Pietro Fanfani
Novelle e ghiribizzi

NOVELLA II. LA CONSOLAZIONE DELLA VEDOVA.

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NOVELLA II.20

LA CONSOLAZIONE DELLA VEDOVA.

 

La novella della Vedova d'Efeso, raccontata prima da Fedro, poi da Apulejo, e poi da altri e altri, non è fatta se non per provare quanto facilmente l'uomo, e specialmente la donna, dimentica le persone più care furátele dalla morte. Se non la sapete, ve la dico in quattro parole. Le morì il caro marito; e lei giurò di voler finire i suoi giorni presso alla tomba di esso, accanto alla quale fece fare apposta un piccolo tugúrio, dove star sempre a piangerlo. Fu nel giorno stesso appiccato un famoso birbone, e lasciato esposto in mezzo alla campagna, proprio presso alla tomba, póstovi a guardia un soldato, acciocchè nessuno lo spiccasse. Quel soldato era un pezzo di giovanotto, ma dite bello!21 e la vedovella un occhio di sole. - Povera donna, mi fa proprio compassione! - E va per consolarla un poco. Era fiato gettato: la voleva morire per amor del marito. Ma si guardarono... - Che bell'uomo! somiglia il mio povero marito. - A farvela corta, finì come doveva finire: s'innamorarono come due gatti di gennajo. Mentre però quel soldato consolava la vedovella, i compagni dell'impiccato, che stavano alla posta, veduto il bello, lo spiccarono, e via a gambe: e tornato lui alla guardia, e vedendo sparito il pènzolo, gli cascò il fiato, e dava in tutte le smanie. La vedova allora andò a consolar lui: - Che è stato, amor mio? datti pace; a tutto c'è rimedio: o non c'è il corpo del mio marito buon'anima?... Vien con me. - Vanno: levano il marito morto dalla sepoltura, lei per il capo e lui per le gambe: te lo portano alla forca; e lo lasciano a penzolare pasto obbrobrioso dei corvi.

Questa vedova è parlante esempio della verità del nostro proverbio: Chi muore giace; e chi vive si pace, ma almeno non fu ipòcrita. Tanti filosofacci battezzarono per virtù una certa loro fortezza d'animo; e si fossero veduti morir mezzo mondo a' loro piedi, non si crollavano. Altri rimediano col fatalismo: i cattolici con la rassegnazione cristiana, e col Dominus dedit, Dominus abstulit, fiat voluntas Dei; e così non pèrdono un'ora di sonno, mangiano un boccon di meno. Tutti però fanno testimonianza dell'alta sapienza dei Greci che la Morte appellarono Oblío.

 

 

 





20 Vedi Illustrazioni, N. II.



21 Modo dell'uso comune per significare il superlativo con più efficacia.



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