme.~ ~Era quasi notte. I rumori cessavano. 156 9| finestra, l'aprì. Il sagrato era quasi vuoto; pochi curiosi 157 9| Il convoglio funebre era ancora in cammino, egli 158 9| per convincersi che non era impazzito.~ ~— Parlo di 159 10| contadini scrollavano il capo.~ ~Era il flagello! Dio li puniva. 160 10| blandizie.[126]~ ~Sandro, che si era lasciato riprendere dalla 161 10| fatto senza interesse, era in certo modo un compenso 162 10| con poco olio di linosa, era spesso composta di riso 163 10| medico rampognandola.~ ~Era forse vero.~ ~A ventiquattro 164 10| padrone della Cascina Grande era stufo, e che aspettava soltanto 165 10| che se lo teneva ancora, era per lei, soltanto per lei; 166 10| maternità. Dunque.... tutto era finito.~ ~— Ha voluto che 167 10| Si sentiva vecchia, e non era mai stata così bella. La 168 10| accorgeva neppure, come non s'era mai accorto, di avere al 169 10| rendevano carissima a tutti. Era la consolazione di quelli 170 11| cure più intelligenti, non era cieco, nè ingiusto, nè reso 171 11| sentite raccontar tante, quand'era studente, di giovani medici 172 11| buon occhio, ed egli non si era fatto pregare; ma non valeva 173 11| amore.~ ~Da qualche tempo era ridotto a sognare una piccola 174 11| disgraziati!~ ~Dopo tutto non era soltanto codesto. Le orgie 175 11| renitenti allo studio. Non era quello che gli ci voleva, 176 11| un giorno la Cristina gli era parsa una salvezza. Un bel 177 11| essa non l'avrebbe seccato, era troppo altera.~ ~Ma don 178 11| la bizza del medico si era quietata. Sposarla?...~ ~ 179 11| no, davvero! Se quello era il patto, meglio niente. 180 11| maggiore intimità, egli si era penetrato, quasi senza avvedersene, 181 11| risata. In fondo però, non era lontano da[139] una certa 182 11| riconoscere che quella non era soltanto una «stupenda materia» 183 11| epicureismo cinico, che era una parte caratteristica 184 11| bensì per quella mitezza che era l'essenza dell'anima sua. 185 11| troppo stupida. E stupida non era.~ ~Se non che, i mesi passavano, 186 11| attaccava meno.~ ~Tra i malati c'era anche la Virginia, che soccombeva 187 11| una vecchia contadina che era lì ad aspettare.~ ~La vasta 188 11| discosta, ma assai migliore era l'abitazione di Sandro e 189 11| sperando di trovarla. Ma non vi era.~ ~Una giovine macilente 190 11| aspettato il medico poco prima, era in casa presso il suo figliuolo 191 11| tormentato negli ultimi tempi era quasi sopito. Ben altro 192 11| cuore adesso; ben altra cosa era la sottile tristezza che 193 11| infinocchiano!~ ~Ma non potè: era troppo commosso.~ ~Volle 194 11| dolcemente chiedendogli scusa. Si era fatta rossa e aveva delle 195 12| il più infelice dei tre, era Sandro. In casa propria 196 12| a un giovine signore che era stato il suo primo damo. 197 12| mostrando però a tutti che egli era cosa sua e non poteva staccarsi 198 12| eterne querimonie. Per lui era ridotta in quello stato! 199 12| voleva finirla così! Ah! era un bel vigliacco!~ ~Perchè 200 12| non parlarne più! Si, lui era stato debole, ne conveniva; 201 12| bella e giovine non gli era mai piaciuta, a lui — ma 202 12| modo; e poi anche perchè si era confessato e don Giorgio 203 12| disprezzato per questo.~ ~Non era ritornato a lei quasi subito?...~ ~ 204 12| quasi subito?...~ ~Non si era messo a rischi incredibili?[ 205 12| al confessore?...~ ~Non era stato abbastanza traditore, 206 12| da lui? Lo dicesse, egli era pronto a tutto. Ma finisse 207 12| tratto scattava.~ ~Già! lui, era un gran brav'uomo! Lui, 208 12| alla ganza! Oh! si, lui, era un bravo uomo!... Aveva 209 12| davvero! Non si ricordava com'era ritornato?... Chiamato, 210 12| voleva bene per davvero, si era tutta commossa, e non aveva 211 12| chiamare al soccorso; e si era lasciata prendere... piangendo 212 12| ginocchio, lei che non c'era avvezza! con quel sole in 213 12| non sentisse!...~ ~Così si era buscata il male, così le 214 12| buscata il male, così le era venuta l'infiammazione — 215 12| dentro, e a forza di sudore era diventata debole debole 216 12| rossa e grassa come lei era! Volerla far passare per 217 12| Carogne!... Delicata era; sicuro; delicata; non nasceva 218 12| come loro, per questo. Lei era nata un pochino meglio; 219 12| Per sua disgrazia... era capitata in quel paese da 220 12| bacio che non sempre gli era concesso.