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Lodovico Antonio Muratori Della forza della fantasia umana Concordanze (Hapax - parole che occorrono una sola volta) |
grassetto = Testo principale Capitologrigio = Testo di commento
1009 XX| con energia l'anima nel conflitto contra delle corporee. E 1010 XVI| non la materia del mondo, confondendo in essa anche lo stesso 1011 V| può la fantasia sognante confondere insieme queste idee, con 1012 VII| apparecchiar la tavola non confondeva né il luogo delle forchette 1013 XIX| che ne facciamo col non conformarle ai dettami della retta ragione. 1014 I| memoria, la reminiscenza, la conformatrice, la concottrice, l'appetitiva, 1015 XIV| poi senza riflessione in conformità di questo da noi fabbricato 1016 VII| mani le cose vicine, opera confusamente, né dà a dividere ivi movimento 1017 VII| venivano svegliati, restavano confusi, né sapeano truovar la via 1018 IV| di dirne di più, cioè di confutar questi empj sentimenti, 1019 XV| inaspettate di azioni, tutte ben congegnate, e tutte poscia espresse 1020 II| pretendono, che tali idee sieno congenite coll'uomo; e che si svegliono 1021 V| guisa alcuna prevedersi, né conghietturarsi; e che poi si verificasse 1022 XVII| fabbricare il corpo umano, e nel congiungere seco una sostanza di dignità 1023 X| vaghi di questi nefandi congiungimenti, anche solamente per indurre 1024 X| Romano per generato dal congiungimento del diavolo con sua madre. 1025 XIV| abbiamo operato in quella tal congiuntura; che c'inganniamo in quell' 1026 XIII| sommamente ingegnosa ordinanza e connession di ruote, che non potea 1027 VII| ammettere altri operanti oculis conniventibus. Tutto, secondo me, il mirabile 1028 XIX| esaltarono la religione, e conobbero la necessità di unirla colla 1029 X| conosciuto, ivi né pur si conoscano spiritati. Han certamente 1030 II| ancora dal Gassendo, facoltà conoscente, o conoscitiva, troppo impropriamente 1031 VII| non sia in nostra mano il conoscerlo. Tutte e due senza fallo 1032 XVII| dell'anima nostra, calato il conoscimento e l'amore del bene onesto, 1033 XIV| solo esempio delle persone conosciute da tutti per saggie, e dotate 1034 XX| Il medesimo avviene al conquistatore, e che divora co i desiderj 1035 VI| mente nostra non solo ne sia consapevole, ma che ancora vi assista. 1036 IX| altri non vi ha, che esse, consapevoli di quegli interni ragionamenti, 1037 XVII| cercar tutti i mezzi per conseguire quel fine. L'anima è quella, 1038 XX| bene presente e facile a conseguirsi, lascerebbono tosto andare 1039 XX| danno. Non facendolo noi, e consentendo ad occhi chiusi al fallo, 1040 IX| spezie, che nella memoria si conservano delle cose da noi in prima 1041 IV| serbatojo, dove abbiam preteso conservasi ora più, ora meno le idee 1042 IV| quell'interno magazzino, e conservatorio d'idee. Per quello poi, 1043 I| tutte possono cooperare alla conservazione, al comodo, diletto, e buon 1044 II| perché ivi s'imprimano e si conservino le specie & idee delle cose 1045 VII| passò alla camera di un suo conservo, a piè del cui letto postosi 1046 II| abbia bisogno, tornare a considerarli, per formar con essi le 1047 IV| da essa mente appresi e considerati. E così essendo, resta superfluo 1048 XX| nativitatis suae in speculo. Consideravit enim & abiit, & statim, 1049 XV| saggia critica, di giudiciose considerazioni! Mancando questo, manca 1050 X| sì fatti disordini, e di consigliar ciascuno ad esaminar meglio, 1051 XX| familiari fantasmi, tutti consiglieri delle virtù. La meditazione 1052 XIV| innocenti ed onesti, ancorché consistano in mere immaginazioni, prive 1053 XI| a nulla serve il volerli consolare. È troppo, dissi, allora 1054 XI| immagini, e ragioni per consolarsi. Son costoro da compatire, 1055 XI| quel figliuolo, di quella consorte, con tutto l'apparato dell' 1056 VII| tenere il giovine chiuse constantemente le palpebre, e chiuse con 1057 XX| nos in tantis periculis constitutos pro humana scis fragilitate 1058 XIV| terrena oltre a' termini consueti. Ma quello è un idolo onninamente 1059 XX| e la maggior forza della consuetudine per commuovere l'anima alle 1060 III| affatto, ciò non ostante consultando le immagini della sua fantasia, 1061 VIII| azioni sue ha bisogno di consultare continuamente il magazzino 1062 XX| parole e voci. Ora se noi consultiamo l'operar degli uomini, troviamo, 1063 XIV| sentenza da noi tenuta in un consulto, in un libro, in un affare, 1064 VI| animali e vitali si van consumando per il moto del corpo, e 1065 X| spiriti animali, o pur vecchie consumate in tutte le sozzure della 1066 II| di tali idee: poco infine conta lo sforzo di chi le niega 1067 XV| tuttodì sotto gli occhi contadini ed altra simil gente, nata 1068 I| da orologio ad un rozzo contadino, egli osserverà ed ammirerà 1069 X| produrlo in altri? So, che si contano qui non pochi esempli. Bisognerebbe 1070 X| crede, e prende per danaro contante non pochi casi, che si raccontano 1071 X| epidemiche di fantasia si può contar quella, che in Francia si 1072 XIV| tosto il lodevol nome di contegno, atto a tenere in freno 1073 XVIII| principio e cagion di ogni cosa, contemplandolo sopra tutto ed ammirandolo 1074 IX| maggior fervore di loro divote contemplazioni, alcuni attuosi effluvj 1075 XVIII| opinioni, che son false: non contenendo esse né pure l'apparenza 1076 I| veggiamo, ed è infallibile contener esso una vasta estensione, 1077 XIV| vani fantasmi, e come se contenessero verità, operiamo poi senza 1078 XX| esaminare occorrendo, se quella contenga il vero o il falso, il giusto 1079 Lett| in tante altre ricerche, contentarsi del verisimile; e chi più 1080 V| in varj libri; ma io mi contenterò d'uno, accaduto in persona 1081 XIV| anche l'ombre in propria contentezza. Si lagnava il pazzo d'Orazio 1082 IX| le altissime cose in essi contenute, e per un certo modo non 1083 III| buono!), cioè quante idee contiene giammai, ancorché niun di 1084 XX| poi merita la virtù della continenza. Per certa sorta di persone, 1085 VIII| eccitar quelle povere teste a continuar la tela degli spropositi. 1086 VI| vien a filare un'azione continuata per molto tempo, senza mutar 1087 VI| osservano azioni ben guidate e continuate con de i colloquj proprj 1088 XIV| perché si vedea tolto il continuato piacere de' fantasmi del 1089 III| Orazione di Cicerone, essi continuavano a recitare i seguenti versi 1090 IV| che da essa non viene la continuazion di essa parola, ma bensì 1091 V| ripetizione, o più tosto una continuazione di quel, che si è pensato 1092 VII| dormiva otto o dieci ore continue. Il suo servitore ci disse, 1093 XV| faccia ridere, ma non sapran contracambiarli. Dissi di ordinario, perché 1094 XVI| molta modestia, pure più contraddittori ha trovato finora, che lodatori. 1095 IX| vedere. Alle quali cose contradicendogli io, e replicando egli all' 1096 II| nel che io non intendo di contradirgli: pure è certo, che mirando 1097 XVII| Leibnizio ha trovato tanti contradittori, pretendenti infino, che 1098 XVI| architettato, che niuna contradizione involva, e possa soddisfare 1099 XIII| fantasia talvolta unitamente i contrasegni d'essere grato o ingrato, 1100 XX| lascivia, alla vendetta, a contratti di guadagno illecito, ad 1101 X| e qualche volta ancora contribuire a vincere alcuni di essi, 1102 XII| Intorno a questa sì scura e controversa materia tali non sono le 1103 XX| bene o utile o dilettevole convenga alla retta ragione, perché 1104 XX| e riconosciuti per veri, convenienti alla retta ragione, ed atti 1105 XIV| esattori di ogni menoma convenienza con attacar liti per cose 1106 XIV| lodevoli attributi, che possono convenire ad una determinata persona; 1107 X| streghe, cioè, che si dieno conventicole di demonj, dove di notte 1108 II| restituita la sanità, è convenuto a quelle persone, tornar 1109 X| la morte a chi con loro conversa, se ne intenda tosto la 1110 XIX| commerzio, massimamente conversando coi saggi e buoni, i quali 1111 X| gran rilievo per chi ha da conversar con gente infetta, né si 1112 XVI| chiamano i franzesi) per lui si convertì in un'acqua di morte; e 1113 IV| sentimento, che in quel tempo la convince di aver ella avuto prima 1114 III| incomprensibile; e pure siam convinti della giornaliera sperienza, 1115 I| azioni, che tutte possono cooperare alla conservazione, al comodo, 1116 IX| miracolo, senza particolar cooperazione di Dio voglio dire naturalmente, 1117 XVI| tutti gli astronomi quel di Copernico, conosciuto in parte anche 1118 X| stralunamenti di occhi. Coperta la reliquia, cessa tutto 1119 XV| di dormir ivi quietamente coperti di polvere, senza essere 1120 XV| tutto il loro sapere a saper copiare quel che altri han detto. 1121 XII| autori. Ma chi vuol vedere copiosamente trattata questa materia, 1122 XVI| ancorché posti dipoi alla coppella si scuoprano insussistenti, 1123 X| alcune sciocche femmine coprire la sregolata loro incontinenza, 1124 XII| una donna gravida senza coprirsi, un gambero sortendo da 1125 XI| riflessioni fatte, e il coraggio esercitato, mai più non 1126 VI| persone a me note a cavallo corbettar per l'aria, senza che io 1127 VIII| infermità, se non toccate certe corde, il suon delle quali fa 1128 VII| ginocchioni, ed allestendosi per coricarvisi, venne risvegliato. Interrogato, 1129 VIII| che gli fossero nate le corna, e non si arrendeva a ragioni. 