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Gian Pietro Lucini I monologhi di Pierrot Concordanze (Hapax - parole che occorrono una sola volta) |
grassetto = Testo principale Parte grigio = Testo di commento
1 | a' 2 VI| PIERROT.~ ~Lasciati abbandonar in mezzo ai sogni; il vento 3 IV| Pure la nostra orchestra ha abbandonato le rosse trombe, Amici,~ ~ 4 IV| mai accolto a encomio, t'abbandoni e non senti~ ~il perchè 5 | abbia 6 IV| bacia all'Opèra Comique ed abboraccia intrighi~ ~per i Cafès Chantants 7 V| addormentata e stanca; e Venere~ ~s'abbranca al pungitopo matrimoniale. 8 IV| Ecco, ecco,...~ ~il Fiume s'abbuja e l'argento è scomparso 9 I| delle tavole rustiche d'abete? E della vostra sete,~ ~ 10 IV| baci. Tra le mortelle e li abeti s'imbuca~ ~un padiglione 11 III| imparruccati ad ascoltare: l'abiti sono una ricchezza: nubi 12 II| sbadiglia, fuma; la sigaretta, abruciandosi, avvolge come di un alone 13 II| dalla mano d'un paesano abruzzese,~ ~in un dì di canicola.~ ~ 14 III| PIERROT tiene conferenza ed academia, dice:~ ~A mezzo giorno 15 V| ed a conviti. E i bimbi accalappiati dal dolciume~ ~ingojano 16 V| rosa pallida s'inchina e s'accartocca tra i seni. Rosa d'inverno!~ ~ 17 II| parliamo, poi che l'atto che accenna è l'espression migliore.~ ~ 18 Inc| salgono, non declamano, ma accennano; non piangono, ma lacrimano 19 VI| pel Mondo.~ ~O tonde ad accennar arco di luna, gentili spalle 20 II| dovizia; per sopra più quando accenniam di gesti~ ~lesti, furbeschi,~ ~ 21 VI| in torno a noi, e i lumi accesi...~ ~Or di', quel Capitano 22 III| del Regno~ ~memorando ed acciecante che anela all'impossibile.~ ~ 23 III| o mon Roy Soleil~ ~Ed acciecaste il dì che riceveste l'Ambascieria 24 IV| insaziata al brivido~ ~già mai accolto a encomio, t'abbandoni e 25 II| sonno,~ ~Così... (Fischia accompagnando ed aggiungendo di queste 26 IV| Loreley,~ ~nel silenzio acconsenti e lungi dalle false storielle 27 IV| Di codesti misteri io m'accontento un poco;~ ~come per i verzieri 28 II| udissi a pigolare,~ ~io non m'accorgerei del tempo. Eh! quanto tempo~ ~ 29 II| Belle della Notte in lenti~ ~accorgimenti seguendo i canali,~ ~o prolissi, 30 VI| sino a te a gettarti l''accuse~ ~a viso aperto? Demiurgo, 31 V| giovanetti critici milanesi: un acre~ ~tosco preparan nelle coppe 32 III| femminile, il pesciolino che vi addenta~ ~è regale e le foree pettinate 33 V| credetemi.~ ~Ma Pirlipat s'addormenta al sonno magico e Schnurr 34 V| canta~ ~la serenata a Marta addormentata e stanca; e Venere~ ~s'abbranca 35 III| rare van conservate per le adoperare.~ ~Oh, maliziose occhieggeranno 36 V| conseguenza: amano i gilii ch'adornan~ ~di ricami la culla del 37 IV| come una Dama isterica; adoro le pralines~ ~sotto ai miei 38 I| Malinconie di Pierrot.~ ~Adspice Pierrot pendu~ quod librum 39 III| ricoprono i bei frutti~ ~adulterini. O Madame Sevigné in gran 40 IV| Vaudevilles, al fratello uterino e adulterino~ ~sorride in cortesia d' 41 II| sospetto di luna, una notte che aduna~ ~mille forme indistinte 42 III| brivido ghiacciato sulla adunanza. Molte altre torcette si 43 Inc| François Villon, il bandito aedo del medioevo, che squillava 44 V| alle stelle: voi temete l'aeree procelle~ ~dell'ideale oceano 45 IV| vela il viso capriccioso ed affanna la bocca piccolina~ ~e l' 46 III| ed i Galanti~ ~in ritmi affaticanti: Pastori e Pastorelle.~ ~ 47 IV| Maschera povera~ ~che s'affatichi per un ideale, palazzo rosso 48 Inc| cipolle, il vino violetto affaturato; sognano ancora, discorrono 49 IV| Pierrot, e spare.~ ~Voglio ed affermo? Un Pierrot vuole? Che?~ ~ 50 II| un laghetto annojato~ ~afferra e specchia l'incontentabile~ ~ 51 VI| mal suase e briache ci affocava, Menadi a questa carneficina~ ~ 52 IV| le sale principesche: s'affondino le lenze~ ~ingannatrici 53 VI| al Polo~ ~sudando come in Africa. L'absenthe?~ ~L'opale liquida 54 V| vostri piedi forse non bene aggemminata~ ~al diaspro, o travolta 55 VI| betel e del the, nelle tazze aggemminate,~ ~mi ha date mascherate 56 III| ateniese della penna,~ ~aggiunge alla politica. Che fa! La 57 II| Fischia accompagnando ed aggiungendo di queste parole ai gorgheggi 58 V| quest'anno.~ ~HERR.~ ~Se gli aggiungete~ ~acqua di rose. Le storie 59 III| fianchi e sul petto~ ~che mi aggiustò il sartore del «Bourgeois 60 Inc| labra livide apprestò per le agili dita una mandola. Spesso 61 Inc| noi prendono forma; noi ci agitiamo come l'intimo daimon Maschera 62 VI| nulla ti profitta;~ ~e l'ago in sulle dita fragili e 63 VI| e dei calori~ ~ricchi d'agosto? La decadenza ha portato 64 VI| occhio.~ ~Oh l'oro è freddo, ahimè, e senza amore,~ ~nè le 65 II| Porto. —~ ~All is true! Aho! Jes sir! — Senza pretese,~ ~ 66 III| Plus haut qu'il ne faut, l'aigrefin,~ Son fardeau sompteux,~ ~ 67 Inc| menti superiori ci sono d'ajuto in quanto hanno la percezione 68 II| questi sogni.~ ~E se dell'alberelli nani piangon sull'acque 69 IV| ritrovati senza casa;~ ~e l'albergo nuziale d'ogni Maschera 70 V| ripieni di rosee composte d'albicocche~ ~e di poma. Se strillano 71 IV| vecchio altare.~ ~O biondina d'Albione, Howard, le lucide sterline 72 VI| Niniche, dalle feste all'Alcazar,~ ~e Niniche, che allo tzar,~ ~ 73 IV| flauti! I pergolati eran l'alcove,~ ~e sotto ai capannucci 74 | Alcun 75 | alcuno 76 VI| in mezzo senza remeggio d'ale,~ ~come nato qui, sopra 77 VI| castiga, e perdona.~ ~Li Alemanni ridevan sulli spalti. Omiciattolo 78 V| rose di Gerico, sciamiti alessandrini, velluti ricamati,~ ~arazzi 79 IV| come sciacalli sui douars d'Algeria. Alla cuccagna!~ ~Al Tempio 80 II| briaco di vin di Porto. —~ ~All is true! Aho! Jes sir! — 81 III| ridono; l'ironia li rende allegri. Ma la cipria sembra cenere 82 VI| alquanto:~ ~per questo sono allegro. E se sul pero vado,~ ~seguendo 83 | allora 84 Inc| vediamo Pierrots e Pierrettes, altalena una mezza luna sdrajata 85 VI| a lei;~ ~e perchè sei l'Altissimo, fai soffiare il rovajo,~ ~ 86 I| annega; forse la Verità ama nuda e sovrana~ ~un pozzo 87 IV| dalla taglia fragile, l'amabile Maschera e la ritrosa~ ~ 88 V| e di Kant, le tue donne aman sogni e riposi~ ~e buona 89 II| irrequiete d'amore,~ ~d'amar ancor dopo morte! La Notte 90 VI| Se il vin di Francia è amaro~ ~«e fa girar la testa,~ ~« 91 II| aspettata! Come tarda l'amata all'amatore!~ ~In torno 92 II| Come tarda l'amata all'amatore!~ ~In torno al mio palazzo 93 V| Vengono, meine Frau, per l'ambagi della selva vicina. Già 94 III| acciecaste il dì che riceveste l'Ambascieria infedele~ ~del Gran Turco; 95 II| appresta la luna,~ ~nell'ora ambigua e bruna, trilla augurale:~ ~ 96 IV| in contro al tremolio ambiguo delle stelle.~ ~Ond'io vidi 97 V| birra è limpida come un'ambra~ ~limpida. — Oh guardate;... 98 IV| alli strani piedini~ ~delle amiche di Rolla! Oh le civetterie 99 IV| abbandonato le rosse trombe, Amici,~ ~e Getry piagnolone si 100 II| rosee conche~ ~sicuramente ammalarsi d'amore,~ ~baciandosi sui 101 IV| voglio odorar le camelie ammalate,~ ~e Violetta, ed ascender 102 IV| occhi lucidi, poveri occhi ammalati, inutilmente spalancati 103 V| dell'arca~ ~custodito ad ammaliare. Portiam fede e coscienze 104 IV| ed i barconi dormono ammarrati: tutta la folla è scomparsa,~ ~ 105 III| nelle gabbie e le scimie~ ~ammiccan dalle barre delle chiostre 106 V| capricciosa ai mulini~ ~ed è dolce ammirare bevendo. La birra è limpida 107 VI| e tu li spii, intenta ed ammirata,~ ~quando la sera passi 108 IV| svolgono~ ~dalle bracie che ammorzansi,~ ~e dai lampioni capovolti 109 VI| consacrano.~ ~Questa Voce si ammuta in un sospiro musicale.~ ~ 110 VI| scordato il tempo delli amori, della fecondazione e dei 111 IV| e di rosa.~ ~La persona amorosa ha un ondeggiare come su 112 IV| sul berretto maschile un amuleto di stranezza~ ~orientale, 113 | an 114 IV| i Dominos, sintesi nell'analisi;~ ~tutti i colori han fatto 115 IV| velo delle nubi~ ~di un anarchico gesto? Di codesti misteri 116 I| della scienza e delle tavole anatomiche, noi darem la nozione~ ~ 117 II| de nieje sur mon front.~ ~Ancien Pierrot. — Th. DE BANVILI. 118 | ancor 119 IV| la lucida sardonia. Ed andavano al ballo.~ ~Fuori per la 120 VI| Che vuoi, Cicale funebri andrem dove la danza impazza,~ ~ 121 VI| aggiungi poi l'absenthe, andremo al Polo~ ~sudando come in 122 III| memorando ed acciecante che anela all'impossibile.~ ~L'abito 123 II| vola,~ ~di luce, sopra l'anemoni pazzi color del sangue.