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Prima di ritrovare riuniti i soci del punterolo in uno di quei convegni che non mancherà al certo d'interesse, interesserà, credo, ai lettori di sapere quale fosse il perchè di questa notturna riunione e quale fatto la rendesse necessaria……………………………….
Era una di quelle giornate tristi - aveva piovigginato - il cielo era coperto di nubi, cupo, cinereo; pareva il coperchio d'una pozzanghera: ed una vecchia ed una fanciulla, appoggiate l'una al braccio dell'altra, si ritraevano nel modesto appartamentino da loro occupato in via dei Due Garofani, poco distante dalla chiesa di Santa Maria Maggiore.
Tornavano dal cimitero, ed erano andate a deporre una corona sopra una tomba.
Erano vestite di nero ed avevano abbassato il velo sul volto come se volessero nascondere ad ogni sguardo profano l'espressione di quel sentimento che straziava la loro anima.
La vecchia e la fanciulla apersero la porta ed entrarono.
La fanciulla si tolse il velo, gettò sopra la spalliera d'un divano la sua mantiglia di seta nera e sedette al suo tavolino da lavoro.
La vecchia passò di là.... in una stanza vicina per lasciarla forse più liberamente abbandonata a' suoi pensieri.
Quanti lontani ricordi dovevano affacciarsi alla mente della fanciulla!...
Quella stanzuccia modesta, ma pulita, quasi elegante, dalla cui finestra non si vedeva che un piccolo giardinetto.... per meglio dire un cortile adorno di qualche aiuola, di qualche cespuglio di lauro fra i cui rami aveva cantato spesso una capinera ed ora strideva uno sgricciolo, le ricordava un giardino ben più fiorito sotto i cui viali ombrosi aveva corso saltellante colle amiche d'un giorno; le pareva di vederli ancora quei viali di tigli!... e gli alti alberi delle magnolie coi loro grandi fiori bianchi, e i cactus coi loro calici rossi e gialli e i cespugli di rose, le verdi siepi di mortella e le conche di marmo coi draghi che gettavano acqua dalla bocca, colle ninfe che vi si bagnavano, inghirlandate d'edera, e c'era accanto a lei, in mezzo a quei fiori, accanto a lei quando rimettevasi il guanto morbido e profumato dopo aver fatto scorrere le sue bianche dita sulla tastiera d'avorio del pianoforte, c'era quell'essere caro, la cui perdita non si cancellerà mai dal cuore.... c'era sua madre!...
Sua madre, che si sentiva beata quando si attirava sulle ginocchia quel suo corpicino snello e leggero - quando baciava quelle sue labbra rosse che non sapevano dare che baci - mentre lei, la civettuola, cingendole il collo colle sue braccia bianche la guardava fissa fissa negli occhi, dicendole che vi si specchiava per trovarsi più bella!...
Una madre perduta!... eccolo il supremo dolore, il grande vuoto!...
La soffitta senza luce, ma nella quale sentiate vicino a voi l'accento ineffabile di quella voce cara - quella soffitta, nella ristrettezza angusta della quale, sentiate fiso nei vostri quel suo grande occhio da cui traspare l'anima che è tutta affetto, nella quale sentite il suo respiro, e che vi trovate vicina svegliandovi, quella soffitta istessa si trasforma in un Eden.
L'Eden da cui essa scompare, ridiventa abisso.... perchè una madre è la mano che guida - è il pensiero che veglia - è il conforto che rianima - è l'amore che si divide per centuplicarsi e che trova nel sacrificio la forza d'essere più ardente! che nel dolore ingigantisce - che nella gioia è come il sole.
È appoggiati a lei e per lei che ci sentiamo forti - senza lei si brancola…………………………………….......
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Bianca l'aveva perduta da un anno, e nel momento in cui la presentiamo ai nostri lettori colla sua bellezza d'angelo, col suo tesoro d'affetti.... colla sua anima piena di sogni - la fatalità ordiva intorno a lei una di quelle opere strane che essa forse intuiva istintivamente, ignara di ciò che potesse essere, ma non per questo meno agitata da arcani e lugubri presentimenti.
Alla perdita della madre era successo un dissesto finanziario - ed il marchese B..., suo tutore, si recò un bel giorno ad annunciare alla nonna della fanciulla che la contessa Maria del Balzo, vedova del generale Giovanni del Balzo, morto in esilio per essersi immischiato in affari che non lo riguardavano, aveva fatto molto male a vivere circondandosi di tutti gli splendori d'un lusso esagerato facendo calcolo sulla riuscita d'un processo intentato dalla contessa contro la Camera apostolica per illegittima confisca dei beni.... confisca che era stata decretata dal paterno governo di Sua Santità.
