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Lodovico Antonio Muratori Della forza della fantasia umana Concordanze (Hapax - parole che occorrono una sola volta) |
grassetto = Testo principale Capitologrigio = Testo di commento
2010 X| succede alcuno strano male, o guarigion di mali, operata con inusitati 2011 VIII| chi resta scornato. Così a guarir la fantasia di chi teneva 2012 VIII| medicina non è possente a guarirla, può e suol durare fino 2013 VIII| ragioni. Si esibì un medico di guarirlo, purché se le lasciasse 2014 XVI| erudite teoriche! Quando guariscono gl'infermi, se ne eccettuate 2015 XI| bastare per concertare e guastar la sua fantasia intorno 2016 XIV| possiam sofferire chi vuol guastare e correggere un idolo a 2017 VII| alcun altro accidente non le guasti, e non dia del capo e delle 2018 X| pure che resti o storpio o guasto da altri malori: non potrete 2019 IX| fantasia conserva l'immagine, guatandolo con la medesima chiarezza, 2020 V| far loro credere, che que' guazzabugli di fantasmi fossero tante 2021 VIII| che io son senza naso, o guercio, o che la torre marmorea 2022 XX| si truova in tale stato guernirsi di buone armi, ma ove non 2023 XVI| ed ognun di noi ha ben guernita la propria fantasia. Alcune 2024 XVI| può argomentar da tante guerre letterarie, che durano nelle 2025 XIV| ne' letterati, e in molti guerrieri. Idolo, che li sprona a 2026 VII| delle mani o del bastone per guida. Ma convien prima chiarire, 2027 XVI| e i mezzi, che possono guidare al guadagno o alla perdita, 2028 VI| si osservano azioni ben guidate e continuate con de i colloquj 2029 IX| Maria Bouvieres de la Mothe Guion; la cui morte avvenne nell' 2030 III| Il nato ed abitante in un guscio, poche e dozzinali idee 2031 XVII| che ode, che vede, che gusta, che odora, che tocca. Se 2032 XII| mangiar carne di lepre, o di gustar qualche vino particolare & 2033 XX| a mirare, o ascoltare, o gustare &c. e con ciò a riferire 2034 II| veduta, o udita, o odorata, o gustata, o toccata. Oltre a ciò 2035 IX| accidente, con formare un breve gustoso romanzo.~ ~Altrettanto e 2036 XI| scrivere: Qui cattos horrori habent, passim obvii sunt. E truovansi 2037 | haec 2038 | hai 2039 IX| racconta Gian. Lodovico Hannemanno, che nell'anno 1684 una 2040 XVIII| Organo degli organi dell'Hansch: ed altri simili libri. 2041 IX| dall'arcivescovo di Parigi Harlay; non le mancò la prigionia; 2042 XI| stesso, di modo che Arrigo ab Heer nell'osservazione vigesima 2043 XVI| Capoa, e quella di Gedeone Herveo inglese de vanitatibus, 2044 VII| secondo tomo du Melange di histoire & de letterat. Perché egli 2045 IV| benché, come avvertì l'Holsworth uno di essi inglesi, egli 2046 IX| quali, dice egli, non licet Homini loqui: si dimanda, come 2047 XI| ebbe a scrivere: Qui cattos horrori habent, passim obvii sunt. 2048 XII| Altrettanto giudicarono Giovanni Huarte, e il medico romano Zacchia. 2049 XX| periculis constitutos pro humana scis fragilitate non posse 2050 XII| insolente ragazzo semente di hyoscyamo e di cicuta. Cominciarono 2051 IX| concorrerebbe in questo ideale e non reale né vero accidente, 2052 XVI| stesso Dio e la ridicola degl'idealisti, che sembra non ammettere 2053 XVI| ha formati, francamente ideano varj decreti nella mente 2054 XVI| potrebbono, o dovrebbero essere. Ideare ed immaginare significa 2055 XVII| Gli aristotelici hanno ideata nell'anima la concupiscibile 2056 III| imparato varie lingue o idiomi, per esempio la latina, 2057 VI| rappresentazioni di tali idoletti fallaci, ed immagini false, 2058 XI| simpatie, delle quali è affatto ignota l'origine. Vi ha di quelli, 2059 | illa 2060 XX| a contratti di guadagno illecito, ad eccessi di gola. Così 2061 XX| dovrebbero dirigere, e possono illuminarci per eleggere il vero onesto 2062 XVII| affaccia qualunque oggetto illuminato: eccoti subito comparire 2063 X| per ordinare, che queste illuse non più si punissero coll' 2064 IX| pericolose e suggette all'illusione. Solamente esalta quel genere 2065 XIV| onninamente falso, è un fantasma illusorio e seduttore, fabbricato 2066 VII| colla chiave senza veruno imbarazzo o confusione. Entrò in cucina, 2067 XIV| senza questo esame ci siamo imbarcati, ed abbiano sì fatti fantasmi 2068 XVIII| e li mantiene. Chi poi è imbevuto delle dicerie di alcuni 2069 VII| durò molta fatica prima d'imboccar la porta: cosa che per l' 2070 XII| nostri il padre Malebranche, imbracciarono lo scudo in favore di essa 2071 XVI| secondar la natura, e non già imbrogliarla o snervarla co i lor medicamenti 2072 VIII| e nel pazzo noi troviamo imbrogliata la facoltà del raziocinare, 2073 VI| cadiamo in un più pericoloso imbroglio, con dar troppo alla fantasia, 2074 XV| industria di ogni arte, che sa imitar con perfezione le fatture 2075 X| invogliar altre lor pari ad imitarle. La conclusione dunque si 2076 XX| de' giovanetti portata all'imitazione l'esempio altrui: troppo 2077 VII| vedere assai chiaramente, ed immaginandosi di essersi levato avanti 2078 IX| di avere realmente, e non immaginariamente, presenti Cristo Signor 2079 XVI| persuade d'aver col suo immaginario sistema colpito nel vero. 2080 I| Aristotele e i suoi seguaci immaginarono nell'anima dell'uomo altre 2081 XI| clemente padrone, che mai possa immaginarsi, il quale conoscendo, qual 2082 I| atti attribuiti a queste immaginate potenze. Situarono ancora 2083 XIV| amor proprio è un grande immaginatore di quello, che noi vorremmo.~ ~ 2084 IV| cerebro nostro alcuna facoltà immaginatrice, da noi appellata fantasia, 2085 XIV| centinaja di scudi. Eccoli immantenente svegliarsi nell'anima un 2086 IX| depravati costumi l'accusano per immeritevole di quelle grazie, che Dio 2087 XIII| peccati, ovvero tenerla immersa in essi, senza trovar la 2088 VII| con gli occhi aperti ed immobile: che questo era il segno 2089 VII| gli occhi sempre aperti ed immobili. Prima di mettersi il cappello, 2090 XI| delle donne ancorché belle; impallidendo tosto e sudando, se non 2091 XI| morti, si raccapriccia, impallidisce, e sbigottito fugge, con 2092 IV| allora odono, veggono, e imparano, se pur queste per qualche 2093 XIX| maniera che può facilmente impararla il dotto e l'ignorante, 2094 IX| errori, potrà il lettore impararlo da un'operetta del celebre 2095 XVIII| suo tempo in leggerli, ed impararne le massime: ma spezialmente 2096 XX| fanciulli con quanta facilità imparino a conoscere per bene utile, 2097 XX| invidia, alla vendetta, all'impazienza, alla superbia, alla gola, 2098 VIII| il cerebro stesso di chi impazzisce, o in tutto o in parte dee 2099 VIII| di essa mente anche negl'impazziti per tanti ragionamenti ben 2100 XX| gode il privilegio dell'impeccabilità. Che ripiego dunque resta, 2101 VII| che si accorgano degli impedimenti. Col tatto solo se ne potranno 2102 VIII| mente possa regolarla, o impedir quelle mutazioni di scene. 2103 XX| elezion di essa, né basta ad impedirla l'apprension de' mali, danni 2104 XIII| pruova, che gli altri a impedirne l'accesso, e a sostenerne 2105 VI| non ne ravvisi e non ne impedisca i disordini e gli spropositi. 2106 VII| della lingua, perché non impedisce il sentire talvolta chi 2107 VII| difendendosi, quando gli vengono impedite le sue azioni. Per questi 2108 XIV| bene spesso si cerca coll'impegnare, col rubare, con iscialaquar 2109 V| agitata, e per così dire impegnata forte in alcuno affare di 2110 XV| idear curiosi avvenimenti, impensati viluppi, e peripezie delle 2111 X| leggi. Vi fu chi avvertì l'imperator Giuseppe della falsa confessione, 2112 VIII| pazzi, certo non è picciola. Impercioché i primi si fan forti in 2113 XX| Cioè che noi siam creature imperfette, vasi di creta troppo esposti 2114 III| regale, dove esercita il suo imperio. Ministri suoi sono i sensi, 2115 | imperocché 2116 XVII| avvisata di quell'oggetto. Imperoché, siccome osservò dopo Epicarmo 2117 XVIII| da giovane, anche vecchio impiegherà bene il suo tempo in leggerli, 2118 XVII| gli enti. Non si troverà implicanza alcuna in dire, che Dio 2119 XVIII| proporrò se non i tre più importanti e principali, cioè la filosofia 2120 XIV| per esso si sperano le due importantissime arti di tramutare i metalli, 2121 Lett| principio nostro Iddio, tanto importi all'uomo di conoscere, quanto 2122 VI| essa ha scelto. E pure l'importuna fantasia fa forza, e cerca 2123 XX| disadatti, alcuni quasi impotenti, ed altri per loro negligenza 2124 XVI| fantasticando, e credono impresa gloriosa l'idear colla lor 2125 VIII| fantasmi, profondamente impressi nel cerebro, che supera 2126 II| significato, si va di mano in mano imprimendo in essa fantasia. E così 2127 XIX| filosofia l'idea dell'onestà, imprimendola nella fantasia con tutti 2128 XI| formiamo colla mente nostra, imprimendole poi nel cerebro con gli 2129 XI| strane e moleste opinioni, imprimendone le idee nella fantasia, 2130 XVIII| veri o falsi, probabili o improbabili, moralmente buoni o cattivi; 2131 II| dire, del cerebro, ve l'impronta. Per mezzo ancora dell'orecchio, 2132 II| mente ve le truova scritte e improntate ogni volta, che ne ha di 2133 X| operata con inusitati ed improprj mezzi, o altro accidente, 2134 VII| quasiché fosse colto da improvvise tenebre, si svegliava, e 2135 XX| genitori, e il difendere quell'imprudente età dall'apprendere dal 2136 X| sognati basilischi; ed essere imprudenza il dar credito a tale opinione, 2137 IV| rivelato varj suoi eccessi, ed impugnati ancora molti principj ed 2138 XIX| e che per lo contrario l'impurità da lui odiata e condennata, 2139 XVII| delle creature animate ed inanimate; e noi non dobbiamo senza 2140 XVII| corpi animati, che degl'inanimati: l'anima tosto apprende 2141 IX| luoghi e tempi. A me fece inarcar le ciglia ciò, che si legge 2142 XV| intrecci, incontri, e mutazioni inaspettate di azioni, tutte ben congegnate, 2143 XVIII| perfezionar l'animo nostro, ed incaminarci alla virtù, e a proccurrare 2144 XVI| per l'altra, a cui siamo incamminati. Ora è da aggiugnere essere 2145 III| viandante alla nota città dove è incamminato; la madre a i figliuoli, 2146 V| espositori de' sogni, dove l'incantato popolo va a comperare a 2147 X| quali esalano dal corpo dell'incantatore nel tempo, ch'egli ha intenzione 2148 XX| della nostra immaginazione incatenare e soggiogare il libero nostro 2149 III| occupavano quel sito, e col nuovo inchiostro le sottrarrò alla mia vista. 