Cap.

 1    III|        minuti — tutti ebbero le mani bucate nella nostra famiglia.
 2    III|      fatto io. Io me ne lavo le mani. È il meno che si possa
 3    III|        commuovere e cacciava le mani dentro un cassetto. — Uno
 4     IV|   bisogno di dirlo, cacciano le mani anche loro nelle casseruole
 5    VII|       del Vangelo! Si lavano le mani come Ponzio Pilato.~ ~—
 6    VII|       ve le lavate anche voi le mani? — rimbeccava il conte Luca. —
 7   VIII|        cascasse in così cattive mani. Ma Beppe troncò presto
 8     IX|        Un bifolco può metter le mani addosso a un patrizio veneto
 9      X| affilato, due occhi smorti, due mani lunghe e scarne che giacevano
10      X|    conte Zaccaria si fregava le mani sentenziando: — I Bollati
11     XI|   Placida, non avrebbe messo le mani nel fuoco nemmeno per la
12     XI|      conte Luca, cacciandosi le mani nei pochi capelli che gli
13    XIV|  rassegnata ad abbandonar nelle mani di suo figlio il grave affare
14    XIV|        temuto d’insudiciarsi le mani.~ ~In quanto al contino
15     XV|         paura d’insudiciarsi le mani. Il signor marchese leggeva
16     XV|      tornarsene indietro con le mani vuote, nel qual caso addio
17     XV| possibile. Egli se ne lavava le mani.... Ricordava soltanto alle
18   XVII|        e gli portava con le sue mani il solito bicchierino. Allora,
19   XVII| presentarsi alla Rosetta con le mani vuote, e trovò accoglienze
20   XVII|        quali erano sempre nelle mani del sovventore e figuravano[
21   XVII|     Bolatti~ in~ ~Sue Grassiose Mani.~ ~Non c’erano che poche
22   XVII|         sua cuiette. Le baco le mani e sonno il suo cuocho per
23    XIX|        finire da un pezzo nelle mani della Pia fondazione dei
24     XX|     agente e si era messo nelle mani dell’avvocato Sgriccioli,
25     XX|       coprendosi il viso con le mani fuggì dalla stanza. Indi,
26     XX|    gridò la piccina battendo le mani.~ ~— Tesoretto mio! — proruppe
27    XXI|     pranzo! Pregate piuttosto a mani giunte il Signore che non
28    XXI|      del governo è nelle nostre mani.~ ~— Il podestà Correr è
29   XXII|       coprendosi il viso con le mani.~ ~— Io non pronostico nulla
30   XXIV|      egli afferrò tutt’e due le mani della sorella e guardandola
31    XXV|         così si stropicciava le mani come se a quest’aristocrazia
32    XXV|         Fortunata si torceva le mani e gemeva:~ ~— Dio, Dio! —
33   XXVI|       discussione, e alzando le mani al cielo esclamava:~ ~—
34   XXVI|         si coprì il viso con le mani e stette un pezzo immobile
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