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Entrò sbuffante il marchese nella carrozza che l'aspettava dinanzi alla porta della casa, e ne chiuse egli stesso con furia lo sportello dopo aver detto al servitore con accento secco:
– Al palazzo.
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Un monello sbucò fuori da una porta vicina e vi si attaccava per di dietro.
– Bah!... - esclamava lietamente - eccoci a tiro a due.... c'è forse bisogno d'averla una carrozza?... Siamo di servizio.... Marche!...
I cavalli scalpitarono impazienti, la carrozza partì....
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Prima che la carrozza del marchese entrasse dal gran portone del palazzo, il monello si lasciò scivolare a terra in fretta in fretta, fece una giravolta su sè stesso come per dare la consueta agilità alle sue gambe un po' intorpidite, e corse via canticchiando.
Egli sapeva dove dovesse andare, e non è lui che seguiremo, certi di trovarci ancora e spesso a tu per tu con quello scimmiotto pieno di malizia che sapeva farsi trascinare a tiro a due, affermando, per conto suo, l'inutilità di avere una carrozza quando uno sa servirsi con tanta libertà di quella degli altri.
Il marchese entrò nel suo salotto, si lasciò togliere da un servo la pelliccia e chiese subito se Giulio era in casa.
– Sono qua, zio - gli rispose una voce dalla soglia.
A che servirebbe la presentazione particolareggiata che potrei farne ai lettori?...
Il marchesino Giulio è un giovane di circa ventisett'anni, veste con eleganza, non è brutto, ha due piccoli baffetti neri, molta boria e si crede in diritto d'averne, come la maggior parte di coloro che possono chiedere al capriccio ogni ognor nuova soddisfazione.
Hanno per essi quella chiave ad uso grimaldello che apre tutte le porte, quella leva che abbatte ogni ostacolo, quella polvere che chiude tanti occhi, quel talismano operatore di miracoli.... idolo a cui tutto si prostra, rappresentato da una buona rendita.... rendita che esonera chi la possiede da molte cose….
Quasi sempre dall'aver cuore.... muscolo incomodo il più delle volte, e dal pensare a tante altre.... inutilità che non ne valgono la pena.
– Oh!... sei tu, Giulio!... - esclamò il marchese: - cercavo di te, per dirti....
– L'indovino - interruppe il giovane.
– Che cosa?...
– Vieni di là?...
– Per l'appunto.
– E lei?...
– Ci pensi sempre?...
– Di tanto in tanto....
– Andarmi a gettare a' suoi piedi?... - declamò il giovane, arricciandosi la punta d'un baffo e fissando lo zio con aria motteggiatrice.
– No - concluse il marchese - prendere un'altra strada e filare.
– La donna è mobile
Qual piuma al vento....
canticchiò Giulio, facendo una piroetta sui talloni ed accendendo un sigaro.
– Ti dico - ripetè il marchese - che quella là.... è gentaglia, e per me giuro al cielo.... che la punta del mio naso non la vedranno più, dovessero campare cent'anni!... L'affare del processo, da quanto ho sentito dire, può voltarsi in loro favore, è vero.... e se ci mettessi uno zampino anch'io, andrebbe meglio ancora; ma giacchè hanno della superbia, peggio per loro; il mio segretario andrà a portar loro quello che dovevano avere.... ed a far maturare il grano, come dice il proverbio, ci pensi il sole.... se ce ne sarà!...
Giulio, gettatosi sopra un divano, ascoltava il ruvido borbottamento del marchese, traendo dal suo sigaro enormi boccate di fumo.
Pareva che pensasse e che qualche bizzarra idea gli frullasse nel cervello.
– Così.... che.... - disse egli allo zio - voi credete proprio che l'affare del processo....
– Non si sa nulla per ora - rispose il marchese - ma pare che il generale non fosse realmente compromesso.... nel qual caso.... e trovando delle protezioni....
Le boccate di fumo si susseguivano in modo e con tal furia, che il marchese ebbe un impeto di tosse.
Giulio si alzò e fece un passo verso l'uscio.
– Dove vai?... - chiese lo zio.
– Esco.
– Ci pensi ancora?...
– No....
– Hai qualche idea?...
– Bah!...
Egli fece una seconda piroetta e ripetendo il suo motivo prediletto per la semplice ragione.... forse, che non ne sapeva altri, infilò l'uscio e scomparve.
– Così mi piacciono i giovani.... - borbottò il marchese, sdraiandosi sulla sua poltrona, mentre ravvivava colle molle il tizzone fiammeggiante che ardeva nel caminetto. Egli almeno non si dispera, ed è già qualche cosa.... Diamine!... ce ne sono tante delle donne!... Però....
Giù dal fondo dello scalone la voce di Giulio ricanticchiava:
– La donna è mobile
Qual piuma al vento....