IntraText Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText | Cerca |
| Alfabetica [« »] busto 3 buttati 1 byroniana 2 c' 176 cà 1 ca' 1 cabala 1 | Frequenza [« »] 205 bollati 205 o 203 ella 176 c' 165 loro 158 gasparo 153 anche | Enrico Castelnuovo Dal primo piano alla soffitta Concordanze c' |
Cap.
1 I| entrato più tardi. E alla riva c’era anche Tita, uno dei barcaiuoli 2 I| quelli dell’ultima regata. C’era però questa volta un 3 I| Giovine Italia. Intanto oggi c’era la seccatura di vedersi 4 I| parlare, ma santo Iddio, c’era proprio bisogno che una 5 II| aprivano a destra e a sinistra c’erano dei ritratti di famiglia, 6 II| Vienna fosse la più bella che c’era in Venezia.[11]~ ~Mentre 7 II| ricevimento, in ogni festa c’è un manipolo di persone 8 II| all’imboccatura del rio, c’era un grosso battello che 9 II| probabile della gara.[14] C’erano due partiti. Gli uni 10 II| Non si capisce.... C’è il sole che confonde la 11 II| il Padre Eterno, giacchè c’era troppa distanza tra lui 12 II| gondolino N. 4, quello dove c’era Menico Fichetti da Pellestrina, 13 II| e sul poco giudizio che c’era a distrarre i ragazzi 14 II| davanti al palazzo dove c’erano i padroni e tanti ospiti 15 II| quel gruppo di confortatori c’erano anche alcune donnette, 16 II| persona assai autorevole — non c’è ragione di tribolarsi... 17 II| Salute — ripigliò un altro. — C’ero io, c’ero. Bisatto l’ 18 II| ripigliò un altro. — C’ero io, c’ero. Bisatto l’ha sentito 19 II| ammaccato... Che ragione c’era di pigliarlo a calci? 20 II| sussurrò qualcheduno — che c’è sior Bortolo.~ ~Infatti, 21 III| un secolo a questa parte, c’è in casa nostra tutta la 22 III| Notate che in quei tempi c’era ogni tanto la sua brava 23 III| testamento di S. E. Leonardo c’è un legato pei poveri della 24 III| rispondeva: — Sarà fatto. — E non c’era pericolo ch’egli non 25 III| cifre dei loro crediti. Qui c’era una bella differenza 26 III| interessi dei mutui. E c’era una bella differenza 27 III| si dovrebbe vedere. Poi c’è qualche livello che sta 28 III| sue spese particolari non c’era da risecare un centesimo, 29 IV| da non credersi.~ ~— Oh c’è da scommettere che anche 30 IV| aveva ragione. O che non c’erano meglio partiti a Venezia?~ ~— 31 IV| poco arrosto. Già quando c’è il vizio del gioco non 32 IV| è il vizio del gioco non c’è fortuna che basti.~ ~— 33 IV| contessa Zanze, quando non c’era presente la figliuola, 34 IV| Camerieri e guatteri, non c’è bisogno di dirlo, cacciano 35 IV| figliuoli! Ma i figliuoli c’erano e non conveniva sacrificarli 36 IV| questa subordinazione. Non c’era mai stato caso di persuaderlo 37 V| leggi Patrizio veneto).~ ~C’è fra gli altri componimenti 38 V| gangheri addirittura. Non c’eravamo che la padrona ed 39 V| Manzoni era un barbaro, e non c’era scribacchino d’istanze 40 VI| rimanere a Venezia quando non c’era nessuno, ma quel soggiorno 41 VI| meteorologiche. Quando non c’era neanche una nuvola, quando 42 VI| Al caffè della Mira non c’era nessuno che gli tenesse 43 VI| insipida con la quale non c’era sugo a perdere il tempo.~ ~ 44 VI| serve, o le crestaine, o.... c’intendiamo.... chè già un 45 VI| la Fenice la sera, quando c’era spettacolo o c’erano 46 VI| quando c’era spettacolo o c’erano prove. Poichè il conte 47 VII| famiglia. Ah, in verità non c’era che lei che avesse un 48 VII| quanto al prender marito non c’era furia, chè un marito 49 VII| A ogni modo, di mariti c’era abbondanza; bastava volere. 50 VII| sue bizze da principessa. C’era proprio pericolo ch’egli 51 VIII| il solito impero. Inoltre c’era ormai di mezzo anche 52 VIII| sposare quella sguajata? C’era bensì un tal Menico, 53 VIII| fragilità femminile.[81]~ ~C’era un’altra bellezza campagnuola 54 VIII| qualcuno ci vede.~ ~— Non c’è anima viva — replicò Leonardo. 