Annunciavale che detta confisca era mantenuta, che la vendita del palazzo dalla defunta abitato, perchè cosa sua, non del generale, sarebbe appena bastata a pagare i debiti da lei incontrati, e non restava infine all'orfana che un tenue patrimonio di cui egli, come tutore legale, servirebbesi per passarle una pensione mensile.
La nonna aveva risposto con abbastanza arroganza che quella confisca era un'infamia e non le mancherebbero dagli avvocati per farla revocare.... intentando una nuova.... buona causa contro gli spogliatori d'una orfana, e che anzi l'avvocato c'era già.
Convenne però fare di necessità virtù, e pel momento ridursi a vivere nel modesto quartierino che ella stessa era riuscita a trovare, laggiù.... separandosi da quel mondo dove la fanciulla aveva vissuto e dove almeno.... ignorate, avrebbero potuto aspettare tempi migliori.
*
Bianca erasi messa a trapuntare un'A sull'angolo d'un piccolo fazzoletto di tela. Tremolavale tacita negli occhi una lagrima e le irrigava, scendendo lentamente, la guancia.
Pareva che la fanciulla non se ne accorgesse, e, più che nel lavoro, pareva assorta in altri pensieri.
La giornata come già dicemmo era tetra: una di quelle giornate uggiose, nelle quali tutto dà fastidio, tutto irrita, nelle quali pare che persino quell'affaccendamento che è la vita, susurrìo di voci che mercanteggiano o che discutono, suoni di passi, parole ricambiate, nomi che si pronunciano, gente che si raggruppa pei loro affari, rassomigli all'agitarsi e al borbottìo ringhioso d'un mostro briaco. Pare che il sole non debba splender più; si trova del sarcasmo in ogni lode, una menzogna in ogni protesta d'amicizia, vano l'amore, ed inutile persino il denaro, poichè non vi può dare neppure il soddisfacimento d'un desiderio, non avendone alcuno e non sentendo in voi come intorno a voi che il vuoto.... quel vuoto che vi attrae, che vi assorbe, mentre, ad ogni pensiero che vi si forma nella mente, vi par di sentire dietro voi uno sghignazzamento stridulo che ride di voi e di tutti.
Quel cortile istesso che, di tratto in tratto, attrae gli sguardi di Bianca, non aggiunge al quadro che una tristezza di più; eppure, pochi mesi prima, quando appena la vecchia e la fanciulla abitavano quel loro quartierino, era quasi bello!...
La fanciulla vi aveva formato, con delle canne intorno a cui s'arrampicavano delle campanule, una specie di berceau. Vi aveva disposte qua e là delle piccole aiuole di verbene e di viole; vi erano cresciute, contro il muricciuolo di cinta, delle dalie da' bei rosoni color d'amaranto picchiettati di macchie bianche; c'era una spallierina di legno, su cui eranvi disposti con bell'ordine dei vasi; vi fiorivano dei garofani, della vainiglia, dei lillà.
La piccola spalliera adesso è senza vasi; sono stati ritirati per difendere dal freddo le povere pianticelle. Le dalie sono secche, e non escono dal terreno nero che i tronchi tagliati. Le aiuole sono coperte di brina; del favorito berceau non si vedono che le canne intrecciate insieme, e sembra una specie di stia.... senza polli.
Di verde non ci sono che i contorni di mortella delle aiuole, sulle cui piccole foglie la brina ha ricamato delle frange d'argento. Il giardino, infine, è ridiventato cortile. La capinera non vi canta più, lo sgricciolo soltanto stride saltellando tra le canne e sui mozziconi delle dalie; arruffa le penne e par che guardi la fanciulla co' suoi piccoli occhietti neri, aspettando forse le briciole di pane che suol gettargli.
Bianca continua a ricamare l'A.
La vecchia nonna ha socchiuso l'uscio, le si è avvicinata, si china su lei e, dopo essersi assicurati gli occhiali sul naso perchè non caschino, la bacia sulla fronte.
– Credi che verrà oggi?... - chiese alla nonna.
– Almeno lo scrisse - borbottò la vecchia.
– Oh non è per me, sai - soggiunse tosto Bianca - e deposto il lavoro, cinse colle sue braccia la bianca testa della vecchia e vi si appoggiò su colla guancia avvolgendola di carezze.
La vecchia soffocò il singhiozzo che stava per irromperle dal petto, con una violenta soffiata di naso.
– Spero - borbottò - che in ogni modo non si ostinerà nel suo progetto - No, no, non ti spaventare, bambina, benchè sia un benedetto uomo.... quel.... - stava per dire forse qualche altra parola che avrebbe stonato maledettamente con quel benedetto.... abbastanza espressivamente pronunciato, ma la mandò giù soffocandola con un colpo di tosse.
