Cap.

  1      I|    entrato più tardi. E alla riva c’era anche Tita, uno dei barcaiuoli
  2      I|        quelli dell’ultima regata. C’era però questa volta un
  3      I|      Giovine Italia. Intanto oggi c’era la seccatura di vedersi
  4      I|          parlare, ma santo Iddio, c’era proprio bisogno che una
  5     II|    aprivano a destra e a sinistra c’erano dei ritratti di famiglia,
  6     II|     Vienna fosse la più bella che c’era in Venezia.[11]~ ~Mentre
  7     II|        ricevimento, in ogni festa c’è un manipolo di persone
  8     II|          all’imboccatura del rio, c’era un grosso battello che
  9     II|         probabile della gara.[14] C’erano due partiti. Gli uni
 10     II|                Non si capisce.... C’è il sole che confonde la
 11     II|          il Padre Eterno, giacchè c’era troppa distanza tra lui
 12     II|       gondolino N. 4, quello dove c’era Menico Fichetti da Pellestrina,
 13     II|           e sul poco giudizio che c’era a distrarre i ragazzi
 14     II|           davanti al palazzo dove c’erano i padroni e tanti ospiti
 15     II|       quel gruppo di confortatori c’erano anche alcune donnette,
 16     II|    persona assai autorevole — non c’è ragione di tribolarsi...
 17     II|     Saluteripigliò un altro. — C’ero io, c’ero. Bisatto l’
 18     II|    ripigliò un altro. — C’ero io, c’ero. Bisatto l’ha sentito
 19     II|          ammaccato... Che ragione c’era di pigliarlo a calci?
 20     II|        sussurrò qualcheduno — che c’è sior Bortolo.~ ~Infatti,
 21    III|         un secolo a questa parte, c’è in casa nostra tutta la
 22    III|          Notate che in quei tempi c’era ogni tanto la sua brava
 23    III|      testamento di S. E. Leonardo c’è un legato pei poveri della
 24    III| rispondeva: — Sarà fatto. — E non c’era pericolo ch’egli non
 25    III|       cifre dei loro crediti. Qui c’era una bella differenza
 26    III|            interessi dei mutui. E c’era una bella differenza
 27    III|           si dovrebbe vedere. Poi c’è qualche livello che sta
 28    III|         sue spese particolari non c’era da risecare un centesimo,
 29     IV|           da non credersi.~ ~— Oh c’è da scommettere che anche
 30     IV|          aveva ragione. O che non c’erano meglio partiti a Venezia?~ ~—
 31     IV|          poco arrosto. Già quando c’è il vizio del gioco non
 32     IV|          è il vizio del gioco non c’è fortuna che basti.~ ~—
 33     IV|        contessa Zanze, quando non c’era presente la figliuola,
 34     IV|         Camerieri e guatteri, non c’è bisogno di dirlo, cacciano
 35     IV|         figliuoli! Ma i figliuoli c’erano e non conveniva sacrificarli
 36     IV|        questa subordinazione. Non c’era mai stato caso di persuaderlo
 37      V|         leggi Patrizio veneto).~ ~C’è fra gli altri componimenti
 38      V|         gangheri addirittura. Non c’eravamo che la padrona ed
 39      V|     Manzoni era un barbaro, e non c’era scribacchino d’istanze
 40     VI|     rimanere a Venezia quando non c’era nessuno, ma quel soggiorno
 41     VI|        meteorologiche. Quando non c’era neanche una nuvola, quando
 42     VI|           Al caffè della Mira non c’era nessuno che gli tenesse
 43     VI|         insipida con la quale non c’era sugo a perdere il tempo.~ ~
 44     VI|      serve, o le crestaine, o.... c’intendiamo.... chè già un
 45     VI|         la Fenice la sera, quando c’era spettacolo o c’erano
 46     VI|         quando c’era spettacolo o c’erano prove. Poichè il conte
 47    VII|       famiglia. Ah, in verità non c’era che lei che avesse un
 48    VII|      quanto al prender marito non c’era furia, chè un marito
 49    VII|            A ogni modo, di mariti c’era abbondanza; bastava volere.
 50    VII|         sue bizze da principessa. C’era proprio pericolo ch’egli
 51   VIII|         il solito impero. Inoltre c’era ormai di mezzo anche
 52   VIII|          sposare quella sguajata? C’era bensì un tal Menico,
 53   VIII|        fragilità femminile.[81]~ ~C’era un’altra bellezza campagnuola
 54   VIII|         qualcuno ci vede.~ ~— Non c’è anima vivareplicò Leonardo.
 55   VIII|       scrupoli e mille dubbi. Non c’era ragione di mettersi in
 56   VIII|      sopra un canapè. Per fortuna c’era  presente il dottore,
 57   VIII|         il quale dichiarò che non c’erano lesioni pericolose
 58     IX|          prima dello scandalo non c’era che da scegliere fra
 59     IX|         in mano degli usurai. Non c’era che dire, i suoi difetti