1130 VII| piedi e l'altra di suonar cornetti o trombette a i suoi orecchi.~ ~ 1131 VII| lettera, ch'egli pose sopra la cornice del cammino da fuoco. Ito 1132 VII| ritrovato addormentato sul cornicione della chiesa. Ebbero giudizio 1133 IV| veduto, e in ciò conviene il coro dei filosofi, che le immagini 1134 XII| configurazioni ne i tenerissimi corpicciuoli, co' quali sì gran comunicazione 1135 XII| ad imprimere nel tenero corpicciuolo del feto un segno, o sia 1136 X| precedente notte erano tutte corporalmente intervenute alla diabolica 1137 XX| da nobis salutem mentis & corporis, ut ea, quae pro peccatis 1138 XVII| quell'idea, perché l'appetito corra ad appagarsi, se può. Ma 1139 XVIII| lontane dalla falsità, o correggerà le già imprudentemente ricevute & 1140 XIV| la nostra fantasia, per correggerla, se occorre, osservando 1141 XIV| e non ami chi l'ajuta a correggerle o deporle. Ma trattandosi 1142 XV| Tiziano, da Raffaello, dal Correggio, o da altri insigni pittori. 1143 VII| discendere per le scale, ed anche correndo, senza che vi fosse alcun 1144 VII| altrimenti inciamperanno, e correran pericolo di nuocere a se 1145 XVIII| finché sieno dissipate o corrette dalla ragione. Ora appartiene 1146 XVIII| oggetto: con che resterà corretto quel fantasma, e liberata 1147 XX| stupire, se noi facilmente corriamo ad eleggere quegli oggetti, 1148 V| impostori per deludere le person corrive, con far loro credere, che 1149 XX| ragione giovano ad eccitare e corroborare in essi la venerazione dovuta 1150 XI| i gambari vivi o cotti, corrono pericolo di sfinimento. 1151 V| umori del corpo umano son corrotti, né godono l'armonia, che 1152 II| dee concedere chiunque non corrotto da malvagie passioni sa 1153 XV| degli oratori scrive: A corruptissimo quoque poetarum figuras 1154 XVI| maniera aprono l'adito alla corruttela de' costumi e all'iniquità. 1155 XVIII| e quella del p. Eduardo Corsini pubblico lettore di Pisa; 1156 XVIII| sommamente preziosa per la corta vita dell'uomo, perché perderlo 1157 XIX| tutti i bei colori, che la corteggiano, cioè come virtù commendata 1158 XVII| cose sensibili, ove sieno corteggiate dall'attributo di una grande 1159 VII| Agostino tirò bruscamente le cortine del suo letto; si levò; 1160 XII| fanciullo mostruoso senza coscie e gambe, e colla coda di 1161 XVI| dirigere con esse le nostre coscienze ed azioni. Ma pur troppo 1162 IX| essere promossi a qualche cospicua dignità. Allora la mente 1163 XIV| cardinalizio, o altro posto assai cospicuo, per cui si credono di avere 1164 VII| pericolosi il destar questi tali, costa loro ordinariamente la vita. 1165 XII| sentimento furono Giovanni Costeo, il Vairo, e Tommaso Erasto, 1166 VI| fra poco essere l'anima costretta a far ben peggio nei deliranti, 1167 VII| di un'altra, secondo il costume delle persone, che dovevano 1168 VII| che vuol trovare.~ ~Ma cotal riflessione non parmi, che 1169 XX| sia conforme alla ragione cotale elezione, e senza considerare 1170 XI| conficcar nella sua fantasia cotali molestissime idee; essendo, 1171 III| buon odorato scopriva i covili de i cervi, caprioli, e 1172 III| fantasia, spogliato che sia del cranio, e di ogni altro suo tegumento. 1173 XVI| sua sapienza, tanto nel creare le cose, quanto nel muoverle 1174 VIII| avesse avuta in carità di crearlo davvero cardinale.~ ~Ma, 1175 II| del fine, per cui furono creati. L'uomo supera gli altri 1176 VIII| immaginò egli di essere stato creato cardinale, né più si trovò 1177 XVII| nel principio e sin dalla creazione del mondo. Qual di questi 1178 XIII| disgustose, con cui nacque e crebbe, ed eccita gli appetiti 1179 IX| godono somiglianti favori, credano poi lecito di pubblicarli, 1180 V| sapea diggerire quella lite, credendola, come suol farsi, ingiustamente 1181 XVII| stoltamente vuole il male, credendolo bene. Né può la division 1182 V| altri simili sogni, e non crederle sì tosto cose prodigiose 1183 XII| Noi siam dispensati dal crederli tutti originati dall'immaginazion 1184 IX| de' avere difficultà di crederlo. Dio può comunicare anche 1185 IV| sospettare, ch'egli non credesse diverso l'uomo da i bruti, 1186 XVII| e il corpo. Meglio fatto credette il Descartes di ricorrere 1187 X| diavolo con sua madre. Nol credeva già egli; ma ci dovettero 1188 IX| di buone persone, che si credevano di trattar in estasi con 1189 V| ultimo quello di aver fatto crescere le superstizioni. Chiunque 1190 XX| creature imperfette, vasi di creta troppo esposti alla fragilità, 1191 X| semplicità. A buon conto il Crisostomo prima di santo Agostino 1192 II| suoi nervi, come fa per gli cristalli; e giugnendo con l'immagine 1193 XVII| parola: cioè agli specchi di cristallo, e ad altri corpi lisci, 1194 IX| tradizione de' primi secoli del Cristianesimo, e riconosciuto e confermato 1195 XVIII| la mente usando il buon criterio suggerito dalla filosofia 1196 XVIII| nella tal casa, in certo crociale, o in altri luoghi si odano 1197 XVIII| Logica del Fardella, e del Crousaz, e quella del p. Eduardo 1198 X| sua tragedia spacciò il crudele Eccelino da Romano per generato 1199 XI| meritavano di essere vietati i crudeli giuochi de i gladiatori 1200 V| Né qui si ferma la matta crudeltà. Bada eziandio agli augurj, 1201 XVI| indubitate della verità. Suum cuique pulchrum est. Deh perché 1202 VII| avea dianzi ricercata dal cuoco. Calò in cantina con lume 1203 V| in fine poi va ridendo in cuor suo della melonaggine altrui. 1204 IX| venerabil padre Giuseppe da Cupertino, non dirò de i ratti, ma 1205 XI| Sanno o non sanno questi sì cupi macinatori di scrupoli e 1206 XV| costoro portano un ingegno cupo, atto solo a meditar sulle 1207 Lett| corpo proprio o altrui, e curarli; e se quella delle madri 1208 XVI| capitale del loro sapere curativo de' mali, che non sia fondato 1209 XVII| insieme uniti, si mettono poi curiosamente a cercare, come questa materia 1210 XIII| dilettevole, o utile, o bello, o curioso, o strano &c. o pure l'opposto: 1211 XVI| dal cardinale Niccolò di Cusa. I vortici dell'acutissimo 1212 X| perciò necessario il ben custodir queste due porte, accioché 1213 IV| formate, o scoperte, e quivi custodite. Se la fantasia non le ha 1214 X| A me confessò una gran dama, che gravida assistendo 1215 V| popolo va a comperare a danari contanti le menzogne e gl' 1216 X| e fingendo sortilegi, e dandogli un nastro da legare al collo, 1217 XX| provenienti da i sensi, dandosi anche in preda a i vizj, 1218 X| pericolosa, perniciosa, e dannata; ma libri scritti da persone 1219 XX| impedirla l'apprension de' mali, danni e che ne possono nascere, 1220 XIV| in un affare, è falsa e dannosa. Allora diam nelle smanie, 1221 XIV| altri abbominevoli, o troppo dannosi mezzi. Sulla falsa credenza 1222 XX| di altri dilettevoli, ma dannosissimi vizj. Parlo di lezioni, 1223 XV| un magistral lavoro, per dappocaggine, credo io, cioè per non 1224 IX| provava dolore alcuno, se non dappoicché era tornato in se stesso, 1225 XX| di sapienza risorgerà, e darà in fine buona messe. Non 1226 XV| buoni e sodi ingegni. Vi daranno essi certamente piacere, 1227 I| più dell'uomo stesso di darci una grande idea di questo 1228 IX| dignità. Allora la mente darebbe corpo a questa idea, immaginando 1229 II| lo stesso. Ma qual nome daremo a gli altri fantasmi, che 1230 XII| madre nel feto, basterebbe a darla vinta a i chiamati immaginazionisti; 1231 III| leggiermente le carte da giocare in darle, discerneva il vario colore 1232 III| pur lo merita ben essa per darne la dovuta lode a quell'infinitamente 1233 VIII| maniere, e negli effetti. Dassi un totale sconvolgimento 1234 XIX| importante argomento. La ragione dataci da Dio, naturalmente ci 1235 IX| dimanda, come le persone date alla mistica, e che forse 1236 VIII| avuta in carità di crearlo davvero cardinale.~ ~Ma, Dio buono! 