IntraText Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText | Cerca |
Bruno Sperani Tre donne Concordanze (Hapax - parole che occorrono una sola volta) |
grassetto = Testo principale Cap.grigio = Testo di commento
1 | 100 2 | 101 3 | 102 4 | 103 5 | 104 6 | 105 7 | 106 8 | 107 9 | 108 10 | 109 11 9| canzonava gli uni e gli altri.[110]~ ~La Cristina non osava 12 | 111 13 | 112 14 | 113 15 | 114 16 | 115 17 | 116 18 | 117 19 | 118 20 | 119 21 | 120 22 | 121 23 | 122 24 | 123 25 | 124 26 | 125 27 | 126 28 | 127 29 | 128 30 | 129 31 | 130 32 | 131 33 | 132 34 | 133 35 | 134 36 | 135 37 | 136 38 | 137 39 | 138 40 | 139 41 | 140 42 | 141 43 | 142 44 | 143 45 | 144 46 | 145 47 | 146 48 | 147 49 | 148 50 | 149 51 | 150 52 | 151 53 | 152 54 | 153 55 | 154 56 | 155 57 | 156 58 | 157 59 | 158 60 | 159 61 | 160 62 | 161 63 | 162 64 | 163 65 | 164 66 | 165 67 | 166 68 | 167 69 | 168 70 | 169 71 | 170 72 | 171 73 | 172 74 | 173 75 | 174 76 | 175 77 | 176 78 14| dormisse. Tremò e inciampò.[177]~ ~— Sacr...! Se mi scatta 79 14| parte dove dormiva lui, su[178] una seggiola di paglia. 80 14| Dicevano quegli occhi:[179]~ ~— Ammazzalo! Ammazzalo! — 81 14| avrebbe colto nel segno.[180]~ ~Sandro doveva arrivar 82 14| aspettare pazientemente.[181]~ ~La lunga attesa non doveva 83 14| trasporto di passione — immagine[182] che avrebbe fatto impazzire 84 14| animo, chiarori crepuscolari[183] della coscienza; i quali 85 14| e l'odio saliva, saliva.[184]~ ~Il suo grosso orologio 86 14| dimenticherò mai... mai!...[185]~ ~Era sincero.~ ~Ma insieme 87 14| accordo... come un tempo...[186]~ ~E risparmiato un po' 88 14| di Firenze e di Palermo.[187]~ ~Mettendo il piede nella 89 14| farsi vedere a fuggire...[188]~ ~Prese il suo coraggio 90 16| SPERANI~ ~Nell'Ingranaggio, 1885.~ ~Bruno Sperani ha dettato 91 16| 5]~ ~Numeri e Sogni, 1887.~ ~Fin da quando leggevo 92 16| L'Avvocato Malpieri, 1888.~ ~In tutto il romanzo di 93 16| 16]~ ~ ~ ~Nella Nebbia, 1889.~ ~Sono semplici intermezzi, 94 14| lastrico fangoso della cucina.[189]~ ~ ~ ~ 95 16| Il Romanzo della Morte, 1890.~ ~Titolo grave, tetre pagine, 96 16| 29]~ ~ ~ ~Eterno Inganno, 1891.~ ~Mentre sta attendendo 97 15| pensava egli riandando[190] su i discorsi fatti col 98 15| diveniva acuto, pungente.[191]~ ~— Maria!~ ~Gli pareva 99 15| signori, di gente colta, di[192] qualche bella donnina... 100 15| cielo. Le vecchie casupole[193] riapparivano nel loro colore 101 15| stai?... Meglio mi pare.[194]~ ~— Sì, sì... Ho ricominciato 102 15| tanto tempo, si ha sempre[195] il cuore grosso... E a 103 15| di stupore e d'angoscia.[196]~ ~— Non parliamo di queste 104 15| tardi, figliuola mia!...[197]~ ~— Troppo tardi?... Oh 105 15| bene e sono felici... Ma...[198]~ ~— Ma?...~ ~— Senti, ascoltami 106 15| occhi, facevano invidia...[199]~ ~— La più disgraziata 107 15| Castellani non aveva preso[200] quella risoluzione alla 108 15| dottore per cambiar discorso.[201]~ ~— No. Come!... Ha già 109 15| profondamente, e lo inteneriva.[202]~ ~Povera Maria!... Come 110 15| mia vita. Ti amerò sempre.[203]~ ~Ma non era vero. Quegli 111 15| riflettere. Poi si riscosse, e[204] con la voce rotta da una 112 15| empì la stanza di fumo.[205]~ ~Il dottore le andava 113 15| qualche cosa di simile.[206]~ ~Quasi senza sapere, trascinato 114 15| scorrevano in fondo al suo[207] cuore, ma gli occhi rimanevano 115 15| compresa, ammirata, amata[208] da scienziato che sa e 116 15| nel cuore, reso impotente[209] dal cervello analizzatore 117 15| vecchio impenitente — per[210] qualche femminuccia abituata 118 15| mondo, non è che per loro.[211]~ ~E più tardi, nell'ultimo 119 15| la perversa Virginia...[212]~ ~Ma un'altra immagine 120 15| strepitare come un uragano.[213]~ ~— Cantiamo! — mormorò 121 15| di picchiare i suoi pugni[214] pesanti su qualcheduno, 122 15| o pugnando si morrà!»~ [215]~ ~le donne, trascinate 123 | 32 124 | 33 125 | 34 126 | 35 127 | 36 128 | 37 129 | 38 130 | 39 131 | 40 132 | 41 133 | 42 134 | 43 135 | 44 136 | 45 137 | 46 138 | 47 139 | 48 140 | 49 141 | 50 142 | 51 143 | 52 144 | 53 145 | 54 146 | 55 147 | 56 148 | 57 149 | 58 150 | 59 151 16| nella sua più bella fase al 5o ed al 6o capitolo. Lì c' 152 | 60 153 | 61 154 16| Ghisleri.~ ~ ~ ~Queste 619 pagine, che io dichiaro 155 | 62 156 | 63 157 | 64 158 | 65 159 | 66 160 | 67 161 | 68 162 | 69 163 16| più bella fase al 5o ed al 6o capitolo. Lì c'è tutta l' 164 | 70 165 | 71 166 | 72 167 | 73 168 | 74 169 | 75 170 | 76 171 | 77 172 | 78 173 | 79 174 | 80 175 | 81 176 | 82 177 | 83 178 | 84 179 | 85 180 | 86 181 | 87 182 | 88 183 | 89 184 | 90 185 | 91 186 | 92 187 | 93 188 | 94 189 | 95 190 | 96 191 | 97 192 | 98 193 | 99 194 16| convincere che la Sperani à una forza ed un'audacia 195 16| Beatrice Speraz, anzi l'abate Don Paolo e Fausto vorrebbero 196 11| dalle nuvole biancastre, abbaglianti la vista, che velavano il 197 16| amore della sua Argia, si abbandona con lei all'amore e alla 198 12| avevano ammazzata!... Si, abbandonandola così, epperò condannandola 199 14| Quella grande calma sembrò abbandonarlo, allorchè, appena uscito 200 3| tratto in tratto parea che s'abbandonasse come spossata sul bastone 201 9| pretenderebbero che io ti abbandonassi. A questo prezzo mi perdonerebbero 202 16| scientifico si faccia strada, e, abbandonatesi le vecchie rotaie del romanticismo, 203 15| risponde del domani. Non l'abbandonerei mai però; le farei uno stato...~ ~— 204 15| vera felicità questa che tu abbandoni. La vita non ti offrirà 205 16| scioglie logicamente nell'abbandono e nel suicidio, spintovi 206 16| d'un interesse che non si abbassa mai, è d'una lettura facile 207 15| facesse, non poteva che abbassarla. Fatalità della vita.~ ~ 208 6| sentiva che nulla poteva abbassarlo, e il profondo rispetto 209 6| anelante si alzava e si abbassava con un movimento rapido, 210 9| loro e l'avrebbero tirata abbasso per darle una bella lezione.~ ~— 211 9| Sii forte. Non lasciarti abbattere dalla collera che è una 212 4| Una invincibile uggia abbatteva i suoi nervi; e il viso 213 13| al parossismo seguiva l'abbattimento che la faceva rimanere immobile, 214 14| Era serio, ma non troppo abbattuto. Sull'orlo del fosso aveva 215 16| artista non mancano, anzi abbondano: quelle in cui è descritta 216 7| lieti chè il formentone abbondava.~ ~La sera, dopo cena, uomini 217 16| Sono semplici intermezzi, abbozzi buttati giù alla lesta, 218 8| sbaglio: i principî che avevo abbracciati, non mi soddisfano più;» 219 15| sarei andata a Pavia avrei abbracciato mia sorella.~ ~— Hai ragione. 220 8| questa bellezza ideale; e abbracciò con entusiasmo la mistica 221 4| ripugnanza. E la sua bella faccia abbronzata, dai lineamenti severi e 222 1| freschissimo, sebbene già un po' abbronzato dal sole e dalle intemperie, 223 9| una debolezza. Sono poveri abbrutiti, poveri illusi; credono 224 13| Nella stanza accanto, abitata in addietro da Sandro e 225 10| padroni ve n'ha ben pochi che abitino[125] in quelle campagne; 226 14| Da molto tempo si era abituato a non vedere che il nemico 227 15| anni di vita con le annesse abitudini e i tenui affetti, gli mettevano 228 6| la vita, qualunque cosa accada!...~ ~L'aveva trascinata 229 7| che con voi stesso.~ ~Come accade in casi simili, tutti si 230 16| interessante.~ ~Nel leggerlo mi è accaduto spesso una cosa curiosa. 231 16| Sin dalle prime pagine, lo accampa, determinata, mette di fronte 232 9| erano in prima fila, le più accanite.[115] E la Virginia Rampoldi 233 13| una giornata tra le più accascianti, nella camera bassa, sotto 234 6| mozzicone del sigaro e ne accendeva uno nuovo, mostrando i denti 235 1| lì altre donne, le quali accennarono tristamente ch'era tutto 236 15| inauditi. Il vecchio Melica, acceso in volto, narrava che i 237 15| probabilità di guadagni accessori.