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I lettori se lo ricorderanno - quando il Guercio e Gennaraccio entrarono nella grotta, rischiarata dalla luce della lampada, mentre di fuori fischiava il vento e balenavano i lampi, pareva qualche cosa di orridamente fantastico.
Nè il Guercio nè Gennaraccio vi abbadarono più che tanto.
Era così magra, così macilenta, che avrebbe dovuto appena appena poter reggersi sopra le gambe, stinchi spolpati in attesa della fossa che avrebbe lor fatta subire l'ultima trasformazione.
Quando portarono via Bianca chi si era curato di lei?... - nessuno.... ed era ben giusto; chi avrebbe potuto occuparsene?...
Le erano state rivolte poche parole con tutto il disprezzo che poteva meritare un essere come lei - la vecchia si era inchinata umilmente - aveva sorriso e s'era rincantucciata borbottando nel fondo della capanna.
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– Sfido il diavolo a venirla a stanare quì - aveva detto il Guercio, lasciando Bianca affidata alla vigilanza di Tita nella casetta di campagna che sembrava armonizzare così bene co' suoi pensieri.
Eppure, quando a quella bella giornata piena di sole successe la notte colle sue tenebre, lungo la via che avevano prima percorsa il Guercio, Bianca e Peppe sul loro barroccio, seguendone i solchi lasciati sul terreno dalle ruote e le impronte delle zampe ferrate del cavallo, chinandosi, alzandosi, per chinarsi ancora, una figura umana, orrida, brancolante, appoggiandosi ad un bastone per portarsi innanzi più strisciando che camminando, veniva in giù da quella stessa via, e prima che la notte fosse finita, al disopra d'una siepe di pruni selvaggi, una testa deforme si sporse in fuori, e due piccoli occhietti da vipera si fissarono su quella casa.
L'ombra ritornò poi sovra i suoi passi, e prima di rientrare nella grotta:
– Vedremo!... - borbottò - vedremo.... è sempre meglio sapere ………………………………………………
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E vide.... vide infatti - vide un uomo aggirarsi per quei paraggi coll'aria di un bracco che fiuta la selvaggina.
Aveva una di quelle facce che farebbero tirar diritto per la sua strada un galantuomo, ma che ad uno non galantuomo.... fanno allargare tanto d'occhi, perchè vi saprebbe scorgere qualche cosa di servibile.
Sì.... i buoni come i malvagi, si sentono, si attraggono e si assimilano.
È l'armonia eterna che intreccia la sua catena e che congiunge la myosotis al ruscello, l'aliga al mare, l'aquila alla rupe, la capinera al verde dei tigli e del mirto, il leone al deserto, la farfalla alle margherite dei prati ed alle aiuole dei giardini, come i serpenti alle liane delle foreste.
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L'uomo e la vecchia si attrassero; erano fatti l'uno per l'altra.
Egli.... veniva in cerca di qualche cosa.... non precisamente di lei.... ma era una cosa come lei, che voleva trovare.
Essa.... aspettava qualcuno come lui.
– Occhio attento - disse l'uomo alla vecchia, dandole una moneta che essa strinse avidamente colle sue dita da arpìa - il resto l'avrai a suo tempo.