~ ~ 124 VI| sopportare~ ~l'enorme peso d'un'anfora di bronzo; e, come un gonzo,~ ~ 125 IV| come un dì il Bastardo dell'Angiolo biondo; come l'Uomo~ ~azzurro 126 II| di morti,~ ~vampiri all'angiporti delle cripte funeree~ ~e 127 Inc| venditrici d'amore, sfatte ed angosciate dal mercato; le «Dames aux 128 VI| quod si in hoc erro, qui animas immortales credam, lubenter 129 III| insolent souffrage~ De ses animaux familiers.~ ~P. VERLAINE 130 II| Vestali~ ~sepolte vive, anime vergini, irrequiete d'amore,~ ~ 131 VI| della disperazione;~ ~l'animo s'integrava a grandi cose:~ ~ 132 I| Malinconia~ ~volentier vi si annega; forse la Verità ama nuda 133 II| a pena~ ~scompajono e s'annegan, carni composte di viscere 134 II| filosofia alla Sorbona, cent'anni fa.~ ~Una Parola nasconde 135 V| kraut sarà eccelente quest'anno.~ ~HERR.~ ~Se gli aggiungete~ ~ 136 II| scendere al piano; un laghetto annojato~ ~afferra e specchia l'incontentabile~ ~ 137 III| stomaco. Di queste trecent'annue di merletto~ ~sulle spalle 138 II| paradiso,~ ~incantevole annuncio d'un sorriso che non vedrem 139 VI| troppo uomini ancora, anodini Cherubini di sangue...~ ~ 140 I| Pierrot pendu non fuisset.~ ~ANONIMO citato dal Gautier.~ ~Una 141 VI| dondola~ ~la rama e canta l'antica nenia...;~ ~dormi tesoro: . . . 142 IV| un saldo giubbetto, che anticipa, per fame, sulla morte~ ~ 143 Inc| saccheggi, e da Verlaine antifisico, s'impunta di una critica 144 II| ghiaccio nella gabbia;~ ~antivediamo col ghiaccio alla flogosi 145 | anzi 146 II| Pierrot.~ ~LE BOURGEOIS.~ ~Apercevant Pierrot qui paraît au fond.~ ~ 147 V| bisca? È una casa sempre aperta come un Tempio~ ~cattolico, 148 III| ed i balconi sono tutti aperti. Sera: si scorge una terrazza 149 IV| per fame, sulla morte~ ~l'apertura alle porte oscure della 150 IV| mezzanotte poi che più non appaia in mezzo giorno.~ ~In tal 151 I| dell'occhi:~ ~l'occhi stanno appannati o velati di bigotteria,~ ~ 152 III| mandoline,~ ~e Watteau ch'apparecchia galee per Citera,~ ~e le 153 V| dell'alberi. Se sorgerà, ci apparirà falce clorotica~ ~volta 154 V| giuocolatore improvvisato, facendo apparire dite fantocci di tra una 155 III| alli inchini,~ ~come voi apparite, meteora luminosa, tra i 156 Inc| guardano e beffano.~ ~Esso è l'appassionato; magro, miserabile, fantomatico 157 VI| altro fiore che non debba appassire.~ ~E Cajenna, e la morte, 158 VI| oro: un mandolino vi sta appeso e geme al vento. A tratti 159 IV| lucide sterline patrie~ ~appianano la via al divenire, come 160 IV| ingannare, per il nulla appianare;~ ~tutto han sciupato per 161 V| Guardatevi dai Gnomi che s'appiattan nel bosco.~ ~Han tutti la 162 IV| casa rossa, al pazzo che si appicca,~ ~allo strambo che scende 163 IV| Pierrot, enivré de gloire, d'applaudissmente et de triomphes,~ ~tirait 164 V| passa come una divinità, applaudito. Su la gran cassa~ ~suoni 165 V| l'oasi, isole di verzura, apprestar sepoltura ai camelli spossati~ ~ 166 Inc| tromba alle labra livide apprestò per le agili dita una mandola. 167 V| simuli il cannone o il tuono. Appunta lo spadone~ ~Arminio in 168 IV| corsetto di seta bruna tenendo appuntato,~ ~l'altra sul giustacuore 169 Inc| menti piccine sono piccine appunto perchè mancano di questa 170 III| Entra una profumata brezza d'aprile; ha rubato dai fiori l'olezzo 171 VI| Governo,~ ~recinta dalla nera aquila imperiale, prona,~ ~cantasti 172 VI| giacquero uccisi, quanti araldi di pace!~ ~Parigi è in fiamme! 173 V| alessandrini, velluti ricamati,~ ~arazzi inargentati, e topazzi alli 174 III| pure i bei montoni dell'Arcadia molli digestioni~ ~fan di 175 II| antico corrono sotto li architravi. La lampada d'alabastro 176 Inc| il canto bacchico tra gli arcieri della Prevostura e tra i 177 VI| Mondo.~ ~O tonde ad accennar arco di luna, gentili spalle 178 VI| dimentica, caduti dall'inerte arcolajo tarlato.~ ~Quindi, la Luna 179 VI| di piante,~ ~ed un mare d'ardesie, grigio mare onduleggiato 180 V| HERR.~ ~Meine Frau, siete~ ~ardita; un'arguzia squisita rivolgete 181 II| gesti~ ~lesti, furbeschi,~ ~arditi e mesti,~ ~e ridicoli e 182 VI| coscienza nostra~ ~incitavan d'ardori e sacrificii:~ ~io vidi 183 III| dalle barre delle chiostre argentate.~ ~Sganarelle e Scapin preparan 184 I| servito a meraviglia nell'argentea stoviglia,~ ~ed il naso 185 V| mio capo,~ ~le catenelle argentee brillano e riscintillano 186 IV| Presidente bianco~ ~sopra l'argenteo banco,~ ~vicino alla prescelta, 187 III| sogghigna la mezza maschera~ ~argutamente. Della plebea polvere sal 188 V| Frau, siete~ ~ardita; un'arguzia squisita rivolgete e pungete.~ ~ 189 IV| tirait la savate avec Arimane et donnait des renforcemente~ ~ 190 V| sulla veneta laguna, tra li Arlecchini, o in bizantini errori~ ~ 191 V| tuono. Appunta lo spadone~ ~Arminio in sui Latini. Ma dai confini 192 V| inargentati, e topazzi alli arnesi dei cavalli, e barbaresco 193 VI| scoprir secreti profumati e aromata di carni~ ~a tutti, se nessun 194 I| titillerà di gioia ai culinari aromati.~ ~Colombina, Arlecchino, 195 VI| salci di Babilonia un dì l'arpe dell'Arca,~ ~nel nostro 196 I| Una misera camera male arredata. Le finestre di questa danno 197 VI| nelle nuvole~ ~se credon d'arrivare in sino al cielo.~ ~Ho paura, 198 III| e celia sopra a Bretoni arrotati e impiccati,~ ~e la pavane 199 II| terra non si trova~ ~e s'arrovella per farsi ritrovare,~ ~e 200 IV| è un'immensa fornace ed arroventa il cielo notturno.~ ~ 201 IV| stende lo Zio lo scettro~ ~arrugginito e dona un'astuzia di serpe 202 V| pace perpetua sopra all'artiglierie.~ ~So, so . . . malinconie. 203 V| ci ritornete?... La luna ascende sopra le nuvole.~ ~PIERROT, 204 IV| ammalate,~ ~e Violetta, ed ascender per la notte;~ ~amo i liquori 205 V| degerire, meine Frau.~ ~E poi? Ascesi il Golgota con Klopstock 206 III| seduti ed imparruccati ad ascoltare: l'abiti sono una ricchezza: 207 III| alla regalità. I fiori asfissiano, ed io non conto nulla.~ ~ 208 VI| La Luna è morta in cielo asfissiata~ «dal lezzo della terra;~ « 209 V| carattere. Convien dunque aspettare i Re Magi per folleggiare?~ ~ 210 II| inverno.~ ~O patria, o terra aspettata! Come tarda l'amata all' 211 V| ideale oceano del cielo; aspetterem che discendano~ ~a noi queste 212 V| Viaggiatori i Desideri. Aspettiamo i Re Magi:~ ~ma quante stelle 213 VI| è muta: e i ricordi son aspidi al cuore,~ ~e il mio peccato 214 V| dall'avere,~ ~ghiottoni, assaporata la focaccia. Il dolce è 215 III| e Pompadour, e la mouche assassine~ ~e la guitare avec la mandoline,~ ~ 216 IV| burroni di misteri e d'ideali assassini celesti:~ ~e questa Luna 217 IV| lo stridulo nato~ ~dall'assassino e dalla prostituta: zan! 218 V| l'alito sentivagli~ ~d'assenzio.~ ~FRAU.~ ~Pure la birra 219 II| sofrire! Aria al polmone~ ~assetato di brezza notturna.~ ~Spalanca 220 VI| sorelle,~ ~che pajon fuoco e assideran di notte,~ ~come le vostre 221 VI| palpebre!~ ~Io le indovino assiderarsi e piangere! —~ ~Brividi? — 222 V| luce, calore~ ~al cuore assiderato? Delizie delle viste, ed 223 III| queste superne voluttà d'assister dalle nuvole~ ~ai bagni 224 II| porte~ ~a tutto quanto mi assomiglia, o, forse, specchio,~ ~mi 225 IV| ciò dei fiori sorgono che assomigliano a labra,~ ~dei fiori epicurei 226 I| pensieri rosei spariti, ed assopiti i trilli,~ ~e dormienti 227 IV| saporite; Momus sbraita ed assorda~ ~coi campanelli fessi e 228 IV| la testa~ ~della Luna, ma assurgere alla festa di seder nella 229 III| e un Mazzarino, sorge un astro di sole,~ ~e il Pitocco 230 VI| mi ha date mascherate le astruse concezioni;~ ~Luna nuova 231 III| contemplazione.~ ~Qui Molinos astuto, inzuccherato trova fuori 232 IV| arrugginito e dona un'astuzia di serpe e un braccheggiare~ ~ 233 III| sale di Scarron, sciancato ateniese della penna,~ ~aggiunge 234 VI| la solita meta;~ «vuol l'atmosfera quieta~ «e capi onesti sul 235 I| non la vedete là~ ~come s'attardi a bere dentro al bicchiere~ ~ 236 V| troppo lunga.~ ~Son solita ad attendere i Re Magi. Il Casino si 237 VI| taceva;~ ~tutto il mondo attendeva. E rombava il cannone:~ ~ 238 V| anima mia~ ~ed anche cupo. Attendiam l'auspicio della nuova Luna:~ ~ 239 II| Ecate ginandra che non s'attenta a baciarmi sul volto.~ ~ 240 III| politica. Che fa! La moglie attinge dal marito~ ~se ben morto; 241 IV| la maligna corrente che attira;~ ~Numeri e Sogni sopra 242 IV| facoltà dello zaffiro~ ~d'attirar le sorelle api in cielo 243 V| Fornello a cui mastro Cornelio attizza~ ~bracie per l'oro, ed un 244 V| eccitante.~ ~Or entrano li Attori, miei Signori.~ ~PIERROT 245 II| Apercevant Pierrot qui paraît au fond.~ ~Justement, j'en 246 Inc| sangue: Maschera moderna, audacemente parigina, sorvisse, genio 247 V| HERR.~ ~A dio?~ ~FRAU.~ ~Auf wiedersehen!~ ~HERR.