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GHIRIBIZZI DRAMMATICI IL COLLARE DELLA SS. ANNUNZIATA TRAGEDIA DI UN VERISTA IN TRE ATTI ATTO SECONDO |
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Scena Prima.
Shach - Pare che tu sia più ambizioso di codesto Collare, che delle decorazioni del Leone e del Sole.
Gran Visir - No, sire; ma tuttavia è cosa di molto onore. Chi ne è insignito diventa cugin del Re.
Shach - (Ridendo ironicamente) Oh, anche tu dunque hai qualche cosa di regale... Fatti in qua che veda cotesta catena. C'è delle lettere: che sono?
Gran Visir - Per tutto ci sono queste quattro lettere F. E. R. T.; e uno di questi grandi del regno mi ha detto che l'Ordine dell'Annunziata è antichissimo, che fu istituito quando un principe di Savoja prese d'assalto Rodi, e che quelle lettere significano Fortitudo ejus Rhodum tenuit.
Shach - Espugnò Rodi? E chi lo teneva Rodi? Gente del nostro sangue, della nostra religione... (Con isdegno)
Gran Visir - (Tutto spaurito e tremante) Sire... Maestà...
Shach - (Ridendo ironicamente) Il Re d'Italia la poteva spender meglio... O lo ha fatto per ischerno?... - Va via, e mandami Mohamed. (Il Gran Visir parte)
Mohamed - (Si prosterna65 a terra senza parlare)
Shach - Sta su. (Mohamed si alza) Dimmi un po': cos'è questo Collare... questa Annunziata?...
Mohamed - Sire... Direi... Non so...
Mohamed - Il Gran Visir ha fatto male ad accettarlo: è quasi atto di ribellione. Ora si è imbrancato con quasi tutti i capi rivoluzionari... Lanza, Ricasoli, ecc.
Shach - Ribellione!! Rivoluzionari!! - Tágliali la testa.
Mohamed - Sire! qui non è prudenza il farlo. E poi dice che quel collare è fatato, e chi lo porta al collo non può esser decapitato. (Così gli verrà voglia di provare.)
Shach - Vo' provar súbito: mándamelo qua.
Shach - (Stato un po' sopra pensiero) Basta, ora dissimuliamo, e divertiamoci un poco alle sue spalle. Vallo a chiamare; e secóndami.
Shach - Cugino del Re? Rivoluzionari? Te lo darò io!...
(Entrano tutti lieti Mohamed ed il Gran Visir)
Shach - Mi era venuto qualche sospetto; ma il tuo amico Mohamed gli ha tutti dissipati. Gòditi il Collare; e io me ne rallegro, perchè è alto onore che un mio vassallo sia cugino di un Re. Tornati a Teheran, farò di ciò solenne festa. Tu, Mohamed, fagli atto di riverenza, e baciagli il piede.
Mohamed - (Ubbidisce e dice fra sè) A Teheran ci riparleremo!