~ ~Con tutto questo, egli 238 16| quale, largamente intesa e accettando tutte quante le modificazioni 239 11| bene. Perchè non doveva accettare lei, con quel marito che 240 10| che non sempre venivano accettate.~ ~Ella fingeva di non sapere. 241 16| esser preso qual'è — ed accettato. E così noi — che non possiamo 242 12| Nulla giovava.~ ~Virginia accettava i doni, esigeva i sacrifici; 243 4| Non poteva che essere acciecato dalla passione, dalla sensualità... 244 9| doveva avere fatta una buona accoglienza al nemico; taluni pretendevano 245 9| amore e di luce non potesse accogliere nessun pensiero fosco.[116]~ ~ 246 9| Rampoldi non aveva voluto accoglierlo. Ma questo nulla mutava 247 8| sue orgie. Nessuna via di accomodamento[100] possibile ormai, nè 248 4| temperamento!... Loro già accomodavano ogni cosa: la terra e il 249 15| ravvivare la fiamma.~ ~— Si accomodi un pochino qui, signor dottore; 250 11| volte agli amici ammogliati, accompagnando la frase con una di quelle 251 9| pacifici aspettavano di accompagnare il morto; ma gli scalmanati 252 1| e di lardo.[8]~ ~Appena accompagnate le bestie nella stalla e 253 15| buon collega, egli lo aveva accompagnato da un luogo all'altro, presentandolo 254 10| dicevano i paesani — per accontentare il fratello e la cognata 255 4| offerta...~ ~— Dovresti almeno accontentarti del vino[54] della mia cantina 256 4| vecchio buontempone, si era accontentato di strapazzarlo un poco. 257 12| medico, indifferente, s'accontentava di sorridere del suo spietato 258 16| ostentata e falsa erudizione accoppiata alle gonfiature, alle goffagini 259 7| ella faceva le viste di non accorgersene e non gli chiedeva mai dov' 260 6| affrettando il passo, quasi senza accorgersi, come sospinta dall'ansia 261 8| sarebbe stato negato; purchè accorresse subito, mostrandosi pentito 262 14| Virginia; ed egli sarebbe accorso per vederla e baciarla un' 263 2| cognato!... E lei non s'era accorta di nulla in dieci mesi; 264 10| neppure, come non s'era mai accorto, di avere al fianco una 265 15| ammirava.~ ~— Maria! — mormorò accostando il suo viso al viso di lei. — 266 15| fastidioso di rimpianto. E accostandosi alla Cascina Grande, questo 267 4| notte, non avrebbe potuto accostarsi alla mensa del Signore... 268 15| chiama... Guardo meglio, mi accosto... Figurati! Riconosco il 269 16| scrittrice quasi sempre accurata, simpatica sempre. Delle 270 4| protestandosi innocente, accusando magari il suo complice per 271 15| secondo lei, il diritto di accusare Sandro, un morto, uno che 272 12| contro la cognata che egli accusava di avergli portata la discordia 273 8| Così, mentre i contadini l'accusavano d'avere cacciato Marco per 274 12| le sue eterne e volgari accuse.~ ~A che punto l'avevano 275 4| E quando don Giorgio lo accusò severamente di essere un 276 11| dei contadini e l'odore d'acido fenico a cui la professione 277 4| posso...~ ~— Hai bevuto l'acquavite?...~ .. Sì... Sono entrato 278 13| rancori e le recriminazioni acquistarono nel medesimo tempo un carattere 279 16| impossibile possa avere acquistato una donna — poichè già voi 280 11| abilmente discorrere, egli acquistava la convinzione che la virtù 281 10| campagnuole, si affinavano, acquistavano, nel languore della malattia, 282 13| medesimo tempo un carattere più acre ed insopportabile. Una vera 283 9| inesplicabile, che andò acuendosi di momento in momento.~ ~ 284 14| contribuivano, forse, ad acuire l'odio per il traditore 285 4| una serie di sensazioni acute, e non analizzate nè analizzabili, 286 11| impregnata di una essenza acutissima che gli serviva a combattere 287 16| arrovellato dalle spine di dolore acutissimo.~ ~(Dalla Rassegna Critica). 288 15| Il Castellani non poteva adattarsi a fare l'impiegato; Cristina 289 11| ombra di un gelso.~ ~Senza addarsene egli affrettò il passo. 290 3| minchione di Pietro non s'addava di nulla. O marito ciuco!~ ~ 291 16| studio è convinto, sincero, s'addentra e scende nella malfida regione 292 8| osservare e di pensare, ma poco addentro nella scienza; per[101] 293 15| completa della campagna s'addiceva alle disposizioni de' suoi 294 14| in viso a lui.~ ~Ei se ne addiede, essendo in sospetto.~ ~ 295 3| trasformazione, le compagne se l'additavano in silenzio.[44]~ ~ ~ ~[ 296 2| mucchio di casupole pareva addormentato. Ma al di là si sentiva 297 13| da poco in Val Mis'cia, addormentava il suo primonato con una 298 1| casa, a giornata finita, si addossava le faccende più gravose, 299 10| sotto al vestito liscio e aderente.~ ~Sandro, tutto assorto 300 11| corrugò la fronte, vicino ad adirarsi.~ ~— Non vada in collera!...~ ~— 301 4| si era bruciato fin dall'adolescenza fissando gli occhi concupiscenti 302 4| circonda; ma senza violenza, adoperando i vezzi, le moine, le astuzie.~ ~ 303 12| della vita in quel corpo adorabile.~ ~Intanto le ore fuggivano; 304 9| tu che sei tanto bella e adorata?~ ~Erano le prime parole 305 16| nel suo scrivere.~ ~Agli adoratori del colore e delle minuziosità, 306 6| fantastico, un semidio; lo adorava; si prosternava dinanzi 307 12| casa dei padroni, che l'adoravano... Per sua disgrazia... 308 4| Alcuni chierici finivano di adornare il sepolcro nella cappella 309 15| gialli e sanguigni, che adornava l'orto del fittabile, brillò 310 14| della notte si era buttata adosso a lui, pendeva tutta da 311 16| quale la donna che l'ha adottata si fa banditrice, più presto 312 4| Un'altra colpa d'amore: un adulterio incestuoso! Caso purtroppo 313 13| torrida di quell'anno, l'afa che prostra le forze, i 314 1| collera dei più malcontenti e affamati.~ ~Si affrettarono a fare 315 15| voce velata:~ ~— Non si affanni per me. Non resto sola. 316 16| giardino tra Fausto e Argia, l'affannosa corsa del Lamberti alla 317 1| spartirsi? Uhm! Un bell'affare! Stando tutti uniti si va 318 12| anima, e raccontava i suoi affari e quelli degli altri, e 319 7| però l'ascoltavano come affascinati da una curiosità malsana.~ ~ 320 | affatto 321 16| tutte le sue qualità si affermano nella originalità della 322 9| qualcosa?... Un ragazzo di Gel affermava di averlo visto sulla strada 323 16| avvenimenti che precedono ed affermo che non se ne potrebbe così 324 16| pudori, l'ha vigorosamente afferrato, lo ha reso, denudandolo. 325 12| mai una parola veramente affettuosa. Che se qualche scintilla 326 15| lasciano condurre da un istinto affettuoso, da un concetto semplice 327 13| La memoria dell'antica affezione, e la riconoscenza pei recenti 328 3| presto! E i falciatori affilavano le loro grandi falci lucenti 329 10| giovani campagnuole, si affinavano, acquistavano, nel languore 330 3| i campi testè seminati, affinchè neppure un grano di semente 331 9| contro di voi sono!~ ~— S'affoghino! mormorò Cristina con una 332 4| ai piccoli occhi grigi, affondati, e intorno alla bocca tumida, 333 13| il suo corpo in sudore, affondava penosamente come in una 334 4| regolarissimi, appariva stirato, affranto: con dei lividori sotto 335 6| risoluzione si rimise a camminare, affrettando il passo, quasi senza accorgersi, 336 2| continuava le sue faccende affrettandosi perchè la compagnia della 337 10| per voi!... Si potrebbe affrettarla avvertendo[131] Pietro di 338 14| contadini che non si erano affrettati a raccogliere il riso melone, 339 1| fossero cattivi; però s'affrettavano a mangiarli verdi, e appena 340 11| Senza addarsene egli affrettò il passo. Ella si levò e 341 7| sghignazzò Marco Scaramelli affrontando il genero e facendolo rinculare 342 9| non ebbe più pace. Voleva affrontare i suoi nemici, faccia a 343 4| pareva una furba da non affrontarsi direttamente.