1237 XVI| fantasia nostra possano o debbano dar norma ai disegni, e 1238 XIX| libricciuolo. Meno ancora è il decalogo. Ed ecco in poco la filosofia 1239 XIX| filosofia, e molto più al decantarsi qui l'energia della filosofia 1240 XIV| centinaja d'anni per virtù de' decantati elissiri, niuno si mostrerà 1241 IV| secondo libro al capitolo decimo dell'Intendimento umano, 1242 IX| santo Agostino nel libro decimoquarto al capitolo vigesimoquarto 1243 XII| naevi de i latini; e fu deciso, provenir esse dalla forte 1244 XI| alcuni libri spirituali, o le declamazioni di qualche sacro oratore, 1245 XVI| francamente ideano varj decreti nella mente divina, e vi 1246 IX| disdirebbe lo stendere un decreto condennatorio di tutto quanto 1247 XX| spezialmente per chi si dedica al celibato, non basta una 1248 VII| Giovan-Maria Pigatti vicentino, e dedicata al celebre e chiarissimo 1249 XVII| qualche lascivo amore, o dedito al giuoco, al furto, o avvezzo 1250 IX| maneggio delle precedenti idee, deducendo una dall'altra, e figurando 1251 XVI| indubitata notizia altre si deducono di eguale certezza. All' 1252 IV| una dall'altra realmente definite, perché altro è l'intendere, 1253 XVIII| delle cose fisiche, le vere definizioni del tempo e dello spazio, 1254 XIX| e virtù, e le opposte sì deformi del vizio: non potremo già 1255 XVI| cosa proposta, non sia da defraudar di sua lode l'ingegnoso 1256 VI| di veder sognando persona defunta, e di aver fatto qualche 1257 VI| un amico, un parente, già defunti, e della morte de i quali 1258 VIII| spettacolo, che maggiormente deggia umiliare la superbia nostra, 1259 V| istraordinario privilegio si è degnato, e si degna di farne veder 1260 IX| perciocché molte cose ho udito degne di maraviglia, e niuna veduta 1261 I| agli animali, sì varie, sì delicate, sì artificiose troviamo 1262 XI| consistono in una discreta delicatezza per non offendere il Signor 1263 XII| talvolta ad imprimere in quella delicatissima macchia un segno della sua 1264 XI| e talvolta son cadute in deliquio. Conosco io uno dei migliori 1265 XVI| magna magnorum doctorum deliramenta, e di simili paradossi, 1266 VIII| potenza, in guisa tale che nel delirante e nel pazzo noi troviamo 1267 XVI| è permesso ad ognuno di delirare in quistioni di somma importanza. 1268 IX| immerso l'animo suo in quelle delizie, che più non pensava alle 1269 XVI| molto meno da condennare il delizioso mestiere di fabbricar sistemi, 1270 V| anticamente a gl'impostori per deludere le person corrive, con far 1271 IX| quelle semplici persone deluse, credono di aver delle vere 1272 | demum 1273 XX| conoscere per bene utile, l'aver denaro e regali, per cosa dilettevole 1274 X| innocente cristiana, resti denigrata coll'infame titolo di strega. 1275 VII| per quei luoghi, vi urtano dentro, e talvolta cadono in precipizj. 1276 VIII| morte, che il vivere in sì deplorabil stato. Tale certo non possiam 1277 VI| svegliati stiamo un pezzo a deporre quella vana credenza, e 1278 VII| aggirarla nel secondo ramo, la depose, e prestamente aprì una 1279 IV| dormigliose, di cui essa è depositaria, allorché essa anima ne 1280 VIII| materiali, che intellettuali ivi deposte, e parimente le parole e 1281 IX| stessa, o pure se i suoi depravati costumi l'accusano per immeritevole 1282 II| dovizioso apparato d'idee depurate da ogni materia non possa 1283 I| Situarono ancora nella parte deretana del cerebro la facoltà memoratrice; 1284 XII| possono accordar con essa. Deride due esempi recati dal padre 1285 Lett| E giacché alcuni dotti deridono la goffaggine di tante persone, 1286 II| messi in dubbio, o pure derisi questi spiriti dal Ridloo, 1287 VI| vegliamo. Né questo già deriva da un'anima sensitiva, condominante 1288 XVIII| è però un male, onde ne derivi alcun male al pubblico o 1289 XII| trattato de la Pratique des Accouchemens da lui veduti. 1290 IV| immaginazione fin qui da noi descritta, egli non risponde, egli 1291 III| grandezza. Potrebbe disegnarlo e descriverlo tale quale è: osserva poi 1292 XI| in una conversazione chi descriveva la giustizia fatta di un 1293 XV| fantasia. Udite alcuni, che vi descrivono un caso seguito, con rappresentarvi 1294 XX| parte sua la ragione, e desidera quella felicità, di cui 1295 XIV| vero e falso onore. Egli è desiderabile, che ognun ci stimi e rispetti 1296 XII| effetti; e che tante madri desiderando, o in caso di paura, non 1297 XX| santi.~ ~In primo luogo è da desiderar la buona educazion de' figliuoli, 1298 XVII| concupiscenza buona, ed è allorché desideriamo secondo la retta ragione 1299 XII| nostro, quando anche si dessero finestre, per le quali si 1300 | desso 1301 VII| perché in siti pericolosi il destar questi tali, costa loro 1302 VII| precauzione. Ed appunto nel destarsi i sonnamboli, si empiono 1303 VII| di uno stadio, ed essersi destato, perché inciampò in un sasso. 1304 XI| per cui tutto tremante si destava. Apposta per liberarsene, 1305 XVI| quanto è poi diverso il destino della pratica da quelle 1306 VII| non le avrebbe fatte ben desto. Nell'apparecchiar la tavola 1307 VII| gran fatica, di toccargli destramente i polsi, che ritrovò deboli 1308 XII| niuno potrà mai giungere a determinar con certezza, onde procedano 1309 Lett| vita umana. Né pure sappiam determinare, di che sia composto lo 1310 XI| cioè proprie di alcune determinate persone, che non si comunicano 1311 XVII| sostanza sull'altra, ma per la determinazion precedente di questa armonia 1312 XVIII| per ben regolare le nostre determinazioni ed azioni, riguardanti la 1313 X| assemblee de' demonj, e la detestabil conversazione con que' lussuriosi 1314 XI| contro chi è risorto, & ha detestate le cattive opere sue davanti 1315 IV| l'hanno anche osservato e detestato gli stessi inglesi. All' 1316 V| convenisse al suo male. Detratti i casi suddetti, massima 1317 X| formarsi nell'uomo senza detrimento suo, e capaci solo di recar 1318 VIII| piantano al dispetto della detta ragione. Ma che fa allora 1319 XIX| non abbia per l'interno dettame della ragione, e per la 1320 XIX| facciamo col non conformarle ai dettami della retta ragione. Ma 1321 VI| azione, e delle parole allora dette, che han lasciata qualche 1322 X| corporalmente intervenute alla diabolica raunanza, cloaca di nefande 1323 X| si persuada, darsi tali diaboliche diete, ed essere colà a 1324 X| le feste, che si fanno al diabolico finto Sabath; ed avendo 1325 IX| tanta pietà, colle quali il diabolo non ha che fare. Eccettuati 1326 II| corporea e materiale, a cui diamo il nome di fantasia. Pitagora, 1327 VII| pronto a rivolgersi e a dibattersi qua e là, quando si sente 1328 XVIII| Chi poi è imbevuto delle dicerie di alcuni antichissimi ed 1329 XX| dalle lontane. Che se talun dicesse, darsi mercatanti, che fan 1330 XV| quella de' pittori, ch'io ne dicessi qualche cosa. Ma rimetto 1331 X| prima di santo Agostino dichiarò nell'Omilia vigesima seconda 1332 VII| ricorda. Nella sera del dì diciotto di esso mese fece lo stesso 1333 XV| parole.~ ~. .. muta poesis~ dicitur haec; pictura loquens solet 1334 VII| facciata del cortile; gli diè a bere, e dopo averlo attaccato 1335 | dieci 1336 X| persuada, darsi tali diaboliche diete, ed essere colà a cavallo 1337 VII| molti altri a lui simili) e difendendosi, quando gli vengono impedite 1338 V| egli fatta una scrittura in difesa delle sue ragioni, per presentarla 1339 XX| a ciò noi osserviamo un differente effetto nella stessa vista, 1340 III| rappresenta all'anima queste differenze; distinguendo noi, per esempio, 1341 XVIII| altri, ovvero formati col diffettoso nostro raziocinare. Applichiamoci 1342 Lett| trattandosi di materia di difficil digestione, non si han da 1343 XI| ha ben da confessare, che difficilissimo è il potere resistere alla 1344 VIII| talvolta il sodo col ridicolo, difficilmente si astiene dal ridere, e 1345 IX| sempre con ragione dee restar diffidenza, che ciò, che pare opera 1346 V| manesca, e che non sapea diggerire quella lite, credendola, 1347 VII| Giovanni Ferod nella città di Digne patria sua, il quale addormentato 1348 VI| interrotta azione, e seguita a dilatarla con competente ordine, e 1349 X| eccoti questa opinione dilatarsi e invasarne la fantasia 1350 XIX| accolte con abborrimento, e dileguate. Ma all'udire gli encomj 1351 VIII| ebbe per risposta questo dilemma. O vostra riverenza mi tien 1352 XV| compariscono atti solamente a dilettar chi pieno d'ozio vuol pure 1353 XIV| quelle, che sono atte a dilettarci, e dalle quali suol anch' 1354 VI| offendere la riputazione altrui, dilettarsi d'immagini lascive, con 1355 XV| anche tanto d'ingegno da dilettarvi con facezie, arguzie, satirette 1356 XV| maniera sempre attento, e dilettato col mirabile e colla novità 1357 XX| riconoscere l'utilità o la dilettazion, che ne può provenire. Appartiene 1358 XI| un caro unico figlio, una dilettissima moglie, e così di altri 1359 XX| nostro buon Padre Iddio, e al dilettissimo suo figlio Cristo Gesù, 1360 I| in conoscere mercé della diligente notomia, da assaissimi ingegni 1361 VI| fenomeno; tuttavia con quella diligenza e modestia, che è propria 1362 IX| non licet Homini loqui: si dimanda, come le persone date alla 1363 VI| fatte idee, per così dire, dimandano udienza, anche quando non 1364 V| le menzogne e gl'inganni. Dimandate ora: trovasi egli vestigio 1365 XIII| se bramaste informazione, dimandatela a messer Francesco Petrarca, 1366 VI| nella mia Filosofia morale, dimandava a me stesso: la mente assiste 1367 VI| de i nuovi, quella è, che dimandiamo il sonno, cioè la quiete 1368 VIII| parlar fuori di proposito. Dimando io licenza di poter qui 1369 XX| di questa sembriamo come dimentichi, e male viviamo, quasi che 1370 IX| quasi senza accorgermene dimorammo, alla fin della quale partendo 1371 VII| da dire, che la sperienza dimostra, esser mosso il corpo dei 1372 X| morbi. Il contrario han dimostrato il Fieno, il Sennerto ed 1373 Lett| me, molto men da esigere dimostrazioni in quello, che sarò per 1374 IX| quelle persone, che abbiam dintorno, o che passano