55 VIII| scrupoli e mille dubbi. Non c’era ragione di mettersi in 56 VIII| sopra un canapè. Per fortuna c’era lì presente il dottore, 57 VIII| il quale dichiarò che non c’erano lesioni pericolose 58 IX| prima dello scandalo non c’era che da scegliere fra 59 IX| in mano degli usurai. Non c’era che dire, i suoi difetti 60 IX| gustare quel po’ di bene che c’era in famiglia. Perchè in 61 IX| aprirsi con lui, ma non c’era caso, le parole le morivano 62 X| della contessa Zanze, quando c’era qualche malato grave 63 X| uffici d’infermiera! Ma non c’era caso; non la lasciavano 64 X| stravizzi, di tutto. E poi c’eran stati i falsi amici 65 X| L’Italia! Che cosa c’entra l’Italia? — brontolava 66 X| brontolava il conte Luca.~ ~Se c’entrasse l’Italia è assai 67 X| del nobile Piero Canziani, c’entrava nientemeno che l’ 68 X| ucciso i fratelli.~ ~— Non c’è giovane di negozio — osservava 69 X| ritemprarsi in campagna, ove non c’era più da temere della Rosa, 70 XI| un’illusione, e che non c’è porto ove ripararsi dalle 71 XI| aveva sempre voluto!... C’era della gente che sparlava 72 XI| regali convenienti. E poi non c’era una ragione al mondo 73 XI| pericoli del matrimonio non c’erano se non che nella fantasia 74 XI| stati di manica larga e non c’era che la lustrissima Chiaretta 75 XI| buon naso, indovinò che c’erano in aria dei sospetti, 76 XI| altri due o tre giorni, c’era da scommettere che sarebbe 77 XI| sinistramente all’orecchio, non c’era più illusione possibile, 78 XI| illusione possibile, non c’era più spiraglio di luce 79 XI| salvezza il convento, seppur c’era un convento che volesse 80 XI| rimproveri indiretti che c’erano nelle parole di lei, 81 XI| appartato.~ ~— Che cosa c’è? Che cos’è successo? — 82 XI| ma[124] in certi casi non c’è mansuetudine che tenga; 83 XII| pressi della villa) non c’era modo di levarsi d’attorno 84 XII| riparava al mal fatto... ma c’erano le sue obbiezioni, 85 XII| le sue obbiezioni, oh se c’erano....~ ~La contessa Rialdi 86 XII| prezzo; giacchè per lei non c’era dubbio ch’era tutto un 87 XII| continuavano a esser cattivi, c’eran sempre batoste nuove, 88 XII| un bel giovinotto.~ ~Non c’è bisogno di soggiungere 89 XIII| del culto.~ ~— E quando c’è la religione, — concludeva 90 XIII| concludeva monsignore, — c’è l’essenziale.~ ~Però la 91 XIII| preferirsi.~ ~Probabilmente non c’era in tutto ciò nulla di 92 XIII| vapore del Lloyd per Trieste. C’era a bordo una quarantina 93 XIV| della contessa Zanze. Non c’è altra riparazione che il 94 XIV| agli scogli della laguna, c’è da scommettere ch’egli 95 XIV| Fortunata, ascoltami fin che c’è tempo. Se il consenso di 96 XIV| matrimonio in fuori, non c’è riparazione che valga, 97 XV| che, dietro a tanto fumo c’era pochissimo arrosto, e 98 XV| lire sonanti. Pazienza. C’era di mezzo il decoro della 99 XVI| Dio in Venezia, ma finchè c’era qualche osso da rosicchiare 100 XVI| famiglia s’erano dispersi; non c’era ragione, dicevano, di 101 XVI| più quella d’un tempo; non c’erano banchetti, non c’erano 102 XVI| non c’erano banchetti, non c’erano ospiti, ma che ne importava 103 XVI| adesso.... Ci siamo.... c’è questa creaturina qui.... 104 XVII| e diceva che nella villa c’erano infiniti bisogni, e 105 XVII| bicchierino. Allora, se non c’era nessuno, egli se la faceva 106 XVII| benevolenza universale. Però c’era una difficoltà. Bisognava 107 XVII| Ma, in primo luogo, non c’eran quattrini nè pochi nè 108 XVII| qualunque celebrità culinaria. C’era specialmente un manicaretto 109 XVII| Sue Grassiose Mani.~ ~Non c’erano che poche righe:~ ~ 110 XVIII| disturbati nelle loro scorrerie. C’era però una stanza ove i 111 XVIII| silenzio che vi regnavano. Non c’era stato neanche bisogno 112 XVIII| la partenza del cuoco non c’era più caso di veder portare 113 XVIII| Zanze si dovrebbe dire che c’è una giustizia a questo 114 XVIII| l’uscio dietro di sè. Non c’era dubbio pur troppo ch’ 115 XVIII| Sicuramente.... Non c’è nulla che ristori come 116 XIX| conte Zaccaria in fuori, non c’era nessuno che prendesse 117 XIX| Bollati;... ma, santo Iddio, c’è modo e modo... est modus 118 XIX| una fantasia inferma[205] c’era però un sentimento vero. 119 XIX| poi, quando i Bollati non c’erano più in bottega, principiavano 120 XIX| Milord.