[56] Nessun 344 15| naturale, con i muri sudici, affumicati, rosi da vecchia lebbra.~ ~ 345 6| saperne di lei... ebbene, l'agente d'emigrazione aspettava 346 1| Le donne ascoltavano agghiacciate.~ ~Vi fu un silenzio.~ ~ 347 16| ammiratore, non ho altro ad aggiungere.~ ~(Rivista Contemporanea). 348 14| Tornò a guardare i bovi, aggiunse un po' di fieno anche a 349 15| brusco. Scosse la cenere agglomerata in cima al «virginia» con 350 14| sapeva la Virginia tanto aggravata; più presto ancora per vedere 351 16| lo spastoiarsi da quello aggrovigliamento malsano di tradizioni, di 352 10| predirglielo: lei non saprà mai agguantare la fortuna!~ ~— E la disgrazia? — 353 10| fortuna, se voi non saprete agguantarla, vi sfuggirà.~ ~— Oh! per 354 10| podere che aveva dato quasi l'agiatezza alla famiglia, fino che 355 6| convinzione dell'inevitabile, che agisce, a volte, come una potenza 356 16| contemporanea. L'azione s'agita intorno ad un giornalista 357 15| sporge da un finestrino, agitando le braccia verso di me, 358 9| panierino. Era nervosa, agitata e tutta rossa in viso.~ ~ 359 4| bianca; e la mano affilata, s'agitava per un moto nervoso nella 360 4| e l'ammirazione: l'uomo agognato e l'uomo-dio.~ ~Pallido, 361 16| inteso nel nostro secolo agonizzante; non è una evidente e potente 362 4| impensato, che il prete lo aiutasse ad uscire da quella situazione 363 12| e non ho nessuno che mi aiuti, dacchè mia cognata mi ha 364 9| chiara, una percezione che l'aiutò a sopportare il colpo. In 365 5| cercava di consolarla, chi la aizzava; i più — indifferenti e 366 16| temperata dal ragionamento, e l'ala del destino vi batte robusta, 367 7| col viso bruciato dall'alcool, gli occhi di triglia morta. 368 4| continuato a bruciarsi coi veleni alcoolici che i liquoristi vendono 369 3| avrebbe facilmente delusa, aleggiava intorno alle fronti curve 370 11| del denaro, che tarpava l'ali alla fantasia; e poi, appena 371 16| precedenti volumi: un vivo alito di modernità vi spira per 372 14| quelle circostanze — non si allacciava peranco alla sua mente confusa 373 15| vado!... Il mio destino si allarga; la fortuna comincia a sorridermi... 374 16| storia della lotta dei sensi alleati all'intelletto forte e alla 375 4| pronto per la deposizione allegorica del sacro corpo: i lumini, 376 7| stanche dei battitori si allentavano, e il coro rientrava, a 377 5| dalla gola convulsamente: allentò le braccia e lasciò cadere 378 15| vero. Ma, sai, quando ci si allontana da un paese, dopo tanto 379 6| sè, man mano che andava allontanandosi, la Cristina camminava traverso 380 11| rimasta; le contadine non si allontanano dal marito. Ma intanto, 381 5| Allorchè il padrone pure si fu allontanato, la Virginia si mise a gridare 382 2| di voci confuse[24] che s'allontanavano. Qualche lumicino vagolava 383 6| posseduta... nel delirio delle allucinazioni.~ ~Il sole declinava dietro 384 14| dicevano alcuni contadini alludendo alla piena dell'acque che 385 16| a cui l'autrice sembra alludere più volte, io non comprendo 386 6| dimenticata sul ramo del salice, allungava sempre più la sua ombra 387 4| troppo... campestre, una allusione un po' salace, ella si rivoltava 388 16| dei nostri fratelli d'oltr'alpi.~ ~Ella si riconnette, così, 389 4| filata che scendeva dalle alte finestre.~ ~Di tratto in 390 11| avrebbe seccato, era troppo altera.~ ~Ma don Giorgio gli aveva 391 16| senza caricarne le tinte, nè alterare le proporzioni. L'effetto 392 16| spesso una cosa curiosa. Alternativamente con questo leggevo — Il 393 17| inizio del testo.~ ~ Grafie alternative mantenute:~ ~· Sì / Si~ ~· 394 16| vecchio palazzone nobilesco, altezzosamente vergognosa, è una meraviglia.~ ~ 395 16| il Rodano, lui azzurro e altezzoso, lei bionda e rigida, là 396 16| per salire ai gradi più alti della primavera e poi di 397 15| destinata dalla natura ad un altissimo fine; perfetta di corpo, 398 | altr' 399 16| vasti e generosi ideali altruistici del Tolstoï. Aiutare i sofferenti 400 16| quando questo romanzo si alza fino alla speculazione filosofica 401 6| creatura che aveva osato alzare gli occhi a un amore sacrilego.~ ~ 402 1| fracasso così. Stavo per alzarmi e andare a vedere. In quella, 403 15| tristamente facendo l'atto di alzarsi.~ ~— No, no!... Sta qui. 404 1| stalle, gli altri s'erano già alzati, e di pane bianco non ce 405 16| Morte non è certo il più amabile fra questi, ma torna impossibile 406 8| doveri verso Cristina. Pure amandola appassionatamente, se ella 407 15| vecchio sorriso pieno di amari sottintesi.~ ~— Beati quelli 408 16| da avversione, da un odio amaro, da una ripugnanza invincibile 409 16| più sensibile nel breve àmbito della novella in cui la 410 3| case. E gli uomini pure ambivano di essere liberi per dedicare 411 8| concilio, guidati da una mira ambiziosa, non avessero decretata 412 14| avrebbe tirato il colpo e amen.~ ~E tornava a guardare 413 15| compagna della mia vita. Ti amerò sempre.[203]~ ~Ma non era 414 6| ti voglio... E tu pure mi ami... lo so, lo so, sai...~ ~ 415 9| affezionato alle due migliori amiche della sua povera Giulia, 416 16| come quel povero bambino di Amilcare. L'impressione generale 417 1| ch'è pochina pochina, s'ammala per nulla...~ ~— Un bel 418 1| nulla...~ ~— Un bel comodo ammalarsi quando si vuole!~ ~Ferita 419 7| cartocci vuoti che le si ammassavano intorno.~ ~Le altre donne 420 16| vittima, o per odio che ammassi il colpevole, ogni cosa 421 14| esserci!... Epperò voleva ammazzarlo subito, perchè non gli restasse 422 16| proprio volere.~ ~Anche ammettendo la suggestione ipnotica, 423 9| anima mia! Io non posso ammettere questa morale. Ciò che sarebbe 424 3| contadina dal viso rotondo ammiccando furbescamente. È il prim' 425 11| cominciò semplicemente dall'ammirare quella perfetta corrispondenza 426 15| egli che l'aveva compresa, ammirata, amata[208] da scienziato 427 14| petali grassi che egli aveva ammirati nei giardini di Firenze 428 16| Bruno Sperani, ed io suo ammiratore, non ho altro ad aggiungere.~ ~( 429 15| guardava sempre più commosso: l'ammirava.~ ~— Maria! — mormorò accostando 430 4| bell'ordine. Già le donne ammiravano.~ ~Sonava il terzo segno 431 16| aver fatto cosa insolita e ammirevole.~ ~Il romanzo di Bruno Sperani, 432 16| Uno dei pregi che più ammiro nell'autrice è il senso 433 11| vita di un giovine. Neppure ammogliarsi voleva, come certi suoi 434 11| diceva certe volte agli amici ammogliati, accompagnando la frase 435 4| il confessore si mise ad ammonire quello sciagurato, un po' 436 7| le pannocchie mondate si ammucchiavano alla sua sinistra come[86] 437 12| Invano Sandro e Pietro sempre amorosi, sempre attaccati a quel 438 6| ergeva superbamente sulle ampie spalle, e tutto l'atteggiamento 439 16| trattato con vigore, con ampiezza, con sicurezza di scrittrice 440 2| che parevano stretti in un amplesso.[20]~ ~Egli le aveva passato 441 4| acute, e non analizzate nè analizzabili, ella confondeva in una 442 4| sensazioni acute, e non analizzate nè analizzabili, ella confondeva 443 15| impotente[209] dal cervello analizzatore e dalla sensualità dominante.~ ~ 444 16| tutto ciò che non è pura anatomia del cuore. Opera di donna, 445 9| Forse gli sarebbe toccato andar via; e lei non l'avrebbe 446 1| maniere le sarebbe toccato di andarci; altrimenti sarebbe cascata 447 9| sua salute. Volevo giusto andarla a trovare; ma... Ecco qui, 448 1| queste frasi:~ ~— Voglio andarmene da questo posto! Non la 449 15| mandato i denari perchè andassi a trovarla, e non ho mai 450 15| Marsiglia. E quando la gli andrà bene, si ricorderanno anche 451 1| a farne due parti... Si andrebbe a star peggio dimolto. E 452 13| quest'odio ebbe improvvisi aneliti di ferocia: bramiti di fiera 453 1| Ma che! Via, diciamo l'Angelus piuttosto; suona l'Ave Maria 454 3| disgustarlo; e sopporta le angherie di quell'altra.