davanti agli 1375 XV| perché principalmente da essa dipende l'invenzione, o sia l'orditura 1376 XVIII| nostre utili cognizioni, dipendendo particolarmente da questo 1377 XV| nobili ingredienti, che dipendono dal buon intelletto, e dallo 1378 VI| rabeschi, che vecchiamente si dipigneano nelle camere, dove si vedeva 1379 XV| raccontar casi seguiti, dipignere vivamente gli avvenimenti 1380 XI| In quella fantasia sta dipinta Iddio, come un fiscale rigorosissimo, 1381 XI| bestie, anche solamente dipinte, son prese da un gagliardo 1382 XV| mettersi a fare il poeta o il dipintore. Sorelle possono chiamarsi 1383 XV| varietà di cose, e belle dipinture troverete certo ne' loro 1384 VI| debole a tenerle dietro. Vi diranno gl'innamorati di qualche 1385 VII| notte il cameriere venne a dirci, che il suo padrone sarebbe 1386 II| quivi si conservi. Di ciò diremo qualche cosa al capitolo 1387 III| camminar per la stessa città, e dirvi: ora io mi truovo in questa, 1388 XX| qual mestiere molti son disadatti, alcuni quasi impotenti, 1389 XVIII| buoni o cattivi; perché tal disanima e cognizione è riserbata 1390 IX| Storia ecclesiastica, dove disapprova il prendere per rivelazioni 1391 XVI| questo o da quel male, può disavvedutamente liberarli da tutti con abbreviar 1392 VIII| altri non pochi accidenti e disavventure della vita umana. E spezialmente 1393 VIII| guasta l'interna armonia con discapito della stessa ragione. Siccome 1394 VII| averlo più volte osservato discendere per le scale, ed anche correndo, 1395 XVIII| e per quanto mai si può, discerna il vero, o almeno il più 1396 XX| parole. L'intelletto solo discerne poi ciò, che vien significato 1397 III| carte da giocare in darle, discerneva il vario colore delle medesime. 1398 I| dividere in varie provincie il disco lunare, e dare il suo nome 1399 XIX| imbevuta di quel che conviene o disconviene a noi di operare, e che 1400 XIII| lascia trasportare ad azioni discordi dalla retta ragione, e conforme 1401 VIII| totum, e a introdurre la discordia nella ducal famiglia, e 1402 VI| senza che sia la mente, che discorra, giudichi, creda, e voglia? 1403 VI| le vuole. E come mai può discorrersi, giudicare, credere, volere, 1404 VII| con ordine di fanciullesco discorso. Così il signor Reghellini. 1405 XVI| composti da i medici stessi in discredito della lor professione, e 1406 I| poterli vedere. Tuttavia discutiamo intorno alle cagioni della 1407 IX| anime de' suoi cari, perciò disdirebbe lo stendere un decreto condennatorio 1408 III| sua grandezza. Potrebbe disegnarlo e descriverlo tale quale 1409 XVI| possano o debbano dar norma ai disegni, e voleri di Dio, e divenire 1410 VIII| calamità. Quanto a me, sì disgustosa impressione fa nella mia 1411 V| interviene, segno naturale son sì disgustosi sogni, che il sangue o altri 1412 VIII| se ragion non vale per disingannarli. Aggiungasi che il cerebro 1413 XIV| liberarcene, o per rettificarli. A disingannarsi potrebbe e dovrebbe bastare 1414 XIV| ordinariamente, che non goda d'essere disingannato, e non ami chi l'ajuta a 1415 XX| verde età, ed unite a i disinganni, servono a rimetterli nel 1416 XIX| castighi allora crescerà a dismisura la forza della mente per 1417 VIII| ad essere totale, cioè a disordinar tutto il cerebro, e le idee 1418 XII| pericoloso oggetto potesse disordinare la tenera macchina di quella 1419 XIX| ordinato; a quello che è disordinato; e che l'utilità, o la dilettazione, 1420 I| l'universo mondo, non può dispensarsi dallo stupore in osservando 1421 XII| di questi casi. Noi siam dispensati dal crederli tutti originati 1422 XI| fare allo stesso Iddio, il disperare della misericordia sua?~ ~ 1423 XIII| turbandola ed affligendola con i dispiacenti. Qui nondimeno non è finita 1424 XIII| come un suo nemico. Questa dispiacevole idea si fissa nel cerebro 1425 IX| pur dalle forze e dalla disposizion naturale dell'intelletto 1426 VIII| deboli, per tacere altre disposizioni naturali, e i varj accidenti 1427 IV| qualche massa di materia disposta, come egli crede a proposito, 1428 III| idee con sì bell'ordine ivi disposte; affinché l'anima possa 1429 XI| Regolarmente il cerebro nostro è disposto a ricevere tutte queste 1430 Lett| Dio, per muovere e regolar dispoticamente le azioni contingenti del 1431 X| all'improvviso versi non dispregievoli, parlava ebraico, greco, 1432 Lett| compassione, e talvolta con disprezzo la condizion degl'ignoranti. 1433 II| persone. Si è disputato, e si disputa tuttavia, se noi abbiamo 1434 VIII| si fan forti in materie disputabili, nelle quali bene spesso 1435 XVI| età né pur essa n'è priva, disputandosi tanto delle febbri, della 1436 VII| azioni: del che io lascerò disputar chiunque vuole. Mentre altri 1437 I| medesima anima. Poco importa il disputare di questo. Per fare in quella 1438 II| diversità delle persone. Si è disputato, e si disputa tuttavia, 1439 IX| che gli appariva, e seco disputava di altissime dottrine. Gli 1440 IV| questa operetta ad entrare in dispute ex professo di cose peraltro 1441 XVIII| prima la mente senza esame e dissavvedutamente unita l'idea del terrore. 1442 VI| sospesa, né l'anima può dissentire. Quelle idee biasimevoli 1443 VII| del suo accesso, come mi dissero. Io gli toccai le mani, 1444 XII| Blondel inglese, in una sua Dissertazione fisica, la quale tradotta 1445 XVII| della lor sanità, o col dissipamento delle lor sostanze, e in 1446 XVIII| di azione, finché sieno dissipate o corrette dalla ragione. 1447 XVI| tempi barbari non sieno dissomiglianti dagli orbi, che fanno alle 1448 VI| con ordine, e con troppa dissomiglianza da quei della fantasia, 1449 Lett| che possono provenir molti dissordini e malori al corpo umano 1450 III| fu veduto da lui, nelle distanze ancora per chi vi ha fatta 1451 VII| assai recente, che si legge distesamente scritto nel tomo vigesimo 1452 III| anima queste differenze; distinguendo noi, per esempio, i diversi 1453 III| udire. Aggiugnete a questo distinguersi da noi le voci diverse di 1454 III| noi incomprensibile. Così distinguiamo i sapori e gli odori, ed 1455 III| con segni e caratteri sì distinti, finora da me chiamati anch' 1456 IX| suoi cari. Tutte queste distinzioni si veggono riferite dall' 1457 XIII| costoro non se ne possano distogliere per qualche malìa, che gli 1458 IX| lamenti, perché avessero distolta l'anima sua giunta ad uno 1459 VI| anche quando non vogliamo, e distraggono la mente dalla contemplazion 1460 VI| fantasia fa forza, e cerca di distrarre la mente di là, mettendole 1461 IV| tutto un tempo l'anima vien distratta da un diverso fantasma, 1462 XIII| e cagionano tante nostre distrazioni, e spesse volte fan peggio. 1463 XV| proviamo tanta diversità nella distribuzion dei beni terreni, mirandosi 1464 IV| considerazion de i sogni la distrugge; e il non poter noi negare 1465 IV| dove ognun si fa lecito di distruggere e di fabbricare a modo suo 1466 VIII| uomo, la fantasia divien disubbidiente alla mente, forzandola in 1467 XVII| bello o brutto, se utile o disutile, se giovevole o nocivo: 1468 XVIII| materia infrascata da molte disutili quistioni, e sottigliezze, 1469 I| cose, di combinarle, di divederle, di astraere, di giudicare, 1470 III| se perdesse la vista, e divenisse cieco affatto, ciò non ostante 1471 VII| faceano i servitori in cucina, divenne più attento; si avvicinò 1472 VII| mischiava coi suoi sogni, egli diventava furioso, e talora si metteva 1473 VIII| fuor di sé, cioè un uomo divenuto simile alle bestie insensate. 1474 XIV| arrischiasse a parlarne diversamente, il men che gli potesse 1475 VI| troviamo in un altro luogo, diversificando gli oggetti e le azioni 1476 XI| sapesse allora far questa diversione, risparmierebbe a sé de 1477 III| nella fantasia dell'uomo. Diversissimo è questo erario secondo 1478 XI| dissi, allora difficile il divertir l'anima dal pensare a quell' 1479 XI| sangue, e di chi in vece di divertire i neri pensieri, e di cercar 1480 Lett| la allogassero, e come la dividessero in più funzioni. Il Gassendo 1481 II| immutabili, e che son da loro divise in geometriche, numeriche, 1482 XVII| artificiosa, tutta di materia divisibile: i filosofi, che conoscono 1483 XVIII| del moto nell'universo, la divisibilità della materia in infinito, 1484 XVII| credendolo bene. Né può la division di appetito in ragionevole 1485 I| altre simili, che son tutte divisioni ideali, benché certi sieno 1486 II| secondoché si osserva in notomia diviso, e distinto dal cerebro 1487 XX| al conquistatore, e che divora co i desiderj il paese vicino; 1488 IX| alimentare e ad accrescere la divozion del cristiano. Per questo 1489 XII| con averla poi talmente divulgata, e persuasa al popolo, che 1490 XVI| Agostino magna magnorum doctorum deliramenta, e di simili 1491 XV| dire. Convien badare al documento di Quintiliano, il quale 1492 IV| antichi, che insegnarono un dogma tale, sì riprovato dalla 1493 IX| gagliarda, e insieme con tal dolcezza e garbo alcune canzoni rimate, 1494 XIII| quegli occhi, altrettante dolcezze in quel parlare, una mirabil 1495 XX| presente stato, di cui si dolgono anche i santi; di modo che 1496 XVI| inglese de vanitatibus, dolis, & mendaciis medicorum. 