– È a me che ti ha confidata la tua povera mamma.... continuò poi, rispondendo con altre carezze a quelle della fanciulla, di cui sentiva tremare l'esile corpicino - e non ti si farà violenza; stanne certa. Alla sventura ci siamo abituate ed un buon soldato deve saper guardare in faccia il fuoco senza averne paura.... corpo di.... - esclamò rizzandosi; - c'è del sangue d'un generale di Napoleone in queste tue vene, ed il sangue è sangue.... non è vero, bambina?... come ti chiama lui.
Nel pronunciare quel lui.... la vecchia guardò attraverso agli occhiali l'A che stava ricamando Bianca; Bianca sorrise e colle sue belle labbra coralline la baciò proprio sulla bocca.
I baci della fanciulla rinvigorivano la nonna.
– Corpo di.... - riprese con più forza, - perchè è milionario non ha il diritto di farli piangere questi tuoi occhietti che sono così belli, e se non ha altro di meglio che quel suo bel mobile di marchesino.... da volerti dare.... per non sapere che farne, che se lo sposi lui.... mentre....
La vecchia non finì la sua frase; ma dopo aver riguardata l'A.... fissò in quelli della fanciulla i suoi occhi, che sapevano ancora esprimere abbastanza bene e così eloquentemente quello che le stava nel cuore.
Bianca, da pallida com'era, si fece rossa come una ciliegia e colla sua piccola mano chiuse la bocca della nonna, quella bocca che aveva già baciata con tanto impeto per tutte le belle cose che aveva dette.
– O che c'è forse bisogno di diventar rossa.... - esclamò la vecchia, - val meglio lui, di tutti i nipoti del tuo signor tutore, quel caro avvocatino.... ed è lui che farà mettere i punti sugli i, sugli imbrogli del nostro famoso processo, punti che dovrebbero aver subodorati.... e chi sa che i bei tempi non debbano ancora tornare!...
La vecchia si strinse lo scialle intorno alla vita e gettò uno sguardo verso il caminetto.
– Povera e buona nonna!... - mormorò Bianca, giocherellando colle frange del suo scialle.
– Per ora - continuò essa - in mancanza di fuoco, stammi qui.... così.... seduta sulle ginocchia.... strette bene una contro l'altra.... ed eccoti il mio regalo d'oggi.
Bianca seguì cogli occhi le dita lunghe e magre della nonna che uscivano dal mezzo guanto di lana che copriva parte della sua mano, le vide affondarsi nelle tasche del suo abito e trarne fuori una lettera.
Il cuore le palpitava violentemente.
La lettera era così concepita:
«Spero bene - ho trovato dei validi appoggi, e se la fortuna mi asseconda, otterremo dal tribunale l'annullamento della confisca, perchè potrò provare infondata l'accusa che vi diede motivo.
«Sarà una riparazione tarda sì.... ma si riparerà - coraggio e speranza - appena potrò lasciare Capua, dove sto occupandomi presso un compagno d'armi del generale, in ottime relazioni col Vaticano.... per la buona riuscita della cosa, la mia prima visita sarà per lei e per la nostra piccola Bianca.
«Le bacio le mani con affetto e mi creda
«Suo devotissimo
«Arturo.»
P. S. - «Credo che il marchese B.... ne sappia qualche cosa.»
Bianca non vi lesse che quel nome e lo ripetè stringendosi al collo della nonna.
In quel momento si bussò alla porta.
La vecchia e la fanciulla trasalirono.
La vecchia se la strinse fra le braccia.
– Va'.... va' ad aprire - le disse - ci sono io.
Si bussò ancora.
Bianca si tolse dalle ginocchia della nonna e mosse verso l'uscio.
Sulla soglia si presentò un uomo.
Era piccolo, magro, curvo un po' della persona; poteva avere.... o dimostrava sessant'anni.
I lineamenti del suo volto avevano della rigidezza - non ripulsiva però - benchè da' suoi piccoli occhietti trasparisse un non so che di obliquo e di vago.
Egli sorrise alla fanciulla e fece l'atto di togliersi la ricca pelliccia nella quale era completamente imbacuccato, ma il suo sguardo si fissò sul caminetto spento, e se la riaccomodò intorno al corpo che fu percorso da un brivido, mentre rivolse alla fanciulla un: permettete.... che fece salire sulla sua fronte una vampa di rossore.
– Per Bacco!... - esclamò egli - parmi che qui non si soffochi dal caldo..., amabile signora Anna.
La vecchia accennò al visitatore una sedia e si volse verso lui senza però alzarsi dalla sua.
– Permettete - disse alla sua volta - resto dove sono, perchè non c'è che questa poltrona, e sarei molto imbarazzata se dovessi offrirla al signor marchese.
Il marchese assentì con un freddo inchino e sedette.