Cap.

 1   III|  quello che teneva bottega d'orefice sotto i portici di Po. Non
 2   III|        Sicuro - balbettava l'orefice. - Anzi....~ ~S'era ritto
 3   III|    dichiarò in tono reciso l'orefice. Indi soggiunse: - Perchè
 4     X|           Nella bottega dell'orefice.~ ~ ~ ~Era una domenica
 5     X|      confidenzialmente con l'orefice, esclamò: - Diamine! È così
 6     X|     prezzo?~ ~Questa volta l'orefice arrossì per conto della
 7     X|          Oh Dio - obbiettò l'orefice. - Non vedo...~ ~- Civetta
 8     X|    fresco col ventaglio.~ ~L'orefice ripiegò il foglio, lo rimise
 9     X|    neanche lo stipendio.~ ~L'orefice capì a volo. - Quant'era?~ ~-
10     X|       Altre disgrazie?~ ~E l'orefice interrogò con lo sguardo
11     X|        E se fosse? - gridò l'orefice.~ ~- Se fosse - rispose
12     X|  poco opportunamente.~ ~Ma l'orefice aveva ormai ricuperato il
13    XI|     opposizione del fratello orefice, il quale, alla sua volta,
14 XVIII|  estremi? Perchè Girolamo, l'orefice, ha qui a Torino molte aderenze,
15   XIX| accento di meraviglia. - È l'orefice... Il nome non lo ricordo...~ ~-
16   XIX|    ricordo...~ ~- Ah!... È l'orefice? - ripetè Diana. E un po'
17  XXIV|      X. - Nella bottega dell'orefice~ ~ » XI. - Effusioni epistolari~ ~ »
Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (VA2) - Some rights reserved by EuloTech SRL - 1996-2010. Content in this page is licensed under a Creative Commons License