Pietro Fanfani
Novelle e ghiribizzi

NOVELLA V. LA DISCREZIONE DE' FRATI.

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NOVELLA V.

 

LA DISCREZIONE DE' FRATI.

 

Quando si vuol tassare di indiscreta una tal persona, gli si suol dire che la sua è discrezione da frati. Con molti esempj si potrebbe chiarire tal dettato familiare: io voglio darvi il seguente, come me lo ha raccontato un legnajuolo fiorentino. Udite.

Una mattina gli cápita a bottega un fratone zoccolante:

- Maestro, buon giorno; e cava fuori dalla manica la scatola del tabacco, offrendone una presa al legnajuolo, il quale, dopo avergli reso il buon giorno, lo ringraziò.

- Scusate, maestro, disse allora il frate: che ci avreste da darmi un pezzetto di legno, lungo un dito o così?

E il legnajuolo:

- Volentieri, padríno. E trovato il legnòttolo, glielo porge con buon garbo.

- Dio vi rimèriti e S. Francesco - dice il frate; e si volge per andarsene; ma, come se gli venisse in mente una nuova cosa:

- A propòsito, disse, giacchè qui avete tutti gli arnesi, me lo potreste piallare un pochino.

E il maestro pialla, e riduce al pulito.

- Ecco, séguita il frate, ora ce ne vorrebbe un altro pezzetto simile, un poco più corto: vi rincrescerebbe a farlo per l'amore di S. Francesco?

E il legnajuolo, che era un buon cristianello, storse29 un poco, ma trovò l'altro legnòttolo, e piallátolo, lo dette al caro frate; il quale, simulando vergogna:

- Proprio mi rincresce d'incomodarvi; ma, oramai che siete stato tanto buono per me, scusate, fatemi una tacca quadra quassù a un terzo del legno più lungo, e un'altra simile nel mezzo de' mezzi al più corto30.

Il legnaiuolo lo guardò, e fu per dirgli qualcosa di bello; ma, vedendo quella faccia impietrita del frate, si rattenne; e presi i ferri da ciò, si mise a fare le due tacche. Quando furon fatte:

- Caléttano bene?31 domandò il frate: e l'artefice, dopo aver provato, e limato qui, e smussato :

- Ecco; vanno ottimamente.

- Ora compite l'opera: mettéteci un poco di colla, e unite insieme i due pezzi.

- Ma, permìo!32 disse allora il legnajuolo stizzito: ci voleva tanto a dirmi Fàtemi una crocettína? - E, scaldata la colla, incollò i due pezzi, e diede al frate la crocettina bell'e fatta; il quale, offèrtogli un'altra presa di tabacco, lo pagò della loro moneta senza cònio: Gesù vi rimèriti e S. Francesco.

Il frate, pratico del mestiere, sapeva che, se di punto in bianco avesse chiesto la crocettína, forse sarebbe stato mandato in pace; e però trovò il ripiego che avete udito: e il legnajuolo, per non si ricordare che i frati, come i ragazzi, a dar loro, il dito pigliano tutta la mano, perdè quasi un'ora di lavoro, restando sopraffatto dalla indiscrezione fratesca. Ma ricordiámoci che i soli indiscreti non sono i frati; e però scriviamoci in mente il proverbio qui sopra allegato.

 

 

 





29 Storcere, usato intransitivamente, è Fare un atto con la bocca, storcendo in una parte le labbra chiuse; il che significa disgusto, o che una cosa si fa di mala voglia.



30 Nel mezzo de' mezzi, modo usato da' nostri artefici a significare il preciso punto di mezzo, rispetto a larghezza.



31 Calettare, di uso comune tra' nostri artefici, è quando un pezzo di legno incastrato in un'altro, calza bene e combacia esattamente in ogni punto.



32 Permío è esclamazione di sdegno o di maraviglia, comunissima nell'uso, per non dirne un'altra dov'entra il nome di Dio.



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