1497 XX| prevaricare: ci resta una dolorosa confession da fare. Cioè 1498 XI| certi altri fantasmi, e il domarli su i principj, come accade 1499 IV| mettiamo a recitare l'orazion domenicale, o pure un salmo, che sappiamo, 1500 III| magnificata sunt opera tua, Domine! Lo stesso non intendere 1501 X| suggetto l'uomo, qualora in lui domini questa affezione e insieme 1502 XX| l'empito, o ripigliare il dominio che sopra di essa fantasia 1503 XV| verso di loro de i suoi doni la natura, avendo sortito 1504 X| fare la fievole fantasia donnesca. In S. Marco di Venezia, 1505 VII| camera; dove piegata a molte doppie la sopracoperta, e toltala 1506 VII| armadio, e rimessosi a sedere, dormì quieto lunga pezza senza 1507 VI| truovi anch'essa non già dormigliosa, ma come in una specie di 1508 XV| entrano, sieno pur sicuri di dormir ivi quietamente coperti 1509 VII| nottamboli son presi dal sonno, e dormono; cioè son turati i cammini, 1510 XIV| e perniciose a persona dotata di ragione, che per istituto 1511 III| prendessi ad annoverar tanti, dotati di così stupenda memoria, 1512 IV| pronta reminescenza: due doti, che costituiscono la felicità 1513 Lett| ignoranti ridere dietro a i dottori, se arrivassero a conoscere, 1514 | dov' 1515 V| accaduto al Bembo. Cioè dovea ella sapere, che quell'avversario 1516 IV| delle idee nell'anima, non dovette per conseguente riconoscere 1517 X| credeva già egli; ma ci dovettero ben essere delle buone persone, 1518 V| luminose cifre di quel che doveva accadere a i mortali. Abbiam 1519 VII| costume delle persone, che dovevano bere. Quello che maggiormente 1520 III| capo umano una galleria doviziosa di tante idee, & idee con 1521 II| forse, che quest'altro sì dovizioso apparato d'idee depurate 1522 IV| corpo. Perciò si potrà, e si dovrà ben dire, che essa anima 1523 IV| altri atti dell'anima, si dovranno attribuire a diverse facoltà 1524 XX| impressione e frutto, che dovrebbono. Non per altro, se non perché 1525 XX| apparato d'intellettuali idee dovremmo credere, che costui riporterà 1526 X| forse qualche serpente o drago, i cui spiriti ad esso omogenei, 1527 IX| verità delle mie parole. Io drizzai gli occhi colà incontanente; 1528 VII| Marville nel secondo tomo du Melange di histoire & de 1529 XVIII| parte vere, parte confuse o dubbiose, e parte false, e talvolta 1530 IX| niun bisogno ha di questi dubbiosi appoggi la santa religione, 1531 VI| tali sieno vere? E se ne dubita (il che veramente qualche 1532 XVI| saputo ammazzar se stesso, dubitarei forte io, che avesse mandato 1533 VIII| introdurre la discordia nella ducal famiglia, e ad inventar 1534 IX| osservazion duecentesima prima, e ducentesima vegesima nona. Il che fa 1535 IX| decuria seconda, osservazion duecentesima prima, e ducentesima vegesima 1536 XII| medico-gallico, osservazione duodecima, per testimonianza del Riveto 1537 XVI| tante guerre letterarie, che durano nelle scuole, ed han ciera 1538 VIII| tempesta della frenesia può durar giorni e settimane, e quella 1539 VIII| possente a guarirla, può e suol durare fino al fine della vita. 1540 XII| cagionato a quella bestia, le durarono fitti nella fantasia; e 1541 XI| cadute in insania, e si è poi durata fatica a rimetterle in sesto. 1542 IX| orbiculari, per le braccia duretane del fernice nel setto lucido, 1543 IV| gente, e ad ogni altro di duro cervello, un'ambasciata 1544 | ea 1545 | ebbi 1546 X| non dispregievoli, parlava ebraico, greco, latino, franzese, 1547 X| tragedia spacciò il crudele Eccelino da Romano per generato dal 1548 XX| scientifiche, ha prodotto un'eccessiva copia di volumi, di libercoli, 1549 | eccettuate 1550 XI| vero pentimento e dolore, eccitano delle idee terribili di 1551 XX| questa ragione giovano ad eccitare e corroborare in essi la 1552 XVII| ha la fantasia nostra in eccitarla, talmente che, siccome dicemmo 1553 XX| ritengono i vestigj, se pure non eccitassero un gagliardo terrore, o 1554 XVII| E quando anche la mente ecciti queste riflessioni & idee, 1555 IX| intitolato Le Christianisme Eclairci, e stampato nel 1700 dove 1556 XVI| chiamar tali costoro, che edificano ingegnosi sistemi, assistiti 1557 IX| formar de i nuovi divoti edificj, sempre si potrà dubitare 1558 XVIII| Crousaz, e quella del p. Eduardo Corsini pubblico lettore 1559 XX| giovani ben allevati, ben educati, i quali appena son lasciati 1560 XX| è da desiderar la buona educazion de' figliuoli, argomento 1561 VII| dianzi abituato vegliando, ed effettuati con movimenti esterni i 1562 XIV| forte nell'occhio, e più efficacemente imprimono nel cerebro la 1563 XVI| lo più han fondata la lor efficacia e virtù nella sola medesima 1564 | eglino 1565 XV| alla luce, ha de i pezzi egregi. Ma quell'ingegno, ch'era 1566 VIII| Dio, che si potessero con egual facilità correggere tanti 1567 XVII| libertà, ora saggiamente elegge e vuole il bene, ed ora 1568 XX| noi un grande pendio ad eleggerlo. Tale è il nostro presente 1569 XVII| prendere, noi nulla badandovi, eleggiam quello, che si avrebbe a 1570 XIX| spinti, e pur la vogliamo ed eleggiamo; e ciò perché l'anima agitata 1571 IX| alcuni attuosi effluvj si elevano dalle viscere poco sane, 1572 IX| sante vergini, che ad un elevato ingegno uniscono un gran 1573 X| allorché il sacerdote facea l'elevazione, si sentì internamente come 1574 XX| presente, ci solletica all'elezion di essa, né basta ad impedirla 1575 Lett| tante buone o perverse elezioni, per tacere non poche altre 1576 XIV| pezzo non invidia i campi Elisi. Saran sogni di chi veglia ( 1577 XIV| per virtù de' decantati elissiri, niuno si mostrerà con verità, 1578 VIII| Potreste voi, e mille altre eloquenti persone sfiatarvi per convincere 1579 XIV| esse, o le rettifichi ed emendi.~ ~O s'io trovassi un tesoro, 1580 IX| si veggono riferite dall'eminentiss. Lambertini (oggidì BENEDETTO 1581 IX| detto questo dal suddetto eminentissimo Lambertini, e dal cardinal 1582 VIII| cominciasse dal titolo di Vostra Eminenza, egli rispondeva con allegra 1583 XVI| veduta nascere fin la setta empia de' materialisti, che non 1584 XIII| tutte queste idee unite empiano, per nostro modo d'intendere 1585 XVI| bene intesi ed esaminati, d'empie conseguenze si scorgono 1586 VII| volte quasi interamente la empié. In tali occasioni non tralasciava 1587 IV| stesso dalla taccia dell'empietà. Così Roberto Green, ed 1588 XVII| si cada nel baratro dell'empio Spinosa, che lo stesso Wolfio, 1589 VII| destarsi i sonnamboli, si empiono tosto di timore, perché 1590 XIII| resistere in ogni tempo a gli empiti delle immagini sue; e così 1591 IV| cioè di confutar questi empj sentimenti, caso che il 1592 XIX| dileguate. Ma all'udire gli encomj della moral filosofia, e 1593 | enim 1594 VIII| andare sempre esente da sì enorme calamità. Quanto a me, sì 1595 II| sottile, che conosca, ed entrante nella categoria delle cose 1596 I| varj riguardi può anch'essa entrar nella classe degli arcani.~ ~ 1597 IX| gli vetri della finestra entravano nella camera. E mentre io 1598 IX| concludentemente, che la fantasia non entri in quelle rivelazioni, o 1599 XVII| Imperoché, siccome osservò dopo Epicarmo anche Cicerone nel primo 1600 IX| avveniva al principe de i poeti epici italiani, cioè a Torquato 1601 IX| corpo. Parlasi ancora di una epilepsia estatica nelle suddette 1602 X| si legge di una fanciulla epileptica di quindici anni, ignorante, 1603 IX| ancorché ordinariamente gli epileptici non si ricordino di avere 1604 X| isterico, ipocondriaco, epileptico. Nelle Efemeridi dell'Accademia 1605 IX| osservano nel delirio, nell'epilessia, nell'apoplessia, nella 1606 XX| che nella canonica sua Epistola scrisse san Giacomo appostolo, 1607 XV| poemi maggiori, cioè nell'epopeia, tragedia, e commedia, perché 1608 XX| lontano sperato può essere equivalente o superiore alla forza di 1609 XVII| creda, aver egli con termini equivalenti insegnata la sentenza medesima.~ ~ 1610 XII| Costeo, il Vairo, e Tommaso Erasto, citati dal medesimo Fieno; 1611 VIII| armata, o pur figlio di erede di qualche nobil famiglia. 1612 IX| negl'infedeli, che negli eretici. Che anche persone buone 1613 XVIII| in capo, se queste sono erronee o false, esse si tireran 1614 XVII| fatti dal giudizio o retto o erroneo della mente: naturalmente 1615 X| che gli spiriti, i quali esalano dal corpo dell'incantatore 1616 XIX| virtù, quei furono, che esaltarono la religione, e conobbero 1617 IX| religione nel 1680 e tanto esaltata dal visionario calvinista 1618 II| specchio per apprenderle ed esaminarle. Solamente convien por mente, 1619 XVIII| contrario all'amor proprio. Ma esaminatene una volta con attenzione 1620 XVI| lavorieri, che bene intesi ed esaminati, d'empie conseguenze si 1621 IX| io, lo negherà, che ben esamini sì fatte materie. Molto 1622 X| per ordine de' magistrati esaminò diligentemente i sintomi 1623 VIII| pesare senza parzialità e con esatte bilance le ragioni delle 1624 XIV| superbi, puntigliosi, ed esattori di ogni menoma convenienza 1625 Lett| lusingo di aver pienamente esausta questa materia. Non aspetti 1626 Lett| come esso mai non resti esausto per tanta espansion di fuoco 1627 III| noi sembra, che l'anima esca fuori del suo picciolo palagio, 1628 III| non può di meno di non esclamare: Dio c'è. Altri che lui 1629 XII| delle forti ragioni per escludere l'opinione degl'immaginazionisti, 1630 IV| attribuire la memoria con esclusione della fantasia. Osservate, 1631 VIII| in quella burasca, e ne escono sogni tetri, sogni affatto 1632 X| che si potea dare questo esecrando commerzio fra gli spiriti 1633 VII| chiudere la finestra, ed eseguì poi quanto gli era stato 1634 XIII| anch'essi la lor forza per eseguire i comandamenti dell'anima. 