~ ~Ah, 248 II| ambigua e bruna, trilla augurale:~ ~scintilla come un rubino~ ~ 249 III| canapé e belano rondeaux~ ~ed augurali odi alla nuova charmante 250 II| J'étais Pierrot.~ ~Et .j'aurais des effets de nieje sur 251 Inc| tra i Goncourt, Barbey d'Aurevilly e Zola, non sanno ancora 252 V| anche cupo. Attendiam l'auspicio della nuova Luna:~ ~sorgerà 253 II| tiepido e calmo vespero d'autunno. Dentro, un freddo striscia 254 | avanti 255 V| a chi fatica; e al sopra avanzo dell'azion giornaliera~ ~ 256 IV| e innamoro le Vergini avariate colle speranze rare~ ~di 257 II| ritorna. Swedemhorg norvegese, avatar d'Eliphas Levi~ ~riconsegna 258 | aver 259 | avere 260 IV| insaziate al moto~ ~ed avide a cercar la sconosciuta 261 | avreste 262 | avrò 263 IV| sono senza pietà: irrito ed avveleno la mia infermità;~ ~voglio 264 Inc| aspetta e sogna il suo avvento spirituale nella società 265 I| polvere dall'osse dei morti avventurosi per una grigia~ ~follia 266 II| orecchio: si rallegra: s'avvicina ad una finestra e getta 267 I| ingemmato gesto,~ ~più presto avviene che le membra slogansi,~ ~ 268 I| spenti i colori, ed i fiori avvizziti, e tutta una palude!~ ~Le 269 II| sigaretta, abruciandosi, avvolge come di un alone la lampada 270 Inc| non ci rispecchiamo nell'azione dramatica? La Folla a basso 271 VI| che fai?~ ~Su, la fiamma azzurra brilli e vaneggi~ ~dalle 272 IV| dorate vesti,~ ~o libellule azzurre e titubanti, o vespe~ ~dalla 273 VI| mandolino,~ ~come dai salci di Babilonia un dì l'arpe dell'Arca,~ ~ 274 II| macchina insanguinata~ ~e una bacata funzion sociale, e il funerale~ ~ 275 Inc| che squillava il canto bacchico tra gli arcieri della Prevostura 276 IV| tempo~ ~colla bella Eugenia; Bacciocchi, nuovo conte, ride e strizza~ ~ 277 II| sicuramente ammalarsi d'amore,~ ~baciandosi sui seni, mentre i sereni~ ~ 278 IV| basalto~ ~che le voglion baciare: e ancora, dentro all'acqua,~ ~ 279 II| ginandra che non s'attenta a baciarmi sul volto.~ ~Ed è Pierrot, ( 280 II| sopra le femminili labra baciate~ ~e che sentiamo in noi,~ ~ 281 II| dentro al lavoro moresco d'un bacino di porfido.~ ~L'usignolo; 282 VI| dal freddo e dalla fame?~ ~Bada, stringiti a me:~ ~s'io 283 VI| freddo ancora?~ ~Non ci badare. I brividi che la notte 284 IV| ragazza non sciupona,~ ~badava alla cassetta. Schaunard 285 V| ondeggia e il Castello di Baden fiammeggia sulla recente~ ~ 286 IV| stuolo~ ~e si lisciano i baffi, sciacalli sopra al popolo,~ ~ 287 II| si sporge nel vano tutto bagnato di luce lunare e scintilla 288 II| torneo strambo del pensare.~ ~Bah! Non cantano più; si son 289 IV| cervello della Maschera: dalla balaustrata vede l'acque passare sotto 290 III| cristallo. Le finestre ed i balconi sono tutti aperti. Sera: 291 IV| d'oro,~ ~rivolo frigido, baldo e sonoro,~ ~lungo le verdi 292 II| la scarsella vuota, e una baldracca letteratura~ ~che va dalla 293 V| pianger la sua ombria, e le balla~ ~da torno, e il Consigliere 294 I| inzuccherate e preziose;~ ~avrei ballato a ritmo sulli azzurri stornelli 295 III| innamori una Vallière~ ~tra i ballets e le satire di Poquelin 296 V| città del Nord, portando balsamo, luce, calore~ ~al cuore 297 Inc| banchetto gargantuesco di Balzac, di Delacroix e di Gericault 298 II| alla flogosi del cervello balzano.~ ~E il tabacco è cattivo. 299 V| guardate;... sensitiva come una bambina questa~ ~mia rosa pallida 300 III| piacere~ ~nel verziere dalle bambine procaci sui Ponti,~ ~tra 301 I| arguto~ ~come una testarda banalità di critica. E i Funambuli, 302 IV| bianco~ ~sopra l'argenteo banco,~ ~vicino alla prescelta, 303 VI| il cannone:~ ~e vidi le bandiere verdi, a pace, di contro 304 Inc| Da François Villon, il bandito aedo del medioevo, che squillava 305 II| Ancien Pierrot. — Th. DE BANVILI.E.~ ~Sette colonne di marmo 306 IV| gli prepara,~ ~dentro la bara, l'imperial repubblica legata.~ ~ 307 II| letteratura~ ~che va dalla baracca istrionesca a ciance e a 308 I| tempo di quaresima. Le baracche dei saltimbanchi, che si 309 V| alli arnesi dei cavalli, e barbaresco seguito~ ~e staffieri e 310 IV| la Francia muore. —~ ~I barbari cavalli... l'eserciti lontani 311 VI| parata,~ ~e al sacro gnut del barbaro tiranno.~ ~Dormi, rannicchiati; 312 V| Norme in famigliari dispute. Barbarossa~ ~fa strepito d'acciai, 313 Inc| illuminati di Febbraio; nei quali Barbaroux, Clooz, e Restif hanno lasciato 314 Inc| bricciole; e tra i Goncourt, Barbey d'Aurevilly e Zola, non 315 IV| con pio mistero,~ ~ed i barconi dormono ammarrati: tutta 316 IV| scede varie; e il guanto baronale,~ ~dato all'onde per gioco, 317 III| scimie~ ~ammiccan dalle barre delle chiostre argentate.~ ~ 318 III| sopra ai monti~ ~la Saint Bartelemy. Non avremo noi, «Popolo»~ ~ 319 IV| delle fiamme in alto sui basalti,~ ~dei rombi dalli spalti: 320 IV| alto e le torri campate sul basalto~ ~che le voglion baciare: 321 IV| le case, le torri e le basiliche: ciascuna cosa si riflette 322 Inc| azione dramatica? La Folla a basso tende il grugno in su ed 323 VI| colpite,~ ~non correte a battaglia: vogliamo pane e amore».~ ~ 324 IV| Luna piena che si faccia battagliera e crudele~ ~e che disvolga, 325 VI| integrava a grandi cose:~ ~un battagliero orgasmo incitava la mente.~ ~ 326 III| pretintailles et les robes battantes,~ ~et la chaconne et la 327 I| una divisa pompeggiava al battente socchiuso;~ ~un bel cuore 328 Inc| insudicia ed ha bisogno di battesimo e di crisma.~ ~Or dunque 329 VI| contro ai ghiacciuoli,~ ~batti misericordioso, come qualunque 330 I| sotto le nere stole,~ ~il battito del cuore: lontan batte, 331 V| d'in torno al kreutzer e battono le mani~ ~e Wilhem passa 332 Inc| violenti e nei suicidi. Se Baudelaire non si fosse inspirato all' 333 IV| che covano le viscere beate all'integrazione.~ ~Gente 334 III| dalle nuvole~ ~ai bagni dei beati nelle probatiche piscine 335 IV| osse vecchie e stanche~ ~un beato riposo... Numeri, Sogni; 336 III| inganni assai.~ ~Bon jour, mon beau Sire de Versailles,~ ~les 337 III| odi alla nuova charmante beauté.~ ~E quanti nastri, quanti 338 III| minuit,~ ~entre les divines beautées de votre Cour~ ~je crois, 339 II| questi pettegoli come beceri che dilacerano coscienze~ ~ 340 Inc| complimento di damina guardano e beffano.~ ~Esso è l'appassionato; 341 III| pastorello; ho imparato a belare~ ~coi parrucconi e coi presidenti 342 IV| oïe et mouton~ ~douce ou belier della grande lussuria parigina:~ ~ 343 I| che tutto si discopra~ ~benignamente sano. Noi cercheremo in 344 II| fiore,~ ~che si schiuda al benigno tepore~ ~della serra; e 345 I| vedete là~ ~come s'attardi a bere dentro al bicchiere~ ~di 346 VI| ignoti delitti, e sopra alla berlina,~ ~e in mezzo al cielo, 347 IV| altra sul giustacuore e sul berretto maschile un amuleto di stranezza~ ~ 348 IV| Parigi, sono una povera e bestemiata~ ~istoria plebea; l'epica 349 VI| Poi l'estremo Oriente del betel e del the, nelle tazze aggemminate,~ ~ 350 IV| la Belle aux tètons~ ~de beurre rosé, blanche oïe et mouton~ ~ 351 VI| Jer sera, forse, n'ho bevuto alquanto:~ ~per questo sono 352 I| attardi a bere dentro al bicchiere~ ~di quel biondo messere 353 III| Bon jour, Louis XIV, bienheureux,~ ~le nouveau temps est 354 IV| ed il pugno sonoro del bifolco nel capzioso inchino del 355 I| rotondo, come una pazza biglia~ ~che si rigira dentro le 356 I| dentro alle brume dense e bigotte della sera!~ ~Ed i pensieri 357 I| stanno appannati o velati di bigotteria,~ ~e tutte vanno al rosario 358 IV| A me, Pierrot.~ ~Sono il bimbo lasciato per le vie nel 359 III| tra preti e monache e bionde cordigiane,~ ~o mon Roy 360 IV| sottomissione al vecchio altare.~ ~O biondina d'Albione, Howard, le lucide 361 IV| scialuppe ed i facchini e i biricchini~ ~vaporetti chiassosi e 362 V| anch'esso.~ ~HERR.~ ~Una bisca? È una casa sempre aperta 363 IV| poi una stecca di un biscazziere si vede tramutare~ ~per 364 | bisogna 365 V| tra li Arlecchini, o in bizantini errori~ ~sulla Senna, od 366 VI| Oh Niniche! Fu l'artista bizzarro~ ~che ci volle sul pero, 367 IV| boulevards,~ ~tributai le blandizie; mentre Musette, ragazza 368 IV| tormentoso, come nel tuo Blason, vecchia Parigi;~ ~ed i 369 III| processione,~ ~(carrozze blasonate stanno in lunga fila, alle 370 III| l'onore siede sul cordon bleu, o pur nei molti ornati~ ~ 371 IV| sans respect pour la flamme bleue de son diadème:~ ~il tratait 372 V| Lessing, ma ritrovai sul Blocksberg~ ~Venere e le Tre Norme 373 III| canons~ ~des ces jeunes blondins a l'éstomac debraillé;~ ~ 374 IV| capriccioso ed affanna la bocca piccolina~ ~e l'occhi lagriman, 375 V| dal dolciume~ ~ingojano un boccone che punge in gola, nè pensano 376 III| preparan Figaro, e, dopo Boileau,~ ~noi vedremo Voltaire. 