Cap.

 1     II|         giorni gli avventori del caffè alla Vittoria. In quanto
 2    III|          consuma una sostanza in caffè, cioccolata, baicoli e paste
 3    III|    teatri, e non frequentasse il caffè, e si tirasse indietro dal
 4     IV|       fosse penetrato in qualche caffè di Venezia avrebbe sentito
 5     IV|          e di sciupar le sere al caffè alla Vittoria coi vostri
 6     VI|    svegliati a forza di tazze di caffè.~ ~Il conte Zaccaria, in
 7     VI| soddisfazioni d’amor proprio. Al caffè della Mira non c’era nessuno
 8     VI|   condurlo più spesso con , al caffè Suttil di giorno, al teatro
 9    VII|         pacifico uomo tornava al caffè a giuocare ai suoi scacchi.[
10   VIII|        un tal Menico, garzone di caffè, povero di quattrini e di
11     IX|         come egli desiderava, un caffè nel vicino paesetto di Oriago,
12     IX|       Oriago la nuova bottega di caffè e liquori col titolo pomposo:
13     IX|          col suo signor padre al caffè Suttil, trovando abbastanza
14     IX|        vetusti avventori di quel caffè le galanterie di trenta
15      X|      gatto Romeo, da prendere il caffè e i baicoli col nobile Canziani,
16     XI|         altro che sorseggiare il caffè e sgretolare i baicoli.~ ~
17   XIII|         sua partita a scacchi al caffè della Vittoria, e per ricompensamelo
18    XVI|        nobili, o al teatro, o al caffè Suttil, il lustrissimo Zaccaria,
19   XVII|     nobile avventore entrava nel caffè, gli moveva incontro ufficiosa,
20   XVII|          abbastanza dolce, se il caffè sapeva di paglia, se le
21   XVII|         cambiare lo zucchero, il caffè e le carte da gioco; se
22    XIX|     Schiavoni, ora a prendere il caffè da Suttil in piazza San
23    XIX|     severamente le cariatidi del Caffè Suttil.~ ~— Quella è gente
24     XX|  giornata a giocare a scacchi al Caffè della Vittoria, il conte
25     XX|        222] nemmeno una tazza di caffè. E chi avrebbe vigilato
26    XXI|         con la[227] politica; al Caffè della Vittoria non si faceva
27  XXIII|    dietro le vetriate dei soliti caffè i soliti visi con qualche
28  XXIII|         Comune. Ciò che vale pei caffè, vale pei teatri, per le
29  XXIII|         opportuno di chiudere il caffè e di fuggir gli invasori.
30    XXV|     nuove, chi cercava asilo nei Caffè, chi girava inquieto su
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