~ ~La Nunziata 455 10| ostinava a tenerlo, e nulla angosciava tanto il suo cuore di contadino, 456 14| di sè, come in quelle ore angosciose. Rabbrividiva.~ ~Crescendo 457 8| l'anima travagliata dagli angosciosi dubbi.~ ~Ma Dio non l'ascoltava; 458 13| tutti nel medesimo corruccio angoscioso; e a tutti imprecava.~ ~— 459 1| ci va[6] a piedi; ma gli animali e i rotabili d'ogni genere 460 11| qualche collega. Una scintilla animava quel bronzo pallido, di 461 8| benevolmente la mano. Vere anime superiori esistevano nel 462 15| tre anni di vita con le annesse abitudini e i tenui affetti, 463 4| la testa curva, pareva annichilita.~ ~Piangeva forse.~ ~Don 464 2| non l'angoscia gelosa la annichilivano in quella guisa; bensì un 465 4| insetti ronzavano; i passeri annidati sotto il cornicione della 466 12| finalmente al silenzio, esausta, annientata. Ma il suo corpo abbandonato 467 17| mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.~ ~ 468 13| parlare, pensava a stento.~ ~Annottava.~ ~Nella piccola camera, 469 16| edizione. Io non esito ad annoverarlo fra i più interessanti romanzi 470 9| convincere i più scalmanati, annunciando il prossimo arrivo dei carabinieri, 471 3| certi buffi di vento le annunciavano vicine. Presto dunque, presto! 472 10| apparente, il raccolto si annunzia scarso, e i contadini cominciano 473 9| pareva quasi imponente.~ ~Si annunziò subito con grida e fischi, 474 16| suoi capitoli d'amore, di ansie e di morte, svela la morale 475 2| scorgere in lui una certa ansietà e le parve che la guardasse 476 6| signore con ineffabile e ansiosa tenerezza.~ ~Il Castellani 477 4| passione, lo fissarono, ansiose.~ ~Egli non guardò che la 478 4| Cristina volgevano gli occhi ansiosi dalla parte della sagrestia. 479 3| Cercava con l'occhio ansioso il suo Sandro. Dov'era?... 480 10| osando attaccare il suo antecessore, il cui romanzo amoroso 481 14| speranza per non morire, le anticipazioni del padrone: vale a dire 482 16| Il mistero del poeta — di Antonio Fogazzaro, già pubblicato 483 6| avrebbe mai osato dirgli apertamente quanto l'amava. Un momento 484 6| Sempre quando lavorava, all'aperto, dimenticando il suo stato 485 16| una scrittrice!...) può appagarsi nella legittima soddisfazione 486 11| irritati piuttosto che appagati, rimanevano renitenti allo 487 4| odio, e l'occhio sereno si appannava nel segreto timore.~ ~Ma 488 16| certa trascuratezza di forma appare più sensibile nel breve 489 8| diveniva pericolo, e le apparenze avevano una straordinaria 490 16| romanzo, come se ne vedono apparire pochissimi, nella presente 491 11| pratici ed egoisti.~ ~Meno appariscente di Cristina, meno seducente, 492 10| delle forme scultorie che apparivano più eleganti sotto al vestito 493 6| mie stanzette... il nostro appartamento... Ci si sta meglio che 494 4| soldo.~ ~Nell'angolo più appartato, don Giorgio in cotta bianca 495 2| era suo marito, e non le apparteneva più di un estraneo.[28]~ ~— 496 1| dalla casupola da canto, apparve una vecchia mangiando un 497 13| spalle curve[165] di Pietro apparvero quasi subito sopra il livello 498 16| agli occhi di chi legge, appassionando. E dietro, il paesello con 499 16| temperamento artistico mi pare sia appassionato e delicato, tutto slancio 500 7| angoscia, gridi di rivolta, appelli disperati. E quelli che 501 1| Mangiava adagio, senza appetito, il cuore oppresso come 502 3| finchè si trovò davanti a un appezzamento tenuto a prato. Qui si fermò, 503 14| sulla testata del vasto appezzato di granoturco, dove pareva 504 2| stanco! Anche noi ci siamo appisolati qua al tepido; e si cascava 505 16| giudica, che non condanna od applaude alle azioni per sè stesse, 506 8| ed entrare solo, senza appoggi in una società nuova per 507 11| filo tra le dita, il fuso appoggiato allo stomaco, Maria seguiva 508 14| una seggiola di paglia. Appoggiò la spalla sinistra al letto; 509 2| il fazzoletto in capo, s'apprestò ad uscire.~ ~— Dove andate? — 510 13| fieno nelle mangiatoie, e approfittava di quel momento che la Virginia 511 16| forma; non abbia meglio approfondito i caratteri[3] dei suoi 512 1| mano sul capo.~ ~Le anziane approvarono gravemente e tutte s'affrettarono 513 9| riguardi!...~ ~Le anziane approvavano gravemente questa sentenza 514 14| quasi per chiederle la sua approvazione. La guardava con indicibile 515 9| impeto disperato tentò di aprire la finestra. Ma il Castellani 516 3| Appena un campo era finito di arare, egli si legava alla cintola 517 3| guidava per altri campi l'aratro tirato dai bovi, egli attaccava 518 15| trascinate da una forza arcana, si slanciarono. Alla seconda 519 10| contadina con quel senso arcano d'intima poesia che la distingueva.~ ~ 520 7| ridenti, ridiventare freddi, arcigni come nel passato. Del resto, 521 15| padrone stesso, pallido, arcigno.~ ~Nessuno fiatava: la macchina 522 4| la cognata con gli occhi ardenti. Gliela volevano fare dunque, 523 6| confusa, timida, dopo tanto ardimento.~ ~— Andiamo di sopra — 524 16| loro linee generali, con arditezza di tocco; molte macchiette, 525 16| Morte in mezzo alle sue arditezze, è un libro di carità, il 526 12| sue viscere, non erano che ardori fuggitivi subito spenti 527 15| un ricco possidente dell'Argentina, un italiano che aveva dato 528 3| ponticello, si fermavano sull'argine al rezzo.~ ~Gli uomini deponevano 529 3| il lavoro, ella salì sull'arginello e si mise a camminare nella 530 16| con cui maltratta taluni argomenti, che il Dumolard pubblicò 531 16| giornaliera dei personaggi, che l'aridità dell'argomento sparisce 532 15| elegante della sua mano aristocratica, una vera mano di operatore, 533 14| occhi. Si mise a caricare l'arma con molta cura.~ ~Quand' 534 3| semente andasse perduto. Armate di un lungo bastone ferrato, 535 4| guardava di sottecchi, e nell'armoniosa dolcezza del viso bianco 536 12| focolare, si disegnava ancora armoniosamente, con delle linee morbide, 537 12| le bruciava il petto — le arrabbiature l'avevano consumata di dentro, 538 16| tettoia, riposta tra vecchi arredi di casa — della cassa contenente 539 4| pareva che il sangue gli s'arrestasse nelle vene spegnendogli 540 11| baffi neri graziosamente arricciati.~ ~— Di tratto in tratto 541 10| sanno per esperienza che arriva una annata sterile; sembra 542 16| questa soluzione, i due vi arrivano dopo avere attraversato 543 14| segno.[180]~ ~Sandro doveva arrivar presto perchè era domenica, 544 6| ci si metteva dei mesi ad arrivare; e sarebbe[74] morta di 545 2| autunnale.~ ~Le due sorelle arrivarono in pochi minuti su la strada 546 1| Gesù, mio!... Non sono arrivata che a vederla un momento 547 9| annunciando il prossimo arrivo dei carabinieri, e soggiungendo 548 16| disperazione dell'amore, col cuore arrovellato dalle spine di dolore acutissimo.~ ~( 549 12| cuore stretto, la testa arroventata, implorando un bacio che 550 15| sigaro e l'accese... Poi, arrovesciando il capo sui guanciali della 551 11| Sedeva su una carriuola arrovesciata e filava all'ombra di un 552 12| un biondo scuro che le si arrovesciavano sulla nuca in una massa 553 14| selva di capelli scuri, arruffati, spiccavano certi ciuffi 554 6| atroce febbre da cui era arso.~ ~Finita la lotta! Aveva 555 14| martellargli i polsi e una arsura insopportabile in gola. 556 16| convenzioni, di convenienze, di artifici, d'imposture, di vigliaccherie 557 16| punto, non vada esente da artificiosità.