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Il giovane avvocato che, dalla lettera ricevuta dalla nonna di Bianca, mostrava di interessarsi tanto a far ben riuscire l'opera sua, era tornato da Capua, dove, invece d'abbandonarsi ai dolci ozi d'Annibale, aveva fatto quanto stava in lui per trovare un valido appoggio in un vecchio compagno d'armi del generale, dispostissimo ad adoperarsi in favore della povera orfana, ed è là, accanto a lei, comunicandole le sue speranze.
Da quanto tempo sono insieme?... Non lo sanno! Che si dissero?... Tutto e nulla.
L'amore ha dei silenzi ricchi di tanta eloquenza da rendere inutile Cicerone.
Con uno sguardo, con un sorriso, con una stretta di mano, con un chinar d'occhi, con un rossore furtivo, con un pallore improvviso, si dicono tante cose che per esprimerle non basterebbe un poema.... e che si riassumono in una parola: «Amarsi!...» parola vaga ed indefinita, che fonde insieme poesia e realtà, anima e pensiero, cuore e senso.
Del suo nome, che gli uscieri del tribunale avranno annunciato pomposamente all'apertura d'una seduta, nome intorno al quale mandava già dei bagliori l'aureola della celebrità, a Bianca bastava ripetere quello semplice, col quale lo chiamavano anche i suoi amici: Arturo!...
Poteva avere circa trent'anni, ma non ne mostrava neppur venticinque; simpatico senza essere un tipo di bellezza scultoria, aveva molta espressione nello sguardo, due grossi baffi, bruno, alto di statura, ben proporzionato di forme, vivacissimi i gesti.
Orfano egli pure fin dall'infanzia, era stato educato da uno zio, medico condotto in un paese delle Marche, ed aveva fatti i suoi studi in Ancona, studi di diritto civile che aveva alternati colle odi di Berchet, del Mercantini e del Prati, coi romanzi del Guerrazzi e con quattro colpi di fucile scambiati di tutto cuore coi soldati della repubblica francese, che tanto per fare qualche cosa di solito.... schiacciavano vigliaccamente quella proclamata in Roma nel 1849 da Mazzini, e che Giuseppe Garibaldi rese memorabile coll'eroismo titanico della sua difesa.
Conobbe Bianca in un ballo, fu ammesso nell'intimità della famiglia dalla cortese affabilità della contessa, fece brontolare spesso la vecchia nonna, e finì dopo la sventura da cui vide colpita quella cara e buona creatura, coll'innamorarsi perdutamente di Bianca, dalla quale era riamato con pari affetto………………………………….
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Erano dunque seduti l'uno accanto all'altra, si parlavano, si guardavano, e la vecchia nonna lasciava che si parlassero e si guardassero, seguendo quel loro chiacchierìo che le ricordava.... i suoi bei tempi!...
Erano sogni di felicità che egli architettava colla fantasia, miraggi splendidi, visioni dorate, tutto un mondo popolato di chimere, quelle chimere che si intravedono nel bell'azzurro d'un grande occhio di fanciulla fisso nel nostro.... armonie che echeggiano intorno a noi al suono gentile d'una cara voce che ripete una sola ed eterna parola e che pure sembra sempre nuova e sempre diversa.... perchè il pensiero la adorna di sempre nuovi incanti.
Erano vicini.... si sentivano l'uno l'altra.... e pareva ad essi che gioie e dolori, speranze ed abbandoni, tristezze e felicità dovessero essere indivise da quell'aspirazione che comunicava al cuore un solo palpito.
Eppure Bianca era triste, pareva che qualcosa di opprimente si aggravasse su lei, e quando Arturo la lasciò promettendole di ritornare il domani, le parve persino che quel bacio con cui egli sfiorò appena la sua fronte, dovesse essere l'ultimo.
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Al domani le campane della chiesa di Santa Maria Maggiore sonavano l'avemmaria, e la vecchia e la fanciulla si erano recate alla chiesa; la vecchia per consuetudine, la fanciulla per trovare un conforto nella preghiera alle vaghe apprensioni da cui sentivasi agitata.
