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GHIRIBIZZI DRAMMATICI L'ARLECCHINO, IL BRIGHELLA E IL CÒLA DEL VOCABOLARIO NOVELLO DELLA CRUSCA Scena Seconda. Rontino solo. |
I link alle concordanze si evidenziano comunque al passaggio
Rontino solo.
(Legge la carta datagli, e lettala, dà in uno scroscio di risa; poi dice:) Stando fra queste mura, sono avvezzo a sentirne delle grosse, ma qui si passa la parte. Questo barbassore almanacca col ritrécine; e non si è accorto che quell'Adrugino gli è un error di copista: e giusto ieri copiai per il Fanfani quel sonetto antico, dov'è tal esempio, che legge correttamente A dichino. Ma zitti un po', chè nessuno mi abbia a sentire, e corregger l'errore. Mi diverto tanto quando gli veggo sbagliare. Oh! èccolo!
Compilatore - Tenete; anche questa è roba per il frullone. O di che ridete?
Rontino - Rido di questo metter nel frullone.
Compilatore - Già lo so che siete un mezzo rivoluzionario... ma abbiate giudizio. L'Accademia cribra e affina; e gli Accademici debbono, qui tra queste sacre mura, parlare il linguaggio figurato della impresa della Crusca. Del resto, sappiate voi, e lo sappiano i nemici della Accademia, che sotto questo scherzo del frullone e delle gerle, c'è molta più gravità e molta più sapienza, che gl'ignoranti non pensino, come cantò sul muso a' nostri invidiosi avversarj l'illustre nostro Segretario, vero Boccadoro. (Rontino fa un inchino, e parte)