~ ~Le figure che spiccano 558 16| semplicità di forma; (piccolo artifizio innocente per costringere 559 16| fotografie dal vero degli artisti del Teatro Milanese. Qua 560 16| tutto il complesso di mezzi artistici e di facoltà creatrice che 561 16| fondo del suo temperamento artistico mi pare sia appassionato 562 16| Dal Convegno).Il conte Arundello.~ ~ ~ ~Ho tracciato l'intreccio 563 16| descrizione del punto ove l'Arve ed il Rodano, lui azzurro 564 16| per cui dall'evoluzione ascendentale del concetto pessimista 565 16| della vita, un concetto ascetico alla Tolstoï, distrugge 566 5| ella gettò la zappa, e asciugandosi il sudore esclamò quasi 567 7| Miracolo se non gli ho asciugata la cantina. Ma allora non 568 15| ma gli occhi rimanevano asciutti, brucenti. L'oscurità quasi 569 7| bene in faccia, con fare asciutto, ma senza collera disse:~ ~— 570 15| 198]~ ~— Ma?...~ ~— Senti, ascoltami con tutta la calma. Scendevo 571 15| sostò in mezzo alla strada, ascoltando a denti stretti.~ ~ ~ ~[ 572 12| orecchie con le mani, per non ascoltarlo.~ ~Ma tutto a un tratto 573 3| e don Giorgio l'avrebbe ascoltata.~ ~Improvvisamente balzò 574 4| dopo di avere lungamente ascoltato, pronunciando appena le 575 8| 99] nella sua casa, unico asilo per lei. Su questo, nulla 576 11| corte. La vecchia, che aveva aspettato il medico poco prima, era 577 1| venne giù brontolando. Io l'aspettavo come tutte le mattine per 578 15| un essere; da poeta che aspira all'ideale felicità; da 579 7| povera anima abituata alle asprezze del destino non era forse 580 10| per le lunghe. E diveniva aspro, inquieto. Per ciò le sere 581 9| tutte le parti il dolore l'assaliva e cresceva, cresceva; l' 582 12| arrendeva. Appena passato[158] l'assalto, ancora tutta smorta e tremante, 583 4| gravata l'anima sua di un assassinio oltre che di tutto il resto, 584 14| ultima volta.~ ~— Cane!... Assassino!... Baciarmi la mia donna! 585 5| del padrone che pure la assava. E le braccia robuste, poderose 586 16| ha uno scopo che bisogna asseguire, e, concepita con serenità 587 9| faceva sentire la sua parola assennata. Qualcuno resisteva tuttavia; 588 11| trovò ancora un pretesto per assentarsi alcuni giorni. Quando ritornò 589 16| sociale, non estetico.» Un'asserzione così recisa stonerebbe riguardo 590 7| Il cavallante esasperato assestò al suo suocero un calcio 591 7| sulla strada, invece di assicurargli il pane, già che la si era 592 16| quella storia di lacrime. Assistete a la passeggiata de' due 593 15| settimana passata, avendo assistito alla partenza di sette poveri 594 16| autrice è il senso di intima, assoluta realtà — sangue e muscoli 595 16| esser dimenticata!...[18]~ ~Assolutamente in quest'ultima novella 596 14| intimo convincimento all'assoluzione completa della seducente 597 4| lesta il vecchio Scaramelli, assolvendolo con una indulgenza forse 598 4| cercare la Cristina e ad assolvere i peccatori. Assolveva tutti; 599 4| ad assolvere i peccatori. Assolveva tutti; ora per un sentimento 600 16| pregiudizii necessariamente assorbiti, sull'istinto autocratico 601 13| all'attacco oscuro dell'assorbito veleno.~ ~Ma nessun altro 602 11| facendo un rumore[143] assordante col suo vecchio telaio a 603 4| vicino, la Virginia pareva assorta in fervente preghiera. Il 604 3| vedevano le cose esteriori, assorti in una dolorosa contemplazione 605 11| sue abili dita andavano assottigliando; ma un leggero tremito rendeva 606 14| spalle gli si erano come assottigliate, ed egli camminava diritto, 607 16| in cui la fattura tecnica assume una maggiore importanza. 608 16| la Natura procuriamo di astenerci dal deplorevole orrore di 609 16| tutto tesi e disquisizioni astratte, meraviglioso per impeto 610 15| probabilmente di sè.~ ~Trasse dall'astuccio di pelle un altro sigaro 611 4| presa su quell'indole molle, astuta, scivolante. Non sedotta, 612 6| E sorrise tra sè dell'astuzia grossolana di quell'incorreggibile 613 4| adoperando i vezzi, le moine, le astuzie.~ ~Non vi poteva essere 614 6| cuore, calmando soavemente l'atroce febbre da cui era arso.~ ~ 615 10| coscienza non totalmente atrofizzata, egli si sentiva sollevato 616 8| delicatezza di gentiluomo? Il suo attaccamento all'onore mondano?... La 617 10| crittogama o filossera, si attaccano alle povere piante; e i 618 10| castigo di Dio.~ ~Non osando attaccare il suo antecessore, il cui 619 16| superiore ad essi stessi, di attaccarsi alla vita e alla felicità, 620 7| quella sera Sandro era fuori. Attaccato il cavallo se n'era andato 621 6| ampie spalle, e tutto l'atteggiamento della persona spirava la 622 14| scrutando le faccie chiuse, atteggiate a una indefinibile espressione 623 16| Inganno, 1891.~ ~Mentre sta attendendo ad un nuovo romanzo sociale 624 15| farmacia dov'erano riuniti ad attenderlo i suoi pochi amici. E la 625 13| pari strazianti per lui, lo attendevano: due perdite irreparabili: 626 16| pseudo-naturalisti francesi, preferì attenersi al metodo de' grands maîtres 627 15| ha avuto le circostanze attenuanti; si è riconosciuto che doveva 628 9| e cresceva, cresceva; l'atterrava, le negava ogni scampo. 629 5| le compagne ancora troppo atterrite, non la incoraggiavano nelle 630 14| pazientemente.[181]~ ~La lunga attesa non doveva stancarlo; la 631 6| prese per le braccia, l'attirò a sè.~ ~— Non piangere, 632 16| felice, da una semplice attitudine ad imitare.~ ~Elda Gianelli.~ ~ ~ ~ 633 10| avrebbe voluto vederla forte e attiva come un tempo, ora che ne 634 2| aveva passato un braccio attorno la vita; e lei gli posava 635 11| tutta la sua vita ne fosse attossicata.~ ~Malinconie di un istante, 636 16| due vi arrivano dopo avere attraversato il calvario, dopo avere 637 14| uscì; accostò l'uscio. Attraversò l'orto e entrò per la piccola 638 15| veramente per lei?~ ~Una grande attrazione, un desiderio ardente, intenerito 639 8| La superiorità che mi attribuivo era falsa: sono un debole 640 11| progetti non trovavano la loro attuazione. Sfinge incomprensibile, 641 4| Soltanto gli occhi parlavano audacemente, accesi dal fuoco dell'amore.~ ~ 642 8| chiamata del Vescovo: Ad audiendum verbum.~ ~Poi una missiva 643 16| opera.~ ~È inutile ch'io auguri molti lettori al Romanzo 644 15| mattina Maria si alzò con l'aurora per andare al lavoro della 645 10| il nuovo curato, un uomo austero, dalla mente ristretta, 646 16| assorbiti, sull'istinto autocratico del maschio. È il romanzo 647 16| lontano, in America; ove l'autocrazia paterna l'aveva mandato. 648 2| qui con noi!...~ ~Come un automa ella si lasciò trascinare 649 14| la schiena con un gesto automatico. Tornò a guardare i bovi, 650 16| fatto di confondere gli autori per modo di credere — Il 651 9| Val Mis'cia.~ ~Intanto le autorità e il medico, giunti sul 652 3| pianura!~ ~La speranza, che l'autunno avrebbe facilmente delusa, 653 16| del Carlino). Avancinio Avancini.~ ~[22]~ ~ ~ ~L'autore volle 654 16| Dal Resto del Carlino). Avancinio Avancini.~ ~[22]~ ~ ~ ~L' 655 9| subito, visto lo stato di avanzata putrefazione in cui si trovava 656 8| belle lettere, e, a tempo avanzato, un'amico indulgente delle 657 6| Piatti sporchi qua e là, avanzi di spazzatura lungo le pareti 658 7| sempre svelto e imponente, si avanzò verso il vecchio e guardandolo 659 4| capitali di contadina: l'avarizia e la gola. Certo era di 660 1| Angelus piuttosto; suona l'Ave Maria a Gel.[17]~ ~S'inginocchiarono 661 | avea 662 7| bestemmie, snocciolate come avemarie.~ ~Chi rideva ancora e chi 663 | avermi 664 | averne 665 | aversi 666 6| Val Mis'cia? Mi parve di avervi vista questa mattina con 667 | avessimo 668 | aveste 669 1| tutto vero, che gli uomini avevan fatto di tutto per salvare 670 | avevi 671 5| e gialla, mentre posava avidamente — ciò[67] che del resto 672 4| luccicava come un disco d'avorio tra i folti capelli neri, 673 | avranno 674 | avremo 675 | avreste 676 11| era penetrato, quasi senza avvedersene, di quella bellezza positiva 677 12| aveva straziato l'anima e avvelenata l'esistenza!