 60     IX|      gustare quel po’ di bene che c’era in famiglia. Perchè in
 61     IX|           aprirsi con lui, ma non c’era caso, le parole le morivano
 62      X|      della contessa Zanze, quando c’era qualche malato grave
 63      X|       uffici d’infermiera! Ma non c’era caso; non la lasciavano
 64      X|        stravizzi, di tutto. E poi c’eran stati i falsi amici
 65      X|                L’Italia! Che cosa c’entra l’Italia? — brontolava
 66      X|    brontolava il conte Luca.~ ~Se c’entrasse l’Italia è assai
 67      X|        del nobile Piero Canziani, c’entrava nientemeno che l’
 68      X|        ucciso i fratelli.~ ~— Non c’è giovane di negozioosservava
 69      X|  ritemprarsi in campagna, ove non c’era più da temere della Rosa,
 70     XI|           un’illusione, e che non c’è porto ove ripararsi dalle
 71     XI|           aveva sempre voluto!... C’era della gente che sparlava
 72     XI|     regali convenienti. E poi non c’era una ragione al mondo
 73     XI|       pericoli del matrimonio non c’erano se non che nella fantasia
 74     XI|       stati di manica larga e non c’era che la lustrissima Chiaretta
 75     XI|           buon naso, indovinò che c’erano in aria dei sospetti,
 76     XI|           altri due o tre giorni, c’era da scommettere che sarebbe
 77     XI|   sinistramente all’orecchio, non c’era più illusione possibile,
 78     XI|          illusione possibile, non c’era più spiraglio di luce
 79     XI|      salvezza il convento, seppur c’era un convento che volesse
 80     XI|          rimproveri indiretti che c’erano nelle parole di lei,
 81     XI|           appartato.~ ~— Che cosa c’è? Che cos’è successo? —
 82     XI|         ma[124] in certi casi non c’è mansuetudine che tenga;
 83    XII|           pressi della villa) non c’era modo di levarsi d’attorno
 84    XII|       riparava al mal fatto... ma c’erano le sue obbiezioni,
 85    XII|          le sue obbiezioni, oh se c’erano....~ ~La contessa Rialdi
 86    XII|       prezzo; giacchè per lei non c’era dubbio ch’era tutto un
 87    XII|     continuavano a esser cattivi, c’eran sempre batoste nuove,
 88    XII|          un bel giovinotto.~ ~Non c’è bisogno di soggiungere
 89   XIII|           del culto.~ ~— E quando c’è la religione, — concludeva
 90   XIII|          concludeva monsignore, — c’è l’essenziale.~ ~Però la
 91   XIII|   preferirsi.~ ~Probabilmente non c’era in tutto ciò nulla di
 92   XIII|     vapore del Lloyd per Trieste. C’era a bordo una quarantina
 93    XIV|         della contessa Zanze. Non c’è altra riparazione che il
 94    XIV|         agli scogli della laguna, c’è da scommettere ch’egli
 95    XIV|      Fortunata, ascoltami fin che c’è tempo. Se il consenso di
 96    XIV|          matrimonio in fuori, non c’è riparazione che valga,
 97     XV|          che, dietro a tanto fumo c’era pochissimo arrosto, e
 98     XV|           lire sonanti. Pazienza. C’era di mezzo il decoro della
 99    XVI|         Dio in Venezia, ma finchè c’era qualche osso da rosicchiare
100    XVI|    famiglia s’erano dispersi; non c’era ragione, dicevano, di
101    XVI|        più quella d’un tempo; non c’erano banchetti, non c’erano
102    XVI|        non c’erano banchetti, non c’erano ospiti, ma che ne importava
103    XVI|           adesso.... Ci siamo.... c’è questa creaturina qui....
104   XVII|          e diceva che nella villa c’erano infiniti bisogni, e
105   XVII|       bicchierino. Allora, se non c’era nessuno, egli se la faceva
106   XVII|      benevolenza universale. Però c’era una difficoltà. Bisognava
107   XVII|           Ma, in primo luogo, non c’eran quattrini  pochi 
108   XVII|    qualunque celebrità culinaria. C’era specialmente un manicaretto
109   XVII|         Sue Grassiose Mani.~ ~Non c’erano che poche righe:~ ~
110  XVIII|  disturbati nelle loro scorrerie. C’era però una stanza ove i
111  XVIII|    silenzio che vi regnavano. Non c’era stato neanche bisogno
112  XVIII|         la partenza del cuoco non c’era più caso di veder portare
113  XVIII|        Zanze si dovrebbe dire che c’è una giustizia a questo
114  XVIII|         l’uscio dietro di . Non c’era dubbio pur troppo ch’
115  XVIII|               Sicuramente.... Non c’è nulla che ristori come
116    XIX|      conte Zaccaria in fuori, non c’era nessuno che prendesse
117    XIX|      Bollati;... ma, santo Iddio, c’è modo e modo... est modus
118    XIX|         una fantasia inferma[205] c’era però un sentimento vero.