2150 XX| ripiego dunque resta, per non inciampare e cadere? Ce l'ha insegnato 2151 VII| potranno accorgere: altrimenti inciamperanno, e correran pericolo di 2152 VII| essersi destato, perché inciampò in un sasso. Cento venticinque 2153 XX| costoro serve di sprone e d'incitamento a gli altri per un simile 2154 XIV| manchino d'onestà, e possano incitar noi a desiderj, o ad azioni 2155 XX| far fronte a i fantasmi incitatori del malfare. Non è già per 2156 XV| serii quasi sempre, e più inclinati alla malinconia che all' 2157 XVI| ove tratta della gravità, inclinò ad ammettere l'attrazion 2158 XVII| desiderio, che è un volere incoato, passa al volere assoluto, 2159 VII| riportato gravi percosse ed incomodi al loro corpo. Non si accordano 2160 XIV| che povertà e più d'un incomodo e danno alla sanità del 2161 XIV| per l'accessorio di altre incompetenti idee: essa, dico, è, a cui 2162 I| esame di essa non poche cose incomprensibili, e contuttociò innegabili. 2163 III| considerazione. Oltre all'inconcepibil dovizia di tante immagini, 2164 VIII| la tela degli spropositi. Inconsiderati che sono! Non vi ha spettacolo, 2165 IX| Io drizzai gli occhi colà incontanente; ma per molto che io gli 2166 X| coprire la sregolata loro incontinenza, che col fingere l'accesso 2167 VII| azione. In fatti se costoro s'incontrano in qualche corpo non solito 2168 VII| alcuni di costoro vi hanno incontrata la morte, o pure ne han 2169 V| stanotte, che essendovi voi incontrato per istrada col parente 2170 V| Verisimilmente in niuno v'incontrerete. Ma non mancano già donnicciuole, 2171 XIX| religione di Cristo, pure s'incontrino dapertutto tanti cattivi 2172 V| uscir di casa. In fatti s'incontrò per istrada coll'avversario, 2173 VIII| medesimo, si avesse tosto ad incorrere la taccia di pazzo, a pochi 2174 IV| anima umana immortale, o sia incorruttibile; e di ciò poi ci assicura 2175 Lett| asserirne la spiritualità ed incorruttibilità, sia la sua immortalità; 2176 II| perciò di parere, che questa incredibil copia d'idee vada ad imprimersi 2177 XII| mammella, e che ebbe sempre un'incredibile antipatia a tutti i gamberi 2178 X| qualche cosa degli spiriti incubi e succubi, creduti capaci 2179 IV| Solamente scrive, che l'incumbenza della memoria è di somministrare 2180 VIII| consiste la pazzia, nei più è incurabile; in alcuni cede alla cura 2181 XVI| intende, come sieno. Giacché indagando i principj, le cagioni, 2182 XI| quasi un abisso di malizia indegna di perdono, di modo che 2183 VI| formino sogni sì spropositati, indegni certo di una potenza ragionevole? 2184 X| toccamento di persona creduta indemoniata, basta per immaginare, che 2185 X| di altre o vere o false indemoniate, vada a far credere anche 2186 X| Che poi si dieno veri indemoniati, nol può mettere in dubbio, 2187 II| geometria ha linee, che indicano i concetti astratti e spirituali 2188 IX| chiarisce ben la verità. I segni indicanti, che le estasi non vengano 2189 IV| che sembrano maggiormente indicar la mente di un filosofo, 2190 XV| questi libri? Cataloghi, indici, pezzi di libri, e materiali 2191 XX| i sì rimoti tesori dell'Indie: si ha da rispondere, che 2192 XIII| imprimano idee semplici & indifferenti, cioè, che non producono 2193 XV| cioè centoni, ed erudizioni indigeste; e quando anche sieno infilzate 2194 V| la soverchia ripienezza o indigestion dello stomaco; e se questa 2195 VI| stomaco si truova aggravato da indigestione: i sogni nostri riescono 2196 VI| colà introdotta per istrade indirette, ma supponendole arrivate 2197 VI| trattò questo argomento con indirizzare a me la sua risposta. Confessa 2198 III| picciolo palagio, allorché indirizziamo i pensieri alle cose, che 2199 XII| serva, e la tolse via quell'indiscreta bestiuola. Partorì essa 2200 XVIII| allora cesseranno questi indiscreti fantasmi di recar molestia 2201 XI| oratore, talvolta anche indiscreto, intorno alla giustizia 2202 IX| molte circostanze, sieno indizio di santità: pure non se 2203 II| somministra dei troppo vigorosi indizj. Certo se attentamente consideriamo 2204 XIII| fortificati, e renduti quasi indomiti, maggior difficultà pruova, 2205 X| uomini, confessò di esservi indotto dalla relazione altrui, 2206 XVI| spacciarle per iscoperte indubitate della verità. Suum cuique 2207 VIII| fantasma troppo vigoroso induce l'anima a parlar fuori di 2208 XI| che si è, per così dire, indurito in quella sola parte, e 2209 II| guisa che parecchi non sanno indursi ad accettar la materia sottile 2210 I| necessario, autore di opera sì industriosa. Molto più senza paragone 2211 I| alcun paragone più saggio & industrioso, che tutti gli uomini; e 2212 XVI| dire le maniere tenute dall'ineffabil sua sapienza, tanto nel 2213 IV| acquisita di Dio, e de' suoi ineffabili attributi, e de i doveri 2214 XVIII| Così il credere le qualità inerenti ne' corpi, quando veramente 2215 III| tanto più, perché in questa inestimabil copia di nozioni & idee 2216 XV| strabocchevoli immaginazioni, e inette finzioni, le quali non possono 2217 XX| che non sia persuaso dell'inevitabil sua morte? E pur di questa 2218 V| prestar fede a sì fatte inezie. E pure che non fa la pazza 2219 I| globo lo veggiamo, ed è infallibile contener esso una vasta 2220 IX| cristiana a i documenti infallibili delle divine scritture, 2221 XI| risentì molestia. Erano infami, meritavano di essere vietati 2222 IX| antichi e moderni tanto negl'infedeli, che negli eretici. Che 2223 XI| rimetterle in sesto. Ah infelici, che non badono al gran 2224 VII| le loro strane azioni, ne inferì, che l'esterno occhio li 2225 VI| tenea un testone, alla cui inferior parte col becco si attaccava 2226 III| umana fantasia, ma troppo inferiori all'originale.~ ~Finalmente 2227 IX| sentissero i tormenti allora inferiti al corpo. Tanto prima di 2228 VIII| famiglia un dietro all'altro s'infermarono. Però guardatevi dal fare 2229 IX| altro son malinconiche ed infermicce, nel maggior fervore di 2230 V| che il sogno di qualche infermo ha dato a conoscere, qual 2231 X| col chilo nel sangue ad infettarlo. Perciò in vicinanza di 2232 XV| indigeste; e quando anche sieno infilzate con ordine le cose, pure 2233 III| darne la dovuta lode a quell'infinitamente saggio ed onnipotente artefice, 2234 I| avvisassero la mente degl'infiniti oggetti esterni, e delle 2235 XVII| contradittori, pretendenti infino, che con essa si tolga la 2236 IX| l'indubitato carattere d'influenze sopranaturali, ciò non ostante 2237 XIX| che possono sommamente influire i lumi della moral filosofia 2238 V| ancora di questo mezzo, per informare i mortali de' suoi voleri, 2239 XIII| delle quali se bramaste informazione, dimandatela a messer Francesco 2240 XVIII| trovate anche sì utile materia infrascata da molte disutili quistioni, 2241 IX| e benché non intendano ingannare, ingannano, perché s'ingannano. 2242 VIII| servire di medicamento l'ingannarli nella medesima qualità d' 2243 XIV| attentamente, se per avventura c'ingannassimo, o ci fossimo ingannati 2244 VIII| pure si accorge di essere ingannata da i fantasmi della guasta 2245 XVIII| si danno tante altre idee ingannevoli, ed insussistenti, che possono 2246 XIV| quella tal congiuntura; che c'inganniamo in quell'altra, e che la 2247 XIII| medesima agitazione e molestia, ingenerante nell'anima un forte desiderio 2248 XV| si ad intelligendos opus ingenio. Felicissimo era l'ingegno 2249 XV| translationes mutuamur, tum demum ingeniosi scilicet, si ad intelligendos 2250 X| vicinanza di appestati non inghiottir mai la saliva, ma sputarla, 2251 XI| pel desiderio di guarire, inghiottono alle volte medicamenti, 2252 XIV| ci sprezzi, o ci faccia ingiuria. E questo è un bene, di 2253 VI| profferir bestemmie, dire ingiurie al suo prossimo, offendere 2254 X| far cessare questi vani ed ingiuriosi rumori. E qui non si vuol 2255 V| credendola, come suol farsi, ingiustamente mossa o sostenuta; e però 2256 XI| le porte dell'inferno per ingoiar chi fu una volta peccatore, 2257 V| questi fantasmi in capo, ingranditi dall'amore materno, ita 2258 XII| immaginando oggetti o grati o ingrati, e desiderano varie cose; 2259 XV| pregio della chiarezza è un ingrediente necessario a tutti i parti 2260 X| da perversi uomini; o da iniquissime femmine le feste, che si 2261 IX| stupore sopra me stesso innalzato, non ardivo interrompergli, 2262 XIII| una persona ardentemente innamorata di Dio, e avvezza a meditare. 