~ ~La Virginia 678 15| bandiera~ splende il sol dell'avvenir.»~ ~«Nelle pene, nell'insulto~ 679 11| principio aveva sperato nelle avventure. Ne aveva sentite raccontar 680 16| animata da uno spavento, da avversione, da un odio amaro, da una 681 10| Si potrebbe affrettarla avvertendo[131] Pietro di quello che 682 6| a zappare.~ ~Don Giorgio avvertì subito il rumore del ferro 683 14| fargli male: nessuno poteva avvertirlo. Sarebbe arrivato come sempre, 684 14| forse qualcuno l'avrebbe avvertito della morte di Virginia; 685 8| pratico di queste faccende, avvertiva il giovine che qualcosa 686 14| Egli non vi badò; ci era avvezzo.~ ~Staccò dal muro un vecchio 687 10| a cenare, essa lo vedeva avviarsi verso Val Mis'cia, per lavorare 688 6| con la zappa sulla spalla, avviarvi insieme alle altre...[80]~ ~ 689 15| siccome sapevo che nel treno avviato per Genova erano circa dugento 690 1| dalla sua abitazione per avvicinarsi alla anziana.~ ~— È per 691 7| di una carrettella che si avvicinava. Certo era il suo Sandro.~ ~ 692 3| mosse e adagio adagio si avvicinò al[38] gruppo delle donne, 693 16| consumate mai.[23]~ ~Ma non avviene così. Lamberti guarisce, 694 9| scacciato da lei perchè rubava e avviliva la casa del parroco con 695 5| canzonavano.~ ~Senza altro dire, avvolgendole tutte nella stessa muta 696 13| faccende.[164]~ ~Ella li avvolgeva tutti nel medesimo corruccio 697 16| imposture, di vigliaccherie che avvolgono come in una rete di ferro, 698 8| giovine che qualcosa di troppo azzardato era giunto agli orecchi 699 5| istante, ella fissò gli occhi azzurri, scintillanti, nel viso 700 16| l'Arve ed il Rodano, lui azzurro e altezzoso, lei bionda 701 10| spesso composta di riso bacato; e il grano fermentato forniva 702 15| ravvivare la fiamma con le poche bacchette più che a metà consumate.~ ~ 703 14| Cane!... Assassino!... Baciarmi la mia donna! Portarmi via 704 2| sulla spalla. Forse si erano baciati in quel momento.~ ~Maria 705 12| arroventata, implorando un bacio che non sempre gli era concesso.[ 706 7| e a cui Maria non aveva badato alla prima.~ ~— Vi ha cacciato 707 9| prima a cadere. Perchè non badavano alle loro mamme e alle loro 708 14| ne occupava. Egli non vi badò; ci era avvezzo.~ ~Staccò 709 11| denti[136] bianchi sotto ai baffi neri graziosamente arricciati.~ ~— 710 2| mandava molto fumo e pochi bagliori di fiamma.~ ~Appena entrata, 711 14| non aveva potuto altro che balbettare:~ ~— Morta?!... Morta?!... 712 14| Virginia!... Virginia mia! — balbettava quasi senza sapere.~ ~A 713 7| suscettibile della confidente baldanza che sostiene i fortunati 714 6| passato nella mente come un baleno: da ora in poi la casa era 715 2| qui! — esclamò la Virginia balzando in piedi con un fare semplice 716 5| ammazza!...~ ~La Virginia, balzata in piedi, guardava la[69] 717 15| strappo in quella massa di bambagia sudicia; il disco d'oro 718 9| mesi prima del tempo, una bambina morta; e per poco non morì 719 1| Siamo senza pane!~ ~E i bambini tanto più strillavano: — 720 11| inesplicabile. Il desiderio banale che l'aveva tormentato negli 721 11| davano rilievo anche alle banalità, facendo scintillare i suoi 722 4| uscirle dal petto.~ ~Nel banco vicino, la Virginia pareva 723 15| fitta schiera;~ sulla libera bandiera~ splende il sol dell'avvenir.»~ ~« 724 16| che l'ha adottata si fa banditrice, più presto talvolta e con 725 13| faccia larga dalla folta barba, dalla fronte diritta, che 726 16| Corriere della Sera). Raffaello Barbiera.~ ~ ~ ~Due Case, l'ultima 727 9| delle torcie, e, sopra una barella, portata da quattro contadini, 728 5| fra le pianticelle ancora basse del melgone, cercando un 729 9| del parroco con la propria bassezza: quello sciagurato uomo 730 14| vedendo che non potevo bastare ai lavori! E spogliarmi 731 8| difficile.~ ~A lui sarebbe bastato che i vescovi, riuniti in 732 11| di tasca una pezzuola di batista, impregnata di una essenza 733 14| granoturco, dove pareva che un battaglione di cavalleria avesse galoppato 734 16| e l'ala del destino vi batte robusta, nessun sospetto 735 9| maggior violenza venne a battere appunto contro quella imposta 736 7| che nel mezzo dell'aia, battevano col coreggiato le pannocchie 737 7| le braccia stanche dei battitori si allentavano, e il coro 738 7| seguivano; e dopo poche battute, tutto a un tratto, quasi 739 15| Cantiamo le lodi della Beata Vergine.~ ~— Cominciate 740 3| fatica, e questa sorrideva beatamente.~ ~Oh! anima dannata! anima 741 16| preda a quell'indefinita beatitudine di cui la natura empie il 742 15| semplice della vita!...~ .. Beato don Giorgio emigrante in 743 16| Questo ha capito la signora Beatrice Speraz, anzi l'abate Don 744 1| Tonio della Mora e l'altro becchino che andavano a inchiodare 745 14| controprova, che i visi beffardi e i discorsi equivoci dei 746 14| esposto in tutte le guise alle beffe, allo scherno: sapeva, e 747 11| conteneva sei edifici. Due belli: la casa del fittabile, 748 11| fossi così perfetta. Sei bellissima. Te lo dico io che me ne 749 15| grande sacrificio. Natura di belva e di gaudente raffinato.~ ~ 750 14| facendo ardere delle candele benedette. Molte piangevano; altre 751 4| Giorgio alzò la mano per benedire e mandare in pace anche 752 9| che vado a compiere — la benedizione alla salma di tuo padre — 753 6| egli apriva il cuore alle benefiche sensazioni, libero, calmo: 754 8| caro prezzo un'illusorio beneficio! Maledetti coloro che, svisando 755 16| propria fisonomia.~ ~L. Benevenia.~ ~[16]~ ~ ~ ~Nella Nebbia, 756 4| si metteva a parlare con benevola effusione, curvandosi un 757 9| soggiungevano di avere incontrato il beone mogio mogio, e quasi incapace 758 16| successogli realmente a Bergamo) farebbe credere alle predestinazioni... 759 9| la veste talare, prese il berretto e ritornò nella saletta.~ ~ 760 1| sorda imprecazione, qualche bestemmia smozzicata, bastarono a 761 7| E giù parolaccie e bestemmie, snocciolate come avemarie.~ ~ 762 4| 54] della mia cantina che bevi, di nascosto, oltre quello 763 4| non posso...~ ~— Hai bevuto l'acquavite?...~ .. Sì... 764 11| sprigionava dalle nuvole biancastre, abbaglianti la vista, che 765 14| flosce e inzuppavano la biancheria del letto formando una larga 766 6| quel giovine. La camicia bianchissima, di tela fine, aperta sul 767 4| un bisbiglio sommesso, un biascicamento di orazioni miste a sospiri. 768 16| farla compatire, mentre fa biasimare quel coraggio che desta 769 16| vittoria che la signora Bice Speraz riporta con questo 770 3| bramosa di fecondazione.~ ~I bifolchi e i cavallanti camminavano 771 16| acume e vigore. Una tinta bigia di amarezza predomina in 772 10| Cuciva, filava, custodiva i bimbi malati delle povere donne 773 16| azzurro e altezzoso, lei bionda e rigida, là presso Ginevra 774 12| eleganti. E i bei capelli di un biondo scuro che le si arrovesciavano 775 9| quelle altre neppure. Son birbone!...~ ~— Lasciale gridare; 776 15| sola?...~ ~Intorno a lei bisbigliavano sommessamente di fatti inauditi. 777 16| fosse lunghetta e se non bisognasse leggerla col resto del racconto 778 16| quanto, per farlo, le è bisognato della sua propria vita, 779 16| contraddizioni, le colpe umane. Bisognerebbe esser miopi d'intelligenza, 780 4| comprendere i difetti e i bisogni dei contadini; ma nessuno 781 2| Lei avrebbe preferito un bisticcio, pur di sapere ciò che l' 782 8| perdona; ma ben più per il bivio crudele, in cui si era messo, 783 16| presente miseria, e nel bizantinismo letterario che c'impone 784 11| fossero marito e moglie, la bizza del medico si era quietata. 785 2| traverso i campi.