Capitolo

 1       I|       dall'Inghilterra, per dono fatto dal re Carlo II al re Luigi
 2       I| intelletto o mente, poco avrebbe fatto, poco potrebbe operare nello
 3      II|         violenta natura, che han fatto perdere la memoria di quanto
 4     III|   potenza e sapienza di chi l'ha fatto: e a riconoscere per sommamente
 5       V|          l'ultimo quello di aver fatto crescere le superstizioni.
 6      VI|      veduto quell'avvenimento, o fatto quel tale colloquio. Accade
 7      VI|   raccomandava a lui, e mi venne fatto il seguente pentametro:~ ~
 8      VI|        memoria, se mai avessi, o fatto altra volta o letto in alcun
 9      VI|       persona defunta, e di aver fatto qualche poco di riflessione
10     VII|        confessa di aver dormendo fatto il viaggio di uno stadio,
11     VII|        di dar sicure notizie del fatto, che è tale.~ ~Al servigio
12     VII|       farla passar oltre. Il che fatto, ritornò a chiudere la finestra,
13     VII|         non vi era, potesse aver fatto il giro maggiore. E quando
14     VII|           con aggiungere di aver fatto la pruova di accostargli
15    VIII|    nostra fantasia patisce un sì fatto naturale involontario sconcerto,
16      IX|       ricca di tante idee per sì fatto lavoro: del che possono
17      IX|      possono intervenire in così fatto esercizio. In terzo luogo,
18      XI|         di molto intendimento ha fatto più pruove per vincere se
19      XI|           Supposta la verità del fatto, l'avrei volentieri io interrogato,
20      XI|         tradimento, o male a lui fatto da una particolare persona;
21     XII|           ed avendo qualche caso fatto conoscere, che i vajuoli
22     XII|       fantasia della madre un sì fatto fenomeno.~ ~Nella decuria
23    XIII|         innumerabili, hanno essi fatto sopra quell'idolo; e tutte
24     XIV|         altri motivi permesso, o fatto, che si alloghino nella
25      XV|         delle dottrine. Così han fatto i più accreditati fra gli
26      XV|        tanto bene è dipinto quel fatto. Riesce a maraviglia nella
27    XVII|         anima e il corpo. Meglio fatto credette il Descartes di
28   XVIII|      capitoli, non ho abbastanza fatto conoscere, come necessario
29   XVIII|          io già, pure quando sia fatto per sola ostentazion d'ingegno,
30     XIX|         figliuolo di questo Dio, fatto uomo, e morto per nostro
31      XX|     dappoiché si crederà di aver fatto assaissimo, sempre si ha
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