Gian Pietro Lucini
I monologhi di Pierrot

II. La Casa di Pierrot.

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II.
La Casa di Pierrot.

LE BOURGEOIS.

Apercevant Pierrot qui paraît au fond.

Justement, j'en vois un qui vient. Comme il est pâle!

On dirait un malade, avec son blanc sarrot!

Pierrot exprime q'il n'a jamais songé à cela «Ce que nous

faisionsdit-il «Nous dansions

Les Folies Nouvelles.Th. DE BANVILLE.

. . . . . J'étais Pierrot.

Et .j'aurais des effets de nieje sur mon front.

Ancien Pierrot. — Th. DE BANVILI.E.

Sette colonne di marmo bianco. sostengono la volta della sala: le pareti bianche a lastre di marmo. Delle cornici di verde antico corrono sotto li architravi. La lampada d'alabastro sospesa a catenelle d'argento dondola: come la luce si porta qua e , nell'ondeggiare brillano i capitelli dorati delle colonne di lampi fugaci. Trilla e mormora una fontana nel mezzo della sala. L'acque ricadano in una conchiglia di marmo roseo di Bologna, come li zampilli freschi in un patio di Sivilla. Sette finestre sono tese a cortine di velluto nero: forse per impedire che il sole penetri. Delle frigide camelie si sfogliano tra le lucide foglie coriacee, senza profumo. La lampada a volte sembra una pallida e mesta luna. — Si pensa che fuori, a cielo libero, risplenda un tiepido e calmo vespero d'autunno. Dentro, un freddo striscia sulla persona e punge l'ossa. — Oltre le tende, sommesso e lontano, come venisse d'un altro mondo, un pigolio d'uccelli —  Pierrot passeggia, fumando, guarda alla lampada e guarda al suolo che lo rispecchia: sorride, sbadiglia, fuma; la sigaretta, abruciandosi, avvolge come di un alone la lampada luna. Sbadiglia, sorride e pensa Pierrot per se stesso.

Pausa. Di fuori l'uccelli cantano più sommessamente per terminare. Silenzio. Il tramonto succede al vespero. S'indovina che, dall'altra parte delle tende tese alle finestre, discendono rapidissime l'ombre dalla collina e nebbie sorgono. Una calma di riposo. Nella sala fa più freddo, forse perchè la brezza è più pungente all'aperto. Pierrot tende l'orecchio: si rallegra: s'avvicina ad una finestra e getta la sigaretta. Riprende il torneo strambo del pensare.

Questi ultimi pensieri vengono espressi a viva voce come in un grido. Il Pierrot si stupisce e quasi teme di queste voci, che insolitamente risuonano nella sala. Poi ride: il riso stride ed il Pierrot parla.

Spalanca una finestra. Notte luminosa. Un ramoscello di rosa si sporge nel vano tutto bagnato di luce lunare e scintilla sulla nera cortina. E il raggio della luna fa impallidire la lampada. Non fa più freddo. Qualche cosa di vivo riscalda questo sepolcro di Maschere.

La luna dilaga nella sala: i marmi rispecchiano come forbiti acciai. Le rose incensano dalla finestra. Ogni cosa palpita col cuore di Pierrot che si rinsangua. Egli grida e geme, pauroso della vita gagliarda che s'inturgida nel suo corpo. Un singhiozzo: una risata. Pierrot sente di morire e di rinascere.


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