119    XIX|         poi, quando i Bollati non c’erano più in bottega, principiavano
120    XIX|        Milord.~ ~— Probabile.~ ~— C’è sempre quella gioia del
121    XIX|         del sior Bortolo?~ ~— Sì, c’è ancora... finchè può raspare.~ ~—
122    XIX|   condizioni dei Bollati.~ ~— Non c’è dubbio.... Tanto più se,
123    XIX|               Quella volta se non c’era qualche santo[208] che
124    XIX|    straniero. Palesemente ove non c’eran gli Austriaci, velatamente
125    XIX|      agosto 1840 al novembre 1847 c’era stato tempo d’avanzo
126    XIX|   parecchi legati di minor conto, c’erano istruzioni precise
127     XX|           decorosamente. Onde non c’era più bisogno di pranzar
128     XX|         erano discorsi inutili, e c’era ben altro da fare che
129     XX|          o del fratello.~ ~Che se c’era ancora qualche illusione
130     XX|       prese con la miseria. Ma se c’era uomo inetto a capir questi
131     XX|          la contessa Zanze — Cosa c’è di nuovo? Cosa t’ha fatto
132     XX|         si può sapere?...~ ~— Non c’è nulla... nulla.... E Margherita?
133    XXI|      sugli affari del giorno, non c’era un cane che giuocasse
134    XXI|         finire? Non lo sapete che c’è qualche signora che non
135    XXI|        sue perlustrazioni.~ ~—  c’è una figura sospetta — esclama
136    XXI|         ma le guardie civiche che c’eran dentro dissero: marameo! —
137   XXII|         affermava inoltre che non c’erano più neanche due reggimenti
138   XXII|          se, com’egli temeva, non c’era da far nulla sul mare.
139   XXII|                Soggiunse: «Adesso c’è qui tuo fratello che ha
140   XXII|               piuttosto digli che c’è un modo per levarsi dall’
141   XXII|         Gasparo con impeto. — Non c’è dubbio; andando alla guerra
142  XXIII|          condizioni ordinarie non c’è popolazione più metodica
143  XXIII|      fuori della loro orbita. Non c’è dubbio che dal nuovo caos
144  XXIII|        del cognato Gasparo Rialdi c’era un dissidio bastevole
145  XXIII|     fortuna, chè, o poco o molto, c’era anche nella guardia civica
146  XXIII|         conciliarsene l’animo non c’è mezzo più efficace che
147   XXIV|   Tedeschi agli estremi... Che se c’è l’assalto, siam fritti.
148   XXIV|        sarebbe detto talvolta che c’era nella città un’attrattiva
149   XXIV|           di Malghera e del Ponte c’era Gasparo Rialdi. Primo
150    XXV|       signor Ambrogio. — Un tempo c’era l’aristocrazia veneziana,
151    XXV|    aristocrazia veneziana, adesso c’è l’aristocrazia inglese.~ ~
152    XXV|          al palazzo, Leonardo non c’era.~ ~Le cose tirarono avanti
153    XXV|             Una calca poco minore c’era sul Molo, ove accorrevano
154    XXV|    palazzo Bollati, ove forse, se c’erano ancora i custodi, se
155    XXV| provvigioni.~ ~— Eh, viscere mie, c’è altro da fare che andar
156    XXV|            dal lato di terra, non c’è bisogno di dirlo, non poteva
157    XXV|           erano ospitati i Rialdi c’era una vecchia nonna piena
158    XXV|        Qui ha ragione lei. Ma non c’è proprio caso d’averne notizie?~ ~—
159    XXV|         guardia del palazzo? E se c’è qualcheduno, possibile
160    XXV|          e cento volte contro una c’era tempo di mettersi in
161    XXV|    entrare. — Il signor conte non c’è mica.... Non è più venuto
162    XXV|     Giunsero in piazza San Marco. C’era una calca di gente; la
163   XXVI|          la carestia era scemata, c’era sempre tempo di morir
164   XXVI|           mi fate inquietare, che c’è ancora il colèra.~ ~— Sì,
165   XXVI|        eternamente nella casa ove c’era la nonna Teresa con tanti
166   XXVI|         Chi è? Che vuole?~ ~— Non c’è il signor Ambrogio, il
167   XXVI|            di colèra.... E adesso c’è la moglie in burrasca....
168   XXVI|       medico che anche su in alto c’è qualcheduno col colèra.[
169   XXVI|       Gasparo la guardò inquieto. C’era un’intonazione così triste
170   XXVI|       così triste nella sua voce, c’era una tale aria di stanchezza
171   XXVI|      custode, al pian terreno.... c’è un caso di colèra anche
172   XXVI|     susurrò all’orecchio:~ ~— Non c’è alcuna speranza.... Procuri
173   XXVI|        distrazione al dolore. Non c’era caso, bisognava occuparsene,
174   XXVI|     Accanto alla cuna della bimba c’era il letto della sua povera
175   XXVI|     inquieta e chiese di nuovo: — C’è qui la mamma?~ ~— No, bimba
176   XXVI|         troveremo , la mamma?~ ~C’era un’ansietà così dolorosa
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