2263 IX| alcune vergini, o altre anime innamorate di Dio, si danno alla meditazione 2264 XV| principe, al mercatante, all'innamorato, al furbo, al goffo, e simili. 2265 II| si va spiegando la forza innata della ragione, e i sensi 2266 II| tuttavia, se noi abbiamo idee innate del vero, e del buono, le 2267 IX| delle quali non vi era inopia. Chi legge la storia di 2268 XIV| comandata dalla Chiesa; s'inquieta se ad un convito tredici 2269 VII| nel sito solito, ne parve inquieto. Montò a cavallo, e galoppò 2270 XI| non cagiona più la provata inquietudine precedente. Per conto poscia 2271 VII| mangiare tre pani, e molta insalata, ch'egli avea dianzi ricercata 2272 II| che l'algebra ci viene insegnando. E la geometria ha linee, 2273 XVII| delle Tusculane, e come insegnano altri saggi filosofi, non 2274 XIX| filosofia suddetta, che vien ad insegnarci di ben regolar la mente 2275 XIV| voglia per poca mercede insegnarlo ad altri. Nella mente e 2276 X| ed ancorché loro si dica insegnarsi da teologi, filosofi, e 2277 IV| pretende, che la sapesse ed insegnasse. Ma son io persuaso che 2278 XVII| con termini equivalenti insegnata la sentenza medesima.~ ~ 2279 XX| retto operare, che sono insegnati dalla santa religione, e 2280 IX| dell'orazione in più luoghi insegnò alle sue religiose, che 2281 VII| a correre, come se fosse inseguito. Egli traversò tutto il 2282 VIII| divenuto simile alle bestie insensate. Ma chi disse simile? Peggio, 2283 I| di questa macchina, che insensato convien che sia, chi non 2284 VII| sotto il naso, il trovai insensibile con gli occhi sempre aperti 2285 I| che raziocinando, cioè inserendo una cognizione dall'altra, 2286 XII| Usslau, fu mischiata da un insolente ragazzo semente di hyoscyamo 2287 XVI| queste unicamente servono ad instruirci il meglio, che si può dell' 2288 Lett| proprio intelletto, e l'insufficienza sua ad iscoprire l'essenza, 2289 XII| medesimo noi troviamo parecchi insuperabili arcani. Possiamo immaginare 2290 Lett| lettere, non solamente mai non insuperbisce, non isprezza chi non sa; 2291 VI| finzioni, alla falsità e insussistenza delle quali non bada allora 2292 IV| nascondigli, dove si sia potuta intanare quell'idea o sia nome, di 2293 XV| ingeniosi scilicet, si ad intelligendos opus ingenio. Felicissimo 2294 XVII| conviene all'uomo. Dio, che è intelligenza infinita, nel formar noi 2295 VII| questo di essere mirabili ed intelligibili le azioni di questa gente, 2296 XX| superbia, della lascivia, dell'intemperanza, del giuoco grosso, e di 2297 IX| sincerità; e benché non intendano ingannare, ingannano, perché 2298 IV| dunque per nostro modo d'intender le due facoltà e potenze, 2299 VII| arriveremo forse giammai a bene intenderlo. Ecco ciò, che ne posso 2300 IX| quantunque per l'orecchio non l'intendessi. Ed erano questi ragionamenti 2301 VII| pensiero, cioè colla mente intenta a qualche importante affare, 2302 IX| pietà: a poco a poco sì intente diventano talvolta le lor 2303 X| incantatore nel tempo, ch'egli ha intenzione di far male ad un uomo, 2304 VI| contemplazion di altri oggetti meno interessanti. Andiamo ora ad esaminare 2305 V| pure che non fa la pazza ed interessata curiosità di mortali? Un 2306 III| sappiamo orazioni e salmi interi, come si suol dire, a mente. 2307 IX| ricevuto il dono dell'orazione interiore, e restano non pochi libri 2308 VII| rispondere in sonno a chi interroga, con essersi per tal via 2309 VI| gustosi, col concertare interrogazioni e risposte, che infine son 2310 V| salutar sua madre, la quale l'interrogò, dove andasse. Le disse: 2311 IX| stesso innalzato, non ardivo interrompergli, né addomandare Torquato 2312 VIII| di essi gode de i lucidi intervalli di tanto in tanto, nel qual 2313 VI| maravigliarci, perché essa mente intervenendo a i sogni, non ne ravvisi 2314 IX| della fantasia, possano intervenir varj perniciosi errori, 2315 VI| Quando la mente non vi fosse intervenuta, non riconoscerebbe ella 2316 X| erano tutte corporalmente intervenute alla diabolica raunanza, 2317 I| alcuno degli uomini sia intervenuto ad ajutarlo, essendo l'uomo 2318 VI| pazzi, anche negli ubbriachi intervien la mente, ancorché prorompano 2319 X| demonio, ancorché non v'intravenga cosa o parola alcuna di 2320 VIII| e rozza, da che le si è intraversata in capo una di queste sì 2321 XV| avvenimenti maravigliosi, intrecci, incontri, e mutazioni inaspettate 2322 XV| sua fantasia un'azione ben intrecciata di magnifiche avventure 2323 VI| ingegnosi, con accidenti ben intrecciati, con riflessioni, con furberie. 2324 XI| vincere quell'orrore, e mirare intrepidamente quello, che tanti altri 2325 XVIII| sentenza i primi principj intrinseci delle cose fisiche: poco 2326 XIII| cioè dal primo principio intrinseco, o sia dal primo mobile 2327 V| somma tra gli altri mali introdotti dal lotto suddetto, non 2328 IX| truovano nelle fantasia, introducendole nel senso comune. E allora 2329 X| guarigion di mali, operata con inusitati ed improprj mezzi, o altro 2330 Lett| intelletto umano, ho creduto non inutil fatica il trattare ora delle 2331 XI| considerar la volontà di Dio, l'inutilità dei lamenti ed affanni per 2332 IX| mezzo tra stupefatto ed invaghito, buona pezza quasi senza 2333 X| questa opinione dilatarsi e invasarne la fantasia di chi non sa 2334 X| risparmiarle il titolo d'invasata? Veggasi quanto poco si 2335 X| donne; ma plebee, credute invasate con torcimenti di corpo, 2336 VIII| nella ducal famiglia, e ad inventar nuovi aggravj in danno del 2337 XVII| rigettati questi due sistemi, inventò quello dell'armonia prestabilita, 2338 XVI| di sua lode l'ingegnoso inventore.~ ~E non è già passata la 2339 XII| impossibile, anzi né pure inverisimile, che gli spiriti mossi dalla 2340 XVIII| averne anche delle false o inverisimili idee, contuttoché non sia 2341 VIII| Inghilterra all'anno 1667 un pazzo inveterato in Parigi, per quanti salassi 2342 XX| sempre più accumulando e invigorendo coll'andare a caccia nel 2343 II| del sangue, agilissimi ed invisibili, che scorrendo per essi 2344 Lett| molto, e dà pochissimo. Cioè invita i lettori ad un ricco e 2345 VII| amico, dice egli, mi aveva invitato a passar le vacanze ad una 2346 XX| tutto. Egli è quello, che invocato con viva fede, non permetterà, 2347 X| vita bestiale basta per invogliar altre lor pari ad imitarle. 2348 VIII| patisce un sì fatto naturale involontario sconcerto, che giunge ancora 2349 VIII| sognavo più. Di certi moti involontarj degli umori del corpo in 2350 VIII| agitata, anche la mente resta involta in quella burasca, e ne 2351 XVI| che niuna contradizione involva, e possa soddisfare a tutti 2352 XX| vivere da saggi. Questa è un'iperbole, perché ivi ancora tanto 2353 XVI| conseguente ogni sistema ed ipotesi altro non è, che un'immaginazione, 2354 XII| citati in questo proposito Ippocrate, Aristotele, Plinio, Sorano, 2355 VI| spettacolo, diverso dall'Ippogrifo dell'Ariosto. Nel mio picciolo 2356 XVII| movimenti del piacere, e l'irascibile per questi altri dell'avversione.~ ~ 2357 IV| destinata da Dio, per così dire, irato, e giusto punitore: non 2358 VII| nella fantasia appariscono irradiate le immagini de i corpi da 2359 VII| alla fantasia, gli oggetti irradiati, ed ivi si viene ad imprimere 2360 VIII| ogni specie di creature irragionevoli semoventi. Però a tale aspetto, 2361 Lett| vera, e creduta mente dell'irrefragabil Aristotele, di Avicenna, 2362 VII| una scala affatto scura ed irregolare. Le azioni sue per lo più 2363 XI| specie. Ma o sia che venga da irregolari ignote produzioni della 2364 XII| bocca di lepre. Tutte queste irregolarità le portano essi dal ventre 2365 X| gagliardi movimenti, e con irritar le passioni e gli umori, 2366 IX| liquori spiritosi, e con iscaldarla tanto fecero, che ella tornò 2367 XV| sperare gran fortuna poste in iscena. A formar dunque l'eccellente 2368 VII| si volgeva in fianco per ischivare l'impedimento. In tutto 2369 XIV| impegnare, col rubare, con iscialaquar la pudicizia, o con altri 2370 V| hanno anche osservata in iscoltura, o pittura o taglio di rame, 2371 XX| vogliono applicare, per non iscomodar la quiete del loro intelletto. 2372 XVI| tenerle e spacciarle per iscoperte indubitate della verità. 