[161]~ ~ ~ ~ 221 13| manifestò in lei per l'uomo che era stato il suo amante; e con 222 13| nessun capro espiatorio era là. E la sua esasperazione 223 13| conto del padrone, non s'era fatto vedere in tutto il 224 13| un prolungato torpore.~ ~Era distrutta adesso: un vero 225 13| cadere su uno sgabellotto che era là accanto al letto, e stentamente, 226 13| sembrava bella perchè vi era entrato fanciullo coi suoi — 227 13| l'aveva abbandonato, ed era quindi la colpa di tutto, 228 14| poichè, dopo la grandine, era venuta giù un'acqua diluviale. 229 14| Melica, vecchio e sparuto com'era, minacciò di strozzare quel 230 14| morir di fame qua o là era lo stesso!~ ~Il sole, appena 231 14| notizie dei dintorni. Il danno era vasto. Il temporale aveva 232 14| altri; mentre sull'«isola» s'era proprio accanito.~ ~Il grosso 233 14| grosso podere dei Rampoldi era specialmente rovinato; neppure 234 14| vecchio Melica.~ ~Pietro era irriconoscibile. Pareva 235 14| sapeva?... Oh bella! non era lecito guardare in faccia 236 14| occupava. Egli non vi badò; ci era avvezzo.~ ~Staccò dal muro 237 14| cassetto della credenza. Ve n'era abbastanza per una carica. 238 14| portato su nella notte. Era quasi piena. Se l'accostò 239 14| nel delirio della notte si era buttata adosso a lui, pendeva 240 14| rendersene conto, sentì ch'era sempre bella; si chinò su 241 14| su lei; la baciò. Ah! Com'era fredda! Nuove lagrime gli 242 14| camera. E pensava ch'ella era morta in peccato, con quel 243 14| pentirsi. Oh! il fucile era buono, ed egli mirava bene!~ ~ 244 14| se falliva! Ma il braccio era saldo: il colpo avrebbe 245 14| doveva arrivar presto perchè era domenica, e perchè sapeva 246 14| Fratelli!... Da molto tempo si era abituato a non vedere che 247 14| sviluppata in alcuni — mancava od era debolissima nel povero bifolco. 248 14| nella misera vita, il passo era breve assai. In ogni modo 249 14| un dubbio.~ ~Il suo animo era preparato di lunga mano. 250 14| ribrezzo, tanto la coscienza si era già abituata a considerare 251 14| testa alta, come il solito. Era serio, ma non troppo abbattuto. 252 14| cognata è morta stanotte!~ ~Si era fatto pallido il povero 253 14| dimenticherò mai... mai!...[185]~ ~Era sincero.~ ~Ma insieme a 254 14| delle ombre.~ ~... Oh! si, era un bene che fosse morta!...~ ~ 255 14| lasciato il reggimento; lei era sposa da dieci mesi. Che 256 15| rispondere alla domanda che si era fatta.~ ~Guardava in fondo 257 15| breve sfolgorìo del tramonto era scomparso. Le nuvolaccie 258 15| povero Sandro.~ ~L'uscio era socchiuso, secondo il solito. 259 15| Fortini che lo rimpiazzava era un ottimo uomo.~ ~— Lo credo... 260 15| retta a quel capriccio.~ ~Ma era veramente un capriccio?~ ~ 261 15| è toccato!...~ ~Ella non era disposta a intenerirsi sopra 262 15| Ma sua sorella... oh! era tutt'altra cosa!...~ ~E 263 15| di quella lontananza, si era sentita così sgomenta che 264 15| fare l'impiegato; Cristina era come un pesce fuori dell' 265 15| sera appresso, il posto era pagato. Due giorni soli 266 15| strano istinto di elevatezza era nell'animo suo!~ ~La guardava 267 15| amerò sempre.[203]~ ~Ma non era vero. Quegli occhi gli dicevano 268 15| occhi gli dicevano che non era vero.~ ~Che cosa provava 269 15| dell'anima femminile.~ ~Era una creatura superiore quella 270 15| levò per andarsene. Non c'era altro da fare.~ ~— Ti ricorderai 271 15| Maria!... Povera Maria!...~ ~Era sdegnato con se medesimo. 272 15| cuore semplice; perchè non era un uomo saggio. Perchè intendere 273 15| l'aveva desiderata!...~ ~Era egli certo di non desiderarla 274 15| domestica stalla.~ ~Ah! il male era nel cuore, reso impotente[ 275 15| bestia per isfamarsi: Maria era ricca in confronto di lui.~ ~ 276 15| confronto di lui.~ ~Che cos'era lui in fine?...~ ~Un gaudente 277 15| Oh! se si conosceva!~ ~Era destinato a impazzire — 278 15| fiatava: la macchina sola si era messa a strepitare come