377 III| vince in Lorena~ ~e Villars, boja nobile, ripete sopra ai 378 Inc| ciò in torno a un cuore bollente e lucido come una fiamma 379 II| conchiglia di marmo roseo di Bologna, come li zampilli freschi 380 IV| visibilium va~ ~la polvere borghese sotto la folgore del voler 381 Inc| vita placida e bruta della Borghesia. Da François Villon, il 382 IV| espresse dai forni~ ~della Borsa, lune industriate ed ebree.~ ~ 383 II| Oh! L'usignuolo~ ~Il boscajuolo dei faggi, l'amico dei selvaggi 384 III| son molte e varie: ma, nei boschetti ed in riva~ ~ai laghetti, 385 III| la petite oie, le rond de bottes et les canons~ ~des ces 386 VI| camminetto~ ~e vino alle bottiglie e pane al desco, quattro 387 IV| lampioni,~ ~come al Bosco di Boulogne si stira l'ultimo onesto~ ~ 388 IV| nel capzioso inchino del boursier,~ ~Marion si chiama la Belle 389 IV| Mademoiselle che Maupin e Madame Bovary;~ ~l'una un fior di peccato 390 IV| un'astuzia di serpe e un braccheggiare~ ~d'ipocrito bastardo (egli 391 VI| lui Niniche, passatogli un braccio alla taglia, si sorregge 392 III| fa risa e celia sopra a Bretoni arrotati e impiccati,~ ~ 393 III| molti ornati~ ~justaucorps à brevet. I Persiani in Francia.~ ~ 394 VI| le coorti~ ~mal suase e briache ci affocava, Menadi a questa 395 II| Baronetto, ei vide stelle briaco di vin di Porto. —~ ~All 396 Inc| Gericault raccolgono le bricciole; e tra i Goncourt, Barbey 397 II| odoroso motivo di fiori,~ ~una brillante meteora che canti, e, nell' 398 VI| Su, la fiamma azzurra brilli e vaneggi~ ~dalle tazze 399 III| Un singe en veste de brocart,~ . ~ ~Tandis q'un négrillon 400 IV| Codesta neve frigida brucia il cervello ond'egli dà~ ~ 401 I| malinconia,~ ~dentro alle brume dense e bigotte della sera!~ ~ 402 IV| rosso faro~ ~alle notti brumose, la marmorea sala, i bianchi 403 IV| tappeti dei giardini.~ ~Sono bruni trasporti funerali le carrozze 404 Inc| contro la vita placida e bruta della Borghesia. Da François 405 Inc| vestiva l'Estella spagnola, si bruttarono nel sangue: Maschera moderna, 406 III| mon Roy Soleil,~ ~j'ai bu, dans le vermeil~ ~delle 407 III| marito~ ~se ben morto; regge bufera e ciel sereno!~ ~Quanti 408 III| impettite e fiere,~ ~e le bufere passan lungi di sopra alle 409 VI| paese pel sole,~ ~ed i Topi buffoni (tal dicono i nativi di 410 III| Parco~ ~preparano all'amate buon gioco e migliore assentire.~ ~ 411 IV| reggia e presenta a Luigi Buonaparte~ ~il lancier don Ramiro, 412 IV| triste ragione per le cose buone)~ ~quella magra figura del 413 V| ricorda, in una scena di burattini, una fase della sua esistenza. 414 V| che sta mattina morì~ ~il Burgmeister Kroff. Passando io vidi 415 IV| impostura~ ~di chi piange per burla. E sarò forse il Mago galileo~ ~ 416 II| prepara... che cosa? una burletta~ ~a suono di fanfare, per 417 IV| conche d'amore,~ ~e caverne e burroni di misteri e d'ideali assassini 418 III| que le vieux,~ ~et l'Etat c'est Toi.~ ~Il giorno è molto 419 I| e tutto il nostro poema cada a vuoto, poema colla rima,~ ~ 420 VI| calunnie.~ ~Parigi in fiamme cadde: e Satory s'inzuppa~ ~del 421 VI| Pierrot e Niniche scompajono, cadendo nelle tenebre. Un lungo 422 II| sereni~ ~cieli smuntano e cadono nella nebbia.~ ~Eh, eh!... 423 V| HERR.~ ~Una stella è caduta ai vostri piedi forse non 424 VI| cui la Vecchia dimentica, caduti dall'inerte arcolajo tarlato.~ ~ 425 IV| eccessivo~ ~e troppo presto caduto fiocco di neve.~ ~Codesta 426 IV| abboraccia intrighi~ ~per i Cafès Chantants e pei Vaudevilles, 427 III| gran pompa a servire il caffè, poi che le Marchesine~ ~ 428 III| notiamo in rosso in sui cahiers~ ~per una storia da rifarsi 429 IV| Notre Dame a notte,~ ~quando calan li spiriti saccenti, pruriginosi 430 V| V.~ Luna calante.~ ~Den der Lebende hat Recht.~ ~ 431 II| luna, tra il crescere e il calare~ ~del cerchio pallido sul 432 IV| dispensiera qui nell'ore~ ~dopo calato il Sole; n'è un profumo 433 VI| dormi, passion sotto alle calde ceneri,~ ~vicino a me tutto 434 V| Kreisler si prova di tradurre Calderon~ ~col contra punto, Shackespeare 435 II| tempo futuro. —~ ~Fa troppo caldo qui. Come un orso marino,~ ~ 436 VI| della fecondazione e dei calori~ ~ricchi d'agosto? La decadenza 437 VI| alle leggi colle oscene calunnie.~ ~Parigi in fiamme cadde: 438 III| scimiotta cattolicamente Calvin.~ ~Bon jour, Louis XIV, 439 III| Temelaco che bacia li occhi a Calyspo;~ ~Giansenio odora di lontano 440 IV| terminar nel legaccio di calza catalana~ ~d'una cavallerizza 441 VI| non farinato;~ ~ho voluto cambiare di casacca;~ ~ho amato i 442 IV| Sofia, frigido fiore, Sofia camelia.~ ~Queste camelie del Secondo 443 Inc| dal mercato; le «Dames aux Camelias» coll'occhi di Mimì Pinson, 444 I| dal Gautier.~ ~Una misera camera male arredata. Le finestre 445 I| Ulula, vento, dentro i camini e solleva la cenere:~ ~così 446 VI| domani mancherà legna al camminetto~ ~e vino alle bottiglie 447 V| gemmati colori: amano la campagna, il sole, la rugiada~ ~ed 448 IV| sbraita ed assorda~ ~coi campanelli fessi e distonati; eloquente 449 I| pinzocchere!~ ~Suonan dal campanile, come a mortorio,~ ~sopra 450 IV| lucciole in alto e le torri campate sul basalto~ ~che le voglion 451 IV| guardiana di polli ai patri campi,~ ~se lo zoccolo muta in 452 II| tresca~ ~sul trono, o in Campidoglio, ai lauri di una gloria 453 I| stoviglia,~ ~ed il naso camuso del Signor Scheletro~ ~titillerà 454 IV| tradimento;~ ~e, tra la ria canaglia, la piova di mitraglia: 455 II| come dispilla~ ~da un canaletto~ ~un ruscelletto~ ~sulla 456 III| merletti di seta e le corde di canapa!~ ~Così notiamo in rosso 457 III| fan di sopra ai soffici canapé e belano rondeaux~ ~ed augurali 458 IV| plebea; l'epica cerco tra i cancans dell'Orfée aux Enfers;~ ~ 459 III| silenzio. Molte torcette ai candelabri si sono spente, ed è più 460 V| incendio? A che soffiar sulle candele accese?~ ~L'incendio sulla 461 VI| una Notte d'Estate,~ ~un cane che latrava; come nell'Edda, 462 IV| tenebroso, lucido,~ ~dalle sete cangianti e che si svolgono~ ~dalle 463 II| abruzzese,~ ~in un dì di canicola.~ ~Bel paese eh! Così van 464 III| le rond de bottes et les canons~ ~des ces jeunes blondins 465 II| null'hanno da far meglio,~ ~cantan la fine e il risveglio del 466 Inc| seder sui corni estremi, cantando una pastorale di Getry, 467 VI| Niniche, bella Niniche! Non cantar, dormi:~ ~mi fai paura! ...~ ~ 468 V| graziosa~ ~Loreley danzare a cantare i suoi lai sulle rive del 469 VI| aquila imperiale, prona,~ ~cantasti il ben venuto, Repubblica, 470 II| una brillante meteora che canti, e, nell'incanti~ ~dello 471 VI| fuori dalla finestra,~ ~un cantuccio d'azzurro, un ciuffetto 472 III| fame sullo strame della capanna,~ ~se pure i bei montoni 473 IV| eran l'alcove,~ ~e sotto ai capannucci dei giardini~ ~si davan 474 IV| pruriginosi a frotte~ ~di sopra al capezzale di Don Claudio Frollo,~ ~ 475 VI| vuol l'atmosfera quieta~ «e capi onesti sul guancial sicuro».~ ~ 476 V| s'infuria e in contro al Capitale; Carlo Marx. Ma le tue donne~ ~ 477 VI| accesi...~ ~Or di', quel Capitano dei Dragoni è sciocco assai:~ ~ 478 II| nell'ondeggiare brillano i capitelli dorati delle colonne di 479 IV| ammorzansi,~ ~e dai lampioni capovolti a spegnersi, ma pure inestinguibili.~ ~ 480 V| coll'organo della ducal cappella:~ ~Schamisso si dimentica 481 V| Herr, e la luna risplenderà capricciosa ai mulini~ ~ed è dolce ammirare 482 IV| tra i marosi del cielo capricciosi.~ ~E le nubi, le nuvole 483 III| che i montoni cozzan coi caproni~ ~e la vittoria è per le 484 II| maligno~ ~come la parola capziosa dell'amico~ ~ed io mi troverò 485 VI| e li smeraldi, verdi e capziosi sguardi,~ ~sollecchian dalle 486 IV| pugno sonoro del bifolco nel capzioso inchino del boursier,~ ~ 487 IV| costume;~ ~e tra i rapins e i carabins intuonai «Le rapin de Damiette»;~ ~ 488 Inc| oppio, avrebbe, invece del Caraguez priapro turco e fescennino 489 V| quanto può, dimostra~ ~il suo carattere. Convien dunque aspettare 490 VI| pur sempre per un po' di carbone.~ ~Oh Niniche! Fu l'artista 491 I| ombrelle da villani, son cardinali e re, porpora mobile,~ ~ 492 V| FRAU.~ ~Verran? Verranno carichi d'oro e d'incensi, avran 493 I| regina delle Favole, per carità, non la vedete là~ ~come 494 V| e in contro al Capitale; Carlo Marx. Ma le tue donne~ ~ 495 Inc| Inghilterra, seguendo Sterne e Carlyle, vittime della morta Bohême, 496 VI| affocava, Menadi a questa carneficina~ ~orrenda: oh Parigi pezzente 497 I| saltimbanchi, che si fermarono nel carnevale, chiuse ora, sopportano 498 VI| testa,~ ~«e perchè il pane è caro~ ~PIERROT.