2373 Lett| penetrare l'occhio nostro, per iscoprirne le da noi appellate idee 2374 XIII| mirato mette la lor anima in ismanie per ottenerlo. Crescendo 2375 III| autore della storia delle isole Antiglie, esservi de i negri, 2376 VI| desiderato io, che questa ispiegazione mi soddisfacesse, ma finora 2377 XX| capo delle salutevoli idee, ispirando ad esse le massime sante 2378 XIX| nostro amor proprio, che c'ispirano il far del bene e non del 2379 XX| una particolar virtù per ispirare a noi, e fortificare in 2380 XIX| filosofia ci viene in parte ispirata dalla natura, perché naturalmente 2381 XI| non liberarsene, o il non ispogliarli di certi attributi dispiacevoli, 2382 Lett| mai non insuperbisce, non isprezza chi non sa; ma impara anzi 2383 XIII| predominarla, se quella non istà ben cauta, con trarla ancora 2384 VII| che alcuna volta, o per istanchezza del lungo operare, o per 2385 Lett| ha forza di guarire anche istantaneamente alcuni mali, massimamente 2386 X| sopra tutto presso le donne isteriche, suggette a gravi sconvolgimenti 2387 X| e al temperamento loro isterico, ipocondriaco, epileptico. 2388 XVII| fantasia dell'uomo, che non istia ben in guardia di sé stesso.~ ~ 2389 XIV| nostro amor proprio, se non istiam bene in guardia, è un ingegnoso 2390 VIII| materiale, destinata dall'istituzion naturale per sua ministra 2391 XVIII| pubblico lettore di Pisa; le Istituzioni della filosofia razionale 2392 XV| composti parte di fatti istorici, e parte di finti, cioè 2393 VI| esser colà introdotta per istrade indirette, ma supponendole 2394 V| pochi, a' quali egli per istraordinario privilegio si è degnato, 2395 XVIII| comprovanti, che quei sono non istraordinarj, ma ordinati e stabili fenomeni 2396 XV| certamente piacere, ma non v'istruiranno; parleran di tutto, ma senza 2397 XIX| immortale: verità, delle quali c'istruisce anche la filosofia e religion 2398 V| nostra fantasia, che nulla c'istruiscono del presente, e nulla ci 2399 VII| circostanze; e siccome ben istruito della filosofia e notomia, 2400 XIX| noi servono di esempio e d'istruzione. Il compimento poi s'impara 2401 XX| le cui sante parole ed istruzioni venute dal cielo hanno una 2402 VI| facile e naturale, e da non istupirsene punto. Imperciocché non 2403 VII| quelle del giudizio. Con isvegliar la persona, allora vien 2404 | ita 2405 III| per esempio la latina, l'italiana, la franzese, l'inglese, 2406 IX| principe de i poeti epici italiani, cioè a Torquato Tasso, 2407 VII| sappiamo ancora di alcuni, che iti al tavolino, si son messi 2408 VII| cornice del cammino da fuoco. Ito alla porta della camera 2409 | IX 2410 XII| fatta opinione. Ultimamente Jacopo Blondel inglese, in una 2411 IX| dal visionario calvinista Jurieu, e quante rivelazioni ella 2412 XII| Pietro da Castro, da Teodoro Kerckringio, dal Salmeth, e da molti 2413 IV| prossimo passato dal padre Kirchero. Chi ha voglia di leggere 2414 XII| Truovansi ancora fanciulli colle labbra sformate, le quali hanno 2415 XX| all'amante dell'osteria: al ladro, al vendicativo, e ad altri. 2416 XIV| propria contentezza. Si lagnava il pazzo d'Orazio di chi 2417 X| Italia, niuno si ode, che si lagni dei suoi cattivi effetti. 2418 X| sogno, figlio della lor laida fantasia. Donne melanconiche, 2419 VI| anche nel corpo suo de i laidi movimenti. Niun peccato 2420 VII| giorno, o dal lume della lanterna di chi gli teneva dietro, 2421 XIV| altri del mirabil segreto Lapis Philosophorum, creduto bensì 2422 VII| truovano in essa le idee della larghezza e del numero degli scalini; 2423 XIV| caso de i sogni; immagina larve, folletti, stregherie; non 2424 XX| e facile a conseguirsi, lascerebbono tosto andare il lontano 2425 Lett| a i suoi pianeti. Ma non lasciam per questo di avere evidenza 2426 XV| goffo, e simili. Ma non già lasciar la briglia all'ingegno, 2427 VIII| di guarirlo, purché se le lasciasse tagliare, promettendogli 2428 VI| altrui, dilettarsi d'immagini lascive, con provar anche nel corpo 2429 XVII| o in possesso di qualche lascivo amore, o dedito al giuoco, 2430 III| o idiomi, per esempio la latina, l'italiana, la franzese, 2431 X| parlava ebraico, greco, latino, franzese, ed altre lingue, 2432 XIII| dall'aspetto della madre lattante, commuove tosto l'anima 2433 IX| come insegna il cardinal di Lauria nell'opuscolo quinto De 2434 Lett| plauso in que' tempi, perché lavorato con tutti gl'ingredienti 2435 XVIII| le scienze ed arti, che lecitamente e lodevolmente si studiano 2436 IV| tante conclusioni e dottrine legali, già da esso apprese: certo 2437 X| e dandogli un nastro da legare al collo, il mandò così 2438 VII| la libertà dell'anima è legata dal sonno, possa comandare 2439 VIII| allora, benché non sieno legate dal sonno le sue forze, 2440 VII| noi appelliamo zanchi, e legatili alle gambe e piedi, andò 2441 XVIII| impiegherà bene il suo tempo in leggerli, ed impararne le massime: 2442 III| oggidì] che tutto quanto leggevano, ritenevano nella memoria. 2443 XIII| quel parlare, una mirabil leggiadria nel riso, ne' gesti, nell' 2444 XIII| Dio, e avvezza a meditare. Leggiamo dei santi, che in mezzo 2445 III| innumerabili. Al teologo, al leggista, al medico, al matematico, 2446 XX| dispiacciono al divino nostro Legislatore, e qual gastigo sia preparato 2447 IX| pregiudicano. Non mancano altre legittime pruove, che alcun sia santo; 2448 VII| estremità di una lunga pertica legò strettamente con corda, 2449 VI| gli altri nella vita del Lemene poeta italiano celebre, 2450 VII| freddissime; e il suo polso era sì lento, che sembrava il sangue 2451 XVI| massimamente l'opera dell'italiano Leonardo da Capoa, e quella di Gedeone 2452 X| Efemeridi dell'Accademia Leopoldina de i Curiosi di Germania 2453 IX| giammai prima né udì, né lesse, né seppe, che altr'uomo 2454 VI| perdita fece la repubblica letteraria.~ ~Avrei desiderato io, 2455 XVI| argomentar da tante guerre letterarie, che durano nelle scuole, 2456 VII| Melange di histoire & de letterat. Perché egli stesso ne fu 2457 VII| dormendo, e talvolta si leva in piedi, e molte cose chiede 2458 XIV| piacere, che alcun tenti di levarceli di capo. Fra le persone 2459 XIII| quantunque a noi non possa levare la libertà dell'arbitrio 2460 VII| letto, e da cui era stata levata la spada per timore di qualche 2461 VII| immaginandosi di essersi levato avanti giorno, andava ad 2462 VII| il quale addormentato si levava la notte, e si vestiva; 2463 XV| conversazioni non ci è dubbio, che levino mai la mano ad altri per 2464 IX| prediche udite, e per le lezion lor fatte da uomini dotti 2465 III| son coloro passati. E nel lib. III de reb. Alphonsi regis 2466 XIV| anche dipoi all'esame, per liberarcene, o per rettificarli. A disingannarsi 2467 XVI| male, può disavvedutamente liberarli da tutti con abbreviar la 2468 VI| accade) non è poi da tanto liberarsi dall'inganno; anzi talvolta 2469 XVIII| corretto quel fantasma, e liberata l'anima da un molesto affanno. 2470 XX| eccessiva copia di volumi, di libercoli, di novene di orazioni, 2471 XVIII| che fare sopra le azioni libere ed avventure de' mortali; 2472 XIV| l'anima si guardi, o si liberi da esse, o le rettifichi 2473 X| quegli spiriti dipinti per sì libidinosi, e l'han persuaso a chi 2474 XV| e che non entrano nelle librerie dei veri dotti; o se vi 2475 XIX| solamente la facciata di un libricciuolo. Meno ancora è il decalogo. 2476 | licet 2477 V| per predire avvenimenti o lieti o funesti. Di sì fatti sogni 2478 Lett| oltre a me lecito il toccar lievemente ciò, che per conto di essa 2479 VII| idee de i corpi esterni; ligamento nondimeno tenue per gli 2480 IX| Burignon, nata cattolica in Lilla di Fiandra, morta non si 2481 XV| impiegare più pensieri e lima, ci diede un poema, a cui 2482 Lett| perché viene a chiarir la limitazione del proprio intelletto, 2483 XV| portata del popolo lo stile limpido, e dotato di una naturale 2484 VII| diritta. Ora ogni poco che la linea diritta di esso corpo si 2485 III| discorrere in uno di que' linguaggi. Se poi questa persona ha 2486 VIII| qui ascoltare l'ordinario linguaggio degli uomini, noi avremmo 2487 XVI| come bruciate dal fuoco liquido d'esso liquore. Un medico, 2488 XVI| dal fuoco liquido d'esso liquore. Un medico, che ha saputo 2489 XV| l'ingegno in componimenti lirici, che ordinariamente non 2490 XVII| cristallo, e ad altri corpi lisci, e all'acqua stessa, che 2491 XIV| convenienza con attacar liti per cose e parole, alle 2492 X| tutto quel, che porta la livrea di maraviglioso e sopranaturale. 2493 II| sensibili, cioè con parole, locuzioni, e figure, le quali rappresentano 2494 XVI| contraddittori ha trovato finora, che lodatori. E nuova forse né pure è 2495 XVIII| arti, che lecitamente e lodevolmente si studiano o si esercitano 2496 XVIII| Malebranche; l'Arte di pensare; la Logica del Fardella, e del Crousaz, 2497 XVI| Accademie Reali di Parigi, di Londra, di Pietroburgo, ed altre 2498 X| titolo di strega. Presso i longobardi fu necessaria una legge 2499 XV| poesis~ dicitur haec; pictura loquens solet illa vocari.