Vol.,  Libro

 1   I,     1| damigelli francesi e di eunuchi romani cantavano, accompagnati
 2   I,     1|       freno alle ribalderie dei romani pontefici che tre in una
 3  II,     1|   Ildebrando, ragunati i nobili romani ed i cardinali, proclama
 4  II,     1|      cristianità. Collaudate, o Romani, l'elezione dei cardinali?»~ ~
 5  II,     1|         patisse l'insolenza dei Romani, i quali si volevano sottrarre
 6  II,     1|    Guiscardo di parecchi baroni romani.~ ~Guiberto arditamente,
 7  II,     1|         non potendo contare sui Romani, gente mutabile, indocile
 8  II,     1|       arcivescovo di Ravenna, i Romani, e tolti in massa gl'Italiani
 9  II,     1|     volte scomunicato. I nobili romani, avversi al papa, lo avevano
10  II,     2|         la grazia di Dio re dei Romani ad Ildebrando.~ ~«Tale saluto
11  II,     2|         è invece imperadore dei Romani, patrizio di Roma. Si disdica
12  II,     2|         Roma è dovuto al re dei Romani. Con maligna arte hai sedotti
13  II,     2|         di Enrico imperator dei Romani, empio che con feroce superbia
14  IV,     5|       Indi tentava l'assalto. I Romani da su le mura gli opponevano
15  IV,     5|       guarnigioni molestavano i Romani, si fece ascrivere all'ordine
16  IV,     5|        Buglione parlamentari ai Romani.~ ~Questi raccolsero il
17  IV,     5|      ancora unto imperadore dei Romani; che egli non si è presentato
18  IV,     5|     Gregorio però, udito come i Romani lo scongiurassero, rispose
19  IV,     5|            Udita la risposta, i Romani si levarono a tumulto e
20  IV,     5|    entrare il re.~ ~Ma i nobili romani, che volevano innanzi patteggiare
21  IV,     5|       danneggiava grandemente i Romani, e si appresta a rinnovare
22  IV,     5|       gli alfieri che i soldati romani voltino le spalle a canaglia.
23  IV,     5|         gridori questi pazienti Romani.~ ~- Gridori? peste! dite
24  IV,     5|     ampio pavese, ingiungeva ai Romani di arrendersi. Questi però
25  IV,     5|      dire che questi birboni di Romani non intendano mica affatto
26  IV,     5|       del senato e dei patrizii romani.~ ~I due primi patti furono
27  IV,     5|    spiccò Rolando coi cavalieri romani a rinforzarli; ma previde
28  IV,     5|      molti inferocivano. E  i Romani cedevano,  quei del duca
29  IV,     5|     capo di domare gli ostinati Romani, immaginò distoglierli dalla
30  IV,     5|      tutto ridotto in cenere. I Romani allora, per salvarsi dal
31  IV,     6|         senatori e dei patrizii romani col favor della notte si
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