~ ~Niniche, bella 499 V| Già prima~ ~serpeggiò la carovana per la piana immensa d'un 500 IV| monarchia, come la Senna carreggia l'annegati:..~ ~quindi là 501 I| comporre; ma non trova nè carta, nè inchiostro~ ~per manifestarsi; 502 IV| palazzi, le chiese e le caserme,~ ~tutte cose rafferme in 503 V| attendere i Re Magi. Il Casino si chiude tardi~ ~anch'esso.~ ~ 504 V| applaudito. Su la gran cassa~ ~suoni e simuli il cannone 505 IV| borghesi Dominos sull'oro delle casse invigilate.~ ~Io sto tra 506 IV| sciupona,~ ~badava alla cassetta. Schaunard forse ha trovato 507 VI| dona,~ ~purificando, si castiga, e perdona.~ ~Li Alemanni 508 IV| terminar nel legaccio di calza catalana~ ~d'una cavallerizza Contessa 509 IV| noi siamo un'invertita~ ~caterva d'Eroi. Guardate me; Pierrot!~ ~ 510 VI| lubenter erro~ ~Cicero. Cato Maior - De Senectute.~ ~ 511 I| brutte assai,~ ~e l'uomini cattivi.~ ~Si?... L'abito pur si 512 II| balzano.~ ~E il tabacco è cattivo. Eh!... l'Italia;... tabacco 513 III| rivoluzione e scimiotta cattolicamente Calvin.~ ~Bon jour, Louis 514 V| aperta come un Tempio~ ~cattolico, nulla rifiuta, ma nulla 515 IV| paliscalmo, e si trascina alla caudata gonna~ ~i desideri d'un 516 III| e i negrillons pochards caudatarii alle belle signore~ ~ed 517 II| i canali,~ ~o prolissi, caudati sudarii di Vestali~ ~sepolte 518 IV| puerizia e per la pudicizia~ ~cavalcasse in Parigi (triste ragione 519 VI| pazzescamente. Pierrot è seduto a cavalcioni del legno; vicino a lui 520 IV| di calza catalana~ ~d'una cavallerizza Contessa di Teba.~ ~Olozaga 521 IV| scomposero sè stessi e vi han cavato il bianco. In visibilium 522 IV| rosee conche d'amore,~ ~e caverne e burroni di misteri e d' 523 V| sotto la neve soffice i cavoli migliori~ ~ed il kraut sarà 524 | Ce 525 II| q'il n'a jamais songé à cela «Ce que nous~ ~faisions?» 526 IV| la quartina iniziale al celebre poema?~ ~Nelle soffitte 527 III| riverenze alle parvenze d'una celebrità,~ ~e tutto appare azzurro 528 IV| avrebbe invocata, morione celeste di Mambrino?~ ~M'assomiglio 529 IV| misteri e d'ideali assassini celesti:~ ~e questa Luna piena che 530 III| in gran toupé~ ~fa risa e celia sopra a Bretoni arrotati 531 V| dal sonoro~ ~legno del cembalo, un nuovo waltzer in mio 532 VI| passion sotto alle calde ceneri,~ ~vicino a me tutto bianco 533 VI| à l'an deux mille quatre cent quarante - Rêve s'il en 534 II| filosofia alla Sorbona, cent'anni fa.~ ~Una Parola nasconde 535 | cento 536 Inc| false, senza profumo; le cercatrici d'amore vero in quel mercato 537 I| benignamente sano. Noi cercheremo in vano, sotto le nere stole,~ ~ 538 IV| istoria plebea; l'epica cerco tra i cancans dell'Orfée 539 V| affamati dell'oro, come i ceri lingueggian sul tesoro dell' 540 VI| alla Luna, come sopra ad un cero~ ~che ti recava noja, vecchio 541 V| conce un gasco. Ho li occhi ceruli.~ ~HERR.~ ~Io non distinguo 542 III| per ora colla Galatea di Cervantes.~ ~Beh! beh! poi che i montoni 543 III| Palazzo.~ ~Verrà il Parco dei Cervi, lo inzuccherato Latour~ ~ 544 III| bottes et les canons~ ~des ces jeunes blondins a l'éstomac 545 II| un rubino~ ~dentro a un cesello~ ~d'un vecchio anello~ ~ 546 IV| le mammole stanno~ ~tra i cespugli e li intrichi delli sterpi, 547 VI| Oh se il festino non cessasse mai! Ancora, ancora?!~ ~ 548 III| robes battantes,~ ~et la chaconne et la criarde, et l'effronté 549 VI| presta~ ~«ai baci e allo champagne,~ ~«vuol dir che l'etesia...~ ~ 550 IV| abboraccia intrighi~ ~per i Cafès Chantants e pei Vaudevilles, al fratello 551 IV| civetterie di trine pallide~ ~di Chantilly e le maglie grassotte e 552 III| augurali odi alla nuova charmante beauté.~ ~E quanti nastri, 553 III| nanfe le lucenti membra,~ ~Cherubi e Serafini in coro s'illanguidiscono 554 VI| troppo uomini ancora, anodini Cherubini di sangue...~ ~Per dio, 555 VI| ecco ci disse: «A voi, chiacchierate, teologhi, colle vostre 556 IV| quei pallidi visi che mi chiamano ancora;~ ~e il paradiso 557 I| sereno, e di giorno ben chiaro;~ ~vedremo, in terra, in 558 II| erbe dei margini;~ ~al chiaror della luna si riplasmano~ ~ 559 IV| i biricchini~ ~vaporetti chiassosi e pretenziosi?~ ~Vi sono 560 IV| mia sigla, ha perduto la chiave del simbolo;~ ~solo un poeta 561 III| Iride è compiacente. —~ ~Chiedere è bello a chi gentilmente~ 562 V| Nuremberg s'innamoran dei Chierici~ ~di Leipsick ed a Dansick 563 III| trova fuori un La Combe~ ~chiericuto discepolo e colla Mothe 564 IV| sotto ai palazzi, le chiese e le caserme,~ ~tutte cose 565 III| ammiccan dalle barre delle chiostre argentate.~ ~Sganarelle 566 I| per manifestarsi; oh, il chiostro ingrato e freddo e pesante 567 V| i Re Magi. Il Casino si chiude tardi~ ~anch'esso.~ ~HERR.~ ~ 568 VI| della larga poltrona. E chiudi li occhi e dormi.~ ~Io non 569 V| le pieghe immobili: tenda chiusa ed ermetica.~ ~ 570 I| fermarono nel carnevale, chiuse ora, sopportano una pioggia 571 IV| alla farsa «Monsieur de Choufleury», l'elegante Morny~ ~la 572 II| dalla baracca istrionesca a ciance e a tresca~ ~sul trono, 573 IV| laccate e pettegole~ ~come i ciarlieri passeri, che fan concilii 574 V| sempre così.~ ~Fatemi una ciarpa di felicità.~ ~FRAU.~ ~Volete 575 | ciascuna 576 VI| sogna festini.~ ~Che vuoi, Cicale funebri andrem dove la danza 577 VI| credam, lubenter erro~ ~Cicero. Cato Maior - De Senectute.~ ~ 578 IV| più farsi valere, come il ciclame e le mammole stanno~ ~tra 579 IV| puerizia; ho visto l'occhi ciechi senza vita~ ~cercar la tradita, 580 II| seni, mentre i sereni~ ~cieli smuntano e cadono nella 581 III| Colombina? La luna è in sulla cima~ ~d'un Castello turrito 582 V| Sorgeranno fiammelle in cimitero.~ ~FRAU.~ ~Con questo freddo? 583 IV| bruna Gea, rinserrata tra le cinte ed i forti,~ ~sotto ai palazzi, 584 Inc| magro pranzo di salame e di cipolle, il vino violetto affaturato; 585 VI| martirio, un'aureola~ ~ti circonda la testa, un'aureola falsa 586 IV| giunge~ ~a loro in grazia, li circonfonde di mimbi imbalsamati.~ ~ 587 I| pendu non fuisset.~ ~ANONIMO citato dal Gautier.~ ~Una misera 588 III| ch'apparecchia galee per Citera,~ ~e le Marchese, e Dorat 589 IV| Impudicizia!~ ~E la milizia cittadina, e l'anello di fuoco, ed 590 VI| cantuccio d'azzurro, un ciuffetto di piante,~ ~ed un mare 591 III| ed il mio cuore espresse civetteria e inganni assai.~ ~Bon jour, 592 IV| delle amiche di Rolla! Oh le civetterie di trine pallide~ ~di Chantilly 593 IV| feste al lupanare di questa civiltà,~ ~e innamoro le Vergini 594 IV| detonazioni: delle grida, dei clangori. Il ponte scroscia e precipita 595 IV| umilmente~ ~gli mandano Claret; mentre suor Patrocinio 596 II| questo so) che al mandolino classico~ ~trova l'eolio antico e 597 IV| sopra al capezzale di Don Claudio Frollo,~ ~ei ti avrebbe 598 IV| maraviglia? —~ ~Oh Città, oh Cloaca, oh Cervello,~ ~oh Scienza, 599 Inc| Febbraio; nei quali Barbaroux, Clooz, e Restif hanno lasciato 600 IV| smalto,~ ~sul ghiacciato cobalto dell'iridi feroci e imperiali;~ ~ 601 VI| se una donna passava e le coglieva;~ ~io vidi le fanciulle 602 V| d'oro e d'incensi, avran collane di pietre preziose,~ ~avran 603 II| rapidissime l'ombre dalla collina e nebbie sorgono. Una calma 604 III| oro. Verranno le servette Colombine~ ~in gran pompa a servire 605 IV| Saccard! In alto della colonna Vandome,~ ~hai rubato l' 606 | coloro 607 IV| nuda Justine raddoppiar colpi.~ ~Sprizza il sangue alle 608 VI| fratelli sventolare: «Ah non colpite,~ ~non correte a battaglia: 609 IV| dalla prostituta: zan! il coltello lucido~ ~della rossa comare: 610 II| torno al mio palazzo ho coltivato un pazzo~ ~laberinto di 611 | colui 612 IV| coltello lucido~ ~della rossa comare: zan! sopra al collo.~ ~ 613 III| inzuccherato trova fuori un La Combe~ ~chiericuto discepolo e 614 IV| i Sogni: vede una fatale combinazione di fatti e di idee. Per 615 IV| quando a quando giuoca coi comignoli.~ ~Del bigio diamantato. 616 IV| Morny che bacia all'Opèra Comique ed abboraccia intrighi~ ~ 617 IV| pizzicagnoli,~ ~di zappatori e di commissionarie~ ~in mille scede varie; 618 IV| gamins les Simboles de~ ~la comogonie de Zoroastre et les Mythes 619 III| dispensano.~ ~La Maintenon, un dì compagna al talamo~ ~dell'eterna 620 IV| strizza~ ~l'occhio volpino al compar che si stizza;~ ~e i cortigiani 621 I| Arlecchino, facchino o duchino e compare alle care~ ~illusion di 622 II| trova l'eolio antico e compendia Saffo,~ ~se vede Zo e Jo 623 IV| pensieri si suscitano, si compensano, si rifiutano nel cervello 624 III| fontane, mentre l'acqua si compera.