~ ~Il 2500 IX| dice egli, non licet Homini loqui: si dimanda, come le persone 2501 VI| ingannarsi sì spesso e sì lordamente ne' sogni disordinati: egli 2502 VII| accendere il fuoco e la lucerna. Narra eziandio, che un 2503 VIII| parte di essi gode de i lucidi intervalli di tanto in tanto, 2504 IX| duretane del fernice nel setto lucido, trasportano tutte le immagini, 2505 XVI| negozio, che può recargli gran lucro. Chiama perciò in rivista 2506 IV| stesso è da dire dell'arte lulliana, risuscitata nel secolo 2507 V| di fantasmi fossero tante luminose cifre di quel che doveva 2508 XI| serviamo, ed è l'oggetto caro e luminoso della speranza de' cristiani. 2509 VII| ordinariamente nel calar della luna, e più forte nell'autunno 2510 I| varie provincie il disco lunare, e dare il suo nome a cadauna 2511 VII| scale non potendo per la lunghezza della pertica aggirarla 2512 XX| di miglia; e noi sogliam lusingarci, che fra noi e la morte 2513 XIV| speranza, cioè una passion lusinghiera, che sembra dire: se colui 2514 XX| lungi dall'aspetto di certi lusinghieri vizj, finché sia formato 2515 Lett| proposito, tuttavia né pur mi lusingo di aver pienamente esausta 2516 X| detestabil conversazione con que' lussuriosi spiriti? Ciò non si vuol 2517 XII| donna oggidì, che in mirando macchiati i suoi parti, non giudichi 2518 XIX| non fosse nel tempo stesso macchiato di pochi o molti vizj; e 2519 I| concertati, se non si apre quella macchinetta, per fargli veder le ruote, 2520 XI| non sanno questi sì cupi macinatori di scrupoli e timori essere 2521 XIV| fantasia, formano una tal maestosa idea, e sì cara ad alcuni, 2522 I| per formare un sì vasto e maestoso emporio di creature, e d' 2523 V| qui di ammirare la somma maestria di Dio in formar gli ordini 2524 X| anch'egli, che i creduti maghi e streghe, se nuocono alle 2525 X| Aiguillette, per cui si crede, che magicamente si possa rendere un uomo 2526 X| gente pia per malìe, azioni magiche, o patti taciti col demonio, 2527 X| ha secondo essi da essere magico. Il campo è vasto; ma a 2528 III| truova essere il più mirabil magistero quello dell'uomo, e spezialmente 2529 XV| ch'era capace di formar un magistral lavoro, per dappocaggine, 2530 XX| buone non cerchino i libri magistrali della divozione, dove si 2531 X| il quale per ordine de' magistrati esaminò diligentemente i 2532 XVI| chiamare con santo Agostino magna magnorum doctorum deliramenta, 2533 III| ciò ch'egli fece in quella magnifica funzione, tutto al naturale, 2534 XIV| utilità. Il male è, che per magnificar questa idea se ne fabbricano 2535 III| E per conseguente Quam magnificata sunt opera tua, Domine! 2536 XV| azione ben intrecciata di magnifiche avventure e peripezie nella 2537 XVI| con santo Agostino magna magnorum doctorum deliramenta, e 2538 XI| e così di altri simili majuscoli casi succede. Si truovava 2539 X| polveri, unguenti, o amuleti malefici recato lor danno: tuttavia 2540 X| figurarsi in tanti casi maleficiati i lor figliuoli, o se stesse 2541 XIV| è ipocondriaco e di umor malenconico); ma Dio sa, se riusciranno: 2542 XIV| abborrimento ad ogni azione malfatta. Chi sente in sé tal disposizione, 2543 IX| Ranzov, presa da febbre maligna, era, come diciamo, fuori 2544 VIII| pericolosa malattia di febbri maligne. Il gran bere dell'acqua 2545 XIII| sola. L'odio, lo spirito maligno della vendetta, l'ira, ed 2546 IX| luogo, come per altro son malinconiche ed infermicce, nel maggior 2547 XI| queste nella fantasia de' malinconici, tornano spesso davanti 2548 V| vieti ed abbomini sì fatte maliziose illusioni, pure l'ansietà 2549 XIX| da bestiali appetiti, da malnate passioni, e si dà in preda 2550 XIII| abbandona, cedendo a questi malnati fantasmi, de' quali purtroppo 2551 X| vendicarsi, diventano così malvagi e maligni, che passando 2552 II| chiunque non corrotto da malvagie passioni sa filosofare) 2553 VIII| a guadagnare all'uomo la malveduta patente di pazzo. Andate 2554 X| loro misfatto, e cadeano in man della giustizia, venivano 2555 XIV| attributi svantaggiosi, né mancamenti: così ben sa dipingere l' 2556 XVI| come gli uomini grandi per mancanza di nozioni certe delle cose 2557 XIX| filosofica, a i quali non mancarono molte virtù umane, e che 2558 XIV| ancor questa, che, quasicché mancassero guai ed affanni veri a chi 2559 IX| conosciuta una verginella, mancata di vita con ben fondato 2560 V| peggio è, che non son mai mancati negli antichi, né mancano 2561 XVI| dubitarei forte io, che avesse mandato più d'uno innanzi a sé all' 2562 X| nastro da legare al collo, il mandò così ben provveduto di ardire, 2563 II| esercito schierato, una mandra di pecore, o cavalle, si 2564 IX| con acutezza d'ingegno è maneggiata questa materia, e mostrato, 2565 IX| immaginar cose nuove col maneggio delle precedenti idee, deducendo 2566 V| era uomo caldo, persona manesca, e che non sapea diggerire 2567 VIII| ha tirato addosso quelle manette e catene. Così altri si 2568 XV| abbate Grandi, Eustachio Manfredi, e l'abbate Antonio Conti 2569 XVI| come il povero, che veste e mangia come può, ma non come vorrebbe.~ ~ 2570 VII| Noi talvolta ci vestiamo, mangiamo &c. col pensiero altrove, 2571 XII| simili frutti, o pure di mangiar carne di lepre, o di gustar 2572 VII| porta della stanza, dove si mangiava, che non è larga quanto 2573 XVI| li vuol taluno appellare manifatture propriamente spettanti a 2574 VIII| disordini? Certo è, che manifestamente si osserva il vigore di 2575 VI| disordinati, dice egli questo è manifesto, perché alle rappresentazioni 2576 IX| scritta da Giam. Battista Manso.~ ~Sosteneva esso Tasso 2577 XX| della temperanza, della mansuetudine, e dell'altre virtù. Quando 2578 V| vecchi secoli, e tuttavia si mantien vigorosa in alcune contrade 2579 XVIII| che li fa nascere, e li mantiene. Chi poi è imbevuto delle 2580 VI| resta più luogo a noi di maravigliarci, perché essa mente intervenendo 2581 VI| senza che io punto me ne maravigliassi, come pure avrei dovuto 2582 VII| no, anzi restò confuso e maravigliato. Alcuna volta nondimeno 2583 VII| tale.~ ~Al servigio del marchese Luigi Sale in figura di 2584 X| fantasia donnesca. In S. Marco di Venezia, e nella Metropolitana 2585 III| tanti animali di terra e di mare, tanti alberi, frutta, minerali, 2586 V| impostori, che promettono mari e monti alla gente credula 2587 XV| presente a quella lite, burla, maritaggio, disgrazia, e altre simili 2588 IX| nell'anno 1684 una donna maritata ad un colonnello della nobil 2589 VIII| guercio, o che la torre marmorea di Modena (forse la più 2590 XV| l'ingegno di Pier-Jacopo Martelli; ma egli volea troppo mostrarlo 2591 XII| due esempi, rapportati da Martino del Rio nel libro primo, 2592 XIII| ed altre pene de' folli martiri del mondo. Ma queste ancora 2593 XI| imprudentemente formato, e serve poi a martirizzar l'incauta persona. L'uomo, 2594 VII| riferito dal signor Vigneul Marville nel secondo tomo du Melange 2595 VII| Calogerà dal signor don Marziale Reghellini vicentino. Questi 2596 XII| superiore del palato colla mascella superiore fino alle narici 2597 XVIII| un truffaldino con quella maschera nera e deforme, ne concepiscono 2598 IX| nel sesso debole, che ne' maschi, la disposizione a sì fatte 2599 IX| conseguente uniformi nel loro massiccio le estasi e visioni, quando 2600 X| ma sputarla, come fa chi mastica tabacco. Tal precauzione 2601 XV| contrario, trovandosi eccellenti matematici allegri e di giovial conversazione, 2602 III| leggista, al medico, al matematico, e così agli altri applicati 2603 V| coscienza. Né qui si ferma la matta crudeltà. Bada eziandio 2604 VI| e insieme de i sensi, i meati de i quali restano allora 2605 XV| agricoltura, o ad altre arti meccaniche, da loro esercitate. All' 2606 XIII| portassero il piacere. Così un meccanico natural movimento, e non 2607 III| inesplicabil cosa sia questo meccanismo, che fa passare tanta varietà 2608 | meco 2609 | mediante 2610 VIII| fantasma, suol servire di medicamento l'ingannarli nella medesima 2611 II| nel suo libro intitolato, Medicinae ac Physicae Specimina, impugnò 2612 XII| Così nel marzo del Zodiaco medico-gallico, osservazione duodecima, 2613 XVI| vanitatibus, dolis, & mendaciis medicorum. Ma in que' libri non son 2614 XV| mortali o abbondante, o mediocre, o scarsa la misura. Tale 2615 XV| alcuni ricchissimi, altri mediocremente forniti di essi, ed altri 2616 XIV| mostrerà con verità, fede non meditando su questo qualche mercadante 2617 XV| ingegno cupo, atto solo a meditar sulle cose, ruvidi poscia 2618 XIII| che è interesse suo di meditarla, perché di bene o di male 2619 IX| e ricordevoli delle cose meditate, le mettono in carta: ecco 2620 XV| venga portato in essa dalla meditazion dell'intelletto, a cui essa 2621 X| lor laida fantasia. Donne melanconiche, dotate di vigorosa immaginativa, 2622 VII| Marville nel secondo tomo du Melange di histoire & de letterat. 