~ ~Una blanda luce si diffondeva nell' 786 3| della Pasqua s'insinuava blandamente negli animi semplici dei 787 10| sfruttarlo con promesse, con blandizie.[126]~ ~Sandro, che si era 788 1| Val Mis'cia rimane come bloccato.~ ~Per questo lo chiamano 789 3| fra due campi mangiando il boccone del mezzogiorno. Tutte guardavano 790 6| guardò intorno. La pentola bollicchiava sul fornelletto, ma la cucina 791 11| il bruciore, la naturale bonarietà dell'uomo spregiudicato 792 7| giovine donna gesticolando e borbottando forte. Era suo padre: Marco 793 14| volete (magari all'inferno) — borbottava il fittabile ghignando nell' 794 16| riservato del treno che va a Bordighèra, rapiti insieme alla vista 795 16| dominanti nelle famiglie borghesi. La lettura degli ultimi 796 16| crudele e corrotta vita della borghesia moderna.~ ~E la battaglia 797 3| due preti da Casorate, don Bortolo e un altro; epperò il mio 798 7| accompagnamento.[89] Pareva il bosco, allorchè urla e scoppia, 799 1| Niente chiesa, niente botteghe, neppure un forno per cuocere 800 15| si drizzò e si voltò di botto.~ ~— Oh! signor dottore!...~ ~ 801 9| si vedevano luccicare i bottoni al lume delle torcie, e, 802 16| Giuseppe Depanis.~ ~Fra i sette bozzetti dell'Eterno Inganno, il 803 6| Casorate a vendere quei pochi bozzoli.~ ~Cristina andò dritta 804 1| focaccia da cuocere sotto la brace.~ ~Un garzone di fornaio 805 7| imponderabile del sotterraneo braciere.~ ~Uno scatto istintivo 806 15| finestre scintillarono come bracieri accesi.~ ~Oh! la campagna! 807 14| per farle cuocere sulla brage.~ ~Qua e là si trovavano 808 13| improvvisi aneliti di ferocia: bramiti di fiera che fiuta il sangue.~ ~ 809 3| alla terra nera, calda, bramosa di fecondazione.~ ~I bifolchi 810 2| caso senza veder nulla, brancolando nelle tenebre. Non sentiva 811 14| verghe; la canape, fatta a brandelli e portata via dallo straripare 812 5| dall'altra parte, e le zappe brandite tornavano a fendere il suolo 813 14| dimenticare...~ ~ ~Questi brani di pensieri staccati — emanazioni 814 16| nella lotta ci lasciano un brano della loro carne, una traccia 815 12| Già! lui, era un gran brav'uomo! Lui, andava in chiesa, 816 12| ganza! Oh! si, lui, era un bravo uomo!... Aveva compassione 817 16| avrebbero ristretto ne' limiti brevi della novella.~ ~Tra gli 818 16| schizzo che nella sua succosa brevità vale molte e molte novelle 819 13| solita fumana serale. Una brezzolina sottile volò via pei campi. 820 16| generale ci è svolto con brillante forma e trattato con vigore, 821 7| se arrivava un tantino brillo — lui che negli anni addietro 822 15| adornava l'orto del fittabile, brillò nel sole. I vetri di alcune 823 12| neri cominciavano ad essere brizzolati; piangeva come un fanciullo.~ ~ 824 6| preti, tutte per loro! — brontolò il dottore masticando il 825 11| Una scintilla animava quel bronzo pallido, di sì mirabile 826 11| buona e pacifica bestia, brucava tranquillamente l'erba ingiallita 827 6| È tanto tempo che mi bruci il sangue... che ti sogno... 828 14| piedi delle sante immagini, bruciando l'olivo portato a casa nella 829 14| morire senza dire «Gesù» e bruciare per l'eternità.~ ~Batteva 830 4| quello avrebbe continuato a bruciarsi coi veleni alcoolici che 831 10| perchè il freddo aveva bruciata la foglia in primavera: 832 15| voluto?... — le domandò bruscamente.~ ~Maria lo guardò coi grandi 833 4| sciagurato, un po' con le brusche, un po' con le buone, convinto 834 13| isfuggire a quella mazzata brutale: la sua povera testa deformata 835 11| sentì più di scherzare così brutalmente con Maria. Cominciava a 836 6| Maledetto paese! Tutte brutte, e le poche belle, scontrose!... 837 11| per le bestie.~ ~Quattro bruttissimi, neri, maltenuti: casupole 838 13| penosamente come in una buca vischiosa.~ ~Sandro, occupato 839 11| e specialmente dacchè si buccinava che fossero marito e moglie, 840 15| nuvole. A un tratto una buffata di vento fece uno strappo 841 3| Ma certi nuvoli, certi buffi di vento le annunciavano 842 3| poco la non mi diede della bugiarda.~ ~Cristina stette un momento 843 8| menzogna; e macchiato col nome bugiardo di vocazione, la eterna 844 11| vederli dal finestrino del suo bugigatolo. Del resto, uomini, donne, 845 14| posteriore, nella cucina, quasi buia e tutta in disordine, per 846 3| questi pensieri, cercando nel buio della memoria un fatto, 847 15| così. La Cristina aveva buonissimo aspetto... Erano tutti e 848 4| detto; ma quello, un vecchio buontempone, si era accontentato di 849 4| per aiutare don Giorgio e buscarsi qualche soldo.~ ~Nell'angolo 850 12| sentisse!...~ ~Così si era buscata il male, così le era venuta 851 14| aveva sentito tutto quel buscherio?...~ ~La finestra è spalancata — 852 12| Aveva certi assalti da buttarla giù come morta.[150]~ ~Pure 853 16| Fratelli, si muore; fate senno; buttate via i pregiudizi che vi 854 16| semplici intermezzi, abbozzi buttati giù alla lesta, con molta 855 9| ma laggiù dicono che si è buttato nell'acqua per disperazione, 856 1| verdi, e appena rossi li buttavano via, mentre avrebbero fatto 857 9| Giorgio, mi lasci andare! Butteranno giù la porta, verranno su; 858 5| non c'era avvezza. E si buttò a terra fra le pianticelle 859 3| mentre puntava il bastone per cacciar sotto due grani, mormorò:~ ~— 860 9| male! Tutto si perdona: ma cacciare il padre, metterlo sulla 861 10| il suo uomo sul fatto per cacciarlo e metterlo in istrada. Oppure, 862 11| capo e le spalle, come per cacciarsi di dosso quell'ossessione.~ ~— 863 3| cilindro, e prestamente lo cacciavano sotto.~ ~Maria Scaramelli, 864 7| raccoglimento; poi, alla prima cadenza, le donne, trascinate, la 865 8| don Giorgio. L'ultimo velo cadeva; l'ultimo dubbio era vinto.~ ~ 866 9| cerca di rane, e pare sia caduto dentro, che Dio ci guardi, 867 16| naturalmente e logicamente.~ ~(Dal Caffaro).~ ~Quadro o bozzetto semplicemente, 868 11| il dottore si trovava al caffè di Gel, o in qualche osteria 869 12| portata la discordia in casa e cagionata la spartizione tra lui e 870 16| dei rimorsi, sentendosi la cagione quasi diretta della morte 871 12| una fune, come un grosso cagnaccio per deriderlo e punzecchiarlo, 872 14| spartizione!... Cane!... No. Caino!... Tu possa morire senza 873 7| assestò al suo suocero un calcio tale che lo fece ruzzolare 874 5| settimana, essendo nelle ore più calde della giornata, che l'aria 875 15| cavallina attaccata al vecchio calesse, andava andava per la campagna 876 8| Non potevano, libato il calice inebbriante, colto il fiore 877 2| si diffondeva nell'aria caliginosa. Si sentiva lo stropiccìo 878 14| annunziava appena nel cielo caliginoso. Sulla campagna rovinata 879 8| elettrica. Riconobbe la calligrafia del vecchio prete suo amico, 880 6| fondo al suo proprio cuore, calmando soavemente l'atroce febbre 881 4| non trovasse il modo di calmarlo, protestandosi innocente, 882 15| signor dottore!...~ ~— Calmati. Ho visto tua sorella...~ ~— 883 15| Pioveva. Il freddo umido gli calmò la febbre.~ ~Sferzò la cavallina, 884 4| per rubarle l'amante, per calpestarla?... E quel vigliacco di 885 12| incredibili?[156]~ ~Non aveva calpestato i giuramenti fatti a Dio, 886 16| dopo avere attraversato il calvario, dopo avere vissuto tutto 887 6| maniche rimboccate, e i lunghi calzoni neri serrati[76] alla cintola, 888 15| gusti ed affetti per un cambiamento di luce, o di prospettiva. 889 11| mesi tuttavia le cose erano cambiate. Il dottore non pensava 890 11| di fortuna, inatteso, non cambiava le cose. Passato quel tempo, 891 8| il dire: «Ho sbagliato: cambio opinione.»