~ ~L'Abate inchina e dice 625 III| colla Corte, dalla Voisin a comperar l'amore ed il piacere~ ~ 626 IV| giorno.~ ~In tal modo si compie la ventura. —~ ~Passan le 627 III| musica nuova?~ ~Dopo la complainte di Malboroug avremo i mirlitons.~ ~ 628 II| ha bisogno d'un lessico~ ~completo, o d'un vocabolario, o d' 629 Inc| maligne come un ironico complimento di damina guardano e beffano.~ ~ 630 IV| vado per giuoco.~ ~Chi mi comprende qui? Sono sciocchezze.~ ~ 631 VI| passa a canto che ti voglia comprendere?~ ~Champfleury, ho sbagliato 632 V| So, so... non volete~ ~comprendermi?... Le vostre labra ridono 633 VI| allo tzar,~ ~poco fa col Comune ed il Governo,~ ~recinta 634 V| e la cuffia lampeggia conce un gasco. Ho li occhi ceruli.~ ~ 635 VI| date mascherate le astruse concezioni;~ ~Luna nuova sparita, Luna 636 IV| ciarlieri passeri, che fan concilii in alto sulle tegole,~ ~ 637 IV| di seder nella Luna~ ~a concistorio, tra uno stuolo canoro di 638 III| e Dorat dai mille baci conditi,~ ~e i negrillons pochards 639 V| strano festino~ ~di luce che conduce verso l'eternità, se ci 640 III| violenti.~ ~PIERROT tiene conferenza ed academia, dice:~ ~A mezzo 641 IV| e pretenziosi?~ ~Vi sono confidenze di serve e pizzicagnoli,~ ~ 642 V| Arminio in sui Latini. Ma dai confini risponde una parola~ ~e 643 VI| divinità gelosa,~ ~sul pero confitto, per ignoti delitti, e sopra 644 IV| Pierrot distingue tutto il confuso e bruno panorama della Città. 645 IV| la farsa buona e rossa ci congiunge, e Persigny-Fialin,~ ~sozzo 646 VI| cielo, e presso a te;~ ~così congiunti, stiam per volare, angioli 647 VI| senza luce.~ ~E ho veduto i Conigli, ritti come omiciattoli,~ ~ 648 IV| Sogni!~ ~Il Voyou non mi conosce più e la raffinatezza,~ ~ 649 VI| paura del buio dopo aver conosciuto la luce!~ ~Oh palazzo di 650 Inc| ridono, perchè i papà non conoscono il valore e la potenza di 651 III| desiderio~ ~poco serio di conquistare il mondo~ ~ed il mio cuore 652 VI| le Creature sanno e vi consacrano.~ ~Questa Voce si ammuta 653 V| rugiada~ ~ed i bei Dami senza conseguenza: amano i gilii ch'adornan~ ~ 654 III| pare:~ ~le cose rare van conservate per le adoperare.~ ~Oh, 655 V| Imaginate perigli e sfoggiate consigli: Ich dancke wohl,~ ~mein 656 V| le balla~ ~da torno, e il Consigliere di Giustizia Drosselmeyer 657 III| così la bisogna~ ~e chi non conta conterà.~ ~Nos Gentilhommes 658 VI| lune nel pozzo.~ ~E vidi un Contadino colla falce ad immetter 659 III| ed io non conto nulla.~ ~Contano i gentiluomini che non faticano,~ ~ 660 III| traiten de Faquin ou grand~ ~contantement, e fanno meraviglie~ ~tra 661 IV| Eugenia; Bacciocchi, nuovo conte, ride e strizza~ ~l'occhio 662 VI| sembra che dorma. Pierrot la contempla. Un gran silenzio.~ ~PIERROT 663 III| bisogna~ ~e chi non conta conterà.~ ~Nos Gentilhommes Louis, 664 IV| catalana~ ~d'una cavallerizza Contessa di Teba.~ ~Olozaga fa il 665 III| fiori asfissiano, ed io non conto nulla.~ ~Contano i gentiluomini 666 III| coro s'illanguidiscono in contorcimenti,~ ~dopo i divini istanti 667 V| dimostra~ ~il suo carattere. Convien dunque aspettare i Re Magi 668 V| vuol città,~ ~a feste ed a conviti. E i bimbi accalappiati 669 II| in sulle cime della bruna coorte dei pioppi~ ~vedrem montar 670 VI| sangue dal cranio fu che le coorti~ ~mal suase e briache ci 671 IV| di sotto ai falpalà, e la coperta e astuta nudità,~ ~che tutta 672 VI| volta del cielo~ ~ti avrei coperto di pelliccie e velluti.~ ~ 673 V| seguito~ ~e staffieri e coppieri? Verran dunque gentili e 674 III| ad offuscar la luna ed a coprire tutto il Palazzo.~ ~Verrà 675 VI| di seta nè mantiglia per coprirli!~ ~Ma poi ch'hai freddo, 676 IV| costui; non che pretenda coprirmi la testa~ ~della Luna, ma 677 III| rhingrave. E che parrucche copron queste zucche~ ~sdolcinate; 678 V| labra ridono come un rosso corallo.~ ~FRAU.~ ~Imaginate perigli 679 IV| dritta all'elmetto d'un corazziere:~ ~poi una stecca di un 680 III| Gentilhomme»~ ~ne faremo una corda, se vi pare:~ ~le cose rare 681 V| una invocazione muta e cordiale. La tenda stira le pieghe 682 III| preti e monache e bionde cordigiane,~ ~o mon Roy Soleil~ ~Ed 683 III| a cui l'onore siede sul cordon bleu, o pur nei molti ornati~ ~ 684 Inc| qualche cosa sulle tavole coreografiche.~ ~Pierrot è un Mito; dalla 685 II| sfogliano tra le lucide foglie coriacee, senza profumo. La lampada 686 V| il Fornello a cui mastro Cornelio attizza~ ~bracie per l'oro, 687 IV| svolgea la sceda nuova.~ ~Le cornette ed i flauti! I pergolati 688 Inc| mezzo alle nubi, seder sui corni estremi, cantando una pastorale 689 II| a lastre di marmo. Delle cornici di verde antico corrono 690 III| Cherubi e Serafini in coro s'illanguidiscono in contorcimenti,~ ~ 691 Inc| fronte al Poeta appare il corollario umanato delle idee strambe 692 IV| gira il capo; è la maligna corrente che attira;~ ~Numeri e Sogni 693 II| vapori che sen van colle correnti.~ ~O veli, o Belle della 694 VI| Ah non colpite,~ ~non correte a battaglia: vogliamo pane 695 II| cornici di verde antico corrono sotto li architravi. La 696 II| della neve sopra questo corrotto troppo ricco,~ ~funerale 697 IV| mille rughe sulla fronte il corso cavaliere,~ ~ed il pensiero 698 III| familiers.~ ~P. VERLAINE CORTÈGE-FÊTES GALANTES.~ ~Salone Pompadour, 699 IV| Nana, l'Eccellenza Rugon~ ~corteggia le scudiere. Oh tragica 700 IV| compar che si stizza;~ ~e i cortigiani inchinano le terga.~ ~Così 701 II| lunare e scintilla sulla nera cortina. E il raggio della luna 702 III| un cotillon noi abbiam la cosacca~ ~alla rhingrave. E che 703 IV| trapasa il pregio.~ ~O dalla Costa d'oro,~ ~rivolo frigido, 704 II| d'un cielo senza pari,~ ~costellato di rari diamanti notturni. 705 I| me, sentite i gradi delle costole dure, sopra il mio petto,~ ~ 706 VI| ricchi e le lucide pelli costose~ ~nelle vetrine dei Boulevards, 707 Inc| e lucido come una fiamma costrusse un corpo pallido e malinconico, 708 | costui 709 IV| a Mabille anch'io mutai costume;~ ~e tra i rapins e i carabins 710 Inc| bellezza. La Bohême fu un cotal poco tra costoro nelle morti 711 III| che se tu aggiungi un cotillon noi abbiam la cosacca~ ~ 712 III| divines beautées de votre Cour~ ~je crois, qu'il ne vedra 713 IV| aspetta l'uomo nuovo~ ~che covano le viscere beate all'integrazione.~ ~ 714 III| beh! poi che i montoni cozzan coi caproni~ ~e la vittoria 715 I| inno dell'illusione;~ ~una creazione di veli e nubi... e il resto...~ ~ 716 VI| E rise il Dio.~ ~Simbolo crebbe in lui come a manifestare~ ~ 717 VI| erro, qui animas immortales credam, lubenter erro~ ~Cicero. 718 VI| stringiti a me:~ ~s'io credea di passare questa notte 719 II| della coscienza umana~ ~il credere è una fede, se il fatto 720 V| una risata.~ ~FRAU.~ ~Mi credete, mein Herr, così astuta? 721 V| allora, es thut mir leid, credetemi.~ ~Ma Pirlipat s'addormenta 722 I| adunque. La vecchia Barbara fa credito alle tuniche~ ~infarinate: 723 VI| sperdon nelle nuvole~ ~se credon d'arrivare in sino al cielo.~ ~ 724 V| da mani invisibili~ ~pei crepacci scheggiati. Forse è il vento 725 II| morire~ ~della luna, tra il crescere e il calare~ ~del cerchio 726 V| la cugina: il bel fiore è cresciuto tra l'idealismo~ ~a foggiarsi 727 V| popolare di minaccia, onde crespate e ruvide,~ ~capigliature 728 III| et la chaconne et la criarde, et l'effronté et les passecailles~ ~ 729 II| vampiri all'angiporti delle cripte funeree~ ~e farfalle vermiglie 730 Inc| bisogno di battesimo e di crisma.~ ~Or dunque questi saranno 731 V| la figura dei giovanetti critici milanesi: un acre~ ~tosco 732 VI| non dà posa; il vento è critico,~ ~come la mia parola:~ ~ 733 III| beautées de votre Cour~ ~je crois, qu'il ne vedra le petit 734 V| fanno in torno~ ~dorate croste e son ripieni di rosee composte 735 IV| si faccia battagliera e crudele~ ~e che disvolga, dalla 736 IV| queste schiume rossigne;~ ~oh cruore diffuso dentro all'onde~ ~ 737 II| padroncina,~ ~e il ladron di cucina,~ ~e il ghiottone sudicio, 738 Inc| golosi, rubacchiati nelle cucine di Pulcinella e di Cassandre, 739 I| Mai più. — Il marito è un cucù, come il vecchio Cassandre,~ ~ 740 V| riscintillano nei movimenti:~ ~e la cuffia lampeggia conce un gasco. 741 V| nelle sale~ ~la zia e la cugina: il bel fiore è cresciuto 742 I| titillerà di gioia ai culinari aromati.~ ~Colombina, Arlecchino, 743 V| ch'adornan~ ~di ricami la culla del neo nato, s'egli dorma 744 VI| bruna e morta;~ ~noi ci culliam sul ramo come un yankee 745 V| pasticcini~ ~per i bambini cuoccion nel forno: si fanno in torno~ ~ 746 IV| inferriate industriate~ ~nel curvo gusto della reggenza; ecco 747 II| sogghigna;~ ~e Natura, matrigna, custodisce un ricordo e una speranza.