Ulisse Barbieri
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Capitolo IV FILANTROPIA D'UN MILIONARIO

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Capitolo IV
FILANTROPIA D'UN MILIONARIO

Aspiro con tutta l'anima alla benemerenza de' miei lettori.... e credo di meritarmela, esonerandoli dalla noia d'assistere al colloquio del marchese colla nonna di Bianca, a cui la fanciulla prese parte molto vagamente con dei ma.... e con dei se.... col rossore che ne imporporò spesso la fronte e col pallore delle sue guance che rivelavano abbastanza le intime angosce del suo cuore.

La vecchia smaniò sulla sua poltrona e dovette più d'una volta farsi assalire dalla tosse più indiavolata e ridurre il suo naso ad una specie di mantice, per soffocare sulle labbra una mezza dozzina almeno dei - Corpo di.... - che le erano abituali nelle grandi occasioni.

Il marchese fiutò una ventina di prese dalla sua tabacchiera d'oro; gestì come un ossesso, invocò tutte le leggi della convenienza e del decoro, ma non potè rimuovere quella testaccia da granatiere, come la chiamava lui, e riuscì a dirle che ci trovava tanto giudizio quanto ne potesse avere una bimba di dodici anni in quella sua zucca che gli ottanta non li aspettava più.

Eppure, secondo lui, egli era venuto a portar loro una buona notizia.

Visto che per l'affare del processo c'era ben poco da sperare, anzi da sperar niente, visto lo stato in cui si trovavano, commosso profondamente lui, che, lontano parente della contessa Del Balzo, l'aveva veduta nel pieno splendore della sua bellezza e della sua condizione sociale; egli proponeva un matrimonio tra Bianca ed un suo nipote, il marchesino Giulio, un fiore di giovinotto che idolatrava Bianca alla follia e che avrebbe fatto carte false per lei.

Far carte false era un modo tutto suo, per esprimere l'ardore della passione da cui era dominato suo nipote.

Ma anche davanti a tutte queste buonissime ragioni, la vecchia ingoiava dei - Corpo di.... - e la fanciulla scoteva il capo.

Caro marchese - concluse la nonna, cacciandogli sotto il naso le due lenti de' suoi occhiali - io non contesto che vostro nipote sia quella perla che voi dite, come non contesto che il marchesino Giulio possa e non possa fare delle carte false!... Capisco benissimo che, sin tanto che avremo in voi un semplice tutore, per quel che è restato a Bianca, non potremo metter su carrozza, e che spesso anzi al nostro povero caminetto mancherà della legna.... ma vedete, caro marchese.... la mia Bianca, me l'avete fatta diventare di tutti i colori, da un'ora che vi lascio parlare, e la sua povera mamma.... buon'anima, l'ha affidata a queste due braccia che son tutte ossa, dicendomi due sole parole: «rendila felice!...» e…. corpo di.... finchè mi resterà tanto fiato da stringermela al seno, han da essere bravi.... quelli che dovranno portarmela via!... Dunque, riassumiamo. Vostro nipote, essa non l'ama - de' suoi denari non sa che farsene, e al pane anche solo ci siamo avvezze da un pezzo. Ha detto di no, non proprio come si scrive.... ma io, negli occhi glielo ho letto, è un libriccino dove ci so leggere io.... e no.... sia!... Vostro nipote ne troverà un'altra fra quelle....

Stava per dirne una grossa, ma la mandò giù, modificando la frase col soggiungere:

– Fra quelle che conosce lui.... Di donne non c'è penuria, e ci sono più gonnelle che voglia di comperarle; il mondo ha camminato sempre, camminerà ancora.... il Tevere continuerà a tirar diritto verso Fiumicino.... e noi resteremo amiconi come prima.... va bene così?...

Per terminare degnamente questa sfuriata, la vecchia si levò da sedere, ma ricadde sul suo seggiolone perchè non ne poteva più, cercò qualche cosa per appoggiarvisi e si trovò fra le braccia di Bianca che si era slanciata verso lei.

Dinanzi al marchese che sfogavasi fiutando un'enorme presa di tabacco, la vecchia e la fanciulla, trovandosi così abbracciate, si baciarono, e quel bacio diceva tante cose, che il marchese stesso lo dovette capire.

– Sta bene - disse egli, ravviluppandosi nella sua pelliccia - manderò il mio segretario a rendervi conto degli impegni che ho dovuto assumermi.

Salutò bruscamente ed uscì.

*

– Eh?... - esclamò la vecchia, posando gli occhiali sul tavolino per offrire tutta la sua faccia ai baci di Bianca, e un po' anche per paura che glieli rompesse nello straripamento dell'espansione. – Ti pare che l'abbia trovata, la parlantina di sessant'anni fa?... Matusalem l'ho in prospettiva, ma ce n'è ancora della vita in queste quattro ossa! ridivento di quindici, se mi toccano la mia Bianca!... e corpo!...

Non potè finire, perchè la fanciulla le pose sulla bocca una delle sue belle manine; le porgeva nello stesso tempo la fronte con una grazia così civettuola, e le sorrideva con un tal sorriso, che la vecchia nonna sentì rimescolarsi tutto il sangue e montare alla gola un grosso singhiozzo.

Lasciamola piangere.... povera nonna! piangeva di gioia e sono lacrime che fanno bene!...

              


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