Gian Pietro Lucini
I filosofi ultimi

III. — OSSERVAZIONE GENERALE.

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III. — OSSERVAZIONE GENERALE.

 

Codesti, che vedemmo nomenclati, mi sembrano adunque i Filosofi del Press'apoco, armati del Bluff, quelli del minimo sforzo e dell'adattarsi alle necessità, sfruttando, colle povere energie mentali che posseggono, il massimo del rendimento nell'ambiente che li circonda. Donde, vicino al Neoidealismo crebbe il Pragmatismo.

 

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Le loro specifiche caratteristiche sono:

insorgere contro al principio dell'autorità scientifica:

ritorno alle doppiezze dell'istinto, che essi accolgono come la semplicità:

assumere l'apparenza rivoluzionaria, nell'espressione, mentre, in sostanza, corrono alla reazione:

determinare un Sindacalismo filosofico simile a quello politico, che onesta il sabotaggio, a tutto profitto del legittimismo, auspice Sorel.

La scienza, la ragione, la logica sono completamente esautorate da costoro; il loro vanto è dichiararsi anti-intellettuali, anti-razionalisti: in compenso, si inginocchiano alla Fede, qualunque essa sia, perchè estua nel Dio o nel Dimonio; ambo crudelissime divinità richieste dall'istinto cieco, che non sa distinguere e si congloba nel terroso limo della pura animalità.

 

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Essi, allora, non pensano, ma sentono. Sentire è meno faticoso e più comune che comprendere. Reciprocamente, in queste epoche di tramonto e di bassa intelligenza, la moda inalza sulle sue grida e veste de' suoi fronzoli la Religione: — Religio = Superstizione. Alla nostra poverissima intellettualità concorda l'ibridismo della Fede + la Scienza, sommato che non si regge sopra le sue cifre, le une negative, le altre positive; comunque un'altra formola algebrica di cui l'x è tuttora formidabile. Sicchè si riscavi, dalle ganghe patristiche, l'Intuizione, il maggiore e più sicuro mezzo per la scoperta della Verità.

 

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Povera Verità: è sempre nuda! Io posso dire il: «Vero non può essere mai il Fatto in »; e con ciò oltre che autenticare la Realtà colla Umanità, conservo alla mia Coscienza il libero giuoco della sua espressione per ogni lato e profondità. Ma d'altra parte non posso affermare: Il Vero è quanto sento. Qui il sensismo si allea al realismo della proposizione precedente, e, qui, potrebbero star paghi ed i pragmatisti ed i neo-idealisti. — Ma io dirò: «Il vero è il giudizio che la nostra Sensibilità, colla nostra Ragione, eccitata dalla nostra Volontà, rende sul fatto». In altre parole: «Il Vero è la Natura pensata e tradotta dalla nostra Coscienza, in modo che l'individuo vi si riconosca come «l'Unica Necessità»: però che il Vero è: Il di fuori di me reale e statico divenuto il me stesso ideale e cinetico». Di ciò i Filosofi del Press'apoco non si accontentano, perchè la nozione sorpassa la loro capacità, e, solendosi dire dei Monisti, hanno eletto il felice Momento dell'Ignoranza per ivi consistere: le loro menti, al livello di quella della bigotte e dei contadini, hanno promosso l'istituto del suffragio universale ed analfabeta, per escludere dalla direzione delli stati l'aristocrazia del cervello, minoranza formidabile, che impone, coi molti diritti, i maggiori obblighi sociali.

I filosofi del Bluff, ripetono all'invertita Gian Giacomo Rousseau: la Verità può essere il massimo dei Bovarysmi intellettuali? Ed essi, divenuti d'un tratto scettici, con sfrontata amnesia che contrasta a tutte le loro premesse, dicono di sì; giacchè la confondono col veramente massimo de' Bovarysmi passionali e metafisici, come i teologi, con Dio.

Povera Verità che è fuori di noi! Ma fuori di noi non esiste che l'amorfo, il discreto, il confuso. E quale contradizione! Amorfo Dio!! Vero è che i Filosofi del Terzo di Filosofia vivono nell'assurdo.

 

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Naturalmente, costoro non credono di trovarsi in questa caverna cieca, senza apertura sul cielo, passaggio per le viscere della terra, donde tentare il volo, o ricercarsi lungo cammino ipogeo. Per istordirsi, nell'oscurità, fanno rumore e canti profetici. Mille sono i Messia che si incantano alle illusioni, che incantano col nuovo verbo: tra questi è quello del Futurismo.

Scarsi i mezzi di propaganda intelligenti e garbati, per convincere altrui, han la Demagogia: per eccitare loro stessi l'Intuizione, che sempre rinasce. È questo Centro del loro sistema.

 


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