~ ~ 748 V| lingueggian sul tesoro dell'arca~ ~custodito ad ammaliare. Portiam fede 749 | da' 750 V| simula dei raggi a mo' di daghe. Fra tanto le pupattole~ ~ 751 III| Lauzun e Villeroy, de Daillon e de Varde~ ~ed altri ancora 752 Inc| ci agitiamo come l'intimo daimon Maschera vuole; ed esso 753 IV| sui basalti,~ ~dei rombi dalli spalti: anche la Catedrale 754 Inc| angosciate dal mercato; le «Dames aux Camelias» coll'occhi 755 V| sole, la rugiada~ ~ed i bei Dami senza conseguenza: amano 756 IV| carabins intuonai «Le rapin de Damiette»;~ ~quando Paul de Kock, 757 Inc| un ironico complimento di damina guardano e beffano.~ ~Esso 758 I| nelle gavottes leziose, damine inzuccherate e preziose;~ ~ 759 I| rimescola al vino~ ~e il nuovo damo e lei bevono tossico.~ ~ 760 V| sfoggiate consigli: Ich dancke wohl,~ ~mein Herr.~ ~HERR.~ ~ 761 III| mon Roy Soleil,~ ~j'ai bu, dans le vermeil~ ~delle tazze 762 V| Chierici~ ~di Leipsick ed a Dansick il mare urla e oltraggia 763 II| faisions?» dit-il «Nous dansions.»~ ~Les Folies Nouvelles. — 764 III| e... discreta.» —~ ~Così danzano l'Angioli in cielo; Padre 765 I| vecchio e bon Jonelli,~ ~avrei danzato, inclinato, saltato: un 766 III| Faublas, e Valmont e le danze ed i morbi~ ~e tutto il 767 I| paese del fantastico~ ~per dar fondo all'Idea...~ ~Una 768 Inc| nobili, in quanto più sincere daranno l'intimo svolgersi del loro 769 I| delle tavole anatomiche, noi darem la nozione~ ~delle sostanze 770 I| tavolo, ed il gomito punge.~ ~Daremo un dì lezioni in «anima 771 II| fiords di Norvegia. Può darsi quindi!... Pierrot?...~ ~ 772 IV| a cui il saggio Marbodeo dava la facoltà dello zaffiro~ ~ 773 IV| capannucci dei giardini~ ~si davan le modiste alli Zerbini~ ~ 774 III| escaliers,~ Et ne parait pas davantage~ Sensible à l'insolent souffrage~ 775 IV| quando Pascal,~ ~meraviglioso David, s'infutura, eterna gioventù 776 IV| a Rosa Pampon, la bella debardeuse,~ ~di velluto, di rasi e 777 VI| produca un altro fiore che non debba appassire.~ ~E Cajenna, 778 III| jeunes blondins a l'éstomac debraillé;~ ~che se tu aggiungi un 779 VI| calori~ ~ricchi d'agosto? La decadenza ha portato la tabe anche 780 IV| ladri!~ ~Oh, oh! La piova decembrina su Lutezia, piova di sangue 781 I| E il bruno innamorato! — Decisamente queste donne che passano 782 Inc| ideali ora salgono, non declamano, ma accennano; non piangono, 783 Inc| nominarlo, Gérard de Nerval gli dedicò tutta l'opera sua. Jules 784 V| storie paurose, fan meglio degerire, meine Frau.~ ~E poi? Ascesi 785 Inc| gargantuesco di Balzac, di Delacroix e di Gericault raccolgono 786 V| calore~ ~al cuore assiderato? Delizie delle viste, ed imagini 787 III| revenir de Saint-Denys;~ ~le déluge est bon juge!...~ ~Pierrot 788 II| Venni in Italia e fui deluso; feci viaggio lontano;~ ~ 789 V| V.~ Luna calante.~ ~Den der Lebende hat Recht.~ ~ 790 I| malinconia,~ ~dentro alle brume dense e bigotte della sera!~ ~ 791 IV| irritar di polvere,~ ~un denso fermentar dalle cloache:~ ~ 792 VI| quanto vi avanza, vittime deprecate,~ ~io, un Pierrot che non 793 V| V.~ Luna calante.~ ~Den der Lebende hat Recht.~ ~Pierrot 794 VI| alle bottiglie e pane al desco, quattro soldi~ ~li troverem 795 Inc| sanno per dove vadano, che desiderano sempre, che si entusiasmano 796 V| Sono troppo lontane! I Desiderii miei~ ~pigolan come uccelli 797 II| io vidi. — Fuma tabacco detestabile.~ ~Noi faremo d'in torno 798 IV| da quelle: fiamme rombi e detonazioni: delle grida, dei clangori. 799 IV| sudici delle vie, ed i detriti e l'immondizie e i frusti?~ ~ 800 VI| publique.~ ~Epygraphe à l'an deux mille quatre cent quarante - 801 IV| giardino di Cassandre~ ~devastano le pere saporite; Momus 802 V| pruina e ghiacciuoli le faran diadema~ ~sulla testa. Ed allora, 803 IV| pour la flamme bleue de son diadème:~ ~il tratait comme on traite 804 V| Signori.~ ~PIERROT imita il dialogo.~ ~HERR.~ ~Guten Abend, 805 IV| coi comignoli.~ ~Del bigio diamantato. Molte ricchezze amano l' 806 IV| falso~ ~che racchiudono un diamante fino. Pierrot dice sentenze 807 II| già mai~ ~dato fuora un «Diario». Il vario e vago errare~ ~ 808 V| non bene aggemminata~ ~al diaspro, o travolta all'aspro vento 809 V| Gian Paolo?~ ~Un grazioso diavolo siete se m'intrigate.~ ~ 810 Inc| fuggitivi delle proscrizioni di Dicembre, li illuminati di Febbraio; 811 IV| lancier don Ramiro, frutto non dichiarato~ ~dell'amor morganatico 812 V| sognando alle Fate, Strauss diè fuora, dal sonoro~ ~legno 813 III| ingemmate un liquore~ ~che mi diede alla testa ed al cuore,~ ~ 814 IV| agonia sospirosa: or mai dietro a una trina~ ~nera si vela 815 IV| schiume rossigne;~ ~oh cruore diffuso dentro all'onde~ ~Che è 816 III| montoni dell'Arcadia molli digestioni~ ~fan di sopra ai soffici 817 II| le fasi lunari~ ~dirò pei dignitarii delle imprese lunatiche~ ~ 818 III| ai laghetti, l'oche di diguazzano impettite e fiere,~ ~e le 819 II| pettegoli come beceri che dilacerano coscienze~ ~senza coscienza, 820 II| gloria immeritata.~ ~La luna dilaga nella sala: i marmi rispecchiano 821 III| gentilmente~ non sfugge alla dimanda. —~ Il secchio dondola~ 822 VI| investe la rama e la fa dimenare pazzescamente. Pierrot è 823 VI| sono qui Pierrot,~ ~ma, se dimetto la bianca divisa,~ ~sono 824 V| sua esistenza. Fra tanto dipinge lo sfondo.~ ~PIERROT, avvisando.~ ~ 825 VI| allo champagne,~ ~«vuol dir che l'etesia...~ ~PIERROT.~ ~ 826 VI| lungo gemito. La notte si dirada: la neve verdeggia qua e 827 II| Comme il est pâle!~ ~On dirait un malade, avec son blanc 828 II| seguendo le fasi lunari~ ~dirò pei dignitarii delle imprese 829 V| del cielo; aspetterem che discendano~ ~a noi queste stelle maligne: 830 II| tende tese alle finestre, discendono rapidissime l'ombre dalla 831 VI| filo d'orbita in giro a un disco senza luce.~ ~E ho veduto 832 I| un bel viso che tutto si discopra~ ~benignamente sano. Noi 833 Inc| affaturato; sognano ancora, discorrono ancora di Filosofia e d' 834 III| Serva vostra e... discreta.» —~ ~Così danzano l'Angioli 835 III| regale e le foree pettinate e discrete del Parco~ ~preparano all' 836 IV| Boulevards e le vie sono disegnate dalla riga tremula e gialla 837 I| incantati~ ~delle pantomime disfecer le pruine e il vento arguto~ ~ 838 IV| insistente grido muto~ ~disferro in sui festini: ironia della 839 IV| son tra questi fiori già disfogliati un eccessivo~ ~e troppo 840 II| consiglio gentile e disinteressato.~ ~Un Baronetto inglese, 841 III| che vendono e i baci che dispensano.~ ~La Maintenon, un dì compagna 842 II| profumi ed incensi, che dispensi notte munifica,~ ~sorella 843 IV| Alita cortigiana, alita dispensiera qui nell'ore~ ~dopo calato 844 VI| dell'entusiasmo e della disperazione;~ ~l'animo s'integrava a 845 II| gemmante strofe,~ ~come dispilla~ ~da un canaletto~ ~un ruscelletto~ ~ 846 V| Tre Norme in famigliari dispute. Barbarossa~ ~fa strepito 847 VI| bruno pero morto;~ ~ecco ci disse: «A voi, chiacchierate, 848 IV| sopra la Senna, Pierrot distingue tutto il confuso e bruno 849 V| ceruli.~ ~HERR.~ ~Io non distinguo il colore dell'occhi alla 850 IV| coi campanelli fessi e distonati; eloquente Pierrot,~ ~parlo 851 IV| della città, i lampioni disturbano~ ~le povere fornicazioni 852 IV| battagliera e crudele~ ~e che disvolga, dalla glabra faccia, la 853 II| Ce que nous~ ~faisions?» dit-il «Nous dansions.»~ ~Les Folies 854 V| improvvisato, facendo apparire dite fantocci di tra una tenda, 855 II| serra; e il calore~ ~che divampa dal cuore~ ~gli dà il colore~ ~ 856 VI| le stelle~ ~dal pensile divano del bruno pero morto;~ ~ 857 IV| patrie~ ~appianano la via al divenire, come il mentire~ ~segna 858 Inc| fiume d'illusioni, e ci divertiamo con le città dei castelli 859 III| souper de minuit,~ ~entre les divines beautées de votre Cour~ ~ 860 III| contorcimenti,~ ~dopo i divini istanti della contemplazione.~ ~ 861 IV| estasiato all'osceno maestro divino.~ ~Occhi, viole di passione 862 IV| Marion dai bianchi denti divoratori,~ ~guardiana di polli ai 863 IV| la notte;~ ~amo i liquori dolci e profumati e l'insalate 864 V| i bimbi accalappiati dal dolciume~ ~ingojano un boccone che 865 V| Non la temo.~ ~HERR.~ ~A doman, meine Frau?~ ~FRAU.~ ~Se 866 V| il sesso?~ ~FRAU.~ ~Che domanda indiscreta, mein Herr.~ ~ 867 IV| impende alle Torri ed ai Domi e più vicina al cielo~ ~ 868 IV| e non sa.~ ~Ouindi tra i Dominôs neri sto meglio e mi faccio 869 V| finnici allori nella Svezia?~ ~Donde verrà qust'Ecate novella? 