2623 IX| aver mai udita più soave melodia. Quello, che parve ancora 2624 V| ridendo in cuor suo della melonaggine altrui. In somma tra gli 2625 I| deretana del cerebro la facoltà memoratrice; la fantasia nella parte 2626 VII| si rivolge con empito, menando pugni con gran forza (il 2627 VI| vegliando non possono non menare a spasso, come si suol dire, 2628 XVI| de vanitatibus, dolis, & mendaciis medicorum. Ma in que' libri 2629 XIV| l'oro, sia di bisogno di mendicar l'oro altrui: e che costui 2630 IX| quali non cade sospetto menomo di bugia o d'impostura, 2631 XIV| a caso si rovescia sulla mensa, e così discorrendo. Da 2632 XX| subsistere: da nobis salutem mentis & corporis, ut ea, quae 2633 III| ritenevano nella memoria. Mentovando taluno un verso di Omero, 2634 IX| ragioni, che non occorre mentovare. Io stesso ho conosciuta 2635 X| scrittore beneventano fa menzione di questa famosa Noce; ma 2636 V| comperare a danari contanti le menzogne e gl'inganni. Dimandate 2637 XI| compatire, né alcun dee meravigliarsi, se in quel gran bisogno 2638 I| altro ampissimo teatro di meraviglie. Tutte le scienze e l'arti 2639 III| considerare, quanto sia meravigliosa l'architettura della sua 2640 III| III~ ~Che la fantasia è un meraviglioso lavoro~ della potenza e 2641 XIV| meditando su questo qualche mercadante d'inganni. Non fallerebbono 2642 Lett| se ardissero di venire a mercato. Finalmente trattandosi 2643 X| di magia, perché questa è merce troppo pericolosa, perniciosa, 2644 XIV| segreto, voglia per poca mercede insegnarlo ad altri. Nella 2645 XIX| perdere la di lui grazia e meritare i suoi castighi allora crescerà 2646 XI| molestia. Erano infami, meritavano di essere vietati i crudeli 2647 XV| tutti i parti dell'ingegno) meriteran sempre plauso singolare. 2648 XV| alla fantasia de' poeti. Meriterebbe qui ancora quella de' pittori, 2649 XIV| pure tanto più di essi è meritevole di ogni stima e riguardo. 2650 XX| clemenza di Dio per gli meriti del suo benedetto figliuolo. 2651 XV| accoppiata poca memoria, e meschina fantasia. Di ordinario costoro 2652 VII| del dì diciotto di esso mese fece lo stesso esercizio 2653 Lett| scoperta, perché solamente messaggieri della superficie e modificazione 2654 XIII| informazione, dimandatela a messer Francesco Petrarca, e ad 2655 X| malore passato dall'infelice Messina in Calabria, ha tenuto nei 2656 XIII| avvezzo a valersi di graziose metafore, anche ivi metaforicamente 2657 XIII| graziose metafore, anche ivi metaforicamente usa il vocabolo di concupire, 2658 XIV| importantissime arti di tramutare i metalli, e di prolungar la vita 2659 X| non fossero dello stesso metallo, che tanti altri raccontati 2660 XVIII| de' libri migliori, e di metodo più profittevole e spedito. 2661 X| Marco di Venezia, e nella Metropolitana di Milano, allorché si mostrano 2662 VII| di ottobre dopo cena ci mettemmo a giocare a varj giuochi. 2663 VIII| certa guisa da padrona, mettendo davanti alla mente quelle 2664 VI| distrarre la mente di là, mettendole davanti un altro oggetto, 2665 XX| immagini sì focose, che metteranno a rischio ogni suo buon 2666 I| artifizio.~ ~Prima dunque di metterci in cammino, per conoscere 2667 VII| briglia; e cercò la sella per mettergliela; ma non avendola trovata 2668 I| dì le opere di Dio, né ci mettiam mai a considerarle per tutti 2669 XV| al pubblico, se almeno il mezzano popolo, che forma il più 2670 X| accioché non passino i micidiali effluvj ad avvelenar chi 2671 I| uomo il pomposo titolo di microcosmo, o sia di un picciolo mondo. 2672 XX| figuriam lontani le migliaia di miglia; e noi sogliam lusingarci, 2673 XX| santa religione, e dalla miglior filosofia, né vengono dai 2674 | mila 2675 III| troverete, che ascendono a milioni. E pure tutte stanno impresse 2676 XI| per altro savio ufizial militare (se pur è vero) che non 2677 V| raccoglie allora, che vien minacciata qualche malattia, o almeno, 2678 X| avvalorata dalle burle o minaccie altrui, ha non rade volte 2679 VIII| talvolta sì spiacevoli, o minacciosi, che si rompe il sonno con 2680 XVI| corpo umano le cagioni e le mine de' mali, né qual preciso 2681 III| mare, tanti alberi, frutta, minerali, navi, e tante altre fatture 2682 VIII| istituzion naturale per sua ministra e serva. All'incontro, siccome 2683 III| possiam concepirle, se non per minutissime cose, e come un compendio 2684 XIX| della fantasia?~ ~A ciò mirabilmente può giovare il suddetto 2685 IX| contemplazione. Senza alcun miracolo, senza particolar cooperazione 2686 IX| estasi o visione venga da miracolosa influenza di Dio, o pur 2687 IX| prendere per rivelazioni e cose miracolose le meditazioni di alcune 2688 IX| sopranaturale, e ad un movimento miracoloso della grazia di Dio. Pongasi 2689 IX| Apostolica Sede numquam pro miraculis specialibus approbantur, 2690 XV| distribuzion dei beni terreni, mirandosi alcuni ricchissimi, altri 2691 XIII| quando essa non vorrebbe, a mirarlo, a pensarvi. Non è da meno 2692 XV| veri o finti, e come li mirasse con gli occhi proprj, ne 2693 III| naturale, come se di nuovo il mirassimo in fatti. Chi ha mai tornate 2694 IX| cortesemente è venuto a favellarmi. Miratelo e vedrete la verità delle 2695 XIII| grandicelli, un frutto da essi mirato mette la lor anima in ismanie 2696 XVII| persona. Tutto ciò, che costui mirerebbe in vasto spazio, l'anima 2697 XIV| ne ricordi, cioè, ch'ei miri questo adorato fantasma, 2698 XIX| rilevata. Purtroppo noi miriam tuttodì i maligni effetti 2699 VII| il rumore vicino a lui si mischiava coi suoi sogni, egli diventava 2700 X| cioè dell'inganno di quelle miserabili. Il perché egli ordinò, 2701 XVII| portarci al bene, ma che per miseria e colpa nostra ci portano 2702 XIV| fantasia.~ ~Fra le umane miserie ci è ancor questa, che, 2703 X| Germania, se trapelava il loro misfatto, e cadeano in man della 2704 XI| di una strepitosa sacra missione son cadute in insania, e 2705 XVI| della divinità e di varj misteri della religione, sono ben 2706 II| fantasia. Passiamo ora a misurar l'erario di questa, siami 2707 VII| per una scala. Qualora non misuri bene i suoi passi, e metta 2708 XIII| intrinseco, o sia dal primo mobile delle nostre azioni morali, 2709 VII| camera, prendere in mano varj mobili, ch'egli, tuttoché addormentato, 2710 XIII| ove non sieno raffrenate e moderate, ognun sa, a quanti precipizj 2711 IV| pur sapranno a tempo e con moderazione spacciar la loro mercatanzia. 2712 I| anima nostra. Vi ha qualche moderno filosofo, che non vuol riconoscere 2713 VI| Tommaso Campailla, patrizio di Modica in Sicilia, autore celebre 2714 XI| risoluta di un uomo reprimere e modificare non pochi de i fantasmi 2715 IX| abbandonato il corpo; di modoché, qualora l'astrazione sia 2716 XI| ad abbracciare strane e moleste opinioni, imprimendone le 2717 X| fantasmi sì pericolosi e molesti, chiedere consiglio a i 2718 XI| nella sua fantasia cotali molestissime idee; essendo, come altrove 2719 IX| accusata degli errori del Molinos, e di varie illusioni, provò 2720 I| intendere la forza della molla occulta. La prima volta, 2721 II| ma non ci è necessità di moltiplicar qui gli enti, bastando la 2722 XX| conviene con replicati e moltiplicati colpi picchiarle nella nostra 2723 XX| considerare l'ordinaria moltiplicazione degli atti, per gli quali 2724 Lett| conoscere, quanta sia la moltitudine delle cose che queste arche 2725 VI| sgarbatamente cangia in un momento le persone e le azioni; 2726 XIV| discendenti. Noi sappiamo, onde i monarchi traggano l'oro, senza ch' 2727 XIII| se alla mente di questo mondano amante si affaccia sì spesso 2728 X| immaginazioni delle donnicciuole, moneta bene spesso falsa, e sempre 2729 XIV| Milano, e che con poche monete si possono cogliere centinaja 2730 XII| Altri due ne riferisce Monsieur Peu nel trattato de la Pratique 2731 X| il franzese signor della Montagna di avere animato per quanto 2732 VII| solito, ne parve inquieto. Montò a cavallo, e galoppò fino 2733 VII| giocando addormentato alla mora, percosse così fortemente 2734 IX| pure in quel sì terribil morbo cessa l'anima di pensare, 2735 VIII| spiriti animali di natura morbosa; ed essendo l'anima impotente 2736 IX| segni esterni di deformità o morbosità, che abbiamo accennato: 2737 XII| desiderato fragole, pruni, more, ciliegie, e simili frutti, 2738 XII| della generazione di colore moresco. Ne fu attribuita, non so 2739 XX| che non si avesse mai a morire e comparire al tribunal 2740 XIII| quella amicizia, e che ne morrebbe di spasimo, ove se ne volesse 2741 X| avvelenar chi è sano. Perché col morso i cani, i gatti, ed altri 2742 XI| che al vederli, e infin morti, si raccapriccia, impallidisce, 2743 I| intendimento. Presentata una mostra da orologio ad un rozzo 2744 XX| abborrimento alle cattive, e mostrando loro la bellezza ed utilità 2745 XIX| risoluzion della volontà, mostrandole, essere conveniente alla 2746 X| Metropolitana di Milano, allorché si mostrano alcune insigni reliquie, 2747 XVI| intendo, vogliamo più tosto mostrar di sapere e d'intendere 2748 XV| Martelli; ma egli volea troppo mostrarlo nelle sue tragedie, molte 2749 IX| cessare, mi prometteste di mostrarmi. Ed egli sorridendo soggiunse: 2750 XIV| decantati elissiri, niuno si mostrerà con verità, fede non meditando 2751 XII| ancora, che si chiamano mostri. Non ci è occhio anatomico, 2752 XII| nel suo Tableau de l'Amour mostrò di non essere persuaso di 2753 XII| regio, nacque un fanciullo