In chiesa c'era gente, sugli altari ardevano le lampade, ed illuminavano fiocamente le alte navate. La vecchia si era inginocchiata e mormorava a bassa voce alcuni versetti del suo libro di preghiere. Sentivasi tutt'intorno un bisbiglio di parole biascicate a fior di labbro, articolate al certo senza capirle. La fanciulla aveva aperto essa pure il suo libriccino, ma non vi leggeva, sembravale che un'impressione strana la dominasse. Sembravale di sentire uno sguardo fisso su lei, sembravale che a pochi passi da lei.... ci fosse qualcuno da cui si sentiva.... guardata, e ne provava tale un senso di sbigottimento, che non osava alzare gli occhi dal suo libro su cui stavano immoti, mentre dinanzi al suo pensiero passavano altre immagini.
Fece uno sforzo che a lei parve quasi soprannaturale, e volse gli occhi smarriti verso quel punto che pareva attrarre così stranamente il suo sguardo.
Ritto, di fianco ad una delle colonne di marmo del tempio, vide Giulio, il marchesino Giulio, vestito colla massima eleganza, con un fiore alla bottoniera del soprabito nero, con l'occhio fisso su lei.
Il prete borbottava dall'altare le sue parole, le campane mandavano le ultime loro oscillazioni, le lampade ardevano rischiarando coi loro bagliori i quadri dei santi, tutto sembrava che si trasfigurasse d'intorno a lei, ed ebbe paura.
– Usciamo!... usciamo!... - mormorò la fanciulla con voce tremante all'orecchio della vecchia Anna.
– L'ho veduto.
– Chi?...
– Lui! - e glielo accennò con un muover del capo.
– Dove?... - chiese la vecchia.
– Là....
La vecchia ebbe un bel guardare; non vide alcuno.
Giulio non c'era più, ma le sembrava di vederlo ancora.
Le lampade ardevano sempre sugli altari, ma sembravale che le preci istesse mormorate dal prete avessero qualche cosa di bizzarro, di satanico, e rischiarato da quelle lampade, fra quella folla, in quel tempio, sentiva fisso su lei quello sguardo, le sembrava di veder sempre, di fianco a quella colonna, quella figura che non c'era più.
La vecchia non poteva a meno d'essere impensierita dallo stato d'animo della fanciulla, si inchinò tre volte, si fece tre volte il segno della croce, e trascinata da Bianca, che la stringeva febbrilmente pel braccio, uscì con lei dalla chiesa.
Era sera, le vie deserte, la funzione non era ancora finita, i fanali erano appena stati accesi, ma a quell'epoca non abbondavano. (In certe parti della Roma vecchia, ce ne sono pochi ancora oggi).
– Andiamo!... andiamo!... - ripeteva Bianca, dominata da uno strano terrore.
In mezzo alla via del Garofano, c'era ferma una carrozza.
La via era stretta. Le due donne si strinsero contro il muro per passare. Lo sportello s'aperse, due braccia afferrarono la fanciulla - che gettò un grido. - La vecchia ne mandò un altro.
La vecchia era caduta sulla via, sforzandosi a chiamare Bianca che le era portata via prima ancora che potesse farsi un'idea essa stessa di quel rapimento così audace quanto per lei incomprensibile.
Quando rinvenne, molte persone l'attorniavano chiedendo conto dell'accaduto.
Che poteva essa rispondere?...
Che lei come la fanciulla erano uscite dalla chiesa per avviarsi alla loro abitazione, che una vettura ingombrava la via, che essa si ritrasse, che due braccia, mentre il cavallo sferzato impennavasi, avevano afferrata Bianca, e che la carrozza era sparita come un lampo d'innanzi a' suoi occhi.
Le si diede qualche conforto - le si disse che la solita autorità si sarebbe posta sulle tracce dei colpevoli - fu condotta a casa, e là attese impaziente una nuova parola, uno schiarimento, qualche cosa infine che la togliesse da quell'ansia inquieta e febbrile alla quale era in preda.
*
Arturo avviavasi alla sua ora consueta verso la casa abitata dalla fanciulla.