1635 XIX| si lascia trasportare ad eseguirla. Come dunque abbiam noi 1636 X| nuocono alle persone, ciò eseguiscano con mezzi naturali, senza 1637 IX| ho anch'io prodotto due esempj di buone persone, che si 1638 XIV| ad un rigoroso esame, per esentarci da varj inganni, nei quali 1639 VI| regolarmente non può la mente esentarsi dal conoscere quell'idea 1640 XIII| questa potenza arriva ad esercitarla sua forza sopra la mente, 1641 X| assemblea, e dove si crede esercitata ogni più nefanda libidine. 1642 XV| arti meccaniche, da loro esercitate. All'incontro chi ha sortito 1643 II| nella stessa notomia si sono esercitati, e pretendono di aver trovato 1644 XI| riflessioni fatte, e il coraggio esercitato, mai più non ne risentì 1645 XVII| dirittura ai nervi, ovvero eserciti il suo despotismo per mezzo 1646 II| è certo, che mirando un esercito schierato, una mandra di 1647 VIII| arrendeva a ragioni. Si esibì un medico di guarirlo, purché 1648 XV| immaginando, e prontamente esibisce poi alla mente quelle immagini, 1649 VI| dignità, cortesemente mi esibiva la sua protezione. Commosso 1650 XIX| delle lusinghe, o pur dall'esibizion di regali, o dalle promesse 1651 Lett| aspettare da me, molto men da esigere dimostrazioni in quello, 1652 XIV| contrario di certi altri, che esiggono la stima e l'onore esterno, 1653 X| immaginazione, ben lo so, possono esimersi solamente le persone animose 1654 X| egli negare, che streghe esistano in alcuni paesi, e nominatamente 1655 II| informar l'anima, che un corpo esiste; che ha la tal figura, il 1656 I| perfettissimo, eterno, esistente da sé, dotato d'infinita 1657 XVI| probabile, immagina qual esito si possa promettere di quell' 1658 X| particelle pestilenziali per l'esofago nello stomaco, passando 1659 X| spiritati. Han certamente essi esorcisti il potere da Dio di guarire 1660 Lett| resti esausto per tanta espansion di fuoco e di luce; né se 1661 IX| ragioni, vi sgannerò coll'esperienza, e farò, che voi con gli 1662 XX| vita ci fa del pari assai esperti a distinguere in tanti oggetti 1663 XIV| sprona a grandi fatiche, e li espone a tanti pericoli. Similmente 1664 VII| i pericoli, ai quali si espongono. Se poi sia l'anima, o pur 1665 V| nelle pubbliche botteghe gli espositori de' sogni, dove l'incantato 1666 XV| queste con bella chiarezza esposte, (perché il pregio della 1667 XV| congegnate, e tutte poscia espresse con vago stile poetico, 1668 XX| di Dio, a me sembra pure espressiva la seguente orazione: Deus, 1669 II| spirituale. Abbiam parole, che esprimono gli assiomi, i generi, le 1670 VIII| alloggia, di modo che ad espugnarli non è più bastante la mente 1671 V| nostra fantasia, la quale, essendole lasciata la briglia, allorché 1672 | essendovi 1673 IV| peripatetici, tre sono le essenziali facoltà dell'anima ragionevole, 1674 VII| per fare questo galante essercizio. Una sera sul fine di ottobre 1675 XI| peccatore, ma non vorrebbe esserlo più. Però nascono tormenti 1676 | esserne 1677 IV| umida, ne' vecchi troppo essiccata; perciò non sogliono lungamente 1678 IX| Che poi nelle astrazioni estatiche l'anima pensi, e formi raziocinj 1679 II| cioè di segni per esprimere esteriormente ciò, che nel loro interno 1680 IX| resta precluso a i saggi estimatori di questi affari l'esaminar 1681 I| come la cogitatrice, l'estimatrice, la memoria, la reminiscenza, 1682 VII| sia affatto in tal persona estinta la forza degli occhi. Ogni 1683 XIV| avesse per amore o per forza estorto questo segreto; e trasmessolo 1684 XII| 1737 come apparisce dall'estratto fattone nella prima parte 1685 VII| presa la scopa, questa all'estremità di una lunga pertica legò 1686 | Et 1687 VII| e assistiti dalla luce eterna. Come mai questo? Noi sappiamo 1688 XVIII| dobbiamo spirare alla beata eternità.~ ~Se ricorrete alla scuola 1689 VII| barlume delle stelle. L'Etmullero scrive, che i nottamboli 1690 XV| Ceva, il p. abbate Grandi, Eustachio Manfredi, e l'abbate Antonio 1691 IX| specialibus approbantur, nisi evidenti aliquo supranaturali signo 1692 XX| atti replicati abbisognano eziando le massime & idee intellettuali, 1693 XVI| visionarj e chimerici artefici, fabbricanti di pianta castelli in aria 1694 III| anima ragionevole da lui fabbricata ad immagine e similitudine 1695 XV| truovi nella storia, o pur fabbrichi nella sua fantasia un'azione 1696 XIV| sulla terra, scioccamente ne fabbrichiamo non pochi noi stessi con 1697 XVI| verisimiglianza, tanto che compone una fabrica, che può forse rappresentare 1698 XV| pubblici ufizj e alle private faccende, ed anche eccellenti poeti. 1699 IX| inesplicabili azioni si faccino dall'anima e dalla fantasia 1700 | faccio 1701 | facendolo 1702 | facendosi 1703 | facesse 1704 | facessero 1705 VI| rappresentazioni di tali idoletti fallaci, ed immagini false, pur 1706 V| altre simili imposture e fallacie di chi professa di saper 1707 VII| più precauzioni per non fallare; per trovar ciò che cerca, 1708 XIV| mercadante d'inganni. Non fallerebbono gli uomini, se tenessero 1709 XI| l'uomo, cioè una creatura fallibile e peccabile, ci compatisce, 1710 XIX| terminare in danno della buona fama, o della sanità, o delle 1711 XIV| eccessi e malori, forse più familiare, o certamente più universale 1712 X| beneventano fa menzione di questa famosa Noce; ma con assicurarci, 1713 X| Benevento in Italia, son famosi per tale impostura; e si 1714 VII| alla madre con ordine di fanciullesco discorso. Così il signor 1715 X| effetti. Venga allora un fanciullino ad essere preso dal male 1716 VI| ci ricordiamo di quella fantastica azione, e delle parole allora 1717 XVI| già passata la voglia di fantasticar anche nella teologia, trovandosi 1718 IX| egli ode e vede, fossero fantastichi apparimenti, dalla sua stessa 1719 XII| loro. Accorse al rumore una fantesca gravida per quetare quel 1720 IV| pure molta lettura, costoro faran buona figura nelle conversazioni, 1721 | faranno 1722 XVIII| di pensare; la Logica del Fardella, e del Crousaz, e quella 1723 Lett| dottrine nondimeno, che oggidì farebbono torcere il naso, o sbadigliare, 1724 | farla 1725 | farle 1726 | farli 1727 | farmi 1728 VIII| quanti spropositi dica il farneticante o l'impazzito, per quante 1729 | farò 1730 II| appena nata, è morta in fascie. Ma quando si conceda (e 1731 IX| bensì dopo di sé un gran fascio di rivelazioni, ma con poca 1732 XIV| tronfio e pien di vanità e di fasto, e lo sprezzar chiunque 1733 XVIII| questo sia anno pericoloso e fatale alla vita dell'uomo. Ma 1734 X| di streghe, incantatori, fatucchieri, e sono mere favole, o pur 1735 IX| certo modo non usato di favellare, ch'io rimaso da nuovo stupore 1736 IX| cortesemente è venuto a favellarmi. Miratelo e vedrete la verità 1737 X| scorgerà, che l'impostura, e la favola han fatta nascere tale opinione, 1738 V| sognando tali straordinarj, o favolosi oggetti, non v'interviene 1739 XII| imbracciarono lo scudo in favore di essa opinione, per tralasciar 1740 XVI| lui, cioè gli accidenti favorevoli, gli ostacoli e i pericoli, 1741 IX| anche godono somiglianti favori, credano poi lecito di pubblicarli, 1742 VIII| del sangue; ma io non ne feci mai caso, finché nell'anno 1743 XVI| conseguenze si scorgono fecondi.~ ~Chieggo licenza da' signori 1744 XV| necessaria sopra tutto è la fecondità della fantasia per idear 1745 XIX| immensa, se a lui saremo fedeli, verrà nell'altra vita. 1746 I| ufiziali, che di mano in mano fedelmente gli riferissero, quanto 1747 XIV| tale con un ambo, o terno felicemente ha colpito, ed ha in mano 1748 XX| Beati per questo i santi, felici tante persone pie, che si 1749 XV| intelligendos opus ingenio. Felicissimo era l'ingegno di Pier-Jacopo 1750 IX| sesso, ma spezialmente del femminile, talvolta accade, ed è significato 1751 IV| fantasia, può servire un fenomo, di cui ciascuno sovente 1752 XVIII| principj, che andassero a ferire quei della religione. Così 1753 V| pugnale, il regalò di alquante ferite. Coloro, che credono, o 1754 XI| più all'aspetto di un uomo ferito, son vicine a svenire, e 1755 III| Qui nondimeno non si ha a fermare la nostra considerazione. 