~ ~Certo qualcuno 892 9| della casa fra le quattro camerette, due a destra e due a sinistra, 893 4| e la stola, e indossò il camice bianco e i paramenti sfarzosi 894 6| figura di quel giovine. La camicia bianchissima, di tela fine, 895 10| qualche volta alle giovani campagnuole, si affinavano, acquistavano, 896 4| Caso purtroppo non raro tra campagnuoli.~ ~Osservando i due amanti, 897 3| delle primavere, delle campanelline rosate, di tutta la infinita 898 4| all'orologio del vecchio campanile, e ancora don Giorgio confessava 899 8| suo amico, impiegato alla Cancelleria vescovile di Pavia.~ ~— 900 14| palme; facendo ardere delle candele benedette. Molte piangevano; 901 2| rischiarava la strada con una candeletta, una lanterna o un fanale.~ ~ 902 4| fervente preghiera. Il viso candido, i lineamenti dolci, l'espressione 903 14| un vecchio fucile a una canna che suo fratello gli aveva 904 3| fieno coi rastrelli di legno cantando allegramente, nell'eccitante 905 7| intanto lavorava. Lavorava e cantava. La delicata poesia che 906 13| largo letto matrimoniale, il canterano e una vecchia guardaroba 907 3| Cristina fece una grande risata canzonatoria:~ ~— O che credete che le 908 12| della gente, i sarcasmi, le canzonature! Quanto aveva patito e che 909 9| quello scettico che era, canzonava gli uni e gli altri.[110]~ ~ 910 5| di vederla sgobbare e la canzonavano.~ ~Senza altro dire, avvolgendole 911 13| primonato con una monotona canzone.~ ~A poco a poco Pietro 912 8| mancata in lui stesso la capacità di farsi comprendere? Se 913 16| Dalla Lombardia). Ugo Capetti.~ ~ ~ ~Quest'imperfetta 914 3| la mia povera sorella, e capirete da voi quanto soffre quell' 915 16| Letteraria). Depanis.~ ~ ~ ~Si capisce che non sono inventate, 916 15| disgraziata sei tu, non capisci?... Tu che resti qui sola, 917 16| un punto psicologico di capitale importanza, come ad esempio, 918 4| potesse contentare i suoi vizi capitali di contadina: l'avarizia 919 15| vera fortuna.~ ~Non poteva capitargli meglio.~ ~— Ma così all' 920 12| Per sua disgrazia... era capitata in quel paese da cani... 921 1| Più di una volta le era capitato di sorprendere certi sorrisi, 922 11| s'intendeva lui, non ne capitavano da quelle parti. Qualche 923 14| codesti fatti; certo, non capiti.~ ~D'altra parte, impressionato 924 10| che soffrivano.~ ~Una sera capitò nella corte una vecchia 925 16| nel suo genere, un vero capolavoro, e che solo trova un paragone 926 1| fantasma, che passava di là col cappello in mano, pregando e piangendo, 927 12| la pappa, il latte della capra, che il fittabile della 928 12| piantata qui per i suoi capricci!~ ~Il medico, indifferente, 929 16| vivi.~ ~(Dalla Posta di Caprino di A. Ghislanzoni).~ ~G. 930 13| nemico si presentava; nessun capro espiatorio era là. E la 931 16| meglio cogliere il lato caratteristico dei fatti umani, lasciando 932 14| Appena liberato da quella carcassa, Pietro farà bene a emigrare — 933 10| e fame!~ ~Quell'anno la carestia batteva in vari punti della 934 9| vibrante e intenerita sotto la carezza di quella voce che le penetrava 935 8| vituperare dagli amici più cari; ed entrare solo, senza 936 14| n'era abbastanza per una carica. Un lampo di soddisfazione 937 14| balenò negli occhi. Si mise a caricare l'arma con molta cura.~ ~ 938 16| è, nè più nè meno, senza caricarne le tinte, nè alterare le 939 16| valorosissima, parmi che abbia caricate perciò un pochino le tinte 940 10| degli altri, la rendevano carissima a tutti. Era la consolazione 941 16| madri.~ ~(Dal Resto del Carlino). Avancinio Avancini.~ ~[ 942 10| anzi, le giovava. La sua carnagione, imbrunita[129] dal sole, 943 9| mezzo putrefatto, come una carogna... Chi sa quanto aveva patito!... 944 12| passare per tisica, lei?... Carogne!... Delicata era; sicuro; 945 11| stavano alla rinfusa carri e carrette, e aratri, e arnesi d'ogni 946 11| dove stavano alla rinfusa carri e carrette, e aratri, e 947 11| scorse subito. Sedeva su una carriuola arrovesciata e filava all' 948 11| nella corte, saltò dalla sua carrozzella e si lasciò condurre presso 949 2| appisolati qua al tepido; e si cascava uno addosso all'altro, come 950 7| 93] quegli abiti che gli cascavano da tutte le parti: col viso 951 2| Hai una voce!... Oh! caschi, perdio!...~ ~Maria vacillava: 952 1| fondo non è altro che un cascinale.~ ~Niente chiesa, niente 953 11| tanta gente; e in certi cascinali lontani, alcuni poveri contadini 954 15| campagnuolo sciupato dalla caserma — una prostituta nata, come 955 1| desolati di questo mucchio di casette su una specie d'isolotto 956 14| cercò la munizione in un cassetto della credenza. Ve n'era 957 8| dell'amore, vivere vicini in casta amicizia, amanti sublimi, 958 16| con un comizio nel teatro Castelli di Milano, sul suffragio 959 10| preconizzava dal pergamo il castigo di Dio.~ ~Non osando attaccare 960 9| violenza, quindi volontaria o casuale, ed eseguivano le altre 961 16| che corrono, propizi alla cattedra. La morale viene ineluttabile 962 14| di denaro per le annate cattive...~ ~E Maria sarebbe guarita...~ ~ ~ 963 3| fecondazione.~ ~I bifolchi e i cavallanti camminavano al passo presso 964 14| pareva che un battaglione di cavalleria avesse galoppato in lungo 965 8| importanza. Egli però poteva cavarsela con onore, anzi, a dirgliela 966 9| pare che il dottore l'abbia cavata di pericolo. Non si tratta 967 8| identiche circostanze, se la cavavano con la massima disinvoltura.~ ~ 968 14| mormorò Pietro con la voce cavernosa: — è vero! Ma anche la mia 969 5| che l'asino ha rotto la cavezza e se l'è svignata! — mormorava 970 16| dato in balìa al cuore che cede ed al fato che trascina. 971 9| strada e li avrebbe presi a ceffate que' prepotentacci! Ma intendeva 972 12| dottore il male non si poteva celare, ella rimbeccava stizzosa:~ ~— 973 16| della donna vi sia abilmente celata: ma in molte parti essa 974 16| del matrimonio.~ ~Così si celebrano queste nozze che hanno la 975 14| Crescendo l'oppressione, celò il viso contro il guanciale 976 10| vederlo entrare in casa a cenare, essa lo vedeva avviarsi 977 7| Messo in strada co' miei cenci! — E accennava a un fagotto, 978 12| trovava brutto, invecchiato, cencioso. Lo paragonava, con un senso 979 16| evidente da questi rapidi cenni che ne ho fatto, il libro 980 4| ardore segreto; neppure un cenno. Le sue labbra avevano i 981 16| una conclusione — sarà un centone di descrizioni più o meno 982 16| O. Grandi.~ ~[9]~ ~ ~ ~Cercai già di mettere in evidenza 983 8| a quegli uomini?... Come cercarli nell'ingranaggio della vita 984 16| nel pensiero de la morte cercata, formano un quadro magistralmente[ 985 16| di sole! Siate felici e cercate di rendere felici gli altri, 986 16| perfette, ma senza coscienza cerebrale. Nei lavori della Speraz 987 16| l'agonia del Lamberti, la cerimonia nuziale letteralmente commuovono. 988 7| quei petti rozzi, da quei cervelli incapaci di un pensiero 989 12| segnata dalla morte.~ ~Cessata la convulsione dei singhiozzi, 990 9| Era quasi notte. I rumori cessavano. Bernardo aveva finito di 991 9| cosa bella e seria. Domani cesserò di essere prete — e domani 992 9| strada di Casorate, con una cestella di rame sott'al braccio. 993 3| aperti gli occhi. Poi si chetò, non so come, si rassegnò, 994 16| gonfiature, alle goffagini d'un chiacchierio vano e scorretto che vuol 995 15| sento una voce sonora che mi chiama... Guardo meglio, mi accosto... 996 1| speranza di fare qualche cosa, chiamando aiuto con quanto fiato avevo... 997 1| bloccato.~ ~Per questo lo chiamano pure l'isola.~ ~In fondo 998 6| Giorgio non aveva voluto chiamarla; e lei non aveva[75] osato 999 2| il capo!...~ ~Qualcuno la chiamò.~ ~Mandò un urlo.~ ~— Eh! 1000 14| inavvertiti dell'animo, chiarori crepuscolari[183] della 1001 15| fantasmi della notte — le chiaroveggenze dell'anima.~ ~Soltanto nel