mostruoso senza coscie e gambe, e 2754 IX| Giovanna Maria Bouvieres de la Mothe Guion; la cui morte avvenne 2755 I| concottrice, l'appetitiva, le motiva, ed altre simili, che son 2756 I| nostro basso mondo. Ma questo motore immateriale, che da noi 2757 XIX| combattere contro le idee motrici della era concupiscenza; 2758 XX| oggetti utili o dilettevoli, moventi l'anima alle operazioni 2759 IX| veramente v'intervenga la mozion di Dio: due soli sicuri 2760 IX| figure non convenevoli ad una mozione di Dio. Lo stesso è da dire, 2761 XI| persona, che per aver veduto mozzare il capo ad un reo nella 2762 XVI| credito, voglia Dio, che non muojano in fine allo spedale. Così 2763 XVII| influsso della fantasia per muoverla a tali appetiti. Un contrario 2764 XVI| creare le cose, quanto nel muoverle e mutarle. Ognun si persuade 2765 VII| del capo e delle mani nei muri: come fece in una occasione; 2766 XIII| ragionamenti suoi. I nervi, i muscoli, i tendini, le fibre, esercitano 2767 XX| per cosa dilettevole la musica, i divertimenti, le belle 2768 III| campane, degli strumenti musicali, del canto degli uccelli, 2769 VII| ma anche veggano. Carlo Musitano dall'osservar le loro strane 2770 X| sopranaturale. Anche Albertino Mussato in una sua tragedia spacciò 2771 VIII| dagli spiriti del sangue, e mutandole a suo talento, senza che 2772 XII| cani, e di altre bestie, mutare ne i lor feti il colore. 2773 XVI| cose, quanto nel muoverle e mutarle. Ognun si persuade d'aver 2774 XI| ragioni più vigorose, passa a mutarne gli attributi primieri. 2775 VIII| smaltiti i cattivi umori, e mutato tutto il sangue, credo, 2776 VIII| improvviso terrore, per una grave mutazion di stato, per una gran fallita 2777 XII| rifonderne l'alterazione o mutazione fuori dell'ordine della 2778 XV| figuras seu translationes mutuamur, tum demum ingeniosi scilicet, 2779 XII| vengono ancora i nei, cioè i naevi de i latini; e fu deciso, 2780 VIII| Nell'insigne Spedale di Napoli a sì tenue dieta son tenuti 2781 IX| dicono la verità, allorché narrano quanto è loro avvenuto nell' 2782 IX| quei santi e cari oggetti, nascendone con ciò le loro estasi. 2783 XVI| fatture, che essa natura nasconde al guardo nostro: dovrebbe 2784 IV| ha parti; e però né pur nascondigli, dove si sia potuta intanare 2785 I| quante cose ci sono, che si nascondono al nostro guardo? Ne conosciamo 2786 I| scoprirne il segreto, perché nascoso dagl'inglesi, finché una 2787 VIII| destrezza. Ne portò seco nascostamente un pajo, e dopo un bell' 2788 X| sortilegi, e dandogli un nastro da legare al collo, il mandò 2789 XV| anche fosse eguale la forza nativa della fantasia in due persone, 2790 XX| di chi considera vultum nativitatis suae in speculo. Consideravit 2791 III| diversità delle persone. Il nato ed abitante in un guscio, 2792 XX| In alcuni si vede fare naufragio nel medesimo tempo l'anima, 2793 III| alberi, frutta, minerali, navi, e tante altre fatture dell' 2794 IV| accusato da i suoi stessi nazionali, benché, come avvertì l' 2795 XX| cammino. Si dice di una nazione, le cui persone fino all' 2796 I| sufficiente ad alzare, ma necessariamente alza il pensiero umano a 2797 XX| interna o esterna, che la necessiti poi ad eleggere il male 2798 X| crede esercitata ogni più nefanda libidine. In Germania il 2799 X| diabolica raunanza, cloaca di nefande oscenità. Attestarono all' 2800 II| Descartes per sostenere la negazion del vacuo, perché niuna 2801 IX| fantasia, niuno, credo io, lo negherà, che ben esamini sì fatte 2802 VII| tuttora serve Giam-Batista Negretti, giovane allora di circa 2803 III| isole Antiglie, esservi de i negri, che per distinguere le 2804 III| distinguere le traccie di un negro da quelle di un franzese, 2805 VIII| perseguitato da sognati nemici; e l'altro è persuaso, che 2806 IV| difficultà di chi può opporre un neo ad ogni nostra ragione. 2807 XI| chi in vece di divertire i neri pensieri, e di cercar oggetti 2808 II| spiriti animali nella parte nervea, destinata dall'Artefice 2809 II| terminare ad esso cerebro ogni nervo sparso pel corpo, e vegnente 2810 X| accresciuta. Giovanni da Nicastro scrittore beneventano fa 2811 XVI| accennato dal cardinale Niccolò di Cusa. I vortici dell' 2812 XVI| confessarlo, perché né pur lo niegano gli stessi medici sinceri) 2813 | niente 2814 IX| tosto del danno presso i nimici, con figurarsi eglino, che 2815 | nisi 2816 | nobis 2817 XI| e alla fuga come di cosa nociva. Certamente l'avere talvolta 2818 XVII| due principj. E questo si noma il sistema delle cagioni 2819 II| effluvj, che spiriti ancor si nomano; sembra non solamente probabile, 2820 IV| intelletto, che ingegno suol nomarsi, nol dà se non la natura, 2821 XVII| discorrendo. Qualora nondimeno si nomina concupiscenza, o si dice 2822 II| qui io licenza di poter nominare come tanti altri fanno immagine 2823 Lett| Così oso ed oserò io di nominarla, chiedendone prima licenza 2824 X| esistano in alcuni paesi, e nominatamente in alcuno della Germania 2825 X| visionarj. Ma giacché ho nominato gli appestati, e questo 2826 IX| libro, capitolo quadragesimo nono De servorum Dei beatificatione; 2827 | nos 2828 | nostris 2829 XX| considerazione, si è la notabil differenza, che passa tra 2830 VII| dalle stesse. Quel che è più notabile, molte volte ancora francamente 2831 VIII| sode riflessioni che fanno. Notissimo ancora è, che buona parte 2832 IV| santa religione di Cristo. Notoria è in oltre la setta de i 2833 X| ordinò, che per alquante notti le guardie a vista le osservassero 2834 XIV| urlare di un cane, o dal notturno gridar d'una civetta; crede 2835 XX| volumi, di libercoli, di novene di orazioni, buona parte 2836 X| che in Francia si chiama nover l'Aiguillette, per cui si 2837 XX| di quei, che appelliamo i novissimi dell'uomo? Pur questi per 2838 XI| del sangue, e servivano di noviziato a i soldati. Si ha ben da 2839 XIV| rapresentanti qualche oggetto o nozione vera, ed insieme utile e 2840 IV| sentimenti, caso che il Locke li nudrisse. Parlo ora a i lettori lontani 2841 | null' 2842 VII| giudizio, perché i nottamboli nullamente apprendono o concepiscono 2843 II| loro divise in geometriche, numeriche, e metafisiche. Certamente, 2844 | numquam 2845 VIII| o niuna prudenza, perché nuoce a se stesso o ad altri, 2846 X| creduti maghi e streghe, se nuocono alle persone, ciò eseguiscano 2847 VII| sonnamboli, fu ritrovato, che nuotava in un fiume. Il chiamarono 2848 XVI| finora, che lodatori. E nuova forse né pure è da dire, 2849 II| a quelle persone, tornar nuovamente a studiare per sapere infin 2850 XVI| dirò lavorieri fatti nelle nuvole (il che in fine poco importa) 2851 VI| sieno a lei presenti gli obbietti, di cui ne vede e sente 2852 Lett| quistioni, conclusioni, obbiezioni, e risposte, e con decidere 2853 III| possa fare, tanto più ci obbliga ad ammirare la potenza e 2854 VI| divien predominante, con obbligar la più debole a tenerle 2855 V| i quali non ci è tosto obbligazion di credere sogni provenienti 2856 XIX| rivelata. Fate, che capisca l'obbligazione di amare, adorare, e ubbidire 2857 XVII| natura, e di cui abbiam l'obbligo a chi tutto fece con una 2858 XX| enim & abiit, & statim, oblitus est, qualis fuerit. Delle 2859 XI| cattos horrori habent, passim obvii sunt. E truovansi persone, 2860 XII| destro piede era veramente di oca. Se il caso è vero, non 2861 XVII| il sistema delle cagioni occasionali, che il padre Malebranche 2862 X| sola volontà e con sole occhiate l'avvelenar chi è sano. 2863 V| potuto schiantarla affatto in Occidente, dove anche oggidì truova 2864 XX| intelletto, per meglio esaminare occorrendo, se quella contenga il vero 2865 IV| che l'anima ha in molte occorrenze la possanza di risvegliar 2866 XX| portano quella vivacità, che occorrerebbe, per resistere all'empito 2867 IV| uno scampo, qualora gli occorresse di difendere sé stesso dalla 2868 X| corpo di là. Di più non occorse per ordinare, che queste 2869 Lett| i loro feti: nel che si occupa la maggior parte di esso 2870 XX| studio delle lettere, od occuparsi in altri onesti esercizj, 2871 VIII| parziale, cioè, che si truovano occupati da un solo pernicioso fantasma, 2872 III| sfigurar quelle, che prima occupavano quel sito, e col nuovo inchiostro 2873 XII| cinquantesimaquarta. Col cibo dato alle oche della casa del colonnello, 2874 XII| quel tumulto. Ma che? Un ocone maschio col piè destro alzato, 2875 XX| quanta ne verrebbe dell'oculare ispezione di que' medesimi 2876 XIX| contrario l'impurità da lui odiata e condennata, ci fa perdere 2877 IV| gabinetto le cose, che allora odono, veggono, e imparano, se 2878 XVII| che vede, che gusta, che odora, che tocca. Se nulla a noi 2879 II| cosa o veduta, o udita, o odorata, o gustata, o toccata. Oltre 2880 VIII| peccaminose, egli non pecca, né offende Dio; e degno è di compatimento 2881 II| più volte osservato, che offeso il cervello per qualche 2882 XI| passioni, può e suole anch'essa offuscar la luce dell'intelletto 2883 IX| da dire, se ne proviene offuscazion di mente, dimenticanza delle 2884 IX| egli a me rivolto: Saranno oggimai, disse, sgombrati i dubbj 2885 XVIII| nell'anno climatterico. Ogniqualvoltaché si affaccia alla mente questo 2886 XVI| presente in Germania, in Olanda, e sopra tutto in Inghilterra, 2887 III| E un organista cieco in Ollanda, tastando leggiermente le 2888 XIV| gente, che converte anche l'ombre in propria contentezza. 