~ ~— Probabile.~ ~— C’è sempre quella gioia del 121 XIX| del sior Bortolo?~ ~— Sì, c’è ancora... finchè può raspare.~ ~— 122 XIX| condizioni dei Bollati.~ ~— Non c’è dubbio.... Tanto più se, 123 XIX| Quella volta se non c’era qualche santo[208] che 124 XIX| straniero. Palesemente ove non c’eran gli Austriaci, velatamente 125 XIX| agosto 1840 al novembre 1847 c’era stato tempo d’avanzo 126 XIX| parecchi legati di minor conto, c’erano istruzioni precise 127 XX| decorosamente. Onde non c’era più bisogno di pranzar 128 XX| erano discorsi inutili, e c’era ben altro da fare che 129 XX| o del fratello.~ ~Che se c’era ancora qualche illusione 130 XX| prese con la miseria. Ma se c’era uomo inetto a capir questi 131 XX| la contessa Zanze — Cosa c’è di nuovo? Cosa t’ha fatto 132 XX| si può sapere?...~ ~— Non c’è nulla... nulla.... E Margherita? 133 XXI| sugli affari del giorno, non c’era un cane che giuocasse 134 XXI| finire? Non lo sapete che c’è qualche signora che non 135 XXI| sue perlustrazioni.~ ~— Là c’è una figura sospetta — esclama 136 XXI| ma le guardie civiche che c’eran dentro dissero: marameo! — 137 XXII| affermava inoltre che non c’erano più neanche due reggimenti 138 XXII| se, com’egli temeva, non c’era da far nulla sul mare. 139 XXII| Soggiunse: «Adesso c’è qui tuo fratello che ha 140 XXII| piuttosto digli che c’è un modo per levarsi dall’ 141 XXII| Gasparo con impeto. — Non c’è dubbio; andando alla guerra 142 XXIII| condizioni ordinarie non c’è popolazione più metodica 143 XXIII| fuori della loro orbita. Non c’è dubbio che dal nuovo caos 144 XXIII| del cognato Gasparo Rialdi c’era un dissidio bastevole 145 XXIII| fortuna, chè, o poco o molto, c’era anche nella guardia civica 146 XXIII| conciliarsene l’animo non c’è mezzo più efficace che 147 XXIV| Tedeschi agli estremi... Che se c’è l’assalto, siam fritti. 148 XXIV| sarebbe detto talvolta che c’era nella città un’attrattiva 149 XXIV| di Malghera e del Ponte c’era Gasparo Rialdi. Primo 150 XXV| signor Ambrogio. — Un tempo c’era l’aristocrazia veneziana, 151 XXV| aristocrazia veneziana, adesso c’è l’aristocrazia inglese.~ ~ 152 XXV| al palazzo, Leonardo non c’era.~ ~Le cose tirarono avanti 153 XXV| Una calca poco minore c’era sul Molo, ove accorrevano 154 XXV| palazzo Bollati, ove forse, se c’erano ancora i custodi, se 155 XXV| provvigioni.~ ~— Eh, viscere mie, c’è altro da fare che andar 156 XXV| dal lato di terra, non c’è bisogno di dirlo, non poteva 157 XXV| erano ospitati i Rialdi c’era una vecchia nonna piena 158 XXV| Qui ha ragione lei. Ma non c’è proprio caso d’averne notizie?~ ~— 159 XXV| guardia del palazzo? E se c’è qualcheduno, possibile 160 XXV| e cento volte contro una c’era tempo di mettersi in 161 XXV| entrare. — Il signor conte non c’è mica.... Non è più venuto 162 XXV| Giunsero in piazza San Marco. C’era una calca di gente; la 163 XXVI| la carestia era scemata, c’era sempre tempo di morir 164 XXVI| mi fate inquietare, che c’è ancora il colèra.~ ~— Sì, 165 XXVI| eternamente nella casa ove c’era la nonna Teresa con tanti 166 XXVI| Chi è? Che vuole?~ ~— Non c’è il signor Ambrogio, il 167 XXVI| di colèra.... E adesso c’è la moglie in burrasca.... 168 XXVI| medico che anche su in alto c’è qualcheduno col colèra.[ 169 XXVI| Gasparo la guardò inquieto. C’era un’intonazione così triste 170 XXVI| così triste nella sua voce, c’era una tale aria di stanchezza 171 XXVI| custode, al pian terreno.... c’è un caso di colèra anche 172 XXVI| susurrò all’orecchio:~ ~— Non c’è alcuna speranza.... Procuri 173 XXVI| distrazione al dolore. Non c’era caso, bisognava occuparsene, 174 XXVI| Accanto alla cuna della bimba c’era il letto della sua povera 175 XXVI| inquieta e chiese di nuovo: — C’è qui la mamma?~ ~— No, bimba 176 XXVI| troveremo lì, la mamma?~ ~C’era un’ansietà così dolorosa