1756 VII| nel voltar delle strade si fermava colla torcia spenta in mano, 1757 IX| le braccia duretane del fernice nel setto lucido, trasportano 1758 XX| fantasmi faccia smontar la ferocia di quelli, che aveano preso 1759 VII| ben conosciuto un Giovanni Ferod nella città di Digne patria 1760 VIII| bell'apparato di seghe e ferri, che fecero tremare il cuore 1761 IX| infermicce, nel maggior fervore di loro divote contemplazioni, 1762 X| da iniquissime femmine le feste, che si fanno al diabolico 1763 XV| e quel che è peggio un fiacco intelletto. Non manca fra 1764 XVI| quantunque dal celebre Newton fiancheggiata con forti ragioni, e proposta 1765 VII| asse, pronto si volgeva in fianco per ischivare l'impedimento. 1766 IX| nata cattolica in Lilla di Fiandra, morta non si sa di qual 1767 XX| venire la principal nostra fiducia di rimaner superiori alle 1768 X| le burle, che può fare la fievole fantasia donnesca. In S. 1769 XVI| ed infermità di noi sue fievoli creature, non cessa mai 1770 XI| abbracciarci quai diletti suoi figli. Lo strepito de' sacri oratori 1771 IX| deducendo una dall'altra, e figurando le azioni divine, degli 1772 XVII| ricorrere qui alla divinità, figurandosi, che la volontà di Dio intervenga 1773 VI| gran guadagno o tesoro, con figurare a sé stessa accidenti gustosi, 1774 XV| corruptissimo quoque poetarum figuras seu translationes mutuamur, 1775 IX| vegliando, ma astratti, ci figurassimo di vedere un gran principe 1776 XIV| capo. Fra le persone nobili figuratevene una (e certo più d'una se 1777 XIV| letteratura, come ci siam figurati, perché sedotti dall'amore 1778 VI| e in ragionamenti quelle figurette, ma senza poter discernere 1779 XX| inferno e il paradiso ce li figuriam lontani le migliaia di miglia; 1780 XX| allorché abbiamo, o ci figuriamo di aver anche maniera di 1781 XX| a passare una ben lunga fila di anni. Nella stessa guisa 1782 VI| suol darsi, che si vien a filare un'azione continuata per 1783 X| Lo stesso insegnarono san Filastrio, e Cassiano. Esaminato poi 1784 XIII| se ne volesse troncare il filo. Lo stesso avviene agli 1785 II| da malvagie passioni sa filosofare) che si danno delle idee 1786 XIX| addottrinati nella scuola filosofica, a i quali non mancarono 1787 IX| che crediamo stende le fimbrie sue; ma a me basta di averlo 1788 I| men sappiamo scoprire le finezze del suo ascoso artifizio.~ ~ 1789 X| più efficace rimedio; e fingendo sortilegi, e dandogli un 1790 X| loro incontinenza, che col fingere l'accesso di quegli spiriti 1791 XIII| altri poeti, che sono, o fingono d'essere innamorati. Essi 1792 XVI| cagioni, le maniere, e i fini di tante maravigliose fatture, 1793 XIII| dispiacenti. Qui nondimeno non è finita la festa. Le passioni si 1794 XIV| tormentarci al pari de i mali non finiti. Troviamo, chi presta fede 1795 XII| Siccome il giornalista fiorentino ha avvertito, si è troppo 1796 XV| o si pasce unicamente di fioretti di erudizione; perché ivi 1797 XI| sta dipinta Iddio, come un fiscale rigorosissimo, e quasi dissi 1798 XIII| cioè quelle degli oggetti fisici, e quelle degl'intellettuali. 1799 XVII| aristotelici immaginato un influsso fisico fra l'anima e il corpo. 1800 IV| materia, dove si vanno a fissar le immagini o idee delle 1801 XX| documenti della sapienza, ma per fissarli forte nel capo nostro, si 1802 VI| idea o immagine, che va a fissarsi nel cerebro. Noi parimente 1803 IX| contemplar per via d'immagini con fisse composizioni di luogo, come 1804 XIV| figlia dell'intelletto e fitta nella fantasia, o pure vengono 1805 XII| quella bestia, le durarono fitti nella fantasia; e poscia 1806 VII| ritrovato, che nuotava in un fiume. Il chiamarono e svegliarono; 1807 III| franzese, non hanno che da fiutare il sito, per dove son coloro 1808 IX| ancora ciò, che l'abbate di Fleury lasciò scritto nel tomo 1809 III| sensorio. Che un canale sì fluido, qual è l'aria, abbia attitudine 1810 XIX| cattive, che non si presentino focosamente davanti alla nostra mente; 1811 XX| riporterà delle immagini sì focose, che metteranno a rischio 1812 XIX| perché l'anima agitata dal focoso presente fantasma, benché 1813 XV| sostanziose, sono alberi pieni di foglie e frasche, e privi di frutti; 1814 X| altre vanissime relazioni e fole. I teologi, che più degli 1815 V| solamente libri di questa folle professione, ma nelle pubbliche 1816 XIV| i sogni; immagina larve, folletti, stregherie; non si attenta 1817 X| sopra la Genesi, essere una follia il credere, che i demonj 1818 VIII| discorrendo. Delle più stravaganti follìe & idee è capace la fantasia 1819 X| credulità o semplicità l'ha fomentata ed accresciuta. Giovanni 1820 II| scorgiamo la certa maniera, pure fondamente crediamo, che l'idea o sia 1821 XV| Felice, chi sa saviamente e fondatamente raziocinar sulle cose, e 1822 XVI| viene da principj certi, fondati sulla chiara evidenza delle 1823 VIII| Italia) non è quadra dal fondo fino alla metà, mi riderei 1824 VII| confondeva né il luogo delle forchette e coltelli, né le varie 1825 XVI| mondo? E pure chiunque non è forestiere negli affari della religione, 1826 XI| naturale abborrimento al formagio, a certi volatili, e ad 1827 VI| solamente quell'idea, che ne formammo, e che tante volte ci fu 1828 XII| la quale nella gravidanza formando un vivo desiderio di qualche 1829 XIII| immagini esistenti in essa, formandone le meditazioni e i ragionamenti 1830 XVII| prestabilita, con figurarsi, che formandosi pensieri nell'anima, da 1831 XIII| abborrito nemico, e tutte formanti nella fantasia un grosso 1832 X| prescritte da Dio per la formazione dell'uomo: né occorre, che 1833 III| libri di altre materie, ed è fornita di buona ritentiva: nel 1834 XIV| quali suol anch'essere ben fornito il magazzino della nostra 1835 XV| poemi. Il Ricciardetto del Forteguerra, che negli anni addietro 1836 XX| virtù per ispirare a noi, e fortificare in noi la conoscenza e l' 1837 XX| messe dipoi in pratica. Fortificata per tempo l'anima giovanile 1838 XIII| E chi coll'abito gli ha fortificati, e renduti quasi indomiti, 1839 IV| come si ricordi. Abbiam fortissime ragioni prese dalla filosofia, 1840 Lett| ci somministra argomenti fortissimi, per asserirne la spiritualità 1841 XII| sieno da attribuire a i fortuiti incontri degli umori o di 1842 XV| greci. La gran lettura, la fortunata memoria assiste loro per 1843 VII| pericolo, a cui si è poco fa fortunatamente sottratto. Sembra all'incontro 1844 VIII| disubbidiente alla mente, forzandola in certa guisa a mirar quelle 1845 VII| trovar gli usci, aprire forzieri, salir su i tetti, e far 1846 | fossimo 1847 XX| constitutos pro humana scis fragilitate non posse subsistere: da 1848 VII| principio non lo son molto franche, perché tocca ora in un 1849 VII| ciera di prodigio il suo franco operare. In somma secondo 1850 IX| estatica si vegga in quel frangente rapita ed alzata da terra 1851 XVI| che così la chiamano i franzesi) per lui si convertì in 1852 XV| alberi pieni di foglie e frasche, e privi di frutti; e di 1853 VII| toccai le mani, e le trovai freddissime; e il suo polso era sì lento, 1854 VII| secco, nero di uno spirito freddo, ma penetrante, e capace 1855 XIX| oggetti sensibili, e di frenar l'empito delle passioni, 1856 XIX| potesse e dovesse sospendere e frenare il suo moto, per dar tempo 1857 XX| morali,~ ed altri mezzi per frenarli.~ ~Non ci è persona, che 1858 VI| sogni degl'infermi, de' frenetici, e simili, possiam dire, 1859 XX| di lumi, di sperienza, di freni. Voi perciò mirate questi 1860 XX| ma ove non si cessi di frequentar persone di stato diverso, 1861 III| viaggiato pel mondo, ha frequentato tante città, osservati tanti 1862 VII| chiave. Poi passando in fretta all'altra parte, entrò in 1863 VII| conviene osservare, se mai la frode potesse intervenire in chi 1864 XVIII| composto dall'inglese Tommaso Frown. Di qualunque sorta poi 1865 III| e di mare, tanti alberi, frutta, minerali, navi, e tante 1866 XX| pie, che si applicano a sì fruttuoso esercizio. Piena è la lor 1867 XX| statim, oblitus est, qualis fuerit. Delle cose parimente da 1868 XI| spiriti all'orrore e alla fuga come di cosa nociva. Certamente 1869 XI| impallidisce, e sbigottito fugge, con far ridere la gente, 1870 XX| spirituali; d'uopo è ancora il fuggire, per quanto si può, le contrarie 1871 XII| pure ogni saggio ammette, fuggirebbono al guardo nostro, quando 1872 XIX| il carattere di vizio per fuggirlo, di virtù per seguitarlo; 1873 | fui 1874 VI| scorge ogni saggio, che funeste conseguenze se ne potrebbono 1875 V| predire avvenimenti o lieti o funesti. Di sì fatti sogni ne abbiamo 1876 VIII| io osservato qualch'altro funesto esempio. Mi colse quella 1877 VI| tal novità.~ ~Sicché la funzion della mente ne i sogni si 1878 VIII| riconosciuti per tali da ciascuno, fuorché da chi gli alloggia, di 1879 VI| intrecciati, con riflessioni, con furberie. Se la fantasia fosse capace 1880 XV| mercatante, all'innamorato, al furbo, al goffo, e simili. Ma 1881 XII| fare un gran strepito, e a furiosamente combattere fra loro. Accorse 1882 XVII| o dedito al giuoco, al furto, o avvezzo a giudicar male 1883 V| scoprire le cose contingenti future; ma quanto più si cerca, 1884 V| accadere qualche predizion del futuro in chi sogna. Potrebbonsi 1885 XVII| idee, pure l'appetito gagliardamente commosso va innanzi, e vuole 1886 IX| Socrate. Nelle sue grandi e gagliarde astrazioni parea al Tasso, 1887 IX| massimamente delle giovani, gagliardissimo ancora l'affetto verso Dio 1888 VII| egli fosse per fare questo galante essercizio. Una sera sul 1889 III| giro del capo umano una galleria doviziosa di tante idee, & 1890 IX| alcuno. Nel Zodiaco medico gallico al gennajo osservazione 1891 VII| inquieto. Montò a cavallo, e galoppò fino alla porta della casa, 1892 XII| una bastonata in quella gamba, per cui ne restò zoppo. 