2889 XI| la giustizia fatta di un omicida, preso da un improvviso 2890 X| santo Agostino dichiarò nell'Omilia vigesima seconda sopra la 2891 X| drago, i cui spiriti ad esso omogenei, ma contrarj a quel dell' 2892 XVII| che nulla si pensa, se onesta sia ed approvata dalla ragione 2893 XIX| esaminare, se sieno anche oneste, commuovono forte gli appetiti, 2894 V| antichi greci, chiamati onirocritici, che trattano delle varie 2895 XVII| questo farsi da lui colla sua onnipotenza. Ma si torna a ricordare 2896 XIII| dal possesso di qualche onorevol posto, o che gli ha usato 2897 XX| tanti si ritruovano, che ad onta di queste salutevoli idee 2898 VII| maraviglioso, benché tutto questo operasse nelle tenebre, pure vedea 2899 XVII| servendo, e l'altra comandando, operassero ciò, che si conviene all' 2900 X| male, o guarigion di mali, operata con inusitati ed improprj 2901 X| straordinarj, alla potenza ed operazion del diavolo attribuiva: 2902 VIII| paziente, si venne alla grande operazione. Saltarono in terra segnate 2903 IV| e difficultà di chi può opporre un neo ad ogni nostra ragione. 2904 VIII| volere, e tolta a lei l'opportuna posatezza, per esaminar 2905 XVI| sostentano forte contro tutte le opposizioni, spiegandosi col supposto 2906 III| configurazioni. Così nella camera optica si osserva ridotta in poco 2907 XV| scilicet, si ad intelligendos opus ingenio. Felicissimo era 2908 IX| nell'opuscolo quinto De Oratione, e seco il sopralodato cardinale 2909 XI| declamazioni di qualche sacro oratore, talvolta anche indiscreto, 2910 IV| ci mettiamo a recitare l'orazion domenicale, o pure un salmo, 2911 XVI| sieno dissomiglianti dagli orbi, che fanno alle bastonate. 2912 IX| sortendo dalle protuberanze orbiculari, per le braccia duretane 2913 XX| si ha da considerare l'ordinaria moltiplicazione degli atti, 2914 VI| supponendole arrivate agli ordinarj condotti de' nervi sensorj, 2915 III| fantasia sì ricca, e sì ordinata. Basta mirar tanti sacri 2916 V| maestria di Dio in formar gli ordini del nostro sognare. Dissi 2917 X| miserabili. Il perché egli ordinò, che per alquante notti 2918 XVI| co' proprj occhi le tele ordite da chi ci ha formati, francamente 2919 XV| dipende l'invenzione, o sia l'orditura di tutta la tela, che è 2920 III| colore dall'altro. E un organista cieco in Ollanda, tastando 2921 II| azioni, benché la grossa organizzazion del capo sia la stessa in 2922 XX| necessarj per rintuzzare l'orgoglio della nostra fantasia, allorché 2923 XIII| parola dapertutto, questo orgoglioso e dilettevol fantasma comparisce 2924 V| in alcune contrade dell'Oriente, non si è mai potuto schiantarla 2925 IX| straordinarie astrazioni, originate da cagion naturale. Comune 2926 XII| dispensati dal crederli tutti originati dall'immaginazion delle 2927 V| veruna, che i vasi dell'orina piena, e che anche gli spiriti 2928 XVI| per tanto illuminati, e ornati di sapere. Abbiam purtroppo 2929 XV| pensieri, né vi comparirà l'ornato di sentimenti e passi presi 2930 I| Luigi XIV né pur seppe l'orologiere di esso re scoprirne il 2931 X| raunanza, cloaca di nefande oscenità. Attestarono all'incontro 2932 VII| un quarto di ora se gli oscurava la fantasia, e quasiché 2933 XVI| dee bastare, che se sono oscure molte cose, proposte a noi 2934 IV| se vo sospettando dell'oscurità affettata in quella sua 2935 Lett| materiale potenza. Così oso ed oserò io di nominarla, chiedendone 2936 XII| mie forze e lumi, ch'io osi di profferire sentenze alcuna. 2937 VII| svegliatosi nella ripa di là, non osò di ripassarlo, senza aspettare 2938 VIII| mia sanità traballante. Osservai, che contra il mio solito 2939 VII| mentre stava attentamente osservandolo il signor Reghellini con 2940 XX| salvo la rocca dell'anima, osservandosi tanti giovani ben allevati, 2941 VII| che venissimo a vederlo ed osservarlo. Io il riguardai lungo tempo 2942 IX| dovrebbe religiosamente osservarsi, sarebbe di non portar mai 2943 X| notti le guardie a vista le osservassero sempre. Confessarono esse 2944 XII| non si può negare per le osservazioni fatte da valenti medici. 2945 I| un rozzo contadino, egli osserverà ed ammirerà quel regolato 2946 XIX| vita loro. Ma niun di essi osserverete, che non fosse nel tempo 2947 IV| tanta diversità di essa si osservi negli uomini. Nasce questa 2948 X| da Dio di guarire i veri ossessi; ma hanno anche la disgrazia 2949 XVI| accidenti favorevoli, gli ostacoli e i pericoli, e i mezzi, 2950 VII| eziandio, che trovando qualche ostacolo per viaggio, lo schivano, 2951 XVIII| quando sia fatto per sola ostentazion d'ingegno, e nulla serva 2952 XI| fantasia sì vivamente ed ostinatamente le presenta avanti. Certo 2953 VIII| Così altri si son veduti ostinati in credere di avere il capo 2954 VIII| evidenza medesima: laddove l'ostinazion del pazzo consiste in sostener 2955 VIII| nondimeno darsi, chi si ostini nel suo parere contro l' 2956 Lett| nelle donne, cagionati da ostruzioni de' fluidi, e dall'impedita 2957 IX| anno quarto, osservazione ottantesima prima; e di due altre all' 2958 VII| corpi reali, se sono affatto ottenebrati, non possono tramandare 2959 VI| ma finora non ho potuto ottener dalla mia testa, ch'essa 2960 XIII| lor anima in ismanie per ottenerlo. Crescendo poi l'età, e 2961 VII| appunto per via de i nervi ottici porta al cerebro, o sia 2962 XX| delle corporee. E ciò si ottiene coll'udir sovente la parola 2963 | otto 2964 VII| essercizio. Una sera sul fine di ottobre dopo cena ci mettemmo a 2965 XIX| intelletto acuto, che chi l'ha ottuso. E ciò perché non ci vuol 2966 XX| libertà di mente, per cui può pacatamente pesare i motivi di operar 2967 VIII| sconvolgimento ordinariamente pacato di alcune particolari idee: 2968 XI| cibo molto ben egli farà la pace. Così gl'infermi, pel desiderio 2969 VIII| fantasia fa in certa guisa da padrona, mettendo davanti alla mente 2970 XIX| cristiana. Gli stessi filosofi pagani, che maggiormente si accreditarono 2971 III| coll'accompagnamento di quei paggi e cavalieri, e ciò ch'egli 2972 VIII| portò seco nascostamente un pajo, e dopo un bell'apparato 2973 VI| stampati nell'anno 1738 in Palermo, trattò questo argomento 2974 X| non per altro, perché il palesare la lor vita bestiale basta 2975 IX| storcimenti di volto e di membra, pallidezza, parole disordinate, lamenti, 2976 VII| dopo averlo attaccato a un palo, s'inviò assai tranquillamente 2977 VII| tremore nelle membra, e da una palpitazion di cuore, con cui si riduceva 2978 VII| addormentatosi in cucina sopra di una panca, parlato che ebbe di varie 2979 VII| effettivamente cenò, col mangiare tre pani, e molta insalata, ch'egli 2980 VII| tempo; scompigliò tutti i panni, e dopo averli rimessi in 2981 XIV| ne rallegri, e non se ne paoneggi, con riguardare se stesso 2982 XIV| credono tante regine, e si paoneggiano per avere, e saper sempre 2983 X| Avicenna, del Pomponazio, di Paracelso; e di altri simili visionarj 2984 XVI| deliramenta, e di simili paradossi, e particolari opinioni, 2985 XX| altro sesso più sono senza paragon coloro, che menano con saviezza 2986 IX| piacere di questa vita potea paragonarsi al provato da lei. Aggiunse 2987 | parecchie 2988 XIII| che da essa ridondano, parendo a costui, che la maggior 2989 XII| succeduto in persone sue parenti: del che era egli buon testimonio. 2990 VII| non urtare il corpo nelle pareti. Il che spesso accade, ma 2991 IX| parlanti, se non che a lui pareva, che fossero lontane. Come 2992 VII| cui si riduceva a letto. Parevagli alle volte ancora di non 2993 XV| di Quintiliano, il quale parlando degli oratori scrive: A 2994 VIII| no, mi fa un gran torto, parlandomi in questa maniera. Se poi 2995 IX| degli uomini chiaramente parlanti, se non che a lui pareva, 2996 XIV| e chi si arrischiasse a parlarne diversamente, il men che 2997 IX| conservare il suo corpo. Parlasi ancora di una epilepsia 2998 XVI| i suoi seguaci una volta parlasserro dei cieli, della lor divisione, 2999 VI| che presti delle buone parlate a quell'interna commedia, 3000 VIII| verità. Se uno o più gli parlavano in contrario, alla mente 3001 XV| piacere, ma non v'istruiranno; parleran di tutto, ma senza saper 3002 VIII| pazzi, che sensatamente parleranno per qualche tempo, né voi 3003 XV| giovare a i mortali. Di ciò parleremo più abbasso. Intanto mi 3004 Lett| manchi il sole, allorché parliamo dell'anima nostra; imperciocché 3005 VII| Ma cotal riflessione non parmi, che possa mai appagare. 3006 VIII| cominciai la fabbrica della parrocchiale mia chiesa della Pomposa 3007 X| pertutto, gridando indarno i parrochi per far cessare questi vani 3008 VIII| sonno le sue forze, pure partecipa del disordine dell'altra 3009 IX| dimorammo, alla fin della quale partendo lo spirito, come intesi