870 III| delli sproni. Tal vanno i doni ai furbi,~ ~ad empire la 871 IV| la savate avec Arimane et donnait des renforcemente~ ~à Oromane, 872 VI| La bella musica... ed il doppiere è spento.~ ~Quando risuonerà, 873 III| Citera,~ ~e le Marchese, e Dorat dai mille baci conditi,~ ~ 874 VI| Dall'oriente una tenue luce dorata: pare che sorga il sole.~ ~ 875 I| ed assopiti i trilli,~ ~e dormienti e spenti i colori, ed i 876 IV| mistero,~ ~ed i barconi dormono ammarrati: tutta la folla 877 VI| bianca divisa,~ ~sono un dottore di filosofia; poi che v' 878 IV| popolo,~ ~come sciacalli sui douars d'Algeria. Alla cuccagna!~ ~ 879 IV| blanche oïe et mouton~ ~douce ou belier della grande lussuria 880 II| fame. — In Italia non ci dovea venire;~ ~già, se pur mi 881 II| abbiam nella scarsella~ ~a dovizia; per sopra più quando accenniam 882 V| pensate.~ ~HERR.~ ~Meine Frau, dovrò ridere un po' dello strano 883 Inc| rispecchiamo nell'azione dramatica? La Folla a basso tende 884 IV| e d'una palla uscita, dritta all'elmetto d'un corazziere:~ ~ 885 V| Consigliere di Giustizia Drosselmeyer di Nuremberg~ ~batte la 886 IV| Zoroastre et les Mythes du ZendAvesta.~ ~THEOPHILE 887 IV| sopra al collo.~ ~Sto nelle dubbie feste al lupanare di questa 888 V| fiume mormora.~ ~La sera è dubia, triste, lieta, eccitante.~ ~ 889 I| seguirci in corteggio, teorie dubie dentro alla polvere;~ ~poi 890 II| posticcio,~ ~e l'inganno ed il dubio?... O seguendo le fasi lunari~ ~ 891 II| Maltese~ ~d'ipocondria, nelle dubiose sere del Tamigi,~ ~raccontava 892 V| Shackespeare coll'organo della ducal cappella:~ ~Schamisso si 893 III| tra le famiglie dei servi Duchi e Pari del Regno~ ~memorando 894 I| Arlecchino, facchino o duchino e compare alle care~ ~illusion 895 IV| gonna~ ~i desideri d'un Dulcamara. Oh le scarpette laccate 896 V| mare urla e oltraggia alla duna,~ ~meine Frau, oceano popolare 897 V| una luna morente.~ ~E vi duol di tornar sola?...~ ~FRAU.~ ~ 898 III| sole,~ ~e il Pitocco si duole d'una casacca gallonata~ ~ 899 VI| mezzo a questo spazio,~ ~a durare lo strazio di Prometeo, 900 I| sentite i gradi delle costole dure, sopra il mio petto,~ ~o 901 IV| sala, i bianchi letti,~ ~duri, lucidi, belli come me, 902 | ebbe 903 IV| Borsa, lune industriate ed ebree.~ ~Poi delle mosche che 904 II| Eroi d'una funambolesca ebrietà di rime. —~ ~Pierrot, d' 905 V| migliori~ ~ed il kraut sarà eccelente quest'anno.~ ~HERR.~ ~Se 906 IV| alla nuda e fulva Nana, l'Eccellenza Rugon~ ~corteggia le scudiere. 907 IV| fiori già disfogliati un eccessivo~ ~e troppo presto caduto 908 IV| forse ha trovato lo spunto eccezionale~ ~della gran sinfonia? E 909 V| è dubia, triste, lieta, eccitante.~ ~Or entrano li Attori, 910 VI| cane che latrava; come nell'Edda, dei Gnomi a sopportare~ ~ 911 III| altri ancora ed altre ad edificazione~ ~tra preti e monache e 912 II| Pierrot.~ ~Et .j'aurais des effets de nieje sur mon front.~ ~ 913 III| chaconne et la criarde, et l'effronté et les passecailles~ ~v' 914 VI| Nuova.~ ~Le plaisir sans égal seroit de fonder la félicité 915 Inc| recinto di Parigi alle palme d'Egitto ed ai fiords di Norvegia; 916 VI| testa, un'aureola falsa d'Egiziaca,~ ~una gloria alla pena 917 IV| Monsieur de Choufleury», l'elegante Morny~ ~la farsa buona e 918 VI| palazzo di marmo, oh luna elettrica,~ ~globo d'argento sospeso 919 IV| uomo di bronzo:~ ~le lune elettriche verranno a festeggiarti, 920 II| Swedemhorg norvegese, avatar d'Eliphas Levi~ ~riconsegna alla storia 921 | ella 922 III| Son fardeau sompteux,~ ~Elle va par les escaliers,~ Et 923 IV| palla uscita, dritta all'elmetto d'un corazziere:~ ~poi una 924 IV| campanelli fessi e distonati; eloquente Pierrot,~ ~parlo a gesti 925 II| silenti nel Mondo,~ ~ed eloquenti dentro all'intendimento 926 Inc| Ma la vita è sincerità.~ ~EMMERSON Representative man.~ ~Queste 927 III| costoro: il modo flebile empie la Tempe;~ ~gettan vin le 928 III| et les passecailles~ ~v'empiono i bei giardini e gonfiansi 929 III| vanno i doni ai furbi,~ ~ad empire la petite oie, le rond de 930 IV| brivido~ ~già mai accolto a encomio, t'abbandoni e non senti~ ~ 931 IV| i cancans dell'Orfée aux Enfers;~ ~e se sventola la stola 932 IV| Luna Piena.~ ~Oui, Pierrot, enivré de gloire, d'applaudissmente 933 VI| dei Gnomi a sopportare~ ~l'enorme peso d'un'anfora di bronzo; 934 III| l'Angioli in cielo; Padre Enriquez~ ~vi dà queste superne voluttà 935 Inc| capriccioso sopra una stabile entità; e furono visti passeggiare 936 V| lieta, eccitante.~ ~Or entrano li Attori, miei Signori.~ ~ 937 III| le souper de minuit,~ ~entre les divines beautées de 938 Inc| desiderano sempre, che si entusiasmano per tutto ciò che luccica, 939 II| scende dunque?~ ~Or s'apre entusiasta il gelsomino notturno~ ~ 940 II| mandolino classico~ ~trova l'eolio antico e compendia Saffo,~ ~ 941 IV| bestemiata~ ~istoria plebea; l'epica cerco tra i cancans dell' 942 III| mortiers,~ ~mentre che li épiciers impinguavan scarselle ai 943 IV| assomigliano a labra,~ ~dei fiori epicurei e dei fiori pitocchi:~ ~ 944 VI| Erano i giorni sacri all'Epopea,~ ~la mite melopea della 945 VI| la félicité publique.~ ~Epygraphe à l'an deux mille quatre 946 I| lungo le finestre torme equivoche e sbilencie~ ~di becchini 947 Inc| Banlieue, sotto ai pergolati equivoci e polverosi, vicino alle 948 VI| ecco perchè una ragna~ ~d'equivoco pensiero tesse un insetto 949 I| stamberga dell'ultimo piano era gaja di risa~ ~e una divisa 950 | eran 951 IV| poi la Catedrale, e forme erette le torri delli Invalidi:~ ~ 952 II| profonde sepolture di sotto all'Erme immobili~ ~del Tempo che 953 V| incendio sulla neve, porpora ed ermellino: uno strano festino~ ~di 954 V| immobili: tenda chiusa ed ermetica.~ ~ 955 VI| e la morte, e le fulve eroine, le galliche risorte,~ ~ 956 Inc| fescennino delle Reliquiae erotiche, espresso un Pierrot; come, 957 II| Diario». Il vario e vago errare~ ~per le care e le amare 958 V| Arlecchini, o in bizantini errori~ ~sulla Senna, od in finnici 959 IV| Marchese in veste rossa ed erto~ ~in mano lo staffile sulla 960 | es 961 III| pescan nel torbido; e se l'esca è fresca~ ~di giovanile 962 III| sompteux,~ ~Elle va par les escaliers,~ Et ne parait pas davantage~ 963 Inc| ed Idee, non Parole, mai. Escono e fanno.~ ~ 964 IV| I barbari cavalli... l'eserciti lontani tra la neve,~ ~l' 965 Inc| queste figurazioni. All'esotismo la moda si appresta, breve 966 VI| buffone, il Demiurgo,~ ~ci espose fuori, nudi, a contemplar 967 II| ultimi pensieri vengono espressi a viva voce come in un grido. 968 II| che l'atto che accenna è l'espression migliore.~ ~Un atto, un' 969 Inc| lo scherzo quando invece esprime una profonda ferita del 970 III| Gentilhommes Louis, qui ont ésprit,~ ~souvent ils me traiten 971 IV| dell'oro dentro alla loro essenza,~ ~scomposero sè stessi 972 | essi 973 II| altare gemmante~ ~ed una estasiante vittima a pena uccisa.~ ~ 974 IV| porge il sangue ed il seno estasiato all'osceno maestro divino.~ ~ 975 VI| nel Sogno d'una Notte d'Estate,~ ~un cane che latrava; 976 Inc| di cui Florian vestiva l'Estella spagnola, si bruttarono 977 II| surgente~ ~nella tepente ed estivale sera sulla nera~ ~fossa 978 II| pur l'alone~ ~delle notti estive: così avremo un ciel dentro 979 III| ces jeunes blondins a l'éstomac debraillé;~ ~che se tu aggiungi 980 Inc| neve un gallico entusiasmo estrasse questa bianca figura di 981 Inc| alle nubi, seder sui corni estremi, cantando una pastorale 982 VI| recideva da torno.~ ~Poi l'estremo Oriente del betel e del 983 II| Th. DE BANVILLE.~ ~. . J'étais Pierrot.~ ~Et .j'aurais 984 III| fou que le vieux,~ ~et l'Etat c'est Toi.~ ~Il giorno è 985 IV| tacciono i Funambuli.~ ~Senna, Etera! Gallica Loreley,~ ~nel 986 V| luce che conduce verso l'eternità, se ci sarà.~ ~FRAU.~ ~Torneremo 987 VI| champagne,~ ~«vuol dir che l'etesia...~ ~PIERROT.~ ~Mio Dio! 988 IV| d'un tempo~ ~colla bella Eugenia; Bacciocchi, nuovo conte, 989 II| giunchiglie e gelsomini, che evoca pei giardini~ ~molli profumi 990 II| blanc sarrot!~ ~Pierrot exprime q'il n'a jamais songé à 991 IV| le gonfie scialuppe ed i facchini e i biricchini~ ~vaporetti 992 I| sepoltura?~ ~Arlecchino, facchino o duchino e compare alle 993 | faccio 994 | facendo 995 IV| saggio Marbodeo dava la facoltà dello zaffiro~ ~d'attirar 996 II| usignuolo~ ~Il boscajuolo dei faggi, l'amico dei selvaggi luoghi 997 II| songé à cela «Ce que nous~ ~faisions?» dit-il «Nous dansions.»~ ~ 998 III| Sire de Versailles,~ ~les falbalas, les pretintailles et les 999 Inc| vittime universitarie di Fallaux, giovani affamati di poesia 1000 IV| rotondette~ ~di sotto ai falpalà, e la coperta e astuta nudità,~ ~