Vi si avviava desioso egli pure d'una parola - impaziente di rileggere ne' suoi sguardi quell'affetto che sapevano esprimere così bene, e vi trovò un affollamento che lo sorprese.
I vicini sottosopra! - il portinaio cogli occhiali sul naso, intento a dire qualche cosa d'interessante ad un gruppo di persone che gli facevano corona, e per la via.... e su per le scale, un insolito agglomeramento di gente.
– Che diavolo è successo?... - pensò fra sè.
Era ben lungi dal sospettare neppur per ombra la cosa, e pensava che fosse morto qualcuno - che fosse successo un furto - che fosse corsa una coltellata in una rissa - tutto infine, tranne il vero.
Il suo amore con Bianca, se non era ufficialmente noto ai vicini, lo subodoravano, poichè le visite assidue d'un giovinotto come lui ad una bella fanciulla di diciassette anni come Bianca, lasciano supporre molte cose!... ed i vicini…. si sa bene.... sono fatti apposta per cacciare il naso negli affari degli altri, e sono pericolosi press'a poco come la finanza per gli oggetti di contrabbando.
Nulla però avendo che gli rimordesse sul conto dei fatti suoi.... egli lasciava dire.... La vecchia faceva tanto di spallucce - Bianca sorrideva e gli dava un bacio, un bacio puro come la sua anima e che non faceva arrossire al certo la sua fronte di vergine.
Quando egli però varcò la soglia della casa, fu sinistramente impressionato da tutti quegli sguardi che si fissarono su lui. - A quegli sguardi successe un bisbiglio, al bisbiglio.... altri sguardi.
Quello strano scombussolamento che ne rompeva la solita quiete, lo riguardava dunque, e, se non lui, riguardava le persone a lui care.
Nulla chiese - per paura forse di chiedere - ma il cuore gli batteva fortemente.
Salì a volo i pochi gradini della piccola scala ed arrivò all'uscio che era aperto.
Là pure, nella prima stanza abitata dalla vecchia - c'erano due donne - nella camera un gran disordine.
La vecchia Anna giaceva sopra una poltrona col capo fra le mani; le due donne stavano guardandola. Egli cercò Bianca, col suo sguardo inquieto; Bianca non c'era.
*
Che fare?...
Avrebbe voluto correr fuori subito, mettersi sulle sue tracce, frugare, rovistare tutta la città; ma era così strana la cosa, che non ci capiva nulla, e non trovava, nella sua mente sconvolta, neppure un pensiero che potesse venirgli in aiuto.
La vecchia nonna raccontò da capo quello che sapeva, quello che era successo.... e poveretta, anco lei, che cosa poteva dire di più?...
C'era sotto un mistero, un intrigo, una trama, questo si capiva; ma dove dar del capo?...
L'unica cosa da farsi intanto, e la più ragionevole, era di recarsi all'ufficio di polizia per sentire se sapessero qualche cosa e che cosa poteva farsi.
Arturo vi corse difatti e chiese di parlare col commissario.
Era così scalmanato, che mentre si faceva l'ambasciata al degno tutelatore dell'ordine pubblico, una guardia che stava dondolandosi in anticamera dinanzi ad un braciere, di cui rimoveva di tratto in tratto le brage colla più sibaritica delle voluttà, gli chiese che cosa fosse successo.
La smania di raccontare non gli mancava e le parole gli bruciavano sulle labbra smaniose d'uscirne fuori.
Il poliziotto lo ascoltava però con un risolino sarcastico e per tutta risposta gli chiese, se era certo.... che la fanciulla non avesse qualche altro amante.
Se avesse dato retta allo sdegno da cui si sentì preso, per quell'osservazione, che a lui parve la più sguaiata delle impertinenze, il nostro innamorato avrebbe fatto ruzzolare sul lastrico quel facente parte della benemerita, con uno di quei ceffoni che si sanno dare completi.... soltanto in certi momenti.... e tanto più vigorosi, quanto più sono domandati in quella maniera....
Per buona fortuna gli si annunciò che il commissario era pronto a riceverlo.
Il giovane si accontentò di fulminare il suo interlocutore con un'occhiata, ed entrò nel gabinetto del signor commissario di polizia.