1893 XI| presentargli avanti de i gambari vivi o cotti, corrono pericolo 1894 XII| incredibile antipatia a tutti i gamberi vivi o cotti. Quando ancor 1895 IX| insieme con tal dolcezza e garbo alcune canzoni rimate, che 1896 XIX| essenzial giustizia il porta a gastigare i cattivi se non in questa, 1897 XVI| Leonardo da Capoa, e quella di Gedeone Herveo inglese de vanitatibus, 1898 XIV| sregolate bensì, ma da noi con gelosia conservate, & idoli da noi 1899 XIII| disgustose, come son le gelosie, i timori, ed altre pene 1900 IX| sentito coll'orecchio i gemiti de i suoi genitori, e i 1901 XIV| una volta familiari a i genealogisti. Non importa; ancor queste 1902 V| vane cose i sogni, perché generalmente e per ordinario li scorgiamo 1903 X| crudele Eccelino da Romano per generato dal congiungimento del diavolo 1904 I| particolarità spettanti alla generazion dell'uomo e degli altri 1905 XII| figliuolo colle sole parti della generazione di colore moresco. Ne fu 1906 II| esprimono gli assiomi, i generi, le specie, la grandezza, 1907 X| che si ajutano ancora con generosi liquori: che maraviglia 1908 X| vigesima seconda sopra la Genesi, essere una follia il credere, 1909 IX| ciò che si racconta del genio, o sia dello spirito di 1910 XIV| nostre azioni, a i nostri genj, a quel che possediamo, 1911 IX| Zodiaco medico gallico al gennajo osservazione prima parimente 1912 XIX| Truovasi nella storia della gentilità filosofi, ed altri chiari 1913 VII| distinzione. Fra l'altre un gentiluomo italiano appellato il signore 1914 III| luogo all'altro. Le carte geografiche e topografiche sono un ritratto 1915 II| ci viene insegnando. E la geometria ha linee, che indicano i 1916 II| che son da loro divise in geometriche, numeriche, e metafisiche. 1917 VIII| cioè del padre Sgambati gesuita, uomo provetto nelle scienze, 1918 XVI| scoperte di notomia, era sì ghiotto dell'acqua di vita o sia 1919 XI| sacri oratori è contro chi giace immerso nei peccati, né 1920 IX| si alienava da i sensi, e giaceva simile ad un morto, in maniera 1921 XX| sua Epistola scrisse san Giacomo appostolo, di chi considera 1922 XII| nero, o rosso, o vinato, o giallo. Alcune di queste rialzate 1923 IX| nella Vita di lui scritta da Giam. Battista Manso.~ ~Sosteneva 1924 VII| serviva, e tuttora serve Giam-Batista Negretti, giovane allora 1925 IX| Efemeridi germaniche, racconta Gian. Lodovico Hannemanno, che 1926 III| palazzo, di un ampio e vago giardino. Queste picciolissime immagini 1927 VII| piè del cui letto postosi ginocchioni, ed allestendosi per coricarvisi, 1928 VII| sangue non circolare. Noi giocammo al trictrac aspettando il 1929 VII| fece in una occasione; che giocando addormentato alla mora, 1930 VII| tutte le positure di un giocatore. Di là passò a mettere le 1931 VII| molte andate intorno al gioco, e tutte le positure di 1932 VII| giuochi. Il signor Agostino giocò al pari degli altri, poi 1933 IX| belle proposte e risposte, e gioiose avventure, come se si trovassero 1934 IX| venivano ricevute tutte, come gioje cadute dal cielo. Anzi l' 1935 XII| parte del tomo secondo del Giornale de i Letterati di Firenze, 1936 XV| stampa, e si parla di lui ne' Giornali de' Letterati. Che son poi 1937 III| pure siam convinti della giornaliera sperienza, che la nostra 1938 XIII| maniera, con cui i fantasmi giornalieri possono~ turbar l'anima, 1939 XII| parere contrario. Siccome il giornalista fiorentino ha avvertito, 1940 VII| cose, che occorrono alla giornata, come di soffiarsi il naso, 1941 IV| intelletto e la volontà, perché giova all'uso di tal distinzione 1942 VIII| fossero dati, non ne provò mai giovamento. Bensì la trasfusione del 1943 VII| stampata nel 1744 dal dottore Giovan-Maria Pigatti vicentino, e dedicata 1944 XX| sopra tutto in quella de' giovanetti portata all'imitazione l' 1945 IX| in Francia per conto di Giovanna Maria Bouvieres de la Mothe 1946 IX| potendo la lettura di essi giovar non poco ad alimentare e 1947 VII| Ogni poco di luce potrebbe giovargli. E quando pur sia onninamente 1948 XI| di vere, di belle, o di giovevoli. Non passa molto, che sopravenendo 1949 XV| matematici allegri e di giovial conversazione, ed atti più 1950 VII| Righellini, ho veduto tenere il giovine chiuse constantemente le 1951 IX| pubblicarli, quando S. Paolo nol giudicava lecito a se stesso? E ciò 1952 XI| delle idee terribili di Dio giudice, e della gran malizia del 1953 Lett| proporne non poche altre, che giudicherò più a proposito, tuttavia 1954 V| o d'altri. La strologia giudiciaria, che tanta voga ebbe ne' 1955 XV| raziocinio, di saggia critica, di giudiciose considerazioni! Mancando 1956 XV| saggi opere tali, purché giudiziosamente composte con sode riflessioni, 1957 II| fa per gli cristalli; e giugnendo con l'immagine di essi corpi, 1958 XVIII| ricevute & adottate e si giugnerà a distinguere l'apparenza 1959 IV| Cicerone, con altri antichi, e Giulio Camillo si pretende, che 1960 XV| Purché nondimeno i lor libri giungano ad istruire colla sodezza 1961 IV| anime sciolte dal corpo, e giunte al loro termine, o pure 1962 IV| da lui veduti o letti; il giurisconsulto coll'aver pronte tante conclusioni 1963 XIX| mentre operiamo contro le giuste naturali leggi del nostro 1964 XVIII| forma i suoi raziocinj o giusti o sofistici, e secondo essi 1965 XIX| premiatore di chi osserva le giustissime sue leggi; e che per lo 1966 II| dagli orecchi, e dalle mani: giustissimo fondamento abbiam di credere, 1967 XI| vietati i crudeli giuochi de i gladiatori presso i romani; tuttavia 1968 I| Descartes collocata nella glandola pineale, tuttoché sia una 1969 XVII| bene, ancorché la mente gliel rappresenti per vero male. 1970 XVIII| quale scoperta cotanto si gloriano i cartesiani) non si sono 1971 XIV| stima, ch'ebbero li suoi gloriosi e virtuosi antenati; e che 1972 I| pari miei convenisse un sì glorioso nome. Quel che nondimeno 1973 XIV| ordinariamente, che non goda d'essere disingannato, e 1974 II| Argentiere, dallo Stahlio, dal Goeliche, e da altri, nella stessa 1975 Lett| alcuni dotti deridono la goffaggine di tante persone, potrebbono 1976 XV| innamorato, al furbo, al goffo, e simili. Ma non già lasciar 1977 XIII| la pruova anche l'adulto goloso al ricordarsi d'una vivanda, 1978 VII| più giorni portò la mano gonfia e addolorata. Abbiamo anche 1979 VII| andò a passare un torrente gonfio, che era nella valle; ma 1980 XVI| bontà, e fedeltà di Dio, che governa il tutto con infinita rettitudine 1981 VII| poco troppo avanti sopra un gradino: eccolo precipitare. A noi 1982 VIII| rinvenire da così bello e gradito fantasma. Quel padre provinciale, 1983 XIII| quel cibo. Divenuti più grandicelli, un frutto da essi mirato 1984 III| in poco la facciata di un grandioso palazzo, di un ampio e vago 1985 XII| vanno immaginando oggetti o grati o ingrati, e desiderano 1986 XIII| unitamente i contrasegni d'essere grato o ingrato, utile o nocivo, 1987 XVI| Fisica, ove tratta della gravità, inclinò ad ammettere l' 1988 XIII| del Newton in vece della gravitazione; ma che si dia fra i due 1989 XIV| nobili. A fabbricar questa sì graziosa idea saran forse concorse 1990 VI| Quel che ci è di buono e di grazioso nei sogni, vien dall'anima; 1991 XV| produsse negli antichi tempi la Grecia, e Roma pagana. Si ammirano 1992 X| dispregievoli, parlava ebraico, greco, latino, franzese, ed altre 1993 IV| dell'empietà. Così Roberto Green, ed altri suoi compatrioti, 1994 X| perché si dilati da pertutto, gridando indarno i parrochi per far 1995 XIV| un cane, o dal notturno gridar d'una civetta; crede alcuni 1996 X| internamente come spinta a gridare ed urlare. Dio l'assistì, 1997 XVI| delle anime. Tanto si è gridato contra l'ignoranza de' secoli 1998 X| Dio l'assistì, che non gridò. Ma se arrivava a farlo, 1999 VII| forza, come dalle molte loro grinze si comprende; né per quanto 2000 II| altre azioni, benché la grossa organizzazion del capo sia 2001 IX| in esse non apparisca una grossolana semplicità o un odore affettato 2002 I| struttura delle parti più grossolane del corpo umano, perché 2003 X| facilmente nelle ville, e fra il grossolano popolo, che nelle città, 2004 XVII| qualvolta essa torna davanti al guado dell'anima, si risveglia 2005 VI| il falso. Unicamente ella guarda quelle idee, che la fantasia 2006 X| dalle quali non si sanno guardar molte persone, e quelle 2007 XVIII| dunque potente mezzo per guardare la mente nostra dagl'inganni 2008 VIII| altro s'infermarono. Però guardatevi dal fare spesse visite a 2009 IX| dubbj; né può l'intelletto guardingo trovar in esse evidenza